Buongiorno, il mio compagno 65enne mostra che qualsiasi cosa da dire o fare ci mette piu tempo di al

32 risposte
Buongiorno, il mio compagno 65enne mostra che qualsiasi cosa da dire o fare ci mette piu tempo di altre persone e qualche volta deve essere spronato per fare qualche cosa del tipo “ cambiare l’acqua al gatto “ rispondendomi che lo ha dimenticato! Quando deve fare qualche cosa anche semplice o banale non osserva come deve eseguirlo e sbaglia molto spesso, a volte quando parliamo sembra non ascoltare realmente e di conseguenza dice cose la quale ti fa pensare se ha problemi oppure non è realmente interessato e quindi le persone lo giudicano come se fosse solo al 70% così non riesce a comunicare o partecipare a discorsi con altre persone! Da piu di 1 anno viene seguito da uno psicologo ma non vedo miglioramenti e vive sempre nel suo mondo! Per piu di 30 anni ha lavorato in una banca come fattorino tramite computer ma senza un’ incarco di responsabilità, attualmente si trova in pre-pensione e a partire da settembre 2024 riceverà la pensione totale! Purtroppo anche se gli chiedi qualcosa quasi sempre risponde dicendo “ e si ma no e ma e no e si “ infine il suo interessamento per sentirsi bene guarda di continuo e tutto ii giorno la tv oppure le notizie sul cellulare addormentandosi sia di giorno che durante la notte rifugiandosi nel suo mondo senza interessi per la vita e per se stesso! Che ne pensate?
Dott. Roberto Marchetti
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Roma
Buongiorno, grazie per la sua domanda. Il suo compagno vista la sintomatologia riportata avrebbe bisogno di eseguire dei test per escludere un disturbo cognitivo e/o patologie neurologiche anche con il consulto di un neurologo.
La invito a prenotare un consulto anche on line, un cordiale saluto dott. Roberto Marchetti
Prenota subito una visita online: Consulenza psicologica - 49 €
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Chiara Bono
Psicologo, Psicologo clinico
Rovato
Gentile utente, dalla situazione che descrive il suo compagno avrebbe bisogno di verificare se i suoi sintomi sono dovuti ad una causa neurobiologica.
Le consiglio di effettuare una valutazione neuropsicologica poiché a volte nel nostro cervello succedono cose di cui non ci rendiamo conto, ma che possono avere degli effetti comportamentali.
La invito anche a prenotare un consulto con un neurologo.
Cordiali saluti, dott.ssa Chiara Bono
Dott.ssa Minerva Medina-Diaz
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno. Le consiglio di parlare insieme al suo compagno con la psicologa che segue lui, e che quindi lo conosce, per capire meglio la natura di questi comportamenti. Dalla sua descrizione potrebbero essere dovuti a cause molto diverse. È meglio non creare allarmismo.
Dott.ssa Aisha Battelini
Psicologo, Psicologo clinico
Rovereto
Gentile utente,
mi dispiace per la sua situazione. L'unico consiglio che posso darle è quello di parlare delle sue osservazioni e preoccupazioni con il suo compagno ed in caso anche con la psicologa che lo segue. Potrebbe essere importante anche eseguire qualche test neurocognitivo o diagnostico per poter escludere delle difficoltà di diverso tipo.
Con i miei migliori auguri,
Dott.ssa Aisha Battelini
Dott.ssa Francesca Rodondi
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Gentilissima, accogliere il vissuto che emerge dalle sue parole, con l'aiuto eventualmente di un professionista, può essere un primo passo per affrontare ciò che la preoccupa e per poter successivamente entrare in contatto con ciò che la fa stare bene, ritagliandosi degli spazi per nutrire se stessa indipendentemente dall'altro. Un confronto con il suo compagno, ed eventualmente in accordo con lui, con lo psicologo che lo segue può essere altresì molto utile. un caro saluto.
Dr. Marco Cenci
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
Innanzitutto andrebbero escluse cause organiche (es neurologiche) tramite esami specifici. Successivamente le consiglio di confrontarsi col suo compagno e di fargli presente la sua preoccupazione. Un dialogo aperto e sincero potrebbe aiutare entrambi.
Dott. Marco Cenci
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
Prenota subito una visita online: Consulenza psicologica - 30 €
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Dott.ssa Aida Faraone
