Ho una figlia di 34 anni presa con ventosa e con cerebropatia fissa -autonoma - con ritardo cognitiv
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Ho una figlia di 34 anni presa con ventosa e con cerebropatia fissa -autonoma - con ritardo cognitivo- molto ansiosa-ho bisogno di sapere figura professionale che dia a lei e a noi suggerimenti su come gestirla anche nelle emozioni.
Il neurologo può essere la figura di riferimento di base per conoscere la biologia del danno, essendo di natura anzitutto organica (danno al cervello), mentre il neuropsicologo ed il neuropsichiatra possono essere figure utili allo studio dell'approccio migliore sul piano più prettamente psicologico/comportamentale; lo psicologo infine può assistere la famiglia in generale per lavorare sul piano del supporto, lavorando di concerto con le altre figure e quindi reso consapevole delle conseguenze della condizione di sua figlia, sua, e di chi vi circonda
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Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso la sua situazione.
Comprendo la necessità di trovare strategie pratiche quando c'è una condizione organica unita a un ritardo cognitivo, poiché l'ansia si manifesta spesso perché la persona fatica a decodificare il mondo o le proprie emozioni in modo astratto.
Per rispondere alla sua domanda, la figura professionale più adatta non è un generico psicologo, ma servono competenze specifiche. Le suggerisco:
- Psicologo esperto in Neuropsicologia o Disabilità Cognitiva: è fondamentale perché prima di lavorare sulle emozioni, bisogna capire come funziona oggi la mente di sua figlia. Un neuropsicologo sa adattare le spiegazioni e le strategie di gestione dell'ansia al livello cognitivo di sua figlia, utilizzando magari strumenti visivi o comportamentali concreti, invece che il solo dialogo (che potrebbe risultare troppo astratto per lei).
- Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo-Comportamentale (CBT) esperto in disabilità: questo approccio è molto pratico e si concentrerebbe sul "come" gestire nel qui ed ora il disagio. L'obiettivo è insegnare a sua figlia piccole tecniche per abbassare l'ansia quando arriva e dare a voi genitori istruzioni su come reagire per non amplificarla.
Parallelamente, potrebbe essere utilissimo un percorso di Sostegno alla Genitorialità (o di Parent Training adattato all'adulto), poiché lei è il suo "regolatore emotivo" principale: imparare strategie di comunicazione con lei nei momenti di crisi e come gestire il Suo carico emotivo potrebbe essere sicuramente metà della cura.
Spero di averle fornito le informazioni di cui aveva bisogno. Un cordiale saluto.
Comprendo la necessità di trovare strategie pratiche quando c'è una condizione organica unita a un ritardo cognitivo, poiché l'ansia si manifesta spesso perché la persona fatica a decodificare il mondo o le proprie emozioni in modo astratto.
Per rispondere alla sua domanda, la figura professionale più adatta non è un generico psicologo, ma servono competenze specifiche. Le suggerisco:
- Psicologo esperto in Neuropsicologia o Disabilità Cognitiva: è fondamentale perché prima di lavorare sulle emozioni, bisogna capire come funziona oggi la mente di sua figlia. Un neuropsicologo sa adattare le spiegazioni e le strategie di gestione dell'ansia al livello cognitivo di sua figlia, utilizzando magari strumenti visivi o comportamentali concreti, invece che il solo dialogo (che potrebbe risultare troppo astratto per lei).
- Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo-Comportamentale (CBT) esperto in disabilità: questo approccio è molto pratico e si concentrerebbe sul "come" gestire nel qui ed ora il disagio. L'obiettivo è insegnare a sua figlia piccole tecniche per abbassare l'ansia quando arriva e dare a voi genitori istruzioni su come reagire per non amplificarla.
Parallelamente, potrebbe essere utilissimo un percorso di Sostegno alla Genitorialità (o di Parent Training adattato all'adulto), poiché lei è il suo "regolatore emotivo" principale: imparare strategie di comunicazione con lei nei momenti di crisi e come gestire il Suo carico emotivo potrebbe essere sicuramente metà della cura.
