Il Laroxil è l'unico farmaco che sopporto, anche se porta sonnolenza e aumento di peso. Ho provato Z
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Il Laroxil è l'unico farmaco che sopporto, anche se porta sonnolenza e aumento di peso. Ho provato Zoloft (sertralina) ma la nausea era troppa, per cui la neurologa ha detto di riprendere Laroxil. Dormo bene, ma ho poca voglia di fare le cose. Vado anche da uno psicoterapeuta.
Salve, credo che sia più opportuno rivolgere questa domanda al suo medico di fiducia. Inoltre, scrive che ha già intrapreso un percorso psicologico, le farà bene.
Buona giornata.
Dott. Fiori
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Dott. Fiori
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Salve. Per i farmaci, si rivolga a chi glieli ha prescitti. Per la psicoterapia, è una valida integrazione ai farmaci, perché indaga e aiuta a fare chiarezza sulle cause del malessere. Distinti saluti
Caro utente,
provi a parlare alla sua terapista della sua scarsa motivazione. Sarà sicuramente il contesto migliore in cui sviscerare il suo vissuto.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Francesca Tardio
provi a parlare alla sua terapista della sua scarsa motivazione. Sarà sicuramente il contesto migliore in cui sviscerare il suo vissuto.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Francesca Tardio
Gentile, l'anedonia di cui parla è un sintomo davvero penoso. D'altra parte lei è stato capace di attivare le risorse giuste: la neurologa per il sostegno farmacologico e lo psicoterapeuta per il percorso psicologico. Dia tempo e fiducia alla relazione terapeutica di svilupparsi ed esserle di maggior sostegno parlando e vivendo in seduta queste emozioni con il/la terapeuta. Le auguro di ri-trovare presto la voglia di fare che sa essere sua propria. Giovanna Silvestri
Buonasera, per quanta riguarda i farmaci deve sempre rapportarsi con il suo medico curante. Inoltre ha fatto bene a decidere di accompagnare gli spicofarmaci con delle sedute spicologiche l'aiuterà ad elaborare il perchè dei suoi sintomi, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Gentile utente di mio dottore,
visto il disagio del momento mi sembra la cosa più indicata un approccio terapeutico di tipo integrato, costituito da farmacoterapia e psicoterapia. Continui il percorso intrapreso, vedrà che con il tempo potrà star meglio divenendo maggiormente consapevole del suo disagio e delle stesse funzioni dei suoi sintomi.
In merito ai farmaci, se ha dei dubbi in merito alla posologia la inviterei a confrontarsi con il medico prescrivente e a non gestire in autonomia le somministrazioni, potrebbe esser pericoloso oltre che contro producente.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
visto il disagio del momento mi sembra la cosa più indicata un approccio terapeutico di tipo integrato, costituito da farmacoterapia e psicoterapia. Continui il percorso intrapreso, vedrà che con il tempo potrà star meglio divenendo maggiormente consapevole del suo disagio e delle stesse funzioni dei suoi sintomi.
In merito ai farmaci, se ha dei dubbi in merito alla posologia la inviterei a confrontarsi con il medico prescrivente e a non gestire in autonomia le somministrazioni, potrebbe esser pericoloso oltre che contro producente.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
Buongiorno ,la comprendo, permane dentro di lei uno stato di animo depressivo che la pervade e le impedisce di aver voglia di fare..Vanno capite a fondo le cause di questo malessere sul piano psicologico e l aiuto farmacologico è necessario ,ci vuole pazienza e continuità ,ne parli con la sua terapeuta .Un forte augurio Dottssa Luciana Harari
Gentile utente mi pare che stia procedendo in modo completo alla risoluzione delle sue difficoltà. Per i farmaci può parlare nuovamente con chi glieli ha prescritti e vedere di provare e trovare la molecola più adatta. Ha anche affiancato una psicoterapia, deve solo darsi tempo e vedrà che otterrà i miglioramenti auspicati.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno, le consiglio di porgere queste domande al medico che le ha prescritto i farmaci. Ha fatto bene ad affiancare al percorso farmacologico la psicoterapia. Cordiali saluti. Dott.ssa Giulia Proietti
Gentile utente, l' approccio farmacologico è sempre di competenza di un medico di base o di uno psichiatra. Lo psicoterapeuta svolge il fondamentale ruolo di supportare il lavoro del farmaco che da solo non avrebbe senso perchè fine a se stesso. Fa benissimo, dunque, a svolgere anche un percorso psicoterapico. Provi anche a comunicare al suo terapeuta, oltre che al suo medico di base, l' insoddisfazione che sembra provare a seguito dell' assunzione dei farmaci che ha elencato. Sicuramente i accordo con il suo medico di base troveranno una risistemazione funzionale
Cari saluti
dott.ssa Scaglione
Cari saluti
dott.ssa Scaglione
Gentile utente, dato che è seguit* sia dal punto di vista farmacologico che terapeutico, penso sia meglio lei esprima le sue perplessità ai professionisti cui si è affidat*!
