Dott.ssa
Micol Loppo
Psicoterapeuta
·
Psicologa
Psicologa clinica
Altro
sulle specializzazioni
Casalgrande 1 indirizzo
Esperienze
Chi sono e come lavoro
Sono una psicoterapeuta cognitivo-comportamentale.
Lavoro principalmente con donne tra i 20 e i 50 anni che, fuori, sembrano forti… ma dentro si sentono insicure, inadeguate, sempre “un passo indietro”.
Mi occupo di:
• autostima fragile
• paura del giudizio
• autocritica costante
• ansia e gestione delle emozioni
• senso di inadeguatezza
• tendenza a compiacere e auto-sacrificarsi
Se ti ritrovi nel pensare:
• “Non sono abbastanza”
• “Devo fare di più per essere amata”
• “Se sbaglio deludo”
• “Non posso mostrarmi fragile”
Probabilmente sei nel posto giusto.
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Il mio approccio
Integro diversi modelli terapeutici basati sull’evidenza scientifica:
• Terapia Cognitivo-Comportamentale
• Mindfulness
• ACT (Acceptance and Commitment Therapy)
• Schema Therapy
• Terapia Focalizzata sulla Compassione
• Terapia Focalizzata sulle Emozioni
Non lavoro solo sui sintomi.
Lavoro sulle radici.
Non mi interessa “farti funzionare meglio”.
Mi interessa aiutarti a costruire una sicurezza interna stabile, che non dipenda dall’approvazione degli altri.
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In terapia con me non troverai:
• giudizio
• frasi fatte
• superficialità
• consigli veloci
Troverai uno spazio sicuro dove poter dire anche le cose che non hai mai detto a nessuno.
E un lavoro concreto, strutturato, profondo.
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Perché scegliere di iniziare
La maggior parte delle donne che arrivano da me sono stanche di:
• mettersi sempre dopo
• sentirsi “troppo” o “non abbastanza”
• vivere relazioni sbilanciate
• avere una mente che non si ferma mai
La terapia non è un lusso.
È un atto di responsabilità verso la propria vita.
Non è il prezzo di una seduta che fa la differenza.
È il metodo, la relazione terapeutica, la qualità del lavoro.
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Se hai letto fin qui e qualcosa dentro di te si è mosso, non ignorarlo.
Scrivimi.
Chiedimi informazioni.
Prenota un primo colloquio.
La sicurezza che stai cercando fuori può iniziare a costruirsi dentro.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Attacco di panico
- Fobie
- Disturbi della personalità
- Disturbi del pensiero
- Depressione
- +34 a11y_sr_more_diseases
Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
91 € -
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Psicoterapia individuale
Da 91,80 € -
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Colloquio psicologico
Da 91,80 € -
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Psicoterapia della depressione
Da 91,80 € -
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Test psicologici
Da 91,80 € -
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Indirizzi (2)
Consulenza online
Disponibilità
Telefono
Via Giovanni Falcone 4, Casalgrande 42013
Disponibilità
Modalità di pagamento (visite private)
- Bonifico istantaneo
- Contanti
- Bonifico
Telefono
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
49 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Puntualità
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M
Melany Baschieri
Terapeuta che ti segue passo dopo passo; accompagna molto nella crescita personale
• Dr.ssa Micol Loppo Psicologa Psicoterapeuta • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Micol Loppo
Ti ringrazio di cuore per queste parole. Sapere che ti sei sentita accompagnata e sostenuta nel percorso di crescita è per me il riconoscimento più bello. Il merito di questo cambiamento, tuttavia, appartiene alla tua determinazione e apertura al lavoro che abbiamo svolto insieme.
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I
Irene
Mi aiuta a lavorare su me stessa e a capire come affrontare tutto senza ansie o panico
• Dr.ssa Micol Loppo Psicologa Psicoterapeuta • psicoterapia •
Dott.ssa Micol Loppo
Grazie di cuore per queste parole.
Sapere che il nostro lavoro ti sta aiutando a trovare la serenità necessaria per affrontare le sfide quotidiane è per me motivo di grande gioia. Il merito è anche della tua voglia di metterti in gioco: trasformare l'ansia in consapevolezza è un viaggio impegnativo e sono felice di percorrerlo al tuo fianco.
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D
D.R.
Nel Primo approccio abbiamo fatto la nostra presentazione di coppia,la Dott.ssa ci ha ascoltato e ha preso parecchi appunti .Siamo curiosi e speranzosi che ci aiuti a migliorare il nostro rapporto di coppia in crisi dopo 19 anni insieme.Buone sensazioni.
