buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da qualche mese con una persona pi

26 risposte
buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da qualche mese con una persona più grande, lui 48, diciamo che ci sono stati vari motivi che mi hanno portato a chiudere..al momento io non voglio nessuna relazione seria o sentirmi impegnata con qualcuno..per quello per cui scrivo è che, in particolare a lavoro quindi ambito lavorativo, e in generale io sono una persona che ride e scherza con tutti quando si entra in confidenza, cerco sempre di avere un rapporto tranquillo con tutti..in particolare però mi capita con i ragazzi se riesco ad avere confidenza, ci scherzo, si ride ecc, ed è una cosa che mi piace, però è come se capita che poi con qualcuno sento come se dalla loro parte possa piacere questo e quindi sento che qualcuno vuole altro, mentre altri magari rimane lo scherzo e rapporto di lavoro, però allo stesso tempo sento anche io che magari anche ultimamente mi possa attrarre qualcuno, più di uno..solo che purtroppo io col mio ex mi sono continuata a vedere, mi attrae anche lui, e da qualche giorno lavoriamo insieme..purtroppo forse sono ancora legata a lui..ma allo stesso modo non vorrei farmi attrarre da altre persone per qualcosa di passeggero, perché potrei sembrare magari "scontata" o una che cede facilmente ecco..oppure anche il mio ex potrebbe venirmi a dire qualcosa se dovessi uscire con qualcuno..magari che con lui non devo piu parlare o non so, perché lui so che ancora mi vuole ma io non lo so, sono bloccata tra lui e il voler star da sola o semplicemente avere altre conoscenze..ma ripeto non vorrei essere vista cosi se dovessi uscire con altri..perché a me piace anche "provocare" nello scherzo..non so come può essere vista questa cosa..cosa dovrei fare o dovrei forse evitare tutto ciò? Non so come prenderla o come gestire questi sentimenti magari contrastanti anche se solo di attrazione momentanea..
Buongiorno, quello che descrive non va letto subito come qualcosa di sbagliato o da bloccare, ma come una fase delicata in cui desiderio, libertà, paura del giudizio e legame con l’ex si stanno sovrapponendo.

Lei dice una cosa importante: in questo momento non vuole una relazione seria né sentirsi impegnata. Questo è già un punto di partenza. Il problema nasce quando, pur volendo sentirsi libera, continua a guardarsi con gli occhi degli altri: “sembrerò scontata?”, “penseranno che cedo facilmente?”, “il mio ex cosa dirà?”. Così il centro non diventa più ciò che lei vuole, ma come potrebbe essere vista.

Provare attrazione, anche per più persone, dopo una separazione non significa essere superficiali. Può essere il segnale che una parte di lei sta riprendendo contatto con leggerezza, desiderio e conferma di sé. Però è diverso vivere con libertà da muoversi nell’ambiguità. Soprattutto sul lavoro, dove scherzo, confidenza e provocazione possono essere letti in modi diversi, è utile tenere confini chiari: si può essere sorridenti e giocose senza creare promesse implicite che poi non si desidera mantenere.

Il nodo più delicato sembra l’ex. Se continuate a vedervi, vi attraete ancora e ora lavorate anche insieme, è facile che lui resti una specie di giudice interno: lei magari non sta più con lui, ma si sente ancora osservata da lui. Questo rischia di bloccarla tra tre posizioni: non tornare davvero, non chiudere davvero, non sentirsi libera davvero.

Prima di decidere se uscire con qualcuno, si faccia una domanda più semplice: “Lo sto scegliendo perché mi va, o perché voglio sentirmi desiderata, distrarmi o dimostrare qualcosa?”. Non serve evitare tutto. Serve rallentare abbastanza da non usare le persone, né lasciarsi usare dalla confusione.

Una piccola prova concreta potrebbe essere questa: per qualche settimana separi tre piani. Sul lavoro mantenga cordialità e scherzo, ma con confini più puliti. Con l’ex chiarisca, almeno dentro di sé, che cosa è ancora aperto e che cosa no. Con eventuali nuove conoscenze si conceda il diritto di conoscere, senza dover trasformare ogni attrazione in una scelta o in una colpa.

Non è il desiderio a renderla “scontata”. È perdere il proprio centro per paura dello sguardo altrui che può farla stare male. Se sente che questo intreccio la confonde molto, parlarne con un professionista può aiutarla a distinguere libertà, bisogno di conferma e legame non ancora chiuso.

Un caro saluto.

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Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, una consulenza psicologica può aiutarla a fare chiarezza tra desiderio, bisogno di leggerezza, paura del giudizio e legame ancora presente con il suo ex. Dopo una relazione importante, soprattutto con una persona più grande e ancora presente nella sua vita, è comprensibile sentirsi divisa: da una parte il bisogno di stare sola e riprendersi spazio, dall’altra l’attrazione, la curiosità verso altri e il timore di essere giudicata. Scherzare, essere socievole o sentirsi attratta da qualcuno non la rende “scontata” né “facile”; il punto è capire se questi comportamenti la fanno sentire libera e coerente con sé, oppure se rischiano di creare confusione, soprattutto in ambito lavorativo. Il suo ex non dovrebbe decidere per lei cosa può o non può vivere, ma se continuate a vedervi e lavorate insieme è importante mettere confini chiari. Forse oggi non deve scegliere subito tra lui, un’altra persona o una nuova relazione: può scegliere prima se stessa, rallentando e chiedendosi cosa desidera davvero senza farsi guidare solo da attrazione, paura o senso di colpa. Un percorso di sostegno psicologico, online o in presenza, può aiutarla a riconoscere meglio i suoi bisogni e a vivere le relazioni con più libertà e meno timore del giudizio.

un caro saluto.
Dott. Giulio Blasilli
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Quello che porti è molto più profondo di quanto sembri in superficie, perché non riguarda solo “con chi uscire” o “come essere vista”, ma un momento di passaggio in cui sei ancora legata a qualcosa e allo stesso tempo stai riaprendo altre parti di te.

