Buongiorno dott. da l'eta di 20 anni adesso ho 35 assumo daparox 33.1mg/ml (paroxenia) a goccie, ch
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Buongiorno dott.
da l'eta di 20 anni adesso ho 35 assumo daparox 33.1mg/ml (paroxenia) a goccie, che prendo 10 goccie ogni sera dopo cena... sono arrivato al punto di prendere queste goccie, perchè avevo forte ansia, è disturbo ossessivo... cosa che adesso sto molto meglio grazie a queste goccie... solo che faccio questo post per il fatto che da circa 3 mesi ho sbandamenti h24 che sono sbandamenti soggettivi che peggiorano in determinati casi, tipo per esempio se gioco al pc con mio nipote al gioco delle auto vedere la visuale smuoversi mi causa sbandamenti più forti, oppure la sera quando mi metto a letto, oppure alzo la testa per bere o pulire qualcosa di alto anche in quel caso mi peggiorano... adesso la mia domanda tutto questo può essere che melo causa il daparox che sto assumendo?
Magari si chiede perchè penso che sia il daparox, perchè magari lo assumo da tanti anni quindi il mio corpo non l'ho accetta mi da questi sintomi...
Magari non centra nulla ma essendo che non sono medico chiudo giusto per stare tranquillo che non sia il farmaco... anche perchè mi era successo in passato che avevo sbandamenti h24, circa 2 anni fa mi era duranto anche in quel caso un paio di mesi è dopo mi era passato...
In più una cosa che vorrei dire mi succede che mi sento disorientato come se quello che guardo attorno a me lo vedo diverso una sensazione strana, come se fossi in bolla.. quindi tra sbandamenti più questa sensazione di disorientamento vorrei capire se possono essere la causa del daparox...
La ringrazio in anticipo per la risposta...
da l'eta di 20 anni adesso ho 35 assumo daparox 33.1mg/ml (paroxenia) a goccie, che prendo 10 goccie ogni sera dopo cena... sono arrivato al punto di prendere queste goccie, perchè avevo forte ansia, è disturbo ossessivo... cosa che adesso sto molto meglio grazie a queste goccie... solo che faccio questo post per il fatto che da circa 3 mesi ho sbandamenti h24 che sono sbandamenti soggettivi che peggiorano in determinati casi, tipo per esempio se gioco al pc con mio nipote al gioco delle auto vedere la visuale smuoversi mi causa sbandamenti più forti, oppure la sera quando mi metto a letto, oppure alzo la testa per bere o pulire qualcosa di alto anche in quel caso mi peggiorano... adesso la mia domanda tutto questo può essere che melo causa il daparox che sto assumendo?
Magari si chiede perchè penso che sia il daparox, perchè magari lo assumo da tanti anni quindi il mio corpo non l'ho accetta mi da questi sintomi...
Magari non centra nulla ma essendo che non sono medico chiudo giusto per stare tranquillo che non sia il farmaco... anche perchè mi era successo in passato che avevo sbandamenti h24, circa 2 anni fa mi era duranto anche in quel caso un paio di mesi è dopo mi era passato...
In più una cosa che vorrei dire mi succede che mi sento disorientato come se quello che guardo attorno a me lo vedo diverso una sensazione strana, come se fossi in bolla.. quindi tra sbandamenti più questa sensazione di disorientamento vorrei capire se possono essere la causa del daparox...
La ringrazio in anticipo per la risposta...
Buongiorno, grazie per aver spiegato così bene la tua situazione. Capisco la preoccupazione ed è normale pensare subito al farmaco. Il fatto che tu abbia già avuto episodi simili in passato, poi risolti, fa pensare che potrebbe esserci anche una componente ansiosa o percettiva (molto comune nei disturbi d’ansia).
Queste esperienze, per quanto fastidiose, non sono pericolose.
Detto questo, è importante fare due cose: confrontarti con il tuo medico/psichiatra prima di attribuire tutto al farmaco o pensare di modificarlo e valutare anche un supporto psicologico, perché questi sintomi spesso si mantengono attraverso il circolo ansia → attenzione al corpo → aumento dei sintomi.
