Dopo 10 anni di matrimonio mia moglie
Dopo 10 anni di matrimonio mia moglie chiede solo il divorzio, non vuole accettare niente, abbiamo due bimbe di 6 e 3 anni. Dice che non mi ama più, cosa posso fare e come posso gestire questa situazione? Grazie per i vostri consigli.
43 risposte
In questo momento probabilmente la domanda più difficile è proprio quella che pone: “Cosa posso fare?”. Purtroppo non possiamo costringere qualcuno a provare sentimenti che non sente più o ad accettare un percorso che non desidera. Quello su cui può avere un'influenza, però, è il modo in cui affronta questa fase e si prende cura di sé e delle sue bambine. Immagino che in questo momento la tentazione sia quella di cercare subito una soluzione o qualcosa che possa cambiare la situazione. Tuttavia, quando ci si trova davanti a una rottura così dolorosa, può essere più utile concedersi il tempo di comprendere ciò che sta accadendo, dare un nome alle emozioni che si stanno vivendo e capire quali risorse personali e familiari possono aiutare ad attraversare questa fase nel modo più equilibrato possibile.
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Carissimo, la ringrazio per aver condiviso una situazione così dolorosa e complessa. Quando una persona che abbiamo amato per molti anni comunica la volontà di separarsi e afferma di non provare più gli stessi sentimenti, è naturale sentirsi smarriti, impotenti e attraversare emozioni intense come tristezza, rabbia, paura o confusione. Tutto questo può essere ancora più difficile quando sono coinvolti dei figli, perché oltre alla sofferenza personale si aggiunge la preoccupazione per il loro benessere e per il futuro della famiglia. Comprendo il suo desiderio di trovare una soluzione e di capire cosa fare. In questi momenti, tuttavia, è spesso importante distinguere ciò che è sotto il nostro controllo da ciò che non lo è. Non possiamo obbligare l'altra persona a provare determinati sentimenti o a prendere decisioni diverse, ma possiamo scegliere come affrontare questa fase e come prenderci cura di noi stessi e della relazione genitoriale. a Potrebbe essere utile cercare uno spazio di confronto che le permetta di elaborare ciò che sta accadendo, comprendere meglio le emozioni che sta vivendo e individuare le strategie più adeguate per affrontare questo passaggio delicato. In alcuni casi, quando entrambi i partner sono disponibili, può essere utile anche un percorso di coppia finalizzato a favorire il dialogo e a comprendere più chiaramente i bisogni e le posizioni reciproche. In altri casi, invece, un percorso individuale può aiutare a gestire il dolore della separazione e a ritrovare gradualmente equilibrio e direzione. Considerata la complessità della situazione e la presenza delle sue bambine, credo che un supporto psicologico potrebbe offrirle uno spazio protetto in cui affrontare questo momento con maggiore consapevolezza e serenità. Se lo desidera, possiamo approfondire insieme la sua situazione in un colloquio , valutando quale tipo di percorso possa essere più utile per lei in questa fase della sua vita. Le auguro di trovare le risorse necessarie per attraversare questo momento difficile e le invio un caro saluto Dott.ssa Ilaria Redivo
Buongiorno, la situazione che sta vivendo è comprensibilmente molto dolorosa. Quando, dopo molti anni di matrimonio e con dei figli coinvolti, uno dei partner comunica di non provare più sentimenti e di volere il divorzio, è naturale sentirsi smarriti, impotenti e cercare una soluzione immediata. Se sua moglie appare molto determinata e non è disponibile a un confronto o a un percorso di coppia, purtroppo non è possibile costringerla a cambiare idea. In questi casi può essere utile concentrarsi su ciò che è ancora sotto il suo controllo: il modo in cui affronta emotivamente questa fase e il rapporto con le sue figlie. Le consiglierei di concedersi il tempo necessario per elaborare quanto sta accadendo, evitando decisioni impulsive dettate dalla rabbia o dalla paura. Mantenere una comunicazione il più possibile rispettosa e collaborativa può favorire una gestione più serena della separazione, soprattutto nell'interesse delle bambine. Un percorso di psicoterapia individuale potrebbe rappresentare un aiuto importante per affrontare il dolore della perdita, comprendere meglio ciò che sta vivendo, gestire ansia, tristezza e senso di fallimento e trovare nuove risorse personali per ripartire. In alcuni casi, quando entrambi i partner lo desiderano, può essere utile anche una consulenza di coppia; tuttavia è necessario che vi sia una disponibilità reciproca. Oltre al sostegno psicologico, cerchi di non isolarsi: mantenere i contatti con familiari, amici e persone di fiducia può essere un supporto prezioso in un momento così delicato. Anche se oggi può sembrare difficile immaginarlo, molte persone riescono, con il tempo e con il giusto supporto, a ritrovare un equilibrio personale e familiare dopo una separazione. Un cordiale saluto. Dott. Michele Scala – Psicologo e Psicoterapeuta
È del tutto comprensibile provare un senso di vuoto o di disorientamento di fronte a tutto questo. Forse è il caso di iniziare a "spacchettare" gli avvenimenti, le comunicazioni e le emozioni, in modo tale da prendere più consapevolezza di quello che sta accadendo. In questi momenti chiedere aiuto può essere risolutivo
Buongiorno, comprendo quanto possa essere doloroso sentirsi dire, dopo dieci anni di matrimonio e con due figlie piccole, che la persona amata non prova più gli stessi sentimenti e desidera separarsi. In una situazione come questa è naturale cercare qualcosa da fare per cambiare le cose. Tuttavia, se sua moglie le sta comunicando in modo chiaro di non voler proseguire la relazione, il primo passo potrebbe essere provare ad ascoltare e comprendere la sua posizione, anche se questo oggi le appare molto difficile. Se entrambi lo desideraste, una terapia di coppia potrebbe rappresentare uno spazio utile per confrontarvi in modo più costruttivo, comprendere cosa sia accaduto nel tempo alla relazione e valutare se esistano ancora le condizioni per un riavvicinamento. Tuttavia, una terapia di coppia può funzionare solo se vi è una disponibilità reciproca a parteciparvi. Al di là della scelta di sua moglie, credo che in questo momento potrebbe esserle particolarmente utile un percorso psicologico individuale. Non necessariamente per recuperare il rapporto, ma per affrontare il dolore, la paura, il senso di perdita e l'incertezza che una separazione può generare. Un percorso personale può aiutarla a comprendere meglio ciò che è accaduto nella relazione, a riconoscere i propri bisogni e le proprie emozioni e, soprattutto, a trovare modalità più efficaci per attraversare questa fase senza esserne travolto. Inoltre, essendo presenti due bambine, sarà importante che le difficoltà della coppia vengano gestite nel modo più possibile rispettoso e collaborativo, affinché possano continuare a sentirsi al sicuro e protette anche all'interno di un cambiamento così significativo. Le auguro di non affrontare questo momento da solo e di concedersi il supporto necessario per attraversarlo. Resto a disposizione. Un saluto, Dott.ssa Ginevra Pardi
