Buongiorno dott. da l'eta di 20 anni adesso ho 35 assumo daparox 33.1mg/ml (paroxenia) a goccie, ch
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Buongiorno dott.
da l'eta di 20 anni adesso ho 35 assumo daparox 33.1mg/ml (paroxenia) a goccie, che prendo 10 goccie ogni sera dopo cena... sono arrivato al punto di prendere queste goccie, perchè avevo forte ansia, è disturbo ossessivo... cosa che adesso sto molto meglio grazie a queste goccie... solo che faccio questo post per il fatto che da circa 3 mesi ho sbandamenti h24 che sono sbandamenti soggettivi che peggiorano in determinati casi, tipo per esempio se gioco al pc con mio nipote al gioco delle auto vedere la visuale smuoversi mi causa sbandamenti più forti, oppure la sera quando mi metto a letto, oppure alzo la testa per bere o pulire qualcosa di alto anche in quel caso mi peggiorano... adesso la mia domanda tutto questo può essere che melo causa il daparox che sto assumendo?
Magari si chiede perchè penso che sia il daparox, perchè magari lo assumo da tanti anni quindi il mio corpo non l'ho accetta mi da questi sintomi...
Magari non centra nulla ma essendo che non sono medico chiudo giusto per stare tranquillo che non sia il farmaco... anche perchè mi era successo in passato che avevo sbandamenti h24, circa 2 anni fa mi era duranto anche in quel caso un paio di mesi è dopo mi era passato...
In più una cosa che vorrei dire mi succede che mi sento disorientato come se quello che guardo attorno a me lo vedo diverso una sensazione strana, come se fossi in bolla.. quindi tra sbandamenti più questa sensazione di disorientamento vorrei capire se possono essere la causa del daparox...
La ringrazio in anticipo per la risposta...
da l'eta di 20 anni adesso ho 35 assumo daparox 33.1mg/ml (paroxenia) a goccie, che prendo 10 goccie ogni sera dopo cena... sono arrivato al punto di prendere queste goccie, perchè avevo forte ansia, è disturbo ossessivo... cosa che adesso sto molto meglio grazie a queste goccie... solo che faccio questo post per il fatto che da circa 3 mesi ho sbandamenti h24 che sono sbandamenti soggettivi che peggiorano in determinati casi, tipo per esempio se gioco al pc con mio nipote al gioco delle auto vedere la visuale smuoversi mi causa sbandamenti più forti, oppure la sera quando mi metto a letto, oppure alzo la testa per bere o pulire qualcosa di alto anche in quel caso mi peggiorano... adesso la mia domanda tutto questo può essere che melo causa il daparox che sto assumendo?
Magari si chiede perchè penso che sia il daparox, perchè magari lo assumo da tanti anni quindi il mio corpo non l'ho accetta mi da questi sintomi...
Magari non centra nulla ma essendo che non sono medico chiudo giusto per stare tranquillo che non sia il farmaco... anche perchè mi era successo in passato che avevo sbandamenti h24, circa 2 anni fa mi era duranto anche in quel caso un paio di mesi è dopo mi era passato...
In più una cosa che vorrei dire mi succede che mi sento disorientato come se quello che guardo attorno a me lo vedo diverso una sensazione strana, come se fossi in bolla.. quindi tra sbandamenti più questa sensazione di disorientamento vorrei capire se possono essere la causa del daparox...
La ringrazio in anticipo per la risposta...
Buongiorno, grazie per aver spiegato così bene la tua situazione. Capisco la preoccupazione ed è normale pensare subito al farmaco. Il fatto che tu abbia già avuto episodi simili in passato, poi risolti, fa pensare che potrebbe esserci anche una componente ansiosa o percettiva (molto comune nei disturbi d’ansia).
Queste esperienze, per quanto fastidiose, non sono pericolose.
Detto questo, è importante fare due cose: confrontarti con il tuo medico/psichiatra prima di attribuire tutto al farmaco o pensare di modificarlo e valutare anche un supporto psicologico, perché questi sintomi spesso si mantengono attraverso il circolo ansia → attenzione al corpo → aumento dei sintomi.
Quindi non è detto che sia il farmaco ma senza parlare con lo psichiatra non può neanche escluderlo, è giusto approfondire con uno specialista per escludere cause mediche e inquadrare bene la situazione.
Saluti
Dott.ssa Mara Di Clemente
Queste esperienze, per quanto fastidiose, non sono pericolose.
Detto questo, è importante fare due cose: confrontarti con il tuo medico/psichiatra prima di attribuire tutto al farmaco o pensare di modificarlo e valutare anche un supporto psicologico, perché questi sintomi spesso si mantengono attraverso il circolo ansia → attenzione al corpo → aumento dei sintomi.
Quindi non è detto che sia il farmaco ma senza parlare con lo psichiatra non può neanche escluderlo, è giusto approfondire con uno specialista per escludere cause mediche e inquadrare bene la situazione.