Spero di averle fornito le informazioni di cui aveva bisogno. Un cordiale saluto.
Buongiorno,
Le consiglio di rivolgersi ad un professionista per intraprendere un percorso psicologico di modo da indagare meglio la sua questione: essere caregiver può essere a volte complesso e difficoltoso.
Le auguro il suo meglio.
LM
Le consiglio di rivolgersi ad un professionista per intraprendere un percorso psicologico di modo da indagare meglio la sua questione: essere caregiver può essere a volte complesso e difficoltoso.
Le auguro il suo meglio.
LM
Salve,
leggendo quello che scrive penso che potrebbe esservi utile un confronto con uno/a psicologo/a che si occupi di sostegno alla genitorialità; potrebbe essere intanto un punto di partenza.
Si potrebbe poi ipotizzare eventualmente un percorso solo per la ragazza con un educatore o psicoterapeuta. Sicuramente il professionista che eventualmente contatterete e avrà la possibilità di conoscere meglio la situazione saprà indirizzarvi.
leggendo quello che scrive penso che potrebbe esservi utile un confronto con uno/a psicologo/a che si occupi di sostegno alla genitorialità; potrebbe essere intanto un punto di partenza.
Si potrebbe poi ipotizzare eventualmente un percorso solo per la ragazza con un educatore o psicoterapeuta. Sicuramente il professionista che eventualmente contatterete e avrà la possibilità di conoscere meglio la situazione saprà indirizzarvi.
Caro utente le consiglio di affidarsi ad un terapeuta o neuropsicologo specializzato che possa aiutare sia voi a capire come comportarvi e rispondere adeguatamente alle sue esigenze, sia a lei per gestire problematiche di ansia ed emotive
Salve. La figura di riferimento può essere uno psicologo clinico in grado di lavorare sull’ansia, sulla regolazione emotiva e sulle abilità adattive, utilizzando modalità e strumenti adeguati alle sue capacità cognitive. È spesso utile affiancare anche un supporto ai familiari, per offrire indicazioni pratiche su come gestire le emozioni, la comunicazione e le situazioni quotidiane più critiche.
Un primo colloquio di valutazione consentirebbe di definire con maggiore precisione i bisogni di sua figlia e il tipo di sostegno più adatto per lei e per voi come famiglia.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Farese Lucrezia
Un primo colloquio di valutazione consentirebbe di definire con maggiore precisione i bisogni di sua figlia e il tipo di sostegno più adatto per lei e per voi come famiglia.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Farese Lucrezia
Salve, suggerirei un percorso di Psicoterapia Familiare con approccio Sistemico-Familiare o Cognitivo-Comportamentale.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Potete ricorrere ad una/o psicologa/o psicoterapeuta per un percorso di supporto psicologico, che vi accompagni e vi sostenga nella complessa e difficile relazione con vostra figlia.
Buongiorno,
per supportare sua figlia e la famiglia nella gestione delle emozioni, dell’ansia e delle difficoltà legate al ritardo cognitivo può essere utile rivolgersi a una psicologa o psicoterapeuta con esperienza in disabilità intellettiva e, se necessario, a un neuropsicologo per la valutazione delle capacità cognitive e delle strategie compensative.
Inoltre, possono essere indicati interventi di psicoterapia e supporto familiare o parent training, che aiutano i familiari a sviluppare strategie pratiche e emotive per supportare la quotidianità e le relazioni. Questi professionisti possono proporre strumenti concreti per gestire ansia, frustrazione e comunicazione, adattati alle caratteristiche e alle capacità di sua figlia.
per supportare sua figlia e la famiglia nella gestione delle emozioni, dell’ansia e delle difficoltà legate al ritardo cognitivo può essere utile rivolgersi a una psicologa o psicoterapeuta con esperienza in disabilità intellettiva e, se necessario, a un neuropsicologo per la valutazione delle capacità cognitive e delle strategie compensative.
