mio figlio 26 anni ha un ritardo. A chi rivolgermi?

mio figlio 26 anni ha un ritardo. A chi rivolgermi?

24 risposte


Buongiorno, ci sono diversi fattori da considerare in merito alla richiesta su suo figlio: a che età ha scoperto la disabilità, qual è lo stile di vita familiare e sociale di tutti i componenti, quali sono le motivazioni per cui ritiene necessario un sostegno. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti.

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Gentile, lo specialista cui rivolgersi varia molto a seconda della situazione specifica di cui figlio, che non emerge dalla sua domanda. Può comunque prenotare un appuntamento con uno psicologo, spiegargli la situazione e decidere con lui come procedere successivamente, anche ricorrendo eventualmente ad altri specialisti. Sono a disposizione, se vuole Saluti, dott. Andrea de Lise


Si rechi da uno psicologo, analizzate insieme la situazione e in base alle necessita di cui ha bisogno concorderete il tipo di professionista/struttura/assistenza da contattare. Saluti


Buonasera, Il ritardo è già stato diagnosticato? In genere lo specialista adatto dipende da cosa si vuole fare: una possibilità è l'affiancamento, ovvero uno Psicologo che lavori a contatto con suo figlio e lo aiuti ad esempio in compiti quotidiani ed in generale nel suo ambiente; ancora, se interessata ai servizi sul territorio, può contattare una cooperativa sociale che si occupi di questo genere di situazioni


Gentile utente, per poterle rispondere ci sono alcuni elementi da considerare: il ritardo è stato diagnosticato? E se sì, da quanto? E' già affiancato da dei professionisti? In linea generale, le consiglio sia di contattare il suo medico di famiglia affinchè possa indirizzarla verso lo specialista migliore, sia di prendere un appuntamento con uno psicologo per poter decidere insieme il percorso più adatto per suo figlio a seconda delle motivazioni e degli obiettivi che avete. In questi casi, a seconda dell'entità e degli obiettivi potrebbe essere inoltre utile una presa in carico di suo figlio da parte di più professionisti, tuttavia ciò può variare in base al caso, pertanto il suo medico e lo psicologo, una volta conosciuto suo figlio, sapranno cosa consigliarle. Mi rendo conto che è difficile rispondere a tutti i suoi dubbi in queste poche righe, pertanto può contattarmi in privato qualora avesse ulteriori domande. Sono inoltre disponibile per colloqui, anche online. Con i migliori auguri, porgo cordiali saluti. Dott.ssa Asya Cappalli


Ad un neuropsicoterapeuta che possa compilare un programma ri-abilitativo neuropsicoterapeutico adeguato per età e grado di ritardo.


Salve, le consiglio di rivolgersi ad un neuropsicologo per fare test approfonditi du un possibile RM ( ritardo mentale) ad esempio la batteria di test neuropsicologica. Cordiali saluti


Gentile, se il ritardo è già stato diagnosticato da uno specialista di riferimento, le consiglierei di rivolgersi ad un neuropsicologo per effettuare un approfondimento del funzionamento cognitivo attraverso l'utilizzo di specifica batteria di test. Se questo non fosse stato diagnosticato, le consiglierei di rivolgersi al medico di base che la potrà indirizzare, successivamente, verso uno specialista. Cordiali saluti.


Gentile utente, si può rivolgere a uno psicologo o a un neuroposicologo che si occupa di disturbi del neurosviluppo, lo psicologo specializzato in disturbi in età evolutiva può fare sia la valutazione per vedere se c'è il ritardo sia occuparsi della riabilitazione. Non esiti a contattare.


Gentile Signora, Per affrontare il ritardo di suo figlio e valutare il miglior percorso di intervento, potrebbe essere utile consultare uno psicologo o un neuropsichiatra infantile specializzato. La psicoterapia breve strategica potrebbe essere un’opzione efficace per supportare suo figlio e la sua famiglia nel migliorare la qualità della vita e affrontare le sfide quotidiane. Resto a disposizione per ulteriori informazioni. Cari saluti, Dr. Michele Scala


Buonasera, la gestione del ritardo cognitivo è multidisciplinare e riguarda in primis il neuropsicologo, figura cardine in quanto necessaria per valutare la gravità del ritardo, l'impatto sulla quotidianità del soggetto e per progettare percorsi di riabilitazione cognitiva. Importante è anche la figura del neurologo e dello psichiatra per valutare eventuali trattamenti farmacologici da associare alla terapia comportamentale per gestire disturbi di ansia/depressione e/o comportamentali associati. Cito per ultimi, ma non per importanza, l'educatore professionale, l'assistenze sociale e il terapista occupazionale. Saluti


Gentile, Quali sono le vostre esigenze? Nella sua richiesta non ha chiarito le necessità e i bisogni del caso con informazioni generiche. Comprendere il motivo può aiutare ad indirizzare in maniera più puntuale verso il professionista ad hoc. Inoltre il ritardo è stato certificato oppure no? Vi consiglio primariamente di rivolgervi ad un professionista nel campo della Neuropsicologica che possa seguirvi nell'iter valutativo e di intervento. Resto a disposizione, anche online. Un caro saluto Dott.ssa Arianna Forcelli


Buongiorno, il medico di base è il prino punto di riferimento, poi può contattare la Neuropsichiatria per adulti, o il Servizio di Psichiatria / Salute Mentale della sua ASL di zona. Per una presa in carico più quotidiana invece centri diurni, comunità, percorsi formativi o lavorativi.


