Salve sono una ragazza di 27 anni ho vertigini da stress e ho iniziata a non uscire sono sotto cura
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Salve sono una ragazza di 27 anni ho vertigini da stress e ho iniziata a non uscire sono sotto cura ho iniziato Zoloft prendendo gocce di Xanax mattina pomeriggio e mirtazapina adesso da sei giorni prendo più mirtazapina e ridotto le Xanax del pomeriggio come mai mi sento più ansiosa e con più vuoti di testa come se le vertigini fossero aumentate e sembra che sto girando stando ferma ?
Gentilissima, grazie per la condivisione. Per quanto riguarda gli effetti dei farmaci che sta assumendo è importante rivolgersi direttamente al suo medico curante o prescrivente, il quale conosce bene il suo quadro clinico. Allo stesso tempo, potrebbe essere una sintomatologia riconducibile a fatiche a livello psicologico ed emotivo, ha per caso iniziato anche un percorso psicoterapico? la potrebbe aiutare nel comprendere quello che sta vivendo.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
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Salve,
quello che descrive può avere diverse spiegazioni e provo a chiarirle in modo semplice.
Sta assumendo Zoloft (sertralina), Xanax (alprazolam) e mirtazapina. Quando si modificano i dosaggi – soprattutto riducendo una benzodiazepina come lo Xanax – è possibile avvertire un aumento temporaneo dell’ansia, una sensazione di instabilità, “vuoti di testa” o vertigini più intense.
Le benzodiazepine hanno un effetto ansiolitico rapido; quando vengono diminuite, anche gradualmente, il corpo può attraversare una fase di adattamento. Inoltre:
Gli SSRI come la sertralina, soprattutto nelle prime settimane o dopo variazioni, possono dare un iniziale aumento dell’ansia o sensazioni di derealizzazione/instabilità.
La mirtazapina, nei primi giorni o dopo sospensione, può influire su equilibrio e percezione corporea.
Se già soffre di vertigini legate all’ansia, l’aumento dell’attivazione emotiva può amplificarle: più ci si concentra sulla sensazione di “giramento”, più il sistema nervoso si attiva e il sintomo aumenta.
La sensazione che “tutto giri stando ferma” è tipica delle vertigini di origine ansiosa o psicosomatica, ma è sempre importante che il medico curante valuti se si tratta di un effetto collaterale farmacologico o di un semplice periodo di assestamento.
È fondamentale non modificare autonomamente i dosaggi e riferire quanto sta accadendo allo psichiatra o al medico che la segue: spesso è solo una fase transitoria, ma va monitorata.
Parallelamente, lavorare sull’ansia con un percorso psicoterapeutico (soprattutto ad orientamento cognitivo-comportamentale) aiuta molto a ridurre il circolo vizioso tra paura della vertigine ed evitamento (come il non uscire di casa), che rischia di mantenere il problema nel tempo.
Le consiglio quindi di confrontarsi quanto prima con lo specialista che la segue per una rivalutazione della terapia e di approfondire anche con un supporto psicologico mirato.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive può avere diverse spiegazioni e provo a chiarirle in modo semplice.
Sta assumendo Zoloft (sertralina), Xanax (alprazolam) e mirtazapina. Quando si modificano i dosaggi – soprattutto riducendo una benzodiazepina come lo Xanax – è possibile avvertire un aumento temporaneo dell’ansia, una sensazione di instabilità, “vuoti di testa” o vertigini più intense.
Le benzodiazepine hanno un effetto ansiolitico rapido; quando vengono diminuite, anche gradualmente, il corpo può attraversare una fase di adattamento. Inoltre:
Gli SSRI come la sertralina, soprattutto nelle prime settimane o dopo variazioni, possono dare un iniziale aumento dell’ansia o sensazioni di derealizzazione/instabilità.
La mirtazapina, nei primi giorni o dopo sospensione, può influire su equilibrio e percezione corporea.
Se già soffre di vertigini legate all’ansia, l’aumento dell’attivazione emotiva può amplificarle: più ci si concentra sulla sensazione di “giramento”, più il sistema nervoso si attiva e il sintomo aumenta.
La sensazione che “tutto giri stando ferma” è tipica delle vertigini di origine ansiosa o psicosomatica, ma è sempre importante che il medico curante valuti se si tratta di un effetto collaterale farmacologico o di un semplice periodo di assestamento.
È fondamentale non modificare autonomamente i dosaggi e riferire quanto sta accadendo allo psichiatra o al medico che la segue: spesso è solo una fase transitoria, ma va monitorata.
Parallelamente, lavorare sull’ansia con un percorso psicoterapeutico (soprattutto ad orientamento cognitivo-comportamentale) aiuta molto a ridurre il circolo vizioso tra paura della vertigine ed evitamento (come il non uscire di casa), che rischia di mantenere il problema nel tempo.
Le consiglio quindi di confrontarsi quanto prima con lo specialista che la segue per una rivalutazione della terapia e di approfondire anche con un supporto psicologico mirato.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Quando si cambia il dosaggio dei farmaci che agiscono sull’ansia, il corpo può reagire per qualche giorno in modo un po’ “scombussolato”. Lo Xanax è un farmaco che calma abbastanza rapidamente il sistema nervoso. Se ne riduci una parte, anche solo quella del pomeriggio, il cervello può avvertire una sorta di mancanza e reagire con più ansia, più sensazione di testa vuota, più instabilità. Non significa che stai peggiorando davvero: è come se il tuo sistema si stesse riabituando a funzionare con meno “sostegno”.
Anche l’aumento della mirtazapina, soprattutto nei primi giorni, può dare sensazioni di stordimento o di irrealtà. Sei solo al sesto giorno, quindi sei ancora in una fase molto iniziale in cui è normale che il corpo non sia ancora stabile.
In più c’è un aspetto importante: quando siamo molto ansiosi, il corpo può dare vertigini anche stando fermi. L’ansia altera la respirazione, tende a farci ipercontrollare le sensazioni e questo può aumentare proprio quella percezione di “sto girando anche se non mi muovo”. È una sensazione molto frequente nei disturbi d’ansia, anche se fa paura.