Quindi non è detto che sia il farmaco ma senza parlare con lo psichiatra non può neanche escluderlo, è giusto approfondire con uno specialista per escludere cause mediche e inquadrare bene la situazione.
Saluti
Dott.ssa Mara Di Clemente
Queste esperienze, per quanto fastidiose, non sono pericolose.
Detto questo, è importante fare due cose: confrontarti con il tuo medico/psichiatra prima di attribuire tutto al farmaco o pensare di modificarlo e valutare anche un supporto psicologico, perché questi sintomi spesso si mantengono attraverso il circolo ansia → attenzione al corpo → aumento dei sintomi.
Quindi non è detto che sia il farmaco ma senza parlare con lo psichiatra non può neanche escluderlo, è giusto approfondire con uno specialista per escludere cause mediche e inquadrare bene la situazione.
Saluti
Dott.ssa Mara Di Clemente
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Buongiorno, mi dispiace molto per la sua situazione e la ringrazio per aver fatto richiesta di supporto qui.
Trattandosi di un dubbio legato ad un farmaco le suggerisco però di contattare il suo psichiatra, che deduco lei abbia dato l'utilizzo di questa tipologia di farmaci. Qualora non fosse così la invito a cercarne uno anche per regolare l'utilizzo del daparox e per capire se sia ancora necessario dopo 15 anni di utilizzo.
Le auguro di risolvere al più presto questo problema
Trattandosi di un dubbio legato ad un farmaco le suggerisco però di contattare il suo psichiatra, che deduco lei abbia dato l'utilizzo di questa tipologia di farmaci. Qualora non fosse così la invito a cercarne uno anche per regolare l'utilizzo del daparox e per capire se sia ancora necessario dopo 15 anni di utilizzo.
Le auguro di risolvere al più presto questo problema
Gentile utente, mi dispiace molto per la situazione descritta. Per quanto riguarda i farmaci dovrebbe chiedere al medico che le ha prescritto la terapia, le consiglio di associare anche un percorso di supporto psicologico per capire le cause di questi pensieri e trovare strategie utili per migliorare la sua qualità di vita.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Salve, Capisco la preoccupazione. Il Daparox (paroxetina) può dare effetti come capogiri o sensazione di “testa leggera”, ma il fatto che lei lo assuma da molti anni senza problemi rende meno probabile che sia la causa diretta comparsa ora. Non impossibile, ma meno tipico.
I sintomi che descrive – sbandamenti continui, peggioramento con stimoli visivi, sensazione di “bolla” o irrealtà – possono anche essere legati a un riacutizzarsi dell’ansia o a fenomeni come derealizzazione, oppure a una componente vestibolare (equilibrio). Il fatto che in passato siano comparsi e poi passati va in questa direzione.
Il punto importante è non fare da solo modifiche al farmaco. Le consiglio di parlarne con il suo medico o specialista: valuteranno se fare controlli (anche otorino/neurologici) o se rivedere la terapia.
Se vuole, possiamo capire meglio quando peggiorano e come si presentano, così da orientare meglio il quadro.
I sintomi che descrive – sbandamenti continui, peggioramento con stimoli visivi, sensazione di “bolla” o irrealtà – possono anche essere legati a un riacutizzarsi dell’ansia o a fenomeni come derealizzazione, oppure a una componente vestibolare (equilibrio). Il fatto che in passato siano comparsi e poi passati va in questa direzione.
Il punto importante è non fare da solo modifiche al farmaco. Le consiglio di parlarne con il suo medico o specialista: valuteranno se fare controlli (anche otorino/neurologici) o se rivedere la terapia.
Se vuole, possiamo capire meglio quando peggiorano e come si presentano, così da orientare meglio il quadro.
Buongiorno,
capisco la sua preoccupazione, soprattutto perché i sintomi che descrive (sbandamenti, sensazione di instabilità, percezione “ovattata” o come in una bolla) possono risultare molto fastidiosi e anche spaventare.
Provo a chiarire alcuni aspetti importanti.
