Buongiorno, sono molto affranta per un problema che ho da alcuni mesi Non riesco più a guidare in t
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Buongiorno, sono molto affranta per un problema che ho da alcuni mesi
Non riesco più a guidare in tratti di strade dritte, senza imminenti uscite o soste,ogni volta studio un percorso alternativo per arrivare a destinazione cercando strade con curve e possibilmente secondarie
Grazie a chi mi potrà rincuorare
Non riesco più a guidare in tratti di strade dritte, senza imminenti uscite o soste,ogni volta studio un percorso alternativo per arrivare a destinazione cercando strade con curve e possibilmente secondarie
Grazie a chi mi potrà rincuorare
Buongiorno, ha avuto qualche incidente o spavento durante la guida? potrebbe essere legato a questo il suo comportamento alla guida...
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Buongiorno, capisco quanto possa essere difficile e frustrante vivere questa situazione, soprattutto se guidare era per lei qualcosa di abituale e necessario nella vita quotidiana. Spesso questi vissuti non compaiono “dal nulla”, ma potrebbero essere collegati anche a motivazioni di tipo psicologico (come ansia, episodi di forte stress, stanchezza o esperienze spiacevoli legate alla guida o alla perdita di controllo). Se sente che questa difficoltà le limita la quotidianità, e non ci sono problematiche organiche che la originano, potrebbe essere utile parlarne con uno psicologo per aiutarla a recuperare fiducia e sicurezza. Un caro saluto
Gentile utente, quello che descrive è un disagio più frequente di quanto si possa pensare. La difficoltà a guidare in tratti rettilinei può essere collegata a una forma di ansia situazionale o a un episodio di panico avvenuto in passato mentre era alla guida. In questi casi, la mente tende a evitare i contesti che vengono percepiti come più “senza controllo” o dai quali sarebbe difficile allontanarsi.
La buona notizia è che, con un percorso di supporto psicologico, è possibile comprendere le origini di questa paura e ridurla fino a tornare a guidare serenamente.Un confronto con uno psicologo le permetterà di affrontare con serenità le cause di questo problema e trovare strategie efficaci per superarlo.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
La buona notizia è che, con un percorso di supporto psicologico, è possibile comprendere le origini di questa paura e ridurla fino a tornare a guidare serenamente.Un confronto con uno psicologo le permetterà di affrontare con serenità le cause di questo problema e trovare strategie efficaci per superarlo.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
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Dott. Luca Rochdi
Buongiorno, credo possa esserLe utile approfondire se si possa trattare di una forma di amaxofobia o differnziarla da altre potenziali patologie funzionali e/o eventualmente, escludere anche altre forme d'ontogenesi organica.
Un controllo specialistico psicoterapico e/o di altre specialità mediche, credo sia utile anche per evitare possibili effetti iatrogeni (cioè che possono portare a forme patologiche).
Sperando di esserLe stato utile invio cordialità
Un controllo specialistico psicoterapico e/o di altre specialità mediche, credo sia utile anche per evitare possibili effetti iatrogeni (cioè che possono portare a forme patologiche).
Sperando di esserLe stato utile invio cordialità
Buongiorno,
capisco bene quanto questa difficoltà possa farla sentire limitata e preoccupata. Quello che descrive è più comune di quanto si pensi e può essere legato a un’esperienza di ansia anticipatoria o a un episodio di panico vissuto alla guida. Con il tempo, per proteggersi dal disagio, la mente impara a evitare le situazioni percepite come “pericolose”, nel suo caso i tratti di strada dritti ma questo meccanismo di evitamento, pur dando sollievo momentaneo, tende a rinforzare la paura.Un percorso cognitivo-comportamentale può aiutarla molto: lavorando sui pensieri che alimentano l’ansia e gradualmente esponendosi in modo controllato alle situazioni temute, è possibile tornare a guidare con serenità e sicurezza. Il fatto che lei ne parli è già un passo importante: significa che desidera affrontare il problema e non lasciarsi bloccare da esso. Le auguro di sentirsi presto meglio.
Buona giornata. Dott.ssa Mara Di Clemente
capisco bene quanto questa difficoltà possa farla sentire limitata e preoccupata. Quello che descrive è più comune di quanto si pensi e può essere legato a un’esperienza di ansia anticipatoria o a un episodio di panico vissuto alla guida. Con il tempo, per proteggersi dal disagio, la mente impara a evitare le situazioni percepite come “pericolose”, nel suo caso i tratti di strada dritti ma questo meccanismo di evitamento, pur dando sollievo momentaneo, tende a rinforzare la paura.Un percorso cognitivo-comportamentale può aiutarla molto: lavorando sui pensieri che alimentano l’ansia e gradualmente esponendosi in modo controllato alle situazioni temute, è possibile tornare a guidare con serenità e sicurezza. Il fatto che lei ne parli è già un passo importante: significa che desidera affrontare il problema e non lasciarsi bloccare da esso. Le auguro di sentirsi presto meglio.