Da una parte c’è il tuo ex, con cui il legame non è davvero chiuso: vi vedete ancora, lavorate insieme, c’è attrazione, c’è qualcosa che ti tiene agganciata. Dall’altra parte c’è una parte di te viva, spontanea, che ha voglia di leggerezza, di contatto, di gioco, anche di attrazione verso altre persone.

Il punto è che queste due cose stanno convivendo dentro di te, ma senza essere davvero integrate. E questo crea confusione.

Ti faccio una domanda molto diretta: quando sei con il tuo ex, senti che stai scegliendo lui… o che stai tornando in qualcosa che non hai ancora davvero lasciato?

Perché finché questo resta aperto, tutto il resto inevitabilmente si complica.

Rispetto al tuo modo di relazionarti, quello che descrivi non è “sbagliato”: sei una persona che entra in confidenza, scherza, crea vicinanza. Il problema non è questo, ma quello che succede dopo.

Ti accorgi che dall’altra parte qualcuno può interpretare, può volere di più… e lì ti blocchi, inizi a controllarti, a chiederti come verrai vista.

E qui emerge un altro punto importante: quanto ti stai muovendo davvero in base a quello che senti tu, e quanto invece in base a come pensi che gli altri possano giudicarti?

Perché la paura di essere vista come “una che cede facilmente” ti porta quasi a trattenerti, a non lasciarti andare nemmeno a esperienze che magari, se vissute con più chiarezza, potrebbero semplicemente essere conoscenze, senza significati più grandi.

Ma allo stesso tempo c’è un’altra ambivalenza: dici che non vuoi qualcosa di serio, però alcune dinamiche che si attivano (con il tuo ex o con altri) non sono così leggere dentro di te.

Ti faccio una domanda importante: sei davvero in una fase in cui puoi permetterti leggerezza… o c’è ancora qualcosa di emotivamente aperto che ti rende più vulnerabile di quanto pensi?

Perché se non è chiuso il capitolo con il tuo ex, il rischio non è “come vieni vista dagli altri”, ma che tu stessa ti ritrovi in situazioni che ti confondono ancora di più.

Un altro punto delicato è questo: il fatto che tu pensi che lui possa dirti qualcosa se esci con altri. Questo dice molto del tipo di legame che c’è ancora tra voi. Formalmente chiuso, ma nei fatti ancora influente.

Ti chiedo: quanto ti senti davvero libera rispetto a lui?

Perché finché questa libertà non è chiara dentro di te, ogni scelta verso altri sarà vissuta con senso di colpa, paura o bisogno di giustificarti.

Più che evitare tutto o lasciarti andare senza direzione, forse il passaggio importante è fermarti a capire dove sei davvero tu in questo momento: ancora dentro quella relazione, fuori ma non del tutto, oppure pronta ad aprirti ad altro.

Questa è una fase delicata, perché non riguarda solo le scelte pratiche, ma il modo in cui ti posizioni nelle relazioni.

E quando c’è questa ambivalenza, è molto facile oscillare, confondersi e poi giudicarsi.

Avere uno spazio in cui mettere ordine in queste dinamiche – capire cosa senti davvero, cosa ti lega ancora, cosa cerchi negli altri e come vuoi vivere le relazioni – può fare una differenza enorme.