Saluti
Dott.ssa Mara Di Clemente
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Buongiorno, mi dispiace molto per la sua situazione e la ringrazio per aver fatto richiesta di supporto qui.
Trattandosi di un dubbio legato ad un farmaco le suggerisco però di contattare il suo psichiatra, che deduco lei abbia dato l'utilizzo di questa tipologia di farmaci. Qualora non fosse così la invito a cercarne uno anche per regolare l'utilizzo del daparox e per capire se sia ancora necessario dopo 15 anni di utilizzo.
Le auguro di risolvere al più presto questo problema
Trattandosi di un dubbio legato ad un farmaco le suggerisco però di contattare il suo psichiatra, che deduco lei abbia dato l'utilizzo di questa tipologia di farmaci. Qualora non fosse così la invito a cercarne uno anche per regolare l'utilizzo del daparox e per capire se sia ancora necessario dopo 15 anni di utilizzo.
Le auguro di risolvere al più presto questo problema
Gentile utente, mi dispiace molto per la situazione descritta. Per quanto riguarda i farmaci dovrebbe chiedere al medico che le ha prescritto la terapia, le consiglio di associare anche un percorso di supporto psicologico per capire le cause di questi pensieri e trovare strategie utili per migliorare la sua qualità di vita.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
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Dott. Luca Rochdi
Salve, Capisco la preoccupazione. Il Daparox (paroxetina) può dare effetti come capogiri o sensazione di “testa leggera”, ma il fatto che lei lo assuma da molti anni senza problemi rende meno probabile che sia la causa diretta comparsa ora. Non impossibile, ma meno tipico.
I sintomi che descrive – sbandamenti continui, peggioramento con stimoli visivi, sensazione di “bolla” o irrealtà – possono anche essere legati a un riacutizzarsi dell’ansia o a fenomeni come derealizzazione, oppure a una componente vestibolare (equilibrio). Il fatto che in passato siano comparsi e poi passati va in questa direzione.
Il punto importante è non fare da solo modifiche al farmaco. Le consiglio di parlarne con il suo medico o specialista: valuteranno se fare controlli (anche otorino/neurologici) o se rivedere la terapia.
Se vuole, possiamo capire meglio quando peggiorano e come si presentano, così da orientare meglio il quadro.
I sintomi che descrive – sbandamenti continui, peggioramento con stimoli visivi, sensazione di “bolla” o irrealtà – possono anche essere legati a un riacutizzarsi dell’ansia o a fenomeni come derealizzazione, oppure a una componente vestibolare (equilibrio). Il fatto che in passato siano comparsi e poi passati va in questa direzione.
Il punto importante è non fare da solo modifiche al farmaco. Le consiglio di parlarne con il suo medico o specialista: valuteranno se fare controlli (anche otorino/neurologici) o se rivedere la terapia.
Se vuole, possiamo capire meglio quando peggiorano e come si presentano, così da orientare meglio il quadro.
Buongiorno,
capisco la sua preoccupazione, soprattutto perché i sintomi che descrive (sbandamenti, sensazione di instabilità, percezione “ovattata” o come in una bolla) possono risultare molto fastidiosi e anche spaventare.
Provo a chiarire alcuni aspetti importanti.
Il Daparox (paroxetina) è un farmaco della classe degli SSRI, utilizzato proprio per ansia e disturbo ossessivo. In alcuni casi può dare effetti collaterali come capogiri, senso di instabilità o derealizzazione, ma questi compaiono più frequentemente:
all’inizio della terapia
oppure in caso di variazioni di dosaggio
o sospensione/assunzione irregolare
È invece meno tipico che dopo molti anni di assunzione stabile compaiano improvvisamente effetti collaterali nuovi e persistenti, anche se non è del tutto impossibile.
Quello che descrive però richiama anche altri possibili fattori:
Ansia e somatizzazione: gli stati ansiosi possono causare proprio sensazioni di sbandamento, instabilità, derealizzazione (“come se fossi in una bolla”), soprattutto in situazioni visivamente stimolanti (come videogiochi, movimenti rapidi, cambi di prospettiva).
Iperattenzione ai sintomi corporei: quando si inizia a monitorare molto l’equilibrio o le sensazioni interne, queste tendono a intensificarsi.
Cause vestibolari o posturali: alcune condizioni dell’orecchio interno o della cervicale possono dare sintomi simili, spesso accentuati da movimenti della testa o da stimoli visivi.
Il fatto che:
le sia già successo in passato
sia durato alcuni mesi per poi risolversi
fa pensare che potrebbe non essere direttamente legato al farmaco, ma a una combinazione di fattori (ansia + componente fisica).
Inoltre, la sensazione di “vedere tutto strano” è molto compatibile con fenomeni di derealizzazione, che spesso si associano all’ansia, anche quando questa non è percepita come intensa.