Buongiorno, Se sospetta che suo figlio stia sperimentando difficoltà cognitive, potrebbe pensare di proporgli di consultare uno psicologo specializzato nella valutazione e trattamento dei disturbi cognitivi, al fine di valutare eventuali difficoltà e poter avviare un percorso psicologico, al fine di migliorare il suo benessere psicologico. Rimango a disposizione per ulteriori informazioni. Cordiali saluti, Dott. Alessandro Casalone


Salve, ad uno psicologo o psicoterapeuta specilizzato in neuropsicologia


Salve, dipende dal motivo della richiesta. Se suo figlio ha 26 anni è molto probabile che abbiate già avuto contatti con servizi sanitari, sociali e scolastici in passato. Ma l’età adulta porta con sé nuove sfide, nuovi bisogni e spesso nuove domande, soprattutto sul piano dell’autonomia, della gestione delle emozioni, del benessere psicologico. Per rispondere alla sua domanda ed indirizzarla sarebbe importante comprendere che tipo di supporto cerca e quali sono le autonomie di suo figlio. Qualora dovesse avere bisogno mi scriva privatamente. Cordiali saluti


Buongiorno, le consiglio di rivolgersi ad un neuropsicologo e ad un professionista, quale psicologo o pedagogista, che possa aiutarla nella definizione degli interventi necessari. Le auguro una buona giornata

Dott.ssa Camilla Negri

Dott.ssa Camilla Negri

psicologo

San Nicolò a Trebbia

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Salve, per rispondere in maniera appropriata dovrei avere più informazioni da parte sua. Innanzitutto bisognerebbe capire la gravità del ritardo, per scoprirlo sono necessari delle valutazioni attraverso strumenti diagnostici appropriati. Una volta stabilite le caratteristiche del ritardo, si va ad indagare le potenzialità del ragazzo e partire da esse per poter fronteggiare delle aree di difficoltà. Se vuole darmi altre info, sarò ben disponibile a risponderle in maniera più specifica. Saluti Dott.ssa Baglieri Mery


Salve, per un giovane adulto con ritardo cognitivo il riferimento migliore è un centro di neuropsichiatria per adulti o un servizio di salute mentale territoriale, dove può essere effettuata una valutazione completa delle abilità cognitive, comportamentali e funzionali. In base ai risultati, il team può proporre un piano personalizzato di supporto, che includa psicologo, neuropsicologo, educatore o terapista occupazionale, per favorire autonomia, gestione emotiva e qualità della vita. Saluti


Salve dovrebbe far si che suo figlio si rivolga ad uno specialista uno Psichiatra che faccia una visita ed mandi in approfondimento ad un collega Psicologo, o rivolgersi direttamente ad uno Psicologo che somministra test intellettivi per poter quantificare il ritardo e le difficoltà connesse.


Buonasera, la risposta dipende molto dal tipo di intervento o di aiuto che sta cercando per suo figlio. Se il ritardo è già certificato e desidera che venga seguito sul piano cognitivo, ad esempio per potenziare alcune abilità, può rivolgersi a un neuropsicologo, che si occupa proprio di percorsi di stimolazione e potenziamento. Se invece è necessario aggiornare o ottenere una nuova certificazione, il primo passo è rivolgersi al medico di famiglia, che potrà fare una richiesta di visita specialistica per avviare le valutazioni necessarie. Esistono diversi servizi attivabili, sia sanitari che sociali, ma la scelta dipende dalle difficoltà specifiche di suo figlio e dal tipo di supporto che desidera richiedere.

Dott.ssa Sara Capone

Dott.ssa Sara Capone

psicologo clinico

Ravenna

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Le suggerirei di rivolgersi a un neuropsicologo con esperienza nella valutazione e nel trattamento della disabilità intellettiva (se è questo che intende con il termine ritardo). Una valutazione neuropsicologica completa permetterebbe di chiarire il profilo del funzionamento di suo figlio, distinguendo tra il livello intellettivo e le specifiche abilità cognitive coinvolte (attenzione, memoria, funzioni esecutive, linguaggio). Questo passaggio è fondamentale per comprendere quali risorse sono già presenti, quali possono essere potenziate e quale percorso di supporto risulterebbe più indicato in termini di autonomia, gestione quotidiana e qualità di vita.


Buongiorno Gentile Utente, per aiutare al meglio Suo figlio può rivolgersi in primis al Medico di Medicina Generale in modo da poterVi indirizzare nel Centro che si occupa di queste difficoltà della Vs zona per poter fare il percorso più adatto alle esigenze di Suo figlio. Cordialità, Dr.ssa Irene Testa


Buongiorno, quando dice “ha un ritardo” bisognerebbe capire meglio in che senso: si riferisce a un ritardo cognitivo già diagnosticato, a difficoltà nelle autonomie quotidiane, nel linguaggio, nelle relazioni, nel comportamento o ad altro? La risposta cambia molto in base alla situazione. In generale, per una presa in carico clinica e riabilitativa è utile rivolgersi alla ASL e ai servizi territoriali competenti, così da valutare eventuali percorsi diagnostici, terapeutici, riabilitativi o assistenziali. Accanto a questo, può essere molto utile anche un percorso di supporto per i familiari, ad esempio con psicoterapeuti che si occupano di parent training, per aiutare i genitori a comprendere meglio il funzionamento del figlio, gestire le difficoltà quotidiane e individuare strategie educative e relazionali più efficaci. Di questo tipo di lavoro mi occupo anch’io. Il primo passo, comunque, sarebbe chiarire meglio che tipo di “ritardo” intende e se suo figlio ha già una diagnosi o una presa in carico attiva.

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