Salve sono una ragazza di 29 anni,sono single da 3 anni con convivenza , i prima due anni dopo la ro

25 risposte
Salve sono una ragazza di 29 anni,sono single da 3 anni con convivenza , i prima due anni dopo la rottura sono stata malissimo,e da un anno a questa parte esco con qualche ragazzo ma poi alla fine finisce abbastanza presto. Invece ora da un paio di mesi ho conosciuto un ragazzo mio cotaneo e mi è piaciuto per i suoi modi di corteggiare. Non è nei miei standard perché vedo più un uomo accanto a me invece lui è ancora ragazzo diciamo. Mi piace quando stiamo insieme perché a lui piace tanto il contatto come me,mi ha presentata ai suoi amici come la sua fidanzata ma ovviamente non lo siamo ,e mi sento di nuovo adolescente con lui anche quando andiamo a letto è molto dolce con me. A volte abbiamo litigato perché riusciamo a vederci e sentirci poco per via del suo lavoro ,però lui è sempre tornato da me. Ora partiremo tutti e due per la stagione estiva ma in due posti differenti e quindi ci saluteremo e giugno e ci rivediamo a settembre. Io ho paura di stare male e cerco di distrarmi sentendo anche altri ragazzi per non innamorarmi di lui perché si sa che nelle stagioni estive può succedere di tutto e ce lo siamo anche detti . Lui dice che a me ci tiene ed è tanto interessato però da una parte vorrei fermare subito questa cosa per stare il meno male possibile insomma . Poi penso che lui non è il mio tipo ma non so perché c’è qualcosa che mi lega tanto a lui,forse ho bisogno di attenzioni mi dico o forse c’è davvero qualcosa , a volte sento che le storie più belle sono le più complicate all’inizio , la mia unica e sola paura è di stare male e non voglio assolutamente. Anche se in cuor mio sento che questa storia non decollerà . Aiutooo
Dott.ssa Martina Panaro
Psicologo
Casoria
Cara, quello che stai attraversando è un momento di vulnerabilità e allo stesso tempo di riscoperta. Dopo una rottura lunga e dolorosa, è normale sentire il bisogno di proteggersi e, al contempo, il desiderio di provare di nuovo emozioni forti, come quelle che questo nuovo ragazzo ti sta facendo riscoprire.
Quello che descrivi – sentirti adolescente, amata nel contatto fisico, ma anche insicura per la distanza e per la mancanza di chiarezza – è un conflitto tra la tua parte razionale (che dice “non è il mio tipo, voglio evitare il dolore”) e la tua parte emotiva (che dice “mi fa stare bene, c’è qualcosa che mi lega”).
Il punto non è spegnere queste emozioni, ma cercare di capire cosa desideri davvero tu, al di là della paura. Se scegli di frequentarlo solo per non sentirti sola, potresti alimentare ancora di più il dolore futuro. Se invece ti rendi conto che questa relazione – anche se non è “perfetta” – ti dà qualcosa di autentico, allora potresti viverla con più leggerezza, accettando che magari sarà una parentesi estiva… ma anche che ogni esperienza può insegnarti qualcosa.
Il vero nodo è la paura di stare male. Ma evitare una storia per paura del dolore non ti protegge davvero, ti blocca. Il consiglio è questo: non prendere decisioni basate sulla paura, ma sulla consapevolezza. Chiediti: “Cosa mi fa davvero bene adesso?” Se la risposta è "vivere questa esperienza per quello che è", allora goditela, con i piedi per terra ma il cuore aperto. Se invece senti che ti destabilizza troppo, forse è il momento di lavorare prima sul tuo equilibrio interiore.

