Buonasera, da circa 4 mesi mi è stato diagnosticato colon irritabile senza colonscopia. Non diarroic
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Buonasera, da circa 4 mesi mi è stato diagnosticato colon irritabile senza colonscopia. Non diarroico ma gonfiore addominale soprattutto il pomeriggio, gas intestinali, rutti a digiuno e dopo i pasti, dolori sparsi altezza spalle e altezza reni. Ecografia addominale completa negativa. Feci una volta al giorno solo la mattina escono insieme alla pipi, morbide spugnose. Per 2 mesi debridat e vls3 senza miglioramenti. Ora sono seguita da un nutrizionista mi ha consigliato per una settimana normix da abbinare kijimea colon pro. Kijimea continuare per almeno 2 mesi. Che ne pensate?
Buonasera. La diagnosi di colon irritabile può anche essere fatta senza colonscopia, se il quadro clinico è compatibile e non ci sono segnali d’allarme; quindi questo, di per sé, non è strano.
Sul percorso che sta facendo: Normix (rifaximina) ha evidenze soprattutto nell’IBS con diarrea, mentre quando prevalgono gonfiore, gas e alvo non diarroico il beneficio può essere più variabile e non sempre risolutivo. Anche Kijimea può essere usato in questi casi, ma non è una garanzia di miglioramento.
In pratica, se dopo alcune settimane il gonfiore resta il sintomo principale, probabilmente il punto non è “trovare il prodotto giusto”, ma rivalutare meglio il quadro: tipo di alvo, eventuale stipsi funzionale, pasti che peggiorano i sintomi, velocità nel mangiare, stress e altre abitudini. Se i disturbi continuano, il consiglio migliore è tornare dal professionista che la segue e capire se serva un’impostazione più mirata, piuttosto che aggiungere trattamenti “a tentativi”.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Sul percorso che sta facendo: Normix (rifaximina) ha evidenze soprattutto nell’IBS con diarrea, mentre quando prevalgono gonfiore, gas e alvo non diarroico il beneficio può essere più variabile e non sempre risolutivo. Anche Kijimea può essere usato in questi casi, ma non è una garanzia di miglioramento.
In pratica, se dopo alcune settimane il gonfiore resta il sintomo principale, probabilmente il punto non è “trovare il prodotto giusto”, ma rivalutare meglio il quadro: tipo di alvo, eventuale stipsi funzionale, pasti che peggiorano i sintomi, velocità nel mangiare, stress e altre abitudini. Se i disturbi continuano, il consiglio migliore è tornare dal professionista che la segue e capire se serva un’impostazione più mirata, piuttosto che aggiungere trattamenti “a tentativi”.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
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Salve, possono comprendere i tuoi dubbi, però se il professionista che ti segue ha scelto questa combinazione di trattamenti, è perché ha valutato la tua situazione nel suo insieme (storia clinica, sintomi, andamento dell’alvo, esami già fatti ecc...).
In questi casi, la cosa migliore è fidarsi del percorso e dargli il tempo necessario per fare effetto.
Se non noti cambiamenti, oppure senti che non siete sulla stessa lunghezza d’onda, hai sempre la possibilità di confrontarti di nuovo con lui o, se necessario, cambiare specialista.
È assolutamente legittimo: il percorso deve funzionare per te, non solo sulla carta.
Il tuo quadro (gonfiore, gas, rutti, alvo irregolare, dolori diffusi) richiede un approccio graduale e personalizzato. Non esiste una soluzione immediata, ma un lavoro costruito passo dopo passo.
In questi casi, la cosa migliore è fidarsi del percorso e dargli il tempo necessario per fare effetto.
Se non noti cambiamenti, oppure senti che non siete sulla stessa lunghezza d’onda, hai sempre la possibilità di confrontarti di nuovo con lui o, se necessario, cambiare specialista.
È assolutamente legittimo: il percorso deve funzionare per te, non solo sulla carta.
Il tuo quadro (gonfiore, gas, rutti, alvo irregolare, dolori diffusi) richiede un approccio graduale e personalizzato. Non esiste una soluzione immediata, ma un lavoro costruito passo dopo passo.