Salve, immagino quanto questo momento possa essere doloroso e destabilizzante per lei, soprattutto dopo tanti anni di relazione e con due bambine piccole coinvolte. Quando una persona comunica di non provare più gli stessi sentimenti, spesso si attiva un forte bisogno di trovare subito una soluzione o di “far cambiare idea” all’altro, ma è importante anche riconoscere che dietro una decisione così netta possono esserci vissuti maturati nel tempo. In questa fase credo sia fondamentale cercare, per quanto possibile, di non agire soltanto sotto la spinta della paura o della disperazione. Più che convincere sua moglie a restare, potrebbe essere utile provare ad aprire uno spazio di dialogo autentico, orientato a comprendere cosa sia accaduto nella relazione e quali bisogni o sofferenze abbiano portato a questa distanza emotiva. Allo stesso tempo, è importante che lei si prenda cura anche del proprio equilibrio emotivo. Una separazione non coinvolge solo la coppia, ma ridefinisce identità, abitudini, ruolo genitoriale e prospettive future. In presenza di figli piccoli, inoltre, diventa centrale riuscire a proteggere il più possibile il loro benessere, mantenendo un clima relazionale rispettoso anche nella difficoltà. Potrebbe esserle utile avere uno spazio psicologico individuale o, se entrambi foste disponibili, anche un confronto di coppia, non necessariamente per “salvare” il matrimonio a tutti i costi, ma per affrontare questo passaggio in modo più consapevole e meno distruttivo per tutti. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Gentile utente, La comunicazione della fine di un matrimonio, specialmente dopo un legame lungo dieci anni e con la presenza di figlie in tenera età, rappresenta uno degli eventi più destabilizzanti e dolorosi all'interno del ciclo di vita di una persona e di una famiglia. L'impatto emotivo iniziale è caratterizzato da un profondo senso di disorientamento e impotenza, acuito dal rifiuto della sua partner di valutare alternative alla separazione. In questa fase iniziale e di forte sconcerto, la gestione della situazione richiede innanzitutto l'accoglimento del dato di realtà. La dichiarazione di non amare più e la richiesta di divorzio esprimono una decisione che, per quanto dolorosa e unilaterale, va considerata nella sua concretezza; evitare di esasperare la conflittualità nell'immediato permette di mantenere aperto lo spazio di comunicazione che sarà necessario per qualsiasi decisione futura. Diventa prioritario focalizzarsi sulla serenità delle sue figlie. Le bambine si trovano in una fase dello sviluppo in cui hanno un assoluto bisogno di stabilità, routine e rassicurazione. È fondamentale che voi genitori, nonostante la frattura coniugale, manteniate una solida alleanza genitoriale; le decisioni relative alla separazione non devono in alcun modo coinvolgere le figlie, alle quali va garantito l'amore e la presenza costante di entrambe le figure di riferimento, preservandole dalle tensioni degli adulti. Di conseguenza, l'attenzione si sposta sulla gestione di questa delicata fase di transizione e sulla riorganizzazione della quotidianità familiare. Questo implica la necessità di gestire gli spazi, i tempi di accudimento e gli aspetti pratici attraverso un canale comunicativo che rimanga, per quanto possibile, improntato al rispetto reciproco e alla pragmaticità. Di fronte a passaggi così complessi, il supporto di professionisti esterni è una risorsa utile a garantire l'imparzialità. Per questo motivo, laddove si rendesse necessario gestire il confronto sulla genitorialità, può essere utile valutare un percorso di mediazione familiare, uno spazio neutro specificamente strutturato per aiutare i genitori a trovare soluzioni condivise che tutelino il benessere delle bambine. Parallelamente, uno spazio di ascolto e sostegno psicologico individuale potrà offrirle il supporto necessario per affrontare l'impatto emotivo di questo momento, gestire l'ansia legata al cambiamento e ritrovare la chiarezza indispensabile per affrontare il futuro. Cordialmente. Dott.ssa Melinda Romano - Psicologa.
Buonasera, mi dispiace molto per quello che sta vivendo. Spero intanto ci sia qualcuno di fidato accanto a lei che possa aiutarla ad affrontare questo dolore e poi spero possa donare amore a sè, lo merita anche se sua moglie lo sta lasciando. Le faccio un sincero augurio perchè tutto si configuri nel bel futuro migliore per la vostra famiglia.
Mi dispiace molto per la sua situazione; capisco quanto sia doloroso e destabilizzante. In prima battuta le suggerisco di prendersi cura della stabilità emotiva per sé e per le bambine: mantenere routine, comunicazioni chiare e protezione emotiva per i figli è fondamentale. Dal punto di vista terapeutico, con un approccio mirato sulla qualità delle relazioni lavoreremmo su gestione dell’ansia e del pensiero catastrofico, sulle emozioni legate alla perdita e su strategie di regolazione emotiva. Posso anche insegnarle esercizi di mindfulness per ridurre ruminazione e migliorare la presenza nei momenti con le bambine. Il lavoro individuale aiuta a chiarire obiettivi, comunicazione e confini, e a prepararsi alle decisioni pratiche (figli, casa, legali). Se vuole, possiamo fissare un primo colloquio gratuito per esplorare la situazione più nel dettaglio e definire insieme i passi utili. Come tanti altri psicologi e psicoterapeuti, la mia prima seduta è gratuita (anche online) e possiamo comprendere insieme, e in modo più dettagliato, di che tipo di percorso ha bisogno. Non c’è obbligo di un successivo appuntamento, né ad alcun altro impegno successivo. Rimango a disposizione e le auguro un sereno proseguimento di giornata.
Salve, sarebbe opportuno provare a intraprendere una terapia di coppia con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarvi a comprendere le cause di questa crisi relazionale e a trovare un nuovo equilibrio soddisfacente per entrambi, se però sua moglie non è disposta a provare questa strada c'è poco da fare, non si può obbligare l'altro/a e anche potendo non avrebbe senso ne efficacia. Saluti. Dr. Francesco Rossi.