Quello che descrivi quindi può essere il risultato di due cose insieme: l’adattamento ai farmaci e l’ansia che, sentendoti più vulnerabile, si è riattivata un po’. Non è raro che succeda quando si modifica una terapia.
È comunque importante che tu riferisca tutto al medico che ti segue, così può valutare se rallentare la riduzione o rassicurarti sul fatto che è una fase transitoria. Nel frattempo prova a ricordarti che la sensazione è molto fastidiosa, ma non è pericolosa. Il corpo può dare l’impressione di perdere l’equilibrio, ma non stai realmente “andando via”.
Anche l’aumento della mirtazapina, soprattutto nei primi giorni, può dare sensazioni di stordimento o di irrealtà. Sei solo al sesto giorno, quindi sei ancora in una fase molto iniziale in cui è normale che il corpo non sia ancora stabile.
In più c’è un aspetto importante: quando siamo molto ansiosi, il corpo può dare vertigini anche stando fermi. L’ansia altera la respirazione, tende a farci ipercontrollare le sensazioni e questo può aumentare proprio quella percezione di “sto girando anche se non mi muovo”. È una sensazione molto frequente nei disturbi d’ansia, anche se fa paura.
Quello che descrivi quindi può essere il risultato di due cose insieme: l’adattamento ai farmaci e l’ansia che, sentendoti più vulnerabile, si è riattivata un po’. Non è raro che succeda quando si modifica una terapia.
È comunque importante che tu riferisca tutto al medico che ti segue, così può valutare se rallentare la riduzione o rassicurarti sul fatto che è una fase transitoria. Nel frattempo prova a ricordarti che la sensazione è molto fastidiosa, ma non è pericolosa. Il corpo può dare l’impressione di perdere l’equilibrio, ma non stai realmente “andando via”.
Cara utente mi dispiace leggere della sua situazione, le vertigini sono un sintomo più comune di quanto si pensa, spesso è legato a stati di stress, tensioni o ansia. Dovrebbe chiedersi da quando ha questi sintomi, è un periodo in cui è successo qualcosa di particolare? si sente agitata o preoccupata per qualcosa, ci sono stati dei cambiamenti nella sua vita? Molto spesso tendiamo a considerare mente e corpo come due aspetti separati ma sono in realtà strettamente correlati. L'ansia o lo stress mentale possono causare fisicamente tensione muscolare e nervosa che come conseguenza può avere un irrigidimento del rachide cervicale o una contrattura della mascella o dei muscoli del collo che danno come conseguente percezione proprio quella di vertigini, oltretutto può esserci anche un'alterazione del nervo vago. Tutto ciò è assolutamente normale e non c'è da preoccuparsi però bisogna agire tempestivamente sull'origine del problema. I farmaci possono essere un valido aiuto ma a volte possono anche essi essere fonte di ansia, i sintomi non sono qualcosa contro cui lottare come spesso si pensa ma vanno interpretati come informazioni che il nostro corpo ci sta dando che qualcosa non va, soffocarli o cercare di farli sparire solo con i farmaci non sempre è funzionale. Se già non lo fa, le consiglio vivamente di iniziare un percorso di terapia che le permetta di lavorare in tempi brevi su questi sintomi che prova, un approccio bioenergetico potrebbe esserle di aiuto poichè lavora proprio su i problemi psicosomatici prendendo in considerazione sia mente che corpo. Le auguro di stare presto meglio capisco quanto disagio possano provare tali sintomi. Rimango a disposizione per qualsiasi cosa, un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso con me ciò che sta vivendo. Quello che descrive — l’aumento dell’ansia, la sensazione di “vuoti di testa”, le vertigini che sembrano intensificarsi o la percezione di girare pur stando ferma — può essere molto spaventoso, soprattutto quando si ha già una storia di vertigini legate allo stress. È comprensibile che questo cambiamento la metta in allarme.
Quando si modifica una terapia farmacologica, anche solo riducendo un dosaggio o sospendendo un farmaco come la mirtazapina, il corpo può attraversare una fase di assestamento. La riduzione dello Xanax (alprazolam) e l’interruzione della mirtazapina possono temporaneamente riattivare sintomi ansiosi o dare sensazioni fisiche accentuate. Anche l’inizio o la fase iniziale dello Zoloft (sertralina) può, nelle prime settimane, aumentare transitoriamente l’ansia prima che inizi a stabilizzarsi.
Detto questo, è fondamentale che non resti sola con questi dubbi: la invito a contattare quanto prima il medico o lo psichiatra che la sta seguendo per riferire con precisione ciò che sta accadendo. Sarà lui/lei a valutare se si tratta di un normale effetto di adattamento o se è opportuno rivedere i dosaggi o i tempi di scalaggio. Non modifichi autonomamente la terapia senza confronto con il curante.
Parallelamente, può essere utile osservare se in questi giorni ci sono stati fattori di stress aggiuntivi o pensieri particolarmente attivanti: a volte il corpo “sente” anche quello che la mente fatica a riconoscere. Le vertigini da stress spesso si amplificano quando aumenta l’attenzione preoccupata verso le sensazioni corporee, creando un circolo che alimenta l’ansia e la percezione di instabilità.
Le consiglio di approfondire strategie di regolazione dell’ansia da utilizzare nei momenti in cui sente che “sta girando tutto”: tecniche di grounding, respirazione o esercizi per riportare il focus al corpo in modo più rassicurante possono aiutarla a interrompere l’escalation.
Resto a disposizione, ma nel frattempo le raccomando davvero di aggiornare il suo curante il prima possibile, così da avere un riferimento medico diretto e rassicurante su questa fase di transizione terapeutica.
la ringrazio per aver condiviso con me ciò che sta vivendo. Quello che descrive — l’aumento dell’ansia, la sensazione di “vuoti di testa”, le vertigini che sembrano intensificarsi o la percezione di girare pur stando ferma — può essere molto spaventoso, soprattutto quando si ha già una storia di vertigini legate allo stress. È comprensibile che questo cambiamento la metta in allarme.
