Buongiorno dottori. Sono un ragazzo di circa 24 anni (non dico la mia età precisa per privacy) e son

Buongiorno dottori. Sono un ragazzo di circa 24 anni (non dico la mia età precisa per privacy) e sono in un periodo molto particolare. Ho tanta voglia di sperimentare a livello sessuale anche se sono vergine. Ultimamente vorrei ad esempio fare sesso con un uomo anche se mi definisco etero e poi c'è la seconda fantasia che vorrei approfondire. Ovvero quella di pubblicare video esibizionisti, nudisti porno miei e del mio corpo in anonimo. È tanto che mi attira questa cosa ma anche se faccio tutto in anonimo ho paura di eventuali rischi. Vorrei pubblicarli su social come reddit e non nei siti porno non perché sono più facili da mettere e si ricevono più commenti. Cosa mi consigliate? Ha senso provare? È tanto che vorrei (ovviamente in anonimo). Ovviamente se girano foto mie nudo non mi interessa a patto che io non sia riconoscibile. Inoltre questa fantasia mi è nata guardando tanti porno, e facendo sexting con ragazzi e ragazze della mia età (o superiore. Preferisco gente sui 40/50 anni per gusti personali) anche qui però reputo che il sexting mi rende dipendente, tipo questa notte ho dormito poco perché ne ho fatto troppo. Cosa dovrei fare? Dovrei smettere del tutto? Diminuire? Smettere per un periodo di tempo? Ha senso (se mi piace ovviamente) spostare il tutto dal vivo? Ho un applicazione che blocca siti, app ed ecc. Ed è possibile usarla solo in certi orari e in certe maniere con solo certe app, potrei usarla? Se si, come? Grazie in anticipo per le risposte che darete e sappiate che vi stimo molto per il vostro lavoro. Cercherò di seguire tutti i vostri consigli

29 risposte


Caro utente, quello che mi arriva leggendo il suo messaggio è una grande curiosità verso la sessualità, ma anche una certa urgenza di capire quale sia la scelta giusta da fare. Mi colpisce il fatto che, accanto al desiderio di sperimentare, lei descriva anche la paura che alcune esperienze possano diventare difficili da gestire, come il sexting che racconta di averle fatto perdere ore di sonno. In questa fase mi sembra importante non tanto chiedersi se sia giusto o sbagliato pubblicare contenuti, sperimentare con un uomo o incontrare qualcuno dal vivo, quanto cercare di comprendere che significato hanno queste fantasie per lei e quale bisogno stanno cercando di soddisfare. Il fatto che stia pensando di utilizzare un'app per limitare l'accesso a determinati contenuti mi fa pensare che una parte di lei percepisca già il rischio che alcuni comportamenti possano diventare compulsivi. Credo sia un aspetto che merita attenzione, non per reprimerlo, ma per imparare a viverlo con maggiore libertà e consapevolezza. Se sente che questi pensieri stanno diventando sempre più presenti o che la spingono ad agire in modo impulsivo, potrebbe essere molto utile concedersi uno spazio con uno psicologo o un sessuologo. Non per dirle cosa può o non può fare, ma per aiutarla a conoscere meglio questa parte di sé, capire cosa desidera davvero e vivere la propria sessualità in modo più sereno e autentico. Un caro saluto.

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Gentile utente, provare curiosità e voler fare esperienze intime con altre persone è un bisogno naturale e più che normale. Risponde alla ricerca di una gratificazione che è propria del nostro funzionamento psicobiologico. Proprio questa ricerca di gratificazione e soddisfazione sessuale genera di per sé un aumento di piacere, espresso dalla produzione di dopamina nel cervello. Per chiarire, è come se il progettare o idealizzare una certa esperienza intima basti ad innalzare il livello di piacere ed eccitazione. Forse è questo meccanismo che la sta spingendo verso azioni e comportamenti di esibizionismo e di sexting. La ricompensa, però, in questi casi è breve e non realmente soddisfacente, ma cosa più importante ci costringe a ricercarne sempre di più e in dosi più massicce. Può nascere una forma di dipendenza che condiziona le abitudini e influenza negativamente il benessere psicologico. Il mondo virtuale ha esattamente queste caratteristiche di ricompensa facile, immediata e fortemente compulsiva. Non credo che serva utilizzare applicazioni che monitorano o bloccano l'uso di certi siti, perché è come delegare all'esterno una mancanza della propria forza di volontà. Il mio consiglio è di fermarsi e riflettere sulle sue condotte in ambito di gratificazione sessuale. Lo può fare confrontandosi con un professionista in un contesto di assoluta riservatezza, dove potrà esporre liberamente i suoi bisogni, le mancanze e le priorità. Il tutto senza temere di essere giudicato o ammonito, anzi trovando accoglienza e capacità di ascolto. Se lo desidera sono a sua disposizione, anche online, per un percorso adatto alle sue richieste che porti a una maggiore consapevolezza e a una crescita personale. Le auguro il meglio, Dott. Antonio Cortese


Gentile utente di mio dottore, valuti la possibilità di consultare un sessuologo. La aiuterebbe a comprendere meglio il significato delle sue fantasie, la loro origine e la loro stessa funzionalità. Una maggior consapevolezza di sé le darebbe maggior serenità e senso di se. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara


Buongiorno, il desiderio sessuale e la voglia di sperimentare sono assolutamente comprensibili, ma attenzione al web: anche se si è irriconoscibili possono sempre esserci dei rischi nella pubblicazione di contenuti a sfondo sessuale. Il mio consiglio, essendo quasi sua coetanea, è di esplorare il suo desiderio prima ancora di passare all'azione, capire cosa sta cercando da questi video e dal sexting. Per quanto riguarda il sexting in senso stretto, invece, è sicuramente una pratica divertente e stimolante, ma faccia attenzione a non eccedere. Non si tratta di smettere del tutto, ma di tracciare una linea della osddisfazione. Grazie per le sue domande, se ne dovesse avere altre può contattarmi. Buona giornata


Gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità i suoi dubbi. A 24 anni è naturale attraversare una fase di curiosità e di esplorazione della propria sessualità. Le fantasie, di per sé, non definiscono necessariamente il proprio orientamento sessuale né indicano che debbano essere messe in pratica. Dalle sue parole, però, emerge un aspetto che mi sembra importante: non è tanto la presenza di queste fantasie a preoccuparla, quanto il fatto che il sexting e la pornografia stiano iniziando a occupare molto spazio nella sua vita, fino a influenzare il sonno e il suo benessere. Questo è un segnale che merita attenzione. Più che chiedersi se pubblicare o meno contenuti online, le suggerirei di fermarsi un momento e domandarsi: cosa sto cercando attraverso questa esperienza? È il desiderio di esplorare la mia sessualità, di sentirmi desiderato, di ricevere conferme, di provare eccitazione o di colmare qualcos'altro? Comprendere il bisogno che c'è dietro è spesso più importante del comportamento stesso. Se sente che il sexting o la pornografia stanno diventando difficili da gestire, potrebbe essere utile fare una pausa o limitarne l'uso. Se l'applicazione che blocca siti e app la aiuta a mantenere un equilibrio, può essere uno strumento valido: non per reprimere il desiderio, ma per evitare che sia quest'ultimo a prendere il controllo del suo tempo e delle sue energie. Infine, se desidera fare esperienze affettive o sessuali, le consiglierei di orientarsi gradualmente verso relazioni reali, vissute nel rispetto reciproco e del consenso. Solitamente sono proprio queste esperienze che permettono di conoscere davvero sé stessi, molto più di quanto possa fare il mondo virtuale. Se questi dubbi continuano ad accompagnarla o sente che il rapporto con la sessualità sta diventando fonte di sofferenza o di perdita di controllo, un percorso di psicoterapia, eventualmente con un professionista che si occupa anche di sessuologia, potrebbe offrirle uno spazio sicuro per esplorare questi aspetti senza giudizio. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti. Dott.ssa Veronica Savio


Gentile utente, le sue fantasie non sono di per sé un problema e non definiscono il suo orientamento. Mi soffermerei invece sul fatto che descrive un uso di porno e sexting che sta iniziando a influire sul suo benessere, ad esempio sul sonno. In questo caso può essere utile ridurne l'uso per un periodo, anche con l'aiuto dell'app che già utilizza, e osservare come si senta. Per quanto riguarda la pubblicazione di contenuti intimi, anche in anonimato esistono rischi per la privacy, quindi è una scelta da valutare con molta cautela.


Le fantasie sessuali sono normali e non definiscono il tuo orientamento. Il punto principale è che il sexting e la pornografia sembrano influire sul tuo sonno e sul tuo controllo degli impulsi: in questo caso può essere utile limitarli, anche con l'app che già utilizzi. Prima di pubblicare contenuti intimi, valuta attentamente i rischi, perché l'anonimato non è mai garantito. Se il disagio persiste, un percorso psicoterapeutico può aiutarti a gestire meglio questi comportamenti.


Buongiorno, ti ringrazio per aver scritto con tanta sincerità. Dal tuo messaggio emergono diversi temi, ma il filo conduttore mi sembra uno: stai cercando di capire meglio la tua sessualità e, allo stesso tempo, vuoi evitare che alcuni comportamenti prendano il controllo della tua vita. Parto da un punto importante: avere fantasie sessuali, anche molto diverse tra loro, è normale. Il desiderio di sperimentare, la curiosità verso rapporti con persone dello stesso sesso pur definendoti eterosessuale, oppure la fantasia di mostrarsi nudi o in modo esibizionistico non definiscono automaticamente il tuo orientamento sessuale né significano che tu debba necessariamente trasformarle in realtà. Le fantasie possono rimanere tali oppure diventare esperienze concrete, ma è utile chiedersi se il desiderio nasce da una curiosità autentica o dall'intensità degli stimoli a cui ci si espone, come pornografia e sexting. Per quanto riguarda la pubblicazione di contenuti erotici, è comprensibile che l'idea dell'anonimato ti faccia sentire più tranquillo. Tuttavia, è importante sapere che l'anonimato assoluto online non esiste. Anche facendo molta attenzione, esistono rischi di riconoscimento, diffusione incontrollata dei contenuti o utilizzi non autorizzati del materiale. Prima di compiere una scelta che potrebbe essere irreversibile, ti suggerirei di concederti del tempo e chiederti se è un desiderio stabile oppure qualcosa alimentato dall'eccitazione del momento. Mi ha colpito soprattutto un altro aspetto del tuo messaggio: racconti che il sexting ti porta a perdere il sonno e che, in alcuni momenti, senti di non riuscire a fermarti. Questo è probabilmente il punto che merita maggiore attenzione. Più che chiederti se il sexting sia "giusto" o "sbagliato", può essere utile osservare quanto spazio occupa nella tua vita e se sta interferendo con il sonno, l'umore, lo studio, il lavoro o le relazioni. Quando un comportamento inizia a creare queste conseguenze, vale la pena provare a ridurne la frequenza e capire come cambia il tuo benessere. L'applicazione che già utilizzi per limitare l'accesso ai siti e alle app potrebbe essere uno strumento utile. Non come punizione, ma come aiuto concreto per mettere dei confini. Ad esempio, potresti evitare l'accesso nelle ore serali o notturne, quando hai notato che è più facile perdere il controllo, e concederti invece momenti prestabiliti durante la giornata. Questo ti permetterebbe di verificare se riesci a vivere la sessualità in modo più libero e meno impulsivo. Rispetto all'idea di fare esperienze dal vivo, non c'è una risposta valida per tutti. Se sentirai che la curiosità rimane anche dopo aver ridotto pornografia e sexting, e nasce dal desiderio di conoscere davvero una persona e vivere un'esperienza consapevole, allora potrebbe avere senso esplorarla. L'importante è che la scelta non sia dettata dalla ricerca continua di stimoli sempre più intensi, ma da un desiderio autentico, nel rispetto di te stesso e dell'altra persona. Infine, se dovessi accorgerti che, nonostante i tuoi tentativi, pornografia o sexting continuano a occupare molto spazio nella tua vita o a farti sentire fuori controllo, parlarne con uno psicologo potrebbe essere un'occasione preziosa. Non perché ci sia qualcosa di "sbagliato" in te, ma perché avere uno spazio di confronto può aiutarti a comprendere meglio i tuoi bisogni e a vivere la sessualità con maggiore serenità. Ti auguro di affrontare questo percorso con curiosità, pazienza e senza fretta. Conoscere la propria sessualità richiede tempo e non c'è alcun obbligo di prendere decisioni immediate. Questa risposta valida le sue emozioni, non patologizza le fantasie sessuali, richiama l'attenzione sui comportamenti che sembrano problematici (perdita di sonno e senso di perdita di controllo) e offre indicazioni pratiche senza dirgli cosa "deve" fare. Ti mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia


Buongiorno, le suggerirei di intraprendere un percorso psicologico con uno psicoterapeuta specializzato in sessuologia, in questo modo potrà affrontare tutti i suoi dubbi con un professionista che la aiuterà a capire il suo funzionamento psicologico e come questo si ripercuote a livello sessuale. Dott.ssa Susanna Scainelli


