Buongiorno. Sono una settantatreenne di Napoli e vorrei sapere se per i pensieri ossessivi e il rimu
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Buongiorno. Sono una settantatreenne di Napoli e vorrei sapere se per i pensieri ossessivi e il rimuginare sia più indicata la terapia cognitivo comportamentale o la terapia breve strategica. Grazie.
I pensieri ossessivi sono modi della mente di proteggersi dall’ansia. Qualsiasi percorso che ti aiuti a contenere l’ansia senza restare intrappolata nel rimuginio è utile: CBT lavora sul controllo dei pensieri, terapia breve strategica sulla logica che li alimenta. Entrambi possono aiutarti a sentirti più sicura dentro te stessa. Resto a disposizione
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Buonasera, la terapia maggiormente indicata è la Terapia Meta Cognitiva (MCT) che è parte delle terapie Cognitivo-Comportamentali.
Grazie
Grazie
Gentilissima, grazie per la condivisione innanzitutto. Entrambe possono essere delle valide alternative; quello che le suggerisco è di trovare un terapeuta che sia comodo per lei, ma soprattutto con il quale instaurare un rapporto basato sull'alleanza terapeutica.
Cordiali saluti
AV
Cordiali saluti
AV
Buongiorno signora, la terapia di elezione per i pensieri ossessivi è la cognitivo comportamentale, ma entrambe possono essere efficaci, poiché la buona riuscita di una terapia dipende da molti fattori, quali l'alleanza terapeutica terapeuta-paziente, impegno e costanza, tecniche utilizzate, ecc. Le consiglio di scegliere un terapeuta di cui fidarsi e lavorare insieme. In bocca al lupo!
Buongiorno signora, credo sia importante, prima di capire a quale terapia rivolgersi, comprendere quali possono essere le cause dei suoi pensieri negativi, se sono legati a episodi reali o meno. E' utile anche ricostruire in quale periodo esistenziale si trovi, se ha altre patologie. Le suggerisco di rivolgersi a una/uno psicologa/o psicoterapeuta esperto nella terza età per un accurato inquadramento diagnostico della sua problematica.
Buongiorno,
i pensieri ossessivi e il rimuginare possono essere affrontati efficacemente con diversi approcci psicoterapeutici, tra cui sia la terapia cognitivo-comportamentale sia la terapia breve strategica.
La terapia cognitivo-comportamentale si focalizza sul riconoscere e modificare schemi di pensiero e comportamenti disfunzionali, aiutando la persona a sviluppare modalità più funzionali di gestione dei pensieri intrusivi. La terapia breve strategica, invece, interviene sulle modalità con cui il problema si mantiene nel presente, proponendo strategie mirate per interrompere i circoli viziosi del rimuginio.
Non esiste in assoluto un approccio “più indicato” per tutti: la scelta dipende dalle caratteristiche personali, dalla storia individuale e dalla specificità della situazione. Un primo colloquio con un professionista può aiutare a comprendere meglio il problema e individuare il percorso più adatto alle sue esigenze.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
i pensieri ossessivi e il rimuginare possono essere affrontati efficacemente con diversi approcci psicoterapeutici, tra cui sia la terapia cognitivo-comportamentale sia la terapia breve strategica.
La terapia cognitivo-comportamentale si focalizza sul riconoscere e modificare schemi di pensiero e comportamenti disfunzionali, aiutando la persona a sviluppare modalità più funzionali di gestione dei pensieri intrusivi. La terapia breve strategica, invece, interviene sulle modalità con cui il problema si mantiene nel presente, proponendo strategie mirate per interrompere i circoli viziosi del rimuginio.
Non esiste in assoluto un approccio “più indicato” per tutti: la scelta dipende dalle caratteristiche personali, dalla storia individuale e dalla specificità della situazione. Un primo colloquio con un professionista può aiutare a comprendere meglio il problema e individuare il percorso più adatto alle sue esigenze.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Ottima domanda, e si vede che si è già informata sulle opzioni disponibili.
Entrambi gli approcci possono essere efficaci per i pensieri ossessivi e il rimuginio, ma con logiche diverse. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) lavora in modo strutturato sui pensieri disfunzionali e sui comportamenti che li mantengono, aiuta a riconoscere i pattern di pensiero, a metterli in discussione e a sviluppare strategie concrete per gestirli. È l’approccio con la base di evidenza scientifica più solida per questo tipo di problematica, ed è quello raccomandato dalle linee guida internazionali.