Quando si modifica una terapia farmacologica, anche solo riducendo un dosaggio o sospendendo un farmaco come la mirtazapina, il corpo può attraversare una fase di assestamento. La riduzione dello Xanax (alprazolam) e l’interruzione della mirtazapina possono temporaneamente riattivare sintomi ansiosi o dare sensazioni fisiche accentuate. Anche l’inizio o la fase iniziale dello Zoloft (sertralina) può, nelle prime settimane, aumentare transitoriamente l’ansia prima che inizi a stabilizzarsi.
Detto questo, è fondamentale che non resti sola con questi dubbi: la invito a contattare quanto prima il medico o lo psichiatra che la sta seguendo per riferire con precisione ciò che sta accadendo. Sarà lui/lei a valutare se si tratta di un normale effetto di adattamento o se è opportuno rivedere i dosaggi o i tempi di scalaggio. Non modifichi autonomamente la terapia senza confronto con il curante.
Parallelamente, può essere utile osservare se in questi giorni ci sono stati fattori di stress aggiuntivi o pensieri particolarmente attivanti: a volte il corpo “sente” anche quello che la mente fatica a riconoscere. Le vertigini da stress spesso si amplificano quando aumenta l’attenzione preoccupata verso le sensazioni corporee, creando un circolo che alimenta l’ansia e la percezione di instabilità.
Le consiglio di approfondire strategie di regolazione dell’ansia da utilizzare nei momenti in cui sente che “sta girando tutto”: tecniche di grounding, respirazione o esercizi per riportare il focus al corpo in modo più rassicurante possono aiutarla a interrompere l’escalation.
Resto a disposizione, ma nel frattempo le raccomando davvero di aggiornare il suo curante il prima possibile, così da avere un riferimento medico diretto e rassicurante su questa fase di transizione terapeutica.
Cara ragazza, capisco quanto questa situazione ti stia facendo stare male. Le vertigini e i sintomi che descrivi sono molto disturbanti e comprendo la tua preoccupazione.
Quello che stai vivendo è probabilmente legato ai cambiamenti della terapia farmacologica. Quando si modifica un trattamento - aumentando la mirtazapina e riducendo lo Xanax - il corpo e il sistema nervoso hanno bisogno di tempo per adattarsi. I primi giorni possono essere difficili, con un temporaneo peggioramento dei sintomi d'ansia e delle vertigini.
Contatta il tuo psichiatra/medico oggi stesso - è fondamentale che sappia come stai reagendo al cambio di terapia
Non modificare autonomamente i dosaggi - né aumentare né diminuire
Descrivi esattamente i sintomi che hai scritto qui
Potrebbero essere necessari piccoli aggiustamenti nei tempi o nelle dosi dello scalaggio. Sei seguita, questo è importante - ma il medico deve sapere cosa sta succedendo per guidarti al meglio.
Chiama chi ti sta curando. Sei sulla strada giusta, ma hai bisogno di un monitoraggio più stretto in questa fase.
Quello che stai vivendo è probabilmente legato ai cambiamenti della terapia farmacologica. Quando si modifica un trattamento - aumentando la mirtazapina e riducendo lo Xanax - il corpo e il sistema nervoso hanno bisogno di tempo per adattarsi. I primi giorni possono essere difficili, con un temporaneo peggioramento dei sintomi d'ansia e delle vertigini.
Contatta il tuo psichiatra/medico oggi stesso - è fondamentale che sappia come stai reagendo al cambio di terapia
Non modificare autonomamente i dosaggi - né aumentare né diminuire
Descrivi esattamente i sintomi che hai scritto qui
Potrebbero essere necessari piccoli aggiustamenti nei tempi o nelle dosi dello scalaggio. Sei seguita, questo è importante - ma il medico deve sapere cosa sta succedendo per guidarti al meglio.
Chiama chi ti sta curando. Sei sulla strada giusta, ma hai bisogno di un monitoraggio più stretto in questa fase.
Gent.ma, immagino la sua preoccupazione ad ogni cambiamento nella terapia che può far aumentare l’attenzione sui sintomi, soffrendo di ansia e vertigini da stress.
Nel suo caso sta assumendo Sertralina (Zoloft), Alprazolam (Xanax) e Mirtazapina e riferisce che da alcuni giorni ha aumentato la mirtazapina riducendo la dose pomeridiana di alprazolam. Quando si modifica una terapia per ansia, depressione o vertigini correlate allo stress, è abbastanza frequente attraversare una fase di assestamento. La riduzione dell’alprazolam può temporaneamente aumentare l’ansia (effetto rebound), mentre l’aumento della mirtazapina può dare nei primi giorni sensazioni di stordimento, “vuoti di testa” o percezione di movimento anche da ferma. Nelle vertigini da ansia, inoltre, l’iperattenzione alle sensazioni corporee tende ad amplificare il sintomo, creando un circolo tra ansia e instabilità.
Le suggerisco di informare il medico curante di questi cambiamenti, senza modificare autonomamente la terapia.
Accanto al trattamento farmacologico, un percorso psicoterapeutico può aiutarla a interrompere il meccanismo che mantiene ansia e instabilità, lavorando sia sui pensieri anticipatori sia sulla regolazione del sistema nervoso. Cordialmente, AM
Nel suo caso sta assumendo Sertralina (Zoloft), Alprazolam (Xanax) e Mirtazapina e riferisce che da alcuni giorni ha aumentato la mirtazapina riducendo la dose pomeridiana di alprazolam. Quando si modifica una terapia per ansia, depressione o vertigini correlate allo stress, è abbastanza frequente attraversare una fase di assestamento. La riduzione dell’alprazolam può temporaneamente aumentare l’ansia (effetto rebound), mentre l’aumento della mirtazapina può dare nei primi giorni sensazioni di stordimento, “vuoti di testa” o percezione di movimento anche da ferma. Nelle vertigini da ansia, inoltre, l’iperattenzione alle sensazioni corporee tende ad amplificare il sintomo, creando un circolo tra ansia e instabilità.