Gentile utente, quando una relazione importante arriva a una fase così critica, è naturale provare dolore, smarrimento e il desiderio di trovare una soluzione. Tuttavia, quando una persona afferma con chiarezza di non voler più proseguire il rapporto, il primo passo è cercare di ascoltare e comprendere la sua posizione, anche se è molto difficile da accettare. In questo momento può essere utile concentrarsi non solo sul tentativo di salvare il matrimonio, ma anche su come affrontare questa fase nel modo più costruttivo possibile per sé, per sua moglie e soprattutto per le vostre bambine. Mantenere una comunicazione rispettosa e cercare supporto emotivo può aiutare a gestire meglio le emozioni intense che inevitabilmente accompagnano una separazione. Un percorso di sostegno psicologico potrebbe offrirle uno spazio per elaborare ciò che sta accadendo e affrontare con maggiore serenità le scelte future. Un caro saluto.
Salve, quello che sta vivendo è una delle esperienze più dolorose che una persona possa attraversare. Quando, dopo dieci anni di matrimonio, il partner comunica di non amare più e di voler arrivare al divorzio, non si perde soltanto una relazione, ma spesso vengono messi in discussione progetti, abitudini, sicurezze e una parte importante della propria identità. Inoltre, la presenza di due figlie così piccole rende tutto ancora più delicato e carico emotivamente. Da ciò che scrive, sembra che sua moglie abbia espresso una posizione molto netta e comprendo quanto questo possa generare un senso di impotenza. Quando amiamo una persona e vorremmo salvare il rapporto, la mente tende naturalmente a cercare una soluzione, una frase giusta, un gesto capace di far cambiare idea all'altro. Purtroppo esistono situazioni nelle quali la sofferenza nasce proprio dal fatto che non possiamo controllare le decisioni e i sentimenti di chi ci sta accanto. Dal punto di vista psicologico, uno degli aspetti più difficili da affrontare in questi momenti è distinguere ciò che dipende da noi da ciò che non dipende da noi. Lei può certamente cercare il dialogo, esprimere i propri sentimenti con sincerità e mantenere un atteggiamento rispettoso e aperto al confronto. Tuttavia non può decidere al posto di sua moglie cosa provare o quale direzione dare alla sua vita. Molte persone, quando ricevono una comunicazione di questo tipo, entrano in una fase caratterizzata da continui tentativi di trovare spiegazioni. Si chiedono cosa avrebbero potuto fare diversamente, ripercorrono anni di relazione alla ricerca dell'errore decisivo o cercano disperatamente segnali che facciano sperare in un ripensamento. È una reazione comprensibile, ma spesso rischia di aumentare ulteriormente la sofferenza perché mantiene la persona bloccata tra il passato e un futuro che non può prevedere. In questo momento forse la domanda più utile non è soltanto "come faccio a farla tornare?", ma anche "come posso affrontare ciò che sto vivendo senza perdere me stesso?". Può sembrare una sfumatura, ma è una differenza molto importante. Quando una relazione entra in crisi profonda, è fondamentale non dimenticare i propri bisogni emotivi e il proprio equilibrio psicologico. C'è poi un altro aspetto che merita attenzione. Lei è prima di tutto un marito che sta soffrendo, ma è anche un padre. Le sue figlie hanno sei e tre anni e avranno bisogno, indipendentemente dall'evoluzione del rapporto coniugale, di poter continuare a percepire la presenza di due figure adulte che, pur attraversando una fase difficile, cercano di proteggerle dal conflitto e dall'incertezza. Questo non significa nascondere il dolore, ma cercare di non lasciare che il dolore diventi l'unico protagonista della vita familiare. Mi sembra importante anche dirle che non deve affrontare tutto questo da solo. Una separazione o la prospettiva di una separazione rappresentano eventi altamente stressanti e possono generare tristezza, rabbia, senso di fallimento, paura del futuro e sentimenti di perdita molto profondi. In questi casi un percorso psicologico può rappresentare uno spazio prezioso non tanto per convincere qualcuno a tornare, quanto per comprendere ciò che sta accadendo dentro di sé, dare un significato a quello che sta vivendo e trovare modalità più sane per attraversare questo momento. Un percorso ad orientamento cognitivo comportamentale potrebbe aiutarla proprio a comprendere meglio i pensieri e le emozioni che si stanno attivando, a gestire il dolore senza esserne completamente travolto e a individuare risorse personali che probabilmente oggi fatica a vedere. Non perché esista una soluzione semplice o immediata, ma perché affrontare un evento così importante con un supporto adeguato può fare una grande differenza nel modo in cui verrà vissuto. Per il momento provi a concedersi il diritto di stare male senza interpretare questa sofferenza come una debolezza. Sta affrontando una perdita significativa e il dolore che prova è comprensibile. Allo stesso tempo, cerchi di non prendere decisioni impulsive dettate esclusivamente dalla paura o dalla disperazione. In momenti come questi è spesso utile procedere un passo alla volta, concentrandosi sul presente e su ciò che concretamente può fare oggi. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, immagino la profonda sofferenza e il senso di impotenza collegati a questa situazione, in particolare nel trovarsi di fronte a una decisione che sembra già presa e rispetto alla quale si può sentire di non avere margini di contrattazione. In momenti così complessi, l'attenzione clinica spesso suggerisce di concentrarsi primariamente sul mantenimento del proprio ruolo di genitori, cercando di capire come gestire al meglio la transizione della separazione per tutelare il benessere delle vostre bambine di 6 e 3 anni. Data la fatica emotiva legata a una scelta che non si condivide, potrebbe esserle di grande supporto valutare alcuni percorsi: La Mediazione Familiare: rivolgersi a un Consultorio Familiare della propria zona potrebbe permettervi di accedere a qualche incontro di coppia finalizzato a mediare gli aspetti pratici della separazione e a ricevere un supporto alla genitorialità in questa nuova fase. Gruppi di supporto per genitori separati: l'esperienza clinica mostra che, all'interno di percorsi dolorosi come la fine di un matrimonio, poter condividere il proprio vissuto con persone che stanno attraversando situazioni simili spesso può aiutare a elaborare il lutto relazionale e a sentirsi meno isolati. Allo stesso tempo, qualora la mediazione di coppia non fosse percorribile, concedersi uno spazio di ascolto psicologico individuale potrebbe rivelarsi una risorsa preziosa per aiutarla a elaborare questo forte cambiamento e a ritrovare un proprio equilibrio. Un saluto, C.G.
Mi dispiace per la situazione in cui si trova, ma deve trovare un percorso psico legale che l'aiuti per la separazione consensuale per trovare la modalità migliore per l' affido delle minori. Se proprio non c'è la fa si faccia sostenere psicologicamente. La separazione è una ferita traumatica e va elaborata.