Buona giornata. Dott.ssa Mara Di Clemente
Buongiorno , detta così risulta un po’ difficile capire qual è il problema . Quello che appare è che sicuramente c è un problema di fondo che potrebbe avere origini altrove completamente che si è slatentizzato attraverso questa sorta di fobia . Ti suggerisco di affidarti a qualche esperto per capire dove risiede il reale problema !! Sicuramente è qsa su cui si potrà lavorare , mi sento di dirti questo , anche per rincuorarti !!
Gentile utente, comprendo quanto possa essere faticoso vivere questa difficoltà alla guida, soprattutto se in passato rappresentava un’attività naturale o piacevole. È importante ricordare che esperienze come la sua non avvengono mai “nel vuoto”: spesso si inseriscono in momenti di particolare stress, cambiamento o in situazioni che possono aver messo alla prova il senso di controllo e di sicurezza nella propria vita o nelle proprie relazioni.
Le suggerirei di non affrontare questa situazione da sola. Confrontarsi con uno psicoterapeuta può aiutarla a esplorare più a fondo ciò che questo sintomo sta cercando di comunicarle e a ritrovare, passo dopo passo, una sensazione di maggiore fiducia e libertà nei suoi spostamenti. Intanto, si dia il permesso di prendersi cura di sé: il fatto che cerchi di capire e chieda aiuto è già un passo molto importante verso il cambiamento.
Un saluto!
Le suggerirei di non affrontare questa situazione da sola. Confrontarsi con uno psicoterapeuta può aiutarla a esplorare più a fondo ciò che questo sintomo sta cercando di comunicarle e a ritrovare, passo dopo passo, una sensazione di maggiore fiducia e libertà nei suoi spostamenti. Intanto, si dia il permesso di prendersi cura di sé: il fatto che cerchi di capire e chieda aiuto è già un passo molto importante verso il cambiamento.
Un saluto!
Buongiorno, bisognerebbe capire anzitutto da cosa nasce quest'esigenza di ricercare determinate strade piuttosto che altre, anche se questo significa allungare la strada.
Alcuni spunti che possono aiutarla a ridurre la tensione nel breve periodo: provare a guidare in contesti graduali e brevi, aumentando lentamente la durata e i tratti che le fanno più paura; mentre guida, portare l’attenzione al respiro (espirazioni lente e più lunghe dell’inspirazione aiutano a calmare il sistema nervoso); ricordarsi che l’ansia non dura per sempre: tende a crescere, picco, e poi scende da sola.
Spesso ciò che mantiene la paura è proprio il fatto di evitare la situazione: ogni evitamento dà un sollievo immediato, ma rafforza il messaggio “non sono capace”. Esporsi in modo graduale, invece, permette di recuperare sicurezza passo dopo passo.
Se sente che da sola è difficile, parlarne con un professionista può aiutarla a comprendere l’origine di questa sensazione e lavorare su strumenti specifici per tornare a guidare con tranquillità.
Non c’è nulla di “sbagliato” in lei. Sta attraversando un momento, e con il giusto supporto può superarlo.
Alcuni spunti che possono aiutarla a ridurre la tensione nel breve periodo: provare a guidare in contesti graduali e brevi, aumentando lentamente la durata e i tratti che le fanno più paura; mentre guida, portare l’attenzione al respiro (espirazioni lente e più lunghe dell’inspirazione aiutano a calmare il sistema nervoso); ricordarsi che l’ansia non dura per sempre: tende a crescere, picco, e poi scende da sola.
Spesso ciò che mantiene la paura è proprio il fatto di evitare la situazione: ogni evitamento dà un sollievo immediato, ma rafforza il messaggio “non sono capace”. Esporsi in modo graduale, invece, permette di recuperare sicurezza passo dopo passo.
Se sente che da sola è difficile, parlarne con un professionista può aiutarla a comprendere l’origine di questa sensazione e lavorare su strumenti specifici per tornare a guidare con tranquillità.
Non c’è nulla di “sbagliato” in lei. Sta attraversando un momento, e con il giusto supporto può superarlo.
Gentilissima, la prima domanda che mi verrebbe da porle è come mai non riesce a guidare in tratti dritti? Quali sono i pensieri, le emozioni? Da quando le succede? A volte le paure sono, appunto, solo paure. Non sono mai le situazioni a generare l'ansia dentro di noi, bensì sono i pensieri che noi facciamo sulle situazioni a provocarci l'ansia. Infatti, ciò che le capita potrebbe essere ansia anticipatoria cioè una preoccupazione sproporzionata rispetto a una situazione che percepiamo come difficile o minacciosa. L'ansia anticipatoria ci porta all'evitamento di situazioni che ci generano paura (evita i tratti di strada dritti) e, inoltre, l'evitamento porta al rinforzo della paura stessa (più evito le strade dritte e più crescerà nel tempo la convinzione che sono temibili). Un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a individuare i pensieri disfunzionali e a ristrutturarli. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio
Gentile signora,
da come descrive la situazione, sembra che qualcosa l’abbia portata, negli ultimi mesi, a vivere la guida con maggiore tensione o timore. Può accadere che un episodio particolare, o anche un periodo di stress o cambiamento, renda più difficile sentirsi al sicuro in contesti che prima non creavano problemi.
