Salve,Ho 28 anni e sto affrontando un periodo dove non mi riconosco più.Circa due anni fa ho con

33 risposte
Salve,
Ho 28 anni e sto affrontando un periodo dove non mi riconosco più.
Circa due anni fa ho conosciuto un uomo e mi sono trasferita da lui in un'altra città, da quando sto con questa persona ho iniziato a rivivere l'abbandono da parte di mio padre(un uomo aggressivo con mia madre con me e mio fratello, non sono riuscita mai a perdonarlo.)
Il mio compagno inizialmente era molto comprensivo cercava di darmi stabilità ma dopo un po è cambiato...
Un giorno durante una forte discussione ha preso sopravvento su di me e mi ha messo alle strette : se voglio stare con lui devo essere diversa ( eliminare tutte le mie insicurezze ) vivo costantemente, nella paura di dire qualcosa che a lui non piace, se divento gelosa o insicura lui si arrabbia e minaccia di lasciarmi perdere, mi fa sentire sola e triste.
Ma quello che mi spaventa di più è perché quest'uomo mi ricorda mio padre?
So che nessuno può darmi una risposta qui con pochissime informazioni ma mi sento sola, e ho voglia di stare di nuovo bene.
Grazie per il vostro tempo.
Dott.ssa Maria Grazia Antinori
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Nel suo messaggio descrive una situazione in cui soprappone il suo compagno con la figura di un padre aggressivo che l'ha abbandonata. Lei stessa si domanda e chiede agli altri, cosa hanno in comune questi due uomini, quesito a cui lei stessa non sa rispondere .
La sua infanzia, la sua crescita è stata segnata da un rapporto doloroso con una figura paterna su cui non ha potuto contare e da cui si è sentita tradita ed abbandonata.
In questa fase della vita ha un rapporto importante con un uomo con cui convive, ma sembrerebbe che sia lei stessa a mettere a rischio il legame con il suo comportamento eccessivamente richiedente, almeno per quanto le dice il suo compagno.
E' questo sicuramente un momento difficile per lei, una fase di crisi in cui si sente confusa, ma la sua intuizione di sovrapporre la storia di oggi con il rapporto difficile con suo padre, è una traccia preziosa che credo che lei debba e possa approfondire.
Per far questo le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che l'aiuterà a comprendere quello che appartiene all'oggi e quello che è invece del passato.

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Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buonasera. La relazione di coppia spesso ripresenta, con il transfert o gli schemi,a seconda della chiave di lettura che vogliamo utilizzare, i nostri modelli interni. E' possibile che il suo partner sia così, ma è altresì importante chiedersi dove sta la COLLUSIONE. Quali funzionamenti personali si sono intrecciati nella vostra coppia? Sicuramente questo può essere un luogo in cui portare il problema, ma per risolverlo è bene rivolgersi ad uno specialista, in uno spazio e in un tempo per lei o per voi, qualora decidiate per un percorso di coppia
Dott.ssa Rosalba Cardillo
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Roma
Salve, aver vissuto in infanzia una situazione di abbandono e di sopraffazione da parte di suo padre può , nella vita adulta, portarla a rivere la stessa paura nel momento in cui vive una relazione importante. Teme che il suo compagno possa anche se lontanamente somigliare a suo padre. Questo la mette sulla difensiva e le fa avere un comportamento sospettoso e a tratti aggressivo verso il suo compagno. Non so, quanto in realta ,lui somigli a suo padre. Penso che l unico modo per uscirne definitivamente sia fare pace con tutti questi sentimenti ed elaborare il tutto ,affinche lei possa,finalmente essere libera di vivere i suoi legami senza paura.
Spero di essere stata utile ,saluti dott.ssa Rosalba Cardillo.
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, effettivamente lei è molto spaventata perchè ha paura di fare una, coazione a ripetere. Lei si sta chiedendo, avendo vissuto dei traumi nella sua famiglia di origine, essendo stata abbandonata da un padre aggressivo, se il rapporto che sta vivendo possa avere i stessi connotati del suo passato e forse che possa essere ancora una volta abbandonata. Potreste andarvi a confrontare in una psicoterapia di coppia cercando di capirvi e di sfatare le vostre paure, le auguro che tale psicoterapia di coppia la possa aiutare e rassicurarla, dott, Eugenia Cardilli.
