Convivo con lui da 4anni. Il primo e secondo anno abbiamo lottato affinché uscisse dal tunnel della

21 risposte
Convivo con lui da 4anni. Il primo e secondo anno abbiamo lottato affinché uscisse dal tunnel della droga (cocaina e soprattutto cannabis), dopodiché abbiamo acquistato casa e un anno fa ho scoperto che soffre di ludopatia: pochi soldi sul conto, schedine in giro per casa, ora 5/6 account di scommesse, poker, slot. Ci siamo lasciati già 2 volte con la promessa che non l'avrebbe fatto più. Ammette il problema ma nonostante la vicinanza mia e famiglia, ci ricasca. Ovviamente dice che sert non serve. Sono stremata. È meglio che mi tiri indietro?
Salve, mi spiace per la situazione ed il disagio espresso. Comprendo come possa essere difficile aiutare una persona molto fragile ad uscire dai tunnel in cui è entrato: questa persona ha un elevato disagio che deve essere affrontato attraverso comunità e interventi psicologici mirati. Lei ha fatto tutto ciò che poteva fare ma è chiaro che il suo lui debba essere preso in carico in maniera continuativa per uscire da una situazione molto difficile da gestire. Lui ammette il problema dunque quali potrebbero essere i modi per uscirne? E soprattutto, è motivato a uscirne?
Cordialmente, dott. FDL

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Buongiorno utente,
Immagino quanto possa essere doloroso cercare, con ogni mezzo, di salvare il suo compagno. Purtroppo le dipendenze hanno delle dinamiche davvero complicate e contorte. Lei ha fatto quello che era nelle sue possibilità, adesso però è necessario capire se il suo compagno è pronto per farsi aiutare e soprattutto pronto a chiedere direttamente aiuto.
Le auguro il meglio. Buona vita.
Dott.ssa Malerba Nicoletta

Gentile utente, spesso le dipendenze si manifestano attraverso un meccanismo tale per cui il problema viene del tutto negato, così come la necessità di aiuto professionale. Non spetta a noi darle indicazioni circa un ritiro da questa complessa situazione; ad ogni modo, le suggerisco di stabilire un limite oltre il quale rendersi conto che non è possibile intervenire ulteriormente. Per ulteriori dubbi o informazioni, mi contatti privatamente, sarò lieto di risponderle.

Gentile utente, purtroppo le dipendenze sono un campo molto complesso anche per i professionisti della salute mentale. Capisco quindi la sua difficoltà, complicata maggiormente dal fatto di avere una relazione con questa persona. Non spetta a me dirle se deve o meno interrompere la relazione. Il consiglio che posso darle è di ascoltare sé stessa e capire se e quanto può ancora andare avanti in questo modo. Potrebbe tentare un accordo col suo partner: che lui almeno provi ad iniziare un percorso di aiuto. Buona serata, dott. Simeoni

Gentile utente. La situazione in cui si trova non è per niente semplice da gestire. La dipendenza patologica da cui è affetto il suo fidanzato non può essere affrontata e risolta solo con tanta buona volontà e tanto amore. Le soluzioni ci sono ma occorre rivolgersi a professionisti seri e con una preparazione mirata. Presenti le sue paure e perplessità al suo compagno e lo lasci libero di decidere, la motivazione al trattamento deve, infatti, essere assolutamente autentica, senza la quale qualsiasi intervento diventerebbe evanescente. Buona serata. Dott.ssa Savio

Salve, potrebbe intraprendere un percorso di psicoterapia o un semplice consulto psicologico per trovare le risposte che cerca.
Buona serata.
Dott. Fiori

Buona sera, oltre ai serd /sert è possibile chiedere un aiuto ad un professionista privato. La motivazione al cambiamento, nelle dipendenze, è un primo passo da acquisire. Ottimo che abbia consapevolezza del suo problema ma ciò non basta. Le soluzioni e le risorse su i territori per farsi aiutare ci sono. Lei ha fatto tutto quello che poteva fare.
Tra i miei campi dìintervento ci sono anche le dipendenze, se ha bisogno di qualcosa mi chieda pure.
Dott.ssa Chiara Pavia

Gentile utente. Vi siete lasciati già due volte e dice di sentirsi stremata. Non bastano le promesse e le buone intenzioni, è necessario che il suo compagno si affidi ad un percorso specifico per risolvere il suo problema, prima che la ludopatia bruci le cose più care che ha intorno.

Gentile utente, la situazione che riporta è sicuramente delicata e da approfondire. Un consulto psicologico potrebbe aiutarla a trovare alcune risposte e ad aiutarla rispetto a ciò che sente e vuole. Purtroppo è necessario che il suo compagno trovi la motivazione necessaria per affrontare il problema della dipendenza. Sono disponibile per chiarimenti, cordialmente Greta Casiraghi

Gentile Utente, la sua storia è molto delicata e penso che sia utile per lei richiedere una consulenza psicologica che la potrebbe aiutare a comprendere come affrontare questa situazione nel migliore dei modi. Potrebbe anche contattare un centro che si occupi di dipendenze della sua zona, dove sicuramente è previsto un supporto psicologico anche per i familiari.
Un cordiale saluto

Gentile Utente,
data la sua precedente partecipazione alla prima disintossicazione del suo compagno sa bene, cosa significa, quanto sia realmente faticoso e pieno di alti e bassi.
Adesso lei riporta una stanchezza e una rottura con il suo compagno che si è ripetuta per due volte.
Credo che sia necessario ascoltarsi un po', smettere di pensare prima agli altri e successivamente a lei, capisco la sua difficoltà a lasciar perdere una storia così importante per lei, ma cosa prova in questo momento? quanto realmente crede di riuscire ad affrontare un secondo percorso riabilitativo per il suo compagno? sa benissimo che in questi percorsi sono sempre coinvolti tutti e sono molto difficili tra l'altro il fatto che lei abbia già la sensazione di essere stremata.. pensi realmente a quello che è sia meglio per lei e per nessun altro..
se vuole può contattare una psicologa per affrontare un percorso, ma provare anche a proporre un percorso psicologico al suo compagno, dato la difficoltà a tornare al S.E.R.D.
Un cordiale saluto.

