Buonasera, ho 27 anni non c'è la faccio più mi sento molto arrabbiato e frustrato, ho 27 anni non ho

28 risposte
Buonasera, ho 27 anni non c'è la faccio più mi sento molto arrabbiato e frustrato, ho 27 anni non ho mai avuto una ragazza e sono vergine, mi sento inferiore rispetto agli altri e il senso di ritardo e inadeguatezza mi mette ansia, avendo un attività e non potendo assumere personale, sono imprigionato 13 ore al giorno e mezza giornata la domenica, innanzitutto voglio togliere l'attività e trovarmi un lavoro anche per pochi soldi però con orari normali e più libertà, sono in ritardo di una vita, non è questione che ognuno ha i suoi tempi la verità è che continuo così fino a 30,35,40 ecc se non faccio qualcosa, piuttosto che vivere questa umiliazione preferisco farla finita, è sempre più tardi e l' ansia mi uccide e mi sento di soffocare quando mi sveglio, se c'è una minima possibilità di fare qualcosa, cosa posso fare? Chiedo gentilmente un consiglio sincero tanto più frustrato di così non posso essere
Dott.ssa Barbara Calcaprina
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Pisa
Buonasera! Mi dispiace sentire che stai attraversando un momento così difficile. Prima di tutto, voglio dirti che ciò che provi non è da sottovalutare e che il fatto che tu abbia il coraggio di esprimere i tuoi sentimenti è già un passo importante.
Sembra che tu stia vivendo una combinazione di stress, insoddisfazione e un forte senso di frustrazione legato sia alla tua vita professionale che a quella personale. Questa sensazione di "ritardo" che provi è comune in molte persone, soprattutto quando c'è una forte pressione sociale riguardo a certi traguardi che sentiamo di dover raggiungere, come una relazione sentimentale o un lavoro che ci permetta di sentirci realizzati.
Ciò che noto dal tuo messaggio è l'intensità del senso di inadeguatezza e la frustrazione, che sembrano aggravarsi a causa di orari di lavoro che ti tengono intrappolato, limitando la tua possibilità di dedicarti a te stesso e alla tua vita sociale. Questo tipo di ansia può sembrare paralizzante, ma è possibile fare piccoli passi per cominciare a sentirsi più liberi.
Puoi provare a prenderti cura di te stesso:
parlando con un professionista, per darti l'opportunità di esplorare più a fondo questi sentimenti di frustrazione e ansia. Il supporto psicologico potrebbe aiutarti a comprendere meglio le tue emozioni e a trovare strategie pratiche per affrontarle;

effettuando piccoli cambiamenti nella tua routine: Anche se il tuo lavoro attuale ti limita molto, prova a riflettere su come potresti apportare modifiche alla tua vita quotidiana che ti permettano di respirare un po’ di più. Ad esempio, anche se non puoi cambiare l'orario immediatamente, potresti cercare di creare momenti di pausa più significativi durante la giornata per dedicarti a te stesso, fare attività che ti piacciono o fare esercizio fisico;

comprendendo che i tuoi tempi sono validi, ricorda che ognuno ha il proprio percorso. Nessuna tempistica predefinita determina il valore di una persona. Potresti avere delle difficoltà in questo momento, ma ciò non significa che tu non possa creare opportunità per te stesso. A volte il "ritardo" che percepiamo è solo una visione limitata della realtà e la percezione che abbiamo di noi stessi può cambiare nel tempo.

Spero che tu possa trovare il coraggio di fare un piccolo passo oggi verso un cambiamento che ti faccia sentire più sereno.
A presto!