Dott.ssa Maria Elena Cinti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Albano Laziale
Salve signora quello che lei descrive non sembra essere un problema di difficile soluzione. Lei stessa identifica delle aree problematiche che stanno mettendo in discussione il suo rapporto di coppia. La famiglia di origine è in particolare una figura paterna poco presente emotivamente, se non nei momenti di aggressività, la portano a minare le sue relazioni.
Provi tuttavia a riflettere su quale é il suo contributo in tutto questo.
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. Rispondere alla sua lettera è molto semplice e allo stesso tempo molto complicato.
La sua ultima domanda ad esempio. Si chiede come mai questo uomo le ricorda suo padre.
Probabilmente questo uomo le ricorda il modello relazionale di suo padre, caratterizzato dai stessi elementi emotivi ( di segno negativo)che il suo partner mette in atto.
Lei è molto giovane per questo le suggerisco una cosa anche se lei non l'ha esplicitamente chiesta.
Si faccia aiutare da uno psicologo ad elaborare la relazione con suo padre per tenere di lui solo quello che le serve per crescere felice e liberarsi del resto.Non solo ne trarrà immediato sollievo. Potrebbe perfino iniziare a cercare relazioni di segno diverso, nelle quali si sente più al sicuro.
Cordiali Saluti. Dottor Emanuele Grilli
Dott.ssa Laura Procopio
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buongiorno, dalla sua descrizione sembra che questo trasferimento e questa convivenza possano in qualche modo aver riattivato vissuti relativi alle relazioni con le sue figure genitoriali, in particolare con suo padre descritto come aggressivo. Forse sarebbe utile cercare, attraverso l’aiuto di uno psicoterapeuta, di comprendere quanto ciò che le sta accadendo possa riguardare effettivamente la relazione con il suo attuale compagno oppure quanto siano determinanti i suoi vissuti relazionali. Forse questo momento critico potrà essere utile, se affrontando quanto premesso, le consentirà di avere una relazione più serena. Un caro saluto
Dott.ssa Simona Zaghini
Psicologo, Psicologo clinico
Cattolica
La sua domanda è già pronta, si è già fatta delle ipotesi sulle cause del suo disagio, non le resta che rivolgerla un professionista .
La psicoanalisi è una via
Dott. Daniele D'Erasmo
Psicologo, Psicoterapeuta
Bari
Buongiorno, ritengo che per la problematica da lei presentata, la Psicoterapia E.M.D.R., riconosciuta elitaria per questi disturbi anche dall'OMS, per la risoluzione di un trauma relazionale precoce occorso con una figura familiare importante e di riferimento sia il percorso più breve ed efficace per garantirle il ritorno al benessere personale e di riflesso all'eventuale ristabilimento della funzionalità di coppia.
Cordiali saluti.

dott. Daniele D'Erasmo
Dott.ssa Alessia Rita Candiloro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Professional counselor
Napoli
Gentile, credo che sia chiaro anche a lei che in qualche modo la relazione con suo padre la sta portando in quella attuale con il suo compagno, proiettando emozioni , sentimenti, ricordi del passato non risolti ad oggi. Un supporto psicologico potrebbe aiutarla ad elaborare tali vissuti.
Sta a lei rivolgersi ad uno specialista in carne ed ossa.
Buonasera, mi sento di dirle che quello che descrive possa rappresentare un periodo difficile e doloroso ma altresì una grande opportunità: intendo dire che questo momento di sofferenza e paura le sta suggerendo di ripercorrere importanti passaggi della sua infanzia e della sua famiglia d’origine al fine di poter trovare se stessa e conseguentemente un uomo che la voglia per quella che è. Colga le sue sensazioni ed i suoi interrogativi come un suggerimento che lei stessa si sta dando di andare più a fondo in aspetti della sua vita non del tutto sciolti. Per far questo si rivolga ad un professionista per un percorso psicoterapeutico e investa su se stessa e sul suo presente e futuro. Un cordiale saluto. Dott.ssa Daniela La Porta
Dott.ssa Maria Teresa Allocca
Psicologo clinico
Marigliano
Buongiorno, da quello che ci ha raccontato credo che in qualche modo stia proiettando emozioni , sentimenti, ricordi del passato nella relazione attuale con il suo compagno. Un supporto psicologico potrebbe aiutarla ad elaborare tali vissuti e cercare di risolveri. Spesso da soli non siamo ingrado e quindi le suggerisco di rivolgersi ad uno specialista.