Perché non si tratta di “evitare” o “lasciarsi andare”, ma di iniziare a scegliere in modo più consapevole, senza dover poi avere il dubbio di aver sbagliato o di essere stata vista in un certo modo.
Dott.ssa Alice Missiroli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, cosa vuole lei effettivamente? All'inizio dice di non voler impegnarsi in una relazione, ma allo stesso tempo non vuole sembrare scontata per una persona per cui c'è attrazione, le due cose sembrano andare in contrasto.
L'attrazione momentanea può esistere, il desiderio di stare con una persona anche al di fuori di una relazione di coppia è possibile.
Per gestire i sentimenti contrastanti che prova deve prima capire cosa vuole per sé.
In casi come questo, avere uno spazio dove esprimersi liberamente senza giudizio può aiutare a mettere ordine. Valuti la possibilità di parlare con uno specialista psicologo di questi sentimenti per vederli in maniera più chiara.
Resto a disposizione per domande o un consulto. Grazie per la sua domanda, buona giornata
Dott. Alessandro D'Addazio
Psicologo, Psicologo clinico
San Benedetto del Tronto
Buongiorno. Innanzitutto, penso potrebbe esserle molto utile fermarsi un attimo per capire cosa voglia davvero in questo momento. Qual è il bisogno che sente maggiormente di voler soddisfare?
Dopo questo primo passo, credo che la traiettoria più utile possa essere quella di iniziare ad agire verso la soddisfazione del bisogno che ha identificato, anziché tentare di muoversi in due o più direzioni contemporaneamente.
Mi rendo conto, però, che non sia facile realizzare quanto detto, soprattutto se siamo molto condizionati dal giudizio altrui o da alcune nostre sensibilità che si sono cristallizzate nel tempo.
Se ritiene possa esserle utile, sono disponibile per un colloquio dove approfondire la questione.
Dott.ssa Gloria Gammarino
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Da quello che scrive, sembra che stia vivendo una fase in cui convivono cose diverse: un legame ancora presente con il suo ex, il desiderio di stare bene da sola e la curiosità verso nuove conoscenze. Non c'è nulla di strano nel sentirsi attratti da qualcuno anche quando non si desidera una relazione seria.
Più che chiedere cosa dovrebbe fare, forse può essere utile ascoltare ciò di cui ha bisogno in questo momento, senza lasciarsi guidare troppo dalla paura di deludere il suo ex o dal giudizio degli altri. Le lascio una domanda, per uno spunto di riflessione: se mettesse per un attimo da parte le aspettative degli altri, cosa sentirebbe di voler fare davvero per se stessa?
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
da quello che racconta non mi sembra tanto un problema legato all’attrazione verso più persone, quanto una fase di rielaborazione dopo una relazione importante che non si è ancora del tutto chiusa sul piano emotivo.
È abbastanza comune, dopo una separazione, poter sentire contemporaneamente curiosità verso nuove conoscenze, attrazione per altre persone e allo stesso tempo un legame ancora attivo con l’ex partner.
Il fatto di scherzare, creare confidenza e avere momenti di complicità con gli altri non implica necessariamente intenzioni più profonde o incoerenza da parte sua: fa parte delle modalità normali di relazione.
Mi sembra però che una parte della sua preoccupazione riguardi il giudizio, sia da parte dell’ex partner sia rispetto a come potrebbe essere vista dagli altri.
In questa fase può essere utile non tanto prendere decisioni rigide su cosa “si può o non si può fare”, ma osservare con calma cosa sente lei, cosa desidera e di cosa ha bisogno in questo momento della sua vita, senza pressioni o definizioni immediate.
Un caro saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott. Lorenzo Pascazi
Psicologo, Psicologo clinico
Guidonia Montecelio
Spesso, quando ci si sente bloccati tra desideri contrastanti, si cerca una regola su cosa sia "giusto" o "sbagliato". Più che interrogarsi su come i colleghi potrebbero interpretare il suo modo di relazionarsi, potrebbe essere interessante provare a spostare il focus.

In che modo questa preoccupazione di risultare "scontata" sta limitando la sua spontaneità? E come la fa sentire l'idea di dover ancora calibrare le sue scelte affettive in base alle possibili reazioni del suo ex compagno? Questa sensazione di stallo, se accuratamente esplorata potrebbe diventare uno stimolo prezioso per rimettere a fuoco i propri bisogni e capire che cosa realmente vuole oggi. Ci sono sicuramente dettagli e sfumature più complesse difficilmente trattabili e/o riducibili in un messaggio ma, se dovesse sentire il bisogno di approfondire, partire da un primo colloquio senza impegno potrebbe essere il primo passo per provare a sbloccarsi. Cordialmente, dott.Lorenzo Pascazi
Gentilissima,
mi sembra che Lei stia vivendo una fase di transizione: da un lato il bisogno legittimo di leggerezza, libertà e nuove conoscenze; dall’altro un legame ancora attivo con il suo ex, che inevitabilmente crea confusione e la fa sentire “bloccata”.
Il punto centrale non è tanto come gli altri possano vederLa, quanto il fatto che oggi Lei non sente di voler una relazione stabile e sta cercando di capire come muoversi senza sentirsi giudicata. Il suo modo di scherzare, di creare confidenza, di giocare un po’ con l’attrazione è una parte di sé che non ha nulla di “scontato”: è semplicemente una modalità, che diventa complicata solo quando entra in conflitto con ciò che prova o con ciò che teme.
Il nodo cruciale, a mio avviso, è la presenza del suo ex nella sua vita quotidiana. Continuare a vederlo, lavorarci insieme e percepire ancora attrazione rende difficile ascoltare davvero ciò che Lei desidera oggi. Finché quel legame rimane aperto, ogni nuova conoscenza rischia di sembrarle “troppo”, “pericolosa” o “malvista”.
Non per forza occorre evitare le relazioni o lo scherzo: credo piuttosto che abbia bisogno di darsi un criterio interno chiaro. Ad esempio: cosa è davvero in linea con ciò che vuole ora?
Il mio consiglio è quello di farsi supportare, qualora ne sentisse la necessità, da un professionista che possa accompagnarla nelle scoperte di quanto menzionato sopra. Io resto a completa disposizione, un saluto cordiale, Dott.ssa Michelle Borrelli
Dott.ssa Rosa Russiello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arzano
Gentile paziente,
dalle sue parole emerge una fase di transizione in cui lo spazio affettivo appare ancora parzialmente occupato dalla relazione precedente, mentre si affacciano nuove possibilità relazionali. Anche il tempo sembra sospeso tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere, rendendo difficile sentire con chiarezza cosa desidera davvero. Le attrazioni che prova non vanno necessariamente interpretate come qualcosa da reprimere o giudicare, ma come segnali da ascoltare. Più che chiedersi come verrà vista dagli altri, potrebbe essere utile tornare al suo sentire corporeo ed emotivo: con chi si sente libera, serena e autentica? Si conceda tempo, senza forzare decisioni né rinunciare alle relazioni per timore del giudizio.
Dott.ssa Rosa Calabria
Psicologo, Professional counselor
Roma
Quello che descrivi non è così strano come pensi.
Stai vivendo una fase di passaggio emotivo, e spesso quando una relazione importante finisce, soprattutto con una persona che continua a essere presente nella nostra vita, la mente entra in una condizione ambivalente: una parte cerca libertà, leggerezza e nuove possibilità, mentre un’altra rimane ancora agganciata a ciò che conosce, anche solo emotivamente o fisicamente.