In sintesi:
il farmaco potrebbe contribuire, ma non è la causa più probabile da solo dopo così tanti anni;
è importante non modificare o sospendere autonomamente la terapia;
è utile valutare sia un aspetto medico (es. medico di base o otorino/neurologo) sia un aspetto psicologico, soprattutto legato all’ansia.
Il consiglio è quindi di approfondire con uno specialista, che possa valutare nel dettaglio la sua situazione clinica e l’eventuale ruolo del farmaco.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
capisco la sua preoccupazione, soprattutto perché i sintomi che descrive (sbandamenti, sensazione di instabilità, percezione “ovattata” o come in una bolla) possono risultare molto fastidiosi e anche spaventare.
Provo a chiarire alcuni aspetti importanti.
Il Daparox (paroxetina) è un farmaco della classe degli SSRI, utilizzato proprio per ansia e disturbo ossessivo. In alcuni casi può dare effetti collaterali come capogiri, senso di instabilità o derealizzazione, ma questi compaiono più frequentemente:
all’inizio della terapia
oppure in caso di variazioni di dosaggio
o sospensione/assunzione irregolare
È invece meno tipico che dopo molti anni di assunzione stabile compaiano improvvisamente effetti collaterali nuovi e persistenti, anche se non è del tutto impossibile.
Quello che descrive però richiama anche altri possibili fattori:
Ansia e somatizzazione: gli stati ansiosi possono causare proprio sensazioni di sbandamento, instabilità, derealizzazione (“come se fossi in una bolla”), soprattutto in situazioni visivamente stimolanti (come videogiochi, movimenti rapidi, cambi di prospettiva).
Iperattenzione ai sintomi corporei: quando si inizia a monitorare molto l’equilibrio o le sensazioni interne, queste tendono a intensificarsi.
Cause vestibolari o posturali: alcune condizioni dell’orecchio interno o della cervicale possono dare sintomi simili, spesso accentuati da movimenti della testa o da stimoli visivi.
Il fatto che:
le sia già successo in passato
sia durato alcuni mesi per poi risolversi
fa pensare che potrebbe non essere direttamente legato al farmaco, ma a una combinazione di fattori (ansia + componente fisica).
Inoltre, la sensazione di “vedere tutto strano” è molto compatibile con fenomeni di derealizzazione, che spesso si associano all’ansia, anche quando questa non è percepita come intensa.
In sintesi:
il farmaco potrebbe contribuire, ma non è la causa più probabile da solo dopo così tanti anni;
è importante non modificare o sospendere autonomamente la terapia;
è utile valutare sia un aspetto medico (es. medico di base o otorino/neurologo) sia un aspetto psicologico, soprattutto legato all’ansia.
Il consiglio è quindi di approfondire con uno specialista, che possa valutare nel dettaglio la sua situazione clinica e l’eventuale ruolo del farmaco.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi allo psichiatra che la segue, per una rivalutazione della terapia. Cordiali saluti.
Buongiorno, grazie per aver descritto in modo così preciso quello che sta vivendo. Si percepisce quanto questi sintomi siano fastidiosi e destabilizzanti, soprattutto perché arrivano dopo un periodo in cui, grazie alla terapia che sta seguendo da anni, aveva trovato un buon equilibrio rispetto all’ansia e ai pensieri ossessivi. Quando compaiono sensazioni nuove o difficili da spiegare, è naturale che la mente cerchi una causa e che inizi a interrogarsi, come sta facendo lei, anche rispetto a ciò che assume da tempo. Le sensazioni che descrive, come gli sbandamenti, il peggioramento in alcune situazioni visive o nei cambi di posizione, e quella percezione di “essere in una bolla” o di sentirsi disorientato, sono esperienze che molte persone riportano in periodi di forte attivazione ansiosa. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, queste manifestazioni possono essere comprese come una combinazione tra una maggiore sensibilità del sistema di equilibrio e un’attenzione molto focalizzata sulle sensazioni corporee e percettive. Quando l’ansia si attiva, il corpo entra in uno stato di allerta e anche il sistema che regola l’equilibrio può diventare più instabile o più facilmente perturbabile. Allo stesso tempo, la mente tende a monitorare con grande attenzione ciò che accade nel corpo. Questo doppio meccanismo può far sì che sensazioni come leggere instabilità, variazioni visive o momenti di disorientamento vengano percepite in modo amplificato e continuo, fino a dare la sensazione di essere presenti tutto il giorno. Il fatto che lei noti un peggioramento in situazioni specifiche, come i movimenti visivi rapidi o certi cambi di posizione, è coerente con questo tipo di funzionamento. Anche la sensazione di realtà alterata, come se fosse “in una bolla”, è qualcosa che spesso emerge quando il livello di stress e attenzione interna è elevato. Può spaventare molto, ma non è pericolosa in sé, anche se viene