io e il mio fidanzato stiamo attraversando un momento molto particolare. Stiamo insieme da un anno e

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io e il mio fidanzato stiamo attraversando un momento molto particolare. Stiamo insieme da un anno e mezzo ma da circa 5-6 mesi abbiamo riscontrato un aumento dei litigi legato in particolare alla mancanza di cura per i bisogni dell'altro e di comunicazione. Tra i due ero sempre io a cercare di risolvere eventuali litigi, anche quando non ero io quello ad avere torto, per il bene della coppia. Recentemente dopo una serie di eventi legati sempre alle problematiche già elencate io sono esploso dicendo che non volevo più una persona così al mio fianco. Dopo questa frase non c'è stata la volontà di nessuno dei due a parlarne per risolvere la questione. Pensavo che spettasse a lui fare un passo verso di me parlando di quello che era successo questa volta visto che i miei sentimenti erano stati feriti e visto che in passato anche quando io ho sbagliato nei suoi confronti ho sempre messo da parte il mio orgoglio. Questo però non è successo e anzi si è lamentato del fatto che io non ho provato a mettere in mezzo il discorso e ne ha approfittato per spiegarmi che aveva preso a sua volta la decisione di non volermi al suo fianco. Io dopo qualche giorno di riflessione ho maturato che comunque i nostri problemi erano quelli elencati a inizio messaggio e che una volta apprese queste mancanze potevamo solo lavorarci visto che io avevo intenzione di continuare a stare con lui e che quella frase detta era semplicemente un urlo d'aiuto che volevo ascoltasse. Quei giorni trascorsi in solitudine mi hanno fatto capire che entrambi ci siamo comportati in un certo modo perchè l'altro non soddisfava a pieno le richieste dell'altro e quindi si era creato del risentimento. Lui dopo questo mio discorso però non ne ha voluto sapere, ha appunto confermato che la sua è stata una decisione pensata e che non può più reggere una situazione del genere perchè è "stanco e drenato" e mi ha chiesto del tempo. Dopo questo confronto e dopo la sua richiesta io ho lasciato passare due gg e gli ho chiesto di vederci, lui ha accettato e abbiamo passato un tardo pomeriggio e un'intera serata insieme. Durante il tragitto abbiamo messo delle canzoni che comunicavano come ci sentivamo rispetto alla nostra situazione... doveva essere una semplice passeggiata al centro commerciale ma siamo finiti per fare cose da coppia come comprare una caffettiera e un set di tazze. Successivamente siamo stati da kasanova e lì lui ha parlato di come si immaginava una nostra casa, a quel punto l'ho assecondato perchè mi faceva piacere immaginarlo. Quando però poi gli ho parlato dell'invito di un compleanno di una mia amica, lui mi ha risposto che non era il caso (ricordandomi della rottura). Alla fine di questa serata lui propone di andare a cena insieme e quindi passiamo ulteriore tempo insieme. La serata si conclude con un abbraccio sereno da parte di entrambi. Ora io mi chiedo, questo comportamento non è molto strano da una persona che ha chiesto tempo e che dice di aver preso una decisione definitiva? Come dovrei comportarmi in questo caso? io voglio davvero ricostruire questo rapporto con gli strumenti giusti però allo stesso tempo voglio comunque rispettare la sua decisione di prendersi il suo tempo per non farlo sentire pressato. Credete ci siano i presupposti per un ritorno?
Buongiorno.
Le relazioni non sempre sono semplici e quando non c'è una comunicazione efficace risulta ancora più difficile comprendere le necessità dell'altro.
Ma la relazione con l'altro deve basarsi anche su una buona relazione con se stessi, comprendendo i propri bisogni e richieste.
Sicuramente, se lo sente necessario, un supporto può essere d'aiuto.
Vi auguro una buona giornata

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Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente,
capisco bene quanto la situazione che descrive sia per lei carica di emozioni contrastanti: da una parte il desiderio sincero di ricostruire il rapporto e di lavorarci con più strumenti, dall’altra la confusione e il disorientamento davanti a segnali che sembrano contraddirsi. È naturale sentirsi così quando si è molto coinvolti.

Il comportamento del suo compagno riflette probabilmente l’ambivalenza che anche lui sta vivendo: dire di voler “prendere tempo” e al contempo trascorrere momenti intimi insieme può essere segno di quanto per lui non sia semplice gestire la situazione. Tuttavia, questo non significa necessariamente che vi sia o non vi sia un ritorno: indica piuttosto che entrambi siete in una fase delicata in cui è importante rispettare i confini dell’altro e al tempo stesso ascoltare i propri bisogni.

Può esserle utile chiedersi cosa desidera davvero per sé in una relazione, quali aspetti sente irrinunciabili e quali margini di cambiamento reciproco possano esserci. In ogni caso, lavorare sulla comunicazione e sui bisogni della coppia può rivelarsi prezioso, a prescindere dall’esito della relazione: un percorso psicologico individuale (o, se ci fosse disponibilità da parte di entrambi, di coppia) potrebbe offrirle uno spazio sicuro per elaborare emozioni, chiarire le proprie aspettative e capire come muoversi senza perdersi di vista.

Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Dott.ssa Emerilys Marthai Delgado Garcia
Psicologo, Professional counselor, Sessuologo
Salerno
Gentile utente,
grazie per aver condiviso con tanta sincerità la sua esperienza. Le relazioni di coppia attraversano momenti di crisi che, se affrontati con consapevolezza, possono diventare occasioni di crescita. Da quanto racconta, emerge un forte desiderio di ricostruzione e una profonda capacità di riflessione emotiva da parte sua.
Il comportamento del suo partner appare ambivalente: da un lato dichiara di voler prendere le distanze, dall’altro condivide momenti di intimità e progettualità. Questo può indicare una confusione interna, una parte di lui che è ancora legata alla relazione, ma che fatica a gestire il carico emotivo accumulato. La sua richiesta di “tempo” va rispettata, ma è importante che anche lei si tuteli emotivamente. Offrire spazio non significa rinunciare a sé stessi, ma creare un contesto in cui entrambi possano chiarire i propri bisogni e limiti.
Un percorso di coppia o individuale potrebbe aiutarvi a comprendere meglio le dinamiche che vi hanno portato a questo punto e a trovare strumenti efficaci per affrontarle.
Resto a disposizione se desidera approfondire.
Un caro saluto,
Dott.ssa Emerilys Martha Delgado Garcia Psicologa
Da quanto racconta, la situazione con il suo fidanzato appare piuttosto complessa e caratterizzata da ambivalenza emotiva. Da un lato lui afferma di aver preso una decisione definitiva, dall’altro, i comportamenti concreti durante la vostra uscita, come condividere momenti piacevoli, immaginare insieme una casa, trascorrere una serata tranquilla e concludere con un abbraccio sereno, mostrano che un legame emotivo persiste e che lui è ancora disponibile a interagire in modo affettuoso. Questo tipo di contraddizione è piuttosto comune, spesso una persona sente il bisogno di prendere distanza per proteggersi dallo stress o dai conflitti della relazione, ma allo stesso tempo non è pronta a rinunciare completamente all’affetto che prova.
In questo contesto, ci sono alcuni aspetti da considerare con attenzione.
Innanzitutto, è importante distinguere tra i sentimenti e le azioni, il suo fidanzato può aver bisogno di “respiro” emotivo per riflettere senza sentirsi obbligato a rispondere subito ai suoi bisogni, ma i gesti concreti mostrano che il legame emotivo è ancora vivo.
In secondo luogo, la comunicazione chiara e i limiti rispettosi sono fondamentali. Durante questo periodo di distanza, sarebbe utile stabilire insieme quali siano le regole degli incontri, ad esempio, se si tratta solo di momenti di compagnia o se implicano la possibilità di ricostruire la coppia. Questo aiuta a evitare ambiguità emotive e possibili ferite.
Altro punto importante è riflettere sulle motivazioni profonde, la stanchezza e il senso di “drenaggio” che lui ha dichiarato probabilmente derivano da bisogni emotivi non soddisfatti, risentimenti accumulati o difficoltà nella comunicazione dei bisogni. Comprendere queste cause può aiutare entrambi a capire cosa va affrontato per migliorare la relazione.
Allo stesso tempo, è essenziale rispettare la sua richiesta di tempo senza trascurare i propri bisogni, concedere spazio non significa ignorare se stessi. Potreste concordare un periodo di riflessione reciproca, con incontri limitati e chiari, così da mantenere vicinanza emotiva senza creare pressioni.
Infine, per capire se ci siano i presupposti per un ritorno, occorre che entrambi vi impegnate a lavorare sulle mancanze del passato, migliorare la comunicazione, soddisfare i bisogni reciproci e gestire i conflitti in modo costruttivo. Il fatto che lei voglia ricostruire il rapporto è un passo importante, ma sarà cruciale capire se lui condivide questa motivazione e se è pronto a impegnarsi attivamente.
In sintesi, il comportamento del suo fidanzato non è insolito in una fase di ambivalenza emotiva. Continuare a condividere momenti insieme può essere positivo, ma sempre con chiarezza e rispetto dei confini personali. La priorità è capire se entrambi siete disposti a riprendere un percorso comune, utilizzando strumenti concreti per far crescere la relazione in modo sano e consapevole.
Un caro saluto
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Forlì
Buongiorno, la situazione che descrivi rivela una dinamica relazionale molto ambivalente e confusa, dove le parole e i comportamenti di entrambi comunicano messaggi contraddittori.

Il comportamento del tuo fidanzato è effettivamente ambiguo: da un lato dichiara di aver preso una "decisione definitiva" e di essere "stanco e drenato", dall'altro propone attività di coppia, immagina una casa insieme e passa un'intera serata con te comportandosi come se foste ancora fidanzati.
Questa ambivalenza suggerisce che probabilmente anche lui è diviso tra una parte razionale che vuole chiudere e una parte emotiva che è ancora molto coinvolta.

Il momento in cui ti ricorda della rottura quando gli parli del compleanno dell'amica è particolarmente significativo: è come se usasse la "pausa" come strumento di controllo, decidendo quando essere in coppia e quando no, a seconda della convenienza del momento.