• Dr.ssa Micol Loppo Psicologa Psicoterapeuta • psicoterapia di coppia •
Dott.ssa Micol Loppo
Grazie mille per aver condiviso le vostre buone sensazioni e per la fiducia che state riponendo in questo percorso. È stato un incontro iniziale molto significativo, e l'aver potuto ascoltare la vostra storia e le vostre preoccupazioni dopo 19 anni insieme è il fondamento su cui inizieremo a costruire.
Come avete notato, ho preso molti appunti: sono il punto di partenza per identificare schemi e dinamiche (come nell'approccio cognitivo comportamentale) che hanno portato alla crisi e, soprattutto, per definire insieme gli obiettivi concreti su cui lavoreremo. Sono qui per fornirvi gli strumenti e le strategie necessarie per migliorare la vostra comunicazione, risolvere i conflitti e riscoprire la vostra connessione.
Sono molto speranzosa anch'io per i risultati che potremo raggiungere con il vostro impegno e la vostra motivazione.
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C
Chiara
Empatia, attenzione e cura della persona.
Dopo un anno di percorso non posso che essere soddisfatta.• Dr.ssa Micol Loppo Psicologa Psicoterapeuta • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Micol Loppo
Ti ringrazio di cuore per le tue parole. È stato bello accompagnarti in questo percorso e vedere la persona che sei diventata passo dopo passo. La soddisfazione più grande è sapere che oggi senti di stare bene con te stessa, ogni giorno di più.
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G
Giulia
Professionale, disponibile, attenta nell'ascolto, attenta nel dare i dovuti consigli.
• Dr.ssa Micol Loppo Psicologa Psicoterapeuta • colloquio psicologico •
Dott.ssa Micol Loppo
Grazie mille per le tue parole. Mi fa piacere sapere che ti sei sentita accolta e ascoltata, per me è fondamentale che ogni percorso sia uno spazio sicuro, costruito insieme. Un caro saluto
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A
A D
La consiglio molto disponibile e intelligente se avete bisogno andare pure
• Dr.ssa Micol Loppo Psicologa Psicoterapeuta • colloquio psicologico •
Dott.ssa Micol Loppo
Ti ringrazio di cuore per la fiducia e per il pensiero gentile. Sapere che il percorso è stato utile per te è la parte più gratificante del mio lavoro.
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M
Massi
Molta professionalità . Attenta nell’ascoltare e trovare sempre la soluzione
• Dr.ssa Micol Loppo Psicologa Psicoterapeuta • consulenza psicologica •
Dott.ssa Micol Loppo
Ti ringrazio tanto per le tue parole. Sono felice che tu abbia percepito la cura e l’attenzione che metto in ogni percorso, ogni passo avanti nasce proprio da questa collaborazione reciproca.
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F
Francesco
La migliore: sono suo paziente da circa due anni e mezzo e i risultati si vedono tutti.
• Dr.ssa Micol Loppo Psicologa Psicoterapeuta • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Micol Loppo
Grazie mille per la fiducia e la costanza nel percorso. I risultati che descrivi sono il frutto del lavoro che hai fatto su di te, incontro dopo incontro, ed è bello poterli vedere insieme.
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I
IB
Empatica, attenta ai dettagli e stimolante per ogni tipo di evoluzione e cambiamento
• Dr.ssa Micol Loppo Psicologa Psicoterapeuta • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Micol Loppo
Grazie di cuore per le tue parole. Mi fa piacere sapere che hai percepito l’attenzione e la spinta alla crescita che accompagna ogni scelta terapeutica, è bello vedere come, passo dopo passo, il cambiamento prende forma.
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M
M. L.
Al primo colloquio mi sono sentita accolta e ascoltata. Credo di poter istaurare un rapporto paziente/dottore efficace. Per questo continuerò con altri colloqui. Al momento non potrò essere più dettagliata.
• Dr.ssa Micol Loppo Psicologa Psicoterapeuta • psicoterapia •
Dott.ssa Micol Loppo
Ti ringrazio per la fiducia e per aver condiviso questa sensazione iniziale. Sentirsi accolti e ascoltati è la base di ogni percorso efficace, da lì inizia davvero il lavoro su di sé.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 21 domande da parte di pazienti di MioDottore
dopo un intervento di meningioma non ha fatto un percorso psicologico ma sta soffrendo tanto chiede
dopo un intervento di meningioma non ha fatto un percorso psicologico ma sta soffrendo tanto chiede aiuto ma non so come aiutarlo dorme pochissimo sempre nervoso sempre agitato e gestisce male tutte le emozioni posso avere un consiglio su cosa fare a chi rivolgermi?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Comprendo profondamente il senso di impotenza che stai provando. Quello che descrive è un quadro dove la mancanza di sonno è un fattore che sta erodendo le sue basi cognitive ed emotive.
