salvi. mio figlio ha 18 anni ha un ritardo intellettivo lieve con compromissione comportamentale e d

16 risposte
salvi. mio figlio ha 18 anni ha un ritardo intellettivo lieve con compromissione comportamentale e disturbo d ansia generalizzato.e ha crisi epilettiche in trattamento farmacologico in quadro polimicrogiria frontale bilaterale. si agita moltissimo e non riesce a controllare la sua rabia e si fa del male a se stesso e delle volte anche a noi .e la mia paura e quella che va a peggiorare.a che posso rivolgermi per aiutarlo a controllare la sua rabbia e l ansia, e come devo comportarmi quando ha questi disturbi grazie. aspetto una vostra risposta
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova

Salve,

Considerata la complessità della situazione di suo figlio, le consiglio di avvalersi di una terapia psicologica breve strategica, che può essere molto efficace nel gestire ansia e comportamento impulsivo. Questo tipo di terapia offre strumenti pratici per affrontare e modificare comportamenti disfunzionali e migliorare il controllo delle emozioni. È importante anche collaborare con uno specialista in psicologia infantile o adolescenziale che possa lavorare specificamente con i giovani con ritardo intellettivo e disturbi comportamentali.

Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
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Dott.ssa Francesca Chiara Ignoni
Psicologo clinico, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Mesagne
Buonasera Gentile Signora, è dura ..... un genitore ha, nei suoi pensieri quotidiani, la preoccupazione, oltre che dell'oggi, del dopo,
il bisogno di sapere che i nostri figli sono e saranno al sicuro, anche dopo di noi.
Più che un consiglio professionale, voglio comunicarle la mia ammirazione verso un'accudimento complicato ma che, sono certa, restituisce un'amore infinito.
Grazie per il suo impegno nel provare a trovare tutti i giorni la migliore soluzione verso suo figlio.
Francesca Chiara Ignoni
Dott.ssa Giulia Zucchini
Psicologo, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Trieste
Salve, mi spiace per la situazione che sta vivendo, non deve essere facile.
In questi casi io consiglierei di affidarsi alla ASL del suo distretto, per far partire tutto l'iter che permetterà a a lei e suo figlio di essere seguiti da una equipe multidisciplinare, lo può fare anche da privata ma le spese sarebbero cospicue e la comunicazione tra colleghi spesso non è buona come ci si auspica. perciò riferendosi alla sia ASL; al suo CSM o al suo Consultorio per capire bene come poter supportare suo figlio. Spero le cose diventino più semplici. un caro abbraccio.
Dott.ssa Camilla Persico
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Carrara
Buongiorno,

Capisco quanto sia difficile e preoccupante la situazione di suo figlio, soprattutto considerando la complessità della sua condizione. La polimicrogiria frontale bilaterale, unita al ritardo intellettivo e al disturbo d'ansia generalizzato, rende particolarmente complicata la gestione delle sue emozioni e dei comportamenti, specialmente durante gli episodi di rabbia e agitazione.

Ci sono diversi approcci che potrebbero aiutarvi. Innanzitutto, sarebbe importante continuare a collaborare con un neuropsichiatra infantile o un neurologo per monitorare la terapia farmacologica che sta seguendo. Potrebbe essere necessario rivedere i farmaci o aggiustarne le dosi per migliorare la gestione delle crisi epilettiche e dell’ansia.

Oltre al supporto medico, potrebbe essere utile affiancare un intervento terapeutico, magari con un terapeuta specializzato in disturbi comportamentali e disabilità intellettiva, per insegnare a suo figlio tecniche per gestire meglio la rabbia e l'ansia, sviluppando strumenti di autoregolazione emotiva.

In parallelo, ci sono anche terapie basate sull'integrazione sensoriale, che potrebbero aiutare suo figlio a gestire meglio gli stimoli ambientali che contribuiscono alla sua agitazione. Un terapista occupazionale specializzato in questo approccio potrebbe lavorare con lui per ridurre i momenti di ansia intensa.

Infine, è essenziale che anche voi come famiglia riceviate supporto. Conoscere tecniche di gestione della rabbia e di de-escalation può aiutarvi a intervenire durante le crisi in modo sicuro ed efficace, sia per proteggere lui che voi stessi.

Quando si trova in uno stato di rabbia o ansia forte, provate a mantenere la calma. So che è molto difficile, ma il vostro atteggiamento tranquillo può aiutarlo a non agitarsi ulteriormente, inoltre, cercate di creare un ambiente sicuro, allontanando oggetti che potrebbero essere pericolosi. In alcuni casi, distrarre suo figlio con qualcosa che gli è familiare o che gli piace può ridurre l'intensità dell'episodio.

Stabilire una routine prevedibile e regolare può inoltre aiutarlo a sentirsi più sicuro e ridurre alcuni dei momenti di agitazione.

Potrebbe essere utile rivolgersi a un centro di neuropsichiatria infantile o a un servizio territoriale per ricevere assistenza su misura. Ci sono anche associazioni che supportano le famiglie di persone con disabilità intellettiva e che potrebbero offrirvi sostegno e consigli utili.