Tu stai cadendo in quello che chiamo il "limbo relazionale",una zona grigia dove non sei né dentro né fuori dalla relazione, il che può diventare emotivamente devastante. Il rischio è che tu continui a investire energie in una situazione che potrebbe protrarsi indefinitamente senza una risoluzione chiara.

La tua precedente tendenza a essere sempre tu a mediare i conflitti, anche quando non avevi torto, suggerisce un pattern di iperresponsabilizzazione che potrebbe aver contribuito a creare squilibri nella dinamica di coppia.

**Quello che puoi fare autonomamente nell'immediato:**
Inizia con questo esercizio pratico che puoi fare ogni sera prima di dormire:

scrivi su un quaderno le emozioni che hai provato durante la giornata riguardo questa situazione. Non giudicare, solo osserva e annota.
Poi chiedi a te stessa: "Cosa mi dice questa emozione di quello di cui ho veramente bisogno?".

Stabilisci un limite temporale concreto per questa fase di incertezza ( ad esempio un mese) e comunicaglielo chiaramente. Puoi dirgli: "Rispetto il tuo bisogno di tempo, ma ho bisogno di sapere entro il [data specifica] quale direzione vuoi prendere, perché anch'io ho il diritto di fare chiarezza nella mia vita."

Durante questo periodo, quando senti l'ansia dell'incertezza, pratica questo esercizio di radicamento: metti i piedi ben saldi a terra, respira profondamente e ripeti: "Io valgo una relazione chiara e rispettosa. Posso aspettare, ma non indefinitamente."

Ma è molto importante per te anche iniziare un percorso terapeutico ( che potremmo fare insieme) e in cui approfondire:
I tuoi pattern di iper-responsabilizzazione attraverso tecniche Voice Dialogue per dialogare con le parti interne che ti spingono a "salvare sempre la relazione".
Esercizi di mindfulness per riconoscere quando stai scivolando in dinamiche di controllo mascherato da amore,
Lavoro sui sogni per capire cosa rappresenta veramente questa relazione per te a livello inconscio. Un caro saluto,
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologa clinica - Voice Dialogue - Mindfulness - Dreamwork
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, si evidenzia una relazione attraversata da profonde ambivalenze, segnali contrastanti e bisogni affettivi non pienamente ascoltati da entrambe le parti. La sua sensibilità e il desiderio di ricostruire dimostrano un investimento emotivo sincero, ma è importante distinguere tra gesti carichi di abitudine e una reale intenzione condivisa di costruire. Il comportamento del suo partner appare effettivamente ambiguo: da un lato prende le distanze, dall’altro agisce in modo intimo e familiare. Questo può generare confusione e alimentare false speranze, soprattutto quando i messaggi non sono coerenti con le parole. In una relazione sana, comunicazione e intenzionalità devono essere allineate. La Mindfulness, in questi casi, può aiutare a restare ancorati al presente, ad ascoltare sé stessi e i propri bisogni senza perdersi nei comportamenti dell’altro. Le suggerirei di non sospendere il dialogo con sé stessa per attendere chiarimenti esterni, ma di coltivare uno spazio in cui comprendere davvero se i suoi bisogni emotivi sono rispettati.Un eventuale ritorno può avvenire solo se entrambi sono disposti a lavorare consapevolmente sulle fragilità della coppia. In caso contrario, il rischio è quello di ripetere dinamiche che logorano. Saluti, dott. Ssa Sandra Petralli
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, da ciò che descrive emerge un quadro relazionale complesso e allo stesso tempo molto delicato. È evidente che tra lei e il suo compagno ci sia stato un legame significativo, fatto di momenti di vicinanza autentica ma anche di incomprensioni, bisogni non ascoltati e una comunicazione che spesso si è arenata su risentimenti reciproci. La frase che lei ha pronunciato, per quanto vissuta da lui come definitiva, lei stesso la riconosce come un grido di aiuto, il tentativo di portare l’altro a vedere quanto fosse importante per lei essere ascoltata e riconosciuta. È comprensibile che, in una relazione dove lei ha spesso fatto il primo passo, aspettasse che fosse lui, questa volta, a prendersi la responsabilità di riaprire il dialogo.

Il comportamento del suo compagno, per come lo racconta, appare effettivamente ambivalente. Da una parte dichiara di aver preso una decisione definitiva e di sentirsi “stanco e drenato”, dall’altra parte, nei fatti, continua a condividere con lei momenti di intimità e progetti simbolici che hanno a che fare con una vita di coppia. Questa apparente contraddizione non è insolita: quando ci si lascia non sempre si riesce a recidere immediatamente il legame emotivo, e spesso i comportamenti non sono del tutto coerenti con le parole. Ciò che accade, in questi casi, è che anche chi pensa di aver deciso porta dentro di sé sentimenti contrastanti che faticano a trovare una forma chiara.

Credo che in questa situazione per lei sia importante distinguere due aspetti. Da un lato il suo desiderio di ricostruire la relazione, che appare sincero e motivato dalla volontà di lavorare sulle mancanze che avete entrambi individuato. Dall’altro la necessità di rispettare i tempi e le scelte del suo compagno, senza cercare di forzare o di leggere in modo univoco comportamenti che, probabilmente, riflettono più una confusione emotiva che una reale intenzione di riavvicinamento.

