Salve.Soffro di gonfiore,digestione molto lenta,stipsi,dolori e qualche volta bruciore e distensione
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Salve.Soffro di gonfiore,digestione molto lenta,stipsi,dolori e qualche volta bruciore e distensione addominale.Facendo l'analisi delle feci è emerso che ci sono leucociti presenti e nel breath test al lattulosio il CH4 parto da un tempo zero a 9 e poi sale sempre di più,l'idrogeno invece è bassissimo.La motilità risulta rallentata.Non so più cosa mangiare.A volte la digestione sopratutto la sera è talmente lenta che ci mette anche 10 h la notte e non chiudo occhio.Avete consigli?
Salve, il suo Breath Test positivo al metano (CH4) spiega chiaramente la stipsi e il forte rallentamento della motilità: il metano ha proprio l'effetto di "frenare" il transito intestinale. La presenza di leucociti indica inoltre un'infiammazione della mucosa che andrà approfondita con il suo gastroenterologo (utile, ad esempio, il dosaggio della calprotectina fecale).
Per gestire i sintomi e sbloccare la digestione, il passo fondamentale è impostare un piano alimentare Low-FODMAP personalizzato, riducendo la fermentazione intestinale che alimenta i metanogeni e causa il gonfiore. La sera, per ridurre i tempi di svuotamento gastrico, la regola d'oro è fare pasti piccoli, asciutti e altamente digeribili. Eviti assolutamente passati di verdura, minestroni o cibi liquidi, perché i liquidi ai pasti diluiscono i succhi gastrici bloccando la digestione, e le verdure frullate fermentano rapidamente causando gas. Preferisca invece una piccola porzione solida di proteine magre (es. pesce o carne bianca) con una quantità moderata di verdure a basso potere fermentativo (es. zucchine grigliate), ricordandosi di masticare molto lentamente.
Un approccio nutrizionale mirato è essenziale in questo momento per spegnere l'infiammazione e darle un sollievo concreto. Resto a sua disposizione per valutare i suoi esami e strutturare un percorso specifico per il suo caso.
Per gestire i sintomi e sbloccare la digestione, il passo fondamentale è impostare un piano alimentare Low-FODMAP personalizzato, riducendo la fermentazione intestinale che alimenta i metanogeni e causa il gonfiore. La sera, per ridurre i tempi di svuotamento gastrico, la regola d'oro è fare pasti piccoli, asciutti e altamente digeribili. Eviti assolutamente passati di verdura, minestroni o cibi liquidi, perché i liquidi ai pasti diluiscono i succhi gastrici bloccando la digestione, e le verdure frullate fermentano rapidamente causando gas. Preferisca invece una piccola porzione solida di proteine magre (es. pesce o carne bianca) con una quantità moderata di verdure a basso potere fermentativo (es. zucchine grigliate), ricordandosi di masticare molto lentamente.
Un approccio nutrizionale mirato è essenziale in questo momento per spegnere l'infiammazione e darle un sollievo concreto. Resto a sua disposizione per valutare i suoi esami e strutturare un percorso specifico per il suo caso.
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I sintomi che descrive (gonfiore, digestione lenta, stipsi e produzione elevata di metano al breath test) possono essere associati a una alterazione della motilità intestinale o a una proliferazione batterica intestinale come la SIBO, soprattutto quando prevale la produzione di metano.
In questi casi può essere utile:
regolarizzare gli orari dei pasti ed evitare pasti molto abbondanti la sera;
limitare temporaneamente alimenti molto fermentabili (alcuni zuccheri fermentabili, legumi, ecc.);
favorire una buona idratazione e attività fisica regolare per stimolare la motilità intestinale.
Tuttavia, data la presenza di leucociti nelle feci e sintomi persistenti, è importante che la situazione venga valutata da un gastroenterologo, che potrà indicare una strategia alimentare e terapeutica mirata.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
In questi casi può essere utile:
regolarizzare gli orari dei pasti ed evitare pasti molto abbondanti la sera;
limitare temporaneamente alimenti molto fermentabili (alcuni zuccheri fermentabili, legumi, ecc.);
favorire una buona idratazione e attività fisica regolare per stimolare la motilità intestinale.