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Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, posso solo immaginare l'enorme sofferenza che sente. Sofferenza e dolore parlabile in queste poche righe. Sentirtisi indietro e fuori tempo se ci si paragona al mondo esterno e ci sembra di non entrare in quelle regole scelte, da non si sa bene chi e quando, credo possa essere normale. Tuttavia tarare il proprio tempo su un tempo degli altri, rischia di essere controproducente. Oggi lei vorrebbe cambiare le cose, ma potrà farlo partendo da sé e non dal fuori. Provi a mettersi al centro, a capire cosa è davvero importante, quale sia la sua velocità nella vita. Ognuno core la sua gara. Ogni pista è diversa, confrontare le piste non è giusto verso sé stesso. Un percorso di psicoterapia potrebbe essere utile per lei. Cordialmente, rimango a disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buonasera, comprendo il suo vissuto di frustrazione e di rabbia e capisco come questa situazione possa apparirle a volte intollerabile. Il poco tempo a disposizione per sé, inoltre, sembrerebbe appesantire il suo vissuto di "essere in ritardo". La frustrazione e la rabbia possono essere emozioni difficili da gestire ma sono anche il principale "carburante" del cambiamento. Le consiglio di iniziare un percorso con uno psicologo per affrontare questa situazione. In bocca al lupo, un caro saluto.
Dott. Marco Squarcini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissimo, sono molto dispiaciuto per la disperazione e la frustrazione che percepisco dal suo racconto. Il suo primo passo è stato, intanto, scrivere questo messaggio, mettendo bianco su nero le difficoltà che affronti ogni giorno. Credo possa esserti molto utile, in questo momento iniziare un percorso psicologico, consultare un clinico con il quale fermarsi, riflettere, elaborare tutto quello che è successo e poter trovare delle alternative che le permettano di avvicinarsi a vivere la vita che desidera. Si tratta senza dubbio di un periodo di vita estremamente doloroso dove chiedere aiuto è potenzialmente una strada da seguire. Non abbia timore, un caro saluto Dott. Marco Squarcini
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, mi colpisce molto la sofferenza che emerge dalle sue parole. La sensazione di frustrazione, ansia e inadeguatezza che descrive è reale e comprensibile, ed è importante che lei l’abbia espressa con tanta chiarezza. Questo è già un passo significativo, perché spesso riconoscere e condividere ciò che proviamo è uno dei primi passi per affrontarlo. Il senso di essere "in ritardo" rispetto agli altri è qualcosa che molte persone provano, soprattutto in una società che spesso impone aspettative rigide su cosa “dovremmo” aver raggiunto entro una certa età. Tuttavia, questo senso di confronto può diventare una trappola, una lente distorta attraverso cui si guarda la propria vita e i propri progressi. Quello che sta vivendo non è una condizione definitiva, ma un momento difficile che può essere affrontato con i giusti strumenti e un percorso di cambiamento. La sua idea di modificare la situazione lavorativa è un punto di partenza molto importante. Il lavoro attuale sembra essere una fonte di grande pressione, non solo per le ore che richiede, ma anche perché le lascia poco spazio per la sua vita personale. Avere orari più regolari e del tempo per sé potrebbe aiutarla a dedicarsi a quegli aspetti della sua vita che sente di aver trascurato, come le relazioni sociali e affettive. Questo cambiamento non è banale e potrebbe richiedere tempo e pianificazione, ma è una direzione che sembra essere molto chiara nella sua mente. Il fatto che lei desideri agire e fare qualcosa per migliorare la sua situazione è un segnale di grande forza e determinazione, anche se in questo momento si sente bloccato. Per quanto riguarda il senso di inferiorità e l’ansia legati alla mancanza di esperienze affettive e sessuali, è importante ricordare che non c’è una “scadenza” per vivere queste esperienze. Ognuno ha il proprio percorso, e ciò che conta non è l’età in cui si fanno certe esperienze, ma la qualità e il significato che hanno per noi. È comprensibile che la mancanza di queste esperienze possa farla sentire isolato o diverso dagli altri, ma non definisce il suo valore come persona. Al contrario, ciò che sta provando potrebbe essere affrontato lavorando