La terapia breve strategica lavora in modo più indiretto, agendo sui "tentativi di soluzione", cioè su ciò che la persona fa per cercare di controllare i pensieri e che spesso finisce per alimentarli.
In pratica, la scelta dipende anche dal professionista: un buon terapeuta, qualunque sia il suo orientamento, saprà adattare il lavoro alle sue esigenze specifiche. Il mio suggerimento è di fare un primo colloquio conoscitivo con un professionista, anche questo può aiutarla a capire se l’approccio e la persona sono quelli giusti per lei.
Entrambi gli approcci possono essere efficaci per i pensieri ossessivi e il rimuginio, ma con logiche diverse. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) lavora in modo strutturato sui pensieri disfunzionali e sui comportamenti che li mantengono, aiuta a riconoscere i pattern di pensiero, a metterli in discussione e a sviluppare strategie concrete per gestirli. È l’approccio con la base di evidenza scientifica più solida per questo tipo di problematica, ed è quello raccomandato dalle linee guida internazionali.
La terapia breve strategica lavora in modo più indiretto, agendo sui "tentativi di soluzione", cioè su ciò che la persona fa per cercare di controllare i pensieri e che spesso finisce per alimentarli.
In pratica, la scelta dipende anche dal professionista: un buon terapeuta, qualunque sia il suo orientamento, saprà adattare il lavoro alle sue esigenze specifiche. Il mio suggerimento è di fare un primo colloquio conoscitivo con un professionista, anche questo può aiutarla a capire se l’approccio e la persona sono quelli giusti per lei.
Buongiorno,
ringrazio per la domanda; la terapia, tra le due citate, che ha maggiori evidenze empiriche è quella cognitivo comportamentale, ottima per gestire e smontare o pensieri ricorrenti, quelli intrusivi, l'ansia generalizzata ecc
Saluti
ringrazio per la domanda; la terapia, tra le due citate, che ha maggiori evidenze empiriche è quella cognitivo comportamentale, ottima per gestire e smontare o pensieri ricorrenti, quelli intrusivi, l'ansia generalizzata ecc
Saluti
Buongiorno,
grazie per la sua domanda, molto pertinente.
Sia la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) sia la terapia breve strategica (TBS) sono approcci validi ed efficaci per affrontare pensieri ossessivi e rimuginio, ma lavorano in modo diverso:
Terapia cognitivo-comportamentale (TCC)
È particolarmente indicata per i pensieri ossessivi e il rimuginare perché aiuta a riconoscere i meccanismi che mantengono questi pensieri, a ridurre il tempo dedicato al rimuginio e a sviluppare strategie più funzionali di gestione. È supportata da molte evidenze scientifiche ed è spesso utilizzata nei disturbi d’ansia e nelle forme di pensiero ripetitivo.
Terapia breve strategica (TBS)
Si concentra soprattutto su come il problema viene mantenuto nel presente e su cosa, spesso in modo involontario, lo alimenta. Utilizza interventi mirati e talvolta “paradossali” per interrompere il circolo del rimuginio. Può essere efficace quando la persona si sente “intrappolata” in tentativi di controllo dei pensieri che finiscono per peggiorarli.
In pratica, entrambe possono essere utili: la scelta dipende dalle caratteristiche personali, da quanto i pensieri ossessivi sono pervasivi, dalla presenza di ansia o altri sintomi e, non ultimo, dal tipo di relazione che si crea con il terapeuta. A 73 anni non c’è alcuna controindicazione a intraprendere un percorso psicoterapeutico: il lavoro sui pensieri e sulle emozioni è possibile e spesso molto benefico in ogni fase della vita.
Il consiglio è di approfondire la sua situazione con uno specialista, che possa valutare meglio il suo caso specifico e orientarla verso l’approccio più adatto a lei.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
grazie per la sua domanda, molto pertinente.
Sia la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) sia la terapia breve strategica (TBS) sono approcci validi ed efficaci per affrontare pensieri ossessivi e rimuginio, ma lavorano in modo diverso:
Terapia cognitivo-comportamentale (TCC)
È particolarmente indicata per i pensieri ossessivi e il rimuginare perché aiuta a riconoscere i meccanismi che mantengono questi pensieri, a ridurre il tempo dedicato al rimuginio e a sviluppare strategie più funzionali di gestione. È supportata da molte evidenze scientifiche ed è spesso utilizzata nei disturbi d’ansia e nelle forme di pensiero ripetitivo.