Tuttavia, data la presenza di leucociti nelle feci e sintomi persistenti, è importante che la situazione venga valutata da un gastroenterologo, che potrà indicare una strategia alimentare e terapeutica mirata.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
Salve,
dalla descrizione dei sintomi e dagli esiti del breath test emerge un quadro compatibile con una disbiosi intestinale a prevalenza metanogena (IMO). Il metano, quando è elevato, tende a rallentare la motilità intestinale e si associa frequentemente a stipsi, gonfiore e digestione lenta. Il fatto che il valore sia già presente a tempo zero e aumenti progressivamente, con idrogeno basso, è un elemento tipico di questa condizione.
Accanto a questo, la presenza di leucociti nelle feci suggerisce una possibile componente infiammatoria che merita un minimo di approfondimento e non dovrebbe essere attribuita automaticamente alla sola disbiosi.
In questi casi il punto centrale non è tanto individuare singoli alimenti “giusti” o “sbagliati”, ma intervenire sul meccanismo di base, cioè ridurre la fermentazione metanogena e migliorare la motilità intestinale. Per questo motivo, spesso si ricorre a terapie mirate (da valutare con il proprio medico) che includono antibiotici non assorbibili e, quando indicato, farmaci procinetici.
Dal punto di vista pratico, nell’immediato può essere utile semplificare l’alimentazione, riducendo gli alimenti più fermentabili come legumi, alcune verdure (cipolla, aglio, cavoli) e una parte dei latticini. È importante anche evitare pasti abbondanti, soprattutto la sera, e mantenere un intervallo di almeno due o tre ore tra cena e sonno, dato che la digestione rallentata notturna è un aspetto che lei riferisce chiaramente.
Parallelamente, è fondamentale sostenere la motilità intestinale attraverso una buona idratazione e una regolare attività fisica, anche semplice come la camminata quotidiana.
Infine, proprio per la presenza di leucociti fecali, può essere utile completare il quadro con esami come la calprotectina fecale ed eventualmente una valutazione gastroenterologica, così da escludere condizioni infiammatorie associate.
In sintesi, si tratta di un disturbo funzionale frequente ma che richiede un approccio mirato: lavorare solo sulla dieta raramente è sufficiente, mentre intervenire su disbiosi e motilità consente generalmente un miglioramento più significativo e duraturo.
dalla descrizione dei sintomi e dagli esiti del breath test emerge un quadro compatibile con una disbiosi intestinale a prevalenza metanogena (IMO). Il metano, quando è elevato, tende a rallentare la motilità intestinale e si associa frequentemente a stipsi, gonfiore e digestione lenta. Il fatto che il valore sia già presente a tempo zero e aumenti progressivamente, con idrogeno basso, è un elemento tipico di questa condizione.
Accanto a questo, la presenza di leucociti nelle feci suggerisce una possibile componente infiammatoria che merita un minimo di approfondimento e non dovrebbe essere attribuita automaticamente alla sola disbiosi.
In questi casi il punto centrale non è tanto individuare singoli alimenti “giusti” o “sbagliati”, ma intervenire sul meccanismo di base, cioè ridurre la fermentazione metanogena e migliorare la motilità intestinale. Per questo motivo, spesso si ricorre a terapie mirate (da valutare con il proprio medico) che includono antibiotici non assorbibili e, quando indicato, farmaci procinetici.
Dal punto di vista pratico, nell’immediato può essere utile semplificare l’alimentazione, riducendo gli alimenti più fermentabili come legumi, alcune verdure (cipolla, aglio, cavoli) e una parte dei latticini. È importante anche evitare pasti abbondanti, soprattutto la sera, e mantenere un intervallo di almeno due o tre ore tra cena e sonno, dato che la digestione rallentata notturna è un aspetto che lei riferisce chiaramente.
Parallelamente, è fondamentale sostenere la motilità intestinale attraverso una buona idratazione e una regolare attività fisica, anche semplice come la camminata quotidiana.
Infine, proprio per la presenza di leucociti fecali, può essere utile completare il quadro con esami come la calprotectina fecale ed eventualmente una valutazione gastroenterologica, così da escludere condizioni infiammatorie associate.