Non è possibile dire con certezza se ci siano i presupposti per un ritorno, perché questo dipende non solo dalla sua disponibilità a rimettersi in gioco, ma anche dalla capacità del suo compagno di fare lo stesso e di non fermarsi sulla sensazione di stanchezza. Quello che però può fare lei, nell’immediato, è cercare di proteggere se stesso, di non sospendere la sua vita in attesa di una decisione altrui e di lavorare su ciò che sente di desiderare e di meritare in una relazione. Se mai ci sarà una possibilità di ricostruzione, essa nascerà solo da un impegno reciproco e non da una sua esclusiva disponibilità a “tenere in piedi” la coppia.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Gentile paziente,capisco bene la tua confusione, perché i suoi comportamenti sembrano andare in direzioni opposte. È possibile che anche lui sia combattuto: da un lato sente il peso della relazione e dice di essere stanco, dall’altro non riesce a staccarsi del tutto e cerca comunque momenti di vicinanza. A volte non è incoerenza, ma il segno che i sentimenti ci sono ancora e che non sa bene come gestirli.
Credo che il modo migliore per te sia darti valore: rispettare il suo bisogno di tempo, ma senza restare in attesa passiva. Se anche lui vorrà ricostruire, lo dimostrerà con gesti chiari e continui. Intanto tu ascolta anche i tuoi bisogni: una relazione per funzionare deve nutrire entrambi, non logorarvi.

Un caro saluto
Dott.ssa Alina Mustatea
Salve, comprendo bene la complessità e la fatica emotiva che sta vivendo: quando in una relazione si alternano momenti di distanza e di riavvicinamento, è naturale sentirsi confusi e porsi tante domande. Dal suo racconto emerge chiaramente quanto lei tenga a questo legame e quanto desideri ricostruirlo, pur rispettando i tempi e i bisogni dell’altro.
Il comportamento del suo compagno può apparire contraddittorio, ma spesso accade che, anche quando una persona esprime la volontà di allontanarsi, restino affetto, abitudini e parti di progettualità che non è semplice “spegnere” di colpo. Questo può tradursi in gesti che sembrano poco coerenti. Quello che può fare ora è concentrarsi su ciò che dipende da lei: ascoltare come si sente, chiarire i propri bisogni e valutare quanto questa relazione, così com’è, possa darle serenità. Rispettare i tempi dell’altro è importante, ma altrettanto importante è prendersi cura del proprio equilibrio, senza restare sospesa nell’attesa. Se sente che la situazione le pesa molto, potrebbe esserle utile condividere questi vissuti con uno spazio di ascolto dedicato, per fare chiarezza su cosa desidera davvero e su come tutelare il suo benessere emotivo.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, la situazione che descrive racchiude una forte complessità emotiva e relazionale, e la sua sensibilità nell’analizzarla mostra quanto per lei questo legame sia importante. È evidente che in questo momento lei stia vivendo una fase di forte ambivalenza, tra il desiderio di ricostruire e la necessità di rispettare i tempi e le decisioni del suo compagno. Quando in una relazione si accumulano litigi e incomprensioni, spesso accade che i bisogni di entrambi restino non espressi o non accolti in modo efficace, e ciò porta progressivamente a un senso di frustrazione e di distanza. Lei ha ben colto questo aspetto, osservando come le mancate attenzioni reciproche abbiano creato risentimento da entrambe le parti. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, è importante considerare che dietro le esplosioni emotive o i momenti in cui si pronunciano frasi drastiche, spesso si nasconde un bisogno non soddisfatto. Nel suo caso, la frase che ha pronunciato sembrava più un segnale di richiesta d’ascolto che un reale desiderio di chiudere la relazione. Il fatto che lo abbia compreso in seguito è un segnale di consapevolezza, ma è altrettanto rilevante accettare che l’altro possa avere interpretato quelle parole in maniera definitiva, soprattutto se già si sentiva stanco e provato dalla dinamica relazionale. Il comportamento del suo compagno, come lei descrive, appare contraddittorio: da un lato ribadisce la volontà di prendersi tempo e di chiudere, dall’altro condivide momenti di intimità e complicità, lasciando intravedere un legame ancora vivo. Questo tipo di ambivalenza è piuttosto frequente in situazioni di crisi di coppia, perché la mente e il cuore non procedono sempre nella stessa direzione. Razionalmente si può arrivare a pensare che interrompere la relazione sia la scelta più logica per proteggersi, ma emotivamente possono emergere ancora attaccamento, abitudine e piacere nello stare insieme. In questo quadro, ciò che può aiutarla è mantenere un equilibrio tra due atteggiamenti: da un lato esprimere con chiarezza e senza pressioni la sua disponibilità a lavorare sui problemi di coppia, dall’altro rispettare realmente i tempi dell’altro, evitando di forzare scelte o di interpretare ogni suo gesto come un segnale certo di ritorno. La chiarezza dei confini è fondamentale per non rimanere intrappolati in una situazione ambigua che rischia di logorare entrambi. Per quanto riguarda la sua domanda se ci siano i presupposti per un ritorno, non esiste una risposta univoca, perché molto dipenderà da quanto entrambi sarete disposti a riconoscere e affrontare concretamente i bisogni dell’altro, non solo con parole ma con comportamenti coerenti e continui. Al momento sembra che il suo compagno stia oscillando tra il desiderio di chiudere e la difficoltà a staccarsi del tutto. Questo lascia uno spazio aperto, ma non ancora definito, che potrebbe evolvere in una direzione o nell’altra. Ciò che può fare è concentrarsi su ciò che dipende da lei: mostrare con coerenza che ha compreso le dinamiche che hanno creato i conflitti e che è pronta a costruire una modalità nuova di comunicazione e di condivisione. Al tempo stesso, è importante che si tuteli dal rischio di restare troppo in sospeso, aspettando un segnale che forse non arriverà nei modi o nei tempi che desidera. Trovare un equilibrio tra rispetto per l’altro e rispetto per sé stessa sarà il passo fondamentale per affrontare con lucidità questa fase. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, mi sembra che il suo compagno sia in un momento di indecisione e contradditorietà rispetto al vostro rapporto. Da una parte lei potrebbe dare maggiore tempo a lui per capire ma una possibilità è anche affrontare direttamente e in modo chiaro la questione. L'importante è che lei si posizioni su come si sente (lei) e si muova in accordo con i suoi bisogni, tenendo conto della realtà che arriva dall'altro. Se ha bisogno di consulenza sono a disposizione anche online. saluti Dario Martelli
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Da quanto racconti, la situazione che stai vivendo è complessa e abbastanza comune nelle relazioni dove i bisogni emotivi e la comunicazione non vengono pienamente soddisfatti. Il comportamento del tuo fidanzato, che alterna momenti di vicinanza a momenti di distanza, riflette spesso un conflitto interiore: da un lato c’è il desiderio di mantenere il legame e condividere momenti insieme, dall’altro la percezione di sentirsi “stanco e drenato” da dinamiche che lo fanno soffrire. Questo può generare ambivalenza, rendendo difficile per lui dare segnali chiari e coerenti.