Il Daparox (paroxetina) è un farmaco della classe degli SSRI, utilizzato proprio per ansia e disturbo ossessivo. In alcuni casi può dare effetti collaterali come capogiri, senso di instabilità o derealizzazione, ma questi compaiono più frequentemente:
all’inizio della terapia
oppure in caso di variazioni di dosaggio
o sospensione/assunzione irregolare
È invece meno tipico che dopo molti anni di assunzione stabile compaiano improvvisamente effetti collaterali nuovi e persistenti, anche se non è del tutto impossibile.
Quello che descrive però richiama anche altri possibili fattori:
Ansia e somatizzazione: gli stati ansiosi possono causare proprio sensazioni di sbandamento, instabilità, derealizzazione (“come se fossi in una bolla”), soprattutto in situazioni visivamente stimolanti (come videogiochi, movimenti rapidi, cambi di prospettiva).
Iperattenzione ai sintomi corporei: quando si inizia a monitorare molto l’equilibrio o le sensazioni interne, queste tendono a intensificarsi.
Cause vestibolari o posturali: alcune condizioni dell’orecchio interno o della cervicale possono dare sintomi simili, spesso accentuati da movimenti della testa o da stimoli visivi.
Il fatto che:
le sia già successo in passato
sia durato alcuni mesi per poi risolversi
fa pensare che potrebbe non essere direttamente legato al farmaco, ma a una combinazione di fattori (ansia + componente fisica).
Inoltre, la sensazione di “vedere tutto strano” è molto compatibile con fenomeni di derealizzazione, che spesso si associano all’ansia, anche quando questa non è percepita come intensa.
In sintesi:
il farmaco potrebbe contribuire, ma non è la causa più probabile da solo dopo così tanti anni;
è importante non modificare o sospendere autonomamente la terapia;
è utile valutare sia un aspetto medico (es. medico di base o otorino/neurologo) sia un aspetto psicologico, soprattutto legato all’ansia.
Il consiglio è quindi di approfondire con uno specialista, che possa valutare nel dettaglio la sua situazione clinica e l’eventuale ruolo del farmaco.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
capisco la sua preoccupazione, soprattutto perché i sintomi che descrive (sbandamenti, sensazione di instabilità, percezione “ovattata” o come in una bolla) possono risultare molto fastidiosi e anche spaventare.
Provo a chiarire alcuni aspetti importanti.
Il Daparox (paroxetina) è un farmaco della classe degli SSRI, utilizzato proprio per ansia e disturbo ossessivo. In alcuni casi può dare effetti collaterali come capogiri, senso di instabilità o derealizzazione, ma questi compaiono più frequentemente:
all’inizio della terapia
oppure in caso di variazioni di dosaggio
o sospensione/assunzione irregolare
È invece meno tipico che dopo molti anni di assunzione stabile compaiano improvvisamente effetti collaterali nuovi e persistenti, anche se non è del tutto impossibile.
Quello che descrive però richiama anche altri possibili fattori:
Ansia e somatizzazione: gli stati ansiosi possono causare proprio sensazioni di sbandamento, instabilità, derealizzazione (“come se fossi in una bolla”), soprattutto in situazioni visivamente stimolanti (come videogiochi, movimenti rapidi, cambi di prospettiva).
Iperattenzione ai sintomi corporei: quando si inizia a monitorare molto l’equilibrio o le sensazioni interne, queste tendono a intensificarsi.
Cause vestibolari o posturali: alcune condizioni dell’orecchio interno o della cervicale possono dare sintomi simili, spesso accentuati da movimenti della testa o da stimoli visivi.
Il fatto che:
le sia già successo in passato
sia durato alcuni mesi per poi risolversi
fa pensare che potrebbe non essere direttamente legato al farmaco, ma a una combinazione di fattori (ansia + componente fisica).
Inoltre, la sensazione di “vedere tutto strano” è molto compatibile con fenomeni di derealizzazione, che spesso si associano all’ansia, anche quando questa non è percepita come intensa.
In sintesi:
il farmaco potrebbe contribuire, ma non è la causa più probabile da solo dopo così tanti anni;
è importante non modificare o sospendere autonomamente la terapia;
è utile valutare sia un aspetto medico (es. medico di base o otorino/neurologo) sia un aspetto psicologico, soprattutto legato all’ansia.