Resto a disposizione per ulteriori domande o se desidera maggiori informazioni.

Un caro saluto,
Dott.ssa Camilla Persico
Dott.ssa Eugenia Magnani
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Cesena
Salve. Immagino possa diventare molto difficile affrontare queste difficoltà quando si presentano, in particolare quando sono coinvolti diversi aspetti neuropsicologici, comportamentali ed emotivi che hanno implicazioni sulla salute di suo figlio e quella di chi lo circonda. In questo caso potrebbe essere utile cercare interventi che tengano conto di queste condizioni che ha descritto e che pongano l’attenzione sia su di lui, sia sulle persone che lo sostengono e lo aiutano, in casa e nell’ambiente esterno. Sono diverse le figure professionali che potrebbero fornirvi aiuto, come neurologi, neuropsicologi, psicoterapeuti, educatori domiciliari e terapisti occupazionali. Non so quale sia la vostra esperienza pregressa ma in situazioni come questa è importante che i professionisti coinvolti facciano rete e collaborino al fine di garantire un approccio individualizzato e multidisciplinare. Per quanto riguarda la domanda su come comportarsi in famiglia, avviare un percorso psicologico adeguatamente adattato ed approfondire insieme le situazioni da fronteggiare, potrebbe aiutare sia suo figlio che voi a riconoscere, prevenire e affrontare le situazioni in cui insorge questa agitazione.

Spero nel tempo possiate trovare soluzioni adatte a voi.
Un caro saluto, dott.ssa Eugenia Magnani
Dott.ssa Laura Manzini
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Magenta
Gentile Signora,
La situazione descritta riguarda un quadro complesso che richiede un approccio multidisciplinare. Credo che suo figlio sia già in cura da un neurologo per le crisi epilettiche. Ma, per affrontare i problemi comportamentali come l’aggressività, l’autolesionismo e l’ansia, è fondamentale un intervento integrato che comprenda diversi aspetti, tra cui:
- Approccio neuropsicologico: una valutazione neuropsicologica aiuta a identificare le difficoltà cognitive e comportamentali specifiche e a definire un programma terapeutico personalizzato per migliorare l’autoregolazione;
- Trattamento psicoterapeutico. Nel Suo caso potrebbe valere la pena rivolgersi ad uno psicoterapeuta neuropsicologo che abbia anche la conoscenza delle possibili compromissioni comportamentali e del lieve ritardo da lei descritto. Il lavoro potrebbe essere orientato verso l'implementazione della gestione delle emozioni, la riduzione dell’ansia ed il miglioramento dell’autocontrollo;
- Supporto farmacologico: è possibile valutare l'introduzione di altri farmaci specifici per ridurre l’aggressività e l’ansia possono essere utili, ma devono essere prescritti e monitorati da uno psichiatra o neurologo con esperienza con le disabilità;
- Supporto familiare: è importante che anche i familiari ricevano supporto psicologico, partecipando a sedute familiari o consulenze individuali, per imparare a gestire lo stress e le difficoltà quotidiane.

Durante le crisi, il consiglio è di mantenere la calma, usare tecniche di de-escalation e garantire un ambiente sicuro. Il monitoraggio e l’adattamento dei trattamenti per le crisi epilettiche sono fondamentali, quindi è importante continuare a seguire il Suo figlio con il neuropsichiatra/neurologo.

Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti, Laura Manzini
Dott.ssa Valentina Tramacere
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Treviso
Buongiorno, la situazione di suo figlio è complessa e richiede un approccio multidisciplinare, ovvero un intervento che coinvolga più professionisti. È positivo che lei stia cercando aiuto per supportarlo nella gestione della rabbia, dell’ansia e dei comportamenti auto- o etero-aggressivi.
Le consiglio di rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta specializzato, un professionista esperto in disabilità intellettiva e disturbi comportamentali, che può aiutare a identificare strategie per gestire le emozioni e promuovere comportamenti alternativi. Inoltre, un terapista occupazionale può essere utile per sviluppare tecniche volte a migliorare il controllo degli impulsi e ridurre l’agitazione attraverso attività strutturate e personalizzate.
Affidarsi a un team di professionisti le permetterà di ricevere un piano di intervento personalizzato per migliorare la qualità di vita di suo figlio e della sua famiglia. Non è sola in questo percorso: chiedere aiuto è il primo passo per costruire un ambiente più sereno e sicuro.
Dott.ssa Maria Celeste Schifano
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Castro
Salve, a mio parere sarebbe utile intervenire principalmente sul disturbo d'ansia in quanto potrebbe essere proprio quest'ultimo a causare gli scatti d'ira. Se suo figlio non è seguito da nessuno dovrebbe esserlo, soprattutto per capire e imparare a gestire le sue emozioni e i suoi comportamenti. Inoltre, sarebbe importante un consulto di parent training anche per voi genitori in modo tale che sappiate rispondere al meglio alle situazioni più complicate imparando anche ad anticiparle ed evitarle.
Rimango a disposizione!
Dr. Francesco Rizzo
Psicoterapeuta, Psicologo, Neuropsicologo
Busto Arsizio
Salve, sicuramente per quanto riguarda l'aspetto farmacologico andrebbe seguito da un medico psichiatra. Per quanto riguarda l'aspetto di gestione della rabbia e dell'ansia, sarebbe opportuno un intervento di natura psicologica, facendolo seguire da uno psicoterapeuta. Questo lo aiuterebbe sicuramente gestire meglio quest'emozioni, portando conforto anche a voi in famiglia. Spero di aver risposto alla sua domanda.
Dott.ssa Mirea Colantuono
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Marano di Napoli
Salve, dovrebbe rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta per valutare una terapia o altro trattamento.
Quando vi è una diagnosi di questo tipo con compromissione comportamentale è fondamentale la psicoeducazione e la terapia comportamentale.
Un caro saluto,
Dott.ssa Colantuono
Dott.ssa Giulia Castiglieri
Psicologo, Psicologo clinico
Cermenate
Buonasera, le conisglio di far riferimento a figure come neuropsichiatra infantile o psichiatra dell’età evolutiva. Oppure anche a uno psicoterapeuta specializzato nei disturbi del neurosviluppo.
Rispetto a come potrebbe comportarsi lei le posso fornire alcuni consigli come mantenere la calma, cercare di garantire un ambiente sicuro e provare poi in un momento di calma ad accogliere le sue dinamiche emotive a riguardo.
Dott.ssa Laura Celestini
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Roma
Gentile mamma,