Buongiorno, la ringrazio per aver raccontato con tanta sincerità una parte così intima della sua vita. Dal suo messaggio emerge un aspetto che ritengo molto importante: non sta semplicemente chiedendo se qualcosa sia giusto o sbagliato, ma sta cercando di capire il significato di alcuni desideri e il modo migliore per viverli senza che prendano il sopravvento sulla sua vita. Questa è una domanda molto matura. A 24 anni è naturale attraversare una fase di curiosità e di esplorazione della propria sessualità. Le fantasie, anche quando sembrano insolite o cambiano nel tempo, non definiscono automaticamente chi siamo né il nostro orientamento affettivo o sessuale. Molte persone sperimentano fantasie che poi non desiderano realizzare, altre invece scelgono di viverne alcune nella realtà. Non esiste una corrispondenza obbligata tra fantasia e comportamento. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, però, mi sembra che il punto centrale del suo messaggio non siano tanto le fantasie in sé, quanto il rapporto che sta instaurando con esse. Lei stesso racconta di aver notato che il sexting le sta facendo perdere il controllo del tempo, fino a dormire poco durante la notte. Questo è un elemento che merita attenzione, perché quando un comportamento inizia a interferire con il sonno, con la quotidianità o con il proprio equilibrio, è utile fermarsi a riflettere sulla funzione che quel comportamento sta assumendo. Mi ha colpito anche un altro particolare: mentre descrive le sue fantasie, formula spontaneamente diverse possibili strategie per gestirle. Si chiede se sia meglio ridurre il sexting, interromperlo per un periodo, utilizzare un'applicazione che limiti l'accesso in determinati orari oppure cercare esperienze reali invece che esclusivamente virtuali. Questo mi fa pensare che una parte di lei abbia già intuito che il problema non è tanto avere dei desideri, quanto il rischio che alcuni comportamenti diventino molto difficili da regolare. La pornografia e il sexting, soprattutto quando sono molto frequenti, possono amplificare il desiderio di ricercare stimoli sempre nuovi e sempre più intensi. Questo non significa che ci sia qualcosa di sbagliato nella sessualità, ma che il cervello può abituarsi a ricevere gratificazioni rapide e continue, rendendo più difficile interrompere il comportamento anche quando ci si accorge che sta creando qualche conseguenza indesiderata. Per questo motivo credo che la domanda più utile non sia "devo smettere completamente?", ma piuttosto "che posto voglio che queste esperienze abbiano nella mia vita?". Se il sexting le piace ma sente che sta diventando eccessivo, potrebbe essere più realistico iniziare a darsi dei limiti concreti piuttosto che passare da tutto a niente. Anche l'idea di utilizzare l'applicazione che già possiede potrebbe essere una buona risorsa, se viene vissuta non come una punizione, ma come uno strumento per aiutarla a mantenere un equilibrio. Ad esempio, potrebbe decidere di limitare l'accesso nelle fasce orarie dedicate al sonno o allo studio, lasciandosi invece momenti specifici della giornata in cui scegliere consapevolmente se utilizzarla oppure no. Rispetto al desiderio di fare esperienze dal vivo, credo che la cosa più importante sia chiedersi se nasce da una curiosità autentica oppure dal bisogno di inseguire sensazioni sempre nuove alimentate principalmente dall'attività online. Prendersi il tempo per comprendere questa differenza può aiutarla a fare scelte più consapevoli e in linea con ciò che desidera davvero. Anche la fantasia di pubblicare contenuti anonimi racconta qualcosa che va oltre il semplice gesto. Potrebbe essere interessante domandarsi che cosa rappresenta per lei. È il desiderio di sentirsi visto? Di ricevere conferme? Di esprimere una parte della propria sessualità? Oppure la ricerca dell'eccitazione legata all'esibizione? Comprendere il significato personale di questa fantasia è spesso più utile che concentrarsi esclusivamente sulla decisione di realizzarla o meno. Un percorso psicologico potrebbe essere un'occasione preziosa proprio per esplorare questi aspetti senza giudizio. Un approccio cognitivo comportamentale può aiutare a comprendere il funzionamento dei propri desideri, il rapporto con la gratificazione immediata, gli schemi che alimentano alcuni comportamenti e il modo in cui costruire una sessualità vissuta con maggiore libertà e consapevolezza, senza che diventi qualcosa che finisce per togliere spazio ad altre aree importanti della vita. Continui ad affrontare queste domande con la stessa curiosità e onestà che traspaiono dal suo messaggio. Conoscere sé stessi è un percorso che richiede tempo, e non passa dal giudicare le proprie fantasie, ma dal comprenderle e dal scegliere consapevolmente quale spazio dare loro nella propria vita. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Le fantasie sessuali, anche quando sembrano in contrasto con l'immagine che abbiamo di noi stessi, non definiscono automaticamente la nostra identità né il nostro orientamento sessuale. Molte persone sperimentano curiosità, immaginano situazioni molto diverse tra loro o provano interesse verso esperienze che poi scelgono di vivere oppure no. Avere la fantasia di un rapporto con un uomo, pur definendosi eterosessuale, non significa necessariamente che debba modificare il modo in cui si definisce. Potrebbe rappresentare una curiosità, un desiderio di esplorazione oppure una fantasia destinata a rimanere tale. Solo un'esperienza autentica, vissuta con libertà e senza pressioni, può eventualmente aiutarla a comprendere meglio ciò che desidera davvero. Lo stesso vale per la fantasia di pubblicare immagini o video del proprio corpo. L'esibizionismo consensuale, vissuto tra adulti consenzienti e nel rispetto della propria privacy, è una fantasia presente in molte persone e può rispondere a bisogni diversi: sentirsi desiderati, ricevere conferme, sperimentare eccitazione, mettersi alla prova o sentirsi più liberi rispetto al proprio corpo. Prima di chiedersi se abbia senso farlo oppure no, forse potrebbe essere utile chiedersi cosa rappresenti realmente questa fantasia per lei. Quale bisogno sente che soddisferebbe? Cosa immagina di provare ricevendo commenti o visualizzazioni? Comprendere la funzione psicologica di un desiderio è spesso più importante che decidere immediatamente se realizzarlo. È altrettanto importante considerare con lucidità i possibili rischi. Anche quando un contenuto viene pubblicato in forma anonima, non esiste purtroppo una garanzia assoluta che rimanga tale nel tempo. File e immagini possono essere salvati, condivisi o diffusi al di fuori del proprio controllo. Per questo motivo una decisione di questo tipo merita di essere presa senza l'impulso dell'eccitazione del momento, ma dopo aver valutato se sarebbe sereno anche nell'eventualità che quel materiale circolasse più di quanto inizialmente previsto.