In sintesi, si tratta di un disturbo funzionale frequente ma che richiede un approccio mirato: lavorare solo sulla dieta raramente è sufficiente, mentre intervenire su disbiosi e motilità consente generalmente un miglioramento più significativo e duraturo.
Salve,
dalla descrizione che riporta emerge un quadro piuttosto specifico: la presenza di metano elevato al breath test, associata a stipsi e rallentamento della motilità, è spesso compatibile con una forma di disbiosi intestinale a prevalenza metanogena (quella che oggi viene frequentemente inquadrata come “SIBO metano-dominante” o IMO). Il metano, a differenza dell’idrogeno, è noto per rallentare ulteriormente il transito intestinale, creando un circolo vizioso tra fermentazione, gonfiore e stipsi.
Il riscontro di leucociti nelle feci suggerisce anche una componente infiammatoria che merita attenzione clinica, perché, come noto in gastroenterologia, è sempre importante distinguere tra disturbi funzionali e possibili condizioni organiche che richiedono un inquadramento medico più approfondito.
Dal punto di vista nutrizionale, in queste situazioni non esiste un’alimentazione “valida per tutti”, ma alcune strategie hanno un razionale preciso: ridurre temporaneamente i substrati fermentabili (ad esempio con un approccio tipo low-FODMAP ben impostato), evitare pasti molto abbondanti o ricchi di zuccheri semplici che aumentano la fermentazione, e strutturare i pasti in modo regolare per favorire la motilità intestinale. Parallelamente, nei quadri con motilità rallentata, può essere utile lavorare anche su consistenza dei pasti, tempi di digestione e distribuzione nell’arco della giornata.
Il fatto che la digestione sia molto lenta soprattutto la sera e che interferisca con il sonno è un segnale importante: spesso in questi casi è utile alleggerire e anticipare il pasto serale e valutare attentamente la composizione del pasto stesso.
Considerata la complessità del quadro (metano elevato, infiammazione, stipsi marcata e sintomi notturni), il consiglio è di non procedere con esclusioni alimentari “fai da te”, ma di impostare un percorso personalizzato, possibilmente in collaborazione tra medico e biologo nutrizionista, per intervenire sia sulla componente fermentativa sia sulla motilità intestinale.
dalla descrizione che riporta emerge un quadro piuttosto specifico: la presenza di metano elevato al breath test, associata a stipsi e rallentamento della motilità, è spesso compatibile con una forma di disbiosi intestinale a prevalenza metanogena (quella che oggi viene frequentemente inquadrata come “SIBO metano-dominante” o IMO). Il metano, a differenza dell’idrogeno, è noto per rallentare ulteriormente il transito intestinale, creando un circolo vizioso tra fermentazione, gonfiore e stipsi.
Il riscontro di leucociti nelle feci suggerisce anche una componente infiammatoria che merita attenzione clinica, perché, come noto in gastroenterologia, è sempre importante distinguere tra disturbi funzionali e possibili condizioni organiche che richiedono un inquadramento medico più approfondito.
Dal punto di vista nutrizionale, in queste situazioni non esiste un’alimentazione “valida per tutti”, ma alcune strategie hanno un razionale preciso: ridurre temporaneamente i substrati fermentabili (ad esempio con un approccio tipo low-FODMAP ben impostato), evitare pasti molto abbondanti o ricchi di zuccheri semplici che aumentano la fermentazione, e strutturare i pasti in modo regolare per favorire la motilità intestinale. Parallelamente, nei quadri con motilità rallentata, può essere utile lavorare anche su consistenza dei pasti, tempi di digestione e distribuzione nell’arco della giornata.
Il fatto che la digestione sia molto lenta soprattutto la sera e che interferisca con il sonno è un segnale importante: spesso in questi casi è utile alleggerire e anticipare il pasto serale e valutare attentamente la composizione del pasto stesso.
Considerata la complessità del quadro (metano elevato, infiammazione, stipsi marcata e sintomi notturni), il consiglio è di non procedere con esclusioni alimentari “fai da te”, ma di impostare un percorso personalizzato, possibilmente in collaborazione tra medico e biologo nutrizionista, per intervenire sia sulla componente fermentativa sia sulla motilità intestinale.