Evitare certi tratti di strada è spesso un modo per cercare di tenere sotto controllo una sensazione di disagio più profonda: un tentativo di protezione, anche se alla lunga rischia di alimentare la paura stessa. Forse potrebbe chiedersi cosa succede dentro di lei quando si trova in quelle situazioni: quali pensieri o sensazioni fisiche emergono, cosa teme possa accadere, e se in questo periodo ci sono altri ambiti in cui si sente sotto pressione o più vulnerabile.
Dedicare uno spazio di ascolto a queste domande, magari con l’aiuto di un professionista, può essere un primo passo per comprendere meglio l’origine di ciò che prova e ritrovare fiducia, non solo nella guida, ma anche nelle proprie risorse.
Un caro saluto,
Dott.ssa Adele Bernardi
da come descrive la situazione, sembra che qualcosa l’abbia portata, negli ultimi mesi, a vivere la guida con maggiore tensione o timore. Può accadere che un episodio particolare, o anche un periodo di stress o cambiamento, renda più difficile sentirsi al sicuro in contesti che prima non creavano problemi.
Evitare certi tratti di strada è spesso un modo per cercare di tenere sotto controllo una sensazione di disagio più profonda: un tentativo di protezione, anche se alla lunga rischia di alimentare la paura stessa. Forse potrebbe chiedersi cosa succede dentro di lei quando si trova in quelle situazioni: quali pensieri o sensazioni fisiche emergono, cosa teme possa accadere, e se in questo periodo ci sono altri ambiti in cui si sente sotto pressione o più vulnerabile.
Dedicare uno spazio di ascolto a queste domande, magari con l’aiuto di un professionista, può essere un primo passo per comprendere meglio l’origine di ciò che prova e ritrovare fiducia, non solo nella guida, ma anche nelle proprie risorse.
Un caro saluto,
Dott.ssa Adele Bernardi
Buongiorno cara utente,
da quello che scrive traspare una difficoltà che è molto presente e che quindi pesa sulla sua quotidianità andando a limitare la sua libertà. Non so a cosa sia dovuto, magari lei ha più presente da dove scaturisce tutto questo, ma sembra quasi una sorta di fobia/rituale: la strada con le curve la fa sentire più sicura e invece nel rettilineo c'è qualcosa che la turba. Per capire meglio servirebbe approfondire, ma la rincuoro dicendo che una soluzione c'è qualora volesse risolvere tale dinamica. Le consiglio uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale, magari uno che utilizzi anche la realtà virtuale, in modo tale da affrontare il tutto con gli strumenti adatti e dando probabilmente un miglioramento nel minor tempo possibile.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
da quello che scrive traspare una difficoltà che è molto presente e che quindi pesa sulla sua quotidianità andando a limitare la sua libertà. Non so a cosa sia dovuto, magari lei ha più presente da dove scaturisce tutto questo, ma sembra quasi una sorta di fobia/rituale: la strada con le curve la fa sentire più sicura e invece nel rettilineo c'è qualcosa che la turba. Per capire meglio servirebbe approfondire, ma la rincuoro dicendo che una soluzione c'è qualora volesse risolvere tale dinamica. Le consiglio uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale, magari uno che utilizzi anche la realtà virtuale, in modo tale da affrontare il tutto con gli strumenti adatti e dando probabilmente un miglioramento nel minor tempo possibile.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Ciao, ti ringrazio per aver condiviso questa difficoltà. Quello che stai sperimentando è più comune di quanto si pensi: molte persone riferiscono un’ansia o una sensazione di perdita di controllo in alcune condizioni specifiche alla guida, spesso proprio nei tratti lunghi e dritti, dove non ci sono punti di riferimento o possibilità di fermarsi facilmente. In questi momenti, la mente può iniziare a “monitorare” troppo le proprie sensazioni (respiro, battito, tensione), e questo porta a un aumento dell’ansia, innescando un vero e proprio circolo vizioso. Il fatto che tu ne sia consapevole è già un ottimo punto di partenza! Se la situazione diventa per te ingestibile e limitante ti consiglierei di chiedere un supporto professionale per comprendere meglio quali pensieri o sensazioni si attivano in quei momenti, per imparare tecniche di gestione dell’ansia e di esposizione in modo graduale e sicuro ai tratti di strada che oggi temi, fino a recuperarne la padronanza. Nel frattempo, prova a essere gentile con te stessa: l’ansia non è un segno di debolezza, ma un segnale che il corpo sta cercando di proteggerti da qualcosa che percepisce come pericolo. Con un po’ di pazienza e l’aiuto giusto è assolutamente possibile tornare a guidare in serenità. Ti auguro il meglio
Carissima,
quello che descrivi capita più spesso di quanto si pensi, anche se può sembrare qualcosa di “strano” o difficile da spiegare. Quando ci si trova improvvisamente in difficoltà in determinate situazioni — come guidare su tratti di strada lunghi e dritti — spesso non si tratta di un problema “tecnico” legato alla guida, ma di una reazione del corpo e della mente che si manifesta attraverso l’ansia.
