Buonasera dottori a parte alcuni commenti di voi dottori che li valuto ottimi... Mentre altri a dire

24 risposte
Buonasera dottori a parte alcuni commenti di voi dottori che li valuto ottimi... Mentre altri a dire il vero mi mettete più ansia a leggervi☺️vi ripeto io adesso con 5 goccie al mattino e 5 il pomeriggio con 9 di sera sto bene senza ansia e dormo bene ne attacchi di panico... La cosa che volevo sapere è che leggendo il bugiardino non si può continuare con il lexotan x tanto tempo io domenica concludo un mese di terapia ma scalando di poco sto bene... Volevo sapere si può continuare anche x periodi più lunghi visto il basso dosaggio grz....
Dott.ssa Marina Montuori
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Salve, può considerare la risposta al messaggio precedente. LA saluto. M.M.

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace per la situazione ed il disagio espresso. Ritengo importante esprimere le proprie questioni relative ai farmaci al medico prescrivente, sicuramente persona più competente. A mio avviso sarebbe inoltre essenziale intraprendere un percorso di supporto psicologico che possa identificare e riconoscere cause e fattori di mantenimento dei suoi sintomi.
Cordialmente, dott. FDL
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, rivolga questa domanda al proprio medico di fiducia.
Buona serata.
Dott. Fiori
Dott. Francesco Viola
Psicologo, Psicoterapeuta
Rovigo
La questione farmacologia è una cosa non semplice. Bisogna tenere conto di alcuni aspetti:
- caratteristiche mediche individuali (patologie, allergie, condizione medica generale, ecc...)
- situazione e dosaggio (da quanto tempo, a che scopo, con che obiettivo)
- condizione (perché le serve?) e eventuale stato della terapia psicologica

nelle situazioni con attacco di panico è fondamentale che oltre ad uno psichiatra che le prescrive il farmaco, si avvalga anche di una terapia psicologica. Proprio l'equilibrio tra le due terapie può essere (insieme agli aspetti medici) la chiave per capire l'appropriatezza del dosaggio e il momento in cui, eventualmente, andare a scalare.
Si rivolga al medico prescrivente e senta il suo terapeuta (se c'è) o ne contatti uno per affiancare al farmaco la terapia psicologica.
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, mi dispiace che alcune risposte le hanno messo ansia, cmq per quanto riguarda lo scalaggio del lexton, lo dovrebbe chiedere al medico che gliel'ho prescritto inizialmente è piu adatto di noi psicoterapeuti. Inoltre potrebbe intraprendere un percorso di psicoterapia per poter elaborare il motivo del suo bisogno che la porta ad assumere per tanto tempo questo medicinale, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Dott. Gianmarco Simeoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Varese
Buonasera Gentile Utente, questa domanda dovrebbe rivolgerla al suo medico di base. Mi permetto di fare un appunto a riguardo: il problema del farmaco è che prima o poi il corpo si abitua e per sortire lo stesso effetto dovrebbe aumentarne le dosi. Questo ovviamente a lungo andare non è sostenibile: per questo il farmaco ha un effetto ottimale nel breve termine, ma non sul lungo termine. Nel caso in cui abbassando le dosi o smettendo di assumere il farmaco dovessero ripresentarsi i sintomi, il mio consiglio è quello di affiancare il farmaco ad una psicoterapia. Cordialmente, dott. Simeoni
Dott.ssa Adriana Casile
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buonasera come psicoterapeuta non posso somministrare farmaci, deve rivolgere questa domanda a chi ha prescritto la terapia. Cordiali saluti dottoressa Adriana Casile
Dott.ssa Maria Cristina Pacella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Come già suggerito è opportuno chiedere allo specialista che le ha prescritto come e quando scalare il dosaggio per arrivare alla sospensione dell'assunzione del farmaco
Cordiali saluti
Dott.ssa Michela Maccherini
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Firenze
Buongiorno,
Il mio suggerimento è quello di rivolgersi al medico che le ha prescritto il lexotan o ad uno specialista per valutare la sospensione e lo scalaggio del farmaco (se necessario), in maniera da essere correttamente seguita e supportata anche in questa fase.
Le suggerisco anche di prendere in considerazione un percorso psicoterapico, con l'obiettivo a lungo-medio termine di poter sospendere del tutto il farmaco; lavorando per costruire abilità e risorse per la gestione efficace dell'ansia e dei fattori di stress quotidiani e identificando le cause e i fattori di mantenimento dei suoi sintomi ansioni.

Dott.ssa Daniela Benedetto
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera
Faccio seguito alla sua precedente richiesta e le confermo che le domande specifiche inerenti il farmaco vanno formulate al medico specialista che le ha prescritto il farmaco.
Io come i miei colleghi che stanno rispondendo siamo psicologi e psicoterapeuti e non siamo specialisti in farmacologia.
Rimane evidente che il medico potrebbe confermarle o meno i suoi debbi ma rimane fermo il principio che l’aspetto legato alla risoluzione dei suoi problemi verte sulla psicoterapia in quanto il farmaco interviene invece solo sul sintomo ma non sulla causa.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Manuela D'Eugenio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Corropoli
Gentile signora,
I farmaci possono essere utili per un certo periodo poiché agiscono sul sintomo, ma nel momento in cui finisce l'effetto del farmaco è possibile che il sintomo si ripresenti. Perciò per curare in profondità e definitivamente ansia, panico e insonnia le consiglierei un percorso di psicoterapia.
Un caro saluto
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore, In merito alla posologia dei farmaci e alla loro somministrazione è opportuno rivolgersi al medico prescrivente. Inoltre sarebbe opportuno, al fine di poter guardare ad un benessere di più lungo termine, intraprendere percorso psicoterapico. Approccio integrato, farmaci più psicoterapia in situazioni come la sua sono la cosa più indicata. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara
Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Come già suggerito dai colleghi, è opportuno chiedere al medico che le ha prescritto il farmaco. Senta esclusivamente, o meglio, prima di altri, il suo parere.