Buonasera,
da quello che descrive, il quadro merita una rivalutazione gastroenterologica piuttosto accurata, perché un breath test al lattulosio con metano che parte già alto e poi aumenta, associato a stipsi, gonfiore e motilità rallentata, è un profilo che si associa più spesso ad una crescita importante di metanogeni intestinali, oggi spesso indicata come IMO, più che a una classica forma idrogeno-dominante.
La presenza di leucociti nelle feci, invece, non va ignorata, perché può comparire in condizioni infiammatorie o infettive intestinali e quindi rende prudente non archiviare tutto come semplice colon irritabile senza ulteriori approfondimenti.
Sul piano alimentare, nell’attesa di un inquadramento più preciso, eviterei di togliere sempre più cibi in autonomia: una strategia che in alcuni pazienti con gonfiore, distensione, dolore e alvo alterato può aiutare è una fase breve di dieta low FODMAP, ma non deve diventare una dieta per sempre e andrebbe personalizzata con un professionista, perché la fase stretta è pensata solo per 2-6 settimane.
Se la stipsi è importante, tra gli aiuti nutrizionali con qualche evidenza ci sono psyllium e kiwi; i kiwi in particolare risultano low FODMAP in porzione di 2 frutti piccoli, mentre le prugne secche possono sì aiutare l’intestino ma in soggetti molto gonfi possono peggiorare i sintomi perché ricche di FODMAP.
In pratica, finché non viene definita meglio la causa, può essere sensato orientarsi la sera su pasti più semplici e leggeri, con porzioni moderate, pochi cibi molto grassi o molto fermentabili, ma soprattutto le consiglierei di non restare sola a provare cibi a caso e di tornare dal gastroenterologo con tutti i referti, perché con sintomi notturni così marcati e digestione percepita come bloccata serve un piano mirato, non solo esclusioni generiche.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
da quello che descrive, il quadro merita una rivalutazione gastroenterologica piuttosto accurata, perché un breath test al lattulosio con metano che parte già alto e poi aumenta, associato a stipsi, gonfiore e motilità rallentata, è un profilo che si associa più spesso ad una crescita importante di metanogeni intestinali, oggi spesso indicata come IMO, più che a una classica forma idrogeno-dominante.
La presenza di leucociti nelle feci, invece, non va ignorata, perché può comparire in condizioni infiammatorie o infettive intestinali e quindi rende prudente non archiviare tutto come semplice colon irritabile senza ulteriori approfondimenti.
Sul piano alimentare, nell’attesa di un inquadramento più preciso, eviterei di togliere sempre più cibi in autonomia: una strategia che in alcuni pazienti con gonfiore, distensione, dolore e alvo alterato può aiutare è una fase breve di dieta low FODMAP, ma non deve diventare una dieta per sempre e andrebbe personalizzata con un professionista, perché la fase stretta è pensata solo per 2-6 settimane.
Se la stipsi è importante, tra gli aiuti nutrizionali con qualche evidenza ci sono psyllium e kiwi; i kiwi in particolare risultano low FODMAP in porzione di 2 frutti piccoli, mentre le prugne secche possono sì aiutare l’intestino ma in soggetti molto gonfi possono peggiorare i sintomi perché ricche di FODMAP.
In pratica, finché non viene definita meglio la causa, può essere sensato orientarsi la sera su pasti più semplici e leggeri, con porzioni moderate, pochi cibi molto grassi o molto fermentabili, ma soprattutto le consiglierei di non restare sola a provare cibi a caso e di tornare dal gastroenterologo con tutti i referti, perché con sintomi notturni così marcati e digestione percepita come bloccata serve un piano mirato, non solo esclusioni generiche.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua situazione.
Dai sintomi che descrive (gonfiore, digestione lenta, stipsi, positività al breath test con metano elevato e motilità rallentata), è evidente che si tratta di un quadro complesso che merita un approccio personalizzato, perché dare consigli generici in questi casi spesso non porta benefici duraturi.
Proprio per questo motivo, preferisco non darle indicazioni “standard” senza prima aver approfondito bene la sua storia clinica, le abitudini alimentari e lo stile di vita.
