Buongiorno. Sono una ragazza di 18 anni e questo lunedì sono partita per un erasmus a Tolosa. Sono
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Buongiorno.
Sono una ragazza di 18 anni e questo lunedì sono partita per un erasmus a Tolosa. Sono di base una persona molto ansiosa che si fa paranoie e ossessioni si tutto, sola in una casa famiglia, ma a scuola condivido il tempo con altri 4 italiani, tra cui un mio amico di scuola, e ora ho molto tempo per riflettere e pensare.
I primi giorni sono andati alla grande, ho una relazione da quasi tre mesi e sentivo proprio una connessione profonda, non le ho mai detto ti amo soltanto perché è troppo presto. Poi, giovedì, ho scoperto che una ragazza era bisessuale come me, e quindi mi si è aperta una possibilità. Da lì ho cominciato ad avere ansia che mi piacesse e che non mi piacesse più la mia ragazza. Mi sono fatta talmente tante paturnie mentali che non ho più mangiato né dormito, mi sono convinta di provare veri sentimenti per quella ragazza conosciuta qui in erasmus, con l'ansia soltanto nel vederla. Questa ragazza non la conoscevo e non la conosco, la evito in ogni modo perché temo di alimentare i miei sentimenti che credo siano frutto soltanto della mia ansia. Quando penso al mio partner penso a lei. Costantemente. Non penso a lei in modo romantico, a volte cerco di crearmi scenari insieme per capire che emozioni provo. Quando parlo con la mia ragazza, sento soltanto questa sensazione di pesantezza e ansia e non riesco a fare niente per togliermela. Io e questa ragazza non ci parliamo, abbiamo scambiato qualche parola ogni tanto. Ammetto che da quando l'ho vista, essendo lei una ragazza bella e che mi attirava nel suo stile, volevo sorprenderla. Volevo che mi notasse. Allora ho iniziato a pensare che ci sia davvero interesse e che stia tradendo la mia ragazza. Sto davvero impazzendo, non mi sto godendo l'esperienza e non riesco più a provare sentimenti di nessun tipo.
È possibile essere innamorati follemente del mio proprio partner e dieci minuti dopo, soltanto per aver scoperto una cosa simile, perdere tutti i sentimenti? È possibile provare qualcosa di così forte per qualcuno che neanche si conosce? Che si riesce anche ad evitare?
In passato mi era stato detto di avere un doc per altri motivi, quindi la mia conclusione è che con lei ho solo questo pensiero ossessivo, perché avendone parlato con il partner mi sento di averla ferita profondamente, e quindi mi torna sempre in mente e metto in questione costantemente i sentimenti che provo per lei. Costantemente metto in questione i sentimenti che provo per la mia ragazza quando parliamo, quando chattiamo, quando mi dice cose carine e quando le dico a lei.
Nonostante razionalmente questa sia la mia risposta, irrazionalmente mi viene ansia e mi viene da pensare che io mi stia autoconvincendo che l'altra persona non la voglio. Perché io, anche se dovessi lasciarmi dal mio partner, non credo ci proverei mai con l'altra. È solo un'ossessione, come tutte le volte, non ho davvero intenzione di avere niente perché l'associo soltanto a dolore. Ma se in realtà mi stessi solo autoconvincendo di ciò? Se non amassi più la mia ragazza, da un giorno all'altro? La mia relazione è perfetta, lei è perfetta, ed io non riesco a lasciarla. Fino a due giorni fa il pensiero mi distruggeva, ora sono talmente presa dal pensiero di provare sentimenti per l'altra che non riesco a provare altro.
Ho pensato anche che lunedì, quando tornerò nella mia casa, vedendola raramente soltanto a scuola l'ossessione passerà, e mi renderò conto effettivamente della cosa stupida che sto facendo. Perché se lascio la mia ragazza adesso, mi mancherebbe e poi quando passerà l'ossessione per l'altra, perché non è detto che io le piaccia o che le piacerò, mi pentirò amaramente perché voglio davvero stare con chi sto adesso. Ho pensato che l'amore sia scegliersi, e io scelgo lei, ma se poi tornata a casa pensassi ancora all'altra ragazza in presenza del mio partener? Sempre per quell'ansia? Magari mi sono innamorata davvero e lo sto nascondendo. Ma io non voglio, e penso che se fossi davvero innamorata farei qualcosa per starci insieme, non riuscirei a reprimere così un sentimento come non riesco a reprimere il mio malessere attuale.
Ho rovinato il mio intero soggiorno qui e sto davvero male. Per favore, ho bisogno di sapere cosa mi sta succedendo e perché.
Sono una ragazza di 18 anni e questo lunedì sono partita per un erasmus a Tolosa. Sono di base una persona molto ansiosa che si fa paranoie e ossessioni si tutto, sola in una casa famiglia, ma a scuola condivido il tempo con altri 4 italiani, tra cui un mio amico di scuola, e ora ho molto tempo per riflettere e pensare.
I primi giorni sono andati alla grande, ho una relazione da quasi tre mesi e sentivo proprio una connessione profonda, non le ho mai detto ti amo soltanto perché è troppo presto. Poi, giovedì, ho scoperto che una ragazza era bisessuale come me, e quindi mi si è aperta una possibilità. Da lì ho cominciato ad avere ansia che mi piacesse e che non mi piacesse più la mia ragazza. Mi sono fatta talmente tante paturnie mentali che non ho più mangiato né dormito, mi sono convinta di provare veri sentimenti per quella ragazza conosciuta qui in erasmus, con l'ansia soltanto nel vederla. Questa ragazza non la conoscevo e non la conosco, la evito in ogni modo perché temo di alimentare i miei sentimenti che credo siano frutto soltanto della mia ansia. Quando penso al mio partner penso a lei. Costantemente. Non penso a lei in modo romantico, a volte cerco di crearmi scenari insieme per capire che emozioni provo. Quando parlo con la mia ragazza, sento soltanto questa sensazione di pesantezza e ansia e non riesco a fare niente per togliermela. Io e questa ragazza non ci parliamo, abbiamo scambiato qualche parola ogni tanto. Ammetto che da quando l'ho vista, essendo lei una ragazza bella e che mi attirava nel suo stile, volevo sorprenderla. Volevo che mi notasse. Allora ho iniziato a pensare che ci sia davvero interesse e che stia tradendo la mia ragazza. Sto davvero impazzendo, non mi sto godendo l'esperienza e non riesco più a provare sentimenti di nessun tipo.
È possibile essere innamorati follemente del mio proprio partner e dieci minuti dopo, soltanto per aver scoperto una cosa simile, perdere tutti i sentimenti? È possibile provare qualcosa di così forte per qualcuno che neanche si conosce? Che si riesce anche ad evitare?
In passato mi era stato detto di avere un doc per altri motivi, quindi la mia conclusione è che con lei ho solo questo pensiero ossessivo, perché avendone parlato con il partner mi sento di averla ferita profondamente, e quindi mi torna sempre in mente e metto in questione costantemente i sentimenti che provo per lei. Costantemente metto in questione i sentimenti che provo per la mia ragazza quando parliamo, quando chattiamo, quando mi dice cose carine e quando le dico a lei.
Nonostante razionalmente questa sia la mia risposta, irrazionalmente mi viene ansia e mi viene da pensare che io mi stia autoconvincendo che l'altra persona non la voglio. Perché io, anche se dovessi lasciarmi dal mio partner, non credo ci proverei mai con l'altra. È solo un'ossessione, come tutte le volte, non ho davvero intenzione di avere niente perché l'associo soltanto a dolore. Ma se in realtà mi stessi solo autoconvincendo di ciò? Se non amassi più la mia ragazza, da un giorno all'altro? La mia relazione è perfetta, lei è perfetta, ed io non riesco a lasciarla. Fino a due giorni fa il pensiero mi distruggeva, ora sono talmente presa dal pensiero di provare sentimenti per l'altra che non riesco a provare altro.
Ho pensato anche che lunedì, quando tornerò nella mia casa, vedendola raramente soltanto a scuola l'ossessione passerà, e mi renderò conto effettivamente della cosa stupida che sto facendo. Perché se lascio la mia ragazza adesso, mi mancherebbe e poi quando passerà l'ossessione per l'altra, perché non è detto che io le piaccia o che le piacerò, mi pentirò amaramente perché voglio davvero stare con chi sto adesso. Ho pensato che l'amore sia scegliersi, e io scelgo lei, ma se poi tornata a casa pensassi ancora all'altra ragazza in presenza del mio partener? Sempre per quell'ansia? Magari mi sono innamorata davvero e lo sto nascondendo. Ma io non voglio, e penso che se fossi davvero innamorata farei qualcosa per starci insieme, non riuscirei a reprimere così un sentimento come non riesco a reprimere il mio malessere attuale.
Ho rovinato il mio intero soggiorno qui e sto davvero male. Per favore, ho bisogno di sapere cosa mi sta succedendo e perché.
Buongiorno, come certamente già dentro di sé saprà, non è possibile rispondere in qualche riga a che cosa le sta succedendo, ma credo che sia molto importante porsi questa domanda - e, più in generale, credo sia sempre importante porsi delle domande sul perché facciamo o non facciamo una determinata azione o pensiero. In questo caso, quella che lei definisce “ossessione” verso questa nuova ragazza, sembra di fatto portarla a mettere in dubbio la sua attuale relazione e a non riuscire a godersi la sua esperienza all’estero. Bisognerebbe capire meglio se c’è una ripetizione in questi suoi meccanismi relazionali (a un certo punto scrive che è un’ossessione “come tutte le volte”, quindi presumo non sia la prima volta che le succede) e, in tal caso, approfondire meglio le ragioni profonde che la portano a ricreare sempre le stesse dinamiche.