Buongiorno, comprendo quanto possa essere doloroso e destabilizzante sentirsi dire, dopo dieci anni di matrimonio e con due figlie piccole, che la persona che si ama desidera separarsi e non è disponibile a prendere in considerazione altre possibilità. In momenti come questo è naturale provare tristezza, rabbia, incredulità, paura per il futuro e un forte desiderio di trovare una soluzione che possa evitare la separazione. Tuttavia, per quanto sia difficile accettarlo, una relazione può continuare solo se entrambe le persone desiderano investire nel legame. Purtroppo però non è possibile obbligare o convincere qualcuno a provare sentimenti che non sente più o a rimanere in una relazione. Attenzione, questo non significa che non ci sia nulla da fare. Può essere utile cercare un dialogo corretto, consono alla situaizone con sua moglie per comprendere meglio la sua posizione e verificare se esiste uno spazio, anche minimo, per un confronto più approfondito o per una consulenza di coppia. Tuttavia, è importante avvicinarsi a questo confronto con la disponibilità ad ascoltare, non con l'obiettivo di convincerla a cambiare idea. Parallelamente, le suggerirei di prendersi cura di sé. Una separazione rappresenta spesso un vero e proprio lutto: si perde un progetto di vita, un'identità familiare e molte certezze. Concedersi di vivere e comprendere le proprie emozioni è fondamentale per affrontare questa fase. Un altro aspetto centrale credo riguardi le vostre figlie. Anche se il rapporto di coppia dovesse terminare, il rapporto genitoriale continuerà. Cercare, per quanto possibile, di mantenere una comunicazione collaborativa nell'interesse delle bambine può aiutarle ad attraversare questo cambiamento con maggiore serenità. n questo momento potrebbe essere utile chiedersi non solo "come posso farla tornare?", ma anche "come posso affrontare questa situazione nel modo più sano possibile per me e per le mie figlie?". È una domanda difficile, ma spesso apre la strada a risorse che inizialmente non si riescono a vedere. Le auguro di trovare il sostegno necessario per attraversare questo momento così delicato. Saluti.
Gentilissimo, le consiglio un supporto psicologico per aiutarla a fare chiarezza e a gestione al meglio questo momento così difficile per lei. E’ molto importante tutto questo, visto che avete anche dei figli piccoli. Saluti Dott. Maurizio Di Benedetto
Buongiorno. Quello che può fare è qualcosa per sè. Per esempio, aiutarsi nell'elaborare questa separazione e significarla, più che gestirla. In quello non è solo nel senso che lei e la sua ex moglie continuate ad essere una coppia genitoriale per le vostre figlie e capirete insieme come gestire il tutto al meglio. Non deve fare tutto lei.
Trovarsi di fronte a una notizia così, all'improvviso, dopo dieci anni e con due bambine piccole, è una delle situazioni più difficili che si possano attraversare. Il disorientamento che si sente in questi momenti è comprensibile, e non c'è una risposta semplice a quello che sta vivendo. Quello che spesso succede in una fase come questa è che si cerca di capire cosa si potrebbe fare, cosa si sarebbe potuto fare diversamente, come si potrebbe cambiare il corso delle cose. È una reazione naturale, ma che a volte rischia di consumare energie preziose in un momento in cui invece sarebbe utile concentrarsi su se stessi e sulla propria stabilità, anche per poter essere presenti per le sue bambine. Attraversare una separazione, soprattutto quando non è una scelta condivisa, è un processo che ha bisogno di tempo e spesso di un supporto adeguato. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a gestire questo momento con più chiarezza, e a trovare un equilibrio che le permetta di stare bene, prima di tutto come persona e come padre.
Buongiorno, capisco quanto questa situazione possa essere dolorosa e destabilizzante. Quando una persona dice di non provare più gli stessi sentimenti, purtroppo non possiamo obbligarla a cambiare idea. Quello che può fare è cercare un confronto sereno e rispettoso, soprattutto nell'interesse delle vostre bambine. In questo momento è importante prendersi cura anche di sé (oltre che di loro): concedersi il tempo di elaborare il dolore, cercare supporto da persone fidate o da un professionista e concentrarsi su ciò che può controllare, anziché su ciò che dipende dall'altra persona. Al di là dell'esito della relazione, il suo ruolo di padre resta un punto di riferimento fondamentale per le sue figlie. Un saluto Dott.ssa Mara Di Clemente
Buongiorno, comprendo che la situazione che lei ha descritto sia molto spiacevole. Tuttavia per aiutarla avrei bisogno di una domanda più specifica: cosa intende lei per "gestire la situazione"? Rimango a disposizione Dott. Federico Bartoli
Quello che descrivi è una situazione emotivamente molto dolorosa, perché non riguarda solo la fine di un matrimonio, ma anche la frattura di un progetto familiare costruito in dieci anni e la preoccupazione per due bambine ancora molto piccole. Quando una persona dice “non ti amo più” e sembra chiusa a qualsiasi alternativa, per chi resta è naturale vivere incredulità, paura, rabbia, senso di impotenza e bisogno urgente di capire se ci sia ancora qualcosa da recuperare. Spesso la parte più difficile non è solo la richiesta di separazione, ma il fatto che l’altro sembri già più avanti nel processo, mentre chi riceve la notizia si trova ancora all’inizio dello shock. È possibile che tua moglie stia esprimendo una decisione maturata nel tempo, anche se per te può apparire improvvisa. In molte crisi di coppia i due partner non si trovano nello stesso punto emotivo: uno ha già elaborato distanza, delusione o disinvestimento; l’altro si accorge della gravità della situazione solo quando la decisione viene comunicata in modo netto. Questo crea uno squilibrio molto forte: tu cerchi spiegazioni, possibilità, dialogo; lei sembra chiedere solo chiusura. La presenza delle bambine rende tutto più delicato. Anche quando il legame coniugale entra in crisi, resta il compito di proteggere il più possibile il loro senso di sicurezza, continuità e stabilità. Per loro non conta tanto sapere “di chi è la colpa”, ma poter sentire che i genitori, pur nella sofferenza, restano adulti affidabili e presenti. In una fase così intensa, può essere molto utile intraprendere un percorso con un professionista: individuale, per attraversare il dolore e fare chiarezza dentro di sé; oppure, se entrambi lo riteneste possibile, uno spazio di coppia o di mediazione familiare per comprendere cosa sta accadendo e gestire la separazione nel modo meno distruttivo possibile, soprattutto per le bambine. Buongiorno, non è una situazione che si risolve solo con una risposta immediata. È un passaggio che richiede tempo, contenimento emotivo e uno spazio in cui poter dare un senso a ciò che sta accadendo, senza restare soli dentro lo shock della perdita. Un caro saluto
Buongiorno, ricevere una richiesta di separazione o divorzio dalla persona con cui si sono condivisi dieci anni di matrimonio e due figlie così piccole è un'esperienza estremamente dolorosa. È normale sentirsi smarriti, increduli, arrabbiati o avere il desiderio di fare qualcosa per cambiare la situazione. Se sua moglie afferma con chiarezza di non amarla più e non è disponibile a discutere un percorso di coppia, purtroppo non può costringerla a rimanere nella relazione. In questi casi, il rischio è investire tutte le energie nel tentativo di convincerla, trascurando il proprio benessere e quello delle bambine. In questa fase potrebbe essere utile concentrarsi su un percorso psicologico personale. Oggi forse è difficile immaginarlo, ma il primo obiettivo non è capire se la relazione potrà ripartire, bensì trovare un modo per attraversare questo momento senza perdere sé stesso. Un caro saluto
Buongiorno, grazie per condividere questo momento di difficoltà con noi professionisti. Comprendo come questa situazioni possa provocare in Lei tristezza, ansia e anche disorientamento. Esistono situazioni di coppia nei quali non abbiamo il pieno controllo e, per quanto disarmante, è l'aspetto principale dell'essere una coppia. Tuttavia, è possibile comprendere quali sono le motivazioni che hanno portato questo allontanamento e creare uno spazio di dialogo e di miglioramento. Qualora questo non sia possibile, è importante ricordare che oltre ad essere marito e moglie, siete anche mamma e papà di due bambine. Anche se la relazione coniugale termina, la coppia genitoriale continua ad esistere ed è fondamentale poter costruire una nuova modalità di relazione basata sul rispetto, sulla collaborazione e sul benessere delle bambine. In un momento così complesso può essere utile anche concedersi uno spazio di ascolto e di elaborazione personale, per affrontare il dolore della separazione e trovare gli strumenti per gestire al meglio questa nuova fase della vita.