Il consiglio è quindi di approfondire con uno specialista, che possa valutare nel dettaglio la sua situazione clinica e l’eventuale ruolo del farmaco.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi allo psichiatra che la segue, per una rivalutazione della terapia. Cordiali saluti.
Buongiorno, grazie per aver descritto in modo così preciso quello che sta vivendo. Si percepisce quanto questi sintomi siano fastidiosi e destabilizzanti, soprattutto perché arrivano dopo un periodo in cui, grazie alla terapia che sta seguendo da anni, aveva trovato un buon equilibrio rispetto all’ansia e ai pensieri ossessivi. Quando compaiono sensazioni nuove o difficili da spiegare, è naturale che la mente cerchi una causa e che inizi a interrogarsi, come sta facendo lei, anche rispetto a ciò che assume da tempo. Le sensazioni che descrive, come gli sbandamenti, il peggioramento in alcune situazioni visive o nei cambi di posizione, e quella percezione di “essere in una bolla” o di sentirsi disorientato, sono esperienze che molte persone riportano in periodi di forte attivazione ansiosa. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, queste manifestazioni possono essere comprese come una combinazione tra una maggiore sensibilità del sistema di equilibrio e un’attenzione molto focalizzata sulle sensazioni corporee e percettive. Quando l’ansia si attiva, il corpo entra in uno stato di allerta e anche il sistema che regola l’equilibrio può diventare più instabile o più facilmente perturbabile. Allo stesso tempo, la mente tende a monitorare con grande attenzione ciò che accade nel corpo. Questo doppio meccanismo può far sì che sensazioni come leggere instabilità, variazioni visive o momenti di disorientamento vengano percepite in modo amplificato e continuo, fino a dare la sensazione di essere presenti tutto il giorno. Il fatto che lei noti un peggioramento in situazioni specifiche, come i movimenti visivi rapidi o certi cambi di posizione, è coerente con questo tipo di funzionamento. Anche la sensazione di realtà alterata, come se fosse “in una bolla”, è qualcosa che spesso emerge quando il livello di stress e attenzione interna è elevato. Può spaventare molto, ma non è pericolosa in sé, anche se viene vissuta come tale. Rispetto al dubbio che tutto questo possa dipendere dal farmaco, è comprensibile che la sua mente cerchi una spiegazione in quella direzione, soprattutto perché lo assume da molto tempo. Allo stesso tempo, il fatto che episodi simili le siano già capitati in passato e poi siano rientrati può far pensare che ci sia un andamento legato più a fasi di maggiore attivazione interna che non a una causa unica e stabile. Spesso, quando non si trova una spiegazione certa, la mente tende a restare agganciata al dubbio, e questo mantiene attiva la preoccupazione. Un aspetto centrale, infatti, non è solo il sintomo in sé, ma il modo in cui viene interpretato. Più si cerca di capire con urgenza cosa lo stia causando, più si mantiene alta l’attenzione e l’allarme, e questo può contribuire a far persistere le sensazioni. È un circolo che può diventare molto faticoso, perché sembra che la soluzione sia “trovare la causa”, ma nel frattempo il corpo resta in uno stato di tensione. In un percorso di supporto psicologico si lavora proprio su questo tipo di dinamiche, aiutando la persona a comprendere come si attiva questo circolo tra sensazioni, pensieri e attenzione, e a sviluppare modalità diverse di risposta che permettano gradualmente al sistema di calmarsi. Non si tratta di ignorare i sintomi, ma di imparare a leggerli in modo meno minaccioso e a ridurre quel monitoraggio continuo che spesso li amplifica. Il fatto che lei stia osservando con attenzione ciò che le accade e stia cercando di comprenderlo è già un passo importante. Avere uno spazio in cui poter esplorare questi vissuti con maggiore chiarezza può aiutarla a ridurre il senso di smarrimento e a ritrovare una maggiore stabilità, senza rimanere intrappolato nel dubbio continuo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, sarebbe opportuno rivolgesse tali quesiti al suo medico curante, che potrà soddisfare la sua domanda circa le cause organiche dei suoi sintomi. Riguardo un eventuale supporto psicologico, rimango a disposizione qualora desiderasse svolgere una consulenza online o essere ricevuto in studio. Cordialmente MDL
salve, si il farmaco può dare questi sintomi
Buongiorno,
capisco il bisogno di dare un senso a quello che stai vivendo, anche perché quando compaiono sensazioni così continue e “strane” è facile preoccuparsi.