Gentile paziente, la ringrazio per aver condiviso con sincerità i suoi dubbi. Dalle sue parole emerge soprattutto il desiderio di comprendere meglio se stesso e vivere la propria sessualità in modo consapevole, più che la ricerca di una risposta su cosa sia "giusto" o "sbagliato". Innanzitutto, è importante sapere che avere fantasie sessuali è del tutto normale. Le fantasie non definiscono necessariamente il proprio orientamento sessuale nè indicano automaticamente un desiderio da realizzare nella vita reale. Ad esempio, il fatto che lei sia incuriosito dall'idea di avere un rapporto con un uomo non significa necessariamente che il suo orientamento sia cambiato: la sessualità può comprendere curiosità, desideri e fantasie che meritano di essere esplorati senza giudizio. Anche il desiderio di condividere immagini o video del proprio corpo può avere significati diversi: per alcune persone è un modo di esprimere la propria sessualità, per altre è legato alla ricerca di approvazione, al piacere dell'esibizione o al desiderio di sentirsi desiderate. Più che chiedersi se "ha senso farlo", potrebbe essere utile domandarsi che cosa rappresenta per lei questa fantasia e quale bisogno emotivo soddisfa. Un aspetto che merita attenzione, invece, è quello che lei stesso evidenzia: il sexting e il consumo di pornografia sembrano, a volte, diventare così intensi da interferire con il sonno e con il suo benessere. Quando un comportamento inizia a occupare molto tempo, diventa difficile interromperlo o porta a trascurare altre aree della vita, è utile fermarsi a riflettere sul rapporto che si sta instaurando con quell'attività. In questo senso, l'idea di utilizzare un'applicazione che limiti l'accesso a siti o applicazioni potrebbe essere una strategia utile, non per eliminare completamente la sessualità o il piacere, ma per ritrovare un maggiore equilibrio. Ad esempio, potrebbe stabilire fasce orarie in cui evitare il sexting, soprattutto nelle ore serali, oppure programmare momenti specifici in cui utilizzare queste applicazioni, verificando nel tempo se questo le permette di sentirsi più libero nella gestione delle sue giornate. Più che chiedersi se smettere del tutto, potrebbe essere utile osservare quanto queste attività siano una scelta consapevole e piacevole e quanto, invece, diventino una risposta automatica alla noia, alla solitudine, allo stress o al bisogno di conferme. Se sente che questi dubbi occupano molto spazio nella sua quotidianità o che il rapporto con la sessualità le genera confusione o disagio, confrontarsi con uno psicologo può essere un'opportunità per esplorare questi aspetti in un contesto privo di giudizio, comprendendo meglio i suoi bisogni, i suoi desideri e il modo in cui vivere la sessualità in maniera soddisfacente e rispettosa di sè. La sessualità è una dimensione complessa della persona e non esiste un percorso uguale per tutti. Conoscersi meglio, senza fretta e senza etichettarsi, è spesso il modo migliore per viverla con maggiore serenità. Resto a disposizione. Dott.ssa Giorgia Russo

Dott.ssa Giorgia Russo

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Buongiorno, dal suo messaggio emerge una grande curiosità verso la sessualità, ma anche una riflessione molto lucida sui suoi dubbi e sui possibili rischi. Mi sembra importante distinguere due aspetti: le fantasie sessuali, che fanno parte della vita di molte persone e non definiscono necessariamente il proprio orientamento sessuale, e il modo in cui vengono vissute. Il desiderio di sperimentare, anche con persone dello stesso sesso, non significa automaticamente che debba ridefinire il suo orientamento. La sessualità può essere complessa e vale la pena concedersi il tempo di conoscerla senza sentirsi obbligato a etichettarsi. Per quanto riguarda il desiderio di pubblicare contenuti intimi online, le suggerirei di riflettere non solo sul piacere che immagina di provare, ma anche su come potrebbe sentirsi nel medio e lungo termine. Anche quando si cerca di mantenere l'anonimato, il controllo su immagini e video condivisi in rete non è mai totale. Chiedersi se quel desiderio nasce da un'esigenza di espressione personale, dalla ricerca di conferme o dall'eccitazione del momento può aiutarla a prendere una decisione più consapevole. Mi sembra altrettanto importante ciò che racconta sul sexting: il fatto che le sia capitato di dormire poco perché faceva fatica a interromperlo suggerisce che questa attività stia iniziando a occupare uno spazio significativo nella sua quotidianità. In questi casi non è necessariamente utile eliminarla del tutto, ma può essere utile chiedersi se è lei a scegliere quando farla oppure se, in alcuni momenti, è come se fosse il comportamento a prendere il controllo. Se nota questa difficoltà, l'idea di utilizzare l'app che limita l'accesso in alcune fasce orarie potrebbe essere una strategia concreta per aiutarla a ritrovare un equilibrio, ad esempio evitando le ore serali o notturne in cui sente di perdere più facilmente il controllo. Più che chiedersi se sia giusto o sbagliato sperimentare, credo possa essere utile domandarsi se ciò che fa la aiuta a stare meglio o se, al contrario, alimenta ansia, senso di dipendenza o interferisce con il sonno, le relazioni e la vita quotidiana. Questo è spesso un indicatore più importante del comportamento in sé. Se sente che potrebbe esserle utile approfondire questi aspetti, potremmo parlarne insieme in uno spazio dedicato. Un percorso psicologico può offrire un luogo sicuro in cui esplorare la propria sessualità, comprendere meglio i propri bisogni e trovare un equilibrio che le permetta di viverla con maggiore serenità.


salve, coniglio una psicoterapia


La curiosità verso un’esperienza sessuale con un uomo non la obbliga a cambiare definizione: fantasia, comportamento e identità non coincidono necessariamente. Può esplorare ciò che sente senza doversi assegnare subito un’etichetta. Il punto che merita più attenzione non è la fantasia in sé, ma il fatto che il sexting le abbia tolto sonno e che lei lo percepisca come difficile da controllare. Una notte non basta per parlare di dipendenza, ma è già un segnale utile: quando un comportamento continua oltre il tempo deciso e interferisce con sonno, studio, lavoro o relazioni, conviene fermarsi e osservarlo. L’Istituto Superiore di Sanità segnala infatti che l’utilizzo eccessivo o non controllato delle attività online può ripercuotersi sul sonno e sul benessere personale. Prima di pubblicare video, le consiglierei quindi una pausa di due settimane da sexting e pornografia, senza trasformarla in una prova morale. Usi l’app di blocco per rendere concreta la decisione: accesso consentito in una sola fascia diurna di 30 minuti, blocco totale nelle due ore prima di dormire, notifiche disattivate e nessun utilizzo a letto. Ogni sera annoti per quanto tempo ha sentito l’impulso, quanto era intenso da 0 a 10 e se è riuscito a rimandarlo. Durante questa pausa eviterei di pubblicare materiale. “Anonimo” significa soltanto meno riconoscibile, non irrintracciabile: Reddit è una piattaforma pubblica e non può garantire che terzi non conservino copie di contenuti poi cancellati. Prima di caricare qualcosa dovrebbe quindi decidere come se potesse restare online per sempre ed essere un giorno collegato a lei. Se dopo la pausa il desiderio rimane stabile e non nasce dall’urgenza di ricevere commenti, potrà rivalutarlo con maggiore lucidità. Spostare tutto dal vivo non è una cura della compulsività. Un incontro reale ha senso solo se è un desiderio autonomo, non il sostituto del sexting, e se avviene tra adulti consenzienti, con limiti concordati, protezione, sobrietà e possibilità di interrompere in qualunque momento. Nei rapporti penetrativi il Ministero della Salute raccomanda l’uso corretto del preservativo fin dall’inizio del rapporto. La domanda centrale potrebbe essere: cerca soprattutto un’esperienza sessuale, oppure l’eccitazione di esporsi e ricevere conferme? Distinguere queste due spinte le permetterà di scegliere con molta più libertà. Un caro saluto.