Il quadro che descrive può essere compatibile con IBS, ma personalmente non proseguirei una terapia antibiotica impostata dal solo nutrizionista.
Mi occupo quotidianamente di pazienti con colon irritabile e disturbi gastrointestinali funzionali e ritengo fondamentale distinguere il supporto nutrizionale (centrale nella gestione di gonfiore e sintomi intestinali) dalla prescrizione di antibiotici, che richiede competenza medica e un adeguato inquadramento clinico, non semplici tentativi terapeutici.
Il Normix è infatti un farmaco utilizzato dal medico in situazioni specifiche, ad esempio in caso di Small Intestinal Bacterial Overgrowth o alcune forme selezionate di IBS, dopo una corretta valutazione specialistica.
Prima di iniziare la terapia le suggerisco quindi di confrontarsi con un gastroenterologo di fiducia oppure di partire da un’adeguata gestione nutrizionale e, se necessario, da un supporto integrativo mirato, così da impostare un percorso realmente adeguato al suo caso. Resto a disposizione se ha bisogno
Mi occupo quotidianamente di pazienti con colon irritabile e disturbi gastrointestinali funzionali e ritengo fondamentale distinguere il supporto nutrizionale (centrale nella gestione di gonfiore e sintomi intestinali) dalla prescrizione di antibiotici, che richiede competenza medica e un adeguato inquadramento clinico, non semplici tentativi terapeutici.
Il Normix è infatti un farmaco utilizzato dal medico in situazioni specifiche, ad esempio in caso di Small Intestinal Bacterial Overgrowth o alcune forme selezionate di IBS, dopo una corretta valutazione specialistica.
Prima di iniziare la terapia le suggerisco quindi di confrontarsi con un gastroenterologo di fiducia oppure di partire da un’adeguata gestione nutrizionale e, se necessario, da un supporto integrativo mirato, così da impostare un percorso realmente adeguato al suo caso. Resto a disposizione se ha bisogno
Gentilissimo,
il gastroenterologo che ne pensa? l'ha data lui la terapia con il Normix? Tendenzialmente è un antibiotico che aiuta molto. Dal punto di vista dell'integrazione con i probiotici ci sono tante opzioni più o meno valide a seconda dei casi. Verifichi lei stesso. Dal punto di vista alimentare utilizzi certamente frutta e verdura ma non esageri con le porzioni, mi riferisco soprattutto a quelle che contengono più FODMAP.
Il colon irritabile trova giovamento anche dal miglioramento dello stile di vita, meno stress e più attività fisica dove fosse possibile.
Cordialità
Dott. Matteo Barbanera
il gastroenterologo che ne pensa? l'ha data lui la terapia con il Normix? Tendenzialmente è un antibiotico che aiuta molto. Dal punto di vista dell'integrazione con i probiotici ci sono tante opzioni più o meno valide a seconda dei casi. Verifichi lei stesso. Dal punto di vista alimentare utilizzi certamente frutta e verdura ma non esageri con le porzioni, mi riferisco soprattutto a quelle che contengono più FODMAP.
Il colon irritabile trova giovamento anche dal miglioramento dello stile di vita, meno stress e più attività fisica dove fosse possibile.
Cordialità
Dott. Matteo Barbanera
Buongiorno,
Da quello che descrive, il percorso proposto va letto come un tentativo terapeutico da monitorare bene.
La diagnosi di sindrome dell’intestino irritabile può essere posta anche senza colonscopia quando i sintomi sono compatibili e non ci sono segnali d’allarme, mentre in genere si valutano alcuni esami di base come emocromo, PCR, sierologia per celiachia e, in casi selezionati, calprotectina fecale.
La rifaximina (Normix) può essere utile in alcuni pazienti con gonfiore, meteorismo e distensione addominale, perché agisce localmente nell’intestino e in diversi casi riduce gas e discomfort; tuttavia la risposta è individuale e il trattamento va sempre personalizzato dal medico o dal gastroenterologo.