In questi casi, ci sono alcuni punti chiave su cui riflettere:

Chiarezza sui bisogni e sui limiti: è importante riconoscere quali sono le tue necessità emotive e quali sono i suoi limiti. Cercare di rispettare il bisogno di tempo dell’altro è positivo, ma bisogna anche tutelare se stessi per non vivere in uno stato di attesa costante.

Comunicazione aperta e non conflittuale: provare a parlare dei problemi quando entrambi siete sereni può aiutare a capire se ci sono reali possibilità di ripristinare un equilibrio nella relazione.

Riconoscimento delle dinamiche di coppia: spesso litigi e risentimenti si accumulano perché ciascuno si sente non ascoltato o non valorizzato. Comprendere queste dinamiche può essere il primo passo per lavorarci insieme, con l’obiettivo di migliorare la qualità della relazione.

Rispettare i tempi dell’altro senza rinunciare a se stessi: non è facile, ma è importante trovare un equilibrio tra rispetto per l’altro e cura di sé, evitando di adattarsi a una situazione che genera frustrazione costante.

Il fatto che il tuo fidanzato alterni momenti di vicinanza e distanza non è necessariamente un segnale negativo, ma indica che c’è confusione e che ha bisogno di tempo per chiarirsi le idee. Non è possibile prevedere con certezza se ci siano i presupposti per un ritorno, perché dipende da quanto entrambi sarete disposti a lavorare sulle difficoltà emerse.

Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgervi a uno specialista che possa guidarvi nel chiarire le emozioni, le esigenze e le dinamiche della vostra coppia.