Le suggerisco di informare il medico curante di questi cambiamenti, senza modificare autonomamente la terapia.
Accanto al trattamento farmacologico, un percorso psicoterapeutico può aiutarla a interrompere il meccanismo che mantiene ansia e instabilità, lavorando sia sui pensieri anticipatori sia sulla regolazione del sistema nervoso. Cordialmente, AM
Buongiorno.
La sua domanda è molto importante, per il riferimento ai sintomi collaterali molto disagevoli di farmaci. Ma proprio perché si tratta di farmaci, deve rivolgersi ad un medico psichiatra.
Noi psicologi non abbiamo alcuna abilitazione a trattare di farmaci e tantomeno a prescriverne.
La sua domanda è molto importante, per il riferimento ai sintomi collaterali molto disagevoli di farmaci. Ma proprio perché si tratta di farmaci, deve rivolgersi ad un medico psichiatra.
Noi psicologi non abbiamo alcuna abilitazione a trattare di farmaci e tantomeno a prescriverne.
Gentilissima, quando si introducono o si modificano i dosaggi di farmaci come antidepressivi e ansiolitici, può accadere che nei primi giorni si avverta un aumento temporaneo dell’ansia, sensazioni di “vuoto”, maggiore instabilità o un’accentuazione delle vertigini. È ancora in una fase molto iniziale di assestamento, e l’organismo può impiegare un po’ di tempo per adattarsi al nuovo equilibrio.
Detto questo, ogni persona reagisce in modo diverso: è importante che riferisca al medico che la segue tutti i sintomi che sta sperimentando, senza modificare autonomamente la terapia. Il confronto con lo specialista serve proprio a valutare se si tratta di un effetto transitorio oppure se è necessario rivedere qualcosa.
Va anche considerato che le vertigini legate all’ansia tendono ad aumentare quando l’attivazione cresce: più ci si concentra sulla sensazione di instabilità, più questa può amplificarsi. È un meccanismo frequente, anche se molto disturbante.
Non significa che stia peggiorando in modo definitivo né che ci sia qualcosa di “grave”, ma merita attenzione e accompagnamento medico. Si dia tempo e continui a farsi seguire: questa è una fase di adattamento, non una condizione stabile.
Inoltre, molto importante accostare ai farmaci una psicoterapia, se non è già seguita.
Detto questo, ogni persona reagisce in modo diverso: è importante che riferisca al medico che la segue tutti i sintomi che sta sperimentando, senza modificare autonomamente la terapia. Il confronto con lo specialista serve proprio a valutare se si tratta di un effetto transitorio oppure se è necessario rivedere qualcosa.
Va anche considerato che le vertigini legate all’ansia tendono ad aumentare quando l’attivazione cresce: più ci si concentra sulla sensazione di instabilità, più questa può amplificarsi. È un meccanismo frequente, anche se molto disturbante.
Non significa che stia peggiorando in modo definitivo né che ci sia qualcosa di “grave”, ma merita attenzione e accompagnamento medico. Si dia tempo e continui a farsi seguire: questa è una fase di adattamento, non una condizione stabile.
Inoltre, molto importante accostare ai farmaci una psicoterapia, se non è già seguita.
Quello che senti può essere normale nei primi giorni di aumento della mirtazapina e riduzione dello Xanax: il corpo si sta adattando e l’ansia può emergere di più, insieme a vertigini o senso di testa vuota. Se i sintomi peggiorano o diventano molto intensi, è importante contattare subito il medico che ti segue per un consulto.
Buonasera
Capisco perfettamente quanto possa essere frustrante e spaventoso sentirsi così, soprattutto quando ti sembra che, nonostante la cura, i sintomi invece di migliorare facciano un passo indietro. Quello che descrivi — la sensazione di "testa vuota" e le vertigini soggettive (sentirsi girare anche stando fermi) — è un'esperienza molto comune in questa fase del percorso terapeutico.
Ci sono delle ragioni tecniche molto precise per cui ti senti così proprio ora, e non hanno a che fare con un peggioramento della tua salute, ma con il modo in cui il tuo corpo si sta adattando ai cambiamenti dei farmaci.
1. La riduzione dello Xanax
Lo Xanax è una benzodiazepina che agisce molto velocemente calmando il sistema nervoso e, di riflesso, riducendo la tensione muscolare che causa le "vertigini da stress".
Cosa succede: Riducendo la dose del pomeriggio, il tuo corpo sta vivendo un piccolo "effetto rimbalzo". Il sistema nervoso, abituato alla protezione del farmaco, si riattiva improvvisamente, e questo si manifesta spesso con un aumento dell'ansia e, paradossalmente, proprio con quelle vertigini che lo Xanax teneva a bada. È una fase di assestamento necessaria ma fastidiosa.
2. L'aumento della Mirtazapina
La Mirtazapina è un farmaco molto efficace ma ha un profilo particolare:
L'effetto iniziale: Quando si aumenta il dosaggio, nei primi giorni (e tu sei solo al sesto giorno) può dare una sensazione di "stordimento" o "testa ovattata". Quello che tu chiami "vuoto di testa" è spesso un effetto collaterale transitorio dovuto al fatto che il farmaco sta ricalibrando i recettori della serotonina e della noradrenalina.
3. La trappola delle vertigini da stress (PPPD)
Quello che senti (stare ferma e sentirsi girare) in gergo tecnico viene spesso associato alla Vertigine Psicogena o Dizziness Persistente.
Il tuo cervello è in uno stato di "iper-vigilanza": siccome hai paura delle vertigini, lui le monitora costantemente.
In questo momento, tra la riduzione dell'ansiolitico e l'adattamento al nuovo dosaggio dell'antidepressivo, il tuo sistema di equilibrio è più sensibile agli stimoli. È come se il tuo "sensore interno" fosse tarato troppo alto.
Cosa sta succedendo davvero?