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Dott.ssa Marina Bonadeni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve. La paura di soffrire è normale, ma diventa un problema quando si rinuncia a vivere la vita per non soffrire. Lei, nonostante sia attratta da questo ragazzo, fa di tutto per non innamorarsene. Mi chiederei perchè voglia fare prevalere una figura ideale, piuttosto che una persona reale e disponibile nei suoi confronti. Se il problema è una questione di maturità del ragazzo che non riscontra essere sufficiente per i suoi standard o solo la paura di soffrire. In ogni caso, le consiglierei di fare un breve percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale per capirsi meglio e agire conseguentemente per ilo suo proprio bene.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Marina Bonadeni
Dott.ssa Alessandra Motta
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Cara ragazza,
il vero problema non è lui, ma la tua paura di soffrire. Cercando di proteggerti evitando il coinvolgimento, in realtà finisci per amplificare la tua ansia e sabotare ogni possibilità di vivere serenamente il rapporto.
Se vuoi davvero aiutarti, devi ribaltare la logica: **non tentare di controllare ciò che non puoi controllare** (i sentimenti futuri o il comportamento dell’altro), ma impara a goderti il presente, **accettando il rischio** come parte stessa del piacere di amare.
Solo chi osa vivere senza paracadute impara a volare davvero.
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,

la sua domanda sembra danzare tra due spinte opposte: proteggersi dal dolore… e lasciarsi andare a qualcosa che la fa sentire viva. Ma si è mai chiesta se vuole davvero evitare la sofferenza… o solo quella che arriva senza significato?
Forse non è questione di “giusto tipo”, ma di che parte di sé sta incontrando, attraverso questo legame così disordinato e tenero.
E se la vera domanda fosse: che bisogno sta provando a colmare… e che desiderio invece sta provando a nascere?
Se le va, potremmo esplorarlo insieme.