Dott.ssa Rosella Latella
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
La Spezia
Buongiorno, la situazione che sta vivendo è, purtroppo, tristemente comune per tante persone. Potremmo chiederci: il passato è passato davvero? Spesso, esperienze traumatiche, vissute negli anni dell'infanzia o dell'adolescenza, si ripropongono in diverse fasi della vita. E vorremmo capire il perché di questo. La tendenza della nostra psiche è quella di erigere muri difensivi rispetto alle emozioni che, nel passato, ci hanno travolto dolorosamente. Ma, proprio per questo, c'è il rischio di vivere esperienze che rievocano (o riproducono) le ombre di questi traumi "dimenticati". Come se fosse necessario, in qualche modo, replicarli. Portando alla luce quelle emozioni che non siamo riusciti a elaborare. Ora, per lei, è il momento di farlo. Con la giusta lucidità. Senza farsi intrappolare da vecchi automatismi. Non sentendosi vittima ma rendendosi conto della sua forza e delle sue risorse. Per superare un dolore, è sempre necessario attraversarlo. Ne uscirà trasformata.
Le auguro ogni bene.
Rosella Latella
Dott.ssa Giuditta Sestu
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, credo che sarebbe necessario rivisitare la sua storia personale e individuare cosa, inconsciamente, la stia portando a sviluppare tale sofferenza. Un percorso psicoanalitico le potrebbe essere utile, non esiti a chiedere aiuto. Un saluto, Giuditta Sestu
Dott. Daniel Michael Portolani
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima, certamente non si riconosce più: l'Alterità che è per Lei probabile fonte di importante co-percezione "è cambiata" e La mette di fronte ai suoi (supposti) difetti, minacciando la rottura laddove Lei non si metta in gioco per modificare Sè stessa in funzione dei suoi bisogni e desideri. E' in gioco la Sua stessa identità: se corrisponde eccessivamente alle richieste si perde (nel senso letterale: perde Sè) e se se ne distacca troppo perde l'Altro tramite cui si sente (di nuovo: sente Sè). Chiunque nella Sua situazione sarebbe in difficoltà! Naturalmente, come Lei sottolinea, è impossibile rispondere in modo eticamente e professionalmente sensato alla Sua domanda (poiché implicherebbe una ipotesi non verificabile se non alla luce della Sua storia di vita, che in questo momento non abbiamo). Da quanto emerge, tuttavia, sembra piuttosto che Lei soffra di una paura legata al possibile abbandono da parte del Suo compagno, che potrebbe in qualche modo metterla nella stessa tonalità affettiva di allora - ovvero, Lei si gioca di nuovo in un'apertura di mondo in cui una Alterità potenzialmente definente minaccia di lasciarla - o lo fa davvero. Il consiglio è contattare uno psicoterapeuta: la modalità di essere-con che traspare dalle Sue parole è possibile fonte di sofferenza, come Lei stessa sta sperimentando in questo momento, e funge da ostacolo al Suo benessere e alla Sua felicità, con questo partner o con il prossimo. Assumendo su di Sè la responsabilità del Suo benessere e del Suo cambiamento, nonché i rischi di una sofferenza che dovrà necessariamente affrontare durante il percorso, potrà trarre enormi benefici. In bocca al lupo! Cordialità, DMP
Dott.ssa Iris Mattera
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Nelle relazioni spesso mettiamo sull'altro le nostra esperienze con le persone che si sono prese cura di noi (o che avrebbero dovuto farlo, in questo caso) durante l'infanzia. Con una storia di abbandono come la sua questo può essere un bel fardello
da portare sia per lei che per il suo compagno. Lei dice di non riconoscersi più, come se all'interno di questa relazione si fosse "persa" . La domanda è : ma lei, si vuole ritrovare? In tal caso avrebbe bisogno solo di una torcia che le illumini la strada o un filo che la conduca fuori "dal labirinto". Questo filo/torcia talvolta può essere il terapeuta, ma deve sapere che la strada che la condurrà all'uscita è già dentro di lei.
