Buongiorno, sentirsi dire spesso di essere una persona tossica dalla propria compagna e la stessa po

25 risposte
Buongiorno, sentirsi dire spesso di essere una persona tossica dalla propria compagna e la stessa poi sostiene di non voler chiudere la storia perchè dalle "ceneri ci si rialza", come dovrei sentirmi se non uno schifo?autostima di me stessa caduta sempre piu in basso...mi tremano le gambe
Dott.ssa Martina Marrone
Psicologo, Psicologo clinico
Piacenza
Salve, la ringrazio per la sua condivisione, non deve essere semplice per lei scrivere queste parole. Al momento può esserci un travolgimento di emozioni, che potrebbe anche "offuscare" tutto il resto, ma quando sentirà di star meglio, potrebbe tentare sicuramente di occuparsi della sua parte, se ne ha voglia. A volte, capire perché e come si sta in una relazione può aiutare. Saluti.

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Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
quello che descrive è un vissuto emotivo molto intenso e doloroso. Sentirsi ripetutamente etichettare come “persona tossica”, soprattutto da qualcuno di significativo come la propria compagna, può minare profondamente l’autostima, generare senso di colpa, vergogna e portare a interiorizzare un’immagine di sé molto negativa. Le reazioni corporee che riferisce, come il tremore alle gambe, sono segnali di un forte stato di stress e sofferenza emotiva.

È importante ricordare che nessuna persona è “tossica” in senso assoluto: esistono comportamenti, dinamiche relazionali e modalità comunicative che possono essere disfunzionali e che vanno comprese e affrontate, ma definirsi o essere definiti in modo svalutante rischia di diventare una forma di violenza psicologica. Anche il messaggio del “dalle ceneri ci si rialza”, se non accompagnato da rispetto, responsabilità reciproca e cambiamenti concreti, può risultare ambiguo e aumentare la confusione emotiva.

Il fatto che lei si senta “uno schifo” e con l’autostima sempre più bassa merita ascolto e cura: una relazione non dovrebbe far sentire costantemente sbagliati o annullati. In questi casi è molto utile fermarsi, dare spazio a ciò che sta provando e valutare, con l’aiuto di uno specialista, cosa sta accadendo nella relazione e quali sono i suoi bisogni, i suoi limiti e le sue risorse.