In quei momenti può emergere una sensazione di perdita di controllo, di isolamento o di “vuoto” intorno a sé, e il corpo risponde con tensione, tachicardia, paura, fino a spingerti a cercare percorsi alternativi per sentirti più al sicuro. È una forma di protezione, anche se a volte finisce per limitarti.
Il fatto che tu ne stia parlando è un primo passo importante: significa che stai ascoltando il tuo disagio invece di nasconderlo. In un percorso psicologico potresti esplorare cosa accade dentro di te quando guidi — non solo nella mente, ma anche nel corpo — e da dove nasce quella paura di “restare senza vie d’uscita”.
Spesso, dietro queste sensazioni, ci sono esperienze o momenti di vita che hanno lasciato un segno, e che ora cercano ascolto attraverso l’ansia.
Con il tempo e uno spazio di sostegno adatto, è possibile ritrovare fiducia e serenità alla guida, passo dopo passo.
Un caro saluto,
Veronica De Iuliis
quello che descrivi capita più spesso di quanto si pensi, anche se può sembrare qualcosa di “strano” o difficile da spiegare. Quando ci si trova improvvisamente in difficoltà in determinate situazioni — come guidare su tratti di strada lunghi e dritti — spesso non si tratta di un problema “tecnico” legato alla guida, ma di una reazione del corpo e della mente che si manifesta attraverso l’ansia.
In quei momenti può emergere una sensazione di perdita di controllo, di isolamento o di “vuoto” intorno a sé, e il corpo risponde con tensione, tachicardia, paura, fino a spingerti a cercare percorsi alternativi per sentirti più al sicuro. È una forma di protezione, anche se a volte finisce per limitarti.
Il fatto che tu ne stia parlando è un primo passo importante: significa che stai ascoltando il tuo disagio invece di nasconderlo. In un percorso psicologico potresti esplorare cosa accade dentro di te quando guidi — non solo nella mente, ma anche nel corpo — e da dove nasce quella paura di “restare senza vie d’uscita”.
Spesso, dietro queste sensazioni, ci sono esperienze o momenti di vita che hanno lasciato un segno, e che ora cercano ascolto attraverso l’ansia.
Con il tempo e uno spazio di sostegno adatto, è possibile ritrovare fiducia e serenità alla guida, passo dopo passo.
Un caro saluto,
Veronica De Iuliis
Buongiorno,
capisco profondamente quanto possa essere faticoso e frustrante vivere una situazione come quella che descrive. Quando qualcosa di apparentemente “semplice” come guidare in tratti di strada dritti diventa difficile, può emergere un senso di smarrimento o di perdita di controllo, e questo naturalmente genera ansia e preoccupazione.
Forse potremmo vedere questo momento come un segnale che una parte di lei sta cercando di esprimersi: forse c’è un bisogno interiore di rallentare, di ritrovare fiducia nei propri ritmi o di dare ascolto alle emozioni. La strada dritta, priva di deviazioni o curve, può diventare simbolo di qualcosa di troppo lineare o costrittivo, mentre il desiderio di percorsi secondari e curvi potrebbe rappresentare un movimento dell’anima verso una via più personale, più viva, meno “obbligata”.
Con il giusto ascolto e con delicatezza, è possibile scoprire cosa vuole comunicarle la sua psiche e trovare a quella parte di sé un nuovo equilibrio.
Se ne avverte il bisogno, parlarne in un contesto terapeutico potrebbe aiutarla a comprendere meglio il significato di ciò che sta accadendo e a ritrovare serenità nel suo modo di muoversi, dentro e fuori di sé.
capisco profondamente quanto possa essere faticoso e frustrante vivere una situazione come quella che descrive. Quando qualcosa di apparentemente “semplice” come guidare in tratti di strada dritti diventa difficile, può emergere un senso di smarrimento o di perdita di controllo, e questo naturalmente genera ansia e preoccupazione.
Forse potremmo vedere questo momento come un segnale che una parte di lei sta cercando di esprimersi: forse c’è un bisogno interiore di rallentare, di ritrovare fiducia nei propri ritmi o di dare ascolto alle emozioni. La strada dritta, priva di deviazioni o curve, può diventare simbolo di qualcosa di troppo lineare o costrittivo, mentre il desiderio di percorsi secondari e curvi potrebbe rappresentare un movimento dell’anima verso una via più personale, più viva, meno “obbligata”.