Un caro saluto,

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Giulia Virginia La Monica
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trento
Gentile Utente,
l'amore è un'immersione in mare con alti e bassi, ferite e gioie. Si ama intensamente anche e nonostante il rischio di rimanere feriti. Non so quante certezze ci si possa promettere, però si può navigare a vista anche se un po più lontani e, rimanendo in contatto, viaggiare giorno dopo giorno.
Spero che questa immagine La sostenga nel vivere i momenti piacevoli e viversi in maniera "equilibrata" tra timori e passioni.
Un saluto
Dott.ssa Malvina Stafaj
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, capisco le sue paure, ma a volte l’ansia di proteggersi dal dolore futuro rischia di farle perdere la bellezza di ciò che sta vivendo adesso. Le relazioni, soprattutto all’inizio, vanno vissute nel qui e ora, senza pretendere di controllare quello che succederà. Si conceda di godersi questo momento, di assaporare le emozioni positive, senza lasciarsi bloccare dalla paura. Ogni esperienza, anche se non dovesse durare, può arricchirla e insegnarle qualcosa di importante su di sé e sugli altri.
Dott.ssa Ilenia Morreale
Psicologo, Psicologo clinico
Trento
Ciao,
intanto ti ringrazio per aver condiviso così apertamente la tua storia. È molto importante riconoscere i propri sentimenti e il tuo messaggio mostra quanto tu sia già consapevole di ciò che provi.
Da quello che racconti, emergono diversi vissuti: da un lato il piacere e la leggerezza che provi con questo ragazzo, dall’altro la paura di soffrire nuovamente e il bisogno di proteggerti. È normale, dopo una rottura dolorosa, sviluppare una maggiore sensibilità verso il rischio emotivo.
Stai vivendo una relazione che ti dà attenzioni e momenti belli, ma che allo stesso tempo ti genera incertezza, probabilmente perché percepisci una differenza tra ciò che desideri razionalmente (un uomo "pronto", maturo) e ciò che invece senti emotivamente (la connessione, il piacere della compagnia, la dolcezza).
Ti suggerisco di chiederti:
- Cosa mi fa stare bene davvero in questa relazione?
- Sto vivendo questa esperienza in modo libero o per paura della solitudine?
- Come posso proteggere il mio benessere emotivo senza chiudermi per paura di soffrire?
Procedere con piccoli passi, ascoltando come ci sentiamo davvero — senza forzare né idealizzare — è spesso il modo migliore per far chiarezza dentro di noi.
Dott.ssa Francesca Natale
Psicologo, Psicoterapeuta
Carrara
Ciao, grazie per aver raccontato con tanta sincerità quello che stai vivendo.
È normale provare emozioni contrastanti: da una parte la gioia di sentirti viva e cercata, dall’altra la paura di soffrire ancora. Quando una storia ci tocca nel profondo, spesso non segue le regole o gli "standard" che ci eravamo immaginati.
A volte, le cose più vere si scoprono solo vivendole, senza troppo controllarle. Capisco il tuo bisogno di proteggerti, ed è giusto ascoltarlo, ma anche permetterti di restare un po' aperta a quello che succede, passo dopo passo, senza fretta e senza forzature.
L’estate vi porterà in due strade diverse per un po’, e anche questo potrebbe aiutarti a capire meglio cosa desideri davvero. Qualunque sia l'esito, l'importante è che tu stia dalla tua parte, rispettando i tuoi tempi e i tuoi sentimenti.
Ti auguro che, in ogni caso, sia un'esperienza che ti arricchisca.
Un caro saluto!
Dott.ssa Lucrezia Giuliani
Sessuologo, Psicologo clinico, Psicologo
Grosseto
Gentile utente, grazie per la sua condivisione. Il mio parere professionale sarebbe quello di intraprendere un percorso di supporto psicologico in questo momento. Sento la fatica nelle parole che utilizza per descrivere la situazione che sta vivendo e sono certa che trovandosi in uno spazio di ascolto senza giudizio potrebbe giovarne. Mi rendo conto che la possibilità di soffrire sia difficile da gestire e che si voglia allontanare il più possibile, tuttavia se la soluzione diventa "scappare" piuttosto che allontanarsi consapevolmente dopo aver riflettuto, allora forse meriterebbe di essere osservata da vicino questa compensazione. Infine l'ultima parola che ha utilizzato credo sia la somma di tanti pensieri che stanno attraversando la sua mente e che meriterebbero di trovare un loro ordine. Resto a disposizione, cordialmente, dott.ssa Lucrezia Giuliani.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, la ringrazio per aver condiviso una parte così intima e delicata del suo vissuto. Dalle sue parole emerge chiaramente un’intensa ambivalenza emotiva, che può sembrare difficile da decifrare ma che, con uno sguardo attento, racconta molto di ciò che sta vivendo e delle sue attuali difficoltà. Venendo da una relazione importante e da un periodo molto doloroso, è comprensibile che oggi lei si senta particolarmente sensibile e attenta nel proteggersi da nuove sofferenze. Il fatto che stia cercando di aprirsi di nuovo all’incontro con l’altro, pur con delle cautele, è comunque un segnale importante di resilienza e di desiderio di costruire qualcosa di bello per sé stessa. Il legame che descrive con questo ragazzo sembra portarle emozioni positive, leggerezza, contatto fisico ed emotivo, ma anche incertezze, timori e dubbi. In particolare, lei sottolinea quanto sia attratta dalla sua dolcezza e dal modo in cui si comporta quando siete insieme, eppure sente che non rientra pienamente nei suoi “standard”, quasi come se ci fosse una discrepanza tra ciò che prova e ciò che pensa dovrebbe provare per poter investire davvero in una relazione. In questo punto può nascondersi un conflitto importante: da un lato il desiderio di vivere l’amore in modo autentico, dall’altro una parte più razionale che cerca di prevedere, controllare, e soprattutto proteggere da possibili delusioni. Questo tipo di conflitto è comune soprattutto in chi ha sperimentato relazioni intense che si sono concluse in modo doloroso. È comprensibile anche il fatto che si senta spinta a “distrarsi” o a sentire altre persone per evitare di soffrire. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, questo può essere letto come una strategia di evitamento: cercare di ridurre l’ansia legata al legame affettivo per mezzo di un comportamento che apparentemente le dà un senso di controllo, ma che nel lungo periodo rischia di alimentare insicurezza e confusione. Più si cerca di evitare la possibilità di soffrire, più si rinforza nella mente l’idea che l’amore sia pericoloso o che il dolore sia inevitabile. Il tema centrale che emerge è la paura di soffrire. E questo è perfettamente umano. Ma va anche compreso come questa paura può condizionare le sue scelte e i suoi comportamenti. Quando lei scrive “in cuor mio sento che questa storia non decollerà”, potrebbe essere proprio una voce interiore guidata dalla paura, dal desiderio di anticipare un dolore che ancora non esiste, nel tentativo di proteggersi. Ma ciò che spesso succede è che ci si priva anche della possibilità di vivere pienamente un’esperienza che, seppur incerta, potrebbe comunque arricchirla e insegnarle qualcosa su di sé e sugli altri. Un aspetto su cui potrebbe riflettere, magari anche con l’aiuto di un percorso terapeutico, è proprio la sua tendenza a voler capire tutto prima del tempo, a voler avere risposte certe per non rischiare. Questo è un meccanismo molto diffuso nei disturbi d’ansia, dove la mente cerca continuamente garanzie e rassicurazioni per prevenire la sofferenza. Ma l’amore, come tutte le esperienze profonde, non può essere previsto o controllato in ogni suo aspetto. Il lavoro terapeutico aiuterebbe proprio a tollerare meglio l’incertezza, a riconoscere i pensieri disfunzionali legati alla paura dell’abbandono o alla svalutazione di sé e a sviluppare maggiore fiducia nella propria capacità di affrontare le emozioni, anche quelle dolorose. Infine, vorrei dirle che è legittimo avere paura e non voler stare male, ma è altrettanto legittimo desiderare un legame che la faccia sentire amata e vista. Non deve scegliere ora se questa storia è quella “giusta” o “sbagliata”. Può invece scegliere di restare nel presente, di ascoltare come si sente davvero quando è con lui, di osservare i suoi comportamenti e le sue emozioni, senza giudicarle o affrettare conclusioni. Con il tempo e con la giusta consapevolezza, saprà orientarsi con maggiore chiarezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Jessica Furlan
Psicologo, Psicologo clinico
Fiumicino aeroporto
Buongiorno, la invito a viversi la storia con l'istinto e le sue sensazioni del suo corpo perchè sono queste che le diranno la verità e quello di cui lei ha e avrà bisogno, lasci la razionalità da parte, altrimenti, quello che la farà soffrire sarà il fatto di viversi ogni esperienza a metà perchè sempre bloccata dalla paura di quello che succederà.
Si lasci andare e si permetta di farsi stupire dalla vita, forse scoprirà che questa, merita fiducia di essere vissuta a pieno senza il freno a mano tirato.
Crearsi già in partenza gli scenari finali delle situazioni non le eviteranno le delusioni o i dolori quindi, le consiglio di vivere fino in fondo ogni occasione che deciderà di cogliere e di esporsi perchè potrà scoprire la bellezza che la circonda nelle persone che vorranno starle accanto senza nessun torna conto.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Dott.ssa Cristina Binda
Psicologo, Psicologo clinico
Como
Buongiorno, sento un po' di ambivalenza tra le righe del Suo racconto;
da un lato il bisogno di sicurezza e dall'altro il desiderio di leggerezza, mi arrivano emozioni in contrasto tra cui la paura che Lei cita, a tratti rassicurata dalle parole del ragazzo in questione.
Penso che sarebbe utile andare a comprendere meglio il Suo sentire per poi definire meglio la situazione con lui
Dott.ssa Stefania Militello
Psicologo, Psicologo clinico
Sassari
Gentile Utente,
comprendo la sua confusione: da un lato l’affetto e la leggerezza che prova con questo ragazzo, dall’altro la paura di soffrire ancora. È normale sentirsi divisi dopo una rottura importante, soprattutto quando si crea un legame che, pur non corrispondendo ai “canoni abituali”, la fa sentire vista e desiderata.
Il bisogno di proteggersi è comprensibile, ma può generare ulteriore confusione. Le consiglio di chiedersi se sta vivendo la relazione per ciò che è ora, o se la sta frenando per paura del futuro. Un confronto con un professionista potrebbe aiutarla a fare chiarezza sulle sue reali esigenze affettive.
Un caro saluto.
Ciao,
quello che racconti è un mix di emozioni molto autentiche: da una parte il desiderio di lasciarti andare a qualcosa che ti fa stare bene, dall’altra la paura di soffrire di nuovo. È del tutto comprensibile, soprattutto dopo una rottura importante e un periodo difficile.

