Dott.
Luca Onofrio La Forgia
Psicologo
·
Psicologo clinico
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sulle specializzazioni
Pavia 1 indirizzo
Esperienze
Lavoro con adulti, giovani adulti ed adolescenti con un approccio diretto alla relazione, in cui primariamente costruire insieme uno spazio di condivisione co-empatico, non giudicante e totalmente personale.
Non amo i formalismi tecnici prediligendo, invece, incontrare e accogliere la complessità (apparentemente caotica) che ognuno di voi possiede.
Credo profondamente che ognuno di noi abbia dentro di se le risorse per comprendere, scegliere e cambiare, a volte serve solo qualcuno che cammini accanto, con gentilezza, professionalità e rispetto.
Il mio percorso formativo inizia dalla Triennale di Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica nel 2016, anno in cui scelgo di intraprendere un percorso di studi in psicologia che mi porta ad acquisire le conoscenze e la formazione necessaria presso l'Università degli Studi dell'Aquila.
Due anni più tardi mi trasferisco a Pavia e conseguo nella sua splendida Università la Laurea Magistrale in Psicologia, prediligendo le materie cliniche e sperimentali.
Nel 2021 faccio esperienza di tirocinio prima presso l'Istituto Clinico Mi.Cal a Milano e poi presso la Cooperativa Sociale "Casa del Giovane", nella quale lavoro tutt'ora.
Nel 2022 mi abilito all'esercizio della professione ed attualmente sono regolarmente iscritto all'Albo degli Psicologi della Lombardia.
Attualmente sono in formazione come psicoterapeuta presso la Scuola di Formazione in Psicoterapia Cognitiva Relazionale del Centro di Terapia Cognitiva (CTC) di Como.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Depressione
- Dipendenza affettiva
- Difficoltà relazionali
- Disturbi sessuali
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
45 € - 60 € -
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Consulenza online
45 € -
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Primo colloquio psicologico
Da 0 € -
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Sostegno alla genitorialità
45 € - 60 € -
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Sostegno psicologico adolescenti
45 € - 60 € -
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Indirizzi (2)
Consulenza online
Disponibilità
Modalità di pagamento (visite private)
- Bonifico
- PayPal
- Bonifico istantaneo
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Piazza della Vittoria, 2, Secondo piano, Pavia 27100
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Recensioni
8 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
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M
M.B.
Consiglio caldamente il Dottore La Forgia. Mi sono recata da lui in un momento di grande spaesamento e confusione. Fin dal primo istante ho sentito di essere nel posto giusto: da parte sua c'è stata una grande comprensione, che mi ha permesso di stare in seduta senza sentirmi giudicata.
Il Dottore mi ha dedicato un profondo ascolto, mantenuto durante l'intero percorso. Inoltre, nei momenti di difficoltà mi ha aiutato a gestire le mie emozioni. Lo consiglio!
• Studio Privato - Dott. La Forgia • sostegno psicologico •
Dott. Luca Onofrio La Forgia
La ringrazio per le sue parole gentili!
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M
M.R.
Fin dall’inizio del percorso con Luca ho sentito di aver trovato uno spazio sicuro, e penso che a fare davvero la differenza sia stato il suo ascolto sempre attento, fine e libero da ogni pregiudizio. Mi ha accompagnata nel lavoro su di me con grande sensibilità e rispetto, aiutandomi a guardarmi dentro anche quando mi sembrava impossibile
• Altro • Altro •
Dott. Luca Onofrio La Forgia
La ringrazio molto per le sue parole!
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L
Luca
Esperienza davvero molto positiva. Fin da subito mi sono sentito accolto con grande gentilezza e professionalità, in un ambiente tranquillo e rassicurante. È uno psicoterapeuta molto empatico, attento e capace di ascoltare davvero, senza fretta e senza giudizio.
Mi ha colpito la sua capacità di mettere a proprio agio con naturalezza, facendo sentire ogni parola importante e rispettata. Durante il colloquio ho avuto la sensazione di aver trovato una persona competente e affidabile, con cui potersi aprire serenamente.
Lo consiglio assolutamente a chi cerca un professionista serio, umano e con un approccio davvero rassicurante.• Studio Privato - Dott. La Forgia • colloquio psicologico •
Dott. Luca Onofrio La Forgia
La ringrazio molto!
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A
Alessandra
Il Dott. La Forgia è una persona estremamente accogliente e professionale. Fin dal primo incontro mi sono sentita a mio agio, ascoltata con attenzione e senza alcun giudizio. Il suo modo di porsi è gentile, umano e capace di trasmettere fiducia.