Terapia breve strategica (TBS)
Si concentra soprattutto su come il problema viene mantenuto nel presente e su cosa, spesso in modo involontario, lo alimenta. Utilizza interventi mirati e talvolta “paradossali” per interrompere il circolo del rimuginio. Può essere efficace quando la persona si sente “intrappolata” in tentativi di controllo dei pensieri che finiscono per peggiorarli.
In pratica, entrambe possono essere utili: la scelta dipende dalle caratteristiche personali, da quanto i pensieri ossessivi sono pervasivi, dalla presenza di ansia o altri sintomi e, non ultimo, dal tipo di relazione che si crea con il terapeuta. A 73 anni non c’è alcuna controindicazione a intraprendere un percorso psicoterapeutico: il lavoro sui pensieri e sulle emozioni è possibile e spesso molto benefico in ogni fase della vita.
Il consiglio è di approfondire la sua situazione con uno specialista, che possa valutare meglio il suo caso specifico e orientarla verso l’approccio più adatto a lei.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentile Signora,
la sua è una domanda molto sensata. Per pensieri ossessivi e rimuginio, più che cercare “la scuola giusta” in astratto, può essere molto utile scegliere un professionista valutando soprattutto questi tre aspetti:
• esperienza specifica su ossessioni, rimuginio, ansia
• chiarezza del metodo (come lavoreremo, con quali obiettivi, in quanto tempo si verifica se sta funzionando)
• qualità della relazione terapeutica (sentirsi compresa, a proprio agio, e in fiducia)
Questo non significa che l’approccio non conti. Il punto è che la ricerca mostra da anni che la relazione terapeutica è una componente centrale dell’efficacia della cura e contribuisce in modo sostanziale all’esito del trattamento insieme alle tecniche. Le ricerche dell'APA sulle “evidence-based therapy relationships” vanno proprio in questa direzione e lavori successivi hanno ribadito il peso dei fattori relazionali/comuni (alleanza, empatia, ecc.) negli esiti della psicoterapia.
In pratica, una buona domanda da fare al primo colloquio è:
“Ha esperienza con pensieri ossessivi e rimuginio? Come lavora su questi sintomi? Come valuteremo i progressi?”
Questa domanda spesso aiuta più del nome dell’orientamento, perché le permette di capire se si sente in buone mani.
Un caro saluto.
Gabriele
la sua è una domanda molto sensata. Per pensieri ossessivi e rimuginio, più che cercare “la scuola giusta” in astratto, può essere molto utile scegliere un professionista valutando soprattutto questi tre aspetti:
• esperienza specifica su ossessioni, rimuginio, ansia
• chiarezza del metodo (come lavoreremo, con quali obiettivi, in quanto tempo si verifica se sta funzionando)
• qualità della relazione terapeutica (sentirsi compresa, a proprio agio, e in fiducia)
Questo non significa che l’approccio non conti. Il punto è che la ricerca mostra da anni che la relazione terapeutica è una componente centrale dell’efficacia della cura e contribuisce in modo sostanziale all’esito del trattamento insieme alle tecniche. Le ricerche dell'APA sulle “evidence-based therapy relationships” vanno proprio in questa direzione e lavori successivi hanno ribadito il peso dei fattori relazionali/comuni (alleanza, empatia, ecc.) negli esiti della psicoterapia.
In pratica, una buona domanda da fare al primo colloquio è:
“Ha esperienza con pensieri ossessivi e rimuginio? Come lavora su questi sintomi? Come valuteremo i progressi?”
Questa domanda spesso aiuta più del nome dell’orientamento, perché le permette di capire se si sente in buone mani.
Un caro saluto.
Gabriele
Buongiorno, certo è indicata anche la terapia cognitiva comportamentale.
Sono disponibile ad aiutarla. Può contattarmi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Sono disponibile ad aiutarla. Può contattarmi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Le due forme di terapia non si escludono, anzi possono essere utilizzate in contemporanea. La breve strategica è un ramo della cognitivo comportamentale. Quindi può rivolgersi ad uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale che abbia sufficiente esperienza per saper utilizzare anche delle tecniche strategiche, cosiddette brevi
Buongiorno, entrambi gli approcci sono validi, ma credo che la terapia strategica possa andare meglio per il suo caso.
Buongiorno! È un piacere conoscerla. Mi permetta di dirle che porsi questa domanda dimostra una grande lucidità e una voglia di stare bene che non ha età. Entrambi gli approcci da lei citati sono efficaci per il rimugino. Un ruolo chiave nel trattamento sarà dato anche dalla relazione di fiducia che si instaurerà con il suo terapeuta.