Anche Kijimea Colon Irritabile PRO viene proposto per sintomi come gonfiore, dolore addominale, flatulenza e alterazioni dell’alvo, e le indicazioni commerciali riportano in genere un uso continuativo di almeno 4 settimane, spesso fino a 12 settimane, proprio perché l’effetto non è immediato.
Detto questo, il punto centrale è capire se il suo quadro sia davvero solo compatibile con colon irritabile oppure se ci siano elementi che meritano un approfondimento specialistico.
Sintomi come rutti a digiuno, fastidi “alti”, dolori in sede non tipicamente intestinale e una mancata risposta ai primi tentativi possono giustificare un nuovo confronto con il curante o con un gastroenterologo, soprattutto per verificare l’assenza di campanelli d’allarme come calo di peso, sangue nelle feci, anemia, febbre, sintomi notturni o familiarità per patologie intestinali.
Dal punto di vista nutrizionale, oltre agli integratori, spesso fa la differenza un lavoro preciso su ritmo dei pasti, velocità con cui si mangia, quantità, fibre e cibi fermentabili, perché nelle linee pratiche per il colon irritabile la dieta resta una parte importante della gestione dei sintomi, in particolare per gonfiore e gas intestinali.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Da quello che descrive, il percorso proposto va letto come un tentativo terapeutico da monitorare bene.
La diagnosi di sindrome dell’intestino irritabile può essere posta anche senza colonscopia quando i sintomi sono compatibili e non ci sono segnali d’allarme, mentre in genere si valutano alcuni esami di base come emocromo, PCR, sierologia per celiachia e, in casi selezionati, calprotectina fecale.
La rifaximina (Normix) può essere utile in alcuni pazienti con gonfiore, meteorismo e distensione addominale, perché agisce localmente nell’intestino e in diversi casi riduce gas e discomfort; tuttavia la risposta è individuale e il trattamento va sempre personalizzato dal medico o dal gastroenterologo.
Anche Kijimea Colon Irritabile PRO viene proposto per sintomi come gonfiore, dolore addominale, flatulenza e alterazioni dell’alvo, e le indicazioni commerciali riportano in genere un uso continuativo di almeno 4 settimane, spesso fino a 12 settimane, proprio perché l’effetto non è immediato.
Detto questo, il punto centrale è capire se il suo quadro sia davvero solo compatibile con colon irritabile oppure se ci siano elementi che meritano un approfondimento specialistico.
Sintomi come rutti a digiuno, fastidi “alti”, dolori in sede non tipicamente intestinale e una mancata risposta ai primi tentativi possono giustificare un nuovo confronto con il curante o con un gastroenterologo, soprattutto per verificare l’assenza di campanelli d’allarme come calo di peso, sangue nelle feci, anemia, febbre, sintomi notturni o familiarità per patologie intestinali.
Dal punto di vista nutrizionale, oltre agli integratori, spesso fa la differenza un lavoro preciso su ritmo dei pasti, velocità con cui si mangia, quantità, fibre e cibi fermentabili, perché nelle linee pratiche per il colon irritabile la dieta resta una parte importante della gestione dei sintomi, in particolare per gonfiore e gas intestinali.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Buonasera,
i sintomi che descrive sono compatibili con una Sindrome dell’intestino irritabile, anche se la diagnosi dovrebbe sempre essere valutata nel contesto clinico completo.
Il fatto che:
ecografia sia negativa;
alvo sia quotidiano;
non ci siano miglioramenti importanti con antispastici e probiotici,
fa pensare a un disturbo funzionale intestinale in cui il gonfiore e la fermentazione hanno un ruolo importante.
L’associazione di Normix con Kijimea viene spesso utilizzata proprio in questi casi, soprattutto quando si sospetta una componente fermentativa o una possibile SIBO.
Tuttavia è importante sapere che:
i risultati non sono immediati;
il miglioramento può richiedere settimane;
alimentazione, stress e motilità intestinale incidono molto sui sintomi.
Un altro aspetto importante è evitare restrizioni alimentari troppo drastiche senza una reale necessità.