Questo ragazzo sembra averti fatto riscoprire leggerezza, dolcezza e vicinanza fisica—tutte sensazioni positive. Allo stesso tempo, percepisci dei limiti: la distanza estiva, i suoi tempi ristretti, e il fatto che forse non rispecchia pienamente l’idea che hai di un partner “da costruire un futuro insieme”. È normale che tutto questo generi confusione.

Cercare di “distrarsi” parlando con altri ragazzi per non innamorarti è un meccanismo di difesa comprensibile, ma forse rischia di complicare ancora di più le tue emozioni. Forse puoi provare a chiederti: cosa cerco davvero in una relazione oggi? Sto vivendo questa storia per bisogno di attenzioni o c’è qualcosa che davvero mi nutre?

Non devi avere tutte le risposte adesso. Però meriti di stare bene, con chiarezza e rispetto per quello che provi. Se senti che la paura di soffrire sta guidando troppo le tue scelte, parlarne con qualcuno in uno spazio neutro, come un percorso psicologico, può aiutarti a fare un po’ di ordine dentro di te.

Sono qui se vuoi approfondire insieme.

Janett Aruta,
Psicologa - ricevo su MioDottore
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Capisco il tuo timore di soffrire, perché quando ci apriamo a qualcuno che ci tratta con tenerezza e spontaneità rischiamo di restare vulnerabili. Quel senso di “adolescenza” che provi con lui rivela il piacere di sentirti desiderata e protetta, un’emozione a cui hai rinunciato dopo la tua lunga storia precedente. Allo stesso tempo, il suo stile “da ragazzo” può farti dubitare della sua capacità di impegno a lungo termine, soprattutto se vi separerete per diversi mesi.

In questi casi può aiutare osservarsi senza giudizio: anziché distrarti con altri pretendenti, prova a dare spazio alle tue emozioni, annotando di volta in volta cosa senti davvero quando siete insieme e cosa temi nei momenti di distanza. Parlategli apertamente delle vostre incertezze, chiedendovi reciprocamente che cosa vi aspetta al vostro ritorno a settembre: questo vi darà un’idea più chiara delle vostre intenzioni, riducendo l’ansia dell’ignoto.

Accettare che l’amore comporti sempre un rischio non significa buttarsi a capofitto senza misura, ma imparare a bilanciare apertura e cura di sé. Se senti che la relazione non può decollare, mettiti in ascolto del tuo istinto: a volte è proprio il timore di lasciarsi andare che ci impedisce di testare se quei legami possono trasformarsi in qualcosa di più stabile. Concediti di vivere questa storia per quello che è in questo momento, senza forzare definizioni, e valuta insieme a lui se vale la pena coltivarla oltre l’estate, riconoscendo il valore di ogni emozione, anche quelle che fanno un po’ male.
Dott.ssa Eleonora Fiorini
Psicologo clinico, Psicologo
Terracina
si sente forte la sua paura di stare nella relazione ma di stare con tutte e due le scarpe. Ancora forse questa cosa non è stata decisa per paura di soffrire ma nel mentre non si vive e non si investe nella relazione anche solo per capire se può funzionare o no. il dolore se facciamo finta che non ci sia e non lo ascoltiamo non svanisce anzi, assume nuove forme e torna sulla scena ancora più forte. Sembra che che lei voglia anestetizzarsi per non sentire ma così rinuncia anche alla parte più bella. Vale la pena?
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, comprendo quanto sia confusa e vulnerabile in questo momento, perché ciò che sta vivendo tocca corde profonde legate sia alla sua storia personale che al bisogno umano di vicinanza e sicurezza affettiva. Dopo una lunga relazione conclusasi con sofferenza e una fase di solitudine, è naturale che ogni nuova conoscenza riattivi timori, speranze e un bisogno di protezione dal dolore.