vissuta come tale. Rispetto al dubbio che tutto questo possa dipendere dal farmaco, è comprensibile che la sua mente cerchi una spiegazione in quella direzione, soprattutto perché lo assume da molto tempo. Allo stesso tempo, il fatto che episodi simili le siano già capitati in passato e poi siano rientrati può far pensare che ci sia un andamento legato più a fasi di maggiore attivazione interna che non a una causa unica e stabile. Spesso, quando non si trova una spiegazione certa, la mente tende a restare agganciata al dubbio, e questo mantiene attiva la preoccupazione. Un aspetto centrale, infatti, non è solo il sintomo in sé, ma il modo in cui viene interpretato. Più si cerca di capire con urgenza cosa lo stia causando, più si mantiene alta l’attenzione e l’allarme, e questo può contribuire a far persistere le sensazioni. È un circolo che può diventare molto faticoso, perché sembra che la soluzione sia “trovare la causa”, ma nel frattempo il corpo resta in uno stato di tensione. In un percorso di supporto psicologico si lavora proprio su questo tipo di dinamiche, aiutando la persona a comprendere come si attiva questo circolo tra sensazioni, pensieri e attenzione, e a sviluppare modalità diverse di risposta che permettano gradualmente al sistema di calmarsi. Non si tratta di ignorare i sintomi, ma di imparare a leggerli in modo meno minaccioso e a ridurre quel monitoraggio continuo che spesso li amplifica. Il fatto che lei stia osservando con attenzione ciò che le accade e stia cercando di comprenderlo è già un passo importante. Avere uno spazio in cui poter esplorare questi vissuti con maggiore chiarezza può aiutarla a ridurre il senso di smarrimento e a ritrovare una maggiore stabilità, senza rimanere intrappolato nel dubbio continuo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, sarebbe opportuno rivolgesse tali quesiti al suo medico curante, che potrà soddisfare la sua domanda circa le cause organiche dei suoi sintomi. Riguardo un eventuale supporto psicologico, rimango a disposizione qualora desiderasse svolgere una consulenza online o essere ricevuto in studio. Cordialmente MDL
salve, si il farmaco può dare questi sintomi
Buongiorno,
capisco il bisogno di dare un senso a quello che stai vivendo, anche perché quando compaiono sensazioni così continue e “strane” è facile preoccuparsi.
Quello che descrivi può avere diverse possibili spiegazioni, e non è detto che ci sia un’unica causa. A volte il corpo e il sistema nervoso attraversano periodi in cui diventano più sensibili, e questo può dare proprio sensazioni di sbandamento o di disorientamento, anche se nel complesso si sta “meglio” rispetto al passato.
Il dubbio sul farmaco è comprensibile, ma non è così automatico collegare sintomi nuovi a una terapia che stai assumendo da tempo senza variazioni. Questo non significa escluderlo, ma semplicemente che va valutato con calma insieme a un medico, senza trarre conclusioni da soli.
Il fatto che ti sia già successo in passato e poi sia passato è un elemento rassicurante: spesso questi stati, per quanto fastidiosi, sono transitori.
Il consiglio è di non tenerti il dubbio, ma confrontarti con chi ti segue, così da avere un inquadramento più chiaro e sentirti più tranquillo.
Intanto prova a osservare senza allarmarti troppo quello che succede: il corpo a volte manda segnali che non sono pericolosi, ma solo da ascoltare con un po’ di attenzione. E' importante ricavarsi uno spazio per parlare con un professionista. Un caro saluto
capisco il bisogno di dare un senso a quello che stai vivendo, anche perché quando compaiono sensazioni così continue e “strane” è facile preoccuparsi.
Quello che descrivi può avere diverse possibili spiegazioni, e non è detto che ci sia un’unica causa. A volte il corpo e il sistema nervoso attraversano periodi in cui diventano più sensibili, e questo può dare proprio sensazioni di sbandamento o di disorientamento, anche se nel complesso si sta “meglio” rispetto al passato.
Il dubbio sul farmaco è comprensibile, ma non è così automatico collegare sintomi nuovi a una terapia che stai assumendo da tempo senza variazioni. Questo non significa escluderlo, ma semplicemente che va valutato con calma insieme a un medico, senza trarre conclusioni da soli.
Il fatto che ti sia già successo in passato e poi sia passato è un elemento rassicurante: spesso questi stati, per quanto fastidiosi, sono transitori.
Il consiglio è di non tenerti il dubbio, ma confrontarti con chi ti segue, così da avere un inquadramento più chiaro e sentirti più tranquillo.
Intanto prova a osservare senza allarmarti troppo quello che succede: il corpo a volte manda segnali che non sono pericolosi, ma solo da ascoltare con un po’ di attenzione. E' importante ricavarsi uno spazio per parlare con un professionista. Un caro saluto
Buon giorno. Capisco la sua preoccupazione riguardo i sintomi che ha descritto.