Inoltre, possono essere indicati interventi di psicoterapia e supporto familiare o parent training, che aiutano i familiari a sviluppare strategie pratiche e emotive per supportare la quotidianità e le relazioni. Questi professionisti possono proporre strumenti concreti per gestire ansia, frustrazione e comunicazione, adattati alle caratteristiche e alle capacità di sua figlia.
In situazioni come quella che descrive è indicata una figura psicologica con esperienza in disabilità cognitive ed emotive, che possa lavorare sia sul supporto emotivo di sua figlia sia sull’accompagnamento della famiglia nella gestione quotidiana e relazionale.
Per valutare quale intervento sia più adatto e come strutturarlo in modo concreto, resto disponibile per un colloquio conoscitivo.
Un saluto,
Dott.ssa Pisano
Per valutare quale intervento sia più adatto e come strutturarlo in modo concreto, resto disponibile per un colloquio conoscitivo.
Un saluto,
Dott.ssa Pisano
La figura più indicata è uno psicologo o psicoterapeuta con esperienza in disabilità cognitive dell’adulto, possibilmente affiancato da una valutazione neuropsicologica per comprendere meglio il funzionamento emotivo e cognitivo. Un percorso di sostegno psicologico può aiutare tua figlia nella gestione dell’ansia e delle emozioni, e voi familiari a trovare modalità relazionali più efficaci e meno faticose. In alcuni casi può essere utile anche il confronto con uno psichiatra, non come prima risposta ma come supporto integrato se l’ansia è molto intensa.
Buongiorno, comprendo la Sua preoccupazione e riconosco il grande desiderio che avete di sostenere e accompagnare al meglio sua figlia. Può valutare la possibilità di un "compagno adulto" che la affianchi, così come attività che favoriscano la socializzazione e la creazione di una rete relazionale intorno a lei, elementi fondamentali per il benessere di vostra figlia. Per voi genitori può essere molto utile un percorso di sostegno psicologico genitoriale che vi aiuti a comprendere le sue necessità, gestire le emozioni e imparare strategie efficaci di relazione quotidiana. In questi casi per raggiungere risultati efficaci bisogna lavorare contemporaneamente su due livelli: su vostra figlia (compagno adulto che l'aiuti nel quotidiano e con l'esterno) e su un sostegno genitoriale (anche voi dovete essere aiutati a sviluppare strategie efficaci per aiutarla e comprendere i suoi bisogni e capire come relazionarsi al meglio con lei).
salve, semplicemnte psicologa-psicoterapeuta grazie
Buonasera, sicuramente una figura professionale che vi può aiutare può essere uno psicologo con formazione nei ritardi cognitivi e parent training ( in questo modo può aiutare voi genitori) per fare un intervento abilitativo.
se avete bisogno io ho questa formazione, resto a disposizione per ogni dubbio e chiarimento.
Dott. ssa Brignoli Alessandra
se avete bisogno io ho questa formazione, resto a disposizione per ogni dubbio e chiarimento.
Dott. ssa Brignoli Alessandra
Buonasera.
Esistono istituzioni che si prendono cura di persone come sua figlia sotto vari aspetti, anche quello emotivo, e che danno sostegno alle famiglie. Quelle che conosco io sono istituzioni private convenzionate o parzialmente convenzionate con il sistema sanitario regionale.
Generalmente ne sono al corrente gli assistenti sociali dei Comuni.
Esistono istituzioni che si prendono cura di persone come sua figlia sotto vari aspetti, anche quello emotivo, e che danno sostegno alle famiglie. Quelle che conosco io sono istituzioni private convenzionate o parzialmente convenzionate con il sistema sanitario regionale.
Generalmente ne sono al corrente gli assistenti sociali dei Comuni.
Buongiorno, la ragazza è seguita anche farmacologicamente e/o da un* collega?
Se ne sentite l'esigenza, un consiglio professionale sarebbe quello di seguire un percorso che possa sostenere la ragazza da un lato, e voi genitori con un percorso di parent training dall'altro.
Un grande augurio,
dott.ssa Francomano Ilaria
Se ne sentite l'esigenza, un consiglio professionale sarebbe quello di seguire un percorso che possa sostenere la ragazza da un lato, e voi genitori con un percorso di parent training dall'altro.