Buongiorno, da ciò che scrive emerge una situazione molto dolorosa: dopo dieci anni di matrimonio sua moglie sembra orientata al divorzio, mentre lei è ancora dentro il tentativo di capire se e come si possa recuperare. In mezzo ci sono anche due bambine piccole, e questo rende tutto più delicato. Il primo punto, per quanto difficile, è distinguere due piani: provare a comprendere cosa sia accaduto nella coppia e, allo stesso tempo, non trasformare questa fase in una lotta per convincerla. Quando una persona dice “non ti amo più” e rifiuta ogni possibilità, inseguirla, supplicarla o discutere continuamente rischia spesso di irrigidire ancora di più la sua posizione. Un passo utile potrebbe essere cambiare obiettivo: non “come faccio a farle cambiare idea?”, ma “come posso restare lucido, dignitoso e presente come padre mentre affronto questa crisi?”. Questo non significa rinunciare subito alla coppia, ma evitare che la paura di perderla faccia peggiorare il dialogo. Concretamente, le suggerirei di chiedere un solo confronto chiaro, non accusatorio, magari anche con l’aiuto di un professionista, per capire se esiste ancora uno spazio di lavoro sulla coppia oppure se il tema principale diventa costruire una separazione meno distruttiva possibile, soprattutto per le bambine. Per orientare meglio servirebbe capire: * da quanto tempo sua moglie manifesta questa distanza? * c’è stato un evento preciso o un logoramento progressivo? * lei cosa ha già provato a fare per recuperare? * quando parlate, finite per discutere, supplicare o accusarvi? * le bambine stanno già percependo tensione in casa? In questa fase la cosa più importante è non farsi guidare solo dal panico della perdita. Se sente di non riuscire a reggere emotivamente la situazione, un supporto psicologico può aiutarla a gestire dolore, rabbia, paura e scelte concrete, senza perdere lucidità. Può anche valutare un confronto dedicato per capire come muoversi nel modo più rispettoso possibile per sé, per sua moglie e per le bambine. Un caro saluto.
Buongiorno, mi dispiace per il momento così doloroso che sta attraversando. Quando una persona dice di non provare più gli stessi sentimenti non possiamo controllare o cambiare le sue emozioni. Quello su cui invece può agire è il modo in cui affronta questa fase. Potrebbe essere utile proporre un confronto sereno o un percorso di terapia di coppia, non necessariamente per salvare il matrimonio, ma per comprendere meglio cosa è accaduto e gestire nel modo più costruttivo possibile questa transizione. Se invece non desiderate intraprendere alcun percorso insieme, le consiglio di non affrontare tutto questo da solo. Un percorso psicologico individuale può aiutarla a elaborare il dolore della separazione, gestire le emozioni intense e trovare gli strumenti per affrontare questo cambiamento, mantenendo al tempo stesso il suo ruolo di padre nel modo più sereno possibile. Le auguro di trovare il supporto di cui ha bisogno in questo momento così delicato.
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Comprendo il dolore e la sofferenza che una situazione simile le sta provocando; immagino sia stato davvero un momento sconvolgente per lei. Non esistono indicazioni univoche o formule pronte su cosa lei debba o non debba fare in questo momento. Il mio consiglio, però, è quello di non chiudersi in sé stessi e di provare a condividere ciò che le sta succedendo, e come si sente, con le persone che sente più vicine. Tuttavia, se avverte che questa sofferenza sta diventando troppo pervasiva e che il supporto dei suoi cari non è sufficiente, intraprendere un percorso terapeutico è sicuramente la scelta più indicata per farsi guidare e superare questo momento di forte sconforto. Resto a sua completa disposizione qualora decidesse di affidarsi a uno specialista. Buona giornata.
La ringrazio per la sua domanda. Immagino che questa situazione le possa creare sentimenti di confusione e in taluni casi anche impotenza. Le è crollato il mondo addosso e non sapere cosa fare è una reazione umana e legittima. Un tentativo che può fare è proporle una terapia di coppia, ma cambiando l'obiettivo: le faccia capire che non le sta chiedendo di tornare insieme, ma di trovare uno spazio protetto per comunicare, dialogare su cosa sta succedendo e capire come gestire la situazione. Questo serve prima di tutto a voi come genitori, per tutelare la serenità delle vostre bimbe di 6 e 3 anni in un momento così delicato. Togliere la pressione del "dover salvare il matrimonio" potrebbe aiutarla ad accettare questo confronto.