Non stai tornando indietro. Sei in una fase di transizione. Lo Zoloft e la Mirtazapina hanno bisogno di diverse settimane (solitamente dalle 2 alle 4) per stabilizzarsi e iniziare a "curare" davvero l'ansia alla radice, permettendoti poi di togliere lo Xanax senza stare male. Sei in quel "limbo" dove il vecchio aiuto (Xanax) sta diminuendo e il nuovo (Mirtazapina/Zoloft) non è ancora a pieno regime.
Alcuni consigli pratici per questi giorni:
Non lottare contro la vertigine: Quando senti che tutto gira, prova a dirti: "È il mio sistema nervoso che si sta ricalibrando, non è un pericolo reale". Se cerchi di bloccarla irrigidendo il collo, la vertigine aumenta perché crei altra tensione.
Movimenti dolci: Anche se la tentazione è restare a letto o ferma, prova a muoverti lentamente in casa. Il cervello ha bisogno di segnali visivi per capire che sei in equilibrio.
Contatta il tuo psichiatra: È fondamentale che tu gli riferisca questi sintomi. Potrebbe decidere di rallentare la riduzione dello Xanax o semplicemente rassicurarti sul fatto che, nel tuo caso specifico, questi tempi di adattamento sono normali.
Tieni duro, questi "vuoti" sono fastidiosi ma sono il segno che il tuo chimismo cerebrale si sta muovendo verso un nuovo equilibrio.
Dott.ssa Maria Pandolfo
Capisco perfettamente quanto possa essere frustrante e spaventoso sentirsi così, soprattutto quando ti sembra che, nonostante la cura, i sintomi invece di migliorare facciano un passo indietro. Quello che descrivi — la sensazione di "testa vuota" e le vertigini soggettive (sentirsi girare anche stando fermi) — è un'esperienza molto comune in questa fase del percorso terapeutico.
Ci sono delle ragioni tecniche molto precise per cui ti senti così proprio ora, e non hanno a che fare con un peggioramento della tua salute, ma con il modo in cui il tuo corpo si sta adattando ai cambiamenti dei farmaci.
1. La riduzione dello Xanax
Lo Xanax è una benzodiazepina che agisce molto velocemente calmando il sistema nervoso e, di riflesso, riducendo la tensione muscolare che causa le "vertigini da stress".
Cosa succede: Riducendo la dose del pomeriggio, il tuo corpo sta vivendo un piccolo "effetto rimbalzo". Il sistema nervoso, abituato alla protezione del farmaco, si riattiva improvvisamente, e questo si manifesta spesso con un aumento dell'ansia e, paradossalmente, proprio con quelle vertigini che lo Xanax teneva a bada. È una fase di assestamento necessaria ma fastidiosa.
2. L'aumento della Mirtazapina
La Mirtazapina è un farmaco molto efficace ma ha un profilo particolare:
L'effetto iniziale: Quando si aumenta il dosaggio, nei primi giorni (e tu sei solo al sesto giorno) può dare una sensazione di "stordimento" o "testa ovattata". Quello che tu chiami "vuoto di testa" è spesso un effetto collaterale transitorio dovuto al fatto che il farmaco sta ricalibrando i recettori della serotonina e della noradrenalina.
3. La trappola delle vertigini da stress (PPPD)
Quello che senti (stare ferma e sentirsi girare) in gergo tecnico viene spesso associato alla Vertigine Psicogena o Dizziness Persistente.
Il tuo cervello è in uno stato di "iper-vigilanza": siccome hai paura delle vertigini, lui le monitora costantemente.
In questo momento, tra la riduzione dell'ansiolitico e l'adattamento al nuovo dosaggio dell'antidepressivo, il tuo sistema di equilibrio è più sensibile agli stimoli. È come se il tuo "sensore interno" fosse tarato troppo alto.
Cosa sta succedendo davvero?
Non stai tornando indietro. Sei in una fase di transizione. Lo Zoloft e la Mirtazapina hanno bisogno di diverse settimane (solitamente dalle 2 alle 4) per stabilizzarsi e iniziare a "curare" davvero l'ansia alla radice, permettendoti poi di togliere lo Xanax senza stare male. Sei in quel "limbo" dove il vecchio aiuto (Xanax) sta diminuendo e il nuovo (Mirtazapina/Zoloft) non è ancora a pieno regime.
Alcuni consigli pratici per questi giorni:
Non lottare contro la vertigine: Quando senti che tutto gira, prova a dirti: "È il mio sistema nervoso che si sta ricalibrando, non è un pericolo reale". Se cerchi di bloccarla irrigidendo il collo, la vertigine aumenta perché crei altra tensione.
Movimenti dolci: Anche se la tentazione è restare a letto o ferma, prova a muoverti lentamente in casa. Il cervello ha bisogno di segnali visivi per capire che sei in equilibrio.
Contatta il tuo psichiatra: È fondamentale che tu gli riferisca questi sintomi. Potrebbe decidere di rallentare la riduzione dello Xanax o semplicemente rassicurarti sul fatto che, nel tuo caso specifico, questi tempi di adattamento sono normali.
Tieni duro, questi "vuoti" sono fastidiosi ma sono il segno che il tuo chimismo cerebrale si sta muovendo verso un nuovo equilibrio.