sulla percezione di sé, cercando di ridurre quei pensieri di confronto e giudizio che alimentano la sua ansia e la sua frustrazione. Un aspetto su cui sarebbe utile concentrarsi è il ciclo di pensieri che amplifica la sua sofferenza. Ad esempio, il pensiero “piuttosto che vivere questa umiliazione preferisco farla finita” è comprensibile nel contesto della sua sofferenza, ma riflette una prospettiva che può essere modificata. La sofferenza che sente ora è reale, ma non è permanente: esistono modi per affrontarla e ridurla, passo dopo passo, lavorando sia sui suoi pensieri che sulle sue azioni. La terapia cognitivo-comportamentale può aiutarla a riconoscere questi pensieri, a valutarne l’accuratezza e a sostituirli con pensieri più funzionali, mentre contemporaneamente lavora su comportamenti concreti che le permettano di sentirsi meglio. Un piccolo passo che potrebbe considerare è trovare un modo per inserire nella sua routine, anche se limitata, un’attività che le dia piacere o sollievo, anche se inizialmente può sembrare difficile. Può essere qualcosa di semplice, come dedicarsi a un hobby, fare esercizio fisico, o semplicemente prendere del tempo per sé. Inoltre, se sente che l’ansia e il senso di soffocamento stanno diventando ingestibili, le consiglio vivamente di cercare il supporto di un professionista. Parlare con uno psicologo o uno psicoterapeuta potrebbe aiutarla a esplorare questi sentimenti in modo più approfondito e a trovare strategie per gestirli. Infine, mi permetta di sottolineare che il fatto di voler fare un cambiamento, di chiedere aiuto e di condividere la sua sofferenza, è un segno di grande coraggio. Lei non è solo in questo percorso, e ci sono persone che possono e vogliono aiutarla. C’è ancora tanto che può fare e tanto che può scoprire di sé e della vita, e io sono convinto che, con il giusto supporto e i giusti passi, possa uscire da questa situazione con una nuova prospettiva. Le auguro di trovare il sollievo e il cambiamento che merita, e se avesse bisogno di ulteriore supporto o di altri chiarimenti, non esiti a chiedere. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissimo, grazie per la profonda condivisione innanzitutto. Capisco la situazione che descrive, e comprendo soprattutto la frustrazione che deriva dal suo sentirsi diverso ed indietro rispetto ai coetanei o a quello che la società impone come ideali. Credo che intraprendere dei colloqui di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e comprendere a fondo le motivazioni sottostanti la sua fatica relazionale, nell'approccio con altre persone, nonchè individuare delle strategie efficaci con il suo professionista. Resto a disposizione!
AV
Dott. Nunzio Spina
Psicologo, Psicologo clinico
Amantea
Gentile utente, grazie per la condivisione, mi dispiace molto sapere che tu stia attraversando un momento così difficile. La società al giorno d'oggi ci da delle pressioni sociali di una certa importanza e ci fa sentire inadeguati ed inferiori, amplificando il desiderio di bisogni primari. Innanzitutto un terapeuta o uno psicologo possono aiutarti a gestire l'ansia e i sentimenti di inadeguatezza e a sviluppare strategie per affrontare il cambiamento e migliorare la tua qualità di vita. Inoltre se senti che la tua attività in questo momento ti sta imprigionando, potrebbe essere utile esplorare altre opportunità di lavoro che ti offrano un migliore equilibrio tra vita lavorativa e vita personale, anche se inizialmente potrebbe significare guadagnare meno, la tua salute mentale e il tuo benessere sono prioritari. Cerca il supporto di persone di tua fiducia, in modo da condividere i tuoi sentimenti al fine di alleviare parte del peso che stai portando addosso. Prenditi cura di te stesso, cerca di dedicare del tempo a te stesso, anche se è solo per pochi minuti al giorno, ad esempio l'esercizio fisico, o semplicemente fare una passeggiata possono aiutarti. Per ultimo e non ultimo, prova a non confrontarti con gli altri poiché ognuno ha il proprio percorso e le proprie tempistiche, ti garantisco che non sei in ritardo, stai semplicemente seguendo il tuo percorso unico. Se mai ti sentissi sopraffatto, non esitare a cercarmi rimango a disposizione sulla piattaforma Miodottore: Dott. Nunzio Spina | instagram: nunzio.spina_psy, ricorda la tua vita è preziosa e ci sono persone pronte ad aiutarti a superare questo momento difficile.




Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,

Mi dispiace molto per la sofferenza che stai attraversando e ti ringrazio per aver trovato il coraggio di condividere ciò che provi. Le emozioni che descrivi – frustrazione, ansia, senso di inadeguatezza e soffocamento – possono essere molto difficili da affrontare da soli, ma è importante sapere che non sei solo e che ci sono possibilità concrete per iniziare un percorso di cambiamento.

La prima cosa da considerare è che il tuo malessere potrebbe essere in parte alimentato dal contesto lavorativo che vivi, che sembra occupare gran parte delle tue energie e del tuo tempo. Cercare una soluzione più sostenibile, come trovare un lavoro con orari meno gravosi, potrebbe darti lo spazio necessario per prenderti cura di te stesso e riflettere su cosa desideri veramente nella tua vita. Questo potrebbe rappresentare un primo passo importante verso il miglioramento del tuo benessere.

Inoltre, i pensieri legati all'inadeguatezza e al confronto con gli altri sono estremamente comuni, ma possono diventare molto pesanti quando non vengono affrontati. Ti invito a considerare l'idea che la tua situazione, pur essendo dolorosa, non è definitiva: c'è sempre una possibilità di costruire una vita diversa, passo dopo passo, con il giusto supporto.

Sarebbe utile e consigliato approfondire questi temi con l'aiuto di uno specialista, come uno psicologo o psicoterapeuta, che potrà guidarti nella comprensione delle tue emozioni e nell'elaborazione di strategie per affrontare le difficoltà che stai vivendo. Un percorso di supporto potrebbe aiutarti a riscoprire risorse personali e nuove prospettive, offrendoti l'opportunità di costruire una vita più serena e appagante.

Rivolgersi a uno specialista non è segno di debolezza, ma una scelta coraggiosa e responsabile per il proprio benessere.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Anna Marcella Pisani
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
io credo che nella sua domanda sia già contenuta in parte l'incipit della soluzione: ossia cambiare lavoro e di conseguenza stile di vita per riappropriarsi della sua esistenza.
Per fare ciò, credo abbia bisogno di un supporto psicologico che lo aiuti ad uscire da questa situazione.
Richieda aiuto al più presto e vedrà che potrà migliorare le cose.
Le auguro il meglio
Dr. Andrea Luca Bossi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Arese
Buonasera, le assicuro che lei sta sovradimensionando una questione che, in realtà, è meno infrequente e grave di quanto immagina. Tuttavia è giusto non sottovalutare la sua preoccupazione. L'educazione sentimentale e l'esplorazione del mondo dovrebbero cominciare sotto un iniziale ombrello di rassicurazioni, e poi iniziare ad esplorare i mari dell'esperienza con un principio guida tanto semplice quanto efficace ed incisivo: la gradualità. In buona sostanza, l'esposizione alle esperienze, anche non legate all'arte della seduzione ma comunque straordinariamente capaci di infonderle maggiore sicurezza, e fatta in modo concordato e perché no pianificato, sono uno (e non il solo) dei cammini possibili in cui invogliarla ed incoraggiarla a perseverare e trovare il suo luogo nel mondo. Frettolosità ed insofferenza sono certamente le prime cose da scrollarsi addosso, mentre alimentare curiosità ed apertura alle esperienze che vanno in armonia con i suoi interessi o gusti (e ripeto, non necessariamente di tipo sessuale) sono le prime arti da mettere in gioco, in casi come questi. Certo, il tempo che lei ha a disposizione è effettivamente poco, se riuscisse a trovare un impiego che riesca a darle più tempo ed a mantenere l'autonomia economica le permetterebbe di fare già un enorme passo in avanti. La saluto confermandole che, situazioni come questa, sono assolutamente risolvibili se lei ha realmente intenzione di mettersi in gioco. Buona serata
Dott.ssa Giorgia Spina
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile anonimo, percepisco la rabbia descritta nelle sue righe e immagino che alzarsi ogni giorno con questi pensieri sia complicato e frustrante.
Se sente ansia e ha voglia di cambiare qualcosa all'interno della sua vita può pensare di iniziare un percorso psicologico, prima di tutto per lavorare sul senso di inferiorità e inadeguatezza percepita, che senza dubbio rendono difficile agire e muoversi nel momento presente. Coltivare un'idea di noi come "di valore" può senza dubbio essere importante per lei e incidere sul modo in cui affronta le sue giornate.
Buona serata
Dott.ssa Martina Panzeri
Psicologo, Psicologo clinico
Cusano Milanino
Gentile utente, intanto grazie per aver condiviso uno spaccato della sua realtà che le causa difficoltà. Ci sono tanti elementi che mancano e mi piacerebbe chiederle, ma appare di prioritaria importanza sentirsi e viversi la dimensione di coppia (come mai è così importante e così faticosa per lei?). Ritengo che un supporto psicologico potrebbe esserle utile in questo momento. Resto a disposizione, Dott.ssa Martina Panzeri
Dott. Ruben Amsdem
Psicologo, Psicologo clinico
Cassino
Ciao! Il primo passo lo conosci già. Vuoi cambiare lavoro? Fallo, datti una data e fallo entro quella data. Se è quello che vuoi, se è realmente quello che vuoi, fallo. E poi pensa al resto, un passo alla volta.
Buona serata!
Dott.ssa Priscilla Carli
Psicologo, Psicologo clinico
Guidonia Montecelio
Gentilissimo, dal suo racconto mi arriva molto la sua frustrazione. Senza dubbio il lavorare 13 ore al giorno tutti i giorni come dice non le concede la possibilità di ritagliarsi degli spazi di svago e socializzazione, nei quali avrebbe anche la possibilità di alleggerirsi, divertirsi e conoscere qualcuno. Le consiglio innanzitutto di rivolgersi ad un professionista con il quale possa comprendere meglio la sensazione di inadeguatezza che descrive e la paura di essere in ritardo con i tempi. Le posso assicurare che non ci sono tempi prestabiliti per arrivare ad alcune tappe o fare delle cose, ognuno ha i propri sulla base delle proprie necessità, obiettivi, risorse, stili di vita e percorsi. Tuttavia, il malessere che descrive le sta comunicando qualcosa, dunque è importante analizzare in modo approfondito il suo modo di viversi il tempo e tutto ciò che riguarda la sua sfera relazionale e l'ansia che ne deriva. In concomitanza, le consiglio caldamente di ridurre la mole di lavoro e trovare spazio per le sue passioni, i suoi hobby, la socialità e la cura di sè. Le auguro il meglio, Dott.ssa Carli Priscilla
Ciao , inizio col dirti che mi dispiace molto per la condizione di profondo disagio che stai vivendo ma voglio darti una buona notizia: tutto si può gestire ed anche risolvere totalmente.
Nulla è definitivo, niente è una condanna.
È evidente che lo stress lavorativo, gli orari ed i ritmi serrati non siano sostenibili alla lunga specialmente se ti privano di vivere la tua vita e di ascoltare le tue emozioni.
Ti consiglio vivamente di intraprendere un percorso per vincere questa sensazione di inadeguatezza e rabbia recuperando tanti aspetti della tua vita che magari non hai ancora avuto modo di vivere a pieno.
Iniziando a lavorare su te stesso si troverà una soluzione a tutto
Buone cose , dott.Marziani
Dott.ssa Maria Carla del Vaglio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Buonasera,