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Palermo
Buongiorno,
mi spiace ma la sua descrizione non è molto chiara e credo sia utile parlare prima con un medico specialista per una indagine neurobiologica e contestualmente parlare con il suo compagno rispetto alle sue preoccupazioni.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Credo innanzitutto che sia importante che voi possiate instaurare un dialogo schietto e sincero mediante il quale poter condividere pensieri e vissuti emotivi circa la situazione da lei riportata al fine di trovare soluzioni che possano soddisfare le esigenze di tutti. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Maria Eugenia Michel
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Cara utente, quello che racconta potrebbe avere diversi origini. Si dovrebbe escludere un problema fisico, mentale o neurologico. Nel frattempo potrebbe condividere con lui le sue preoccupazioni e come si sente, creare spazi dove fatte attività insieme, cercando di affrontare questo passaggio alla futura pensione.
Dott.ssa Chiara Lagi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentilissima,
le sue preoccupazioni sono motivate dalla condizione di salute del suo compagno e dalla relazione affettiva che insieme avete costruito. Le suggerisco di parlarne con lui e con lo psicologo che lo segue e lo conosce da tempo. Il professionista avrebbe così l'opportunita' di valutare la necessità di un approfondimento diagnostico per il suo compagno alla luce delle evidenze comportmentali da lei segnalate. Il confronto tra voi, inoltre, potrebbe favorire l'emergere di risposte utili a spiegare e a contenere le sue preoccupazioni.
La ringrazio della domanda e la saluto cordialmente.
Dott.ssa Chiara Lagi
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno signora.
L'animo umano è complesso. I comportamenti di cui lei parla riferendosi a suo marito potrebbero avere diversi significati.
Perciò le propongo un colloquio online conoscitivo per approfondire aspetti che possono aggiungere informazioni importanti per orientarci meglio di fronte al problema che lei pone.
Dott.ssa Martina Santillo
Psicologo, Psicologo clinico
Samarate
Gentile utente, le consiglio prima di tutto di condividere le sue preoccupazioni con il suo compagno e poi di consultare il vostro medico di riferimento. Questo, infatti, conoscendo il suo compagno, saprà indirizzarvi al meglio per eventuali accertamenti. Potrebbe essere consigliata anche una valutazione neuropsicologica in modo da poter individuare o escludere un disturbo ed eventualmente intraprendere un percorso di riabilitazione cognitiva.
Saluti
Dott.ssa Valeria Filippi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
San Donato Milanese
Gentile utente,
le consiglio di condividere le sue preoccupazioni con il vostro medico di riferimento e di valutare con lui una visita neurologica con approfondimento neuropsicologico per valutare la possibile origine organica delle difficoltà del suo compagno.
Cordialmente
Dott.ssa Valeria Filippi
Dott.ssa Arianna Corotti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Salve, credo che dopo aver escluso cause organiche, il suo compagno dovrebbe seguire un percorso che escluda anche le cause depressive molto frequenti alla sua età. Lei può aiutarlo ma la motivazione deve partire da lui.. Cordialmente Arianna Corotti
Dr. Marco Casella
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Buonasera. Dalle informazioni che ci fornisce qui potrebbe trattarsi di diverse cose. Potrebbe stare vivendo i prodromi di una patologia neurodegenerativa o di una schizofrenia (anche se alla sua età opterei più per la prima), oppure manifestare un inizio di depressione. Sarebbe opportuno fare una visita neurologica e, nel caso in cui dali non emergesse nulla, rivolgersi ad uno psicoterapeuta / psichiatra.
Cordiali saluti, Marco Casella.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,
credo che la situazione da lei descritta sia fonte di malessere anche per lei.
Lei è portatrice di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate.
Ne parli con il suo compagno e si apra anche lei alla possibilità di poter esser sostenuta visto il momento delicato per la coppia.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Sara Lezzi
Psicologo, Psicologo clinico
Pescara