Dott. Roberto Barbieri

Dott. Roberto Barbieri

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Penso che la cosa migliore sia quella di indagare prima un po', per capire se si tratta di una fantasia autentica che ti aiuta ad essere felice o se è l'effetto di una dipendenza che ti spinge a cercare "dosi" sempre maggiori senza reale felicità. Lo dico perché parli di abuso di pornografia ed internet: in questi casi, può accadere che ciò che inizialmente è super eccitante poi diventi normale e noioso. Inoltre, quando c'è una dipendenza forte, spesso è per sopperire ad altre mancanze: mancanza di relazioni, di stimoli o di altre soddisfazioni, quindi si cerca di compensare abusando di quella cosa buona a cui invece si ha accesso, come la sessualità. Credo, infine, che abbia posto anche altre domande di natura diversa su questo sito. Se ne hai la possibilità, fare alcuni colloqui con un professionista che ti ispiri fiducia può aiutarti a chiarire molti dei tuoi dubbi e rompere già una prima barriera relazionale, così da capire se questa strada è quella che ti porta realmente ad essere felice e soddisfatto. In bocca al lupo!


Carissimo, Mi sembra che il tema centrale non siano tanto le fantasie, che di per sé possono essere molto varie e non definiscono automaticamente il proprio orientamento sessuale, quanto il rapporto che stai avendo con la sessualità. Tu stesso racconti che il sexting ti porta a perdere il controllo, fino a toglierti ore di sonno: questo è un segnale che vale la pena ascoltare. Più che chiederti se abbia senso pubblicare contenuti o meno, mi chiederei se in questo momento stai scegliendo liberamente o se stai cercando di alimentare un bisogno che rischia di diventare compulsivo. Prima di fare passi difficilmente reversibili, potrebbe essere utile ridurre per un periodo pornografia e sexting, anche usando l'app che già hai, e vedere come cambia il tuo desiderio. Se poi vorrai fare esperienze sessuali, viverle nella realtà, in modo consapevole e rispettoso di te stesso e dell'altro, probabilmente ti aiuterà a capire meglio cosa desideri davvero. Se sentissi il bisogno di parlarne ulteriormente puoi contattarmi quando vuoi, ricevo anche online e ti accoglierei volentieri Con affetto Dott.ssa Bacchi


Salve, la ringrazio per aver condiviso con sincerità i suoi dubbi. Da ciò che racconta emerge una forte curiosità verso la sessualità e il desiderio di esplorare aspetti di sé. Questo, di per sé, è del tutto normale e non definisce necessariamente il suo orientamento sessuale: fantasie e identità non coincidono sempre. L'aspetto che mi sembra più importante, però, non riguarda tanto il contenuto delle fantasie, quanto il rapporto che sta instaurando con esse. Lei stesso racconta che il sexting, a volte, la porta a perdere il controllo del tempo e a sacrificare il sonno. Questo può essere un segnale utile da ascoltare, perché quando un comportamento inizia a interferire con il benessere quotidiano è importante chiedersi quale funzione stia svolgendo nella propria vita. Più che smettere completamente, potrebbe essere utile provare a darsi dei limiti concreti, come utilizzare l'app che già possiede per definire orari precisi e tempi di utilizzo. L'obiettivo non è reprimere il desiderio, ma fare in modo che sia lei a scegliere quando dedicargli spazio, e non il contrario. Se queste fantasie continuano a occupare molto spazio o sente che diventano difficili da gestire, confrontarsi con uno psicologo potrebbe aiutarla a esplorarle senza giudizio, comprendendone il significato e favorendo una sessualità vissuta con maggiore libertà e consapevolezza. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.


Buonasera, grazie per aver condiviso con tanta sincerità una parte così personale di te. Da quello che racconti, mi sembra che tu stia attraversando un momento di forte curiosità e desiderio di sperimentazione, insieme però ad alcuni dubbi e timori. E credo che proprio questo meriti di essere ascoltato senza giudizio né fretta. Il fatto di definirti etero e di provare curiosità verso un’esperienza con un uomo, così come avere fantasie legate all’esibizionismo o alla condivisione del proprio corpo, non significa necessariamente che tu debba attribuirti subito un'etichetta o arrivare a una conclusione sulla tua identità. Le fantasie, i desideri e le esperienze possono essere esplorati con i propri tempi, cercando soprattutto di capire cosa rappresentino per te e come ti fanno sentire. Allo stesso tempo, trovo importante ciò che racconti rispetto al sexting: se ti accorgi che ti porta a perdere ore di sonno, che fai fatica a interromperlo o che senti di averne bisogno anche quando vorresti fermarti, più che chiederti se devi eliminarlo completamente, potrebbe essere utile osservare cosa succede prima, durante e dopo queste esperienze. Capire se stai cercando piacere, eccitazione, connessione, conferme, evasione o altro può aiutarti a recuperare maggiore libertà nella scelta. Anche l'applicazione che utilizzi per limitare l'accesso a determinati contenuti può essere uno strumento utile, purché non diventi soltanto un modo per “controllarti”, ma un supporto concreto per ristabilire un equilibrio: ad esempio, potresti sperimentare per un periodo fasce orarie nelle quali non utilizzare sexting, pornografia o determinate app, soprattutto nelle ore dedicate al sonno, e osservare come cambia il tuo benessere. Per quanto riguarda invece la possibilità di condividere immagini o video intimi, credo sia importante non decidere soltanto sulla base dell'impulso del momento. Anche mantenendo l'anonimato, infatti, una volta condiviso un contenuto non è possibile avere pieno controllo sulla sua successiva diffusione. Può quindi essere utile chiederti non solo “mi va di farlo?”, ma anche “come mi sentirei se un domani non avessi più il controllo su quel contenuto?”. Prendersi questo tempo di riflessione non significa reprimere il desiderio, ma poter scegliere in modo più consapevole. In definitiva, non credo ci sia necessariamente qualcosa da “smettere” o da “curare” nel tuo desiderio di esplorare la sessualità. Mi sembra invece interessante capire se oggi riesci a viverla come una scelta libera e piacevole oppure se, in alcuni momenti, senti che siano l'impulso o il bisogno a guidarti. Se questa difficoltà nel fermarti, il poco sonno o la sensazione di dipendenza dovessero continuare, parlarne con uno psicologo o psicoterapeuta potrebbe aiutarti a comprendere meglio ciò che sta accadendo, senza giudicare né la tua sessualità né le tue fantasie. Un caro saluto, Dott. Fabio Mallardo Psicologo-Psicoterapeuta Ricevo anche on-line