Se i sintomi dovessero persistere nonostante il percorso intrapreso, potrebbe essere utile approfondire con il gastroenterologo l’eventuale presenza di disbiosi o SIBO.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
i sintomi che descrive sono compatibili con una Sindrome dell’intestino irritabile, anche se la diagnosi dovrebbe sempre essere valutata nel contesto clinico completo.
Il fatto che:
ecografia sia negativa;
alvo sia quotidiano;
non ci siano miglioramenti importanti con antispastici e probiotici,
fa pensare a un disturbo funzionale intestinale in cui il gonfiore e la fermentazione hanno un ruolo importante.
L’associazione di Normix con Kijimea viene spesso utilizzata proprio in questi casi, soprattutto quando si sospetta una componente fermentativa o una possibile SIBO.
Tuttavia è importante sapere che:
i risultati non sono immediati;
il miglioramento può richiedere settimane;
alimentazione, stress e motilità intestinale incidono molto sui sintomi.
Un altro aspetto importante è evitare restrizioni alimentari troppo drastiche senza una reale necessità.
Se i sintomi dovessero persistere nonostante il percorso intrapreso, potrebbe essere utile approfondire con il gastroenterologo l’eventuale presenza di disbiosi o SIBO.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
Buonasera, i sintomi che descrive sono compatibili con una Sindrome dell'intestino irritabile, anche se è corretto valutare sempre il quadro nel suo insieme. L’assenza di colonscopia non è necessariamente un problema in mancanza di segnali di allarme, ma la diagnosi deve essere ben inquadrata dal medico.
La terapia con rifaximina e probiotici è un approccio utilizzato e può avere senso, soprattutto se si sospetta un’alterazione del microbiota, ma la risposta è variabile e non sempre risolutiva. Il fatto che trattamenti precedenti non abbiano dato beneficio suggerisce che il problema non sia legato a un unico fattore.
In questi casi, infatti, il disturbo è spesso multifattoriale: oltre alla terapia, è fondamentale lavorare su alimentazione, modalità dei pasti e gestione dello stress, che incidono molto sulla sintomatologia.
In sintesi, il percorso che sta seguendo è coerente, ma è importante non aspettarsi una soluzione solo farmacologica: il miglioramento passa quasi sempre da un approccio più completo e personalizzato.
La terapia con rifaximina e probiotici è un approccio utilizzato e può avere senso, soprattutto se si sospetta un’alterazione del microbiota, ma la risposta è variabile e non sempre risolutiva. Il fatto che trattamenti precedenti non abbiano dato beneficio suggerisce che il problema non sia legato a un unico fattore.
In questi casi, infatti, il disturbo è spesso multifattoriale: oltre alla terapia, è fondamentale lavorare su alimentazione, modalità dei pasti e gestione dello stress, che incidono molto sulla sintomatologia.
In sintesi, il percorso che sta seguendo è coerente, ma è importante non aspettarsi una soluzione solo farmacologica: il miglioramento passa quasi sempre da un approccio più completo e personalizzato.
Buonasera, la sindrome dell’intestino irritabile è una diagnosi che andrebbe sempre contestualizzata e non basata solo sui sintomi. In presenza di gonfiore importante, gas e alvo alterato può essere utile approfondire anche eventuali disbiosi (disbiosi test dove si ricercano nello specifico dei metaboliti: scatolo e indicano)o SIBO, soprattutto se le terapie iniziali non hanno dato beneficio. Il percorso che le è stato consigliato può avere senso in alcuni casi, ma è fondamentale lavorare anche su alimentazione, motilità intestinale, gestione dello stress (esame del cortisolo) e personalizzazione del piano nutrizionale, evitando protocolli standardizzati uguali per tutti.
I sintomi che descrive sono compatibili con un colon irritabile, ma è importante continuare a confrontarsi con un medico per escludere altre cause. Normix e probiotici come Kijimea sono strategie che alcuni specialisti utilizzano nei casi sospetti di disbiosi o IBS, ma la valutazione clinica resta fondamentale. Se i disturbi persistono o peggiorano, è utile approfondire con il gastroenterologo.
Buonasera, la cura con Kijimea può essere efficace, in caso contrario è possibile cambiare la tipologia di integratori che vadano ad agire direttamente sull'intestino per riequilibrarne la flora. L'alimentazione FODMAP risulta fondamentale in questa fase!