Durante il percorso mi ha aiutata a capire meglio me stessa e ad affrontare le difficoltà con più serenità e consapevolezza. Ogni seduta è stata uno spazio sicuro in cui potermi esprimere liberamente.
Lo consiglio di cuore a chi cerca uno psicologo empatico, competente e davvero attento alla persona.• Studio Privato - Dott. La Forgia • colloquio psicologico •
Dott. Luca Onofrio La Forgia
La ringrazio per le sue parole!
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G
Giacomo
Ho avuto la possibilità di conoscere il Dottore in un momento di vita particolare difficile e in breve tempo ho potuto notare dei miglioramenti. Ho apprezzato molto la sua capacità di farmi sentire accolto.
• Studio Privato - Dott. La Forgia • colloquio psicologico •
Dott. Luca Onofrio La Forgia
La ringrazio!
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E
Emanuel V.
Luca ha la capacità
di ascoltare con empatia e attenzione, al contempo immedesimandosi e osservando dall' esterno. È una persona preparata, aggiornata nel suo campo, e il modo in cui riesce a cogliere le sfumature emotive e il contesto di ogni situazione lo speciale . La sua dedizione verso il benessere è genuina e palpabile, mi sento di consigliarlo a chiunque decida di prendersi cura di sé attraverso un percorso terapeutico.• Studio Privato - Dott. La Forgia • colloquio psicologico •
Dott. Luca Onofrio La Forgia
La ringrazio per le sue parole
-
E
E.S.
Ho dovuto di recente gestire una lutto. Luca ha mantenuto un equilibrio tra sensibilità e professionalità che non ho riscontrato in altri terapisti.
• Studio Privato - Dott. La Forgia • colloquio psicologico •
Dott. Luca Onofrio La Forgia
La ringrazio molto!
-
S
S.D.
Ho trovato nel dott. La Forgia una persona precisa ed estremamente attenta alle esigenze degli altri. Certamente una persona a cui potersi affidare.
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Dott. Luca Onofrio La Forgia
La ringrazio!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da qualche mese con una persona più grande, lui 48, diciamo che ci sono stati vari motivi che mi hanno portato a chiudere..al momento io non voglio nessuna relazione seria o sentirmi impegnata con qualcuno..per quello per cui scrivo è che, in particolare a lavoro quindi ambito lavorativo, e in generale io sono una persona che ride e scherza con tutti quando si entra in confidenza, cerco sempre di avere un rapporto tranquillo con tutti..in particolare però mi capita con i ragazzi se riesco ad avere confidenza, ci scherzo, si ride ecc, ed è una cosa che mi piace, però è come se capita che poi con qualcuno sento come se dalla loro parte possa piacere questo e quindi sento che qualcuno vuole altro, mentre altri magari rimane lo scherzo e rapporto di lavoro, però allo stesso tempo sento anche io che magari anche ultimamente mi possa attrarre qualcuno, più di uno..solo che purtroppo io col mio ex mi sono continuata a vedere, mi attrae anche lui, e da qualche giorno lavoriamo insieme..purtroppo forse sono ancora legata a lui..ma allo stesso modo non vorrei farmi attrarre da altre persone per qualcosa di passeggero, perché potrei sembrare magari "scontata" o una che cede facilmente ecco..oppure anche il mio ex potrebbe venirmi a dire qualcosa se dovessi uscire con qualcuno..magari che con lui non devo piu parlare o non so, perché lui so che ancora mi vuole ma io non lo so, sono bloccata tra lui e il voler star da sola o semplicemente avere altre conoscenze..ma ripeto non vorrei essere vista cosi se dovessi uscire con altri..perché a me piace anche "provocare" nello scherzo..non so come può essere vista questa cosa..cosa dovrei fare o dovrei forse evitare tutto ciò? Non so come prenderla o come gestire questi sentimenti magari contrastanti anche se solo di attrazione momentanea..
Cara Paziente, i suoi dubbi in merito alla gestione dei rapporti con l'altro sesso sono comprensivi in quanto le questioni affettivo-sentimentali tendono ad assumere maggior complessità, sino a divenire confuse, in certe fasi della vita e in particolar modo a seguito della ridefinizione di un rapporto sentimentale precedentemente stabile.