Tu sembri una persona spontanea, solare, che usa il gioco, l’ironia e la complicità come modo naturale di stare in relazione. Il problema non è il tuo modo di essere. Il problema nasce nel momento in cui inizi a controllarti per paura di come potresti essere vista.

E qui c’è una domanda importante:
stai cercando di capire davvero cosa vuoi tu, oppure stai cercando di evitare il giudizio degli altri?

Perché sono due cose molto diverse.

Puoi anche semplicemente concederti una fase di osservazione di te stessa.
Potresti piuttosto chiederti:

Quando scherzo e provoco, lo faccio perché mi diverte davvero o perché ho bisogno di conferme?
Se il mio ex non esistesse più nella mia quotidianità, io cosa sceglierei davvero?
Ho paura di stare sola o ho paura di essere giudicata libera?

Perché spesso le persone non soffrono per ciò che provano, ma per il significato che danno a ciò che provano.
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, mi pare, dalla descrizione che lei abbia una personalità aperta e giocosa e questo non è assolutamente un male. Certo può capitare che venga equivocato, quindi è importante che lei giochi ma che sia anche chiara a far capire i limiti di questo gioco. Mi sembra anche preoccupata dei possibili giudizi esterni e anche del giudizio del suo esterno. In effetti per giocare fino in fondo bisogna essere liberi di giocare. Se ha bisogno di un consulto per approfondire io sono disponibile anche online: Saluti Dario Martelli
Dott.ssa Simona Santoni
Psicologo, Psicologo clinico
Collegno
Buongiorno, grazie per la condivisione di ciò che sta vivendo... da ciò che racconta emerge una situazione piuttosto comprensibile dopo la fine di una relazione significativa. Quando una relazione si conclude, soprattutto se il legame affettivo non è ancora del tutto elaborato e si continua a frequentare l’ex partner, è frequente sperimentare sentimenti contrastanti: una parte di sé può desiderare autonomia e leggerezza, mentre un’altra può sentirsi ancora emotivamente legata alla persona con cui è stata.
Mi sembra importante distinguere tra ciò che lei desidera e ciò che teme possa pensare gli altri. Da una parte racconta di apprezzare il gioco, l’ironia e la complicità nelle relazioni sociali; dall’altra emerge la preoccupazione di essere giudicata come una persona che “cede facilmente” o di dare un’immagine negativa di sé. Questi timori possono portare a mettere in discussione comportamenti che, di per sé, non hanno necessariamente un significato sentimentale o sessuale.
Essere una persona socievole, scherzare o sentirsi attratta da qualcuno non significa automaticamente voler intraprendere una relazione. L’attrazione è un’esperienza naturale e può essere presente anche verso più persone, soprattutto in una fase di transizione affettiva in cui si stanno ridefinendo i propri bisogni e desideri.
Forse la domanda centrale non è tanto se dovrebbe evitare di scherzare o conoscere altre persone, ma capire cosa rappresentano oggi per lei queste nuove attrazioni e quale spazio desidera concedere loro nella sua vita. Allo stesso modo, potrebbe essere utile interrogarsi su quanto il rapporto ancora presente con il suo ex stia influenzando la possibilità di comprendere ciò che realmente desidera.
Si conceda il tempo di ascoltare i suoi bisogni senza sentirsi obbligata a scegliere immediatamente tra il restare sola, tornare verso il passato o aprirsi a nuove conoscenze. Talvolta la confusione non indica che si sta sbagliando strada, ma che si è in una fase di cambiamento che richiede tempo per essere compresa e ascoltata...