Dott.ssa Maria Pandolfo
Buongiorno, da ciò che racconta si percepisce quanto questa esperienza sia spaventosa e destabilizzante, soprattutto perché le sensazioni fisiche come le vertigini e i vuoti di testa possono far sentire come se si stesse perdendo il controllo del proprio corpo. È comprensibile che davanti a un aumento dell’ansia e a sintomi così intensi possa nascere molta preoccupazione e il timore che la situazione stia peggiorando. Quando si vivono stati d’ansia prolungati, il corpo tende a diventare molto sensibile e reattivo. Sensazioni come instabilità, testa leggera, percezione di giramento anche stando fermi sono esperienze molto frequenti nelle persone che stanno attraversando periodi di forte tensione emotiva. Spesso accade che l’attenzione si concentri moltissimo su questi segnali corporei e questo, senza volerlo, può amplificarli ulteriormente, creando un circolo in cui più si controlla il sintomo, più il sintomo sembra aumentare. Un aspetto che può aiutare a comprendere quello che sta vivendo riguarda il fatto che l’ansia tende a funzionare come un sistema di allarme molto sensibile. Quando la mente percepisce una minaccia, anche solo la paura che i sintomi possano tornare o peggiorare, il corpo può reagire con tensione muscolare, alterazioni dell’equilibrio e sensazioni di irrealtà o instabilità. Questo non significa che stia accadendo qualcosa di pericoloso, ma indica che il suo sistema di allerta è molto attivo in questo periodo. Il fatto che abbia iniziato a evitare di uscire è una reazione molto comprensibile perché quando si provano vertigini o sensazioni di sbandamento il desiderio di sentirsi al sicuro aumenta molto. Tuttavia, a volte l’evitamento, pur dando sollievo nel breve momento, può mantenere la paura nel tempo perché il cervello non ha la possibilità di sperimentare che quelle sensazioni, per quanto spiacevoli, possono essere tollerate e tendono a ridursi. Può essere utile iniziare a osservare con delicatezza cosa succede quando compaiono i sintomi, provando a spostare l’attenzione dal tentativo di controllarli al tentativo di attraversarli. Spesso cercare di combattere o scacciare le sensazioni corporee le rende più intense, mentre concedersi di respirare lentamente, radicarsi nel momento presente e ricordarsi che si tratta di una reazione dell’ansia può aiutare il corpo a calmarsi gradualmente. È importante anche considerare che quando vengono fatte modifiche nelle cure in corso, l’organismo può attraversare fasi di adattamento in cui le sensazioni possono temporaneamente cambiare o sembrare più intense. Per questo motivo è sempre utile confrontarsi con i professionisti che la stanno seguendo, riportando con precisione ciò che sta provando, in modo che possano accompagnarla e monitorare l’andamento della situazione. Accanto a questo, può essere prezioso lavorare sul recupero graduale delle attività quotidiane che l’ansia l’ha portata a ridurre. Riprendere piccoli momenti di uscita o situazioni che sente gestibili, con gradualità e senza forzarsi, può aiutare il cervello a riacquisire fiducia nelle proprie capacità di affrontare quelle sensazioni. Il fatto che stia cercando di capire cosa le sta succedendo e che stia chiedendo aiuto mostra una grande attenzione verso il proprio benessere. I sintomi d’ansia, anche quando sono molto intensi, sono esperienze che possono essere comprese e affrontate nel tempo, soprattutto quando si impara a riconoscere il legame tra ciò che si prova emotivamente, ciò che si pensa e ciò che si sente nel corpo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Salve,
quello che descrive è comprensibile nella fase di assestamento dei farmaci, soprattutto nei primi giorni di modifica della terapia.
Provo a spiegarle in modo chiaro cosa può stare succedendo.
1⃣ Ha cambiato un equilibrio farmacologico
Lei sta assumendo:
• Zoloft (sertralina) → antidepressivo SSRI
• Xanax (alprazolam) → ansiolitico benzodiazepinico
• Mirtazapina → antidepressivo con effetto anche sedativo
Da sei giorni:
• ha aumentato la mirtazapina
• ha ridotto lo Xanax del pomeriggio
Questo significa che il suo sistema nervoso sta cercando un nuovo equilibrio.
2⃣ Perché può sentirsi più ansiosa?
Ci sono tre motivi molto comuni:
A) Riduzione dello Xanax
Lo Xanax agisce rapidamente calmando l’ansia.
Quando lo si riduce, anche leggermente, il corpo può reagire con:
• aumento dell’ansia
• senso di instabilità
• “vuoti di testa”
• percezione amplificata delle vertigini
Non è pericoloso, ma è un effetto tipico da riduzione benzodiazepinica.
B) Fase iniziale della sertralina (Zoloft)
Nelle prime settimane (o nei cambi di dosaggio) può dare:
• aumento transitorio dell’ansia
• sensazione di derealizzazione
• instabilità
• giramenti
Di solito questo effetto si stabilizza dopo 2–4 settimane.
C) Mirtazapina
Quando si modifica la dose può dare:
• senso di testa ovattata
• stordimento
• sensazione di oscillazione
• sonnolenza “strana”
Anche qui serve qualche settimana di adattamento.
3⃣ La sensazione che “sto girando anche se sono ferma”
Questa descrizione è molto tipica delle vertigini da ansia.
Quando siamo in uno stato di allerta prolungata:
• i muscoli cervicali si irrigidiscono
• la respirazione diventa più superficiale
• l’attenzione si focalizza sulle sensazioni corporee
• il sistema dell’equilibrio diventa ipersensibile
Il risultato è:
instabilità soggettiva
sensazione di oscillazione
paura di cadere anche se non si cade
Più ci si concentra su quella sensazione, più aumenta.
4⃣ È normale dopo 6 giorni?
Sì. Sei giorni sono pochissimi per un assestamento.
Generalmente:
• le benzodiazepine agiscono subito
• gli antidepressivi impiegano 2–6 settimane per stabilizzarsi
Durante i cambi può esserci un peggioramento temporaneo.
5⃣ Quando invece bisogna avvisare il medico?
Contatti il medico se compaiono:
• tremori forti e persistenti
• agitazione incontrollabile
• nausea importante
• tachicardia marcata continua
• sintomi nuovi e molto intensi
Se invece si tratta di aumento dell’ansia e vertigini “come prima ma più forti”, è spesso fase di assestamento.
6⃣ Un punto molto importante
Lei scrive:
“Ho iniziato a non uscire.”
Qui sta il nodo centrale.
Le vertigini da stress migliorano solo con:
• stabilizzazione farmacologica (se necessaria)
• lavoro psicologico sull’ansia
• graduale esposizione all’esterno
Se si evita, il cervello impara che “fuori è pericoloso”, e i sintomi aumentano.
7⃣ Cosa può fare ora concretamente
• Non modifichi la terapia da sola.