Con il giusto ascolto e con delicatezza, è possibile scoprire cosa vuole comunicarle la sua psiche e trovare a quella parte di sé un nuovo equilibrio.
Se ne avverte il bisogno, parlarne in un contesto terapeutico potrebbe aiutarla a comprendere meglio il significato di ciò che sta accadendo e a ritrovare serenità nel suo modo di muoversi, dentro e fuori di sé.
Buongiorno, con queste poche righe risulta difficile darle indicazioni che possano tornarle utili, perchè non ci racconta meglio questa difficoltà che descrive? cosa crede che la spaventi rispetto alle strade dritte?
Cordiali saluti
Dott. Daniele Gallucci
Cordiali saluti
Dott. Daniele Gallucci
Ciao, grazie per aver raccontato la tua difficoltà. Capita più spesso di quanto si pensi: certe situazioni, come guidare in tratti lunghi o rettilinei, possono attivare una sensasione di perdita di controllo o di ansia anticipatoria. Non è una debolezza , ma un segnale del corpo che ci sta dicendo che c'è qualcosa da capire meglio.
Con un percorso mirato possiamo lavorare proprio su questo tipo di ansia, per tornare gradualmente a sentirti sicura alla guida.
Se vuoi, possiamo parlarne in un primo colloquio gratuito e impostare insieme un percorso adatto a te. Ti aspetto, Dott.ssa Alessandra Corti
Con un percorso mirato possiamo lavorare proprio su questo tipo di ansia, per tornare gradualmente a sentirti sicura alla guida.
Se vuoi, possiamo parlarne in un primo colloquio gratuito e impostare insieme un percorso adatto a te. Ti aspetto, Dott.ssa Alessandra Corti
la descrizione portata non è molto chiara ma si possono delineare due aspetti differenti ; uno legato all'ansia ( è successo qualche incidente o si è trovato in pericolo?) il secondo potrebbe essere legato ad un disturbo del pensiero ( un farsi condizionare dal pensiero della strada diritta). Credo sia molto opportuno rivolgersi ad uno specialista ( psicologo o psichiatra) perchè prima comprende come mai si sia manifestato questo problema e prima riuscirà a stare meglio e superarlo. ( aspettare che passi senza interventi è un qualcosa di irrealistico anzi con il tempo i problemi potrebbero allargarsi ad altri ambiti) Lo specialista puo delineare meglio il suo quadro di funzionamento globale ( fisico, psichico, emotivo ecc)
Gentile utente,
il disagio che descrive è più comune di quanto possa sembrare e spesso si manifesta in persone che, come lei, hanno vissuto momenti di forte tensione o preoccupazione mentre erano alla guida o in situazioni percepite come “senza via d’uscita”. Le strade dritte e lunghe, infatti, possono evocare inconsciamente una sensazione di perdita di controllo o di impossibilità di fermarsi, attivando ansia o paura di non riuscire a gestire il proprio stato fisico ed emotivo.
È importante sapere che si tratta di una reazione ansiosa condizionata, che può essere affrontata con un percorso mirato:
in primo luogo, può essere utile non forzarsi ma neanche evitare del tutto la guida, cercando di esporsi gradualmente, magari con brevi tratti rettilinei in situazioni tranquille e con una persona di fiducia accanto;
inoltre, tecniche di respirazione o rilassamento prima e durante la guida possono aiutare a regolare l’attivazione del corpo;
infine, un percorso psicologico specifico, ad esempio basato su tecniche di desensibilizzazione o gestione dell’ansia, permette di comprendere l’origine del sintomo e riprendere fiducia nelle proprie capacità di controllo.
Non si colpevolizzi: la sua reazione ha una logica interna e può essere risolta. Con il giusto supporto, è possibile tornare a vivere la guida come un’esperienza di libertà e non di paura.
Dott.ssa Sara Petroni
il disagio che descrive è più comune di quanto possa sembrare e spesso si manifesta in persone che, come lei, hanno vissuto momenti di forte tensione o preoccupazione mentre erano alla guida o in situazioni percepite come “senza via d’uscita”. Le strade dritte e lunghe, infatti, possono evocare inconsciamente una sensazione di perdita di controllo o di impossibilità di fermarsi, attivando ansia o paura di non riuscire a gestire il proprio stato fisico ed emotivo.
È importante sapere che si tratta di una reazione ansiosa condizionata, che può essere affrontata con un percorso mirato:
in primo luogo, può essere utile non forzarsi ma neanche evitare del tutto la guida, cercando di esporsi gradualmente, magari con brevi tratti rettilinei in situazioni tranquille e con una persona di fiducia accanto;
inoltre, tecniche di respirazione o rilassamento prima e durante la guida possono aiutare a regolare l’attivazione del corpo;
infine, un percorso psicologico specifico, ad esempio basato su tecniche di desensibilizzazione o gestione dell’ansia, permette di comprendere l’origine del sintomo e riprendere fiducia nelle proprie capacità di controllo.