Salve, porti queste sensazione di anedonia (incapacità, totale o parziale, di provare soddisfazione, appagamento od interesse, per le consuete attività piacevoli), in Psicoterapia. Parlarne con il collega l'aiuterà a comprendere l'origine di tale problematiche e anche il modo più efficace per affrontarle. Cordialmente Dr.ssa Olimpia Miraglia
Gentile utente, segua con fiducia le prescrizioni del suo medico per quanto riguarda la terapia farmacologica. Per la scarsa motivazione ad essere attivo durante la giornata ne parli con il terapeuta. La terapia ha bisogno di una forte alleanza.
Dott.ssa Antonella Abate
Dott.ssa Antonella Abate
Buongiorno Sono certa che la sua neurologa le abbia dato la risposta giusta, e sono certa che lo psicoterapeuta alla quale si è rivolto saprà cosa dirle. Si affidi ai professionisti che ha scelto con serenità.
Buona giornata. Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Buona giornata. Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Gent.le Utente,
ha provato ad esprimere i suoi dubbi riguardo la terapia farmacologica allo specialista che la sta seguendo? Provi a confrontarsi con i professionisti a cui si è rivolto e a costruire un rapporto di fiducia con il suo terapeuta esprimendo questa sua difficoltà nel fare le cose quotidianamente.
Un cordiale saluto
ha provato ad esprimere i suoi dubbi riguardo la terapia farmacologica allo specialista che la sta seguendo? Provi a confrontarsi con i professionisti a cui si è rivolto e a costruire un rapporto di fiducia con il suo terapeuta esprimendo questa sua difficoltà nel fare le cose quotidianamente.
Un cordiale saluto
Buongiorno , per quanto riguarda la terapia farmacologica deve fare riferimento al dottore che gliela ha prescritta . Per qualsiasi altra informazione resto a sua disposizione. Cordiali saluti
Buongiorno, sarebbe opportuno rivolgere questa domanda relativa all’assunzione dei farmaci al suo medico di fiducia. Inoltre, leggo che ha già intrapreso un percorso di psicoterapia; bene, la invito a proseguire in questa direzione. Sono sicura che l’assunzione guidata dei farmaci unitamente al lavoro svolto con uno psicoterapeuta professionista daranno ottimi risultati nella cura di se e del suo malessere. Tanti cari auguri, Dott.ssa Tamara Muratore
Gent.ma Utente,
per quanto riguarda la terapia farmacologica, si consulti con il tuo medico di fiducia.
Continui a proseguire nel percorso di psicoterapia.
Farmaci uniti ad un costante lavoro di psicoterapia, col tempo, saranno risolutivi del problema che tanto la sta destabilizzando.
Saluti.
Dott.ssa Federica A. Ferrari
per quanto riguarda la terapia farmacologica, si consulti con il tuo medico di fiducia.
Continui a proseguire nel percorso di psicoterapia.
Farmaci uniti ad un costante lavoro di psicoterapia, col tempo, saranno risolutivi del problema che tanto la sta destabilizzando.
Saluti.
Dott.ssa Federica A. Ferrari
Buonasera, la psicoterapia è la vera cura della sua sintomatologia. I farmaci hanno solo la funzione di ridurre i sintomi in attesa che la psicoterapia porti i suoi frutti.