• Informi lo psichiatra del peggioramento.
• Dia almeno 2–3 settimane di tempo all’assestamento.
• Lavori sulla respirazione lenta (4 secondi inspiro – 6 secondi espiro).
• Esponga gradualmente se stessa all’uscita (anche solo 5 minuti).
La rassicurazione che forse le serve
La sensazione di “girare stando ferma” è tipica dell’ansia.
Non significa che sta peggiorando neurologicamente.
Non significa che sta impazzendo.
Non significa che i farmaci non funzioneranno.
Significa che il sistema nervoso è in fase di regolazione.
Se vuole, può scrivermi:
• da quanto tempo assume Zoloft
• che dosaggi sta facendo
• se le vertigini sono continue o a momenti
Così posso aiutarla a capire meglio.
Un caro saluto,
Mauro De Luca
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
quello che descrive è comprensibile nella fase di assestamento dei farmaci, soprattutto nei primi giorni di modifica della terapia.
Provo a spiegarle in modo chiaro cosa può stare succedendo.
1⃣ Ha cambiato un equilibrio farmacologico
Lei sta assumendo:
• Zoloft (sertralina) → antidepressivo SSRI
• Xanax (alprazolam) → ansiolitico benzodiazepinico
• Mirtazapina → antidepressivo con effetto anche sedativo
Da sei giorni:
• ha aumentato la mirtazapina
• ha ridotto lo Xanax del pomeriggio
Questo significa che il suo sistema nervoso sta cercando un nuovo equilibrio.
2⃣ Perché può sentirsi più ansiosa?
Ci sono tre motivi molto comuni:
A) Riduzione dello Xanax
Lo Xanax agisce rapidamente calmando l’ansia.
Quando lo si riduce, anche leggermente, il corpo può reagire con:
• aumento dell’ansia
• senso di instabilità
• “vuoti di testa”
• percezione amplificata delle vertigini
Non è pericoloso, ma è un effetto tipico da riduzione benzodiazepinica.
B) Fase iniziale della sertralina (Zoloft)
Nelle prime settimane (o nei cambi di dosaggio) può dare:
• aumento transitorio dell’ansia
• sensazione di derealizzazione
• instabilità
• giramenti
Di solito questo effetto si stabilizza dopo 2–4 settimane.
C) Mirtazapina
Quando si modifica la dose può dare:
• senso di testa ovattata
• stordimento
• sensazione di oscillazione
• sonnolenza “strana”
Anche qui serve qualche settimana di adattamento.
3⃣ La sensazione che “sto girando anche se sono ferma”
Questa descrizione è molto tipica delle vertigini da ansia.
Quando siamo in uno stato di allerta prolungata:
• i muscoli cervicali si irrigidiscono
• la respirazione diventa più superficiale
• l’attenzione si focalizza sulle sensazioni corporee
• il sistema dell’equilibrio diventa ipersensibile
Il risultato è:
instabilità soggettiva
sensazione di oscillazione
paura di cadere anche se non si cade
Più ci si concentra su quella sensazione, più aumenta.
4⃣ È normale dopo 6 giorni?
Sì. Sei giorni sono pochissimi per un assestamento.
Generalmente:
• le benzodiazepine agiscono subito
• gli antidepressivi impiegano 2–6 settimane per stabilizzarsi
Durante i cambi può esserci un peggioramento temporaneo.
5⃣ Quando invece bisogna avvisare il medico?
Contatti il medico se compaiono:
• tremori forti e persistenti
• agitazione incontrollabile
• nausea importante
• tachicardia marcata continua
• sintomi nuovi e molto intensi
Se invece si tratta di aumento dell’ansia e vertigini “come prima ma più forti”, è spesso fase di assestamento.
6⃣ Un punto molto importante
Lei scrive:
“Ho iniziato a non uscire.”
Qui sta il nodo centrale.
Le vertigini da stress migliorano solo con:
• stabilizzazione farmacologica (se necessaria)
• lavoro psicologico sull’ansia
• graduale esposizione all’esterno
Se si evita, il cervello impara che “fuori è pericoloso”, e i sintomi aumentano.
7⃣ Cosa può fare ora concretamente
• Non modifichi la terapia da sola.
• Informi lo psichiatra del peggioramento.
• Dia almeno 2–3 settimane di tempo all’assestamento.
• Lavori sulla respirazione lenta (4 secondi inspiro – 6 secondi espiro).
• Esponga gradualmente se stessa all’uscita (anche solo 5 minuti).
La rassicurazione che forse le serve
La sensazione di “girare stando ferma” è tipica dell’ansia.
Non significa che sta peggiorando neurologicamente.
Non significa che sta impazzendo.
Non significa che i farmaci non funzioneranno.
Significa che il sistema nervoso è in fase di regolazione.
Se vuole, può scrivermi:
• da quanto tempo assume Zoloft
• che dosaggi sta facendo
• se le vertigini sono continue o a momenti
Così posso aiutarla a capire meglio.
Un caro saluto,
Mauro De Luca
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Buonasera credo sia utile iniziare una psicoterapia per stare meglio e chiarire le dinamiche del Suo malessere. Penso che dovrebbe iniziare quanto prima per arginare il malessere che ta provando. Sicuramente ne trarrebbe grande giovamento. Cordiali saluti dott.ssa G. Elmo
Buonasera, il farmaco come risaputo può produrre effetti indesiderati, oppure l'effetto paradosso, cioè ottenere l'effetto contrario, inoltre si possono presentare sintomi iniziali che possono estinguersi dopo un primo periodo. Certo è che la somministrazione farmacologica andrebbe ben monitorata, fino a trovare il giusto equilibrio.
Quando si presentano disturbi d'ansia sicuramente il farmaco può aiutare, soprattutto in fase acuta, ma il fatto di non uscire di casa è un sintomo di evitamento (la paura della paura), più evita di affrontare la vita e meno vive e più aumenta la paura.
Per i disturbi d'ansia quindi, è raccomandata la psicoterapia cognitivo comportamentale per correggere i pensieri disfunzionali (terapia metacognitiva), con metodi di rilassamento e fare delle esposizioni per superare le paure.