Un grande augurio,
dott.ssa Francomano Ilaria
Buongiorno,
per ciò che riguarda la regolazione emotiva si può rivolgere ad uno psicologo che sia specializzato o abbia esperienza con la disabilità intellettivo relazionale.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
per ciò che riguarda la regolazione emotiva si può rivolgere ad uno psicologo che sia specializzato o abbia esperienza con la disabilità intellettivo relazionale.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Buongiorno, con questo tipo di problematiche Le consiglierei di rivolgersi a qualche Neuropsicologo/a e/o Medico specializzato/a nei disturbi cognitivi, cosi da valutare bene la ragazza e poter dare un percorso di sostegno adeguato con gli strumenti specifici necessari.
Gentile utente,
comprendo il vostro bisogno di avere indicazioni chiare e di sentirvi accompagnati nella gestione di una situazione complessa e delicata.
Nel caso di una persona adulta con cerebropatia fissa, ritardo cognitivo e marcata ansia, la presa in carico più adeguata è multidisciplinare. In particolare, le figure di riferimento possono essere:
Neuropsichiatra dell’età adulta o psichiatra, per una valutazione clinica complessiva del funzionamento, dell’ansia e dell’eventuale necessità di un supporto farmacologico mirato.
Psicologo o psicoterapeuta con esperienza in disabilità cognitive, che possa lavorare con vostra figlia sulle emozioni, nei limiti delle sue capacità, utilizzando strumenti adattati, ma anche con voi genitori, per aiutarvi a comprendere meglio i suoi vissuti e trovare strategie concrete di gestione quotidiana.
Percorsi di sostegno ai caregiver/genitori, fondamentali per non sentirvi soli, ridurre il carico emotivo e imparare modalità comunicative più efficaci e contenitive rispetto all’ansia.
Spesso il lavoro più utile non è solo “sulla persona”, ma attorno alla persona, aiutando la famiglia a diventare una risorsa regolativa e stabile anche sul piano emotivo.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
comprendo il vostro bisogno di avere indicazioni chiare e di sentirvi accompagnati nella gestione di una situazione complessa e delicata.
Nel caso di una persona adulta con cerebropatia fissa, ritardo cognitivo e marcata ansia, la presa in carico più adeguata è multidisciplinare. In particolare, le figure di riferimento possono essere:
Neuropsichiatra dell’età adulta o psichiatra, per una valutazione clinica complessiva del funzionamento, dell’ansia e dell’eventuale necessità di un supporto farmacologico mirato.
Psicologo o psicoterapeuta con esperienza in disabilità cognitive, che possa lavorare con vostra figlia sulle emozioni, nei limiti delle sue capacità, utilizzando strumenti adattati, ma anche con voi genitori, per aiutarvi a comprendere meglio i suoi vissuti e trovare strategie concrete di gestione quotidiana.
Percorsi di sostegno ai caregiver/genitori, fondamentali per non sentirvi soli, ridurre il carico emotivo e imparare modalità comunicative più efficaci e contenitive rispetto all’ansia.
Spesso il lavoro più utile non è solo “sulla persona”, ma attorno alla persona, aiutando la famiglia a diventare una risorsa regolativa e stabile anche sul piano emotivo.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Gentilissim*,
La figura dello psicologo/a potrebbe essere quella più adatta a sostenere la gestione di Sua figlia. Esistono infatti dei protocolli mirati per fornire un supporto concreto nei casi come quello da Lei accennato.
Mi contatti per qualsiasi chiarimento.
Dott.ssa Romano
La figura dello psicologo/a potrebbe essere quella più adatta a sostenere la gestione di Sua figlia. Esistono infatti dei protocolli mirati per fornire un supporto concreto nei casi come quello da Lei accennato.
Mi contatti per qualsiasi chiarimento.