Salve gentile utente, credo che sia utile rivolgere questa domanda al suo medico di fiducia.
AV
AV
Buongiorno, le consiglio di parlarne meglio con la sua neurologa, ponendo attenzione sui problemi che ha sperimentato dopo l'assunzione di questo farmaco.
Non ha specificato la ragione per cui assume questo farmaco, immagino che sia per la depressione, in questo caso potrebbe anche valutare di consultare uno psichiatra, che potrebbe avere più dimestichezza con gli effetti indesiderati dei farmaci psichiatrici e con le eventuali alternative.
è comunque opportuno specificare anche che la scarsa motivazione potrebbe anche non essere correlata con la terapia farmacologica. In ogni caso, affrontare questo problema con il suo psicoterapeuta credo che sarebbe utile e importante per lei.
Un caro saluto, Dott. Mario D. Roffi
Non ha specificato la ragione per cui assume questo farmaco, immagino che sia per la depressione, in questo caso potrebbe anche valutare di consultare uno psichiatra, che potrebbe avere più dimestichezza con gli effetti indesiderati dei farmaci psichiatrici e con le eventuali alternative.
è comunque opportuno specificare anche che la scarsa motivazione potrebbe anche non essere correlata con la terapia farmacologica. In ogni caso, affrontare questo problema con il suo psicoterapeuta credo che sarebbe utile e importante per lei.
Un caro saluto, Dott. Mario D. Roffi
Buonasera, le consiglio di rivolgersi hai professionisti che la stanno seguendo, in quanto avranno un quadro già dettagliato della sua situazione e potranno gestire in modo adeguato la situazione.
Le auguro di poter stare meglio
Saluti
Dott.ssa Chiara Librandi
Le auguro di poter stare meglio
Saluti
Dott.ssa Chiara Librandi
Gentile utente, le consiglio di parlarne direttamente con il suo psicoterapeuta dato che la conosce sicuramente meglio di noi.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
la psicoterapia dovrebbe aiutarla provi a parlarne con lei
gentile utente, le auguro di proseguire al meglio il suo percorso psicoterapeutico affinchè possa trarne il giusto supporto a comprendere la sua sintomatologia. Per qualsiasi dubbio farmacologico si riferisca al medico che ha effettuato la prescrizione. resto a disposizione, dott.ssa amelia capezio
Il Laroxil (amitriptilina) è un farmaco appartenente alla classe degli antidepressivi triciclici, spesso utilizzato non solo per trattare la depressione ma anche per condizioni come il dolore cronico ei disturbi del sonno. È comprensibile che i suoi effetti collaterali, come la sonnolenza e l'aumento di peso, possano rimanere impegnativi, ma è positivo che riesca a garantirle un buon riposo.
La sertralina (Zoloft), invece, è un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI) e può essere difficile da tollerare per alcune persone a causa di effetti collaterali gastrointestinali, come la nausea. È importante discutere sempre con il medico degli effetti collaterali e dei benefici di ogni farmaco per valutare la terapia più adatta.
Se percepisce un calo della motivazione e della voglia di fare le cose, è fondamentale affrontare questa difficoltà sia sul piano farmacologico, eventualmente riconsiderando il dosaggio o l'associazione con altri farmaci, sia attraverso la psicoterapia, che può fornire strumenti utili per lavorare su questi aspetti emotivi e motivazionali.
Sarebbe utile e consigliato approfondire questa situazione rivolgendosi a uno specialista per un'analisi più approfondita e un intervento personalizzato.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
La sertralina (Zoloft), invece, è un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI) e può essere difficile da tollerare per alcune persone a causa di effetti collaterali gastrointestinali, come la nausea. È importante discutere sempre con il medico degli effetti collaterali e dei benefici di ogni farmaco per valutare la terapia più adatta.
Se percepisce un calo della motivazione e della voglia di fare le cose, è fondamentale affrontare questa difficoltà sia sul piano farmacologico, eventualmente riconsiderando il dosaggio o l'associazione con altri farmaci, sia attraverso la psicoterapia, che può fornire strumenti utili per lavorare su questi aspetti emotivi e motivazionali.