Buonasera, quello che sta vivendo è uno degli eventi più dolorosi che una persona possa affrontare. Quando il partner comunica di non amare più e chiede il divorzio, è naturale sentirsi smarriti, impotenti e avere il desiderio di trovare una soluzione per salvare la relazione. Tuttavia, se sua moglie le sta dicendo con chiarezza che non vuole più proseguire il matrimonio, il primo passo è cercare di accogliere questa realtà, per quanto dolorosa possa essere. L'amore e la scelta di restare in una relazione non possono essere imposti o ottenuti attraverso la persuasione. Continuare a cercare di convincerla potrebbe aumentare la sofferenza di entrambi. In questo momento può essere utile spostare gradualmente l'attenzione da ciò che non può controllare – i sentimenti di sua moglie – a ciò che può fare concretamente: prendersi cura di sé, proteggere il rapporto con le sue figlie e cercare di costruire una comunicazione il più possibile rispettosa e collaborativa come genitori. È normale attraversare fasi di rabbia, tristezza, incredulità e paura per il futuro. Per questo motivo un percorso psicologico potrebbe esserle di grande aiuto. Non per convincere sua moglie a tornare, ma per elaborare il dolore della separazione, comprendere ciò che sta accadendo, sostenere il suo ruolo di padre e affrontare questo passaggio senza esserne travolto. In questo momento non deve affrontare tutto da solo. Chiedere supporto può aiutarla a ritrovare equilibrio e a prendere decisioni più lucide per sé e per le sue bambine.
Capisco quanto questa situazione possa essere dolorosa, soprattutto dopo 10 anni di matrimonio e con due bambine piccole. Se tua moglie afferma con chiarezza di non provare più gli stessi sentimenti e di volere il divorzio, è importante non entrare in una lotta per convincerla a cambiare idea. L'amore e la scelta di restare in una relazione non possono essere imposti o forzati. In questo momento può essere più utile concentrarti su ciò che è sotto il tuo controllo: prenderti cura di te stesso, elaborare il dolore della separazione, mantenere una comunicazione rispettosa e collaborativa per il bene delle vostre figlie, e cercare un supporto psicologico se senti di averne bisogno. Accettare una decisione che non condividiamo non significa approvarla, ma riconoscere la realtà per poter affrontare al meglio il futuro. Con il tempo, questo può aiutarti a costruire un nuovo equilibrio, sia come persona sia come padre.
Quello che sta vivendo è una delle situazioni più delicate e destabilizzanti che si possano attraversare: non solo la fine di un legame importante, ma anche la necessità di riorganizzare tutto ciò che riguarda la famiglia, le figlie e la propria identità dentro questa storia. È comprensibile che in questo momento si senta disorientato e che la domanda principale sia “cosa posso fare”, perché quando l’altro sembra avere già preso una decisione, chi resta spesso si sente senza strumenti. In realtà, in fasi come questa, la prima cosa da chiarire non è tanto come convincere l’altro a cambiare idea, ma come riuscire a reggere emotivamente l’impatto della perdita e allo stesso tempo proteggere il ruolo genitoriale. Il dolore del rifiuto affettivo e la responsabilità verso le figlie si intrecciano e possono rendere molto difficile mantenere lucidità nelle decisioni e nella comunicazione. È importante anche considerare che quando una persona dice “non ti amo più”, non è necessariamente un punto su cui si può intervenire con spiegazioni o sforzi maggiori: spesso indica un processo interno già consolidato. Per questo, tentare di “recuperare tutto a tutti i costi” rischia di aumentare il conflitto e la sofferenza di entrambe le parti, senza necessariamente cambiare l’esito. Detto questo, il fatto che ci siano due bambine rende questa situazione ancora più complessa e merita un’attenzione particolare: in questi momenti, la priorità diventa capire come separare il piano della coppia da quello genitoriale, così da ridurre il più possibile l’impatto emotivo sulle figlie. Le farei però una domanda molto concreta: in questo momento, cosa la spaventa di più di questa separazione? La perdita della relazione, il cambiamento familiare o la paura di non riuscire a gestire il rapporto con le sue figlie in modo adeguato? Perché spesso, dietro alla richiesta “cosa posso fare”, c’è un bisogno più profondo di orientamento e contenimento emotivo, che da soli è molto difficile mantenere stabile in una fase così carica. Proprio per questo tipo di situazioni, che coinvolgono separazioni conflittuali e la gestione della genitorialità in fasi di forte stress emotivo, nella pratica clinica quotidiana è spesso utile avere uno spazio di supporto continuativo. Non perché ci sia qualcosa che “non va” in chi lo vive, ma perché sono situazioni che tendono a travolgere facilmente la capacità di riflessione e portano a reagire più che a scegliere. Se sente che in questo momento sta facendo fatica a orientarsi tra emozioni, decisioni e ruolo di padre, può essere molto utile affrontare questa fase con un confronto strutturato e regolare, così da non viverla da solo e riuscire a proteggere anche il rapporto con le sue bambine nel modo più stabile possibile.
Gentile utente, immagino quanto la situazione che descrive la stia attivando dal punto di vista emotivo e quanto possa essere di complessa e difficoltosa gestione da molti altri punti di vista. Non avendo molte informazioni aggiuntive sulle specificità della situazione, sento unicamente di poterle rimandare che, qualora sua moglie non accetti la possibilità di intraprendere un percorso di terapia di coppia per arrivare ad una comune conclusione del percorso fatto assieme, anche nella direzione del porre fine alla relazione, una possibilità alternativa che lei potrebbe valutare è quella di intraprendere un suo percorso di psicoterapia individuale che possa sostenerla in questo momento di difficoltà, dando spazio ai suoi personali vissuti e supportandola nella rielaborazione di una decisione che non sta venendo da lei. Spostare il focus all’area che effettivamente è di sua competenza e sulla quale può davvero agire e fare qualcosa potrebbe essere inoltre di enorme sollievo rispetto al forte senso di rabbia e impotenza che è possibile emergano in questo momento. Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento circa la mia risposta, un saluto - dott.ssa Paola Grasso