Un caro saluto
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Buongiorno. Sono Sasha e sono una psicologa. Ci terrei a ringraziarla molto per la sua condivisione. Posso immaginare la sua preoccupazione verso la situazione in cui si trova, sarebbe molto bello esplorare a fondo cio che racconti. Per questo piccolo spazio, posso dirle di cercare di provare ad accogliere cio che sente, di lasciarsi guidare dalla spontaneità di cio che sente di volere, e da li, cercare di approfondire e rispondere ai suoi punti interrogativi. Se sente di aver bisogno di un aiuto nell'esplorare questi vissuti, io sono disponibile.
Saluti
Saluti
Buongiorno, quello che sta vivendo è molto più comprensibile di quanto possa sembrare in questo momento, anche se dentro lo sente come qualcosa di caotico e spaventoso. Non sta impazzendo e non c’è nulla di “sbagliato” in lei: sta attraversando un’attivazione ansiosa molto intensa che si è agganciata ai suoi vissuti affettivi L’Erasmus, il cambiamento, la distanza, il tempo per pensare: sono tutti fattori che abbassano le certezze e aumentano la sensibilità interna. In una persona che tende già all’ansia e al dubbio, può succedere che un elemento nuovo, come l’incontro con questa ragazza, diventi il punto su cui la mente inizia a costruire domande sempre più insistenti. Non è tanto la ragazza in sé il problema, quanto ciò che rappresenta: una possibilità, un dubbio, una rottura dell’equilibrio.
Più che cercare di arrivare subito a una risposta definitiva su cosa prova, può essere utile iniziare a spostare l’attenzione sul riconoscere cosa sta accadendo dentro di lei: non una verità improvvisa sui suoi sentimenti, ma un meccanismo ansioso che sta amplificando tutto. Con il tempo, e soprattutto riducendo questo continuo monitoraggio interno, le emozioni tendono a tornare più leggibili.
Quello che sta vivendo è molto faticoso, ma è anche qualcosa che può attraversare senza prendere decisioni drastiche adesso. In momenti così, non è necessario capire tutto subito, ma piuttosto darsi il tempo di ritrovare un po’ di stabilità interna. Se sente che questo tipo di pensieri le è già familiare, potrebbe essere davvero utile farsi accompagnare da un professionista, proprio per imparare a gestire questo tipo di loop senza rimanerne intrappolata.
Più che cercare di arrivare subito a una risposta definitiva su cosa prova, può essere utile iniziare a spostare l’attenzione sul riconoscere cosa sta accadendo dentro di lei: non una verità improvvisa sui suoi sentimenti, ma un meccanismo ansioso che sta amplificando tutto. Con il tempo, e soprattutto riducendo questo continuo monitoraggio interno, le emozioni tendono a tornare più leggibili.
Quello che sta vivendo è molto faticoso, ma è anche qualcosa che può attraversare senza prendere decisioni drastiche adesso. In momenti così, non è necessario capire tutto subito, ma piuttosto darsi il tempo di ritrovare un po’ di stabilità interna. Se sente che questo tipo di pensieri le è già familiare, potrebbe essere davvero utile farsi accompagnare da un professionista, proprio per imparare a gestire questo tipo di loop senza rimanerne intrappolata.
Buonasera,
leggendo il suo messaggio arriva con molta forza la sensazione di essere finita dentro a un vortice di pensieri e ansia che in poco tempo ha preso il sopravvento, fino a farle perdere il contatto con ciò che sentiva prima e con la possibilità di vivere serenamente questa esperienza.
Da ciò che descrive, sembra che tutto si sia attivato a partire da una possibilità nuova, che ha aperto un pensiero: da lì questo dubbio ha iniziato a ripresentarsi sempre più spesso, fino a diventare continuo, insistente, difficile da fermare. Più prova a capire cosa sente davvero, più il pensiero si rinforza e l’ansia aumenta, portandola a osservare e mettere alla prova ogni emozione.
Quando un dubbio prende questa forma così ripetitiva e urgente, spesso non parla tanto di un sentimento che sta cambiando all’improvviso, ma di un processo mentale che si è attivato e che tende ad autoalimentarsi. In questo stato, anche le emozioni possono diventare meno accessibili, dando la sensazione di non provare più nulla o di provare qualcosa che in realtà non è chiaro.
Allo stesso tempo, nel suo racconto prende forma un elemento significativo: verso l’altra persona non sembra esserci un movimento di avvicinamento, ma piuttosto una presenza mentale accompagnata da ansia e disagio. Questo può aiutare a distinguere tra ciò che si impone come pensiero e ciò che invece nasce come esperienza emotiva più diretta.
In un momento così carico può essere utile non cercare subito una risposta definitiva su ciò che prova, ma provare a riconoscere questo meccanismo mentre accade, lasciando che l’intensità si riduca prima di trarre conclusioni importanti.
Un percorso psicologico dove poter portare questi pensieri senza doverli risolvere subito può permettere di dare loro un senso diverso, meno urgente e meno invasivo, e di ritrovare gradualmente un contatto più stabile con il proprio sentire.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
leggendo il suo messaggio arriva con molta forza la sensazione di essere finita dentro a un vortice di pensieri e ansia che in poco tempo ha preso il sopravvento, fino a farle perdere il contatto con ciò che sentiva prima e con la possibilità di vivere serenamente questa esperienza.
Da ciò che descrive, sembra che tutto si sia attivato a partire da una possibilità nuova, che ha aperto un pensiero: da lì questo dubbio ha iniziato a ripresentarsi sempre più spesso, fino a diventare continuo, insistente, difficile da fermare. Più prova a capire cosa sente davvero, più il pensiero si rinforza e l’ansia aumenta, portandola a osservare e mettere alla prova ogni emozione.
Quando un dubbio prende questa forma così ripetitiva e urgente, spesso non parla tanto di un sentimento che sta cambiando all’improvviso, ma di un processo mentale che si è attivato e che tende ad autoalimentarsi. In questo stato, anche le emozioni possono diventare meno accessibili, dando la sensazione di non provare più nulla o di provare qualcosa che in realtà non è chiaro.
Allo stesso tempo, nel suo racconto prende forma un elemento significativo: verso l’altra persona non sembra esserci un movimento di avvicinamento, ma piuttosto una presenza mentale accompagnata da ansia e disagio. Questo può aiutare a distinguere tra ciò che si impone come pensiero e ciò che invece nasce come esperienza emotiva più diretta.
In un momento così carico può essere utile non cercare subito una risposta definitiva su ciò che prova, ma provare a riconoscere questo meccanismo mentre accade, lasciando che l’intensità si riduca prima di trarre conclusioni importanti.
Un percorso psicologico dove poter portare questi pensieri senza doverli risolvere subito può permettere di dare loro un senso diverso, meno urgente e meno invasivo, e di ritrovare gradualmente un contatto più stabile con il proprio sentire.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
Quello che ti sta succedendo non è improvviso, né inspiegabile, e soprattutto non dice quello che temi che dica.
Sei partita per l’Erasmus: nuovo ambiente, distanza, meno punti fermi, più tempo per stare nella tua testa. Questo già da solo abbassa le difese e aumenta la sensibilità all’ansia. Dentro questo scenario compare uno stimolo: una ragazza che ti colpisce. Questo non è strano, è umano. Il punto è che, invece di rimanere una semplice apertura o curiosità, il tuo sistema mentale lo ha trasformato in una domanda urgente e minacciosa: “E se allora non amo più la mia ragazza?”
Da lì si attiva il circolo. Più cerchi di capire cosa provi davvero, più ti senti confusa. Più ti senti confusa, più aumentano ansia e bisogno di controllare. E più controlli, meno riesci a sentire qualcosa di spontaneo. È per questo che dici di non provare più niente: non perché i sentimenti siano spariti, ma perché sei attivata.
Il fatto che tu abbia iniziato a evitare questa ragazza è molto significativo: se ci fosse un sentimento reale e forte, la tendenza sarebbe avvicinarsi, non scappare. Qui invece c’è paura di quello che potresti provare, non un desiderio di viverlo. Anche l’idea di “dover capire subito” se sei innamorata dell’una o dell’altra è tipica dell’ansia. I sentimenti non funzionano come un interruttore che si spegne da un giorno all’altro solo perché hai visto un’altra persona.
Quello che sta succedendo con la tua ragazza è un effetto collaterale di questo meccanismo. Quando parli con lei, invece di stare nella relazione, entri in modalità analisi: “sto sentendo abbastanza? è giusto? è vero?” E questo rende tutto pesante. Non perché lei non sia più la persona giusta, ma perché il sistema ha associato quel momento a una verifica continua. È come se ogni interazione fosse diventata un test, e nei test sotto pressione è normale bloccarsi.
Anche il dubbio che hai – “e se mi stessi auto-convincendo?” – fa parte dello stesso schema. L’ansia non si accontenta mai di una risposta, nemmeno di quella razionale. Trova sempre un’altra possibilità per riaprire il dubbio. Non è un segnale nascosto di verità, è proprio il modo in cui funziona.
Se guardi i fatti, però, c’è qualcosa di molto chiaro: tu non vuoi stare con l’altra ragazza, non cerchi un contatto, non immagini davvero una relazione con lei. Quello che ti tiene agganciata non è il desiderio, è la paura di cosa quel pensiero potrebbe significare. E paura e amore sono due emozioni completamente diverse.
La cosa più importante adesso è questa: non devi prendere decisioni mentre sei in questo stato. L’urgenza di decidere (“devo capire se la amo o no”) è parte del problema. Più provi a chiudere il dubbio subito, più lo alimenti. In questo momento il tuo compito non è capire cosa provi in modo definitivo, ma smettere di interrogare continuamente quello che provi.