Buonasera, entrambe le terapie sono efficaci e indicate per curare i pensieri ossessivi soprattutto quando questi pensieri sono molto intrusivi e limitanti, ma entrambe lavorano sul sintomo e non sulla causa, come avviene invece con la psicoterapia psicodinamica e psicoanalitica. Lavorare sul sintomo significa eliminarlo , ma se tuttavia non ne viene curata contemporaneamente anche la causa emotiva che lo ha generato lo stesso sintomo può ritornare o ripresentarsi sotto un'altra forma.
Tenga presente che in generale la cognitivo comportamentale è più metodica e spesso più lenta, la strategica breve utilizza modalità meno lineari dal punto di vista logico, ma più rapidamente efficaci. Non è detto inoltre che non debbano essere usati altri strumenti terapeutici da abbinare a quelli specifici per i disturbi ossessivi.
Buongiorno, per i pensieri ossessivi e il rimuginare persistente la letteratura scientifica indica come trattamento di prima scelta la Terapia Cognitivo-Comportamentale, soprattutto quando è strutturata con tecniche specifiche come l’esposizione con prevenzione della risposta (per le ossessioni) e il lavoro sulla ruminazione e sull’intolleranza all’incertezza.
La Terapia Breve Strategica può essere utile in alcuni casi, in particolare quando il problema è ben circoscritto e si desidera intervenire rapidamente sui meccanismi che mantengono il sintomo. Tuttavia, per quadri ossessivi strutturati o di lunga durata, la terapia cognitivo-comportamentale ha al momento maggiori evidenze di efficacia.
Detto questo, la scelta non dipende solo dall’etichetta dell’approccio, ma anche da:
quanto il terapeuta sia esperto nel trattamento specifico dei pensieri ossessivi
quanto si senta a suo agio e compresa nella relazione terapeutica
la presenza eventuale di ansia o depressione associate
A 73 anni non è affatto “troppo tardi” per intervenire: il cervello mantiene capacità di cambiamento lungo tutto l’arco della vita. Se i pensieri sono molto invasivi, può essere utile anche una valutazione psichiatrica per integrare, se necessario, un supporto farmacologico.
Se desidera un’indicazione pratica: per ossessioni e rimuginio cronico partirei da una Terapia Cognitivo-Comportamentale con esperienza specifica nel DOC e nei disturbi d’ansia.
Un cordiale saluto.
La Terapia Breve Strategica può essere utile in alcuni casi, in particolare quando il problema è ben circoscritto e si desidera intervenire rapidamente sui meccanismi che mantengono il sintomo. Tuttavia, per quadri ossessivi strutturati o di lunga durata, la terapia cognitivo-comportamentale ha al momento maggiori evidenze di efficacia.
Detto questo, la scelta non dipende solo dall’etichetta dell’approccio, ma anche da:
quanto il terapeuta sia esperto nel trattamento specifico dei pensieri ossessivi
quanto si senta a suo agio e compresa nella relazione terapeutica
la presenza eventuale di ansia o depressione associate
A 73 anni non è affatto “troppo tardi” per intervenire: il cervello mantiene capacità di cambiamento lungo tutto l’arco della vita. Se i pensieri sono molto invasivi, può essere utile anche una valutazione psichiatrica per integrare, se necessario, un supporto farmacologico.
Se desidera un’indicazione pratica: per ossessioni e rimuginio cronico partirei da una Terapia Cognitivo-Comportamentale con esperienza specifica nel DOC e nei disturbi d’ansia.
Un cordiale saluto.
Cara signora,
ha fatto molto bene ad informarsi sugli approcci e credo che entrambi possano aiutarla a risolvere il problema. Ciò che conta però è il rapporto che si crea tra lei e la/il Psicoterapeuta: è importante che lei si senta capita, non giudicata e che ci sia fiducia reciproca. Le auguro il meglio.
ha fatto molto bene ad informarsi sugli approcci e credo che entrambi possano aiutarla a risolvere il problema. Ciò che conta però è il rapporto che si crea tra lei e la/il Psicoterapeuta: è importante che lei si senta capita, non giudicata e che ci sia fiducia reciproca. Le auguro il meglio.
Gentile utente, premesso che ogni approccio è valido, in questo caso specifico le suggerirei una terapia cognitivo-comportamentale. Un saluto
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