Buongiorno, da quanto scrive emerge chiaramente il disagio che sta affrontando in una situazione così delicata. I sintomi che descrive non andrebbero sottovalutati, sarebbe importante eseguire un'approfondita valutazione neuropsicologica per escludere la presenza di problematiche a livello cognitivo. A questa andrebbe affiancata una visita neurologica per avere un quadro completo della situazione.
Resto a sua disposizione per domande e chiarimenti.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Jessica Guidi
Psicologo, Psicoterapeuta, Analista clinico
Lucca
Buongiorno Gentile Utente,
consiglio di fare degli accertamenti medici per rilevare se possano essere presenti alterazioni organiche e di effettuare test neuropsicologici per analizzare con più accurattezza anche le funzionalità cognitive.
la ringrazio molto le faccio i miei auguri
cortesi saluti
JG
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Da quanto hai descritto, sembra che il tuo compagno possa avere delle difficoltà cognitive o di attenzione che potrebbero essere indagate più approfonditamente da uno specialista, come ad esempio uno psicologo o uno psicoterapeuta. Potrebbe essere utile per lui sottoporsi a una valutazione neuropsicologica per comprendere meglio cosa possa essere alla base di queste difficoltà. È importante anche considerare che potrebbero esserci delle dinamiche relazionali o familiari che influenzano il suo comportamento e il suo atteggiamento verso la vita. In ogni caso, è importante continuare a supportarlo e a cercare aiuto professionale per individuare eventuali soluzioni e migliorie. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione.
Dott. Cordoba
Dr. Alessio Fogliamanzillo
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Casagiove
Buonasera. Il suo compagno mostra sintomi riscontrabili in più patologie, per orientarsi meglio va fatta una diagnosi partendo dalle cause più probabili, che potranno essere valutate da un neuropsicologo, meglio ancora se si unisce una consulenza con il neurologo e con lo psicologo che già lo segue. Può trattarsi di demenza come di un disturbo d'ansia o depressione, od altro ancora (possono appunto confondersi ad una prima analisi)
Dott.ssa Alessia Caviglia
Psicologo, Psicologo clinico
Arenzano
Buongiorno gentile utente. Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Sicuramente si tratta di una situazione meritevole di attenzione, le cause potrebbero essere molteplici. Le consiglierei di iniziare con un confronto con il professionista che già segue il suo compagno, così da poter comunicare in modo efficace le sue preoccupazioni per lui e capire insieme se ci possono essere specifiche motivazioni di fondo. Successivamente le consiglio di contattare un neuropsicologico così da svolgere i test necessari per comprendere quali possano essere le difficoltà.
Dott.ssa Simona Spiezia
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Buongiorno, in questi casi è preferibile sottoporsi a dei test specifici in modo da escludere la presenza di patologie neurologiche. Successivamente rivolgendosi ad un professionista si potrà fare una diagnosi differenziale e comprendere meglio le origini del comportamento del suo compagno. Può essere utile, inoltre, avere un confronto con lo psicologo che ha già in cura il suo compagno.
Cordialmente Dott.ssa Simona Spiezia
Dott.ssa Martina Mazzilli
Psicologo clinico
Bisceglie
Gentile utente, immagino che la situazione non sia facile, anche da un punto di vista emotivo, sia per lei che per il suo compagno. Bisognerebbe valutare il caso con dei test, visite o consulenze più approfondite in quanto le cause potrebbero essere molteplici (cognitive, psicologiche). Rimango a sua completa disposizione per un eventuale colloquio e per ulteriori domande e delucidazioni. Cordiali saluti, Dott.ssa Martina Mazzilli.
Dott.ssa Maria Luisa Piatti
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera, le consiglio di richiedere una valutazione neuropsicologica per escludere che questi sintomi siano riferibili all'esordio di una malattia neurodegenerativa. Cordiali saluti. dott.ssa Maria Luisa Piatti
Dott.ssa Donatella Comasini
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Limbiate
Gentilissima,
quello che potrei consigliare, se ancora non è già stata fatta è una valutazione neurologica / neuropsicologica. Sono a disposizione per eventuali approfondimenti.
Cordialmente