È molto probabile che, tornando a una quotidianità più stabile e con meno spazio per rimuginare, tutto questo si ridimensioni da solo. Non perché stai ignorando qualcosa di vero, ma perché stai togliendo carburante a un meccanismo che si è gonfiato in un contesto particolare.
In sintesi: sì, è possibile provare attrazione per qualcuno che non si conosce, ma non in questa forma così invadente e angosciante; no, non è realistico smettere di amare qualcuno da un giorno all’altro per un pensiero; e soprattutto, quello che stai vivendo ha molto più a che fare con l’ansia e il bisogno di certezza che con un cambiamento reale dei tuoi sentimenti.
Se riesci a fare un piccolo spostamento, anche solo questo: smettere di cercare una risposta definitiva e tollerare il “non lo so adesso”, vedrai che piano piano l’intensità scende. E quando l’ansia scende, i sentimenti – quelli veri – tornano a essere leggibili.
Sei partita per l’Erasmus: nuovo ambiente, distanza, meno punti fermi, più tempo per stare nella tua testa. Questo già da solo abbassa le difese e aumenta la sensibilità all’ansia. Dentro questo scenario compare uno stimolo: una ragazza che ti colpisce. Questo non è strano, è umano. Il punto è che, invece di rimanere una semplice apertura o curiosità, il tuo sistema mentale lo ha trasformato in una domanda urgente e minacciosa: “E se allora non amo più la mia ragazza?”
Da lì si attiva il circolo. Più cerchi di capire cosa provi davvero, più ti senti confusa. Più ti senti confusa, più aumentano ansia e bisogno di controllare. E più controlli, meno riesci a sentire qualcosa di spontaneo. È per questo che dici di non provare più niente: non perché i sentimenti siano spariti, ma perché sei attivata.
Il fatto che tu abbia iniziato a evitare questa ragazza è molto significativo: se ci fosse un sentimento reale e forte, la tendenza sarebbe avvicinarsi, non scappare. Qui invece c’è paura di quello che potresti provare, non un desiderio di viverlo. Anche l’idea di “dover capire subito” se sei innamorata dell’una o dell’altra è tipica dell’ansia. I sentimenti non funzionano come un interruttore che si spegne da un giorno all’altro solo perché hai visto un’altra persona.
Quello che sta succedendo con la tua ragazza è un effetto collaterale di questo meccanismo. Quando parli con lei, invece di stare nella relazione, entri in modalità analisi: “sto sentendo abbastanza? è giusto? è vero?” E questo rende tutto pesante. Non perché lei non sia più la persona giusta, ma perché il sistema ha associato quel momento a una verifica continua. È come se ogni interazione fosse diventata un test, e nei test sotto pressione è normale bloccarsi.
Anche il dubbio che hai – “e se mi stessi auto-convincendo?” – fa parte dello stesso schema. L’ansia non si accontenta mai di una risposta, nemmeno di quella razionale. Trova sempre un’altra possibilità per riaprire il dubbio. Non è un segnale nascosto di verità, è proprio il modo in cui funziona.
Se guardi i fatti, però, c’è qualcosa di molto chiaro: tu non vuoi stare con l’altra ragazza, non cerchi un contatto, non immagini davvero una relazione con lei. Quello che ti tiene agganciata non è il desiderio, è la paura di cosa quel pensiero potrebbe significare. E paura e amore sono due emozioni completamente diverse.
La cosa più importante adesso è questa: non devi prendere decisioni mentre sei in questo stato. L’urgenza di decidere (“devo capire se la amo o no”) è parte del problema. Più provi a chiudere il dubbio subito, più lo alimenti. In questo momento il tuo compito non è capire cosa provi in modo definitivo, ma smettere di interrogare continuamente quello che provi.
È molto probabile che, tornando a una quotidianità più stabile e con meno spazio per rimuginare, tutto questo si ridimensioni da solo. Non perché stai ignorando qualcosa di vero, ma perché stai togliendo carburante a un meccanismo che si è gonfiato in un contesto particolare.
In sintesi: sì, è possibile provare attrazione per qualcuno che non si conosce, ma non in questa forma così invadente e angosciante; no, non è realistico smettere di amare qualcuno da un giorno all’altro per un pensiero; e soprattutto, quello che stai vivendo ha molto più a che fare con l’ansia e il bisogno di certezza che con un cambiamento reale dei tuoi sentimenti.
Se riesci a fare un piccolo spostamento, anche solo questo: smettere di cercare una risposta definitiva e tollerare il “non lo so adesso”, vedrai che piano piano l’intensità scende. E quando l’ansia scende, i sentimenti – quelli veri – tornano a essere leggibili.
Ciao. Leggo le tue parole e, prima di ogni altra cosa, vorrei che facessi un respiro profondo, di quelli che arrivano alla pancia e non si fermano alle spalle. Mi occupo quotidianamente di ragazzi che, come te, sentono il peso di un mondo che sembra correre troppo veloce, chiedendo costantemente prestazioni eccelse, sorrisi smaglianti e certezze granitiche che, alla tua età, è semplicemente fisiologico non avere. L'ansia che provi non è un difetto di fabbrica e non è un segno di debolezza, ma è piuttosto il grido di una parte di te che sta cercando disperatamente di proteggerti da aspettative che senti soffocanti. Spesso la società ci insegna a vedere l'ansia come un nemico da abbattere, un mostro da chiudere in soffitta, ma io vorrei invitarti a guardarla con occhi diversi, quasi fosse una bussola un po' impazzita che ti sta indicando che c'è un bisogno profondo di ascolto, di lentezza e di autenticità che stai trascurando.
È frustrante sentirsi bloccati mentre tutti gli altri sembrano scattare verso il traguardo, ma la verità, quella che raramente viene pubblicata sui social, è che quasi nessuno sa davvero dove sta andando e moltissimi convivono con quel medesimo nodo alla gola che senti tu. Il mio lavoro consiste nell'aiutarti a sciogliere quel nodo, non strappandolo via con forza, ma imparando a capire cosa vuole dirti e come puoi tornare a respirare anche in mezzo alla tempesta. Meriti uno spazio in cui non devi essere "abbastanza" per nessuno, se non per te stessa, e spero che tu possa concederti la gentilezza di accogliere questa tua fragilità come il punto di partenza per costruire una forza che sia davvero tua, reale e non semplicemente performativa.
È frustrante sentirsi bloccati mentre tutti gli altri sembrano scattare verso il traguardo, ma la verità, quella che raramente viene pubblicata sui social, è che quasi nessuno sa davvero dove sta andando e moltissimi convivono con quel medesimo nodo alla gola che senti tu. Il mio lavoro consiste nell'aiutarti a sciogliere quel nodo, non strappandolo via con forza, ma imparando a capire cosa vuole dirti e come puoi tornare a respirare anche in mezzo alla tempesta. Meriti uno spazio in cui non devi essere "abbastanza" per nessuno, se non per te stessa, e spero che tu possa concederti la gentilezza di accogliere questa tua fragilità come il punto di partenza per costruire una forza che sia davvero tua, reale e non semplicemente performativa.
Buongiorno,
ciò che racconti arriva con tanta intensità e si sente quanto tu stia cercando di non fare male a nessuno, nemmeno a te stessa. In questa situazione si accendono tante voci insieme e ognuna chiede, con insistenza, di essere ascoltata subito, capita e risolta.
Da una parte il legame che senti importante, dall’altra qualcosa di nuovo che ha mosso qualcos'altro e in mezzo il timore, la paura di sbagliare.
Non c’è niente di strano nel fatto che qualcuna ti colpisca, anche senza conoscerla davvero. E non è detto che ciò che senti ora dica tutta la verità su ciò che provi.
A volte la mente diventa come un labirinto: più cerchi l’uscita, più ti senti persa e disorientata.
La paura e di conseguenza l'ansia sono emozioni che ci abitano e che ci parlano in lingue diverse. Forse non è così importante capire perché o cosa stia succedendo, ma trovare un interprete che possa ascoltarle e accoglierle, stare in loro presenza con fiducia in un luogo sicuro. Forse è così che smetteranno di alzare la voce.
Rimango a disposizione e un abbraccio
ciò che racconti arriva con tanta intensità e si sente quanto tu stia cercando di non fare male a nessuno, nemmeno a te stessa. In questa situazione si accendono tante voci insieme e ognuna chiede, con insistenza, di essere ascoltata subito, capita e risolta.
Da una parte il legame che senti importante, dall’altra qualcosa di nuovo che ha mosso qualcos'altro e in mezzo il timore, la paura di sbagliare.
Non c’è niente di strano nel fatto che qualcuna ti colpisca, anche senza conoscerla davvero. E non è detto che ciò che senti ora dica tutta la verità su ciò che provi.
A volte la mente diventa come un labirinto: più cerchi l’uscita, più ti senti persa e disorientata.
La paura e di conseguenza l'ansia sono emozioni che ci abitano e che ci parlano in lingue diverse. Forse non è così importante capire perché o cosa stia succedendo, ma trovare un interprete che possa ascoltarle e accoglierle, stare in loro presenza con fiducia in un luogo sicuro. Forse è così che smetteranno di alzare la voce.
Rimango a disposizione e un abbraccio
Buongiorno,
da quello che scrive sembra che stia vivendo un momento di forte ansia e pensieri ossessivi sui sentimenti. Questo è comune quando ci sono cambiamenti importanti o situazioni nuove, come un Erasmus all’estero.
Sentire attrazione o curiosità verso altre persone non significa automaticamente che non ami più il partner: spesso l’ansia amplifica i pensieri e li rende più pesanti di quanto siano realmente. Cercare di “controllarli” da sola può aumentarne l’intensità.