Quello che descrivi può avere diverse possibili spiegazioni, e non è detto che ci sia un’unica causa. A volte il corpo e il sistema nervoso attraversano periodi in cui diventano più sensibili, e questo può dare proprio sensazioni di sbandamento o di disorientamento, anche se nel complesso si sta “meglio” rispetto al passato.
Il dubbio sul farmaco è comprensibile, ma non è così automatico collegare sintomi nuovi a una terapia che stai assumendo da tempo senza variazioni. Questo non significa escluderlo, ma semplicemente che va valutato con calma insieme a un medico, senza trarre conclusioni da soli.
Il fatto che ti sia già successo in passato e poi sia passato è un elemento rassicurante: spesso questi stati, per quanto fastidiosi, sono transitori.
Il consiglio è di non tenerti il dubbio, ma confrontarti con chi ti segue, così da avere un inquadramento più chiaro e sentirti più tranquillo.
Intanto prova a osservare senza allarmarti troppo quello che succede: il corpo a volte manda segnali che non sono pericolosi, ma solo da ascoltare con un po’ di attenzione. E' importante ricavarsi uno spazio per parlare con un professionista. Un caro saluto
capisco il bisogno di dare un senso a quello che stai vivendo, anche perché quando compaiono sensazioni così continue e “strane” è facile preoccuparsi.
Quello che descrivi può avere diverse possibili spiegazioni, e non è detto che ci sia un’unica causa. A volte il corpo e il sistema nervoso attraversano periodi in cui diventano più sensibili, e questo può dare proprio sensazioni di sbandamento o di disorientamento, anche se nel complesso si sta “meglio” rispetto al passato.
Il dubbio sul farmaco è comprensibile, ma non è così automatico collegare sintomi nuovi a una terapia che stai assumendo da tempo senza variazioni. Questo non significa escluderlo, ma semplicemente che va valutato con calma insieme a un medico, senza trarre conclusioni da soli.
Il fatto che ti sia già successo in passato e poi sia passato è un elemento rassicurante: spesso questi stati, per quanto fastidiosi, sono transitori.
Il consiglio è di non tenerti il dubbio, ma confrontarti con chi ti segue, così da avere un inquadramento più chiaro e sentirti più tranquillo.
Intanto prova a osservare senza allarmarti troppo quello che succede: il corpo a volte manda segnali che non sono pericolosi, ma solo da ascoltare con un po’ di attenzione. E' importante ricavarsi uno spazio per parlare con un professionista. Un caro saluto
Buon giorno. Capisco la sua preoccupazione riguardo i sintomi che ha descritto.
E' importante che chieda tempestivamente il consulto di un medico (preferibilmente lo stesso che l'ha sin ora seguita e che conosce la sua storia clinica) e non ignori sintomi anomali. Inoltre, è importante che non modifichi nulla nell'assunzione o dosaggio del farmaco, se non indicato dal suo medico; la stessa attenzione, poi, deve porre nel caso di assunzione di altri farmaci che potrebbero interferire con il Daparox: anche in questo caso, consulti sempre il suo medico prima dell'assunzione di qualsiasi altro farmaco.
Cordialmente,
Dott.ssa AM Beavers
E' importante che chieda tempestivamente il consulto di un medico (preferibilmente lo stesso che l'ha sin ora seguita e che conosce la sua storia clinica) e non ignori sintomi anomali. Inoltre, è importante che non modifichi nulla nell'assunzione o dosaggio del farmaco, se non indicato dal suo medico; la stessa attenzione, poi, deve porre nel caso di assunzione di altri farmaci che potrebbero interferire con il Daparox: anche in questo caso, consulti sempre il suo medico prima dell'assunzione di qualsiasi altro farmaco.
Cordialmente,
Dott.ssa AM Beavers
Le consiglierei di chiedere a chi le ha prescritto il farmaco
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