Non vi sono specifiche indicazioni o "consigli" impacchettati in merito in quanto, nella loro magnifica complessità, ogni rapporto e dinamica relazionale è unica e merita spazio e tempo per essere compresa. All'interno della dialettica relazionale si pongono in essere molti elementi taciti di noi stessi ed ogni tentativo di limitazione è, in primo luogo, un'occasione sprecata per conoscerli. Dunque, mi sento di suggerirle un capovolgimento di prospettiva e la invito a domandarsi profondamente come si sente rispetto alle sue modalità relazionali, ai suoi desideri e rispetto all'attuale rapporto con l'ex partner, cercando di ridurre al minimo qualsiasi peso dello sguardo altrui da lei mentalizzato.
Ciò al fine di ricordarle che, al netto del giudizio che diamo sui nostri ed altrui comportamenti, quel che meglio solve le questioni relazionali è un genuino dialogo con sé stessi, che dia spazio ed accettazione ai propri desideri e modi. Soprattutto quelli che spesso incontrano un giudizio altrui negativo.
Nella speranza che quanto scritto possa darle modo di riflettere, la saluto.
Salve, ho 24 anni e la mia vita dopo il liceo ha iniziato, anno dopo anno, a non avere più un senso. Ormai mi alzo la mattina sempre triste, demoralizzato e con poca voglia di fare qualsiasi cosa. Non ho veri amici, o meglio, li ho ma mi cercano solo quando hanno bisogno o tornano in città. Non ho mai avuto una relazione e, cosa più grave, sono molto indietro con gli esami all'università (sono all'ultimo anno di giurisprudenza e me ne mancano 17 su 30... insomma tantissimi! Sono spacciato). Purtroppo, ho capito troppo tardi che questa facoltà non faceva per me, ma non ho avuto mai il coraggio di affrontare la situazione e comunicarlo ai miei genitori, anche per paura che si potessero arrabbiare o non parlarmi più (soprattutto mia madre che, dopo il divorzio, è diventata più severa e mi tiene sotto controllo ogni santo giorno). Fin da piccolo, il mio sogno è sempre stato quello di diventare un presentatore televisivo ma sappiamo tutti che non è un sogno comune come fare il medico, l'avvocato, il poliziotto, ecc. È qualcosa di irrealizzabile ed al giorno d'oggi, se non sei raccomandato, in televisione non ci arriverai mai.
Sono stanco di questa situazione perché inizia ad essere pesante e ho paura di non farcela più da solo a sopportare questo supplizio. Odio la mia vita ed a questo vorrei non essere mai nato. Chiedo gentilmente un aiuto, grazie!
Caro Paziente, in primo luogo mi sento di dirle che mettersi in discussione può essere sana materia quotidiana per una mente pronta ad accoglierla e non per forza indice di malessere. Dunque mi sento primariamente di consigliarle di prendere questo vuoto di senso e di cercare di dargli voce, senza porvi lapidari giudizi. Un lavoro di questo tipo può richiedere una presa in carico terapeutica lunga ma sicuramente ricca, che possa aiutarla a riposizionarsi in merito a temi come le relazioni amicali e affettive ma anche rispetto al suo sogno di lavorare nello spettacolo. Il giudizio è nemico dell'esplorazione e dell'esperienza. Si conceda dello spazio per osservare tutto questo.
In secondo luogo, in merito alla specifica questione del percorso universitario, purtroppo è un dato poco noto ma quasi uno studente su quattro cambia idea o realizza che la scelta fatta a 19 anni non sia più corretta per la persona che sente di essere mediamente tre anni dopo, ossia verso la fine del percorso di studio. Le riporto questo al fine di normalizzare ciò che sta vivendo, rispetto alla narrativa maggiore del percorso universitario come monolitico e unidirezionale. Non vi è alcun fallimento in questo, ma ciò è un segnale intimo che le chiede di seguire una strada differente, più sua e più complessa da tracciare rispetto al tragitto già fin qui fatto. Si dia tempo per trovare il coraggio che serve e che, sono certo, alberga già in lei e dentro questa fatica di cui scrive.
Tuttavia comprendo che ciò, in commistione con le pressioni genitoriali, sia un punto di sofferenza per lei e che può star mettendo in crisi la sua identità. Mi sento di rassicurarla proprio in merito a questo: un sogno d'infanzia può dire molto più di lei degli esami che le restano alla laurea, non dia modo a questo momento di difficoltà di definirla e ricordi che ogni suo tentativo di assecondare aspettative altrui la allontana da sé stesso.
Nella speranza che possa trovare una suggestione positiva in queste righe, la saluto.
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