Buon pomeriggio, innanzitutto ti ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità pensieri e fantasie che immagino non sia stato semplice raccontare. Dalle tue parole emerge una grande curiosità nei confronti della sessualità, ma anche il desiderio di comprendere meglio ciò che stai vivendo, senza limitarti ad agire impulsivamente. Più che concentrarti sul capire se abbia senso o meno pubblicare dei video, credo possa essere interessante soffermarti su ciò che questa fantasia rappresenta per te. Le fantasie sessuali fanno parte della vita di molte persone e, di per sé, non indicano necessariamente un problema. A volte, però, possono raccontare qualcosa di più profondo sui propri bisogni. Ad esempio, potresti chiederti cosa ti aspetti di provare nel momento in cui qualcuno guarda quei video. Cosa rappresenterebbe per te essere visto, pur rimanendo anonimo? È il desiderio di sentirti desiderato, di ricevere conferme, di sperimentare una parte di te ancora poco conosciuta, oppure di vivere l'eccitazione legata al rischio o alla trasgressione? Non c'è una risposta giusta o sbagliata, ma esplorare il significato di questa fantasia potrebbe aiutarti a comprenderla meglio. Allo stesso modo, racconti che questa pulsione sembra essersi intensificata dopo un periodo caratterizzato da un uso frequente della pornografia e del sexting, tanto da accorgerti che quest'ultimo, a volte, prende molto spazio nella tua quotidianità. Anche questo è un elemento interessante da osservare: più che chiederti se eliminare o meno questi comportamenti, potrebbe essere utile comprendere quale funzione stanno svolgendo nella tua vita e quali bisogni emotivi o relazionali sembrano soddisfare. Il fatto che tu ti stia ponendo queste domande e senta il desiderio di capire cosa stia accadendo è già un segnale di consapevolezza importante. Proprio per questo motivo, credo che un confronto con uno psicologo o uno psicoterapeuta possa offrirti uno spazio protetto in cui esplorare serenamente questi aspetti, senza giudizio, dando significato ai tuoi vissuti e aiutandoti a comprendere meglio ciò che stai cercando attraverso queste esperienze.


Le fantasie sessuali hanno quasi sempre una loro logica, anche quando a chi le prova sembrano strane. Funzionano spesso come una scena costruita su misura per rendere possibile il desiderio, mettendo da parte ciò che altrimenti lo bloccherebbe, la vergogna o il timore di non valere abbastanza agli occhi di qualcuno. Quello che descrive, la voglia di sperimentare, l'attrazione per situazioni nuove, l'idea di essere guardato, non è di per sé un problema. Il punto che mi colpisce di più è un altro: lei dice che le piacerebbe essere visto, ma solo restando irriconoscibile. Mi chiedo se dietro a questo bisogno di esporsi senza essere davvero riconosciuto ci sia il desiderio di ricevere attenzione e conferma, ma con la sicurezza di non poter essere giudicato o rifiutato per chi è realmente. È una forma di farsi vedere tenendosi comunque al riparo. Il sexting che le toglie il sonno può essere letto in modo simile: in quei momenti probabilmente trova un sollievo rapido a qualcosa, forse una solitudine, forse il bisogno di sentirsi desiderato. Funziona, per questo è difficile smettere di colpo. Prima di decidere se ridurlo, fermarlo o spostarlo nella vita reale, le suggerirei di notare in quali sere sente più forte quel bisogno e cosa c'è dietro, prima ancora di intervenire con un blocco automatico. Sulla parte pratica: ciò che si pubblica online resta, e l'anonimato è meno sicuro di quanto sembri. Portare questi temi a uno psicologo, in un colloquio vero, le permetterebbe di guardarli con più calma di quanta ne possa dare una risposta scritta come questa.


Salve, a prescindere dal fatto che la voglia di sperimentare non è di per sé giusta o sbagliata, quindi non dovrebbe esserci giudizio a riguardo, se sente che il sexting le stia "sfuggendo di mano" e virando verso una dipendenza (con difficoltà a regolarsi, pensieri ossessivi e ricorrenti, ecc...) sarebbe opportuno cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta Funzionale (o comunque ad approccio Psico-Corporeo Integrato) che possa aiutarla a gestire al meglio questa pratica in modo che rimanga un piacere e senza che possa divenire fonte di disagio, stress, fatiche o ulteriori problemi. Saluti. Dr. Francesco Rossi.

Dr. Francesco Rossi

Dr. Francesco Rossi

psicologo

Ozzano dell'Emilia

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Buongiorno e grazie per aver condiviso in modo così aperto e sincero i suoi vissuti. L'esplorazione della propria sessualità e dei propri desideri è un processo del tutto naturale. È molto frequente che un consumo elevato di pornografia e il sexting stimolino fantasie nuove e spingano a voler esplorare confini diversi, come l'esibizionismo o la curiosità verso lo stesso sesso. Le fantasie rappresentano uno spazio mentale libero e sicuro, ma tradurle in azioni (come la pubblicazione di materiale intimo) richiede cautela. Nel mondo digitale, pur cercando l'anonimato, il rischio di perdere il controllo sui propri contenuti esiste ed è un aspetto pratico da valutare con grande attenzione. Per quanto riguarda il sexting, il fatto che le stia togliendo ore di sonno e le dia una sensazione di dipendenza è un segnale da non sottovalutare. Utilizzare l'app per bloccare l'accesso al telefono è un'ottima strategia comportamentale: le suggerisco di impostarla per disabilitare le applicazioni specifiche nelle ore serali e notturne. Questo la aiuterà a mettere un "confine" concreto, interrompendo l'automatismo e tutelando il suo riposo. Spostare la sessualità "dal vivo" è sicuramente un passo costruttivo, ma farlo con una maggiore consapevolezza l'aiuterebbe a vivere l'esperienza in modo sereno e autentico, distaccandosi dai ritmi e dalle aspettative irreali della pornografia. Un caro saluto, Dott. Christopher Gallo