Non si colpevolizzi: la sua reazione ha una logica interna e può essere risolta. Con il giusto supporto, è possibile tornare a vivere la guida come un’esperienza di libertà e non di paura.
Dott.ssa Sara Petroni
Buongiorno, quello che descrive è molto più comune di quanto sembri e, soprattutto, è trattabile. Il fatto che la difficoltà compaia sui tratti lunghi e dritti, lontani da uscite o soste, indica che il cervello sta leggendo quella situazione come “poco controllabile”: meno vie di fuga percepite ⇒ più allarme.
In termini clinici si tratta spesso di un circuito ansia–evitamento con caratteristiche agorafobiche: l’anticipazione che possa succedere qualcosa attiva il sistema di allerta (cuore accelerato, respiro corto, testa “vuota”, vista “strana”), questi segnali vengono interpretati come pericolosi e l’ansia sale ancora; scegliere strade secondarie e con curve allevia subito, ma nel tempo rinforza l’idea che i rettilinei siano davvero pericolosi, mantenendo il problema.
Nella sua situazione il trattamento più efficace è una terapia cognitivo comportamentale.
In termini clinici si tratta spesso di un circuito ansia–evitamento con caratteristiche agorafobiche: l’anticipazione che possa succedere qualcosa attiva il sistema di allerta (cuore accelerato, respiro corto, testa “vuota”, vista “strana”), questi segnali vengono interpretati come pericolosi e l’ansia sale ancora; scegliere strade secondarie e con curve allevia subito, ma nel tempo rinforza l’idea che i rettilinei siano davvero pericolosi, mantenendo il problema.
Nella sua situazione il trattamento più efficace è una terapia cognitivo comportamentale.
Buongiorno, ciò che descrive ha sicuramente molte affinità con stati d'ansia e forte stress, solitamente è molto raro superare da soli queste problematiche e se poco o mal gestite, possono peggiorare ulteriormente.
Suggerirei pertanto di iniziare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa sostenerla e guidarla dalla miglior gestione fino alla risoluzione di queste problematiche.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Suggerirei pertanto di iniziare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa sostenerla e guidarla dalla miglior gestione fino alla risoluzione di queste problematiche.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buonasera,
comprendo bene il disagio che sta vivendo: la difficoltà a guidare in alcuni tratti di strada può diventare molto limitante nella vita quotidiana e, come accenna, spesso spinge a mettere in atto strategie di evitamento per ridurre l’ansia.
È importante però ricordare che queste reazioni non nascono “dal nulla”: di solito rappresentano il modo in cui la mente e il corpo cercano di segnalare qualcosa che merita di essere compreso più a fondo.
Per questo motivo le consiglierei di affrontare la questione in un percorso di psicoterapia, dove possa esplorare con l’aiuto di un professionista cosa si attiva dentro di lei in quei momenti e quale significato personale possa avere questa paura. Non si tratta solo di "risolvere" il problema ma anche di comprendere l'origine del sintomo e lavorare sulle emozioni che lo accompagnano, per recuperare fiducia e libertà di movimento.
Resto a disposizione, un caro saluto
comprendo bene il disagio che sta vivendo: la difficoltà a guidare in alcuni tratti di strada può diventare molto limitante nella vita quotidiana e, come accenna, spesso spinge a mettere in atto strategie di evitamento per ridurre l’ansia.
È importante però ricordare che queste reazioni non nascono “dal nulla”: di solito rappresentano il modo in cui la mente e il corpo cercano di segnalare qualcosa che merita di essere compreso più a fondo.
Per questo motivo le consiglierei di affrontare la questione in un percorso di psicoterapia, dove possa esplorare con l’aiuto di un professionista cosa si attiva dentro di lei in quei momenti e quale significato personale possa avere questa paura. Non si tratta solo di "risolvere" il problema ma anche di comprendere l'origine del sintomo e lavorare sulle emozioni che lo accompagnano, per recuperare fiducia e libertà di movimento.
Resto a disposizione, un caro saluto
Buongiorno,
quello che descrive è un disagio che capita più spesso di quanto si pensi, anche se spesso chi lo vive si sente solo o “strano”. In realtà, la paura di guidare in alcuni tratti specifici — come strade dritte, autostrade o senza possibilità di sosta — è una forma di ansia situazionale, che può rientrare nel quadro di una fobia specifica legata alla perdita di controllo o alla difficoltà di “fuga” da un contesto percepito come vincolante.