grazie per aver condiviso con sincerità e coraggio la vostra storia. Le difficoltà che sta vivendo suo figlio, e che state affrontando come famiglia, sono complesse e toccano molti aspetti della vita quotidiana: la gestione della rabbia, l’ansia, il dolore emotivo che a volte può diventare troppo difficile da contenere, portando ad agiti aggressivi.
È necessario intervenire in modo integrato e personalizzato, ovvero considerare il piano emotivo, comportamentale, relazionale e neurologico, attraverso una rete di professionisti che collaborano tra loro. Attiverei prima il servizio pubblico e poi mi muoverei, dove necessario, privatamente.
Qualora dovesse avere necessità può contattarmi per ulteriori informazioni.
Dott.ssa Camilla Negri
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
San Nicolò a Trebbia
Buongiorno, capisco la sua preoccupazione poiché vedere un figlio in difficoltà e non sapere come aiutarlo non è facile. Credo che suo figlio necessiti di un esperto che tratti disabilità e comportamenti problema, così che possa comprendere la funzione del suo comportamento ed agire sulle cause e conseguenze. Ciò che potrebbe fare Lei intanto è mostrargli comprensione e rassicurarlo nei momenti di rabbia, provi a parlargli e chiedere cosa lo faccia arrabbiare. Gli proponga delle alternative al suo modo di manifestare rabbia: ad esempio "non farti del male, prova a spiegarmi cosa ti fa arrabbiare e pensiamo insieme ad un modo per affrontare questo momento". Spero di esserle stata di aiuto, buona giornata
Dott.ssa Carlotta Volpi
Psicoterapeuta, Psicologo, Neuropsicologo
Modena
Buongiorno, essendo la situazione di suo figlio complessa da gestire, le suggerisco di rivolgersi a uno psicologo che si occupa di minori e sostegno alla genitorialità, per dare uno spazio ai suoi vissuti e trovare delle strategie efficaci nelle interazioni con suo figlio.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Carlotta Volpi
Salve Signora, comprendo benissimo la sua preoccupazione. La rabbia è un emozione che va accolta elaborata e trasmutata in maniera funzionale e adattiva. Per fare questo le consiglio di consultare uno Psicologo che possa al meglio accogliere le difficoltà emotive che attualmente suo figlio sta vivendo. Tale intervento allieverà anche le sue preoccupazioni assolutamente comprensibili.
Distinti Saluti
Dott.ssa Baglieri Mery
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Salve,
comprendo bene la sua preoccupazione: la situazione che descrive richiede un supporto integrato, poiché la presenza di ritardo intellettivo lieve, disturbo d’ansia ed epilessia può rendere la gestione emotiva e comportamentale più complessa. Le difficoltà nel controllo della rabbia e l’autolesionismo sono segnali di disagio che meritano un intervento specifico.

È importante che si rivolga a un centro di neuropsichiatria infantile o dell’età evolutiva (NPIA) — anche se suo figlio ha 18 anni, spesso questi servizi seguono fino ai 21 — o, in alternativa, a un centro di salute mentale per giovani adulti. Lì potrà essere presa in carico una valutazione multidisciplinare (neuropsichiatra, psicologo, terapista comportamentale) per definire un piano personalizzato.

Nel momento delle crisi, cerchi di mantenere la calma, evitare il contatto fisico diretto se c’è rischio di aggressività, e ridurre gli stimoli ambientali (rumore, luci, persone). Quando la crisi si riduce, può aiutarlo a esprimere ciò che sente con parole semplici o attività di rilassamento.

Un percorso di psicoeducazione familiare e training di regolazione emotiva può essere molto utile anche per lei, per gestire i momenti critici con maggiore sicurezza.

Saluti

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