Da ciò che racconta, sembra che questo ragazzo le susciti emozioni genuine, con una leggerezza e una dolcezza che la fanno sentire viva, desiderata e spensierata. Il fatto che non rientri esattamente nei suoi "standard" non è necessariamente un segnale negativo: a volte, proprio quando ci permettiamo di andare oltre gli schemi abituali, possono emergere connessioni autentiche. Tuttavia, è importante anche riconoscere e rispettare le proprie sensazioni, comprese quelle che la fanno dubitare o che le comunicano un senso di provvisorietà.

La sua paura di soffrire sembra essere il vero nodo emotivo. Per difendersi, lei tenta di razionalizzare (dicendosi che lui non è il suo tipo) o di tenere aperti altri contatti, nel tentativo di non legarsi troppo. È una strategia comprensibile, ma rischia di creare una distanza emotiva anche con sé stessa, rendendo più difficile capire cosa realmente desidera.

La separazione estiva rappresenta un banco di prova non solo per la relazione, ma anche per la sua capacità di tollerare l’incertezza e di fidarsi del proprio sentire, senza dover controllare tutto per evitare il dolore. Si chieda con onestà: è più importante proteggersi a tutti i costi o vivere, pur con la consapevolezza che i legami comportano inevitabilmente un margine di rischio? Non esistono formule per evitare completamente la sofferenza, ma esiste la possibilità di stare in contatto con ciò che è vero per sé stessi, passo dopo passo.

Potrebbe essere utile un percorso psicologico per esplorare in profondità cosa cerca oggi nelle relazioni, come vive il legame e quali paure si attivano di fronte alla possibilità di affidarsi di nuovo. Questo la aiuterebbe a costruire relazioni più consapevoli, senza rinunciare alla bellezza dei sentimenti per timore di stare male.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino



Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Ciao, comprendo perfettamente il tuo stato d'animo. Le emozioni che stai vivendo sono complesse, specialmente quando si entra in una relazione in cui si è ancora incerti riguardo al futuro e si teme di soffrire. La tua paura di stare male è comprensibile, soprattutto considerando la tua esperienza passata e il fatto che ci siano dei dubbi sulle intenzioni del ragazzo. Le relazioni, in particolare quelle che nascono in situazioni non completamente chiare, possono portare a confusione e a emozioni contrastanti.

È anche normale cercare di proteggersi, distrarsi e avere paura di innamorarsi, quando c'è una parte di te che non è completamente convinta della relazione. Tuttavia, come hai giustamente accennato, la bellezza delle storie d'amore più forti può arrivare anche dai momenti più complicati inizialmente. La cosa più importante è che tu ascolti te stessa, i tuoi sentimenti, e che sia consapevole di ciò che desideri veramente in una relazione, senza forzare te stessa in una situazione che ti crea ansia.

A volte, una relazione non si sviluppa nel modo in cui ci aspettiamo, e questo può portare sia a soddisfazione che a delusione. Sarebbe utile e consigliato approfondire questi sentimenti e riflessioni con uno specialista che possa aiutarti a capire meglio le tue emozioni e a fare chiarezza sulle tue paure e desideri in modo sano.

Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Giulia Sedda
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno cara utente, capisco molto bene le paure che ha descritto. E' comprensibile sentirsi spaventati all'idea di un distacco. La strategia che sta mettendo in atto, ovvero quella di provare a non innamorarsi, ci dice che forse il timore di legarsi intimamente è da lei molto desiderato ma al tempo stesso temuto. Riflettere su cosa implica per lei legarsi emotivamente a qualcuno, con il rischio di perdita che necessariamente ne deriva, può essere un buon punto di partenza per comprendere meglio come poter gestire questo suo timore. Mi sembra di capire che prova confusione circa i sentimenti e le emozioni che sente verso il suo compagno ma mi sento di dirle che, spesso, questo nasce da qualcosa di più profondo e personale che, magari, può provare ad approfondire con un professionista. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Un caro saluto
Dott. Dimitri Abate
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
Gent.ma,

la ringrazio per aver condiviso con tanta apertura i suoi sentimenti e le sue paure. Comprendo quanto sia difficile vivere questa incertezza emotiva.