Le consiglio quindi di approfondire questo momento di difficoltà con uno psicologo o psicoterapeuta, per tutelare il suo benessere emotivo e ritrovare una visione di sé più equilibrata e rispettosa.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Fortunata La Mura
Psicoterapeuta, Psicologo
Pompei
Leggere o ascoltare parole come “tossica” da chi ami può ferire in profondità e può farti sentire svalutata, confusa e molto sola, soprattutto quando nello stesso tempo ti viene detto che la relazione deve continuare. Dentro può nascere una sensazione di sporco addosso, di colpa e di vergogna, e il corpo a volte reagisce con tremore, come se fosse sotto minaccia. In una relazione sana ci si sente visti, rispettati e accolti anche nei momenti difficili, e quando questo manca l’autostima tende a scendere piano piano. Quello che provi parla di quanto questa situazione ti sta pesando e merita ascolto e cura, con qualcuno che sappia stare accanto a te mentre provi a rimettere insieme i pezzi di come ti senti e di cosa desideri per te. Se vuoi, possiamo anche provare a capire insieme cosa succede tra voi quando emergono queste parole.
Dott.ssa Rosalba Caner
Psicologo clinico, Psicologo
Castellammare di Stabia
Non vedrei la parola “tossica” come un attacco a lei, forse è la dinamica tra voi a risultare difficile, tossica, non tu come persona. Sarebbe bello ripartire dalla frase "non voglio chiudere la relazione, dalle ceneri ci si rialza”, leggendola come un desiderio di riparare o ricostruire ciò che si percepisce come compromesso. Ti invito a chiederti: è possibile farlo davvero INSIEME? È possibile ripartire rispettando i bisogni e i limiti di entrambi?
Dott.ssa Chiara Avelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, da ciò che descrive emerge una sofferenza emotiva intensa e comprensibile: sentirsi ripetutamente definire “tossica” da una persona significativa può avere un forte impatto sull’autostima, generare confusione, senso di colpa e una progressiva svalutazione di sé. È importante considerare che messaggi di questo tipo, soprattutto se reiterati, possono configurare una dinamica relazionale invalidante, in cui l’altro attribuisce etichette che finiscono per essere interiorizzate. Le reazioni corporee che descrive, come il tremore alle gambe, sono compatibili con uno stato di forte attivazione ansiosa e di stress emotivo. In una relazione affettiva il confronto può essere anche difficile, ma non dovrebbe portare a sentirsi “uno schifo” o a perdere progressivamente fiducia in se stessi. Sarebbe utile fermarsi a riflettere su come questa relazione la fa sentire, su quali siano i suoi bisogni emotivi e su quanto lo spazio relazionale attuale sia per lei tutelante. Un confronto con un professionista potrebbe aiutarla a fare chiarezza su queste dinamiche, a rielaborare l’impatto sull’autostima e a recuperare una visione di sé più stabile e rispettosa. Dott.ssa Chiara Avelli
Dott.ssa Elisabetta Di Maso
Psicologo, Psicologo clinico
Bitonto
Buongiorno avete pensato di intraprendere un percorso di coppia per cercare di ritrovare l'equilibrio?
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio un percorso psicologico che l'auti a ritrovare fiducia in se stesso. Cordiali saluti.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, grazie per aver condiviso un vissuto così intenso e doloroso. Dalle sue parole si percepisce quanto questa situazione la stia facendo soffrire e quanto si senta colpita nella sua immagine personale e nel suo valore come persona. Sentirsi definire in modo ripetuto con un termine così pesante può lasciare un segno profondo, soprattutto quando arriva da qualcuno a cui si è legati affettivamente e dal quale si cerca comprensione, accettazione e sicurezza. Quando all’interno di una relazione vengono utilizzate etichette molto forti, è frequente che la persona inizi a interiorizzarle, arrivando a guardarsi attraverso quel filtro. Questo può portare a una progressiva riduzione dell’autostima, a dubbi su chi si è davvero e a una sensazione di instabilità emotiva, come sembra emergere anche dal tremore che descrive. Il corpo spesso reagisce in modo molto diretto quando ci si sente sotto pressione o svalutati, come se stesse esprimendo fisicamente il disagio e la paura di perdere qualcosa di importante. La frase che la sua compagna utilizza, cioè l’idea che dalle ceneri ci si rialza, può creare una situazione emotivamente confusa. Da una parte arriva un messaggio molto critico che rischia di farla sentire sbagliata, dall’altra arriva un messaggio di permanenza nella relazione che può generare speranza ma anche incertezza. Questa ambivalenza può far sentire intrappolati tra il desiderio di migliorare e la paura di non essere mai abbastanza, portando a una continua tensione emotiva. Può essere utile fermarsi a riflettere su un aspetto importante, cioè distinguere i comportamenti dalle etichette globali sulla persona. In una relazione possono esserci atteggiamenti che feriscono, incomprensioni o modalità comunicative difficili, ma questo è diverso dal definire