Il sonno è il principale regolatore omeostatico del cervello. Quando diventa "invalidante" come in questo caso, assistiamo a un crollo delle funzioni della corteccia prefrontale.
La capacità di analisi, giudizio e memoria è compromessa, portandolo a uno stato di confusione costante.
Senza il riposo, l'amigdala prende il sopravvento, scatenando quell'aggressività e quell'agitazione che vede. In questo momento, il suo cervello è in una condizione di perenne "allarme rosso".
Come professionista, devo sottolineare un punto cruciale: la psicoterapia non può essere imposta. Se lui in questo momento rifiuta un percorso, forzarlo rischierebbe di aumentare il suo senso di invasione e la sua reattività.
Tuttavia, esiste un "confine protettivo" che lei può tracciare. Non può sostituirsi alla sua volontà di guarire, ma può agire su ciò che è in suo potere.
In situazioni così logoranti, il primo intervento clinico efficace è spesso rivolto a chi assiste.
Se fosse lei a rivolgersi a uno psicoterapeuta le permetterebbe di elaborare la "perdita" della persona che conosceva prima.
Inoltre capire come disinnescare i suoi momenti di rabbia senza esserne travolta.
Il rischio di burnout del caregiver è alto, per aiutarlo, ha bisogno di rimanere integra lei
Un elemento imprescindibile in questa fase è il supporto farmacologico. Senza un ripristino del ciclo sonno-veglia, la parola (e quindi la psicoterapia) fatica a trovare terreno fertile. Il cervello deve essere "messo a riposo" chimicamente per poter poi tornare a elaborare i vissuti.
Invece di proporgli di "farsi curare", provi a spostare il focus sulla tua fatica, offrendogli una via d'uscita non giudicante.
Ti vedo soffrire terribilmente per la mancanza di sonno e mi sento impotente nel vederti così agitato. Poiché questa situazione sta logorando entrambi, ho deciso di chiedere un supporto psicologico per me, per imparare a gestire meglio questo momento così difficile.
Come professionista, il mio consiglio è di non attendere che sia lui a fare il primo passo. Iniziare un tuo spazio di ascolto le darà gli strumenti per capire fin dove può arrivare e dove, invece, deve fermarsi per non soccombere.
Faccio fatica a reggere la depressione del mio ragazzo. Da un anno e mezzo ho una relazione con un
Faccio fatica a reggere la depressione del mio ragazzo.
Da un anno e mezzo ho una relazione con un ragazzo (io 26 anni, lui 29) che fin da subito si è dimostrato essere molto rispettoso ed educato nei miei confronti e con la quale ho instaurato un rapporto stabile di fiducia e di amore.
Il mio ragazzo coltiva poco le sue relazioni di amicizia, parla molto poco, è tendenzialmente portato alla logica ed esprime poco le sue emozioni. Da aprile sta vivendo un burnout lavorativo che lo rende costantemente insoddisfatto, con me ne parla e mi ripete di essere ko, di arrivare a sera esaurito, dice costantemente di voler andare all'estero, di voler cambiare lavoro o di volersi ritagliare più spazio per se stesso. Sono tutte cose che dice ma che poi puntualmente non fa, seppur io lo abbia più volte supportato e spronato.
E' spesso ripiegato sul passato e tende a rimuginare parecchio sulla sua infanzia e la sua adolescenza. Mi ha detto di sentirsi vuoto e di aver vissuto un'adolescenza molto ritirata, nel quale ha fatto fatica a sciogliersi e sentirsi incluso in un gruppo, stessa cosa il periodo universitario; poi raccontandomi di sè è arrivato alla conclusione di non essersi mai sciolto in vita sua e di non essersi mai divertito, cosa che attribuisce al carattere apprensivo della madre quando era piccolo. Una madre che ad oggi rimane sempre molto presente in ogni sua giornata.
Io purtroppo nei mesi non ho visto diminuire la mia insofferenza verso questo suo lato del carattere così ripiegato su se stesso e questo crogiolo, anche perchè la situazione è peggiorata: fisicamente ha spesso degli acciacchi, a livello sessuale mi dice di avere poca libido e anche nei momenti in cui io stessa sono felice faccio fatica ad includerlo nel mio entusiasmo.