DOTTORESSA SILVIA PARISI PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Benedetta Mentesana
Psicologo, Psicologo clinico
Arese
Grazie per aver condiviso.
Capisco quanto questa situazione ti stia facendo vivere emozioni contrastanti: da una parte il desiderio forte di ricostruire il legame, dall’altra la confusione che nasce dai suoi comportamenti ambivalenti. È comprensibile sentirsi disorientati, soprattutto dopo una relazione di un anno e mezzo in cui si hanno investito energie e dove hai cercato di prenderti cura del rapporto.
Quello che descrivi mette in luce difficoltà di comunicazione e di riconoscimento reciproco dei bisogni, il che rispecchia anche ciò che pare stia capitando al momento tra voi. Mi spiego meglio: il comportamento che racconti di lui — dire che la decisione è definitiva, ma allo stesso tempo condividere momenti di intimità, immaginare una casa insieme, passare una serata serena — può effettivamente sembrare contraddittorio. È probabile che rifletta la sua stessa ambivalenza interna: sentirsi “stanco e drenato” dalla relazione, ma allo stesso tempo legato a voi e a ciò che avete costruito.
Condivido alcuni spunti su cui riflettere e su cui potresti lavorare:
--Accogliere e rispettare la sua richiesta di tempo. Non significa necessariamente chiusura, ma possibilità di riflettere lontano dalle tensioni.
--Focalizzarti su di te, chiedendoti cosa desideri in una relazione e quali bisogni fondamentali senti che non sono stati accolti. Questo ti aiuterà a capire se un eventuale ritorno può davvero costruirsi su basi più solide ma anche quali ingredienti vorresti in un futuro.
--Tentare di non interpretare i suoi segnali/gesti come conferme o smentite definitive. Una cena, un gesto affettuoso o un discorso su una casa possono nascere dal bisogno di vicinanza, ma non equivalgono a una decisione chiara. Non sappiamo cosa stia pensando l'altra persona con certezza, attenersi ai fatti in modo più oggettivo, può aiutare a non crearsi aspettative che poi potrebbero venire frustrate.
--Stabilire confini per proteggerti.
La domanda che poni : “ci sono i presupposti per un ritorno?”, in realtà non può avere una risposta certa, specialmente non da esterni. È una risposta che solo tu e, più nello specifico, voi due potrete trovare. Puoi però usare questo tempo non solo per attendere un suo passo/una sua scelta, ma per riflettere anche cosa vuoi tu, su cosa ti aspetti da una relazione, su cosa hai bisogno.
Tieni a mente che il futuro della relazione non dipende solo dalla sua volontà, ma anche dalla tua, esplora quindi e rifletti sui problemi che vi hanno portato a questo punto, per capire se possano davvero essere affrontati insieme, con impegno. Ricordiamoci che nella relazione si è in due e serve impegno da ambo le parti per coltivarla in modo sano e funzionale, la comunicazione aperta e libera ne è un ingrediente essenziale.
Ti auguro di ritrovare presto la tua serenità.
Un caro saluto,
Grazie per aver condiviso così dettagliatamente la tua situazione.
Posso offrirti una prospettiva psicologica e pratica per capire meglio cosa sta succedendo e come muoverti.
Quello che descrivi — lui che dice di voler interrompere la relazione ma allo stesso tempo passa tempo con te, fa progetti immaginari insieme, e condivide momenti intimi — può sembrare contraddittorio. Questo accade perché le emozioni e le decisioni cognitive non sempre coincidono:
Decisione razionale vs. legame emotivo: Anche se razionalmente pensa che la relazione sia “drenante” o insostenibile, emotivamente prova ancora affetto per te.
Bisogno di sicurezza emotiva: Trascorrere tempo insieme può essere un modo per confermare a sé stesso che ci tiene a te, senza sentirsi obbligato a impegnarsi completamente.
Confusione interna: Una persona può dire “voglio lasciarti” ma reagire come se non fosse pronto a separarsi davvero, soprattutto in coppie dove c’è un forte attaccamento emotivo.
Questo non significa che stia giocando con te, ma indica una forte ambivalenza.
Dal tuo racconto emerge che vuoi ricostruire la relazione ma anche rispettare il suo bisogno di spazio.
Ecco un approccio utile:
Chiarezza sui confini personali:
Stabilisci cosa per te è accettabile in questo periodo. Ad esempio, sei disposta a passare tempo insieme come amici o con la possibilità di riprendere la relazione, o vuoi che ci sia chiarezza prima?
Comunicazione chiara e calma:
Evita di pressarlo o di cercare conferme continue.
Puoi esprimere i tuoi sentimenti così:
“Capisco che tu abbia bisogno di tempo e voglio rispettarlo. Io, nel frattempo, sento che possiamo lavorare su ciò che ci manca, ma voglio che tu lo sappia senza pressioni.”
Osserva i comportamenti più che le parole:
Le azioni quotidiane spesso rivelano più delle dichiarazioni di principio. Se continua a mostrarsi emotivamente presente senza prendere iniziative concrete per migliorare la relazione, questo potrebbe indicare che, al momento, non è pronto per un ritorno concreto.
Focalizzati sul tuo equilibrio emotivo:
Dedica tempo a te stessa, alle tue amicizie, ai tuoi interessi. Questo ti aiuta a mantenere lucidità e a non cadere nella trappola del “resto solo in attesa”.
Il presupposto fondamentale perché possa avvenire è che entrambi siate pronti a comunicare apertamente, affrontare i problemi passati e impegnarvi a soddisfare i bisogni reciproci senza ambivalenza. Un saluto e buona serata
Dott.ssa Shana Baratto
Psicologo, Psicologo clinico
Levico Terme
Gentile utente,
grazie per la sua condivisione.
Da quanto racconta sembrerebbe che il suo compagno, sebbene dica di volersi allontanare da lei, faccia fatica a mettere delle distanze fisiche e pertanto la cerca e le chiede di uscire e andare a cena.
A distanza di un anno di relazione, passata la fase di innamoramento -dove tendenzialmente si vedono esclusivamente le cose positive di chi ci sta accanto-, i membri della coppia cominciano ad avere una maggiore consapevolezza rispetto alle caratteristiche meno gradevoli dell'altro. In questa fase possono iniziare i litigi e le difficoltà di comunicazione; la realtà, spesso, non corrisponde all'immagine ideale che ci si era costruiti. Questo può essere un momento delicato ma, oltre che essere fisiologico, è anche un momento importante perché permette di vedere l'altro, e aggiungerei anche se stessi, nella sua/propria interezza, con pregi e difetti annessi.. e permette di valutare se continuare o meno la conoscenza con la persona interessata.
Per quanto riguarda la situazione specifica, se ci pensa, nella domanda che le è stata posta c'è insita una contraddizione; "chiedere tempo" implica il non avere ancora preso una decisione, diversamente "dall'aver preso una decisione definitiva". Sono situazioni (possiamo chiamarli conflitti) che nelle situazioni sentimentali, e non solo, possono verificarsi.
Quello che le suggerisco è di rimanere in contatto con il suo sentire; è sicuramente un tempo che le chiede il suo compagno, ma può essere un tempo importante anche per lei, nel quale può comprendere maggiormente i suoi sentimenti, le cose che di lui le piacciono e anche quelle che non le piacciono.
Le faccio i migliori auguri per tutto,
cordialmente,
dott.ssa Baratto
Dott.ssa Erika Marrafino
Psicologo, Professional counselor, Psicologo clinico
Grosseto
Gentilissima, la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza e sensibilità ciò che sta vivendo.