Buonasera, non è facile rispondere a questa domanda che sembra sospesa anche per Lei. Vorrebbe stare ma sente di dover andare per il proprio bene? Cosa la spinge in ambo le direzioni? Forse un consulto psicoterapeutico le
Potrebbe giovare per trovare delle risposte, per accedere a quelle risorse che oggi sente stremate. Un cordiale saluto Dott Elisa Galantini

Quanto meno proverei una terapia di coppia, magari aggiungendo in parallelo quella individuale. Ma una cosa è certa: lei si deve tutelare!

Gentile la situazione in cui si trova è molto grave. Sicuramente il suo compagno dovrebbe entrare in una struttura come il sert e andare in comunità qualora non servisse. Ma se ciò non può avvenire, la domanda che lei si sta ponendo è lecita, poichè la tutela personale va oltre il voler salvare l'altro a tutti i costi. Ponderi una terapia personale, può aiutarla nel prendere la decisione se restare o meno in questa situazione.

Buongiorno! Innanzitutto mi dispiace davvero molto per la situazione che sta vivendo con il compagno, essendo le dipendenze delle malattie che vanno a innescare dinamiche complesse, fatte di ricatti emotivi, di sensi di colpa, di svalutazioni,... purtroppo in tali casi, affinché l'aiuto di un professionista sia valido ed utile, è FONDAMENTALE la motivazione del diretto interessato: vuole davvero cambiare LUI la sia situazione o questo è più un suo bisogno? una terapia in tale senso può aiutarla a osservare meglio le dinamiche che la dipendenza porta in casa, a gestirle meglio, al fine di valutare poi lei stessa come sia più giusto PER LEI procedere. Cordiali saluti, Roberta Fassino

Buonasera, è una situazione sfiancate e complessa per lei, si sente e mi dispiace molto di questo.
Una relazione con una persona con questo tipo di difficoltà non è per nulla semplice.
Potrebbe esserle di aiuto contattare uno psicologo con cui riflettere sui suoi sentimenti, aspettative, desideri, che le dia uno spazio per potersi aprire nella massima libertà e serenità, in cui poter esprimere anche tutti i suoi dubbi e le sue paure. Credo ne trarrebbe veramente beneficio.
Un saluto affettuoso,
Dott.ssa Alice Carbone

Buongiorno, è senza dubbio difficile e doloroso cercare di aiutare chi affronta momenti di crisi, soprattutto se questo aiuto non viene riconosciuto. Il campo delle dipendenze è sempre molto delicato. La negazione del problema è spesso uno dei primi meccanismi che si attiva e, finché il suo compagno non deciderà di farsi aiutare concretamente, difficilmente le cose miglioreranno.
Il mio consiglio è quello di valutare, per lei, un percorso di sostegno psicologico che possa aiutarla a gestire e superare al meglio questa fase, trovando un nuovo equilibrio, che potrebbe significare anche allontanarsi da questa situazione.
Un caro saluto.

Buonasera, mi dispiace per la sua difficile situazione, non sarebbe professionale dirle se è giusto tirarsi indietro o meno, un percorso di sostegno psicologico la può aiutare a capire quante risorse sente ancora di avere per gestire questa situazione e può darle delle strategie relazionali per gestirla meglio e contenere il senso di impotenza. Da quanto racconta ha affrontato i problemi di dipendenza del suo compagno sostenendolo con coraggio, amore e determinazione fino ad oggi, nonostante il rapporto si sia interrotto gli ha ridato fiducia. Quindi in questo momento il senso di sfiducia e smarrimento che prova credo sia normale, visto che il suo compagno ha avuto l'ennesima ricaduta cambiando tipo di dipendenza. Bugie, abbandoni e tradimenti emotivi sono tipici nelle relazioni di soggetti che soffrono di dipendenza (da sostanze, da gioco d'azzardo, da alcol ecc). Non si faccia invadere da questa situazione, cerchi un aiuto per se stessa.
Lui necessita di un lavoro terapeutico ben strutturato, se rifiuta il SERD può rivolgersi ad uno psicoterapeuta privato, se rifiuta anche quello credo che non abbia molte possibilità di uscire da questo problema di dipendenza. Uscire dalle dipendenze è difficile ma possibile se c'è una forte motivazione e impegno del soggetto.
Un caro saluto

Salve, prima di tutto dovrebbe capire le sue priorità e ciò che desidera. Successivamente dovrebbe rivolgersi ad un terapista, per capire meglio come approcciare con la situazione.
MMM

Gentile utente,
in queste circostanze è molto facile che si inneschino dinamiche di frustrazione e di colpa.
Per questo è necessario che anche lei abbia un supporto psicologico, che sia seguita e sostenuta nell’affrontare la situazione.
In genere, all’interno delle Strutture che trattano le dipendenze, si lavora secondo un approccio integrato, sull'individuo e sulla famiglia, altrimenti può farlo personalmente.
Saluti,
Dott. Diego Ferrara

Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini

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