Se le fa piacere, possiamo organizzare una chiamata conoscitiva gratuita, in cui analizziamo insieme la sua situazione e le spiego come posso aiutarla in modo concreto.
In quella sede potrà anche capire meglio il percorso che propongo, che è strutturato e personalizzato, e che naturalmente prevede un costo.
Se è interessata, mi scriva pure in privato così troviamo un momento comodo per sentirci.
A presto
Dott.ssa Brenda Aller
Dai sintomi che descrive (gonfiore, digestione lenta, stipsi, positività al breath test con metano elevato e motilità rallentata), è evidente che si tratta di un quadro complesso che merita un approccio personalizzato, perché dare consigli generici in questi casi spesso non porta benefici duraturi.
Proprio per questo motivo, preferisco non darle indicazioni “standard” senza prima aver approfondito bene la sua storia clinica, le abitudini alimentari e lo stile di vita.
Se le fa piacere, possiamo organizzare una chiamata conoscitiva gratuita, in cui analizziamo insieme la sua situazione e le spiego come posso aiutarla in modo concreto.
In quella sede potrà anche capire meglio il percorso che propongo, che è strutturato e personalizzato, e che naturalmente prevede un costo.
Se è interessata, mi scriva pure in privato così troviamo un momento comodo per sentirci.
A presto
Dott.ssa Brenda Aller
Buongiorno gentile utente. I suoi sintomi e il risultato del breath test indicano una disbiosi intestinale. Le consiglio di rivolgersi ad un nutrizionista esperto che le saprà consigliare un piano nutrizionale specifico ed un eventuale protocollo di integrazione adatto alla sua situazione. Se vuole sono disponibile ad aiutarla. Buona giornata Dott.ssa Francesca Base
Dovrebbe rivolgersi ad un professionista con esami ed eventuale diagnosi alla mano per concordare l'alimentazione più adeguata
I sintomi che riferisce — gonfiore, digestione molto lenta, stipsi, dolore addominale, bruciore e leucociti nelle feci — insieme alla produzione elevata di metano al breath test e alla motilità rallentata, richiedono una valutazione diretta da parte di un gastroenterologo per definire la causa e il percorso più adatto.
Salve, dalla sua descrizione sembra che lei soffra di Sibo ossia una sovra-infezione del piccolo intestino. La sua condizione andrebbe valutata da un professionista per valutare un adeguato percorso nutrizionale ed integrativo.
Buongiorno, provi a fare pasti equilibrati e diminuendo fonte di proteina la sera che rallenta la digestione o non associare più fonti di proteine insieme
Buongiorno ho letto quanto scritto , breath test al lattulosio con indicatore CH4 alto
indica solitamente una sovracrescita batterica nell'intestino tenue (SIBO), associata a proliferazione di specie metanogeniche(IMO) che sono archeabatteri.
IMO porta purtroppo a transito lento e rallentato.
Di notevole importanza sarà l'aiuto di uno specialita della nutrizione e del medico per stilare una dieta adatta con supporto farmacologico/nutraceutico per il suo caso
indica solitamente una sovracrescita batterica nell'intestino tenue (SIBO), associata a proliferazione di specie metanogeniche(IMO) che sono archeabatteri.
IMO porta purtroppo a transito lento e rallentato.
Di notevole importanza sarà l'aiuto di uno specialita della nutrizione e del medico per stilare una dieta adatta con supporto farmacologico/nutraceutico per il suo caso
buonasera.
innanzi tutti ha fatto esami ematici, in particolare le transaminasi e la bilirubina? si è sottoposta ad ecografia per conoscere come sta la colecisti o se c'è qualche addensamento biliare? ad ogni modo, una alimentazione con caratteristiche coleretiche (in gradi di migliorare la funzionalità biliare) può essere utile.
innanzi tutti ha fatto esami ematici, in particolare le transaminasi e la bilirubina? si è sottoposta ad ecografia per conoscere come sta la colecisti o se c'è qualche addensamento biliare? ad ogni modo, una alimentazione con caratteristiche coleretiche (in gradi di migliorare la funzionalità biliare) può essere utile.
Buongiorno, senza una visita nutrizionale con appropriata anamnesi è difficile da definire.
Saluti,
Luca
Saluti,
Luca
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