È assolutamente umano temere la sofferenza quando si inizia a provare un legame affettivo, soprattutto dopo esperienze passate dolorose. La paura di stare male porta spesso a mettere in atto strategie di distacco, come sentirsi con altre persone, per proteggersi.

Dal punto di vista psicologico, il suo vissuto riflette un conflitto tra il desiderio di intimità e la paura dell’abbandono. Questa ambivalenza è comune e può creare confusione sui propri reali bisogni emotivi.

Le suggerisco di considerare un breve percorso psicologico per esplorare più a fondo i suoi schemi relazionali e imparare a vivere i legami con maggiore serenità e consapevolezza.

Con il giusto supporto, potrà affrontare queste paure e vivere le sue relazioni con più sicurezza e fiducia.

Cordiali saluti,
Dott. Abate
Dott.ssa Giada Casumaro
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Rovereto sulla Secchia
Ciao, grazie per aver condiviso la tua storia. Ritengo che i sentimenti che si provano sia importante ascoltarli e nonostante non rispecchi i tuoi canoni ha delle caratteristiche che ti piacciono. Queste sensazioni sono reali e importanti. Le preoccupazioni e le paure penso siano normali in qualunque relazione appena nata e a volte perdurare nel tempo perchè nessuno ha delle certezze nel futuro. Ora dipende da te se volerci provare, se attendere la fine dell'estate o chiuderla. In ogni caso non sarà facile nessuna di queste ma prenderla con consapevolezza di quello che si vuole. Il rischio di stare male lo puoi trovare anche in futuro, è il rischio delle relazioni.
Se avessi bisogno per parlarne in maniera più approfondita o indagare sulle diverse possibilità sono qua.
Dott.ssa Casumaro Giada
Dott.ssa Laura Lanocita
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve, la sua descrizione rivela una situazione emotiva complessa e contraddittoria, che merita di essere esplorata con attenzione. È chiaro che ha provato una serie di emozioni forti e contrastanti rispetto a questa nuova conoscenza. La sensazione di sentirsi di nuovo adolescente, associata a momenti di dolcezza e contatto, è sicuramente stimolante, ma insieme genera anche preoccupazione per il futuro. È comprensibile avere paura di affezionarsi quando si avverte l'incertezza sull'esito di una relazione, soprattutto dopo aver affrontato delusioni in passato. La volontà di proteggersi da eventuali sofferenze potrebbe portarla a considerare di mettere in pausa questa nuova esperienza, anche se avverte un legame con lui. Va riconosciuto che le relazioni possono essere complesse e che, mentre ci si apre a nuovi legami, possono emergere anche paure legate alla vulnerabilità e all'attaccamento. Le sue emozioni sono un modo per navigare in questa complessità, e non meritano di essere giudicate. Potrebbe essere utile esplorare cosa questi sentimenti rappresentano per lei e come influenzano il modo in cui approccia questa nuova relazione.
Se desidera approfondire questi pensieri e ricevere supporto per affrontare le sue paure e ambivalenze, sono qui per ascoltarla e offrirle uno spazio di sostegno privo di giudizio.
Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Ciao, grazie per la tua condivisione così sincera.
Quello che stai vivendo è un conflitto interno molto comune, soprattutto dopo una rottura importante e un periodo di ricostruzione. Da una parte ti senti attratta da questo ragazzo: ti fa sentire viva, desiderata, leggera. Dall’altra parte, cerchi di proteggerti perché temi di soffrire ancora — come se ti stessi dicendo: “meglio chiudere prima che sia troppo tardi.”

La verità è che non esiste un modo sicuro per amare senza rischiare. L’insicurezza che senti (sul fatto che non sia “il tuo tipo”, sulla distanza estiva, sulle sue intenzioni) ti spinge a voler prendere il controllo, ma il legame emotivo che provi ti dice che qualcosa in lui ti parla comunque — al di là degli standard.