Naturalmente con metodo, e seguita da professionisti con le dovute precauzioni e molto gradualmente.
Inoltre un altro obiettivo sarebbe quello di ridurre, o meglio eliminare il farmaco, in modo da imparare a gestire l’ansia (che avremo sempre tutti finché viviamo), ed affrontare le sfide della vita.
Purtroppo le problematiche che ogni giorno si presentano si possono superare solo affrontandole, "se cadi da cavallo risali subito in sella".
Non c'è altra soluzione e deve essere la persona stessa a farlo, non possono essere altri a farlo al posto suo, e lo psicoterapeuta cognitivo comportamentale lo sa bene, infatti utilizza approcci "Evidence base" con evidenze scientifiche di base che spesso con alcuni disturbi risultano essere più efficaci dei farmaci.
Le auguro il meglio.
Quando si presentano disturbi d'ansia sicuramente il farmaco può aiutare, soprattutto in fase acuta, ma il fatto di non uscire di casa è un sintomo di evitamento (la paura della paura), più evita di affrontare la vita e meno vive e più aumenta la paura.
Per i disturbi d'ansia quindi, è raccomandata la psicoterapia cognitivo comportamentale per correggere i pensieri disfunzionali (terapia metacognitiva), con metodi di rilassamento e fare delle esposizioni per superare le paure.
Naturalmente con metodo, e seguita da professionisti con le dovute precauzioni e molto gradualmente.
Inoltre un altro obiettivo sarebbe quello di ridurre, o meglio eliminare il farmaco, in modo da imparare a gestire l’ansia (che avremo sempre tutti finché viviamo), ed affrontare le sfide della vita.
Purtroppo le problematiche che ogni giorno si presentano si possono superare solo affrontandole, "se cadi da cavallo risali subito in sella".
Non c'è altra soluzione e deve essere la persona stessa a farlo, non possono essere altri a farlo al posto suo, e lo psicoterapeuta cognitivo comportamentale lo sa bene, infatti utilizza approcci "Evidence base" con evidenze scientifiche di base che spesso con alcuni disturbi risultano essere più efficaci dei farmaci.
Le auguro il meglio.
Gentile utente mi dispiace tanto per la situazione che descritto, immagino sia molto pesante. Le consiglio di chiedere al suo medico, se non lo avesse già fatto, di effettuare visite ed esami strumentali per escludere cause organiche e di intraprendere un percorso di supporto psicologico. I farmaci agiscono solo sul sintomo, con un valido supporto si possono comprendere le cause che generano il sintomo e trovare strategie utili per affrontarlo.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Buongiorno,
sarebbe buona cosa andare a capire l'origine delle vertigini da stress in modo da poter affiancare all'assunzione di farmaci un percorso di supporto psicologico
sarebbe buona cosa andare a capire l'origine delle vertigini da stress in modo da poter affiancare all'assunzione di farmaci un percorso di supporto psicologico
I farmaci tendenzialmente si prendono un po' di tempo per stabilizzarsi diciamo così, e ne risentono gli stessi sintomi talvolta; ma se dovessi continuare ad avere problemi non esitare a chiedere spiegazioni.
Fai anche una psicoterapia?
Lì puoi parlare anche delle tue preoccupazioni per i farmaci stessi.
Fai anche una psicoterapia?
Lì puoi parlare anche delle tue preoccupazioni per i farmaci stessi.
Buongiorno, alla terapia farmacologica, le consiglio di affiancare un percorso psicologico per il trattamento dell'ansia. Cordiali saluti.
Gentile utente,
le consiglio di rivolgersi al suo medico curante o allo specialista.
Un saluto
le consiglio di rivolgersi al suo medico curante o allo specialista.
Un saluto
gentile utente,
non è chiaro se ha effettuato questi cambiamenti terapeutici sotto indicazione medica; la terapia farmacologica psichiatrica deve essere sempre prescritta, modificata, scalata o interrotta dietro l'indicazione dello specialista. Il suo psichiatra di riferimento è la figura più adatta a rispondere alle sue domande.
non è chiaro se ha effettuato questi cambiamenti terapeutici sotto indicazione medica; la terapia farmacologica psichiatrica deve essere sempre prescritta, modificata, scalata o interrotta dietro l'indicazione dello specialista. Il suo psichiatra di riferimento è la figura più adatta a rispondere alle sue domande.
Gentilissima, comprendo bene il desiderio di comprendere la causa delle sue sensazioni corporee. Sicuramente la invito a rivolgersi al professionista che le ha prescritto la cura farmacologica, per avere una risposta in merito a eventuali effetti legati alle modifiche della terapia che descrive. Da un punto di vista psicologico, i motivi delle vertigini, dell'ansia che avverte e delle sensazioni somatiche come i "vuoti di testa" possono essere molti e legati alla sua storia di vita, nonché al modo in cui reagisce a quello che il suo corpo le sembra stia comunicando. La invito a prendersi cura delle sue domande con l'aiuto di un professionista.
Gentile..io alle vertigini d stress non credo più di tanto. Semmai lo stress le può peggiorare. Penso piuttosto che non ne sia stata individuata la causa. E gli psicofarmaci l possono peggiorare, così come una loro riduzione improvvisa. Lei è giovane, ci pensi bene prima di seguire una terapia ansiolitica. Sulla depressione non discuto, a volte i farmaci sono necessari per un periodo. Ma abituarsi agli ansiolitici rischia di renderla dipendente. Ci sono tanti mezzi naturali per ridurre ansia e stress, lo yoga, la semplice corsa, la meditazione, la danza. Ma anche fitoterapia e altre cure naturali. Un cordiale saluto
Innanzitutto parli con il suo medico per questi effetti. In secondo luogo le consiglierei di prendere in considerazione l'idea di intraprendere un percorso psicologico.. Solo i farmaci non bastano, è fondamentale anche comprendere i propri sintomi, a cosa possono essere collegati, cosa possono volerle dire
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