Cordialità

MT
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Gentile utente, può chiedere al medico che le ha prescritto il farmaco se può continuarlo per periodi più lunghi o pensare di cambiarlo con altri che hanno un'azione diciamo più continuativa. Valuti comunque l'idea di affiancare un percorso di psicoterapia perché l'ansia sotto farmaci passa ma le cause che l'hanno determinata dovrebbero essere risolte.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Floriana Guccione
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Palermo
Gentile utente, l'utilizzo prolungato di un farmaco credo di per sè non essere una buona pratica. Per quanto al momento il suo corpo risponda bene all'assunzione anche se lieve delle gocce, credo che nel tempo possa assuefarsi alle dosi utilizzate. Quello che io consiglio sempre quando si fa uso di questi farmici è di affiancare una psicoterapia, poichè il farmaco toglie il sintomo ma non aiuta a comprendere il perchè dei suoi disturbi. Un lavoro in profondità, come quello di una psicoterapia, potrebbe aiutarla ad eliminare del tutto sintomi e di conseguenza il farmaco. Un caro saluto Floriana Guccione
Dott. Lorenzo Cruciani
Psicologo, Psicoterapeuta
Fermo
Gent.mo utente, per quanto riguarda la farmacoterapia sarebbe opportuno chiedere allo specialista psichiatra. Cordialmente.
Dott.ssa Sabrina Marini
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buonasera,
rispetto al suo quesito sarebbe opportuno che si confronti con il professionista che le ha prescritto il farmaco in modo che tenga sotto osservazione l'andamento!
Dott.ssa Claudia Bassanelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, credo sia opportuno rivolgersi al medico specialista che le ha prescritto i farmaci.
Un saluto
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, per l'utilizzo di medicinali è sempre consono rivolgersi al medico curante. Le rivolga queste domande per avere più chiarezza sula questione.
MMM
Dott. Luca Ferretti
Psicologo, Psicoterapeuta
Livorno
Buongiorno, Le consiglio di chiedere spiegazioni al medico che le ha prescritto il farmaco.Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentilissimo,

Mi fa piacere che stia trovando alcuni commenti utili… interessante potrebbe essere capire come mai altri, invece, le trasmettano ansia. A volte anche il modo in cui “accogliamo” le parole degli altri dice qualcosa di come stiamo noi.
Non essendo medico, ho poche informazioni da darle rispetto alla terapia farmacologica; tuttavia, se volesse esplorare anche l’aspetto psicologico, mi tengo volentieri disponibile.
D’altra parte, se l’ansia fosse meno un problema da eliminare e più un messaggio da ascoltare… che cosa potrebbe star cercando di comunicarle?
È una domanda che apre strade inaspettate, e io sarei felice di percorrerle con lei.
Mi contatti pure.

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Francesca Casolari
Psicologo, Psicologo clinico
Modena
lo deve dire al suo medico grazie
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, comprendo bene il suo bisogno di chiarimenti perché quando finalmente si ritrova un equilibrio dopo un periodo di ansia o di attacchi di panico è naturale voler capire come mantenerlo nel tempo senza fare passi falsi. Dalle sue parole si percepisce anche un certo sollievo per il fatto che in questo momento stia dormendo meglio e che i sintomi si siano calmati, ed è un risultato importante che merita di essere riconosciuto. Allo stesso tempo è comprensibile che la lettura del foglietto illustrativo possa generare preoccupazione. Spesso quelle indicazioni vengono scritte in modo molto generale e possono spaventare chi le legge senza avere un confronto diretto con chi conosce davvero la sua storia personale. Il punto centrale è che la durata di qualsiasi trattamento non può essere stabilita in modo valido confrontandosi con altre esperienze o basandosi su ciò che si legge online, perché ogni percorso viene calibrato sulla persona, sul motivo per cui è iniziato e su come sta evolvendo la situazione. È importante ricordare che il fatto di stare bene adesso non dipende solo da ciò che sta assumendo, ma anche dal modo in cui il suo sistema emotivo sta ritrovando stabilità. Quando l’ansia diminuisce spesso torna il sonno, il corpo si rilassa e la mente smette di rimanere in allerta costante. Questo però è anche un momento delicato, perché può emergere la paura di perdere il benessere raggiunto. A volte il pensiero diventa “se cambio qualcosa rischio di stare di nuovo male”, e questo può aumentare l’insicurezza. Per questo motivo la scelta su come proseguire o eventualmente modificare ciò che sta facendo dovrebbe sempre essere condivisa con il professionista che la segue, portando apertamente i suoi dubbi e anche il fatto che lei si sente bene con questa modalità. Non è una decisione da prendere da soli, ma un passaggio che può diventare anche un’occasione per capire quali strumenti personali sta già sviluppando per mantenere la calma e il sonno senza dipendere soltanto da fattori esterni. Nel frattempo può essere utile osservare cosa, oltre alla terapia in corso, la aiuta a stare meglio. Ritmi di sonno regolari, momenti di pausa durante la giornata, il modo in cui gestisce i pensieri quando arrivano le preoccupazioni. Più aumenta la fiducia nelle proprie capacità di gestire l’ansia, meno la serenità sembrerà fragile o appesa a qualcosa di esterno. Il fatto che lei stia scalando gradualmente e che si senta stabile è comunque un segnale positivo, perché indica che il suo equilibrio emotivo sta collaborando al cambiamento. Continuare a confrontarsi con chi la segue le permetterà di procedere con sicurezza e senza timori inutili. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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