Dott. Christopher Gallo

Dott. Christopher Gallo

psicologo

Tezze sul Brenta

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Buonasera, Mi sembra che nella sua domanda ci siano diversi aspetti che meritano di essere distinti, perché non necessariamente raccontano la stessa cosa. Innanzitutto, il fatto che lei si definisca eterosessuale e che allo stesso tempo senta il desiderio o la curiosità di avere un'esperienza sessuale con un uomo non è di per sé una contraddizione. Un'esperienza, una fantasia o una pratica sessuale non obbligano necessariamente a modificare l'etichetta con cui una persona si identifica. L'orientamento sessuale riguarda soprattutto il modo in cui si strutturano nel tempo le proprie attrazioni, e non è necessario aver avuto esperienze sessuali per poterlo definire. Più che chiedersi quindi “cosa significa questo su di me?”, potrebbe essere interessante chiedersi “che cosa mi attrae di questa esperienza?”, “che cosa immagino che potrebbe farmi provare?” e “che cosa rappresenta per me il fatto di sperimentarla?”. Questo permetterebbe di avvicinarsi alla propria sessualità con curiosità, senza la necessità di dover arrivare immediatamente a una definizione. Diverso è il discorso relativo alla pubblicazione di immagini o video intimi. Non credo sia utile dirle semplicemente di farlo o di non farlo. La questione che prenderei maggiormente in considerazione è quanto lei si senta realmente disposto ad accettare il fatto che, una volta pubblicato del materiale online, non sia più possibile avere un controllo completo sulla sua circolazione. L'anonimato può ridurre alcuni rischi, ma non può garantire che una persona non venga riconosciuta o che il contenuto non venga salvato, copiato o ripubblicato altrove. Una volta condivisa un'immagine, infatti, il controllo sulla sua successiva diffusione può diventare molto limitato. Mi soffermerei però ancora di più su un altro elemento della sua descrizione, lei dice che questa fantasia è presente da tempo, che le piace e che allo stesso tempo ha iniziato a chiedersi se il sexting la renda “dipendente”, al punto da aver dormito poco per continuare a farlo. È proprio questo aspetto che, a mio avviso, meriterebbe di essere osservato con maggiore attenzione. Non è necessariamente il fatto di avere molto desiderio sessuale a rappresentare un problema; può diventare problematico quando una modalità di vivere la sessualità comincia a interferire con il sonno, con il lavoro, con le relazioni o con la possibilità di scegliere liberamente quando fermarsi. Per questo non le suggerirei necessariamente di smettere del tutto. Potrebbe essere più utile provare a capire se riesce a introdurre una maggiore possibilità di scelta, per esempio stabilire degli orari oltre i quali non utilizzare sexting o pornografia, evitare che queste attività occupino le ore dedicate al sonno e osservare cosa succede quando decide volontariamente di rimandarle. L'applicazione che utilizza può quindi avere senso, non tanto come strumento per “punirsi” o controllarsi, ma come supporto concreto per creare uno spazio tra l'impulso e l'azione e verificare quanto lei riesca effettivamente a scegliere. Anche l'idea di spostare tutto “dal virtuale al vivo” merita cautela. Un'esperienza sessuale reale può essere una forma di esplorazione assolutamente legittima se desiderata, consensuale e vissuta con persone adulte, ma non dovrebbe essere utilizzata semplicemente come soluzione al bisogno di stimolazione che nasce online. Potrebbe essere più interessante chiedersi che tipo di esperienza desidera realmente, tipo conoscere qualcuno, sperimentare una parte della propria sessualità, sentirsi desiderato, giocare con l'esibizionismo, ricevere attenzione oppure interrompere per qualche momento il circuito digitale. Sono bisogni diversi, anche se possono manifestarsi attraverso comportamenti simili. Quindi, non mi concentrerei soltanto sul comportamento in sé, ma sul significato che questo comportamento assume nella sua vita e sulle relazioni in cui si inserisce. Mi chiederei, ad esempio, che cosa succede prima che inizi il sexting, che cosa prova mentre lo fa e soprattutto che cosa accade dopo. Potrebbe scoprire che il tema non sia necessariamente la sessualità, ma la funzione che in alcuni momenti essa svolge per lei, ad esempio ricerca di conferme, curiosità, eccitazione, solitudine, bisogno di sentirsi desiderato, difficoltà a tollerare la noia o altro ancora. Forse, quindi, più che cercare una risposta alla domanda “devo smettere o devo farlo?”, potrebbe essere utile arrivare a una domanda diversa: “riesco a vivere questa parte della mia sessualità scegliendola, oppure sento che in alcuni momenti è lei a scegliere per me?”. La differenza tra le due situazioni può darle molte informazioni su ciò che sta vivendo. Se nota che, nonostante i tentativi di regolarsi, il sexting o la pornografia continuano a interferire con il sonno, con le attività quotidiane o con la sua capacità di fermarsi quando lo desidera, potrebbe essere utile affrontare proprio questo tema con uno psicologo, senza che ciò implichi considerare patologica la sua sessualità. Sarebbe piuttosto un modo per conoscerla meglio e capire come poterla vivere in maniera più libera e consapevole. Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.


Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta sincerità i suoi dubbi. La sessualità è una dimensione complessa e in continua evoluzione. Avere fantasie, curiosità o desiderio di esplorare aspetti nuovi della propria sessualità non significa necessariamente che ci sia qualcosa di sbagliato o che quelle fantasie debbano essere realizzate. È importante distinguere tra ciò che ci incuriosisce nella fantasia e ciò che desideriamo davvero vivere nella realtà. Dalle sue parole, però, emerge un elemento che merita particolare attenzione: non tanto il contenuto delle fantasie, quanto il rapporto che sta instaurando con esse. Lei stesso racconta che il sexting, a volte, arriva a farle perdere ore di sonno e parla del timore di diventarne dipendente. Quando un comportamento inizia a interferire con il sonno, il benessere o la quotidianità, può essere utile fermarsi a riflettere su quale funzione stia svolgendo in quel momento (ricerca di eccitazione, gestione della solitudine, dello stress, del bisogno di conferme, ecc.). Per quanto riguarda la pubblicazione di contenuti intimi online, è importante considerare che, anche adottando precauzioni per rimanere anonimi, il rischio che immagini o video vengano salvati, condivisi o diffusi senza controllo non può essere escluso. Per questo motivo è utile valutare con attenzione se il possibile beneficio percepito sia coerente con le conseguenze che potrebbero derivarne. Il fatto che abbia già individuato uno strumento per limitare l'accesso ad alcune applicazioni dimostra una buona capacità di osservare il problema e di cercare strategie concrete. Potrebbe essere utile utilizzarlo in modo graduale, ad esempio stabilendo momenti specifici della giornata in cui evitare sexting o pornografia, così da verificare se questo la aiuta a recuperare un rapporto più equilibrato con tali attività, senza necessariamente doverle eliminare del tutto. Se sente il desiderio di esplorare la sua sessualità, farlo nel rispetto dei suoi tempi, dei suoi valori e del suo benessere può essere un'esperienza positiva. Se, invece, nota che queste fantasie o questi comportamenti stanno diventando fonte di disagio, perdita di controllo o sofferenza, confrontarsi con uno psicologo può aiutarla a comprenderne il significato e a trovare un equilibrio che le permetta di vivere la sessualità con maggiore serenità. Le auguro di continuare ad ascoltarsi con la stessa consapevolezza che emerge dal suo messaggio.

