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Su di me

Mi sono laureata all’Universita Degli Studi di Padova, in Psicologia clinica, con una tesi di psichiatria. Ho frequentato la scuola di specializzazi...

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Patologie trattate

  • Ansia
  • Stress
  • Depressione
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Formazione

  • Università degli Studi di Padova
  • Istituto Freudiano di Roma

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Recensioni dei pazienti

4.5

Punteggio generale
2 recensioni

  • Puntualità
  • Attenzione
  • Struttura e attrezzature
A
Paziente verificato
Visita prenotata su MioDottore.it Presso: Studio Privato di Psicologia colloquio psicologico

Sono molto contenta di aver conosciuto e di frequentare lo studio della dottoressa che mi ha aiutata a sboccare grosse zavorre emotive permettendomi così di vivere più serena. Purtroppo il passato non si cambia ma il presente può essere vissuto senza dolore permettendo di aspirare ad un futuro più luminoso. La professionalità della dottoressa è indiscussa, l'ambiente in cui svolge la sua attività trasmette calore, originalità e creatività. È ovvio che per trarre beneficio è necessario lavorare in prima persona sulle proprie emozioni ma con l'ausilio della dottoressa si possono raggiungere ottimi risultati.


A
Presso: Studio Privato di Psicologia colloquio psicologico

Grazie mille dottoressa dell’aiuto! La mia esperienza è stata molto positiva e grazie al suo aiuto sono riuscita a riprendere in mano la mia vita!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 9 domande da parte di pazienti di MioDottore


  • Bambino di 7 anni frequenta la seconda elementare.A casa spesso si rifiuta di fare i compiti con seguito di capricci e pianti disperati.Inutile sia l' atteggiamento comprensivo sia quello punitivo fino a quando non decide di smettere e mettersi al lavoro.Il bambino non ha difficoltà di apprendimento ,ha ottimi risultati in tutte le materie escluso disegno perché pare non ami applicarsi. Uno psicologo può dare dei suggermenti? Grazie

    Buonasera, partendo dal presupposto che i bambini non fanno capricci, e dal fatto che il comportamento le pone interrogativi, provi , quando riesce, a mantenere la calma e chiedere a suo figlio cosa succede. Gli faccia articolare tante ipotesi e spiegazioni e cerchi di non capire troppo presto.
    Un buon libro per genitori’ come crescere un bambino felice e farne un adulto maturo’ di F. Doltó. È chiaramente solo una bussola non una soluzione
    Buona serata e buon lavoro
    Dr. Simona Zaghini

    Dott.ssa Simona Zaghini

  • Vorrei provate a far capire ai miei genitori la mia sofferenza che mi porto dietro da 10 anni. Come posso fare?Sono adulta, ho quasi 30 anni e l'attuale terapia (analitica) la pago da sola da 2 anni con pochi guadagni. In passato altri terapeuti hanno tentato di coinvolgere i miei genitori (che sono parte del problema) ma con scarsi risultati (hanno ritenuto chi mi seguiva incapace, che io peggioravo invece di migliorare). Anche ora mi dicono che vi vado a fare, infatti non voglio coinvolgerli nel mio spazio e non desidero fare una terapia familiare (loro preferiscono convivere con schemi sbagliati). Ora ho iniziato a prendere farmaci e vorrebbero capire che cosa ho ( anche se vanno in ansia (o negano che io possa avere qualche problema) perché da piccola sono stata spesso malata e non hanno mai superato il trauma. Il mio intento non è che mi diano ragione (perché la risposta è "fattela passare,) ma che almeno ne prendano atto. Inoltre mi piacerebbe anche spiegare questa cosa a amici o conoscenti che vedono gli effetti (es che non lavoro dalla fine delle scuole, sono isolata, non ho una vita regolare) ma non capiscono cosa possa avere (moti pensano che non abbia voglia). So che c'è tanta ignoranza (io stessa un minimo ho dovuto informarmi e questo non mi aiuta a uscire anche dalla visione stigmatizzata del "sono malata,inguaribile, questa è la mia condanna"). Mi è stata riportata dall'analista questa diagnosi (immagino semplificata): organizzazione limitare tra nevrotica e borderline, personalità dipendente (nei confronti sopratutto di genitori) come cose principali. La psichiatra non si è esposta (anche perché so che i farmaci sono solo di supporto) ma mi ha prescritto benzodiazepina (disturbo sonno) e un ssri (per sbalzi d'umore di depressione e rabbia nell'arco della giornata e per l'ansia e il rimurgino nel fare cose nuove (che non ho mai fatto da sola). Insomma tante cose che potrebbero mandare in confusione chi mi ascolta.
    Come potrei semplificare sintomi confusi, una diagnosi che e si definita, ma io stessa ho dovuto leggere un po' di informazioni per capire.
    Aggiungo che l'analista non ha voluto aiutarmi in questo (cosa che rispetto, ma le richieste e la mia voglia di tirare fuori tutto sale e inizia a pressare) mi ha solo detto di dirgli come mi sento (io userei le parole tecniche qui riportate o gli metterei in foglio davanti con tutto scritto e non mi sembra un approccio adeguato).
    C'è un modo semplice di spiegare il malessere?
    Grazie

    Buongiorno , credo che la sua sofferenza lei sia in grado di farla capire benissimo, traspare dal suo racconto , non credo sia questo il problema, a volte purtroppo parliamo ai muri. Trovo invece fantastico la sua scelta di pagarsi la terapia e di dirigersi verso i suoi desideri, di cercare un “luogo “ per lei più comodo per vivere. Scoprire ciò che la fa stare meglio, qualunque cosa sia.
    La terapia potrà esserle d’aiuto nel trovare la sua realizzazione .
    Buon proseguimento

    Dott.ssa Simona Zaghini

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Mi sono laureata all’Universita Degli Studi di Padova, in Psicologia clinica, con una tesi di psichiatria. Ho frequentato la scuola di specializzazi...

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Formazione

  • Università degli Studi di Padova
  • Istituto Freudiano di Roma

Tirocini

  • Reparto di psichiatria, Ospedale San Salvatore di Pesaro
  • Azienda Sanitaria di Rimini Consultorio familiare
  • Azienda sanitaria di Rimini Tutela minori
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