la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. È evidente quanto il peso della situazione attuale stia incidendo sul suo benessere, ma è importante riconoscere che il desiderio di cambiamento che manifesta è un segnale significativo di consapevolezza e forza interiore.

Il fatto che abbia già identificato una strada concreta, come lasciare l’attività per cercare un lavoro con orari più gestibili, è un passo importante. Questo potrebbe permetterle di recuperare tempo ed energie per sé stesso, elementi fondamentali per iniziare a costruire una quotidianità più equilibrata e appagante.

Per quanto riguarda il senso di inadeguatezza e il confronto con gli altri, è fondamentale ricordare che non esistono tempistiche universali per esperienze come le relazioni sentimentali. Ogni percorso è unico e le difficoltà che sta affrontando non definiscono il suo valore come persona. Spesso, il primo passo per costruire relazioni è lavorare sul rapporto con sé stessi, accogliendo le proprie emozioni senza giudizio.

I sentimenti di soffocamento e i pensieri negativi che descrive meritano un’attenzione particolare. Sarebbe estremamente utile rivolgersi a un professionista, come uno psicologo o uno psicoterapeuta, per ricevere supporto nell’affrontare queste difficoltà. La terapia può offrirle strumenti concreti per gestire l’ansia e ritrovare un equilibrio, accompagnandola in un percorso di maggiore serenità.

Se dovesse sentirsi sopraffatto, le consiglio di contattare un servizio di supporto immediato, come una linea di ascolto o un centro di emergenza psicologica. Esistono professionisti pronti ad aiutarla in ogni momento.

La sua richiesta di aiuto è già un atto significativo di cura verso sé stesso. Con il giusto supporto, può iniziare un percorso che le consenta di trasformare il senso di frustrazione e inadeguatezza in nuove possibilità per sé. Resto a disposizione per ulteriori riflessioni o suggerimenti.
Rimango a disposizione per ogni ulteriore chiarimento o supporto.
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno.
Sicuramente è possibile valutare, come lei fa, di modificare alcuni aspetti molto pratici della sua vita.
A proposito del sentirsi inferiore, credo che sarebbe meglio approfondire, ma mi sento anche di dirle che i criteri sociali a cui moltissime persone fanno riferimento, perché siamo immersi in un modello che richiede di essere performanti a tutti i costi, sono criteri che non appartengono a priori alla natura umana: l'essere umano è fortunatamente molto più complesso e ricco di questi criteri che ritengono un grave errore non essere performanti.
E' un discorso che non si può fare qui in questa sede, con queste parole. Perciò le propongo un colloquio, anche online.
Dott.ssa Marta Melleri
Psicologo, Psicologo clinico
Crema
Buonasera,

i temi da lei portati sono temi profondi e complessi e pertanto, meriterebbero una consulenza psicologica così poterli affrontare in maniera adeguata. Mi rendo disponibile per la consulenza, se vuole può prendere un appuntamento dal mio profilo.
Grazie.
Buonasera,

mi dispiace per la sua sofferenza. È importante sapere che può migliorare la sua situazione e che non è mai troppo tardi per cambiare.