Un caro saluto,
Dottoressa Simona Santoni - Psicologa
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, da ciò che racconta emerge una situazione piuttosto comprensibile e, probabilmente, meno insolita di quanto possa sembrare a lei in questo momento. Quando una relazione significativa termina, soprattutto se il legame non si interrompe completamente e si continua a vedere l'ex partner, può accadere di vivere una fase di grande ambivalenza. Una parte di sé sente il bisogno di autonomia, di spazio e di libertà, mentre un'altra rimane ancora emotivamente o affettivamente legata a ciò che è stato. In mezzo a queste due spinte possono comparire dubbi, attrazioni verso altre persone, curiosità e allo stesso tempo timore di fare la scelta sbagliata. Leggendo le sue parole, non ho l'impressione che il problema principale sia l'attrazione verso altre persone. Mi sembra piuttosto che lei stia cercando di capire cosa significhino queste attrazioni e quale immagine di sé possano restituirle. È come se, oltre alla domanda "mi piace questa persona?", fosse presente una domanda ancora più forte: "cosa penseranno di me se mi lascio coinvolgere?" oppure "sto facendo qualcosa di sbagliato?". Da una prospettiva cognitivo comportamentale, spesso la sofferenza non nasce soltanto dalle emozioni che proviamo, ma anche dal giudizio che esprimiamo su quelle emozioni. L'attrazione, la curiosità verso qualcuno, il piacere di scherzare e di creare complicità sono esperienze umane normali. Non definiscono automaticamente il valore di una persona, né il suo modo di vivere le relazioni. Mi colpisce il fatto che lei utilizzi espressioni come "potrei sembrare scontata" oppure "una che cede facilmente". Questo lascia intuire una certa preoccupazione per il modo in cui potrebbe essere giudicata dagli altri. Tuttavia esiste una differenza importante tra il conoscere nuove persone perché si è curiosi, interessati o attratti e il vivere relazioni in modo impulsivo o inconsapevole. Dal suo racconto emerge piuttosto una persona che riflette molto, forse persino troppo, sulle conseguenze delle proprie scelte. Un altro elemento che merita attenzione riguarda il suo ex compagno. Lei scrive di continuare a vederlo, di sentirsi ancora attratta da lui e di lavorare nuovamente insieme. È comprensibile che tutto questo contribuisca a mantenere una certa confusione emotiva. Quando una relazione termina ma il contatto continua, spesso il processo di comprensione dei propri sentimenti diventa più complesso. Non necessariamente perché ci sia ancora un progetto di coppia, ma perché il legame continua a essere presente nella quotidianità. Mi sembra anche che una parte della sua attenzione sia rivolta a ciò che lui potrebbe pensare o dire se lei dovesse uscire con qualcun altro. Questa riflessione potrebbe essere interessante da approfondire. Se la relazione è terminata per motivi che l'hanno portata consapevolmente a chiudere, forse sarebbe utile chiedersi quanto spazio stia ancora occupando il suo giudizio nelle sue decisioni attuali. A volte continuiamo inconsapevolmente a vivere sotto lo sguardo dell'altro anche quando la relazione non esiste più. Per quanto riguarda il suo modo di scherzare, creare complicità e giocare con la provocazione, credo che sia importante distinguere tra il comportamento e l'intenzione. Alcune persone hanno uno stile comunicativo spontaneo, ironico e coinvolgente. Questo non significa necessariamente voler sedurre chiunque si abbia davanti. Tuttavia può essere utile osservare con curiosità il significato che questi comportamenti hanno per lei. Le permettono di sentirsi apprezzata? Desiderata? Sicura? Libera? Oppure rappresentano semplicemente una parte del suo carattere? Comprendere questi aspetti può aiutare molto a orientarsi nelle relazioni future. Forse, in questo momento, non è necessario decidere immediatamente se tornare con il suo ex, iniziare una nuova relazione o rimanere da sola. Potrebbe essere più utile concedersi il tempo di osservare ciò che prova senza giudicarsi troppo severamente. Le emozioni contrastanti dopo una separazione non indicano necessariamente incoerenza. Talvolta indicano semplicemente che si sta attraversando una fase di transizione. Se questa confusione dovesse continuare a farla soffrire o a bloccarla nelle sue scelte, potrebbe essere utile approfondire questi temi all'interno di un percorso psicologico. Un lavoro cognitivo comportamentale potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi, il peso che attribuisce al giudizio degli altri e i meccanismi che oggi sembrano mantenerla in una posizione di incertezza tra il passato e il futuro. Più che cercare di capire cosa dovrebbero pensare gli altri di lei, forse potrebbe essere importante iniziare a chiedersi cosa desidera davvero per sé stessa in questa fase della sua vita. A volte la risposta non arriva subito, ma concedersi lo spazio per cercarla può essere già un passo molto importante. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dr. Vittorio Penzo
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Salve, comprendo la sensazione di trovarsi sospesa tra emozioni contrastanti dopo una rottura, soprattutto se l'ex è ancora presente nel quotidiano lavorativo. In ottica cognitivo-comportamentale, è utile partire da un auto-monitoraggio dei pensieri, ad esempio "se esco con qualcuno sarò vista come scontata", "devo gestire la sua reazione". Sono pensieri automatici tipici, che meritano di essere messi alla prova chiedendosi quanto dipendono davvero dal giudizio altrui, quanto dalla sua idea di sé, quali prove concrete li sostengono. La TCC suggerisce di distinguere attrazione momentanea, bisogno di connessione e progetto relazionale, evitando scelte impulsive guidate dal contesto. In ottica ACT può aiutarla chiarire i suoi valori, che tipo di legami vuole costruire, che tipo di donna sceglie di essere a lavoro e nelle relazioni, agendo in coerenza con essi anziché in reazione all'ex o al timore di etichette. Un percorso con uno psicoterapeuta CBT può aiutarla a strutturare questo lavoro.

Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Dr. Francesco Rossi
Psicologo, Psicologo clinico
Ozzano dell'Emilia
Salve, da quanto descrive potrebbe essere utile cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a mettere ordine nei suoi vissuti emotivi, comprendere meglio quali sono i suoi bisogni e desideri attuali e quali potrebbero essere le modalità comportamentali più funzionali per perseguirli al meglio sentendosi serena e coerente con sé stessa e con gli altri.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno, le motivazioni che l'hanno spinta a chiudere la sua relazione precedente avranno avuto per lei un significato ben preciso. Molto probabile che ora sia in un periodo di confusione che merita i suoi tempi per ristabilire un equilibrio. Attenda un pò e per chiarirsi ulteriormente le idee così le cose giuste da fare le appariranno con semplicità.
Dott. Marco De Fonte
Psicologo, Psicoterapeuta
Bari
Buonasera. La ringrazio per aver condiviso con così tanta trasparenza un vissuto che racchiude in sé il bisogno di leggerezza, la paura del giudizio e il peso di un legame passato che fa ancora molta ombra sul suo presente. Si avverte chiaramente la fatica di trovarsi in quel limbo in cui da una parte desidera esplorare la sua giovinezza e la sua libertà, e dall'altra si sente frenata da sensi di colpa, vecchi legami e dal timore di come gli altri possano etichettarla.