Può aiutare:
Brevi pause, respirazioni profonde o camminate per ridurre l’ansia fisica.
Scrivere i pensieri su un diario senza giudizio.
Ricordare che ciò che conta è la scelta consapevole verso il partner, non i pensieri momentanei.
Un supporto psicologico mirato può aiutarla a gestire l’ansia e capire meglio i suoi sentimenti senza sentirsi sopraffatta.
Non è sola in questo: con gli strumenti giusti, questi pensieri diventano gestibili.
Un caro saluto,
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
da quello che scrive sembra che stia vivendo un momento di forte ansia e pensieri ossessivi sui sentimenti. Questo è comune quando ci sono cambiamenti importanti o situazioni nuove, come un Erasmus all’estero.
Sentire attrazione o curiosità verso altre persone non significa automaticamente che non ami più il partner: spesso l’ansia amplifica i pensieri e li rende più pesanti di quanto siano realmente. Cercare di “controllarli” da sola può aumentarne l’intensità.
Può aiutare:
Brevi pause, respirazioni profonde o camminate per ridurre l’ansia fisica.
Scrivere i pensieri su un diario senza giudizio.
Ricordare che ciò che conta è la scelta consapevole verso il partner, non i pensieri momentanei.
Un supporto psicologico mirato può aiutarla a gestire l’ansia e capire meglio i suoi sentimenti senza sentirsi sopraffatta.
Non è sola in questo: con gli strumenti giusti, questi pensieri diventano gestibili.
Un caro saluto,
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Buongiorno,
quello che descrivi è molto intenso e comprensibilmente spaventoso, ma allo stesso tempo ha alcune caratteristiche piuttosto chiare dal punto di vista psicologico.
Da ciò che racconti emergono tre elementi centrali:
1. Vulnerabilità ansiosa e pensiero ossessivo
Dici di essere una persona molto ansiosa e che in passato ti è stato ipotizzato un DOC. Quello che sta accadendo ora somiglia molto a un meccanismo ossessivo:
nasce un dubbio (“e se mi piacesse lei?”)
il dubbio genera ansia molto forte
cerchi di risolverlo analizzando, controllando emozioni, creando scenari mentali
più analizzi, più il dubbio cresce e diventa “reale”
Questo circolo porta a una sensazione tipica: più pensi, meno senti. Non perché i sentimenti siano spariti, ma perché l’ansia li “copre”.
2. Il contesto (Erasmus, novità, distanza)
Sei in una situazione nuova, lontana da casa e dalla tua relazione: questo aumenta fisiologicamente l’ansia e il bisogno di controllo.
In più, incontrare una persona che ti colpisce esteticamente o per stile è assolutamente normale, soprattutto alla tua età e in un contesto nuovo. Non equivale automaticamente a un sentimento profondo.
3. Differenza tra attrazione, ossessione e amore
È importante distinguere:
Attrazione: posso notare qualcuno, voler essere notata, immaginare scenari
Ossessione: non riesco a smettere di pensarci, anche contro la mia volontà, con forte ansia
Amore: è più stabile, coerente, non nasce in modo improvviso e travolgente verso uno sconosciuto
Quello che descrivi verso questa ragazza ha molte caratteristiche dell’ossessione:
è nato improvvisamente
è accompagnato da ansia intensa
cerchi di evitarla
non c’è una reale conoscenza né un desiderio concreto di costruire qualcosa
Rispondo alle tue domande principali:
“È possibile smettere di amare da un giorno all’altro?”
No, non in questo modo. L’amore non sparisce in poche ore per un pensiero. Quello che cambia è la percezione, alterata dall’ansia.
“È possibile provare qualcosa di così forte per una sconosciuta?”
Si può provare attrazione o curiosità, ma un sentimento così intenso e destabilizzante, senza conoscenza reale, è molto più compatibile con un meccanismo ossessivo.
“E se mi stessi autoconvincendo?”
Questo è proprio il pensiero tipico del DOC: il dubbio sul dubbio. Non si risolve cercando una risposta definitiva, perché la mente ne creerà subito un altro.
Un punto molto importante:
Il fatto che tu dica “io scelgo la mia ragazza” è significativo. L’amore non è solo emozione spontanea, ma anche scelta. L’ansia può farti sentire distante, “vuota” o confusa, ma questo non significa che il sentimento sia sparito.
Cosa ti sta succedendo, in sintesi:
Probabilmente stai vivendo un picco ansioso con dinamiche ossessive legate ai sentimenti (spesso chiamato “DOC relazionale”), amplificato dal cambiamento dell’Erasmus.
Cosa può aiutarti nell’immediato:
Evitare di analizzare continuamente “cosa provo”
Non creare scenari mentali per testarti
Accettare il dubbio senza cercare una risposta immediata
Normalizzare il fatto che l’attrazione verso altri possa esistere senza mettere in crisi una relazione
Darti tempo: queste ondate ansiose tendono a ridursi
Non hai “rovinato tutto”: sei dentro un momento di forte attivazione emotiva che può rientrare.
Detto questo, visto il livello di sofferenza che descrivi e la possibile presenza di dinamiche ossessive, è davvero importante approfondire con uno specialista, che possa aiutarti a gestire l’ansia e interrompere questi circoli mentali.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrivi è molto intenso e comprensibilmente spaventoso, ma allo stesso tempo ha alcune caratteristiche piuttosto chiare dal punto di vista psicologico.
Da ciò che racconti emergono tre elementi centrali:
1. Vulnerabilità ansiosa e pensiero ossessivo
Dici di essere una persona molto ansiosa e che in passato ti è stato ipotizzato un DOC. Quello che sta accadendo ora somiglia molto a un meccanismo ossessivo:
nasce un dubbio (“e se mi piacesse lei?”)
il dubbio genera ansia molto forte
cerchi di risolverlo analizzando, controllando emozioni, creando scenari mentali
più analizzi, più il dubbio cresce e diventa “reale”
Questo circolo porta a una sensazione tipica: più pensi, meno senti. Non perché i sentimenti siano spariti, ma perché l’ansia li “copre”.
2. Il contesto (Erasmus, novità, distanza)
Sei in una situazione nuova, lontana da casa e dalla tua relazione: questo aumenta fisiologicamente l’ansia e il bisogno di controllo.
In più, incontrare una persona che ti colpisce esteticamente o per stile è assolutamente normale, soprattutto alla tua età e in un contesto nuovo. Non equivale automaticamente a un sentimento profondo.
3. Differenza tra attrazione, ossessione e amore
È importante distinguere:
Attrazione: posso notare qualcuno, voler essere notata, immaginare scenari
Ossessione: non riesco a smettere di pensarci, anche contro la mia volontà, con forte ansia
Amore: è più stabile, coerente, non nasce in modo improvviso e travolgente verso uno sconosciuto
Quello che descrivi verso questa ragazza ha molte caratteristiche dell’ossessione:
è nato improvvisamente
è accompagnato da ansia intensa
cerchi di evitarla
non c’è una reale conoscenza né un desiderio concreto di costruire qualcosa
Rispondo alle tue domande principali:
“È possibile smettere di amare da un giorno all’altro?”
No, non in questo modo. L’amore non sparisce in poche ore per un pensiero. Quello che cambia è la percezione, alterata dall’ansia.
“È possibile provare qualcosa di così forte per una sconosciuta?”
Si può provare attrazione o curiosità, ma un sentimento così intenso e destabilizzante, senza conoscenza reale, è molto più compatibile con un meccanismo ossessivo.
“E se mi stessi autoconvincendo?”
Questo è proprio il pensiero tipico del DOC: il dubbio sul dubbio. Non si risolve cercando una risposta definitiva, perché la mente ne creerà subito un altro.
Un punto molto importante:
Il fatto che tu dica “io scelgo la mia ragazza” è significativo. L’amore non è solo emozione spontanea, ma anche scelta. L’ansia può farti sentire distante, “vuota” o confusa, ma questo non significa che il sentimento sia sparito.
Cosa ti sta succedendo, in sintesi:
Probabilmente stai vivendo un picco ansioso con dinamiche ossessive legate ai sentimenti (spesso chiamato “DOC relazionale”), amplificato dal cambiamento dell’Erasmus.
Cosa può aiutarti nell’immediato:
Evitare di analizzare continuamente “cosa provo”
Non creare scenari mentali per testarti
Accettare il dubbio senza cercare una risposta immediata
Normalizzare il fatto che l’attrazione verso altri possa esistere senza mettere in crisi una relazione
Darti tempo: queste ondate ansiose tendono a ridursi
Non hai “rovinato tutto”: sei dentro un momento di forte attivazione emotiva che può rientrare.
Detto questo, visto il livello di sofferenza che descrivi e la possibile presenza di dinamiche ossessive, è davvero importante approfondire con uno specialista, che possa aiutarti a gestire l’ansia e interrompere questi circoli mentali.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, penso che approfondire e imparare a gestire le proprie emozioni utilizzando sia la terapia espressiva che la consulenza di coppia potrebbe aiutarla a fare chiarezza .
Buongiorno, quello che stai vivendo può spaventare tantissimo ma ha una logica precisa e soprattutto non significa che tu stia perdendo i tuoi sentimenti o che tu stia impazzendo, significa che si è attivato un meccanismo ansioso molto forte, probabilmente legato proprio a quella tendenza ossessiva che già ti era stata segnalata in passato. Quello che è successo è che hai visto una ragazza che ti ha colpito esteticamente, cosa assolutamente normale, e il tuo cervello invece di lasciar passare questa cosa l’ha trasformata in una minaccia, iniziando a chiederti “e se mi piacesse davvero?”, “e se non amassi più la mia ragazza?”, e da lì sei entrata in un loop in cui cerchi continuamente di capire cosa provi, di analizzarti, di costruire scenari per testarti, ma più lo fai più perdi il contatto con le emozioni vere e aumenta solo l’ansia.