Sarebbe utile e consigliato approfondire questa situazione rivolgendosi a uno specialista per un'analisi più approfondita e un intervento personalizzato.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Capisco, sembra che tu stia cercando di trovare un equilibrio tra trattamento farmacologico e benessere psicologico. Il Laroxil è un farmaco che può essere utile per gestire ansia e insonnia, ma è vero che la sonnolenza e l’aumento di peso sono effetti collaterali che possono influire sulla qualità della vita. La difficoltà che hai con altri farmaci, come lo Zoloft, potrebbe essere legata alla reazione individuale del corpo agli antidepressivi, che a volte non è prevedibile.
Dal punto di vista psicodinamico, il fatto che tu stia provando poca voglia di fare le cose potrebbe riflettere una certa emotività trattenuta o una forma di apatia che può emergere durante periodi di difficoltà emotiva, magari anche legata alla dinamica tra farmaco e il tuo stato psicologico. Questo è un aspetto importante da esplorare durante la psicoterapia, per capire se ci sono blocchi emotivi o conflitti interiori che contribuiscono a questa sensazione di mancanza di energia.
Continua a seguire il percorso con il tuo psicoterapeuta, che può aiutarti a comprendere meglio questi aspetti. Il farmaco può aiutare a stabilizzare alcune funzioni psicologiche e fisiche, ma il lavoro psicoterapico può davvero fare la differenza nel risolvere il malessere più profondo.
Dal punto di vista psicodinamico, il fatto che tu stia provando poca voglia di fare le cose potrebbe riflettere una certa emotività trattenuta o una forma di apatia che può emergere durante periodi di difficoltà emotiva, magari anche legata alla dinamica tra farmaco e il tuo stato psicologico. Questo è un aspetto importante da esplorare durante la psicoterapia, per capire se ci sono blocchi emotivi o conflitti interiori che contribuiscono a questa sensazione di mancanza di energia.
Continua a seguire il percorso con il tuo psicoterapeuta, che può aiutarti a comprendere meglio questi aspetti. Il farmaco può aiutare a stabilizzare alcune funzioni psicologiche e fisiche, ma il lavoro psicoterapico può davvero fare la differenza nel risolvere il malessere più profondo.
Da quello che scrive si coglie un equilibrio trovato con fatica: il Laroxil le permette di dormire e di tenere sotto controllo i sintomi, anche se il prezzo da pagare è una certa lentezza, la sonnolenza, l’aumento di peso e quella scarsa spinta a fare. Non è una sensazione rara con questo farmaco, e non significa che lei stia “sbagliando” qualcosa o che la terapia non serva; spesso è il segnale di un assetto che protegge, ma che può anche smorzare un po’ l’energia vitale.
Il fatto che stia seguendo un percorso psicoterapeutico è molto importante, perché proprio lì può trovare spazio quella parte di lei che ora sembra meno motivata, senza forzature né giudizi. A volte il lavoro insieme al terapeuta aiuta a capire se questa mancanza di slancio è ancora legata alla fase depressiva, agli effetti del farmaco o a un bisogno di maggiore equilibrio nella cura.
Continuare il dialogo con la neurologa, affiancandolo a questo spazio di ascolto, può nel tempo permettere piccoli aggiustamenti, senza perdere la sicurezza che oggi il Laroxil le offre. La strada che sta percorrendo è già una forma di attenzione profonda verso se stessa, e questo ha un valore che va oltre i sintomi.
Il fatto che stia seguendo un percorso psicoterapeutico è molto importante, perché proprio lì può trovare spazio quella parte di lei che ora sembra meno motivata, senza forzature né giudizi. A volte il lavoro insieme al terapeuta aiuta a capire se questa mancanza di slancio è ancora legata alla fase depressiva, agli effetti del farmaco o a un bisogno di maggiore equilibrio nella cura.
Continuare il dialogo con la neurologa, affiancandolo a questo spazio di ascolto, può nel tempo permettere piccoli aggiustamenti, senza perdere la sicurezza che oggi il Laroxil le offre. La strada che sta percorrendo è già una forma di attenzione profonda verso se stessa, e questo ha un valore che va oltre i sintomi.
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