Dott.ssa Giulia Ardita

Dott.ssa Giulia Ardita

psicologo clinico

Catania

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Buongiorno, le fantasie che descrive non definiscono automaticamente il suo orientamento sessuale e non hanno, di per sé, nulla di patologico. Si può essere attratti dall’idea di un’esperienza con un uomo senza dover immediatamente cambiare il modo in cui ci si definisce: eventualmente sarà l’esperienza, insieme alle emozioni che susciterà, ad aiutarla a conoscersi meglio. Il punto più importante, però, sembra un altro: il sexting sta già interferendo con il sonno e lei stesso avverte il rischio di diventarne dipendente. Più che domandarsi se debba smettere per sempre, potrebbe osservare se riesce ancora a scegliere quando iniziare e quando fermarsi. Quando l’eccitazione prevale sul sonno, sugli impegni o sulle proprie decisioni, è opportuno introdurre dei limiti. Quando l’eccitazione prevale sul sonno, sugli impegni o sulle proprie decisioni, è opportuno introdurre dei limiti. L’applicazione potrebbe aiutarla a stabilire in anticipo giorni e fasce orarie, evitando soprattutto l’utilizzo notturno. Le pratiche che producono una gratificazione intensa possono infatti assumere una funzione compulsiva quando diventano il principale modo per regolare tensione, solitudine o stati emotivi spiacevoli. Quanto alla pubblicazione di immagini è utile essere consapevoli che l’anonimato assoluto online non esiste. Anche senza volto si può essere riconosciuti attraverso moltissimi altri particolari; inoltre un contenuto può essere scaricato, ripubblicato, manipolato o utilizzato anche a scopi malevoli. Occorre quindi decidere immaginando che quel materiale possa rimanere in circolazione per sempre. Spostare tutto “dal vivo” non risolve automaticamente l’eventuale componente compulsiva. Se sceglierà di sperimentare, lo faccia gradualmente, con persone adulte, consenzienti e affidabili, adottando le precauzioni necessarie a proteggere la propria salute e incolumità. E senza sentirsi obbligato a trasformare una fantasia in un comportamento: anche la tutela della propria integrità deve essere parte della libertà di scelta. Non mi pare necessario demonizzare la sua sessualità. È invece importante conservare la libertà di scegliere, senza essere trascinato dall’urgenza. Se, nonostante i limiti, continuerà a perdere sonno, tempo o controllo, potrebbe parlarne con uno psicologo o sessuologo: non per giudicare le sue fantasie, ma per comprendere quale funzione stiano assumendo e aiutarla a viverle in modo libero e sicuro.


Caro anonimo, una parte di te vuole esplorare il desiderio di una sessualità trasgressiva – un'altra teme le conseguenze e vuole trattenerla. Mi chiedi di schierarmi da una parte o l'altra. Rifiuto. Invece, rilancio: cosa motiva ciascuna di queste parti? Se non comprendiamo perché il tuo sistema ha bisogno di scariche di dopamina notturne, di fronte a ogni blocco il desiderio troverà un'altra strada. Prova questo: la prossima volta che vieni preso dall'impulso di fare texting o pubblicare video, fermati un secondo prima e osserva. Cosa senti nel corpo? Cosa provi? A cosa pensi? Scrivilo e mettilo da parte. Ritornaci qualche giorno dopo. Quello che leggerai è la voce di una parte di te che sta provando di tutto per essere sentita. Ha qualcosa di più da dirti oltre al desiderio sessuale. Vuole qualcos'altro aldilà dello schermo. Hai il coraggio di ascoltarla?


Buongiorno, avere fantasie e curiosità sessuali, anche verso persone dello stesso sesso, non significa necessariamente dover ridefinire subito il proprio orientamento. Può concedersi il tempo di comprendere ciò che desidera senza sentire la necessità di attribuirsi un’etichetta. Dal suo racconto, però, mi soffermerei soprattutto sul rapporto che sta costruendo con la sessualità. Sembra esserci un desiderio sessuale molto presente, che al momento trova espressione soprattutto attraverso pornografia, sexting e fantasie legate all’esibizionismo online. Potrebbe essere interessante chiedersi cosa la porta a vivere questo desiderio prevalentemente nel mondo virtuale e cosa, invece, la frena o la spaventa rispetto alla possibilità di sperimentare gradualmente relazioni, intimità e sessualità nella vita reale. Un altro elemento importante è che lei stesso descrive il sexting come qualcosa da cui si sente “dipendente”, fino a sacrificare il sonno. Osservare quanto questo comportamento interferisca con la sua quotidianità e stabilire dei limiti di tempo, anche attraverso l’app che già utilizza, può essere un primo passo per evitare che possa compromettere altri aspetti importanti del suo equilibrio e del suo benessere. Rispetto alla pubblicazione di materiale intimo, tenga inoltre presente che online l’anonimato assoluto non può essere garantito e, una volta pubblicato un contenuto, è possibile perderne il controllo. Prima di farlo valuterei quindi non soltanto il desiderio del momento, ma anche come si sentirebbe se quel materiale rimanesse online o circolasse in futuro. Un confronto con uno psicologo o un sessuologo potrebbe offrirle uno spazio non giudicante in cui comprendere meglio i suoi desideri, cosa cerca attraverso queste esperienze virtuali e cosa eventualmente le rende più difficile sperimentare la propria sessualità nella realtà. Un caro saluto e buona fortuna!


Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta apertura questi aspetti della sua sessualità. La curiosità e il desiderio di sperimentare possono far parte dell’esplorazione sessuale e non è necessario attribuire immediatamente un’etichetta al fatto di provare interesse o curiosità verso un’esperienza con un uomo. Orientamento, fantasie, desideri e comportamenti non sempre coincidono perfettamente. Allo stesso modo, avere fantasie esibizionistiche non rappresenta di per sé un problema. Prima di trasformarle in comportamenti concreti, però, può essere utile chiedersi quanto la scelta sia realmente libera, consapevole e compatibile con le possibili conseguenze. Nel momento in cui un contenuto intimo viene condiviso online, infatti, non è più possibile mantenere un controllo completo sulla sua diffusione; anche eliminando volto e informazioni personali, l’anonimato assoluto non può essere garantito. Mi soffermerei soprattutto su un altro elemento del suo racconto: dice di percepire il sexting come qualcosa da cui si sente “dipendente” e racconta di aver dormito poco per continuare a farlo. Più che chiedersi se debba necessariamente smettere del tutto, può essere utile osservare quanto controllo sente di avere sul comportamento e quale spazio sta occupando nella sua quotidianità. Sta interferendo con sonno, studio/lavoro, relazioni o altre attività? Riesce a interromperlo quando decide di farlo? Lo ricerca principalmente per piacere oppure sente talvolta di doverlo fare anche quando vorrebbe fermarsi? L’applicazione che già possiede può essere uno strumento utile per stabilire dei confini, ad esempio proteggendo le ore dedicate al sonno e limitando l’accesso nei momenti in cui nota di avere maggiore difficoltà a interrompersi. L’obiettivo non deve necessariamente essere eliminare la sessualità o il desiderio, ma recuperare la possibilità di scegliere quando, come e quanto dedicargli spazio. Anche rispetto alla possibilità di sperimentare dal vivo, non esiste una risposta universalmente corretta: dovrebbe essere una scelta dettata dal desiderio e non dalla necessità di “risolvere” o sostituire ciò che avviene online, prestando attenzione a consenso, sicurezza e propri confini. Se sente che questi comportamenti stanno diventando difficili da gestire autonomamente, potrebbe essere utile approfondirli in uno spazio psicologico, senza giudizio, per comprenderne il significato e costruire un rapporto con la propria sessualità che rimanga libero e soddisfacente. Un caro saluto, Dott.ssa Giorgia Bivona

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.