Il fatto che tu non riesca più a sentire nulla quando parli con la tua ragazza non è perché l’amore è sparito da un giorno all’altro, ma perché l’ansia, quando è così alta, anestetizza le emozioni e crea quella sensazione di pesantezza e distacco che stai descrivendo. Allo stesso modo, quello che senti verso l’altra ragazza non è un sentimento costruito su qualcosa di reale, perché non la conosci, la eviti e non c’è stato nessun legame, ma è un pensiero ossessivo che più cerchi di risolvere più diventa presente e invadente, fino a sembrare quasi reale.
Il dubbio continuo che hai, il bisogno di capire con certezza cosa provi, la paura di stare mentendo a te stessa, il testarti con scenari mentali, sono tutti segnali molto chiari di un funzionamento ossessivo, e il punto è che questo tipo di meccanismo non si risolve trovando la risposta giusta, perché la mente troverà sempre un nuovo dubbio. Anche il pensiero “e se mi stessi autoconvincendo?” fa parte dello stesso schema, non è una verità nascosta ma un’altra forma dell’ansia che cerca di tenerti agganciata.
Il fatto che tu dica che non vorresti comunque stare con quell’altra ragazza, che la associ più al disagio che al desiderio, è molto importante perché indica che non stai seguendo un sentimento ma stai reagendo a una paura. E anche il fatto che fino a pochi giorni prima sentissi una connessione forte con la tua ragazza è coerente con tutto questo, perché i sentimenti reali non si cancellano in poche ore per una possibilità teorica.
Quello che ti sta bloccando davvero è il continuo tentativo di controllare cosa provi, perché più cerchi di avere una certezza assoluta più entri in confusione e più l’ansia prende spazio fino a coprire tutto il resto. In questo momento non hai bisogno di capire cosa provi con precisione, ma di uscire da questo meccanismo che ti sta consumando energia e serenità. Non hai rovinato niente, sei dentro una fase in cui il tuo sistema è sovraccarico, anche per il cambiamento dell’erasmus, la distanza, il tempo libero che lascia spazio ai pensieri, e tutto questo amplifica quello che già tendevi a vivere.
Può aiutarti iniziare a fare un passo diverso, cioè smettere di testarti continuamente e accettare anche il dubbio senza risolverlo subito, anche se è scomodo, perché è proprio il tentativo di risolverlo che lo tiene vivo. E soprattutto evitare di prendere decisioni adesso, perché qualsiasi scelta fatta sotto questa pressione rischia di non rispecchiare davvero quello che senti.
Se vuoi, possiamo parlarne insieme con calma e affrontare questi pensieri uno alla volta, così da aiutarti a uscire da questo loop senza sentirti sola e senza dover mettere in discussione tutto quello che per te è importante in questo momento.
Il fatto che tu non riesca più a sentire nulla quando parli con la tua ragazza non è perché l’amore è sparito da un giorno all’altro, ma perché l’ansia, quando è così alta, anestetizza le emozioni e crea quella sensazione di pesantezza e distacco che stai descrivendo. Allo stesso modo, quello che senti verso l’altra ragazza non è un sentimento costruito su qualcosa di reale, perché non la conosci, la eviti e non c’è stato nessun legame, ma è un pensiero ossessivo che più cerchi di risolvere più diventa presente e invadente, fino a sembrare quasi reale.
Il dubbio continuo che hai, il bisogno di capire con certezza cosa provi, la paura di stare mentendo a te stessa, il testarti con scenari mentali, sono tutti segnali molto chiari di un funzionamento ossessivo, e il punto è che questo tipo di meccanismo non si risolve trovando la risposta giusta, perché la mente troverà sempre un nuovo dubbio. Anche il pensiero “e se mi stessi autoconvincendo?” fa parte dello stesso schema, non è una verità nascosta ma un’altra forma dell’ansia che cerca di tenerti agganciata.
Il fatto che tu dica che non vorresti comunque stare con quell’altra ragazza, che la associ più al disagio che al desiderio, è molto importante perché indica che non stai seguendo un sentimento ma stai reagendo a una paura. E anche il fatto che fino a pochi giorni prima sentissi una connessione forte con la tua ragazza è coerente con tutto questo, perché i sentimenti reali non si cancellano in poche ore per una possibilità teorica.
Quello che ti sta bloccando davvero è il continuo tentativo di controllare cosa provi, perché più cerchi di avere una certezza assoluta più entri in confusione e più l’ansia prende spazio fino a coprire tutto il resto. In questo momento non hai bisogno di capire cosa provi con precisione, ma di uscire da questo meccanismo che ti sta consumando energia e serenità. Non hai rovinato niente, sei dentro una fase in cui il tuo sistema è sovraccarico, anche per il cambiamento dell’erasmus, la distanza, il tempo libero che lascia spazio ai pensieri, e tutto questo amplifica quello che già tendevi a vivere.
Può aiutarti iniziare a fare un passo diverso, cioè smettere di testarti continuamente e accettare anche il dubbio senza risolverlo subito, anche se è scomodo, perché è proprio il tentativo di risolverlo che lo tiene vivo. E soprattutto evitare di prendere decisioni adesso, perché qualsiasi scelta fatta sotto questa pressione rischia di non rispecchiare davvero quello che senti.
Se vuoi, possiamo parlarne insieme con calma e affrontare questi pensieri uno alla volta, così da aiutarti a uscire da questo loop senza sentirti sola e senza dover mettere in discussione tutto quello che per te è importante in questo momento.
Buongiorno, avendo condiviso anche io l'esperienza dell'erasmus (anche io in Spagna) durante i miei anni universitari capisco benissimo la sensazione di ansia, novità e cambiamento che stai provando. Proprio questo credo che sia alla base di tutti i tuoi pensieri ricorrenti. Nelle aspettative di tutti l'Erasmus è un'occasione di ''divertimento folle'' di spezzare tutte le abitudini, lanciarsi in avventure sfrenate e inevitabilmente tradire il partner rimasto a casa. Ma ricorda che questa esperienza è solo tua e la devi vivere a modo tuo. Attrazione e sentimento romantico sono due cose diverse, l'attrazione è istantanea e a volte si estingue con la stessa velocità con cui si presenta, mentre una relazione richiede impegno e costanza. Dalle tue parole il sentimento che provi per la tua ragazza sembra reale e profondo. Non concentrarti sulle etichette e cerca di viverti il momento seguendo il flusso degli eventi, cercare di controllare tutto quello che succede fuori e dentro te è faticoso.
Buongiorno, comprendo profondamente quanto si stia sentendo sopraffatta da questi pensieri e dalle emozioni intense che la stanno accompagnando in questi giorni. La situazione che descrive sembra davvero difficile da gestire da sola, perché i pensieri ossessivi, l’ansia e il senso di colpa si intrecciano in maniera molto intensa, e finiscono per impedire di godersi esperienze che dovrebbero invece essere piacevoli e arricchenti come un Erasmus. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, ciò che sta vivendo può essere osservato come un circolo in cui pensieri intrusivi e preoccupazioni eccessive alimentano emozioni di ansia e malessere, che a loro volta rafforzano ulteriormente i pensieri stessi. In altre parole, più cerca di capire se prova davvero qualcosa per questa nuova ragazza o se tradisce i suoi sentimenti, più l’ansia cresce e più le ossessioni diventano intense, creando una sensazione di confusione emotiva che la fa sentire persa e bloccata. È importante riconoscere che provare pensieri o attrazioni improvvise verso altre persone, soprattutto in contesti nuovi o stimolanti come un’esperienza all’estero, non significa necessariamente che i sentimenti per il partner siano diminuiti o che lei stia “tradendo” emotivamente. Nel caso di pensieri ossessivi, ciò che avviene spesso non è un reale cambiamento dei sentimenti, ma una reazione eccessiva del pensiero ansioso che costruisce scenari drammatici e li fa sembrare realtà imminenti, generando sofferenza. Questo può succedere anche a chi ha avuto in passato esperienze di pensieri ossessivi o DOC: la mente diventa molto attenta a ogni “possibile segnale” e interpreta ogni idea come minaccia reale, con conseguente senso di colpa e confusione. Un percorso di supporto psicologico, soprattutto di orientamento cognitivo-comportamentale, potrebbe essere molto utile per aiutarla a osservare questi pensieri con maggiore distanza, a identificare gli schemi ricorrenti che alimentano l’ansia e le ossessioni, e a sviluppare strategie concrete per interrompere il circolo del malessere. Si può imparare a distinguere ciò che è reale da ciò che è frutto di interpretazioni eccessive, e a gestire le emozioni intense senza sentirsi travolti, così da tornare a godersi la relazione con la sua partner e l’esperienza all’estero senza sentirsi “divisa” o in colpa. Questo tipo di lavoro permette di scoprire i motivi sottostanti ai pensieri ossessivi, di ridurre l’ansia e di ritrovare un senso di controllo sulle proprie emozioni, senza sentirsi giudicata o obbligata a prendere decisioni affrettate sulla relazione. Affrontare questi vissuti con un professionista può offrirle uno spazio sicuro per chiarire ciò che sente davvero, senza lasciarsi sopraffare dall’ansia o dai dubbi, e per imparare a vivere le emozioni in modo più equilibrato, passo dopo passo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno gentile diciottenne in Erasmus, infatuarsi e sentirsi attratte da altre persone nonostante si sia già impegnate in un rapporto può accadere, favorita anche dal fatto di essere lontane da casa, in un ambiente nuovo e con persone nuove. Nel mare le onde si susseguono e non possiamo fermarle, possiamo però imparare a navigarle, non facendoci travolgere. Immagino lei sia in terapia psicologica, e se non lo fosse già potrebbe prendere in considerazione di iniziare, la aiuterà a trovare chiarezza e a cavalcare le onde della vita. Buone cose per lei
Buongiorno,
Mi dispiace leggere quanto questo momento sia carico di ansia, confusione e sofferenza emotiva, al punto da compromettere il suo benessere e l’esperienza che sta vivendo.