Il fatto che lei ami ridere, scherzare e persino provocare attraverso il gioco dell'ironia è una caratteristica bellissima, che parla della sua vitalità, della sua solarità e del suo bisogno di entrare in connessione con le persone. Questa sua modalità non ha nulla di sbagliato, né fa di lei una persona "scontata" o "facile". Il cortocircuito emotivo nasce dal fatto che, essendosi appena lasciata alle spalle una storia importante con un uomo molto più grande, il suo sistema interno sta cercando di riprendersi i suoi spazi e di sperimentare l'attrazione, ma viene subito bloccato da una severa censura interiore. Questa paura di cedere o di sembrare leggera è spesso il riflesso di un giudizio che lei stessa teme di darsi, o che ha assorbito dal contesto circostante.

A complicare questa fase di transizione c'è la presenza costante del suo ex compagno, resa ancora più faticosa dal fatto che da pochi giorni vi trovate a condividere lo stesso ambiente di lavoro. Continuare a vederlo e a subire la sua attrazione è un potente freno emotivo: la paura che lui possa controllarla, giudicarla o punirla con il silenzio se lei dovesse uscire con qualcun altro la tiene di fatto legata a lui, togliendole la libertà di capire cosa vuole davvero. È del tutto normale che lei si senta bloccata in questi sentimenti contrastanti: da una parte c'è la sicurezza di un legame noto, dall'altra il richiamo di una libertà che però le mette addosso l'ansia del giudizio pubblico e privato.

Cosa dovrebbe fare in questa situazione? Il segreto non è forzarsi a cancellare l'attrazione o reprimere la sua parte giocosa e provocatoria, ma iniziare a fare chiarezza dentro di sé senza l'urgenza di dover prendere una decisione definitiva. Non c'è nulla di male nel provare attrazioni passeggere per più persone; questo non significa che lei debba concretizzarle per forza, ma può accoglierle semplicemente come il segnale che il suo cuore e il suo corpo sono vivi e desiderosi di novità.

Tuttavia, per gestire al meglio l'ambito lavorativo ed evitare dinamiche ambigue che potrebbero crearle disagio, potrebbe essere utile mettere un piccolo confine protettivo: continui pure a scherzare e a essere solare, ma provi a monitorare quando il gioco della provocazione rischia di essere frainteso da chi ha davanti, preservando la sua intimità finché non si sentirà davvero sicura. Soprattutto, per sbloccare questa morsa, sarà fondamentale ridefinire il rapporto con il suo ex all'interno del lavoro, stabilendo confini chiari affinché la sua vita privata non sia più sotto il controllo o l'approvazione di lui.

Se sente che questo groviglio di emozioni e la paura del giudizio degli altri continuano a farla sentire confusa o bloccata, le consiglio di regalarsi uno spazio di ascolto con un professionista della salute mentale. Un percorso psicologico la aiuterà a fortificare la sua autostima, permettendole di vivere la sua socialità e i suoi desideri con orgoglio e totale libertà, senza permettere al passato o allo sguardo altrui di dirle chi può o non può essere. Un caro saluto.
Dott. Michele Basigli
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Da quello che racconti, non mi sembra che il problema principale sia il fatto di scherzare con gli altri uomini. Mi sembra che tu stia attraversando una fase di transizione dopo una relazione importante e che stia cercando di capire chi sei e cosa vuoi adesso.

Ci sono diversi elementi che convivono dentro di te: hai scelto di chiudere una relazione per motivi che ritenevi validi; continui a sentirti attratta dal tuo ex e a frequentarlo; sai di non voler attualmente una relazione impegnativa; allo stesso tempo ti accorgi che altre persone possono attirarti; temi il giudizio degli altri e il rischio di essere vista come una persona "che cede facilmente".

Questi aspetti non sono necessariamente contraddittori.
È abbastanza comune, dopo una separazione, sentirsi ancora legati all'ex partner e contemporaneamente tornare a percepire interesse verso altre persone.

Mi soffermerei soprattutto su una frase che hai scritto: "non vorrei essere vista così se dovessi uscire con altri". La domanda importante forse non è come verresti vista dagli altri, ma cosa sarebbe coerente con i tuoi desideri e i tuoi valori.

Uscire con qualcuno, conoscerlo, prendere un caffè o frequentarlo non significa automaticamente essere superficiale o disponibile con chiunque. Significa semplicemente conoscere una persona. C'è una grande differenza tra il desiderio di fare nuove esperienze e il bisogno di cercare qualcuno per riempire un vuoto.

Un altro punto riguarda il tuo ex. Dici che potrebbe arrabbiarsi o dirti di non parlargli più se uscissi con qualcun altro. Questo è un aspetto su cui riflettere. Se la relazione è terminata, le tue eventuali future conoscenze non dovrebbero dipendere dall'approvazione del tuo ex partner. Il fatto che lui ti voglia ancora bene o speri in un ritorno è comprensibile, ma non può diventare il criterio con cui decidi la tua vita sentimentale.

Mi chiedo anche se il continuare a vedervi e il lavorare insieme non stiano contribuendo a mantenerti in una sorta di "terra di mezzo": non più in coppia, ma nemmeno davvero libera di elaborare la fine della relazione e capire cosa desideri.