Mi farebbe piacere se partecipasse al mio prossimo Socioplay dove parleremo proprio del labirinto della mente. Le lascio il riferimento della mia pag. facebook professionale dove può trovare l'evento Dr.ssa Iris Mattera- Psicologa.
Coraggio ! E in bocca al lupo
Dott. Simone Tealdi
Psicologo, Nutrizionista, Sessuologo
Torino
Buongiorno signora,
la cosa che più traspare da quello che ha scritto è il bisogno sicuramente di approfondire la situazione perché sembra che in gioco ci siano parecchi elementi da rivalutare.
Dott Tealdi
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Dott.ssa Michela Bertarelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pinerolo
Buongiorno,
leggendo il suo messaggio emerge: la volontà di cambiare per piacere al compagno ed il quesito sul perché questo ragazzo le ricorda suo padre.
Lei ha descritto suo padre come una persona violenta.
E' possibile che il suo compagno utilizzi modalità aggressive nei suoi confronti che la spaventano e che le ricordano episodi vissuti in passato?
Non è possibile essere sempre di buon umore; inoltre in una relazione, affinché ci sia serenità, è importante essere sé stessi: imporsi di essere diversi per compiacere l'altro sarebbe faticoso e controproducente.
Detto questo. Ci sono un pò di cose della quale varrebbe la pena parlare.
Se ha piacere io effettuo consulenze online, nel caso fosse interessata mi contatti e decideremo insieme come procedere per ritrovare la giusta serenità.

Cordiali saluti
Dr.ssa Michela Bertarelli
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, credo che in un qualche modo si sia già risposta da sola.
La invito a rivolgersi ad un terapeuta, per fare un po' di chiarezza su alcune cose.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, spesso nelle relazioni di coppia c'è la tendenza a ripretere dei copioni familiare, anche se omrai si dovrebbe parlare di schemi dettati dalla memoria implicita. Forse con un professionista potrà fare un pò più di chiarezza rispetto al suo vissuto.
Un saluto,
MMM
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott.ssa Fabiana Turco
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Pulsano
Salve,
da ciò che ha scritto si "sente" il suo dolore. in queste situazioni chiedere aiuto ad un professionista potrebbe servire a fare chiarezza e sciogliere alcuni nodi del passato.
 Valeria Cigliola
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Taranto
Buon giorno, la situazione che sta vivendo deve causarle enorme sconforto e disperazione. Consideri che, nella scelta di un partner, quello che generalmente attira sono caratteristiche identiche a quelle del genitore del sesso opposto o aspetti totalmente contrari. Mi piacerebbe sapere cosa la sta portando ad approcciarsi a un uomo che abbia elementi simili a suo padre. Se ha necessità, può prenotare una visita, la vorrei aiutare a guardarsi dentro e a trovare la forza per uscire da questo problema. La saluto!
Dott.ssa Chiara Buttazzo
Psicologo clinico, Psicologo
Lecce
Buonasera,
dalle parole che leggo riesco a percepire quanto la situazione sia dolorosa e sconfortante. Sarebbe utile approfondire le difficoltà che sta vivendo. Rivolgersi a uno specialista potrebbe aiutarla a fare chiarezza su alcuni punti nascosti. Spero di esserle stata utile. Un saluto.
Dott.ssa Janira Marangi
Psicologo, Psicologo clinico
San Giorgio Ionico
Cara Utente,
Grazie per aver condiviso la tua esperienza con tanta sincerità. Da quello che racconti, sembra che tu stia vivendo un momento di grande confusione e sofferenza emotiva, aggravato dalla sensazione di solitudine che descrivi.