I vissuti che descrive appaiono intensi e destabilizzanti, soprattutto considerando la sua storia di vulnerabilità ansiosa.
Per comprendere cosa le sta accadendo e affrontare questo disagio in modo adeguato, è importante rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta, magari per delle sedute online dall’Italia.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Mi dispiace leggere quanto questo momento sia carico di ansia, confusione e sofferenza emotiva, al punto da compromettere il suo benessere e l’esperienza che sta vivendo.
I vissuti che descrive appaiono intensi e destabilizzanti, soprattutto considerando la sua storia di vulnerabilità ansiosa.
Per comprendere cosa le sta accadendo e affrontare questo disagio in modo adeguato, è importante rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta, magari per delle sedute online dall’Italia.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Cara,
da quanto scrive sembrerebbe che l’incontro con questa nuova possibilità abbia fatto irruzione come pensiero insistente, più che come esperienza vissuta.
Ciò che la angoscia non è tanto “chi ama”, ma il dubbio continuo sul suo stesso sentire.
Quando dice “scelgo lei”, introduce qualcosa del suo desiderio, ma subito lo rimette in questione.
Forse la domanda è: perché ciò che desidera deve passare attraverso questo continuo dubbio?
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a dare un posto a questi pensieri, senza doverli inseguire.
Cordiali Saluti
da quanto scrive sembrerebbe che l’incontro con questa nuova possibilità abbia fatto irruzione come pensiero insistente, più che come esperienza vissuta.
Ciò che la angoscia non è tanto “chi ama”, ma il dubbio continuo sul suo stesso sentire.
Quando dice “scelgo lei”, introduce qualcosa del suo desiderio, ma subito lo rimette in questione.
Forse la domanda è: perché ciò che desidera deve passare attraverso questo continuo dubbio?
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a dare un posto a questi pensieri, senza doverli inseguire.
Cordiali Saluti
Buongiorno,
da ciò che racconta sembra che, più che un cambiamento reale dei suoi sentimenti, si sia attivato un circolo di pensieri e dubbi che alimentano ansia e confusione. Questo può portare a mettere continuamente in discussione ciò che si prova, fino a non riuscire più a riconoscerlo con chiarezza, ed è comprensibile che questo la faccia sentire così in difficoltà.
Il fatto che questi pensieri siano così insistenti, accompagnati da forte ansia e dal bisogno di “verificare” cosa prova, può rendere tutto molto intenso e difficile da gestire.
In questi casi, più si cerca di controllare o analizzare ciò che si prova, più il dubbio tende ad aumentare, creando un circolo difficile da interrompere.
Potrebbe essere utile iniziare un percorso di sostegno psicologico, per comprendere meglio queste dinamiche, imparare a gestire questi pensieri e ritrovare maggiore serenità.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati
da ciò che racconta sembra che, più che un cambiamento reale dei suoi sentimenti, si sia attivato un circolo di pensieri e dubbi che alimentano ansia e confusione. Questo può portare a mettere continuamente in discussione ciò che si prova, fino a non riuscire più a riconoscerlo con chiarezza, ed è comprensibile che questo la faccia sentire così in difficoltà.
Il fatto che questi pensieri siano così insistenti, accompagnati da forte ansia e dal bisogno di “verificare” cosa prova, può rendere tutto molto intenso e difficile da gestire.
In questi casi, più si cerca di controllare o analizzare ciò che si prova, più il dubbio tende ad aumentare, creando un circolo difficile da interrompere.
Potrebbe essere utile iniziare un percorso di sostegno psicologico, per comprendere meglio queste dinamiche, imparare a gestire questi pensieri e ritrovare maggiore serenità.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati
Quello che stai vivendo è un circolo ansioso-ossessivo, non un cambio reale di sentimenti. I pensieri sull’altra ragazza e il dubbio sull’amore verso la tua partner sono alimentati dall’ansia, dall’ambiente nuovo e dal tempo che passi a rimuginare: non significa che il tuo amore sia sparito.
In questo momento, continuare a ragionare da sola rischia di peggiorare il malessere. Un percorso psicologico strutturato, anche breve e mirato (cognitivo-comportamentale o sessuologico), ti aiuterebbe a:
• gestire i pensieri ossessivi,
• ridurre l’ansia,
• tornare a vivere la relazione con serenità.
Non prendere decisioni importanti sulla relazione ora: prima è fondamentale ritrovare equilibrio emotivo.
In questo momento, continuare a ragionare da sola rischia di peggiorare il malessere. Un percorso psicologico strutturato, anche breve e mirato (cognitivo-comportamentale o sessuologico), ti aiuterebbe a:
• gestire i pensieri ossessivi,
• ridurre l’ansia,
• tornare a vivere la relazione con serenità.
Non prendere decisioni importanti sulla relazione ora: prima è fondamentale ritrovare equilibrio emotivo.
Cara ragazza, respira. Sento tutta la tua sofferenza e il peso di questo "cortocircuito" mentale che ti sta impedendo di goderti un’esperienza bellissima come l'Erasmus. È terribile sentirsi prigioniere dei propri pensieri, specialmente quando questi sembrano distruggere ciò che hai di più caro.
In un'ottica sistemica, integrata con la tua storia di ansia e tratti ossessivi (DOC), ecco cosa sta accadendo dentro di te:
L’Erasmus come "Salto di Sistema": Sei partita per Tolosa, sei uscita dal tuo ambiente sicuro (casa, abitudini, partner vicino). In psicologia sistemica, quando cambiamo contesto così bruscamente, il nostro "sistema interno" va in allarme. L'ansia cerca un oggetto su cui scaricarsi, e lo ha trovato in questa ragazza. Non è un sentimento, è un "gancio" dell'ansia per dare un nome al tuo disagio.
Il DOC Relazionale (R-DOC): Quello che descrivi è un classico meccanismo ossessivo. Il dubbio ("E se non la amassi più?", "E se mi piacesse l'altra?") non è una domanda reale, è un tentativo della tua mente di controllare l'incertezza. Più cerchi di "capire cosa provi" (facendo scenari, testandoti), più l'emozione naturale si spegne, lasciando il posto alla "pesantezza". L'amore non si può "sentire" sotto interrogatorio.
La "Scelta" vs il "Sentire": Tu dici una cosa giustissima: l'amore è scegliersi. Nel sistema della tua relazione, il "sentire" (l'emozione) è momentaneamente oscurato dal rumore dell'ansia. Ma la tua volontà (la scelta di restare, il dolore al pensiero di perderla) è intatta. Il fatto che tu eviti l'altra ragazza e associ il pensiero di lei al dolore è la prova che non c'è un desiderio romantico, ma un'intrusione ansiosa.
Il paradosso del sentimento: È impossibile smettere di amare profondamente qualcuno in dieci minuti per uno sconosciuto. Quello che è successo è che il tuo sistema emotivo è andato in protezione (shutdown): l'ansia è diventata così alta che il tuo cervello ha "staccato la spina" delle emozioni positive per sopravvivere allo stress.
Non hai rovinato nulla. Sei solo in una tempesta emotiva. Quando tornerai nel tuo sistema sicuro, il "rumore" di questa ragazza svanirà perché non ha radici reali, è solo un'immagine che la tua ansia ha usato per spaventarti.
Il fatto che tu stia "scegliendo" la tua ragazza nonostante questo tormento è la prova di un amore molto profondo, non della sua fine.
In un'ottica sistemica, integrata con la tua storia di ansia e tratti ossessivi (DOC), ecco cosa sta accadendo dentro di te:
L’Erasmus come "Salto di Sistema": Sei partita per Tolosa, sei uscita dal tuo ambiente sicuro (casa, abitudini, partner vicino). In psicologia sistemica, quando cambiamo contesto così bruscamente, il nostro "sistema interno" va in allarme. L'ansia cerca un oggetto su cui scaricarsi, e lo ha trovato in questa ragazza. Non è un sentimento, è un "gancio" dell'ansia per dare un nome al tuo disagio.
Il DOC Relazionale (R-DOC): Quello che descrivi è un classico meccanismo ossessivo. Il dubbio ("E se non la amassi più?", "E se mi piacesse l'altra?") non è una domanda reale, è un tentativo della tua mente di controllare l'incertezza. Più cerchi di "capire cosa provi" (facendo scenari, testandoti), più l'emozione naturale si spegne, lasciando il posto alla "pesantezza". L'amore non si può "sentire" sotto interrogatorio.
La "Scelta" vs il "Sentire": Tu dici una cosa giustissima: l'amore è scegliersi. Nel sistema della tua relazione, il "sentire" (l'emozione) è momentaneamente oscurato dal rumore dell'ansia. Ma la tua volontà (la scelta di restare, il dolore al pensiero di perderla) è intatta. Il fatto che tu eviti l'altra ragazza e associ il pensiero di lei al dolore è la prova che non c'è un desiderio romantico, ma un'intrusione ansiosa.
Il paradosso del sentimento: È impossibile smettere di amare profondamente qualcuno in dieci minuti per uno sconosciuto. Quello che è successo è che il tuo sistema emotivo è andato in protezione (shutdown): l'ansia è diventata così alta che il tuo cervello ha "staccato la spina" delle emozioni positive per sopravvivere allo stress.