E' importante che chieda tempestivamente il consulto di un medico (preferibilmente lo stesso che l'ha sin ora seguita e che conosce la sua storia clinica) e non ignori sintomi anomali. Inoltre, è importante che non modifichi nulla nell'assunzione o dosaggio del farmaco, se non indicato dal suo medico; la stessa attenzione, poi, deve porre nel caso di assunzione di altri farmaci che potrebbero interferire con il Daparox: anche in questo caso, consulti sempre il suo medico prima dell'assunzione di qualsiasi altro farmaco.
Cordialmente,
Dott.ssa AM Beavers
E' importante che chieda tempestivamente il consulto di un medico (preferibilmente lo stesso che l'ha sin ora seguita e che conosce la sua storia clinica) e non ignori sintomi anomali. Inoltre, è importante che non modifichi nulla nell'assunzione o dosaggio del farmaco, se non indicato dal suo medico; la stessa attenzione, poi, deve porre nel caso di assunzione di altri farmaci che potrebbero interferire con il Daparox: anche in questo caso, consulti sempre il suo medico prima dell'assunzione di qualsiasi altro farmaco.
Cordialmente,
Dott.ssa AM Beavers
Le consiglierei di chiedere a chi le ha prescritto il farmaco
Salve, in questi casi è bene procedere per gradi:
1) farsi visitare dal medico curante e descrivergli la sintomatologia.
2) fare gli accertamenti che le prescriverà per escludere cause di natura organica o sovradosaggi dei farmaci assunti.
3) qualora non dovesse emergere nulla di rilevante, cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta Funzionale (o comunque ad approccio psico-corporeo integrato) che possa aiutarla a gestire l'ansia e rielaborarne le cause e gli effetti.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
1) farsi visitare dal medico curante e descrivergli la sintomatologia.
2) fare gli accertamenti che le prescriverà per escludere cause di natura organica o sovradosaggi dei farmaci assunti.
3) qualora non dovesse emergere nulla di rilevante, cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta Funzionale (o comunque ad approccio psico-corporeo integrato) che possa aiutarla a gestire l'ansia e rielaborarne le cause e gli effetti.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buonasera le consiglierei di rivolgersi al suo medico di base, in quanto tutto ciò che riguarda la terapia farmacologica è di pertinenza medica.
La saluto cordialmente
La saluto cordialmente
Gentile utente,
comprendo la sua preoccupazione: convivere con sbandamenti costanti e quella sensazione di 'essere in una bolla' (che in termini clinici spesso si avvicina alla derealizzazione) è estremamente faticante e destabilizzante.
Tuttavia, come psicologa, devo premettere che ogni valutazione sugli effetti collaterali o sulla tollerabilità di un farmaco assunto da lungo tempo, come il Daparox, deve essere fatta esclusivamente dal suo psichiatra di riferimento. Non è raro che dopo molti anni il dosaggio o la molecola necessitino di una revisione, ma è un percorso che va fatto sotto stretto controllo medico per evitare l'accentuarsi dei sintomi.
Allo stesso tempo, vorrei invitarla a riflettere su un aspetto: i sintomi che descrive (peggioramento con stimoli visivi rapidi, alzando la testa o mettendosi a letto) possono talvolta essere legati a tensioni del sistema vestibolare o a forti contratture della zona cervicale, spesso causate proprio da quello stato di allerta tipico del disturbo ossessivo e dell'ansia che lei già conosce.
Le suggerisco quindi di muoversi su due binari:
Consulto medico: parli con il suo specialista per valutare l'attuale terapia farmacologica e, se lo ritiene opportuno, faccia una visita otorinolaringoiatrica o fisiatrica per escludere cause fisiche legate agli sbandamenti.
Ascolto emotivo: consideri se in questi ultimi tre mesi ci siano stati cambiamenti o carichi di stress che hanno riattivato una risposta difensiva del suo corpo.
La sensazione di 'disorientamento' è spesso il modo in cui la nostra mente cerca di distaccarsi da una tensione troppo alta. Ripristinare un senso di sicurezza interiore è il primo passo per tornare a sentirsi 'fuori dalla bolla'.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Maria Pandolfo
comprendo la sua preoccupazione: convivere con sbandamenti costanti e quella sensazione di 'essere in una bolla' (che in termini clinici spesso si avvicina alla derealizzazione) è estremamente faticante e destabilizzante.
Tuttavia, come psicologa, devo premettere che ogni valutazione sugli effetti collaterali o sulla tollerabilità di un farmaco assunto da lungo tempo, come il Daparox, deve essere fatta esclusivamente dal suo psichiatra di riferimento. Non è raro che dopo molti anni il dosaggio o la molecola necessitino di una revisione, ma è un percorso che va fatto sotto stretto controllo medico per evitare l'accentuarsi dei sintomi.