Due suggerimenti:

Non confondere la paura di soffrire con il disinteresse. A volte la paura ci fa mettere in discussione anche quello che ci fa stare bene.

Ascolta i tuoi bisogni nel presente. Non devi decidere oggi se sarà “per sempre”. Chiediti piuttosto: “Come sto con lui? Mi fa bene o mi confonde? Riesco a essere me stessa?”

Forse, più che chiudere subito o buttarti a capofitto, puoi darti il permesso di vivere questa esperienza a piccoli passi, senza scappare ma nemmeno idealizzarla.

Non è facile, ma stai cercando di prenderti cura di te. E questo è già un buon inizio.
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Ciao,
quello che stai vivendo è molto comprensibile: dopo una relazione importante e una rottura che ti ha fatto soffrire, è normale che l’idea di affezionarti di nuovo ti faccia paura. Quando si incontra qualcuno che ci fa stare bene, ma nello stesso tempo non rientra nei “nostri standard”, possono nascere confusione e dubbi, soprattutto se si avvicina un periodo come la stagione estiva in cui entrambi sarete lontani.

Da quello che racconti sembra che con questo ragazzo ci sia un legame reale, fatto di dolcezza, contatto e presenza, anche se a volte con difficoltà logistiche. Il fatto che tu cerchi di distrarti parlando con altri ragazzi non indica superficialità, ma un tentativo di proteggerti dalla possibilità di soffrire di nuovo. È una forma di difesa molto comune quando si ha paura di lasciarsi andare.

La domanda importante è capire se stai cercando di chiudere tutto per evitare il dolore, oppure perché senti davvero che questa storia non ha spazio per crescere. A volte la paura del coinvolgimento può farci vedere solo ciò che potrebbe andare male, mentre altre volte le sensazioni iniziali sono segnali da ascoltare. Non sei obbligata a “forzare” la relazione, ma nemmeno a tagliare tutto per paura.

Quello che puoi fare ora è restare in ascolto di te stessa: se con lui stai bene e senti che il rapporto, anche leggero, ti arricchisce, puoi viverlo per ciò che è, senza pretendere risposte immediate sul futuro. Se invece senti che l’ansia è più forte del piacere, allora fermarti potrebbe proteggerti. Non c’è una scelta giusta in assoluto, c’è solo quella che ti fa stare meglio.

Quello che è certo è che non sei destinata a stare male come in passato: oggi sei più consapevole, più attenta ai segnali e più capace di capire cosa ti fa bene. Puoi prenderti il tempo di cui hai bisogno per capire cosa desideri veramente.

Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni
Dott. Federico Bartoli
Psicologo, Psicologo clinico
Prato
Buongiorno, ho letto il suo resoconto e mi sembra che in questo momento ci sia un conflitto tra due diverse "parti" di lei:
-una che ha percepito una connessione, istintiva e per certi versi non spiegabile, semplicemente "qualcosa" che la lega a questa persona
-un'altra che si ricorda la rottura della relazione precedente, da cui ha tratto la conclusione assoluta "è bene non coinvolgersi molto nelle relazioni, altrimenti si rimane scottati"
Mi sembra che queste due parti attualmente non si confrontino, ognuna ha le sue ragioni (più "calde" e emotive la prima, più "fredde" e normative la seconda) e se ne sta arroccata nelle proprie posizioni, e questo la mette in uno stato di conflitto, blocco. Credo invece che sarebbe molto utile per lei trovare uno spazio in cui poter mettere in comunicazione queste parti. E' quello che faccio solitamente con i pazienti in situazioni come la sua nelle mie sedute, attraverso l'Analisi Transazionale che è l'approccio psicologico che seguo e che mi permette proprio di dar voce alle diverse parti che abitano la personalità di ognuno di noi. Questo approccio è molto utile per pervenire a una maggiore consapevolezza e, di conseguenza, poter prendere la decisione più sana e positiva.

Rimango a disposizione

Dott. Federico Bartoli

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