Il fatto che riesca a guidare su strade secondarie o con curve mostra che non si tratta di una perdita di abilità, ma di un meccanismo d’ansia che si attiva in certe condizioni perchè si attivano modelli relazionali più profondi. Spesso, in questi casi, la mente associa inconsciamente quel tipo di percorso a una sensazione di pericolo, e il corpo reagisce con allerta, tachicardia o paura di bloccarsi.
Le suggerirei di non forzarsi, ma nemmeno di rinunciare del tutto a guidare: può iniziare gradualmente ad esporre se stessa in modo controllato, magari con percorsi brevi su tratti un po’ più “aperti”, aumentando la durata quando si sente pronta.
Un percorso psicologico di sostegno, soprattutto con approcci che lavorano su ansia e controllo (come quello cognitivo-comportamentale o l’approccio psicodinamico con focus sulle emozioni sottostanti), può essere molto utile per ritrovare fiducia e libertà di movimento.
Non è un problema di “coraggio”, ma una risposta del corpo e della mente a uno stato di tensione. Con il giusto accompagnamento, è assolutamente possibile superarlo.
quello che descrive è un disagio che capita più spesso di quanto si pensi, anche se spesso chi lo vive si sente solo o “strano”. In realtà, la paura di guidare in alcuni tratti specifici — come strade dritte, autostrade o senza possibilità di sosta — è una forma di ansia situazionale, che può rientrare nel quadro di una fobia specifica legata alla perdita di controllo o alla difficoltà di “fuga” da un contesto percepito come vincolante.
Il fatto che riesca a guidare su strade secondarie o con curve mostra che non si tratta di una perdita di abilità, ma di un meccanismo d’ansia che si attiva in certe condizioni perchè si attivano modelli relazionali più profondi. Spesso, in questi casi, la mente associa inconsciamente quel tipo di percorso a una sensazione di pericolo, e il corpo reagisce con allerta, tachicardia o paura di bloccarsi.
Le suggerirei di non forzarsi, ma nemmeno di rinunciare del tutto a guidare: può iniziare gradualmente ad esporre se stessa in modo controllato, magari con percorsi brevi su tratti un po’ più “aperti”, aumentando la durata quando si sente pronta.
Un percorso psicologico di sostegno, soprattutto con approcci che lavorano su ansia e controllo (come quello cognitivo-comportamentale o l’approccio psicodinamico con focus sulle emozioni sottostanti), può essere molto utile per ritrovare fiducia e libertà di movimento.
Non è un problema di “coraggio”, ma una risposta del corpo e della mente a uno stato di tensione. Con il giusto accompagnamento, è assolutamente possibile superarlo.
Buongiorno,
capisco quanto possa essere difficile convivere con questa paura, soprattutto quando limita la libertà di muoversi e fa sentire in ansia anche davanti a situazioni apparentemente semplici. Sarebbe importante approfondire ciò che sta accadendo insieme a un professionista, per comprenderne le cause e trovare strategie efficaci per affrontarla. Un percorso di supporto psicologico può davvero aiutarla a ritrovare sicurezza e tranquillità alla guida.
Un saluto.
capisco quanto possa essere difficile convivere con questa paura, soprattutto quando limita la libertà di muoversi e fa sentire in ansia anche davanti a situazioni apparentemente semplici. Sarebbe importante approfondire ciò che sta accadendo insieme a un professionista, per comprenderne le cause e trovare strategie efficaci per affrontarla. Un percorso di supporto psicologico può davvero aiutarla a ritrovare sicurezza e tranquillità alla guida.
Un saluto.
Salve, sembra che l'esperienza alla guida le risulti molto complessa e difficile. Si potrebbe comprendere il significato sottostante a tale condizione di disagio, ad esempio affidandosi ad uno/a psicoterapeuta.
Buongiorno, le consiglio un percorso psicologico per la gestione di ansia e fobie. Cordiali saluti.
Buongiorno — mi dispiace molto che stia attraversando questo momento, capisco quanto possa essere angosciante e limitante non riuscire a guidare su strade dritte. Qui sotto le do spiegazioni semplici e subito applicabili, e qualche strategia concreta che può provare da subito.
Cosa potrebbe succedere
Spesso questo tipo di difficoltà nasce da ansia anticipatoria: il corpo si attiva (cuore che accelera, respiro corto, tensione) appena pensa al tratto di strada che teme.
Può esserci anche un condizionamento: dopo qualche esperienza spiacevole (paura intensa, attacco d’ansia), il cervello associa la strada dritta alla minaccia e la evita.
L’evitamento (cercare solo strade curve/secondarie) riduce il disagio sul momento ma mantiene e rinforza il problema nel tempo.
Cosa fare subito (strategie pratiche, semplici e utili)
Respirazione controllata: inspiri contando 4, trattenga 2, espiri contando 6. Ripeta 4–6 volte prima di mettersi al volante e quando sente l’ansia salire.
Grounding: tenere in auto un oggetto rassicurante (una foto, un fazzoletto) e ricordare mentalmente 3 cose che vede, 2 che può toccare, 1 che sente — aiuta a tornare al presente.