Dott.ssa Donatella Comasini
Dott.ssa Marta Landolina
Psicologo clinico, Psicologo
Gela
Buongiorno,

prima di tutto, voglio esprimerle tutta la mia comprensione per il periodo difficile che sta attraversando con il suo compagno. Le sue preoccupazioni riguardo al comportamento e alla condizione del suo partner sono comprensibili, e mi sembra che lei stia cercando di fare del suo meglio per comprendere e supportarlo in questa fase della sua vita.

Il fatto che il suo compagno mostri segnali di **difficoltà nella concentrazione**, di **apprendimento lento** rispetto a compiti quotidiani, e di **disinteresse per le interazioni sociali**, può essere legato a diversi fattori, alcuni dei quali potrebbero essere fisici, psicologici o relazionali. La sua descrizione delle difficoltà nella comunicazione e nell’esecuzione di compiti semplici potrebbe riflettere un possibile **declino cognitivo** o un quadro di **depressione**, che, a sua volta, potrebbe influire sul suo stato di motivazione, sulle sue capacità di concentrarsi e sulla sua percezione della realtà circostante.

Il fatto che il suo compagno venga seguito da uno psicologo da più di un anno è un passo positivo, ma è possibile che, come accade in molte situazioni, ci voglia più tempo per notare dei cambiamenti concreti, soprattutto se ci sono difficoltà più profonde da affrontare. La sua descrizione di un "ritiro" nel suo mondo personale, in cui si rifugia spesso nella televisione o nelle notizie sul cellulare, potrebbe essere un segnale di **isolamento emotivo** o una forma di **evasione**, che può essere tipica in situazioni di ansia, depressione o difficoltà nel trovare significato o motivazione nella vita quotidiana.

Questi comportamenti potrebbero anche essere il riflesso di un periodo di transizione importante, come quello legato alla pensione, che a volte può causare un senso di **smarrimento** o **frustrazione** per la perdita del ruolo professionale e delle abitudini lavorative. La pensione, infatti, può essere un momento di cambiamento profondo e di riflessione, e per alcune persone questo passaggio può portare a una sensazione di vuoto o di inadeguatezza, che può influire sulla qualità della vita.

Sospetto che il suo compagno stia attraversando una **fase di disagio emotivo**, ma questo non significa che non si possano prendere delle azioni per aiutarlo a migliorare la sua qualità di vita e a sentirsi meglio. Potrebbe essere utile esplorare con lo psicologo un approccio più mirato, considerando anche la possibilità di un’ulteriore valutazione medica per escludere o approfondire altre cause, come un disturbo cognitivo o una condizione di depressione.

Inoltre, potrebbe essere utile anche affrontare insieme la questione delle **abitudini quotidiane** e trovare insieme piccoli obiettivi da raggiungere, magari in modo graduale, per stimolarlo ad avere più interesse e partecipazione nella vita di tutti i giorni. A volte, piccole modifiche nell’ambiente, come cercare di rendere le attività quotidiane più stimolanti o coinvolgenti, possono fare una grande differenza. Se ha difficoltà a mantenere un’interazione sociale o a partecipare a conversazioni, potrebbe anche essere utile proporre attività che favoriscano un tipo di interazione più leggera e piacevole, come guardare un film insieme o fare una passeggiata, senza l’obbligo di impegnarsi in discussioni complesse.