Dalle sue parole emerge quanto tenga a questa relazione e quanto desiderio ci sia, da parte sua, di comprenderne meglio le dinamiche. È comprensibile sentirsi confusi di fronte a segnali apparentemente contrastanti: da un lato la decisione di allontanarsi, dall’altro momenti di vicinanza che sembrano rimandare a un legame ancora presente.

Queste oscillazioni spesso riflettono la complessità dei rapporti di coppia, in cui possono coesistere affetto e al tempo stesso stanchezza rispetto a dinamiche ripetute e faticose. In queste situazioni diventa fondamentale una comunicazione chiara e reciproca sui bisogni e sui limiti di ciascuno, senza ritornare sugli errori del passato per accusarsi reciprocamente.

Più che cercare di prevedere se vi sarà un ritorno, può esserle utile chiedersi di che cosa ha bisogno lei in questo momento e quali condizioni ritiene necessarie perché la relazione possa farla sentire rispettata e serena. Mettere a fuoco queste risposte la aiuterà a non vivere nell’attesa passiva delle scelte dell’altro, ma a portare l’attenzione anche al suo personale benessere, per orientarsi in modo più consapevole, indipendentemente da ciò che accadrà.

In bocca al lupo!

Un cordiale saluto.
Dott.ssa Erika Marrafino, Psicologa e Counselor.
Dott.ssa Tania Zedda
Psicologo, Psicologo clinico
Quartu Sant'Elena
Buonasera, ti ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità quello che stai vivendo. Non è affatto semplice trovarsi in una relazione in cui si sente di dare tanto e ricevere meno, né accettare quando le proprie parole di “urlo d’aiuto” vengono interpretate come chiusura definitiva. Il comportamento del tuo fidanzato può sembrare contraddittorio: da una parte parla di decisione definitiva, dall’altra continua a cercare momenti di vicinanza. Questo in realtà racconta bene la sua ambivalenza: probabilmente anche lui è diviso tra affetto e stanchezza.
Il punto però è chiederti: tu cosa desideri davvero da una relazione? Vuoi continuare a dover “trascinare” i momenti di dialogo, oppure sogni un rapporto dove la cura sia reciproca? Il fatto che tu voglia ricostruire è un segnale forte, ma la ricostruzione richiede che entrambi abbiano la stessa intenzione. Rispetta i suoi tempi, ma ascolta anche i tuoi bisogni. Se c’è un ritorno, dovrà esserci sulla base di un nuovo equilibrio, non di compromessi a senso unico.
Dott. Amedeo Fonte
Psicologo, Psicologo clinico
Pescara
Lei descrive una situazione segnata da gesti contraddittori che la fanno oscillare tra speranza e delusione. Da un lato c’è il suo desiderio di ricostruire e sentirsi riconosciuta, dall’altro il rifiuto di lui di affrontare davvero la questione, nonostante momenti di intimità che sembrano negare la distanza. La domanda forse non è se tornerete insieme, ma se ciò che lui le offre corrisponde a ciò di cui lei ha bisogno. Può allora chiedersi se il rispetto del suo tempo non debba andare di pari passo con il rispetto per sé stessa e per il suo desiderio, così da non lasciare che siano solo i suoi gesti a decidere del suo posto nella relazione.
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Quello che racconti trasmette bene la confusione e l’altalena di emozioni che stai vivendo. Da un lato lui ha dichiarato di voler interrompere la relazione perché “stanco e drenato”, dall’altro però nei fatti continua a comportarsi con te come se foste ancora una coppia: una serata intera insieme, acquisti per la casa, discorsi sul futuro, abbracci sereni. È comprensibile che tu percepisca queste contraddizioni come un segnale ambiguo e che ti domandi se ci sia davvero la possibilità di ricostruire.