Fino a poco fa ho però pensato che il sentimento e l'amore potessero sostenere questa dinamica. Mi accorgo che però quando sono con le amiche o gli amici io sono vitale, energica, socievole. Quando sono con lui finisco per chiudermi e ripiegarmi su me stessa anche io e la cosa mi provoca fastidio. Il fatto che lui non sia mai entusiasta mi fa stare male e mi faccio condizionare a mia volta.
Nelle ultime settimane la sua psicologa gli ha consigliato di andare da uno psichiatra per assumere una cura farmacologica per una depressione maggiore e io mi sento spaccata: da una parte vorrei cercare di stargli vicino; dall'altra sono veramente stanca. Avete dei suggerimenti?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Leggo nelle sue parole un groviglio di emozioni molto profondo: c’è l’amore e la lealtà verso un compagno che stima, ma c’è anche un grido di sopravvivenza che proviene dalla sua parte più vitale. La sensazione di "ripiegarsi su se stessa" quando è con lui, in contrasto con l’energia che ritrova con gli amici, è un segnale clinico molto preciso: descrive un fenomeno di induzione emotiva, in cui la nebbia della depressione dell’altro finisce per avvolgere anche chi gli sta accanto.
Ecco alcune riflessioni che spero possano aiutarla a fare chiarezza in questo momento di frattura interiore.
È importante distinguere tra il suo ragazzo (la persona rispettosa e colta che ha conosciuto) e la Depressione Maggiore che sta attraversando. La depressione non è solo tristezza; è un "vuoto" che assorbe tutto ciò che ha intorno: entusiasmo, libido, progettualità e persino la capacità di agire concretamente per cambiare lavoro o vita.
Quello che lei prova — l'insofferenza, la stanchezza, il fastidio — non la rende una persona "cattiva" o poco empatica. È la naturale reazione di un organismo sano che cerca di non farsi trascinare in quel vuoto.
Lei ha provato a supportarlo e spronarlo, ma la depressione maggiore ha dinamiche che sfuggono alla logica del buon senso o dell'incoraggiamento affettivo. Spesso, più il partner cerca di essere "vitale" per compensare il vuoto dell'altro, più l'altro si sente inadeguato, innescando un circolo vizioso di sensi di colpa e ritiro.
La diagnosi della psicologa e l'invio allo psichiatra confermano che si tratta di una patologia che richiede interventi clinici (farmacologici e psicoterapici) che esulano dalle sue possibilità e responsabilità di compagna.
Il racconto che lui fa della sua infanzia e la presenza costante della figura materna suggeriscono un'identità che non si è mai del tutto "svincolata". Questo "non essersi mai sciolto" di cui lui parla è un peso che lui porta da molto prima di conoscerla. Lei non può "scioglierlo" al posto suo, né può sostituirsi al lavoro analitico che lui deve fare sui suoi legami primari.
L'aspetto più preoccupante che lei riferisce è la sua perdita di vitalità quando è con lui.
Provi a domandarsi quanto della mia rinuncia a essere felice serve davvero a lui? E quanto invece sta solo spegnendo me?
La verità è che la sua sofferenza non allevia quella di lui. Anzi, se lei si spegne, la coppia perde l'unico polo di luce rimasto.
Il mio consiglio non riguarda cosa "fare" per lui (per quello ci sono ora lo psichiatra e la psicologa), ma cosa fare per Lei.
È fondamentale che lei recuperi uno spazio di parola per sé. Sentirsi "stanca" è un diritto. Sentirsi "spaccata" è una richiesta d'aiuto del suo Sé che non vuole rinunciare alla vita a 26 anni.
Accompagnare qualcuno nella malattia non significa annullarsi con lui. La cura farmacologica di lui potrebbe essere un punto di svolta, ma potrebbe richiedere tempo.
Le chiedo: in questo momento, chi si sta prendendo cura dei bisogni della ragazza di 26 anni che ha ancora voglia di ridere e di essere guardata con desiderio e vitalità?
Sarebbe prezioso per lei esplorare questi vissuti di stanchezza e fastidio in un percorso individuale. Non per decidere necessariamente se lasciarlo o restare, ma per tornare a sentire che la sua vita ha il diritto di muoversi, anche se quella di chi le sta accanto è momentaneamente ferma.
Se le va, potremmo iniziare a lavorare proprio su quel "senso di colpa" che le impedisce di godersi la sua energia senza sentirsi in debito verso di lui.
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