La connessione tra il comportamento del tuo compagno e i ricordi legati a tuo padre potrebbe essere legata al fatto che la nostra mente, spesso in modo inconsapevole, tende a riproporre schemi relazionali che abbiamo vissuto in passato, specialmente durante l’infanzia. Questo non significa che tu stia “sbagliando,” ma piuttosto che alcune dinamiche emotive irrisolte possono riemergere, portandoci a rivivere situazioni simili nel presente.
È comprensibile che ti senta sopraffatta e spaventata, soprattutto se nella relazione attuale percepisci richieste e comportamenti che mettono in discussione il tuo valore e la tua serenità. La paura di essere abbandonata o di non essere accettata per come sei può accentuare il tuo malessere, ma è importante ricordare che meriti di essere amata e rispettata, senza la necessità di annullarti o cambiare la tua essenza per compiacere qualcuno.
Riflettere su cosa desideri davvero in una relazione può essere un primo passo per fare chiarezza. Chiediti: questa relazione mi fa sentire accettata e valorizzata? Mi permette di esprimere me stessa senza paura di essere giudicata? Rispondere a queste domande potrebbe aiutarti a prendere consapevolezza dei tuoi bisogni emotivi e delle tue priorità.
Considera l’idea di intraprendere un percorso con un professionista, che potrà supportarti nell’esplorare questi vissuti e nell’affrontare la sofferenza che descrivi. La terapia può offrirti uno spazio sicuro per comprendere meglio le dinamiche relazionali e per costruire una maggiore fiducia in te stessa e nelle tue scelte.

In bocca al lupo!
Un caro saluto
Dott.ssa Janira Marangi
Dott.ssa Mariateresa Giglio
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Carovigno
Salve, ho letto il suo quesito rispetto alla relazione che attualmente vive con il suo compagno. Sarei molto curiosa di sapere com'era la vostra relazione prima che andaste a convivere insieme, soprattutto com'era lei con lui e cosa è cambiato o è scattato in lei dopo la convivenza, perchè mi sembra di capire che tutto è cambiato da quel momento. Dice che, inizialmente, lui cercava di darle stabilità, probabilmente perchè la percepiva spaventata, più distante o, forse, più insofferente rispetto a com'era prima? Quando la relazione ha cominciato ad avere confini più stretti (la convivenza), penso che in lei si siano riattivate quelle riserve e quelle paure, che quella bambina molto sensibile, al tempo dell'infanzia, ha assorbito dal contesto familiare e che ora proietta al suo compagno, il quale vive la frustrazione di essere incapace di gestire la sua insicurezza o, semplicemente, di accoglierla, rispondendo con rabbia, comportamento molto simile a quello di vostro padre. Dovrebbe indagare l'origine delle sue paure e insicurezze che affondano le loro radici nella sua famiglia d'origine.
Dott.ssa Ilaria Guida
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Ho letto con interesse quello che ha espresso in queste righe ed ho percepito proprio questa sensazione di profondo smarrimento e solitudine. Il mio consiglio è quello di cercare un professionista che la aiuti a capire meglio i vari punti di cui lei ha parlato, in primis capire come mai questo uomo le ricorda tanto suo papà. Ha bisogno di guardare dentro di sé, di scendere nel profondo, magari riavvolgendo un pò la pellicola della sua vita in maniera da conoscere meglio sé stessa, da dare risposta alle tante domande che le affollano la mente.
Dott.ssa Pierangela Vinci
Psicologo, Sessuologo
Fasano
Salve, la situazione che descrive è molto delicata e complessa. È comune che le relazioni intime facciano emergere emozioni e dinamiche irrisolte, soprattutto quando ci sono stati traumi familiari.

Il mio consiglio è di cercare un sostegno professionale, come uno psicologo o un terapeuta, che possa accompagnarla nell’elaborazione del passato, nel riconoscimento dei suoi bisogni e nel trovare la forza per prendere decisioni che mettano al centro il suo benessere.