Buongiorno, nel suo caso è utile ovviamente considerare anche un protocollo alimentare FODMAP. Inoltre, sarebbe forse utile considerare analisi del microbiota intestinale e solo dopo impostare protocollo probiotico/post-biotico specifico.
Gentile paziente, il quadro che descrive è compatibile con un disturbo funzionale intestinale, ma la diagnosi di colon irritabile dovrebbe idealmente essere posta dopo un’adeguata esclusione organica, spesso includendo anche la colonscopia in base a età e sintomi. In generale, nei disturbi funzionali l’approccio più efficace è multimodale: alimentazione personalizzata, gestione dello stress, attività fisica regolare e interventi mirati solo in base alla risposta clinica. Se non vi è miglioramento significativo, è importante rivalutare la diagnosi e considerare approfondimenti gastroenterologici più completi.
I sintomi che descrivi possono essere compatibili con una sindrome dell’intestino irritabile, ma la diagnosi di solito si basa anche sull’esclusione di altre cause e, in alcuni casi, su esami aggiuntivi. L’ecografia negativa è rassicurante, La terapia proposta dal nutrizionista (Normix + Kijimea Colon Pro) è abbastanza usata quando si sospetta una disbiosi/SIBO con gonfiore e gas. Alcune persone migliorano, altre meno: in genere serve qualche settimana per capire se funziona.se dopo 6–8 settimane non migliori, o compaiono sintomi d’allarme, serve rivalutazione gastroenterologica
spesso aiutano anche dieta low-FODMAP guidata e gestione di stress/ansia , se vuole posso aiutarla con un piano personalizzato low FODMAP
saluti
dott.ssa antelmi antonella
spesso aiutano anche dieta low-FODMAP guidata e gestione di stress/ansia , se vuole posso aiutarla con un piano personalizzato low FODMAP
saluti
dott.ssa antelmi antonella
Buongiorno,
Le formulazioni probiotiche come il VSL#3, così come quelle contenenti E. Coli Nissle 1917, sono note in letteratura per supportare beneficamente l'approccio terapeutico alla sindrome dell'intestino irritabile. Tuttavia, non sono gli unici strumenti: è importante impostare una dieta mirata, personalizzata sulla base del tipo di disbiosi intestinale (fermentativa o putrefattiva) e generalmente consistente nella temporanea rimozione dei cibi FODMAP, di quelli acidi e fermentati. Spesso si ricorre anche al supporto dell'integrazione, ricorrendo a principi nutraceutici noti in letteratura per ripristinare l'eubiosi e l'integrità del muco che riveste la mucosa intestinale: parlo di berberina o di estratto di Moringa oleifera o di butirrato di sodio solo per citarne alcuni. Il tutto va coordinato nel tempo, solitamente con una fase di attacco di circa 1 mese, cui far seguire la progressiva reintroduzione degli alimenti "trigger" quando i sintomi dimostrano remissione. In bocca a lupo. Cordiali saluti.
Le formulazioni probiotiche come il VSL#3, così come quelle contenenti E. Coli Nissle 1917, sono note in letteratura per supportare beneficamente l'approccio terapeutico alla sindrome dell'intestino irritabile. Tuttavia, non sono gli unici strumenti: è importante impostare una dieta mirata, personalizzata sulla base del tipo di disbiosi intestinale (fermentativa o putrefattiva) e generalmente consistente nella temporanea rimozione dei cibi FODMAP, di quelli acidi e fermentati. Spesso si ricorre anche al supporto dell'integrazione, ricorrendo a principi nutraceutici noti in letteratura per ripristinare l'eubiosi e l'integrità del muco che riveste la mucosa intestinale: parlo di berberina o di estratto di Moringa oleifera o di butirrato di sodio solo per citarne alcuni. Il tutto va coordinato nel tempo, solitamente con una fase di attacco di circa 1 mese, cui far seguire la progressiva reintroduzione degli alimenti "trigger" quando i sintomi dimostrano remissione. In bocca a lupo. Cordiali saluti.
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