Le consiglio anche di continuare a **comunicare apertamente** con lui, cercando di comprendere meglio come si sente riguardo al suo attuale stato e come potete lavorare insieme per trovare un equilibrio che lo faccia sentire meno "isolato" nel suo mondo. La sua empatia e la sua comprensione sono fondamentali per accompagnarlo in questo percorso, anche se, a volte, può sembrare che le sue risposte e il suo comportamento siano incoerenti o difficili da interpretare.

Mi auguro che lei possa trovare la strada per affrontare questa situazione con serenità e che, attraverso il giusto supporto e con il tempo, suo marito possa ritrovare una maggiore motivazione e una qualità di vita più soddisfacente.

Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti o desidera esplorare ulteriori strategie, sono qui per darle il mio supporto.
Rimango a disposizione per un consulto.

Con affetto e comprensione,
Dott.ssa Marta Landolina
Dott.ssa Mirea Colantuono
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Marano di Napoli
Salve, suo marito ha ricevuto una diagnosi?
Dalla situazione descritta parrebbe o un quadro clinico depressivo o un quadro clinico di tipo neuropsicologico...ha fatto visita neurologica e psichiatrica o test neuropsicologici per verificare che non ci siano segni di demenza senile o simili? io approfondirei. Un caro saluto.
Gentile Signora, i sintomi che elenca - difficoltà di concentrazione, rallentamento cognitivo, problemi di memoria, diminuzione dell'iniziativa, ritiro sociale e perdita di interesse - possono avere diverse origini e richiedono un'analisi multidisciplinare. A 65 anni, è fondamentale escludere innanzitutto cause organiche attraverso una valutazione neurologica e geriatrica completa.
Si potrebbero considerare alcune possibili cause:
- Aspetti neurologici: alcune delle difficoltà cognitive che descrive potrebbero indicare l'inizio di un deterioramento cognitivo lieve o altre condizioni neurologiche che richiedono valutazione specialistica.
- Depressione nell'anziano: molti dei sintomi (apatia, ritiro, perdita di interesse, rallentamento psicomotorio) sono compatibili con una forma depressiva, che nell'anziano si manifesta spesso più come rallentamento e ritiro che come tristezza evidente.
- Disturbi dell'adattamento: il passaggio alla pensione rappresenta una transizione esistenziale importante che può generare crisi identitarie profonde, specialmente in persone che hanno basato la propria identità sul lavoro. il pensionamento rappresenta una delle transizioni più difficili nella vita adulta. Per molti uomini, soprattutto di quella generazione, l'identità lavorativa costituisce una parte centrale del senso di sé. La perdita di questo ruolo può generare sentimenti di inutilità, vuoto esistenziale e perdita di scopo.
Il fatto che abbia lavorato per 30 anni "senza incarichi di responsabilità" potrebbe aver contribuito a sviluppare pattern di passività e dipendenza dalle direttive esterne, rendendo ancora più difficile l'adattamento a una fase di vita che richiede maggiore autogestione.
Il comportamento che descrive - il rifugiarsi nella TV e nelle notizie, l'evitamento delle responsabilità quotidiane, le risposte evasive - sembra configurarsi come una forma di ritiro difensivo dalla realtà. Questo può essere interpretato come un tentativo di evitare il confronto con i cambiamenti della propria condizione e con le ansie legate all'invecchiamento.
Indipendentemente dalla diagnosi, sarà importante lavorare su una riattivazione graduale attraverso attività strutturate e significative.
Non sottovaluti l'impatto che questa situazione ha su di lei. Vivere con una persona che manifesta questi comportamenti può essere emotivamente molto sfidante e può generare sentimenti di frustrazione, solitudine e preoccupazione. È importante che anche lei abbia uno spazio di supporto per elaborare questi vissuti.
La sua osservazione attenta e la preoccupazione che dimostra sono già un contributo importante. Tuttavia, è fondamentale che questa situazione venga affrontata con un approccio professionale integrato che possa offrire risposte più precise e interventi mirati.
Con il supporto adeguato e una diagnosi accurata, molte di queste condizioni possono essere trattate efficacemente, permettendo un miglioramento significativo della qualità di vita sia per lui che per lei.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e supporto.
Cordialmente,
Katya Patrizia Linda Cervio
Dott. Luca  Casassa
Psicologo, Psicologo clinico
Pinerolo
Buongiorno, per il quadro descritto inviterei il paziente a eseguire una valutazione neuropsicologica per riscontrare eventuali tratti di demenza emergenti. Per farlo può rivolgersi al servizio di psicogeriatria della sua ASL di riferimento oppure da un professionista privato competente nell'ambito.