Eviti le strategie di sicurezza eccessive (es. fermarsi continuamente) quando possibile: offrono sollievo momentaneo ma impediscono l’abituazione.
Esporsi gradualmente: pianifichi piccoli passi — es. 5–10 minuti su un tratto dritto vicino a casa, poi aumenti gradualmente distanza e tempo. Meglio farlo con una persona di fiducia le prime volte.
Stile di vita: riduca caffeina e stimolanti prima di guidare, dorma a sufficienza e pratichi attività rilassanti (camminata, mindfulness) regolarmente.
Se durante la guida compaiono sintomi forti, si fermi in un luogo sicuro, pratichi la respirazione e torni in auto solo quando si sente più calma.
Quando chiedere aiuto specialistico
Se il problema limita la sua vita quotidiana (lavoro, spostamenti familiari) o persiste nonostante i tentativi, è importante approfondire con uno specialista: una valutazione ci permette di capire se si tratta di un disturbo d’ansia, di evitamento o altro, e di progettare un percorso mirato (terapia cognitivo-comportamentale, tecniche di esposizione graduale, EMDR se ci sono traumi associati, mindfulness).
È consigliabile approfondire con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Cosa potrebbe succedere
Spesso questo tipo di difficoltà nasce da ansia anticipatoria: il corpo si attiva (cuore che accelera, respiro corto, tensione) appena pensa al tratto di strada che teme.
Può esserci anche un condizionamento: dopo qualche esperienza spiacevole (paura intensa, attacco d’ansia), il cervello associa la strada dritta alla minaccia e la evita.
L’evitamento (cercare solo strade curve/secondarie) riduce il disagio sul momento ma mantiene e rinforza il problema nel tempo.
Cosa fare subito (strategie pratiche, semplici e utili)
Respirazione controllata: inspiri contando 4, trattenga 2, espiri contando 6. Ripeta 4–6 volte prima di mettersi al volante e quando sente l’ansia salire.
Grounding: tenere in auto un oggetto rassicurante (una foto, un fazzoletto) e ricordare mentalmente 3 cose che vede, 2 che può toccare, 1 che sente — aiuta a tornare al presente.
Eviti le strategie di sicurezza eccessive (es. fermarsi continuamente) quando possibile: offrono sollievo momentaneo ma impediscono l’abituazione.
Esporsi gradualmente: pianifichi piccoli passi — es. 5–10 minuti su un tratto dritto vicino a casa, poi aumenti gradualmente distanza e tempo. Meglio farlo con una persona di fiducia le prime volte.
Stile di vita: riduca caffeina e stimolanti prima di guidare, dorma a sufficienza e pratichi attività rilassanti (camminata, mindfulness) regolarmente.
Se durante la guida compaiono sintomi forti, si fermi in un luogo sicuro, pratichi la respirazione e torni in auto solo quando si sente più calma.
Quando chiedere aiuto specialistico
Se il problema limita la sua vita quotidiana (lavoro, spostamenti familiari) o persiste nonostante i tentativi, è importante approfondire con uno specialista: una valutazione ci permette di capire se si tratta di un disturbo d’ansia, di evitamento o altro, e di progettare un percorso mirato (terapia cognitivo-comportamentale, tecniche di esposizione graduale, EMDR se ci sono traumi associati, mindfulness).
È consigliabile approfondire con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
capisco bene il disagio che sta vivendo: ciò che descrive può essere legato a una condizione ansiosa o, in alcuni casi, a manifestazioni di tipo ossessivo-compulsivo per cui tale situazione ha sicuramente bisogno di approfondimento. In ogni caso, si tratta di difficoltà che possono essere affrontate e gestite con successo attraverso un percorso psicologico o psicoterapeutico mirato.
Con il giusto supporto è possibile comprendere l’origine di queste sensazioni, ridurre l’ansia e tornare a guidare con serenità. Il fatto che lei ne parli e cerchi aiuto è già un passo molto importante verso il cambiamento
capisco bene il disagio che sta vivendo: ciò che descrive può essere legato a una condizione ansiosa o, in alcuni casi, a manifestazioni di tipo ossessivo-compulsivo per cui tale situazione ha sicuramente bisogno di approfondimento. In ogni caso, si tratta di difficoltà che possono essere affrontate e gestite con successo attraverso un percorso psicologico o psicoterapeutico mirato.
Con il giusto supporto è possibile comprendere l’origine di queste sensazioni, ridurre l’ansia e tornare a guidare con serenità. Il fatto che lei ne parli e cerchi aiuto è già un passo molto importante verso il cambiamento
Buonasera, i sintomi che lei descrive appartengono al quadro dell'amaxofobia ovvero alla paura intensa ed irrazionale alla guida. Si tratta di un disturbo curabile con un percorso psicologico dedicato che ne esplori le cause. Coraggio!
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