Dott.ssa Romano
Neuropsichiatra per attenzionare gli aspetti più cognitivi, e psicoteraeuta per affrontare insieme tutto il vissuto emotivo che questa situazione comporta, nonché ricevere suggerimenti pratici su come comportarvi nella relazione con lei e tra di voi
Buongiorno,
dalle sue parole emerge una grande attenzione e preoccupazione per il benessere di sua figlia e della vostra famiglia. È comprensibile sentirsi in difficoltà nel gestire l’ansia e le emozioni di una persona adulta con disabilità, soprattutto quando si desidera aiutarla a vivere con maggiore serenità e autonomia.
In questi casi può essere molto utile un centro diurno per persone con disabilità, dove opera un’équipe multidisciplinare composta da psicologo, educatore professionale, terapista della riabilitazione e assistente sociale. Lo psicologo può lavorare sulle emozioni e sull’ansia di sua figlia, mentre gli educatori aiutano nella gestione della quotidianità e delle autonomie. Spesso è previsto anche un supporto alla famiglia, con colloqui e indicazioni pratiche. Rivolgersi a un centro diurno può offrire a lei e a sua figlia uno spazio strutturato, competente e non giudicante, che alleggerisce il carico e migliora la qualità di vita di tutti.
dalle sue parole emerge una grande attenzione e preoccupazione per il benessere di sua figlia e della vostra famiglia. È comprensibile sentirsi in difficoltà nel gestire l’ansia e le emozioni di una persona adulta con disabilità, soprattutto quando si desidera aiutarla a vivere con maggiore serenità e autonomia.
In questi casi può essere molto utile un centro diurno per persone con disabilità, dove opera un’équipe multidisciplinare composta da psicologo, educatore professionale, terapista della riabilitazione e assistente sociale. Lo psicologo può lavorare sulle emozioni e sull’ansia di sua figlia, mentre gli educatori aiutano nella gestione della quotidianità e delle autonomie. Spesso è previsto anche un supporto alla famiglia, con colloqui e indicazioni pratiche. Rivolgersi a un centro diurno può offrire a lei e a sua figlia uno spazio strutturato, competente e non giudicante, che alleggerisce il carico e migliora la qualità di vita di tutti.
Buongiorno,
Le posso consigliare di rivolgersi ad un professionista che abbia esperienza con il ritardo cognitivo e che sappia attuare interventi psicoeducativi, magari focalizzati sulla gestione delle emozioni. Lavoro con persone aventi ritardo cognitivo perciò non esiti a contattarmi
Le posso consigliare di rivolgersi ad un professionista che abbia esperienza con il ritardo cognitivo e che sappia attuare interventi psicoeducativi, magari focalizzati sulla gestione delle emozioni. Lavoro con persone aventi ritardo cognitivo perciò non esiti a contattarmi
Comprendo quanto possa essere delicato e faticoso gestire quotidianamente l'equilibrio emotivo di una figlia adulta, specialmente quando l'ansia diventa un ostacolo alla sua e alla vostra serenità.
A 34 anni, con una diagnosi di cerebropatia e ritardo cognitivo, sua figlia non ha bisogno solo di assistenza "pratica", ma di un supporto che riconosca la sua maturità anagrafica unita alle sue fragilità.
Ecco le figure professionali e i percorsi che possono aiutarvi concretamente:
1. Lo Psicologo esperto in Disabilità Cognitiva
Questa è la figura principale per gestire l'ansia e le emozioni.
• Per lei: Lo specialista può aiutarla a riconoscere le emozioni prima che diventino crisi d’ansia, usando linguaggi semplici o supporti visivi.
• Per voi genitori: Vi può fornire strategie pratiche (il cosiddetto Parent Training) per capire come reagire quando lei è agitata e come comunicare in modo da rassicurarla.
2. Il Neuropsichiatra o Neurologo (per la regolazione del tono dell'umore)
Poiché l'ansia è molto forte, è importante una consulenza medica per valutare se ci sia uno squilibrio neurochimico legato alla cerebropatia. A volte, un leggero supporto farmacologico (se non già presente) può "abbassare il volume" dell'ansia, permettendo agli interventi educativi di funzionare meglio.