Allo stesso tempo, vorrei invitarla a riflettere su un aspetto: i sintomi che descrive (peggioramento con stimoli visivi rapidi, alzando la testa o mettendosi a letto) possono talvolta essere legati a tensioni del sistema vestibolare o a forti contratture della zona cervicale, spesso causate proprio da quello stato di allerta tipico del disturbo ossessivo e dell'ansia che lei già conosce.
Le suggerisco quindi di muoversi su due binari:
Consulto medico: parli con il suo specialista per valutare l'attuale terapia farmacologica e, se lo ritiene opportuno, faccia una visita otorinolaringoiatrica o fisiatrica per escludere cause fisiche legate agli sbandamenti.
Ascolto emotivo: consideri se in questi ultimi tre mesi ci siano stati cambiamenti o carichi di stress che hanno riattivato una risposta difensiva del suo corpo.
La sensazione di 'disorientamento' è spesso il modo in cui la nostra mente cerca di distaccarsi da una tensione troppo alta. Ripristinare un senso di sicurezza interiore è il primo passo per tornare a sentirsi 'fuori dalla bolla'.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Maria Pandolfo
Buongiorno, i sintomi che descrive (sbandamenti, sensazione di “bolla”, disorientamento) possono avere diverse cause e non è detto che dipendano solamente dal Daparox, soprattutto considerando che lo assume da molti anni e ha già avuto episodi simili in passato.
Potrebbe trattarsi di una componente ansiosa/somatica o vestibolare, che tende a riattivarsi in alcune condizioni (movimenti, stimoli visivi, cambi di posizione).
Detto questo, non è corretto escludere a priori il farmaco.
Le consiglio è di confrontarsi con il medico curante o lo specialista, senza modificare autonomamente la terapia, per valutare se i sintomi possano essere correlati o se sia opportuno fare ulteriori accertamenti.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Potrebbe trattarsi di una componente ansiosa/somatica o vestibolare, che tende a riattivarsi in alcune condizioni (movimenti, stimoli visivi, cambi di posizione).
Detto questo, non è corretto escludere a priori il farmaco.
Le consiglio è di confrontarsi con il medico curante o lo specialista, senza modificare autonomamente la terapia, per valutare se i sintomi possano essere correlati o se sia opportuno fare ulteriori accertamenti.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Gentilissimo/a,
è effettivamente possibile che il daparox dia degli effetti collaterali. Sarebbe opportuno il contattare il medico che la segue per questo trattamento farmacologico per valutare attentamente il caso e comprendere se è la risposta del suo corpo al farmaco o se i disturbi che manifesta dipendano da altre cause.
è effettivamente possibile che il daparox dia degli effetti collaterali. Sarebbe opportuno il contattare il medico che la segue per questo trattamento farmacologico per valutare attentamente il caso e comprendere se è la risposta del suo corpo al farmaco o se i disturbi che manifesta dipendano da altre cause.
Salve da come descrive il disturbo recente sembra più collegato ad un problema di cervicali infiammate da postura sbagliata magari nella postazione di lavoro. Il fatto che prenda ormai da 15 anni il Daparox con lo stesso dosaggio non implica il sopraggiungere di effetti collaterali anzi il suo corpo lo ha ormai ben metabolizzato.
Buon pomeriggio,
è poco probabile che Daparox (paroxetina) dia nuovi effetti dopo tanti anni.
I sintomi descritti (sbandamento, “bolla”, peggioramento con stimoli visivi) sono più spesso legati ad ansia/ipersensibilità percettiva.
Non sospenda il farmaco da solo: meglio confrontarsi con lo specialista.
Il fatto che in passato sia passato è un segnale positivo.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Janett Aruta
è poco probabile che Daparox (paroxetina) dia nuovi effetti dopo tanti anni.
I sintomi descritti (sbandamento, “bolla”, peggioramento con stimoli visivi) sono più spesso legati ad ansia/ipersensibilità percettiva.
Non sospenda il farmaco da solo: meglio confrontarsi con lo specialista.
Il fatto che in passato sia passato è un segnale positivo.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Janett Aruta
Gentile Utente,
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza in modo così dettagliato.
Comprendo quanto possa essere destabilizzante convivere con questa sensazione di 'sbandamento' e di 'bolla', specialmente quando sembra interferire con momenti di condivisione piacevoli, come il gioco con suo nipote.
Dal punto di vista clinico e sistemico è importante guardare a ciò che ci accade non solo come a un malfunzionamento isolato, ma come a un segnale che il nostro corpo e la nostra mente inviano all'interno di un contesto di vita.
Come psicologa non posso fornire indicazioni sulla posologia o sugli effetti biochimici del Daparox, tuttavia le suggerisco vivamente di fissare un colloquio con il suo psichiatra di riferimento. È l'unica figura che può valutare se si tratti di un effetto collaterale, di una necessità di aggiustamento del dosaggio o se il farmaco non sia affatto la causa.