qualcuno come tossico in senso assoluto. Quando si passa da ciò che si fa a ciò che si è, il rischio è che il dialogo si trasformi in una dinamica che mina la sicurezza personale e rende più difficile affrontare i problemi in modo costruttivo. Il fatto che lei si senta sempre più svalutata merita molta attenzione, perché una relazione affettiva dovrebbe rappresentare uno spazio in cui sentirsi visti, rispettati e accolti anche nelle proprie fragilità. Questo non significa che non possano esserci momenti di confronto o di critica, ma è importante che questi avvengano in un clima che permetta crescita reciproca e non umiliazione o paura. Può essere utile provare a osservare come questa relazione influisce sul modo in cui si percepisce e su come si sente emotivamente nel quotidiano. Le relazioni significative tendono a influenzare profondamente l’immagine di sé, soprattutto quando si è molto coinvolti affettivamente. Comprendere se si sente sostenuta oppure costantemente sotto esame può aiutarla a fare chiarezza su ciò di cui ha bisogno per stare bene. Il tremore che descrive può essere interpretato come una manifestazione di forte attivazione emotiva, spesso collegata a stati di ansia, paura o senso di minaccia relazionale. In momenti così intensi può essere utile provare a rallentare, portare l’attenzione al respiro e al corpo, cercando di creare uno spazio interno che le permetta di riconnettersi con se stessa prima di reagire alle parole o alle situazioni che la feriscono. La sofferenza che racconta sembra segnalare che una parte di lei desidera essere riconosciuta e rispettata non solo come partner ma come persona con un proprio valore indipendente dalla relazione. Dare ascolto a questa parte può rappresentare un passaggio importante per comprendere quali siano i suoi bisogni emotivi e relazionali. Affrontare queste dinamiche con un supporto psicologico può aiutarla a esplorare con maggiore chiarezza ciò che sta vivendo, rafforzare l’immagine di sé e sviluppare modalità comunicative che le permettano di esprimere i suoi vissuti in modo più protettivo per il suo benessere. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Laura Bova
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
Buongiorno.
Mi chiedo cosa pensi Lei di questo, della vosatra storia, del vostro futiro.
Si concentri un pò su se stessa e cerchi di capire cosa possa farle realmente bene e cosa in realtà è tossico per lei.
Cordialmente.
Dott.ssa Laura Bova
Cara utente,
forse queste frasi parlano più della sua compagna che di lei, di un problema di lei piuttosto che suo. Si ricordi che la sua compagna può andare via qualora volesse, ma sceglie responsabilmente di non farlo...anzi decide di rimanere accentuando il suo comportamento creando alla fine un senso di malessere nei suoi confronti. Ci rifletta e se sente il bisogno provi a parlare con qualcuno.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Dott.ssa Carolina Conti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente,
sentirsi dare dei "tossici" logora l’autostima e genera il malessere fisico che descrive. Sebbene la rinascita sia possibile, essa richiede di elaborare le dinamiche profonde che vi tengono bloccati in questo circolo di svalutazione.
Le suggerisco di valutare l’idea di intraprendere un percorso di supporto psicologico ed eventualmente di psicoterapia, per esplorare i vissuti che alimentano questo conflitto e trasformare il legame in uno spazio di autentico rispetto, oltre la logica della colpa.
Un caro saluto.
Dott. Emiliano Perulli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lecce
Gentile, capisco quanto possa essere doloroso sentirsi rivolgere etichette così pesanti dalla propria compagna. Quando in una relazione si usano parole come “tossico”, spesso non descrivono davvero la persona, ma il livello di conflitto o di sofferenza che la coppia sta attraversando in quel momento.
Il fatto che lei oggi si senta così, con l’autostima molto bassa e persino sintomi fisici come il tremore alle gambe, è una reazione comprensibile quando ci si sente svalutati da qualcuno di importante. Non significa che ciò che le è stato detto corrisponda alla realtà, ma che l’impatto emotivo è stato forte.
Anche il messaggio ambiguo della sua compagna – parole dure da un lato, e dall’altro l’idea di “rialzarsi dalle ceneri” – può creare confusione e farla sentire senza punti fermi.
In questi casi può essere utile distinguere due piani: come la relazione sta funzionando, cioè quali modalità comunicative stanno facendo male a entrambe e come sta lei, di quali confini ha bisogno di mettere e quali risorse può attivare per non sentirsi annullata.
Un percorso psicologico può aiutarla a rimettere ordine in ciò che sta vivendo, a riconoscere cosa le appartiene e cosa no, e a ritrovare una posizione più stabile da cui capire come muoversi nella relazione. Non si tratta di “essere tossici” o “non esserlo”, ma di comprendere dinamiche che in certi momenti possono diventare pesanti per entrambe
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,