Un caro saluto,

Dott. Luca Casassa-Mont
Dott.ssa Alessandra Antei
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentilissima, data l'età del suo compagno e la situazione descritta io consiglierei di allertare il medico di base in prima battuta per avere un'impegnativa per approfondimento diagnostico neurologico presso strutture come il centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), solo in seguito ad un'attenta valutazione, escluse in caso patologie neurologiche, può contattare un professionista della salute mentale. Spero di essere stata esaustiva e non averla spaventata, ma è molto importante escludere in primis l'aspetto neurologico per poter fornire il supporto necessario a suo marito e migliorare la sua e la vostra qualità di vita. Buona fortuna per tutto, cordialmente. Dott.ssa Alessandra Antei Psicologa Clinica
Dott.ssa Iolanda Mastromonaco
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Morrone del Sannio
Buongiorno,

da ciò che descrive emergono alcuni segnali che meritano un approfondimento più accurato. Le difficoltà nell’attenzione, nella memoria (come dimenticare compiti semplici), nella lentezza esecutiva, nella comunicazione e la tendenza all’isolamento possono avere diverse possibili origini, che non è corretto attribuire automaticamente a un unico fattore.

In alcuni casi possono essere legate a aspetti psicologici (come ansia, depressione, ritiro motivazionale), ma in altre situazioni – soprattutto in età adulta/avanzata – è importante escludere anche eventuali condizioni di tipo neurologico o neurocognitivo (ad esempio un decadimento cognitivo lieve o iniziale).

Il fatto che sia seguito da uno psicologo è positivo, ma se non si osservano miglioramenti dopo un periodo prolungato, è opportuno integrare il percorso con una valutazione più completa e multidisciplinare.

Le consiglierei quindi di procedere con:
– una valutazione neuropsicologica approfondita (test cognitivi specifici su memoria, attenzione, funzioni esecutive);
– un consulto con neurologo o geriatra, per escludere o confermare eventuali condizioni organiche;
– eventualmente una revisione del percorso psicologico in atto, per capire se è adeguato agli attuali bisogni.

Un altro aspetto importante è lo stile di vita: la tendenza a isolarsi, guardare continuamente la TV e dormire molto può sia essere una conseguenza del problema sia contribuire a mantenerlo. In questi casi è utile lavorare anche su una riattivazione graduale (attività, routine, piccoli compiti quotidiani).

In sintesi, più che pensare a una mancanza di interesse o volontà, è importante considerare che potrebbe esserci una difficoltà reale che va compresa meglio attraverso una valutazione specialistica. Intervenire precocemente può fare una grande differenza.

Un caro saluto
Dott.ssa Iolanda Mastromonaco
Psicologa – Sessuologa

Esperti

Maria Cristina Napoli

Maria Cristina Napoli

Psicologo clinico

Palermo

Simona Borlotti

Simona Borlotti

Psicologo clinico

Rovato

Roberta Bianchi

Roberta Bianchi

Logopedista

Cervia

Matteo Solari

Matteo Solari

Psicologo clinico

Genova

Maria Pia Altamura

Maria Pia Altamura

Psicologo clinico

Bologna

Davide De Toffoli

Davide De Toffoli

Psicologo clinico

Godega di Sant'Urbano

Domande correlate

Vuoi inviare una domanda?

I nostri esperti hanno risposto a 26 domande su Ritardo Cognitivo
  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.