Ci sono alcuni elementi da considerare. Prima di tutto, il tuo “urlo d’aiuto” è stato frainteso come una chiusura vera e propria: questo ha toccato il suo bisogno di sentirsi cercato e ascoltato, e probabilmente lo ha spinto a chiudersi ancora di più. Lui dice di essere stanco e svuotato: questo significa che la dinamica fatta di incomprensioni e litigi lo ha logorato a tal punto da sentire il bisogno di staccare. Non va sottovalutato.

Allo stesso tempo, il comportamento che ha avuto con te nella serata insieme mostra che i sentimenti non sono spenti del tutto. Se fosse davvero convinto e distaccato, non avrebbe avuto bisogno né voglia di passare ore con te, immaginando addirittura una casa insieme. Questo non significa che abbia già cambiato idea, ma che c’è una parte di lui che è ancora legata.

Come comportarti, allora? La chiave sta nel rispettare i suoi tempi senza rinunciare alla chiarezza. Non puoi forzarlo a rientrare nella relazione subito, ma puoi fargli capire che sei disponibile a ricostruire su basi nuove, a patto che ci sia impegno da entrambe le parti. Ciò che conta è che tu non torni a essere sempre quella che “sistema” le cose da sola: serve reciprocità, non più il peso sulle tue spalle soltanto.

I presupposti per un ritorno ci sono se lui riesce a elaborare la sua stanchezza e a riconoscere che una coppia si regge sull’impegno di entrambi. Al momento è come se fosse combattuto tra la voglia di chiudere per proteggersi e il desiderio di non perderti del tutto. L’unico modo per chiarire questa ambivalenza è lasciargli lo spazio che ti ha chiesto, senza pressioni, e intanto lavorare su di te per capire come vorresti che fosse una relazione sana, senza dover sempre sacrificare il tuo bisogno di sentirti accolta e capita.

Dott.ssa De Pretto
Dott.ssa Sara Rocco
Psicologo, Psicologo clinico
Ossi
Buongiorno, il vivere la coppia non è mai semplice è fatta di compromessi e del venirsi incontro per trovare una soluzione comune. E' importante soprattutto la comunicazione fra partner per mettere in chiaro non solo ciò che si pensa ma anche ciò che si prova. Bisogna rispettare anche le decisioni dolorose e provare a dare tempo ad entrambi di capire bene quale sarà il futuro della coppia. Magari il suo compagno al momento sta cercando di capire che decisione prendere vagliando le varie possibilità. Prenda questo tempo come momento da dedicare a lei e comprendere meglio anche la sua intimità.
Saluti.
Dott.ssa Sara Rocco
Dott.ssa Roberta Maglia
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Il comportamento del suo partner può sicuramente sembrare ambivalente, soprattutto perché da un lato parla di una decisione definitiva, chiedendo tempo e distanza, mentre dall'altro accetta di vederti, condivide momenti intimi e si lascia andare a fantasie comuni come quella della casa insieme.
Allo stesso tempo, però, ciò che sta osservando non è necessariamente una contraddizione, ma piuttosto il riflesso di una relazione che sta cercando di ridefinirsi. In una coppia, quando si accumulano sentimenti di frustrazione, risentimento e incomprensione, spesso si attivano modalità comunicative disfunzionali dove il vero messaggio (come nel suo caso, il "grido d’aiuto") viene mascherato da espressioni più drastiche o rigide ("non voglio più stare con te"). Questo può creare ferite che vanno al di là dell’intenzione reale di chi le pronuncia.
Lui sembra oscillare tra due polarità:
* da una parte il bisogno di prendere le distanze per tutelarsi da un carico emotivo che percepisce come “drenante”;
* dall’altra l’affetto e il legame affettivo ancora presenti, che lo portano a riavvicinarsi in forme più quotidiane e intime.
Questa ambivalenza non è rara nei momenti critici di una relazione: può essere parte di un tentativo di "sentire" se c’è ancora qualcosa da salvare.
Spero che questa riflessione possa aiutarla.
Dott.ssa Alessandra Barcella
Psicologo, Psicologo clinico
Gorlago
Comprendo bene quanto la situazione che descrive possa risultare complessa e carica di ambivalenze emotive. Da un lato il suo compagno ha espresso chiaramente il bisogno di tempo e la volontà di interrompere la relazione; dall’altro, i comportamenti che manifesta — come condividere momenti quotidiani e immaginare scenari futuri — sembrano trasmettere segnali diversi, generando in lei confusione e speranza.
In questi casi è importante distinguere tra i desideri e i bisogni personali e la reale disponibilità dell’altro a ricostruire il rapporto. Rispettare il suo spazio è fondamentale, ma al tempo stesso non dovrebbe lasciarla in una condizione di sospensione indefinita. Un confronto chiaro, condotto in un clima sereno e rispettoso, potrebbe aiutarvi a definire se vi siano margini concreti per lavorare insieme sulla relazione o se, al contrario, sia più funzionale accettare la separazione. Se desidera, posso affiancarla in un percorso psicologico con l'obiettivo di trovare modalità comunicative efficaci.

Un caro saluto
Dott.ssa Barcella
Mi chiedo e ti chiedo come ti faccia sentire ricevere parole che dicono " è finita dammi spazio" e fatti che dicono "stiamo insieme e costruiamo" dove sono i tuoi bisogni? dove sei tu?

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