Non hai rovinato nulla. Sei solo in una tempesta emotiva. Quando tornerai nel tuo sistema sicuro, il "rumore" di questa ragazza svanirà perché non ha radici reali, è solo un'immagine che la tua ansia ha usato per spaventarti.
Il fatto che tu stia "scegliendo" la tua ragazza nonostante questo tormento è la prova di un amore molto profondo, non della sua fine.
Buongiorno,
quello che racconta sembra avere un andamento molto preciso, quasi come se qualcosa si fosse attivato in un momento specifico e da lì avesse iniziato a occupare sempre più spazio.
C’è un prima, in cui descrive una relazione sentita, viva, e un dopo, in cui qualcosa cambia rapidamente, non tanto nei fatti, ma nel modo in cui lei inizia a pensarla e a sentirla.
Viene da chiedersi che cosa è successo esattamente in quel passaggio: se è stato l’incontro con questa nuova possibilità, oppure il fatto che quella possibilità abbia aperto una domanda che prima non c’era.
Nel suo racconto sembra esserci un movimento che ritorna più volte: un pensiero che si presenta, poi il tentativo di capirlo, di verificarlo, di dargli un significato, e in questo movimento sembra prendere sempre più forza.
Quando dice che prova a immaginare scenari per capire cosa sente, come se cercasse una risposta più chiara, viene da chiedersi se questo tentativo porti davvero chiarezza, oppure se finisca per aumentare l’incertezza.
Allo stesso tempo, sembra esserci una distanza tra ciò che sente “di pancia” e ciò che prova a dirsi per rassicurarsi, come se le due cose non coincidessero e questo rendesse tutto ancora più confuso.
Il fatto che lei stessa riconosca qualcosa di simile a ciò che ha già vissuto in passato, come modalità di funzionamento dei pensieri, sembra un elemento importante, ma anche questo non sembra bastare a ridurre l’intensità di quello che sta provando adesso.
Forse può essere utile restare su questo andamento, più che sul contenuto dei pensieri: su come nasce, su come si sviluppa, su come torna.
Non tanto per trovare subito una risposta definitiva — se ama o non ama, se prova o non prova — ma per osservare cosa succede nel momento in cui prova a capirlo.
Se questo stato continua a essere così intenso, al punto da togliere spazio al sonno, al cibo, all’esperienza che sta vivendo, potrebbe essere qualcosa che merita di essere portato in uno spazio dove poterlo pensare con più calma, senza doverlo affrontare da sola.
Un caro saluto,
Dott.ssa Testa
quello che racconta sembra avere un andamento molto preciso, quasi come se qualcosa si fosse attivato in un momento specifico e da lì avesse iniziato a occupare sempre più spazio.
C’è un prima, in cui descrive una relazione sentita, viva, e un dopo, in cui qualcosa cambia rapidamente, non tanto nei fatti, ma nel modo in cui lei inizia a pensarla e a sentirla.
Viene da chiedersi che cosa è successo esattamente in quel passaggio: se è stato l’incontro con questa nuova possibilità, oppure il fatto che quella possibilità abbia aperto una domanda che prima non c’era.
Nel suo racconto sembra esserci un movimento che ritorna più volte: un pensiero che si presenta, poi il tentativo di capirlo, di verificarlo, di dargli un significato, e in questo movimento sembra prendere sempre più forza.
Quando dice che prova a immaginare scenari per capire cosa sente, come se cercasse una risposta più chiara, viene da chiedersi se questo tentativo porti davvero chiarezza, oppure se finisca per aumentare l’incertezza.
Allo stesso tempo, sembra esserci una distanza tra ciò che sente “di pancia” e ciò che prova a dirsi per rassicurarsi, come se le due cose non coincidessero e questo rendesse tutto ancora più confuso.
Il fatto che lei stessa riconosca qualcosa di simile a ciò che ha già vissuto in passato, come modalità di funzionamento dei pensieri, sembra un elemento importante, ma anche questo non sembra bastare a ridurre l’intensità di quello che sta provando adesso.
Forse può essere utile restare su questo andamento, più che sul contenuto dei pensieri: su come nasce, su come si sviluppa, su come torna.
Non tanto per trovare subito una risposta definitiva — se ama o non ama, se prova o non prova — ma per osservare cosa succede nel momento in cui prova a capirlo.
Se questo stato continua a essere così intenso, al punto da togliere spazio al sonno, al cibo, all’esperienza che sta vivendo, potrebbe essere qualcosa che merita di essere portato in uno spazio dove poterlo pensare con più calma, senza doverlo affrontare da sola.
Un caro saluto,
Dott.ssa Testa
Non si possono fare diagnosi da qui, quindi ti lascio alcuni spunti per orientarti.
Quello di cui parli assomiglia molto a un loop di pensieri che si è attivato.
Se cominciassimo un lavoro insieme il primo passo sarebbe cercare di mettere insieme i pezzi: sei in un contesto nuovo, lontana dalla tua quotidianità, con più tempo per pensare, con nuove possibilità intorno.
In queste situazioni la mente tende ad attivarsi molto di più, soprattutto se sei già una persona che tende a rimuginare e a mettersi in dubbio.
Poi entrando più nello specifico, dalla tua descrizione non sembra tanto una questione di “chi ti piace davvero”, ma il fatto che si sia innescato un meccanismo.
Parte un pensiero:“e se mi piacesse?”
E da lì, nel tentativo di analizzare e controllare ogni cosa, si attiva il vortice: inizi a pensare a cosa senti, cosa non senti, cosa provi con la tua ragazza, cosa provi pensando all’altra, immagini scenari, conseguenze.
Più provi a chiarire, più l’ansia sale.
E più l’ansia sale, più perdi contatto con quello che senti davvero.
È per questo che ora ti sembra di non provare più niente, o di provare cose che non riconosci. Non perché i sentimenti siano spariti, ma perché in questo stato è molto difficile accedervi.
Anche il dubbio che hai: “e se mi stessi solo autoconvincendo?” è tipico di questi meccanismi e tende ad alimentarli.
Il punto è che questo tipo di dubbio non si risolve pensandoci di più.
Anzi, si ingrandisce.
Ho l’impressione che in questo momento tu sia molto dentro alla tua testa
e molto poco dentro all’esperienza reale.
Per questo tutto sembra urgente, definitivo, difficile da sostenere.
In una condizione così, prendere decisioni sulla relazione rischia di essere più un modo per ridurre l’ansia che una scelta basata su quello che senti davvero.
Quindi, adesso, potrebbe avere più senso darti del tempo e lavorare un pò su questi pensieri: imparando a vederli come “eventi mentali” e non come fatti o verità, interrompendo il loop del pensiero ripetitivo, regolando le emozioni per abbassare l’attivazione ansiosa.
Poi, con più spazio, sarà più facile tornare a capire cosa provi davvero.
Quello di cui parli assomiglia molto a un loop di pensieri che si è attivato.
Se cominciassimo un lavoro insieme il primo passo sarebbe cercare di mettere insieme i pezzi: sei in un contesto nuovo, lontana dalla tua quotidianità, con più tempo per pensare, con nuove possibilità intorno.
In queste situazioni la mente tende ad attivarsi molto di più, soprattutto se sei già una persona che tende a rimuginare e a mettersi in dubbio.
Poi entrando più nello specifico, dalla tua descrizione non sembra tanto una questione di “chi ti piace davvero”, ma il fatto che si sia innescato un meccanismo.
Parte un pensiero:“e se mi piacesse?”
E da lì, nel tentativo di analizzare e controllare ogni cosa, si attiva il vortice: inizi a pensare a cosa senti, cosa non senti, cosa provi con la tua ragazza, cosa provi pensando all’altra, immagini scenari, conseguenze.
Più provi a chiarire, più l’ansia sale.
E più l’ansia sale, più perdi contatto con quello che senti davvero.
È per questo che ora ti sembra di non provare più niente, o di provare cose che non riconosci. Non perché i sentimenti siano spariti, ma perché in questo stato è molto difficile accedervi.
Anche il dubbio che hai: “e se mi stessi solo autoconvincendo?” è tipico di questi meccanismi e tende ad alimentarli.
Il punto è che questo tipo di dubbio non si risolve pensandoci di più.
Anzi, si ingrandisce.
Ho l’impressione che in questo momento tu sia molto dentro alla tua testa
e molto poco dentro all’esperienza reale.
Per questo tutto sembra urgente, definitivo, difficile da sostenere.
In una condizione così, prendere decisioni sulla relazione rischia di essere più un modo per ridurre l’ansia che una scelta basata su quello che senti davvero.
Quindi, adesso, potrebbe avere più senso darti del tempo e lavorare un pò su questi pensieri: imparando a vederli come “eventi mentali” e non come fatti o verità, interrompendo il loop del pensiero ripetitivo, regolando le emozioni per abbassare l’attivazione ansiosa.
Poi, con più spazio, sarà più facile tornare a capire cosa provi davvero.
Buongiorno, la paura di poter provare qualcosa per questa ragazza la sta limitando inutilmente. Non è certa che le piaccia, magari conoscendola nasce una bella amicizia o solo una conoscenza passeggera. Farsi travolgere dalla preoccupazione di ciò che potrebbe succedere offusca i pensieri e la chiarezza delle emozioni. Anche se ha una relazione appagante in questo momento non significa che non può trovare qualcun altro interessante.
Cara utente,
ciò che descrivi è intenso e giustamente destabilizzante, soprattutto perché è arrivato all'improvviso e sta interferendo con la tua esperienza d'Erasmus.