Oltre al necessario consulto medico per escludere cause organiche o farmacologiche, potrebbe esserle utile esplorare questo 'senso di instabilità' in uno spazio di ascolto psicologico. Comprendere cosa questi sbandamenti stiano cercando di comunicarle rispetto alla sua fase di vita attuale potrebbe aiutarla a uscire da quella 'bolla' di cui parla.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Cecilia Elena Zanchi
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza in modo così dettagliato.
Comprendo quanto possa essere destabilizzante convivere con questa sensazione di 'sbandamento' e di 'bolla', specialmente quando sembra interferire con momenti di condivisione piacevoli, come il gioco con suo nipote.
Dal punto di vista clinico e sistemico è importante guardare a ciò che ci accade non solo come a un malfunzionamento isolato, ma come a un segnale che il nostro corpo e la nostra mente inviano all'interno di un contesto di vita.
Come psicologa non posso fornire indicazioni sulla posologia o sugli effetti biochimici del Daparox, tuttavia le suggerisco vivamente di fissare un colloquio con il suo psichiatra di riferimento. È l'unica figura che può valutare se si tratti di un effetto collaterale, di una necessità di aggiustamento del dosaggio o se il farmaco non sia affatto la causa.
Oltre al necessario consulto medico per escludere cause organiche o farmacologiche, potrebbe esserle utile esplorare questo 'senso di instabilità' in uno spazio di ascolto psicologico. Comprendere cosa questi sbandamenti stiano cercando di comunicarle rispetto alla sua fase di vita attuale potrebbe aiutarla a uscire da quella 'bolla' di cui parla.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Cecilia Elena Zanchi
Gentile paziente che da 15 anno assume Daparox. Come trova scritto nel bugiardino o come le confermerà lo psichiatra che immagino la stia seguendo, il farmaco può provocare gli effetti collaterali di cui parla. Il disorientamento è uno stato di alterazione parziale della coscienza simile a quello della sonnolenza o dell'astenia. Se in questi 15 anni non è stato seguito da nessuno psicologo o psicoterapeuta, le consiglio vivamente di iniziare un percorso. I farmaci, di per sé, non curano le cause ma attutiscono gli effetti. L'ansia è innescata da preoccupazioni e paure che chiedono di essere considerate. Peroccuparsi non è sbagliato di per sé, diventa patologico quando non ci si riesce a occupare di ciò che preoccupa. La mente continua ad anticipare il pericolo senza mai poterlo affrontare. Perdere più o meno la coscienza dà la sensazione di eliminare il problema, smettere di avere paura e diventare incoscienti, ma la vera e propria cura consiste nel farsi responsabili delle proprie ansie, riuscire a farci qualcosa di diversi dal solo ingerire farmaci. Può essere difficile farlo da soli, per questo esistono psicologi e psicoterapeuti. Prenoti pure un appuntamento con me se vuole fare il primo passo in questa direzione. Buona giornata
Buongiorno, capisco la sua preoccupazione. Da qui non è possibile stabilire con certezza se i sintomi dipendano dal Daparox, anche perché capogiri, senso di instabilità e disorientamento possono avere cause diverse e non vanno attribuiti automaticamente al farmaco.
La paroxetina può effettivamente dare effetti come capogiri, instabilità, confusione o visione offuscata. Anche eventuali variazioni irregolari della terapia o sospensioni possono associarsi a sintomi simili. Però il fatto che questi disturbi durino da circa tre mesi, peggiorino con alcuni movimenti della testa o con stimoli visivi e siano già comparsi in passato, rende importante un approfondimento medico, senza dare per scontato che l’unica causa sia il farmaco.
Il consiglio più prudente è parlarne quanto prima con il medico che la segue o con il medico curante, così da valutare insieme sia la terapia sia la necessità di eventuali accertamenti. In questi casi è importante non modificare da solo dosi o sospendere il farmaco bruscamente.
Anche la sensazione che descrive come “in bolla” o di disorientamento merita attenzione. A volte può accompagnarsi a stati d’ansia, ma da una risposta online non sarebbe corretto ricondurla con certezza né al farmaco né solo all’ansia.
Se dovessero comparire anche sintomi come difficoltà a parlare, debolezza o formicolii a un braccio o a una gamba, vista doppia o perdita della vista, forte mal di testa, svenimento o peggioramento marcato dell’equilibrio, è opportuno rivolgersi subito a un medico.
Un caro saluto.
La paroxetina può effettivamente dare effetti come capogiri, instabilità, confusione o visione offuscata. Anche eventuali variazioni irregolari della terapia o sospensioni possono associarsi a sintomi simili. Però il fatto che questi disturbi durino da circa tre mesi, peggiorino con alcuni movimenti della testa o con stimoli visivi e siano già comparsi in passato, rende importante un approfondimento medico, senza dare per scontato che l’unica causa sia il farmaco.