Le consiglio di:
1. Rivedere il lavoro: Se l’attività la opprime, consideri di chiuderla e cercare un impiego con orari più regolari per avere più tempo per sé.
2. Cercare supporto psicologico: Uno psicologo può aiutarla a gestire ansia e frustrazione e a costruire un piano per il futuro.
3. Coltivare relazioni sociali: Partecipi a corsi o attività per conoscere nuove persone e ampliare il suo cerchio sociale.
4. Affrontare il senso di inadeguatezza: Non è un fallimento essere vergine o non aver avuto relazioni a 27 anni; il cambiamento è sempre possibile.
5. Ritrovare speranza: Se i pensieri negativi persistono, contatti subito un professionista o una linea di supporto.

Il fatto che abbia chiesto aiuto è un primo passo importante. Non è solo, e con il giusto sostegno può iniziare a costruire una vita più serena.
Dott.ssa Laura Cancellara
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, buonasera. Grazie per esserti affidato a qualcuno che intanto può leggere e darle un supporto. Tuttavia per quello che espone forse per lei è limitato, quindi consiglierei un supporto, in questa fase della sua vita, più diretto, come quello di un supporto specialistico di uno psicologo-psicologa che possa aiutarla e sostenerla in questa fase di cambiamento.
Ha ragione a sentire sofferenza ed è comprensibile sentirla visto che lavora molte ore, però se, come sembra di capire, una soluzione può esserci, la invito a poter valutare di cambiare lavoro e di mettere la qualità della sua vita al centro. Forse per lei 27 anni sembrano molti rispetto ad avere una ragazza ma conta tanto anche pensare alla qualità della sua vita e al suo benessere psicologico e fisico. Non si senta inadeguato, ci sarà certamente, ne sono sicura, una motivazione valida a sentire queste sensazioni, sono anche certa che lavorare è stata la scelta migliore che poteva fare a suo tempo.
Forse in questo momento della sua vita, va rimodulata ed equilibrata, in modo che possa sentirsi libero di esplorare anche altre dimensioni e non solo quella lavorativa. Sento parlare di un giovane che ha tanta forza da portare avanti tutto da solo un'attività a tempo pieno, questa stessa forza potrebbe aiutarla a mettersi in gioco anche nella vita privata. Le auguro di trovare la forza e la spinta di mettere al centro anche se stesso e i suoi desideri di confronto.
Spero di esserle stata di aiuto,
Rimango a disposizione, Saluti.
Dott.ssa Laura Cancellara.
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, la rabbia è un buon motore verso il cambiamento ma è necessario incanalarla. Le idee su come modificare la sua vita lavorativa sono un buon punto di partenza. Non so se ha già un progetto in tal senso o se c'è qualcosa che la frena. Il tema delle donne, da ciò che scrive, sembra essere legato alla "prigionia" dei suoi orari di lavoro ma non è detto che non ci siano altri temi come la vergogna di essere vergini a 27 anni. Non credo ci sia un'età per stabilire chi sia in ritardo, ma penso che si è sempre in tempo ad abbracciare il cambiamento. Valuti se ci sono dei limiti emotivi che le impediscono di dare alla vita la forma che desidera. Se così fosse, ricerchi un aiuto professionale. In caso contrario inizi da piccoli passi che la porteranno a grandi svolte.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Salve,

potrebbe pensare di affrontare queste sue difficoltà e le sue angosce attraverso l'aiuto di uno specialista. Intraprendere un percorso psicologico la aiuterebbe a guardare la sua vita da angolazioni differenti, chissà che non trovi trovare la migliore strada per tornare ad esser più sereno avendo cosi una vita sentimentale e sessuale soddisfacente.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Ciao,( ti darei del tu se non ti dispiace).