Per quanto riguarda il tuo modo di essere, il fatto che ti piaccia scherzare, creare complicità e anche giocare un po' con la seduzione non è di per sé un problema. Diventa problematico solo se fai qualcosa che non corrisponde a ciò che senti realmente o se usi la provocazione per ottenere conferme di cui hai bisogno. Ma da quello che scrivi sembra più una caratteristica del tuo modo di relazionarti.

Forse, in questo momento, non hai bisogno di decidere subito tra: tornare con il tuo ex; restare completamente sola; iniziare una nuova relazione.
Potresti concederti un periodo in cui semplicemente osservi cosa provi, senza sentirti obbligata a dare un'etichetta a ogni attrazione che nasce. Essere attratti da più persone, soprattutto dopo la fine di una relazione, non significa essere incostanti o poco serie. Significa essere una persona che sta ancora cercando di capire quale direzione prendere.

Ti farei una domanda: quando immagini il tuo ex tra sei mesi, lo immagini come l'uomo con cui vorresti ricostruire una relazione, oppure come una persona a cui sei ancora affezionata ma dalla quale fatichi a separarti emotivamente? La risposta a questa domanda potrebbe aiutarti a capire molto di ciò che stai vivendo adesso.

Rimango a completa disposizione.
Un caloroso saluto.
Dott. Michele Basigli
Dott.ssa Margherita Atzori
Psicologo, Psicologo clinico
Aprilia
Buongiorno, credo che le domande centrali che dovrebbe farsi non riguardano tanto come potrebbe essere vista dagli altri ma cosa sente di volere per sé in questo momento. Se non desidera una relazione seria ha il diritto di prendersi il tempo necessario per conoscersi meglio e fare nuove esperienze, purché sia chiara con sé stessa e con le persone coinvolte. Si conceda il tempo di ascoltare ciò che prova senza sentirsi obbligata a scegliere immediatamente tra: stare da sola, tornare con l'ex o conoscere altre persone. La chiarezza spesso arriva gradualmente, man mano che dà spazio ai propri bisogni autentici e, se in questo momento di confusione è tanto difficile affrontare tutto da sola, valuti di farsi supportare attraverso un percorso psicologico. Un caro saluto, buona riflessione!
Dott.ssa Natalia Servidio
Psicologo clinico, Psicologo
Caserta
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge una situazione molto umana e comprensibile. Si trova in una fase di transizione: da una parte una relazione importante si è conclusa da pochi mesi, dall'altra sente il desiderio di riscoprirsi, di stare bene nelle relazioni con gli altri e di concedersi nuove possibilità. È naturale che in una fase come questa possano emergere sentimenti contrastanti.

Mi colpisce il fatto che lei stessa dica di non desiderare, almeno in questo momento, una relazione seria. Tuttavia, non voler intraprendere una nuova relazione non significa necessariamente non poter provare attrazione, curiosità o interesse verso altre persone. Sono esperienze che fanno parte della vita relazionale e che non devono per forza tradursi in un impegno sentimentale.

Da quello che scrive, mi sembra che la sua difficoltà non riguardi tanto l'attrazione in sé, quanto il timore del giudizio: il timore di essere vista come una persona che "cede facilmente", di dare un'immagine sbagliata di sé o di ferire l'ex compagno, verso il quale percepisce ancora un legame emotivo.

Potrebbe essere utile chiedersi: "Se nessuno mi giudicasse, cosa desidererei davvero in questo momento?".

Spesso, dopo una separazione, si può rimanere in una sorta di spazio intermedio: non si è più nella relazione, ma non ci si sente ancora completamente liberi di investire altrove. Questo non significa che stia sbagliando qualcosa, ma semplicemente che sta attraversando un periodo di ridefinizione.

Un altro aspetto importante riguarda il suo modo di relazionarsi: essere una persona socievole, scherzosa e affettuosa non significa necessariamente inviare messaggi sentimentali. Tuttavia, è possibile che alcune persone interpretino questi comportamenti come un interesse romantico. Questo fa parte delle relazioni umane e non implica che lei debba rinunciare alla sua spontaneità per paura di essere fraintesa.

Piuttosto che evitare ogni coinvolgimento o, al contrario, sentirsi obbligata a scegliere subito una direzione, potrebbe concedersi il tempo di osservare ciò che prova senza giudicarsi. L'attrazione verso più persone, soprattutto dopo la fine di una relazione importante, non è necessariamente un segnale di superficialità: a volte può essere semplicemente l'espressione di un bisogno di riscoperta, di leggerezza o di conferma personale.

Forse, in questo momento, la domanda non è tanto se debba uscire o meno con qualcuno, ma se riesca a concedersi il diritto di esplorare ciò che sente senza definirsi attraverso lo sguardo degli altri.

Se lo desidera, può prenotare un colloquio con me tramite la mia agenda online, così da approfondire questi aspetti e comprendere meglio i bisogni che stanno emergendo in questa fase della sua vita.