è comprensibile sentirsi come ha descritto al termine di una relazione. Il consiglio è quello di chiedere aiuto ad un professionista per attraversare questa fase, supportandola.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
mi rendo conto di quanto possa essere doloroso e destabilizzante ricevere commenti come quelli che descrive. Sentirsi sminuiti o definiti “tossici” da una persona importante per noi può intaccare profondamente l’autostima e generare ansia, paura o disagio fisico come il tremore che descrive.

È comprensibile che in questa situazione possa sentirsi confusa, ferita e sopraffatta: le emozioni che prova sono reali e meritano attenzione. Accogliere questi sentimenti senza giudicarsi è un primo passo importante per capire meglio cosa sente e cosa desidera davvero per sé stessa, al di là delle aspettative o dei giudizi altrui.

Spesso parlare con un professionista può aiutare a ritrovare un senso di sicurezza, chiarire i propri bisogni e ricostruire l’autostima, anche quando ci si sente emotivamente fragili. Non è mai “uno schifo”: è umano reagire così in situazioni difficili, e prendersi cura di sé è fondamentale.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Marianna Gessato
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Sentirsi dire spesso di essere “tossica” da chi ami può distruggere l’autostima. È normale che tu ti senta uno schifo, ma attenzione: c’è una differenza enorme tra avere comportamenti da migliorare ed essere sbagliata come persona. Un’etichetta così globale è svalutante e, se ripetuta, finisce per entrare dentro.
In più il messaggio è contraddittorio: vieni definita in modo negativo, però allo stesso tempo ti si dice che la relazione può rinascere. Questo crea confusione e senso di colpa.
Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarti non per “aggiustarti”, ma per fare chiarezza. Prima si lavorerebbe sulle dinamiche concrete tra voi, distinguendo responsabilità reali da colpe interiorizzate. Poi sull’autostima e sui pensieri automatici (“sono sbagliata”, “rovino tutto”). Infine, con più solidità, potresti valutare la relazione: c’è rispetto? C’è reciprocità?
Chiedere aiuto non è da persone tossiche. È da persone che vogliono capire e stare meglio.
Dott.ssa Jasmine Andreozzi
Psicologo, Psicologo clinico
Capriate San Gervasio
Buongiorno , la ringrazio per le informazioni che ha fornito , le consiglio un percorso psicologico per cercare di gestire la situazione.
Rimango a sua disposizione,
Dottoressa Andreozzi Jasmine
Dott.ssa Claudia Midei
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, dal suo messaggio emerge un impatto emotivo molto forte: sentirsi definire “tossica” dalla persona che si ama può colpire in modo profondo l’autostima e il senso di valore personale. Il fatto che descriva un abbassamento dell’autostima e una reazione fisica intensa, come il tremore alle gambe, indica quanto questa situazione la stia destabilizzando.
In generale, quando in una relazione vengono usate etichette forti e svalutanti, l’effetto può essere quello di generare vergogna, confusione e dipendenza dal giudizio dell’altro. Un conto è confrontarsi su comportamenti specifici che fanno soffrire, un altro è definire l’intera persona come “tossica”. Le parole hanno un peso e, se ripetute, possono incidere profondamente sulla percezione di sé.
La frase “dalle ceneri ci si rialza” può suonare come un messaggio di speranza, ma se non è accompagnata da responsabilità reciproca e cambiamenti concreti rischia di lasciare l’altra persona in una posizione di colpa continua. È importante chiedersi: si parla di comportamenti specifici su cui lavorare, oppure viene messa in discussione la sua identità? C’è uno spazio reale di dialogo o prevale l’accusa?
Non è possibile stabilire dall’esterno se lei abbia effettivamente messo in atto dinamiche problematiche, ma il modo in cui viene comunicato è centrale. Un confronto con un professionista potrebbe aiutarla a distinguere tra eventuali aspetti su cui può lavorare e un processo di svalutazione che sta minando la sua autostima. Se lo desidera, può contattarmi per approfondire insieme questa situazione e comprendere come tutelare il suo benessere emotivo all’interno della relazione.
Dott.ssa Flora Bacchi
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno.
Quello che descrivi fa male già solo a leggerlo. Sentirsi dire ripetutamente di essere “una persona tossica” dalla persona che ami non è una critica su un comportamento specifico, è un attacco all’identità. E quando l’attacco è costante, l’autostima inizia davvero a crollare.
Provo però a portarti su un piano di responsabilità personale, senza togliere la validità del tuo dolore. Ci sono due livelli da distinguere. Il primo è: hai messo in atto comportamenti che possono aver ferito, invaso, manipolato o creato dinamiche disfunzionali? Se sì, questi comportamenti si possono guardare, nominare e cambiare. Il secondo livello è: qualcuno ti sta etichettando globalmente come “tossica” invece di parlare di fatti concreti? Perché dire “quando fai questo mi sento così” è diverso da dire “tu sei tossica”. Nel primo caso c’è spazio di crescita, nel secondo c’è svalutazione e un attacco al tuo valore e alla tua identità.