Capisco che ti senti sopraffatto dalla tua situazione, e posso immaginare quanto possa essere difficile. Quando ci sembra di essere "in ritardo" rispetto agli altri, è facile cadere in un circolo vizioso di frustrazione e ansia, e spesso ci dimentichiamo che ognuno di noi ha il proprio ritmo, anche se può sembrare che gli altri stiano facendo tutto in modo più veloce, "giusto" o normale (come se ci sia una normalità..)
Mi colpisce il tuo sentirti intrappolato, e probabilmente parte di quella sensazione di "ritardo" viene proprio dalla sensazione di non avere la libertà di cambiare. Penso che una prima cosa su cui riflettere possa essere proprio questo: la libertà. La libertà di fare un passo in direzione di quello che desideri, anche se piccolo. Che si tratti di cambiare il tuo lavoro, iniziare una nuova attività o semplicemente trovare qualche momento nella tua giornata per respirare, piccole azioni quotidiane possono davvero fare la differenza.
L’isolamento che senti adesso non è la fine della strada, anche se a volte può sembrare così. Ti invito a non fare tutto da solo, a parlarne con qualcuno che possa ascoltarti, senza giudicare. Io sono qui, se ti va di scrivermi, senza impegno, per condividere anche solo una riflessione, una battuta, o per parlare di quello che stai vivendo. A volte, una conversazione sincera può già essere un piccolo passo fuori dal buio.
Non devi affrontare tutto in una volta sola, ma non lasciarti mai perdere di vista che, ogni giorno che passa, hai una nuova opportunità per agire, anche solo in piccolissimi passi. Le cose cambiano, anche quando sembra che il tempo scivoli via senza risultati evidenti.
Sono convinto che se ti permetti di fare un passo fuori dalla solitudine e dalle tue paure, potresti sorprenderti da quello che riuscirai a fare.

Se vuoi, ci sono e ti ascolto, anche online,

Ti faccio un grosso in bocca al lupo.

G.D.G.
Dott.ssa Laura Messina
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, da ciò che descrive emerge una profonda sofferenza emotiva che merita attenzione e rispetto. I sentimenti di frustrazione, ansia e inadeguatezza che prova sembrano essere radicati sia nelle circostanze attuali della sua vita lavorativa che nella percezione di sé e delle sue esperienze personali. È comprensibile che il peso di queste emozioni la faccia sentire sopraffatto, ma voglio sottolineare che ciò che sta vivendo non è una condizione definitiva e che è possibile intraprendere un percorso di cambiamento.
Il primo passo potrebbe essere concedersi uno spazio per esprimere e comprendere pienamente queste emozioni. Parlare con uno psicologo o uno psicoterapeuta le permetterebbe di esplorare le cause profonde di questo disagio, individuare risorse personali e strategie pratiche per migliorare la sua qualità di vita. Ad esempio, potrebbe trovare utile discutere delle sue priorità, rivedere il rapporto con il lavoro e riflettere su come coltivare relazioni che le diano soddisfazione.
Ciò che sta provando non è una sentenza sul suo valore personale, e non è mai troppo tardi per iniziare a costruire il futuro che desidera. Anche se può sembrare difficile, chiedere aiuto è un atto di grande coraggio e un importante passo verso il cambiamento.
Le consiglio vivamente di contattare uno psicologo o uno psicoterapeuta della sua zona per avviare questo percorso di supporto. Ci sono molti professionisti pronti ad ascoltarla e ad accompagnarla in questo momento complesso. Un caro saluto.
Gentile utente, quello che tu chiami "ritardo" io lo chiamerei un senso di inadeguatezza tuo e soltanto tuo. Chi può dire se qualcun altro, in uno medesimo contesto di vita, parlerebbe di ritardo e, soprattutto, cosa importa? CIò che mi risulta evidente e importante è il malessere che in te genera questa "prigione" (che però non spieghi bene e quindi non so esattamente a che attività ti riferisca) e di come rappresenti per te la colpevole di una serie di assenze rilevanti nella tua storia, oltre che di disagio. Quello che mi arriva dalle tue parole è un senso di libertà privata, da te stesso o da altri non saprei, ma che ti ha tolto il senso di autorialità rispetto alla tua vita. Il mio consiglio è quello avviare anzitutto un percorso di supporto che possa accompagnarti a comprendere quando e come questa prigione è nata e ha costruito pareti così alte, per poi avviare insieme un piano di fuga. Il primo scoglio comunque mi sembra che tu l'abbia superato, ovvero riconoscere che l'unico che ha il potere di cambiare questa sedia scomoda sei tu. Questo non toglie, però, che qualcuno di competente possa aiutarti in questo percorso. Qualora volessi possiamo fissare un primo colloquio online e discuterne insieme. Cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Dott. Paolo Cavallin
Psicologo, Psicologo clinico
Cassola
Gentile utente, questo momento è di grande sofferenza e le tue emozioni sono intense e comprensibili: la frustrazione, l’ansia e il senso di inadeguatezza possono diventare schiaccianti, soprattutto quando senti di non avere via d’uscita. Hai già fatto un primo passo importante, quello di esprimere ciò che provi e riconoscere il desiderio di cambiare. La tua voglia di riorganizzare la tua vita, anche a costo di rinunciare a qualcosa per avere più libertà, è un segnale di forza e lucidità. Non sei in ritardo, ma in un momento di svolta: l’idea di trovare un lavoro con orari più umani è concreta e può offrirti lo spazio necessario per lavorare su te stesso, per riprendere fiato e costruire relazioni. Anche se ora sembra tutto bloccato, un percorso psicologico può aiutarti a gestire la pressione, a rafforzare la tua autostima e a vedere nuove possibilità. Sei qui e stai cercando aiuto e questo può essere l'inizio di un cambiamento.
Buona giornata.
Dott. Paolo Cavallin
Prof. Jose Ramon Fiore
Psicoterapeuta, Psicologo
Bari
Mio caro, certo la tua situazione andrebbe resettata, ma è importante innanzi tutto che tu lo faccia con calma. Leggo nelle tue parole un'ansia comprensibile, erto, ma che no aiuta a trovare la lucidità che ora ti servirebbe. Le tue aspirazioni sono legittime, ma forse avresti bisogno di un breve periodo di supporto che ti aiuti a sperare le apparenti difficoltà.
In bocca al lupo
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buonasera gentile Utente, posso comprendere quanto si senta sopraffatto e quanto il peso delle sue emozioni stia rendendo tutto più difficile. Sta vivendo una situazione che percepisce come opprimente, e il senso di frustrazione e inadeguatezza che prova è molto intenso. Voglio dirle subito che non è solo in questa sofferenza, e che ci sono passi concreti che può fare per sentirsi meglio e costruire la vita che desidera, anche se ora le sembra impossibile.