Gentile utente, immagino quanto possa essere doloroso ricevere una richiesta di divorzio dopo dieci anni di matrimonio, soprattutto quando ci sono due bambine così piccole. In momenti come questi è naturale sentirsi disorientati, increduli e cercare una soluzione che possa evitare la separazione. Tuttavia, da ciò che scrive, sua moglie sembra aver espresso una posizione molto chiara: dice di non amarla più e di desiderare il divorzio. Per quanto possa essere difficile da accettare, una relazione può continuare solo se entrambi desiderano investire nel rapporto. Se uno dei due non è più disponibile a farlo, l'altro purtroppo non ha il potere di cambiare questa decisione da solo. Questo non significa rinunciare a comprendere cosa sia accaduto. Se sua moglie fosse disponibile a un confronto sereno, potrebbe essere utile cercare di capire quali siano state le ragioni che l'hanno portata a questa scelta. Non necessariamente per convincerla a tornare indietro, ma per dare un senso a quanto sta accadendo e, se possibile, affrontare la separazione con maggiore consapevolezza e rispetto reciproco. In questo momento, però, è importante che non perda di vista anche un altro aspetto fondamentale: il benessere delle vostre figlie. I bambini soffrono soprattutto quando sono esposti a conflitti continui o vengono coinvolti nelle tensioni della coppia. Se la separazione dovesse confermarsi, il compito più importante sarà quello di aiutarle a mantenere un rapporto stabile e rassicurante con entrambi i genitori, pur nella nuova organizzazione familiare. Cerchi, per quanto possibile, di non affrontare tutto da solo. Parlare con persone di fiducia o intraprendere un percorso di sostegno psicologico può aiutarla a elaborare il dolore, gestire le emozioni intense e affrontare le decisioni che inevitabilmente accompagneranno questa fase. Infine, si conceda del tempo. Quando una relazione importante termina, soprattutto se la decisione arriva dall'altro, è normale attraversare sentimenti di tristezza, rabbia, smarrimento e speranza che le cose possano cambiare. Non cerchi di reprimere queste emozioni, ma nemmeno di lasciare che guidino tutte le sue scelte. Nei prossimi mesi avrà bisogno di prendersi cura di sé, anche per poter essere il padre presente e stabile di cui le sue bambine avranno bisogno. Le auguro di trovare, con il tempo, un equilibrio che le permetta di affrontare questa fase nel modo più costruttivo possibile, per sé e per le sue figlie. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia
Buongiorno, la ringrazio. Credo di fronte a questo non sia possibile darle consigli anche in relazione ai pochi elementi che lei ci sta raccontando. Un primo modo per gestire la situazione potrebbe essere quello di farsi aiutare attraverso un percorso di supporto psicologico consapevole del fatto che questo sia utile per lei e che non riceverà nessun consiglio su come risolvere questa situazione quanto piuttosto su come lei possa gestire, internamente, quanto sentito. Grazie
Buonasera, quella che sta vivendo è una situazione molto dolorosa, soprattutto quando la decisione arriva da un solo membro della coppia e ci sono dei figli piccoli. Di fronte a un'affermazione come "non ti amo più", il rischio è cercare a tutti i costi di convincere l'altro a cambiare idea. Tuttavia, quando una decisione appare così netta, può essere più utile provare a comprendere che cosa questa separazione rappresenti per lei, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul tentativo di evitarla. In questo momento è importante distinguere il ruolo di marito da quello di padre. Anche se il legame di coppia dovesse concludersi, il legame con le sue figlie continua e avrà bisogno della sua presenza e della sua capacità di affrontare questo passaggio nel modo più sereno possibile. Se sente che il dolore è molto intenso, non esiti a chiedere un sostegno psicologico. Avere uno spazio in cui elaborare questa perdita può aiutarla a non restare imprigionato nella speranza che l'altro cambi idea, ma a ritrovare, gradualmente, una posizione da cui poter affrontare questa nuova fase della sua vita. Un cordiale saluto.
buonasera, mi dispiace per il momento che sta attraversando. Una separazione, soprattutto quando arriva in modo non desiderato, può essere vissuta come un vero e proprio lutto e generare dolore, confusione e un forte senso di impotenza. Da quello che racconta sembra che sua moglie abbia espresso una posizione molto chiara. In queste situazioni è comprensibile cercare di trovare un modo per far cambiare idea all'altro ma è importante chiedersi quanto questo obiettivo sia realmente nelle nostre possibilità. Più che concentrarsi su ciò che potrebbe fare per convincerla a tornare, potrebbe essere utile spostare gradualmente l'attenzione su ciò che è sotto il suo controllo: come prendersi cura di sé, come affrontare questo dolore e come continuare a essere una presenza stabile e affettuosa per le sue bambine che avranno bisogno di entrambi i genitori anche se la coppia dovesse concludersi. Questo non significa rinunciare alla speranza ma distinguere ciò che dipende da lei da ciò che dipende dalle scelte dell'altra persona. Accettare questa distinzione è spesso uno dei passaggi più difficili, ma anche uno dei più importanti per affrontare la situazione. Se sente che il dolore è molto intenso o fatica a gestire le emozioni di questo periodo, un percorso psicologico sarebbe uno spazio utile per elaborare la separazione, ritrovare un equilibrio e affrontare questo cambiamento con maggiore consapevolezza, anche nel suo ruolo di padre. Le auguro di trovare, passo dopo passo, la forza per attraversare questo momento così delicato. un caro saluto
Facendo una terapia di coppia al fine di esplorare più profondamente i vostri rapporti e definire se la coppia ha ancora una possibilità di convivenza, anche per definire il futuro delle vostre figlie.
La fine di un matrimonio dopo molti anni può rappresentare un vero e proprio lutto emotivo, soprattutto quando arriva in modo improvviso e coinvolge anche dei figli. In questo momento è importante distinguere ciò che può dipendere da lei da ciò che invece appartiene alla scelta di sua moglie: non può obbligare una persona a restare, ma può lavorare sul modo in cui affronta questa fase. Provi a cercare un dialogo calmo, senza concentrarsi solo sul convincerla a cambiare idea, ma cercando di comprendere cosa è accaduto nella relazione. Allo stesso tempo, tuteli il suo ruolo di padre: per le sue bambine è fondamentale percepire stabilità e presenza da parte di entrambi i genitori. È come quando una casa subisce una crepa: prima di pensare a ricostruirla bisogna capire se entrambi vogliono intervenire, altrimenti occorre concentrarsi su come renderla comunque un luogo sicuro per chi la abita. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a elaborare il dolore e gestire rabbia, paura e senso di perdita.