La domanda centrale forse non è “come dovrei sentirmi”, perché quello che senti è già legittimo. La domanda può diventare: questa relazione ti permette di crescere sentendoti rispettata, oppure ti tiene in una posizione di colpa e inferiorità costante? Una relazione sana può attraversare crisi, ma non dovrebbe demolire l’identità dell’altro.
Ti invito a fare un esercizio concreto: scrivi tre comportamenti specifici che lei ti contesta. Sono fatti osservabili? Sono modificabili? Oppure sono giudizi vaghi sulla tua persona? Questo ti aiuterà a separare la responsabilità reale dalla colpa indotta.

Se le gambe ti tremano, fermati un attimo, respira lentamente e appoggia i piedi a terra. Il tuo corpo ti sta dicendo che sei sotto pressione. Meriti un confronto in cui si parli di dinamiche e non di etichette. E meriti una relazione in cui l’eventuale crescita avvenga nella dignità, non nello schiacciamento. Se vuoi, possiamo provare a capire insieme cosa succede concretamente tra voi quando nasce il conflitto.

Se vuoi puoi contattarmi per un colloquio conoscitivo e cercheremo insieme di capirci di più.
Un caro saluto
Dott.ssa Bacchi
Dott.ssa Alessia Serio
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
da ciò che ha scritto, mi viene da consigliarle una terapia di coppia per esplorare questo momento di difficoltà.

un caro saluto
dott.ssa Alessia Serio
Dott. Alex Pagano
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buona sera ultimamente, anche purtroppo grazie ai social che non sempre fanno una divulgazione etica, si tende un po' ad utilizzare a cuor leggero il termine tossico in vari ambiti. Capisco molto che il termine possa ferirla però a questo punto potrei porle alcune domande. Lei come sta in questa relazione? Si sente sé stessa? Sente di voler o poter migliorare alcuni aspetti personali? Riesce ad esprimere i propri bisogni o fragilità? Ha mai pensato lei di voler interrompere la relazione?
La comunicazione all' interno della vostra coppia potrebbe essere migliorabile? Ha parlato delle sue sensazioni alla sua compagna e di come l'utilizzo di questa parola la fa sentire? Com é il vostro modo di comunicare e stare in relazione? É ipotizzabile pensare di aprire un dialogo di coppia in cui piuttosto che etichettare con un termine molto generico si possa fare chiarezza su alcune dinamiche magari che risultano disfunzionali e che minano il vostro equilibrio?

Quando parla di ceneri cosa intende? State o avete affrontato momenti intensi e di difficoltà? Anche magari con la presenza di scontri accesi?

É vero che da alcune ceneri ci si può rialzare ma é anche vero che il fuoco che alimenta le nuove braci deve essere un fuoco condiviso in cui entrambi i partner partecipino; per alimentarlo può essere molto utile parlare dei vostri sentimenti, progetti futuri e delle vostre paure reciproche.
Anche per capire se dietro magari le parole forti che vengono scambiate può celarsi una paura di abbandono e un desiderio di cambiamento che però non riesce ad essere espresso nei giusti modi.