3. L'Educatore Professionale o il Terapista Occupazionale
Queste figure lavorano sul "fare". Se sua figlia è autonoma, l'ansia potrebbe derivare anche dal tempo vuoto o dalla mancanza di attività gratificanti. Un educatore può aiutarla a inserirsi in contesti sociali protetti o in laboratori che aumentino la sua autostima, riducendo di conseguenza il senso di insicurezza.
Cosa cercare vicino a voi
Il consiglio è di rivolgersi a centri specializzati nella "Doppia Diagnosi" (che si occupano di disabilità cognitiva unita a disturbi del comportamento o dell'ansia) o a associazioni che gestiscono il "Dopo di Noi", poiché sono molto esperti nelle dinamiche degli adulti con cerebropatia.
Un piccolo suggerimento pratico:
Provate a osservare se l'ansia di sua figlia aumenta in momenti precisi (cambi di routine, rumori, troppe persone). Scrivere queste osservazioni aiuterà molto il professionista a darvi i primi consigli su misura.
Un caro saluto,
Dott.ssa Monica Cecconi
A 34 anni, con una diagnosi di cerebropatia e ritardo cognitivo, sua figlia non ha bisogno solo di assistenza "pratica", ma di un supporto che riconosca la sua maturità anagrafica unita alle sue fragilità.
Ecco le figure professionali e i percorsi che possono aiutarvi concretamente:
1. Lo Psicologo esperto in Disabilità Cognitiva
Questa è la figura principale per gestire l'ansia e le emozioni.
• Per lei: Lo specialista può aiutarla a riconoscere le emozioni prima che diventino crisi d’ansia, usando linguaggi semplici o supporti visivi.
• Per voi genitori: Vi può fornire strategie pratiche (il cosiddetto Parent Training) per capire come reagire quando lei è agitata e come comunicare in modo da rassicurarla.
2. Il Neuropsichiatra o Neurologo (per la regolazione del tono dell'umore)
Poiché l'ansia è molto forte, è importante una consulenza medica per valutare se ci sia uno squilibrio neurochimico legato alla cerebropatia. A volte, un leggero supporto farmacologico (se non già presente) può "abbassare il volume" dell'ansia, permettendo agli interventi educativi di funzionare meglio.
3. L'Educatore Professionale o il Terapista Occupazionale
Queste figure lavorano sul "fare". Se sua figlia è autonoma, l'ansia potrebbe derivare anche dal tempo vuoto o dalla mancanza di attività gratificanti. Un educatore può aiutarla a inserirsi in contesti sociali protetti o in laboratori che aumentino la sua autostima, riducendo di conseguenza il senso di insicurezza.
Cosa cercare vicino a voi
Il consiglio è di rivolgersi a centri specializzati nella "Doppia Diagnosi" (che si occupano di disabilità cognitiva unita a disturbi del comportamento o dell'ansia) o a associazioni che gestiscono il "Dopo di Noi", poiché sono molto esperti nelle dinamiche degli adulti con cerebropatia.
Un piccolo suggerimento pratico:
Provate a osservare se l'ansia di sua figlia aumenta in momenti precisi (cambi di routine, rumori, troppe persone). Scrivere queste osservazioni aiuterà molto il professionista a darvi i primi consigli su misura.
Un caro saluto,
Dott.ssa Monica Cecconi
Capisco quanto possa essere impegnativo per voi. In una situazione come quella che descrive, la figura centrale è uno psicologo o psicoterapeuta con esperienza nella disabilità intellettiva dell’adulto, capace di lavorare sulla regolazione delle emozioni con modalità adattate alle sue capacità cognitive. Può essere utile anche una valutazione psichiatrica, se l’ansia è molto intensa, per integrare eventualmente un supporto farmacologico. Parallelamente, un percorso di sostegno o parent training per voi genitori può offrire strumenti concreti per gestire le sue reazioni emotive e alleggerire il carico familiare. Un lavoro integrato, che coinvolga lei e voi, è spesso la soluzione più efficace.
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