Provo a spiegarti cosa sta succedendo. Ciò che stai vivendo è un circolo di pensieri ossessivi, ansia e tentativi di controllo (le famose compulsioni):
- Compare il pensiero "Questa ragazza sembra interessante";
- Il pensiero viene etichettato come inappropriato e inaccettabile, perché "se amo davvero la mia ragazza non penserei ad un'altra in questi termini";
- Si scatena un'ansia molto intensa, e;
- Nasce il bisogno di controllare l'ansia mettendo alla prova il pensiero originale ("Questa ragazza sembra interessante"). Partono allora le compulsioni: analizzare continuamente cosa provi; costruire scenari mentali per osservare le tue reazioni; confrontare i sentimenti verso la partner con quello che credi sia giusto provare in una relazione.
Questo è esattamente il tipo di meccanismo che si innesca nel DOC da relazione. Il pensiero "Questa ragazza sembra interessante" non viene vissuto come un pensiero tra i tanti pensieri senza importanza; viene vissuto come un'urgenza da risolvere subito.
È come quando scattano gli allarmi antincendio in un edificio: se sei impegnata a scappare via in emergenza, come puoi notare se la signora del secondo piano è uscita dal suo appartamento? È questo che crea la sensazione di "non provare più niente": sei talmente assorbita dall'ansia di arrivare definitivamente a capo di questo dubbio che non hai spazio per fare o sentire altro.
Devi tenere presenti due cose:
- I sentimenti non cambiano all'improvviso. Ciò che può cambiare in fretta è invece il livello di ansia, che quando è molto alto si trascina dietro tutta l'attenzione mentale.
- La domanda "E se mi stessi sbagliando? Se mi piacesse davvero questa ragazza?" sembra una domanda importante, ma in realtà è quel gran trasformista del DOC che ti tiene ancorata al loop. Osserva tu stessa: ogni domanda ne innesca un'altra, e poi un'altra, e poi un'altra ancora... e il ciclo di ossessioni si alimenta, le compulsioni aumentano, e tu spiraleggi verso il basso nell'ansia.
Cosa può aiutarti, adesso, concretamente:
- Accettare il dubbio, senza metterti a dialogare con lui. Dì a te stessa: "È ok non sapere tutto subito", oppure "Questo è un pensiero, non è la realtà". Chiudi il canale.
- Piccola tecnica: 5 cose che puoi vedere attorno a te (che colore hanno? Che forma hanno?); 4 cose che puoi toccare (senti la consistenza, il calore, la sensazione che ti da); 3 cose di cui puoi sentire il rumore (cosa sono? sono piacevoli? sono vicini o lontani?); 2 cose che puoi annusare (sono lontane o vicine? Ti piace l'odore?); 1 cosa che puoi gustare (vale anche il sorsetto d'acqua). Usa questa tecnica quando senti l'ansia crescere dentro di te, e poi torna alle tue attività.
Ultima cosa, ma non per importanza. Chiedi aiuto ad un professionista. Ciò che stai vivendo non ti fa mangiare, non ti fa dormire, ti tiene la mente spiacevolmente piena. Sono motivi sufficienti per cercare una mano.
Ti mando un caro saluto, e se hai bisogno sono qui.
ciò che descrivi è intenso e giustamente destabilizzante, soprattutto perché è arrivato all'improvviso e sta interferendo con la tua esperienza d'Erasmus.
Provo a spiegarti cosa sta succedendo. Ciò che stai vivendo è un circolo di pensieri ossessivi, ansia e tentativi di controllo (le famose compulsioni):
- Compare il pensiero "Questa ragazza sembra interessante";
- Il pensiero viene etichettato come inappropriato e inaccettabile, perché "se amo davvero la mia ragazza non penserei ad un'altra in questi termini";
- Si scatena un'ansia molto intensa, e;
- Nasce il bisogno di controllare l'ansia mettendo alla prova il pensiero originale ("Questa ragazza sembra interessante"). Partono allora le compulsioni: analizzare continuamente cosa provi; costruire scenari mentali per osservare le tue reazioni; confrontare i sentimenti verso la partner con quello che credi sia giusto provare in una relazione.
Questo è esattamente il tipo di meccanismo che si innesca nel DOC da relazione. Il pensiero "Questa ragazza sembra interessante" non viene vissuto come un pensiero tra i tanti pensieri senza importanza; viene vissuto come un'urgenza da risolvere subito.
È come quando scattano gli allarmi antincendio in un edificio: se sei impegnata a scappare via in emergenza, come puoi notare se la signora del secondo piano è uscita dal suo appartamento? È questo che crea la sensazione di "non provare più niente": sei talmente assorbita dall'ansia di arrivare definitivamente a capo di questo dubbio che non hai spazio per fare o sentire altro.
Devi tenere presenti due cose:
- I sentimenti non cambiano all'improvviso. Ciò che può cambiare in fretta è invece il livello di ansia, che quando è molto alto si trascina dietro tutta l'attenzione mentale.
- La domanda "E se mi stessi sbagliando? Se mi piacesse davvero questa ragazza?" sembra una domanda importante, ma in realtà è quel gran trasformista del DOC che ti tiene ancorata al loop. Osserva tu stessa: ogni domanda ne innesca un'altra, e poi un'altra, e poi un'altra ancora... e il ciclo di ossessioni si alimenta, le compulsioni aumentano, e tu spiraleggi verso il basso nell'ansia.
Cosa può aiutarti, adesso, concretamente:
- Accettare il dubbio, senza metterti a dialogare con lui. Dì a te stessa: "È ok non sapere tutto subito", oppure "Questo è un pensiero, non è la realtà". Chiudi il canale.
- Piccola tecnica: 5 cose che puoi vedere attorno a te (che colore hanno? Che forma hanno?); 4 cose che puoi toccare (senti la consistenza, il calore, la sensazione che ti da); 3 cose di cui puoi sentire il rumore (cosa sono? sono piacevoli? sono vicini o lontani?); 2 cose che puoi annusare (sono lontane o vicine? Ti piace l'odore?); 1 cosa che puoi gustare (vale anche il sorsetto d'acqua). Usa questa tecnica quando senti l'ansia crescere dentro di te, e poi torna alle tue attività.
Ultima cosa, ma non per importanza. Chiedi aiuto ad un professionista. Ciò che stai vivendo non ti fa mangiare, non ti fa dormire, ti tiene la mente spiacevolmente piena. Sono motivi sufficienti per cercare una mano.
Ti mando un caro saluto, e se hai bisogno sono qui.
Quello che descrivi arriva con tanta intensità, e si sente quanto tu sia spaventata e confusa in questo momento. Sei in un contesto nuovo, lontana da casa, con tanti stimoli e più spazio per stare nei pensieri: è una condizione che può amplificare molto quello che senti.
Mi colpisce quanto tu stia cercando di capire, analizzare, trovare una risposta certa a quello che provi. È come se avessi bisogno di “mettere ordine” dentro qualcosa che in questo momento appare caotico e poco controllabile. E più cerchi una certezza, più sembra che l’ansia aumenti e che i pensieri diventino insistenti.
Quando succede questo, può capitare di iniziare a dubitare di tutto: dei propri sentimenti, delle proprie relazioni, perfino della propria identità. Non significa necessariamente che i sentimenti siano davvero cambiati da un momento all’altro, ma piuttosto che sei dentro un’esperienza emotiva molto intensa che rende difficile sentire con chiarezza.
Anche il fatto che tu descriva questi pensieri come ripetitivi, invadenti, accompagnati da ansia forte e dal bisogno di “verificare” cosa provi (immaginare scenari, controllare le emozioni), sembra qualcosa che ti fa stare in un circolo che si alimenta da solo, più che darti risposte.
Allo stesso tempo, si sente quanto per te sia importante la relazione che hai e quanto tu tenga a non ferire la tua partner. Questo rende tutto ancora più carico emotivamente.
Forse, più che cercare subito una risposta definitiva (“amo o non amo”, “è vero o no”), potrebbe essere utile provare a stare un po’ su quello che ti sta succedendo, riconoscendo quanto sia faticoso e quanto tu stia cercando di proteggere qualcosa di importante per te.
A volte questi momenti parlano più di come funzionano i nostri pensieri che di verità improvvise sui nostri sentimenti.
Può essere utile continuare a portare tutto questo anche in uno spazio di supporto, dove poterlo guardare insieme con calma.
Mi colpisce quanto tu stia cercando di capire, analizzare, trovare una risposta certa a quello che provi. È come se avessi bisogno di “mettere ordine” dentro qualcosa che in questo momento appare caotico e poco controllabile. E più cerchi una certezza, più sembra che l’ansia aumenti e che i pensieri diventino insistenti.
Quando succede questo, può capitare di iniziare a dubitare di tutto: dei propri sentimenti, delle proprie relazioni, perfino della propria identità. Non significa necessariamente che i sentimenti siano davvero cambiati da un momento all’altro, ma piuttosto che sei dentro un’esperienza emotiva molto intensa che rende difficile sentire con chiarezza.
Anche il fatto che tu descriva questi pensieri come ripetitivi, invadenti, accompagnati da ansia forte e dal bisogno di “verificare” cosa provi (immaginare scenari, controllare le emozioni), sembra qualcosa che ti fa stare in un circolo che si alimenta da solo, più che darti risposte.
Allo stesso tempo, si sente quanto per te sia importante la relazione che hai e quanto tu tenga a non ferire la tua partner. Questo rende tutto ancora più carico emotivamente.
Forse, più che cercare subito una risposta definitiva (“amo o non amo”, “è vero o no”), potrebbe essere utile provare a stare un po’ su quello che ti sta succedendo, riconoscendo quanto sia faticoso e quanto tu stia cercando di proteggere qualcosa di importante per te.
A volte questi momenti parlano più di come funzionano i nostri pensieri che di verità improvvise sui nostri sentimenti.
Può essere utile continuare a portare tutto questo anche in uno spazio di supporto, dove poterlo guardare insieme con calma.
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