Cordialmente, dott.ssa Pierangela Vinci
Dott. Mario Salinas
Psicologo, Psicologo clinico
Taranto
Ti ringrazio per aver condiviso qualcosa di così intimo e doloroso. Quello che descrivi mostra quanto sia difficile per te distinguere tra il presente e le ferite del passato: non è un caso se il comportamento del tuo compagno riattiva in te le stesse emozioni vissute con tuo padre. Il nostro inconscio tende a “ricreare” scenari già conosciuti, anche se dolorosi, perché sono familiari.
Il fatto che tu lo riconosca è un passo enorme: significa che stai iniziando a vedere il legame tra la tua storia e ciò che vivi ora. Non sei tu a dover “eliminare” le tue insicurezze: esse nascono da esperienze profonde e hanno bisogno di ascolto, non di condanna.
Ti meriti una relazione in cui sentirti accolta, non minacciata o costretta a “cambiare per non perdere l’altro”. Può essere molto prezioso intraprendere un percorso psicologico, dove lavorare sia sul dolore lasciato da tuo padre, sia sul modo in cui oggi ti relazioni. Non sei sola in questo cammino: chiedere aiuto è già un atto di cura verso te stessa. Resto a disposizione per ulteriore supporto, un saluto
Gentilissima, dalle sue parole si evince un senso di delusione e tristezza. Eventi importanti della vita segnano le nostre esperienze future, quindi le consiglio di pensare ad un di supporto psicologico.
Dott.ssa Mariantonella Simeone
Psicologo, Psicologo clinico
Mesagne
Gentilissima, il fatto che lei non si riconosca più è un segnale importante, potrebbe indicare un possibile conflitto interno di identità, tipico quando si vive una relazione dove ci si sente svalorizzati o sotto minaccia emotiva. Le sue insicurezze non sono un difetto, ma una risposta ad un passato difficile. Probabilmente il comportamento del suo compagno, per lei che ha un passato traumatico, evoca un senso di vulnerabilità.
Dott. Rocco Ressa
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Palagiano
Genile signora, da quello che scrive si potrebbe pensare che nella sua attuale relazione si siano riattivati schemi riguardanti il suo attaccamento precoce. Come lei racconta, da bambina ha fatto esperienza di un padre aggressivo e imprevedibile, a causa di ciò il suo sistema di attaccamento ha imparato a temere il rifiuto e ad adattarsi per evitare ulteriori conflitti oltre a sentirsi responsabile di chi le sta affianco. Quanto il suo compagno le chiede di cambiare minacciandola di abbandonarla si riattiva lo stesso modello della sua infanzia: la paura di essere abbandonata. Ecco perchè il suo compagno le ricorda suo padre. Il suo sistema di attaccamento sta reagendo come ha imparato a fare. Lei cerca sicurezza modificando se stessa per essere accettata dal suo compagno. Tenga a mente che quando una persona le dice che per essere amata deve cambiare delle parti vulnerabili di sé, beh, quello non è amore, ma controllo. Ascolti! le sue emozioni non sono il problema, il problema è, invece, che non si senta accolta quando esprime le sue emozioni. Sono certo che seguendo un percorso lei possa modificare questo suo schema e ritrovare una maggiore stabilità utile per la costruzione di solide relazioni in cui non deve sentirsi costretta a "cambiare" per essere amata.
Dott. Rocco Ressa
Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno. Mi dispiace per questo suo vissuto e la ringrazio per aver condiviso una parte così delicata della sua storia. Il fatto che il suo compagno le ricordi suo padre non significa necessariamente che siano identici, ma può indicare che alcune dinamiche attuali stanno riattivando ferite antiche: paura dell’abbandono, senso di colpa, timore di sbagliare, bisogno di essere accettata cambiando se stessa. Quando in una relazione si vive costantemente nella paura di dire qualcosa di sbagliato o di essere lasciati se si mostra fragilità, è importante fermarsi e ascoltare questo segnale. Una relazione dovrebbe poter contenere anche il confronto e le insicurezze, senza trasformarle in minacce o richieste di annullarsi. Un sostegno psicologico, online o in presenza, potrebbe aiutarla a comprendere meglio questo legame tra passato e presente, a recuperare sicurezza e a capire come proteggersi dentro questa relazione.
Le auguro una buona giornata.

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