Il primo aspetto che emerge dal suo racconto è il desiderio di cambiamento, un impulso che è una risorsa preziosa. Si sente imprigionato dalla sua attività e vuole recuperare tempo e libertà. Questo è un obiettivo concreto e realistico, e lavorare per trovare un’alternativa lavorativa con orari più regolari potrebbe aiutarla a ritrovare uno spazio personale per dedicarsi alle sue esigenze e aspirazioni. Questo passaggio, sebbene impegnativo, è il primo passo verso una vita più equilibrata e soddisfacente.

Il secondo aspetto è il senso di "ritardo" che prova rispetto agli altri. Voglio rassicurarla: non esiste un’età giusta o sbagliata per iniziare esperienze di coppia o vivere la propria sessualità. Il confronto con gli altri spesso genera sentimenti di inadeguatezza, ma è importante ricordare che ogni percorso è unico e che costruire relazioni autentiche richiede tempo e condizioni favorevoli. Sentirsi bloccati o in ritardo non è una condanna definitiva, ma piuttosto un segnale che c’è un desiderio profondo da esplorare e comprendere.

L’ansia e il senso di soffocamento che descrive sono chiari segnali di un disagio che merita attenzione. Le consiglio di cercare il supporto di uno psicologo o di un terapeuta: un professionista può aiutarla a lavorare sulle emozioni che sta vivendo, a comprendere meglio le sue paure e a sviluppare strategie per affrontare questa fase difficile. Non deve fare tutto da solo, e chiedere aiuto è un atto di forza, non di debolezza.

Vorrei sottolineare che anche il pensiero di "farla finita", che ha espresso, merita di essere accolto con la massima serietà. È importante parlarne con qualcuno di fiducia, sia un professionista che una persona vicina a lei. Non deve portare da solo il peso di questa sofferenza.

Lei ha già mostrato un grande coraggio nel riconoscere la necessità di cambiare e nel chiedere consiglio. Questo è il primo passo verso una vita diversa. Non è mai troppo tardi per iniziare, e con il giusto supporto può costruire una strada che le permetta di sentirsi più libero e più sereno. Se vuole parlarne ulteriormente o ricevere indicazioni su come iniziare un percorso di aiuto, sono qui per ascoltarla.

Dott. Luca Vocino

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