Un caro saluto
Dott.ssa Sara Rocco
Psicologo, Psicologo clinico
Sassari
Buongiorno, in questo momento sta vivendo un conflitto data dalla separazione, dopo la quale ci sentiamo per qualche momento legati. E' importante fare chiarezza su quello che desidera e sull'importanza che lei da all'aspetto sentimentale e a quello fisico. Ovviamente le nostre azioni suscitano in altri una reazione che non possiamo mai sapere quella che sarà .dipenderà da lei saper scegliere quale accettare o meno.
viva con più leggerezza e alle volte si goda il momento.
Saluti dott.ssa Sara Rocco
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,

da ciò che racconta emerge una situazione molto comprensibile e frequente dopo la fine di una relazione significativa. La sensazione di essere "bloccata" tra il legame con il suo ex compagno, il desiderio di stare da sola e la curiosità verso nuove conoscenze non indica necessariamente confusione, ma può rappresentare una fase di transizione emotiva.

È importante distinguere alcuni aspetti. Da una parte c'è il suo modo di essere: una persona socievole, spontanea, che ama scherzare, creare complicità e stare bene con gli altri. Questo non significa automaticamente voler instaurare un rapporto sentimentale o dare segnali intenzionali di interesse. Spesso, però, alcune persone possono interpretare la cordialità e la confidenza come un interesse romantico, ma la responsabilità di tale interpretazione non ricade interamente su di lei.

Dall'altra parte, sembra esserci ancora un legame emotivo con il suo ex. Il fatto che continuiate a vedervi, che vi siate lasciati da relativamente poco tempo e che ora lavoriate anche insieme può rendere più difficile elaborare la separazione e comprendere realmente cosa desidera per il suo futuro affettivo. Non è raro provare ancora attrazione o affetto per una persona pur sapendo che la relazione non era più soddisfacente.

Per quanto riguarda il timore di essere vista come una persona che "cede facilmente" o che passa da una conoscenza all'altra, potrebbe essere utile chiedersi se questo giudizio provenga davvero dagli altri o se sia soprattutto una preoccupazione interna. Uscire con qualcuno dopo una separazione, conoscere persone nuove o provare attrazione non significa essere superficiali. Diventa importante, piuttosto, essere sinceri con sé stessi e con gli altri riguardo alle proprie intenzioni e ai propri bisogni del momento.

Anche il timore del giudizio del suo ex merita una riflessione: se la relazione è terminata, le sue scelte future non dovrebbero essere determinate da ciò che lui potrebbe pensare o dire. Comprensibilmente il fatto che lui la desideri ancora può generare senso di colpa o esitazione, ma questo non significa che debba rinunciare a vivere nuove esperienze per proteggerlo emotivamente.

Forse, in questa fase, non è necessario decidere subito tra "tornare con lui", "stare da sola" o "iniziare un'altra relazione". Potrebbe concedersi il tempo di osservare ciò che prova, senza obbligarsi a prendere una direzione definitiva. Le attrazioni momentanee possono essere semplicemente segnali della sua vitalità emotiva e del suo bisogno di tornare a sentirsi libera e desiderante dopo una relazione importante.

Per comprendere meglio questi sentimenti contrastanti, il significato che attribuisce alle relazioni e le eventuali paure legate al giudizio degli altri, potrebbe essere utile approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarla a fare maggiore chiarezza su ciò che desidera realmente in questo momento della sua vita.

Un caro saluto,

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Luca Onofrio La Forgia
Psicologo, Psicologo clinico
Pavia
Cara Paziente, i suoi dubbi in merito alla gestione dei rapporti con l'altro sesso sono comprensivi in quanto le questioni affettivo-sentimentali tendono ad assumere maggior complessità, sino a divenire confuse, in certe fasi della vita e in particolar modo a seguito della ridefinizione di un rapporto sentimentale precedentemente stabile.
Non vi sono specifiche indicazioni o "consigli" impacchettati in merito in quanto, nella loro magnifica complessità, ogni rapporto e dinamica relazionale è unica e merita spazio e tempo per essere compresa. All'interno della dialettica relazionale si pongono in essere molti elementi taciti di noi stessi ed ogni tentativo di limitazione è, in primo luogo, un'occasione sprecata per conoscerli. Dunque, mi sento di suggerirle un capovolgimento di prospettiva e la invito a domandarsi profondamente come si sente rispetto alle sue modalità relazionali, ai suoi desideri e rispetto all'attuale rapporto con l'ex partner, cercando di ridurre al minimo qualsiasi peso dello sguardo altrui da lei mentalizzato.
Ciò al fine di ricordarle che, al netto del giudizio che diamo sui nostri ed altrui comportamenti, quel che meglio solve le questioni relazionali è un genuino dialogo con sé stessi, che dia spazio ed accettazione ai propri desideri e modi. Soprattutto quelli che spesso incontrano un giudizio altrui negativo.
Nella speranza che quanto scritto possa darle modo di riflettere, la saluto.
Gentile utente, da ciò che descrive emerge una fase di transizione affettiva ancora in elaborazione. È comprensibile provare attrazione verso più persone e, allo stesso tempo, sentirsi ancora legata all'ex partner. Scherzare, essere socievole e creare complicità non significa necessariamente voler intraprendere una relazione. Più che preoccuparsi di come potrebbe essere vista dagli altri, può essere utile chiedersi cosa desidera davvero in questo momento. Non è necessario evitare nuove conoscenze, ma procedere con gradualità e ascoltare i propri bisogni può aiutarla a fare chiarezza. I sentimenti contrastanti che descrive sono frequenti dopo una separazione e meritano di essere accolti senza giudicarsi.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

lei qui porta un tema molto importante che potrebbe meglio esser sviscerato all'interno di un percorso di psicoterapia. Si affidi ad uno specialista, vedrà che potrà ritrovare la serenità nelle sue scelte

Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara

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