Queste domande sono solo potenziali spunti di riflessione che magari possono esserle utili.
Le auguro di poter ritrovare, con la sua partner o anche da sola se necessario, un equilibrio che possa migliorare la sua autostima .
Un saluto , dott Alex Pagano.
Dott.ssa Monica Venanzi
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Potrebbe essere una buona idea cercare un sostegno, che possa accompagnarti verso un cambiamento graduale, verso l'acquisizione di una consapevolezza sempre più stabile, per affrontare al meglio questa relazione, o eventualmente la sua fine, restando centrata su te stessa e senza rischiare di crollare a ogni episodio
Dott.ssa Marianna Galli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
capisco quanto possano fare male parole di questo tipo, soprattutto quando arrivano da una persona a cui si è legati affettivamente. Sentirsi definire “tossica” può colpire in modo molto profondo e mettere in discussione il proprio valore, ed è comprensibile che questo abbia avuto un impatto sulla sua autostima.
Mi sembra importante dirle che il modo in cui si sente ha senso: quando dentro una relazione si alternano svalutazioni e messaggi di “restiamo insieme perché dalle ceneri ci si rialza”, può crearsi molta confusione emotiva. Da un lato ci si sente attaccate, dall’altro si riceve un messaggio di speranza o di possibilità di ricostruzione. Questo può generare insicurezza e far vacillare la percezione di sé.
Potrebbe essere utile un lavoro in cui esplorare la dinamica relazionale nel suo insieme, per comprendere quali significati stanno circolando nella coppia e come tutelare il suo senso di valore personale all’interno di questa relazione.
Intanto, quando sente arrivare le sensazioni fisiche, provi a fermarsi un momento, fare qualche respiro lento e profondo e portare l’attenzione ai piedi appoggiati a terra: aiutare il corpo a ritrovare stabilità può essere un primo passo per contenere l’intensità emotiva.
Buonasera. Posso comprendere come la faccia sentire questo tipo di comportamenti: scoraggerebbero anche "i più sicuri". Quello che mi sento di risponderle è che molto spesso non sono le persone ad essere sbagliate o tossiche ma le relazioni che si intrecciano. Ognuno di noi è un essere unico così come è unica la relazione che si instaura con una determinata persona. Si chieda se a lei faccia bene questa relazione, in cosa l'aiuta e in cosa la scoraggia. Valuti se c'è la possibilità e la volontà di intraprendere un percorso di coppia o anche individuale.
Buongiorno,
bisognerebbe comprendere le dinamiche della vostra relazione per poterla aiutare, e in particolare ci si potrebbe rivolgere e un professionista che si occupa di consulenze di coppia. Se invece il partner non è disponibile a iniziare, potrebbe iniziare a lavorare su di lei. Spero che possa risolvere la situazione riuscendo ad aprirsi a un* professionista. Le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Tonia Caturano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Pioltello
Buongiorno, ti rispondo in modo diretto e umano.
Sentirsi dire spesso di essere “tossico” dalla persona che ami **non è neutro**. È qualcosa che entra sotto pelle. Se ti tremano le gambe e l’autostima crolla, significa che quelle parole ti stanno colpendo in un punto molto vulnerabile.
Una cosa importante:
dire a qualcuno “sei tossico” non è la stessa cosa che dire “questo comportamento mi fa male”.
La prima è un’etichetta identitaria. La seconda è una responsabilità concreta.
Quando poi la stessa persona dice che non vuole chiudere perché “dalle ceneri ci si rialza”, si crea una dinamica ambivalente:
ti svaluto → però resto.
Questo può generare confusione profonda: *sono il problema o sono degno di essere amato?*
La domanda che ti farei è questa:
lei ti descrive comportamenti specifici che puoi comprendere e modificare, oppure usa “tossico” come giudizio globale su di te?
Perché se è un giudizio globale e ripetuto, nel tempo può diventare una forma di erosione della tua identità. E nessuna relazione dovrebbe farti sentire “uno schifo” come stato abituale.
Il tremore alle gambe che descrivi è un segnale corporeo forte: è il tuo sistema nervoso che sta vivendo stress, forse paura di perdere l’amore, forse paura di essere davvero “sbagliato”.

Non ti dirò cosa fare. Ma ti invito a osservare questo:
in questa relazione stai crescendo o ti stai restringendo?
Se vuoi, possiamo provare a capire insieme cosa succede concretamente tra voi quando nasce il conflitto. A volte mettere ordine nei fatti aiuta a distinguere tra responsabilità reale e colpa interiorizzata.

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