Buonasera, Comprendo quanto possa essere difficile trovarsi improvvisamente di fronte alla richiesta di divorzio da parte di sua moglie, soprattutto dopo dieci anni di matrimonio e con due bambine così piccole. È naturale che in questo momento possa sentirsi disorientato, impotente e che abbia il desiderio di trovare un modo per cambiare la situazione. Da ciò che scrive, però, sembra che sua moglie abbia espresso una posizione molto chiara, dicendo di non provare più gli stessi sentimenti e di non voler prendere in considerazione altre possibilità. Per quanto sia doloroso, quando una persona arriva a questa decisione difficilmente può essere convinta a restare se non lo desidera. Cercare di insistere, nella speranza di farle cambiare idea, rischia di aumentare la sofferenza di entrambi. Questo non significa che lei debba rinunciare a comprendere cosa sia accaduto nella vostra relazione. Se ci fosse ancora uno spazio di dialogo, potrebbe essere utile cercare un confronto rispettoso, non tanto per convincerla, quanto per comprendere il significato che questa scelta ha per lei e dare un senso a ciò che state vivendo. Quando una coppia si separa non termina necessariamente la relazione, ma cambia la sua forma. Continuerete infatti a essere genitori delle vostre figlie, e sarà importante, per quanto possibile, costruire una collaborazione che permetta loro di sentirsi al sicuro e di mantenere un legame significativo con entrambi. Le bambine avranno bisogno di percepire che, pur non essendo più marito e moglie, restate due adulti capaci di prendersi cura di loro. In questo momento provi anche a prendersi cura di sé. È normale attraversare emozioni intense come tristezza, rabbia, incredulità o paura del futuro. Non affronti tutto da solo, il sostegno di persone di fiducia o di un professionista può aiutarla a elaborare questo passaggio e ad affrontare con maggiore lucidità le decisioni che la attendono. Anche se oggi le sembra difficile immaginarlo, una separazione rappresenta la fine di un progetto di coppia, ma non della possibilità di costruire, nel tempo, un nuovo equilibrio personale e familiare. Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.
Buongiorno, quello che sta vivendo è sicuramente un momento delicato che comporta cambiamenti importanti e può suscitare emozioni intense. In una relazione le dinamiche coinvolgono entrambi i partner e per quanto doloroso è importante anche accettare le decisioni dell'altra persona. In questo momento potrebbe esserle d'aiuto intraprendere un percorso psicologico per offrirle uno spazio di ascolto, riflessione e sostegno. Potrebbe aiutarla ad elaborare ciò che sta accadendo e affrontare questa fase con maggior consapevolezza, individuando le risorse più adeguate. Resto a disposizione, un caro saluto.
La ringrazio per aver condiviso una situazione così dolorosa e delicata. Dalle sue parole emerge quanto la richiesta di divorzio rappresenti per lei uno shock e quanto possa essere difficile accettare un cambiamento così importante dopo dieci anni di matrimonio e con due figlie piccole. Quando una relazione significativa entra in crisi, è frequente sperimentare emozioni molto intense come tristezza, rabbia, paura, senso di impotenza o il bisogno di trovare una soluzione immediata. In questi momenti può essere difficile distinguere tra ciò che è possibile influenzare e ciò che invece riguarda le scelte e i vissuti dell'altra persona. Può essere utile, per quanto complesso, dedicare attenzione a come sta affrontando questa fase, ai pensieri che accompagnano la sofferenza e ai comportamenti che mette in atto quando le emozioni diventano più forti. Prendersi cura del proprio equilibrio emotivo può essere importante anche per poter continuare a essere una presenza stabile e significativa per le proprie figlie. Parlarne con un professionista può essere molto utile per avere uno spazio in cui elaborare questo momento, comprendere meglio ciò che sta vivendo e trovare modalità più efficaci per affrontare il cambiamento e le emozioni legate alla separazione. Un saluto Dott.ssa Ludovica Giori
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso un momento così doloroso e delicato della sua vita. La fine o la possibile fine di un matrimonio dopo dieci anni, soprattutto quando ci sono dei figli piccoli, può rappresentare un vero e proprio terremoto emotivo. È comprensibile che lei si senta smarrito e che cerchi di capire cosa fare per salvare ciò che avete costruito. Quando una persona comunica di non provare più amore e di voler intraprendere la strada del divorzio, è naturale provare a convincerla, cercare spiegazioni o trovare un modo per cambiare la situazione. Tuttavia, un rapporto di coppia può essere ricostruito solo se entrambi i partner hanno la volontà di lavorarci. Lei può esprimere ciò che prova, raccontare il suo desiderio di provare a recuperare la relazione e proporre, eventualmente, un percorso di coppia, ma non può portare avanti da solo un cambiamento che richiede la partecipazione di entrambi. In questo momento potrebbe essere importante cercare di comprendere, per quanto possibile, cosa ha portato sua moglie a questa decisione. Dietro un "non ti amo più" possono esserci vissuti diversi: una distanza emotiva cresciuta nel tempo, bisogni non ascoltati, difficoltà nella comunicazione, sofferenze accumulate o un cambiamento personale. Comprendere non significa necessariamente riuscire a cambiare la decisione dell'altro, ma può aiutare entrambi ad affrontare questo passaggio con maggiore consapevolezza. Un aspetto fondamentale riguarda le vostre bambine. Anche se la coppia dovesse trasformarsi, voi rimarrete sempre genitori. Proteggerle significa cercare di mantenere il più possibile un clima rispettoso, evitando che vengano coinvolte nei conflitti degli adulti e permettendo loro di continuare a sentirsi amate e sicure da entrambi. In questa fase è altrettanto importante che lei si prenda cura di sé. Il dolore per una separazione può essere molto intenso e può far sentire di aver perso il proprio equilibrio. Cercare il sostegno di persone di fiducia o di un professionista può aiutarla a elaborare ciò che sta accadendo, gestire le emozioni e affrontare le decisioni future con maggiore lucidità. Si conceda tempo: non deve necessariamente avere tutte le risposte nell'immediato. Il primo passo può essere accogliere la realtà del momento, ascoltare ciò che prova e cercare un modo per attraversare questa fase preservando il suo benessere e quello delle sue figlie. **Dottoressa Alessia Mariosa** Ricevo anche online
Salve, grazie per aver condiviso qui con noi. Quando un partner dice chiaramente di non voler più continuare il matrimonio, soprattutto dopo dieci anni e con due figlie piccole, è normale sentirsi spiazzati e cercare qualcosa che possa cambiare le cose. Da quello che racconti, ci sono due aspetti distinti: il rapporto con tua moglie e il benessere tuo e delle bambine. Per quanto riguarda tua moglie, se lei dice di non amarti più e di volere solo il divorzio, purtroppo non esiste un modo per convincerla a restare. Insistere, discutere continuamente o cercare di "dimostrarle" che può cambiare idea spesso produce l'effetto opposto. Se c'è ancora uno spazio di dialogo, puoi chiederle una conversazione calma per capire se considera davvero la decisione definitiva o se sarebbe disposta a un percorso di mediazione o terapia di coppia. Se invece ti ha già detto chiaramente che non vuole provarci, è importante prendere sul serio quella posizione. Per te, invece, è fondamentale cercare di non affrontare tutto da solo. Parlare con una persona di fiducia o con uno psicologo può aiutarti a elaborare il dolore e a prendere decisioni lucide. Non significa rinunciare al matrimonio, ma proteggere la tua salute emotiva in un momento molto difficile. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutare sin da subito ad avere più consapevolezza. Resto a disposizione.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.