Il consiglio più prudente è parlarne quanto prima con il medico che la segue o con il medico curante, così da valutare insieme sia la terapia sia la necessità di eventuali accertamenti. In questi casi è importante non modificare da solo dosi o sospendere il farmaco bruscamente.
Anche la sensazione che descrive come “in bolla” o di disorientamento merita attenzione. A volte può accompagnarsi a stati d’ansia, ma da una risposta online non sarebbe corretto ricondurla con certezza né al farmaco né solo all’ansia.
Se dovessero comparire anche sintomi come difficoltà a parlare, debolezza o formicolii a un braccio o a una gamba, vista doppia o perdita della vista, forte mal di testa, svenimento o peggioramento marcato dell’equilibrio, è opportuno rivolgersi subito a un medico.
Un caro saluto.
Buongiorno.
Neanche lo psicologo è medico. Le sue domande hanno senso, ma deve cercare risposte da chi conosce i principi attivi dei farmaci e gli effetti collaterali. Meglio se si tratta di uno psichiatra, che appunto è un medico.
Neanche lo psicologo è medico. Le sue domande hanno senso, ma deve cercare risposte da chi conosce i principi attivi dei farmaci e gli effetti collaterali. Meglio se si tratta di uno psichiatra, che appunto è un medico.
Salve, mi dispiace molto per la sofferenza che sta attraversando.
Riguardo qualsiasi dubbio sulla terapia farmacologica e sugli eventuali dosaggi le suggerirei di rivolgersi al suo medico di base o allo specialista che le ha prescritto la terapia.
Inoltre le suggerirei di valutare la possibilità di un colloquio con un collega psicologo/terapeuta per valutare la sua situazione a 360 gradi dato che descrive sintomi come “sentirsi in una bolla, sbandamenti e sensazione di stranezza”
Buone cose, dott.Marziani
Riguardo qualsiasi dubbio sulla terapia farmacologica e sugli eventuali dosaggi le suggerirei di rivolgersi al suo medico di base o allo specialista che le ha prescritto la terapia.
Inoltre le suggerirei di valutare la possibilità di un colloquio con un collega psicologo/terapeuta per valutare la sua situazione a 360 gradi dato che descrive sintomi come “sentirsi in una bolla, sbandamenti e sensazione di stranezza”
Buone cose, dott.Marziani
Gentile Utente, buongiorno.
Comprendo quanto possa essere disorientante e faticoso convivere con questa sensazione di instabilità, specialmente quando sembra limitare la sua quotidianità.
Come psicologo, il mio approccio è quello di osservare la persona nella sua interezza; è importante che lei sappia che non sono abilitato a fornire pareri farmacologici, che competono esclusivamente al suo medico curante. Le sensazioni che descrive – come lo sbandamento e il senso di disorientamento – sono vissuti complessi che possono dipendere da molteplici fattori.
È molto corretto da parte sua cercare chiarezza per stare tranquillo: la invito a sottoporre queste osservazioni precise al suo psichiatra, includendo gli esempi pratici (come la reazione durante il gioco al PC o i movimenti del capo). Solo loro, conoscendo la sua storia clinica, possono valutare se si tratti di un effetto collaterale o di altre condizioni estranee al farmaco.
Nel frattempo, le suggerisco di monitorare questi episodi con un diario per offrire al medico un quadro nitido. Se desidera esplorare il vissuto emotivo e l'ansia legata a queste sensazioni, possiamo valutare insieme un percorso di sostegno, nel rispetto del suo benessere e della sua autonomia.
Rimango a disposizione e le auguro un sereno proseguimento di giornata.
Comprendo quanto possa essere disorientante e faticoso convivere con questa sensazione di instabilità, specialmente quando sembra limitare la sua quotidianità.
Come psicologo, il mio approccio è quello di osservare la persona nella sua interezza; è importante che lei sappia che non sono abilitato a fornire pareri farmacologici, che competono esclusivamente al suo medico curante. Le sensazioni che descrive – come lo sbandamento e il senso di disorientamento – sono vissuti complessi che possono dipendere da molteplici fattori.
È molto corretto da parte sua cercare chiarezza per stare tranquillo: la invito a sottoporre queste osservazioni precise al suo psichiatra, includendo gli esempi pratici (come la reazione durante il gioco al PC o i movimenti del capo). Solo loro, conoscendo la sua storia clinica, possono valutare se si tratti di un effetto collaterale o di altre condizioni estranee al farmaco.
Nel frattempo, le suggerisco di monitorare questi episodi con un diario per offrire al medico un quadro nitido. Se desidera esplorare il vissuto emotivo e l'ansia legata a queste sensazioni, possiamo valutare insieme un percorso di sostegno, nel rispetto del suo benessere e della sua autonomia.
Rimango a disposizione e le auguro un sereno proseguimento di giornata.
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