Buona sera… è da qualche mese che vivo le mie giornate, facendo molte cose, ma una volta arrivata a
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Buona sera… è da qualche mese che vivo le mie giornate, facendo molte cose, ma una volta arrivata a sera non mi sembra di averle vissute per niente… volano via
Mi sto rovinando giornate intere
Come posso fare?? Grazie mille
Mi sto rovinando giornate intere
Come posso fare?? Grazie mille
Buonasera, ciò che descrive è una sensazione frequente quando si è molto stanchi, sotto stress o emotivamente sovraccarichi: si fa tanto, ma senza sentirsi davvero presenti. Un percorso psicologico può aiutarla a rallentare, riconnettersi con ciò che prova e ritrovare il senso delle sue giornate. Chiedere aiuto è un primo passo importante.
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Buongiorno,
Forse, per trovare una risposta a questa domanda, serve prima di tutto fermarsi un momento. Prendersi del tempo per riflettere su che significato hanno per te le cose che fai durante le giornate, su come le vivi mentre accadono.
Potrebbe essere importante ritagliarsi uno spazio in cui non fare, ma stare, e ascoltare cosa emerge. Domadarsi e riflettere su che cosa senti mancare, la sera, quando ti fermi? In quali momenti ti sembra invece di esserci davvero?
Forse, per trovare una risposta a questa domanda, serve prima di tutto fermarsi un momento. Prendersi del tempo per riflettere su che significato hanno per te le cose che fai durante le giornate, su come le vivi mentre accadono.
Potrebbe essere importante ritagliarsi uno spazio in cui non fare, ma stare, e ascoltare cosa emerge. Domadarsi e riflettere su che cosa senti mancare, la sera, quando ti fermi? In quali momenti ti sembra invece di esserci davvero?
Buonasera, grazie per aver condiviso questa sensazione.
Quello che descrivi capita più spesso di quanto si pensi: le giornate sembrano piene, ma la sera resta la sensazione di non averle davvero vissute. Non è che non fai abbastanza, è che sei poco in contatto con te stesso mentre fai.
Può aiutare rallentare un po’, anche solo scegliendo ogni giorno una cosa da fare con più presenza, senza fretta o distrazioni. Se vuoi, prova a chiederti la sera: “C’è stato un momento, anche piccolo, in cui mi sono sentito davvero presente?”
Da lì si può iniziare. Un caro saluto
Quello che descrivi capita più spesso di quanto si pensi: le giornate sembrano piene, ma la sera resta la sensazione di non averle davvero vissute. Non è che non fai abbastanza, è che sei poco in contatto con te stesso mentre fai.
Può aiutare rallentare un po’, anche solo scegliendo ogni giorno una cosa da fare con più presenza, senza fretta o distrazioni. Se vuoi, prova a chiederti la sera: “C’è stato un momento, anche piccolo, in cui mi sono sentito davvero presente?”
Da lì si può iniziare. Un caro saluto
Buongiorno,
mi spiace per quello che sta vivendo: posso immaginare il dolore che sta provando.
Le suggerisco di consultare uno psicologo per approfondire questo vissuto, capire da quando è cominciato e come poter ricominciare a sentire e a percepire se stessa nella sua giornata, nei suoi impegni, nella sua vita!
Le auguro il meglio!
Dott. Domenico Samele
mi spiace per quello che sta vivendo: posso immaginare il dolore che sta provando.
Le suggerisco di consultare uno psicologo per approfondire questo vissuto, capire da quando è cominciato e come poter ricominciare a sentire e a percepire se stessa nella sua giornata, nei suoi impegni, nella sua vita!
Le auguro il meglio!
Dott. Domenico Samele
E' come se lei vivesse la sensazione di sentire lo scorrere delle giornate senza riuscire davvero ad abitarle, come se il tempo passasse molto velocemente lasciando però poco senso o traccia. Potrebbe ritagliarsi dello spazio per lei al fine di sentire davvero come lei stia.
Buonasera, quello che descrive è un vissuto molto comune quando si è costantemente “attivi” ma poco presenti a se stessi. Fare tante cose non significa necessariamente sentirle come vissute: a volte le giornate scorrono perché la mente è altrove, occupata da pensieri, preoccupazioni o automatismi che lasciano poco spazio al contatto con ciò che si prova davvero.
Più che cercare subito una soluzione, potrebbe essere utile fermarsi e ritagliarsi uno spazio per riflettere su cosa sta accadendo dentro di lei. Chiedersi, con calma e senza giudizio, dove va la sua attenzione durante la giornata, cosa la assorbe mentalmente, se c’è qualcosa che sta evitando di sentire o a cui non sta dando voce. Anche domande come “di cosa avrei bisogno in questo periodo?” o “cosa mi manca davvero?” possono aprire riflessioni importanti. Questo senso di vuoto serale non va combattuto, ma ascoltato: spesso è un segnale che chiede più presenza, più significato, o semplicemente più contatto con se stessi. Se sente che da sola fa fatica, parlarne con un professionista può aiutarla a dare un senso a questa sensazione e a ritrovare un modo più pieno di abitare le sue giornate.
Più che cercare subito una soluzione, potrebbe essere utile fermarsi e ritagliarsi uno spazio per riflettere su cosa sta accadendo dentro di lei. Chiedersi, con calma e senza giudizio, dove va la sua attenzione durante la giornata, cosa la assorbe mentalmente, se c’è qualcosa che sta evitando di sentire o a cui non sta dando voce. Anche domande come “di cosa avrei bisogno in questo periodo?” o “cosa mi manca davvero?” possono aprire riflessioni importanti. Questo senso di vuoto serale non va combattuto, ma ascoltato: spesso è un segnale che chiede più presenza, più significato, o semplicemente più contatto con se stessi. Se sente che da sola fa fatica, parlarne con un professionista può aiutarla a dare un senso a questa sensazione e a ritrovare un modo più pieno di abitare le sue giornate.
Buongiorno, andrebbe approfondita questa sua sensazione di non "vivere" le giornate. Come si sente durante le varie attività che svolge? Come si sente, invece, la sera e in quali momenti in particolare? Da quando è insorta questa situazione? Penso che farsi queste (e altre) domande possa essere una base da cui partire per trovare le sue personali risposte.
Buongiorno,
vivere le giornate a mille, nella società contemporanea è diventata una normalità, ma alle volte occorre anche fermarsi per osservare in maniera diversa quello che viviamo. Non è sempre facile quando siamo abituati a vivere nella costante velocità.
Un supporto psicologico potrebbe essere utile per affrontare questa situazione, per comprendere quali sono i propri bisogni in questo momento e per fare chiarezza sul proprio vissuto in questo momento.
Resto a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
vivere le giornate a mille, nella società contemporanea è diventata una normalità, ma alle volte occorre anche fermarsi per osservare in maniera diversa quello che viviamo. Non è sempre facile quando siamo abituati a vivere nella costante velocità.
Un supporto psicologico potrebbe essere utile per affrontare questa situazione, per comprendere quali sono i propri bisogni in questo momento e per fare chiarezza sul proprio vissuto in questo momento.
Resto a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Buonasera, potrebbe essere che avere troppe cose da fare non le permetta di essere presente in ciò che sta facendo, potrebbe provare a diminuire le attività e sceglierne una che le piace di più in cui si impegna a viveri ogni attimo e vedere così se cambia qualcosa.
Buongiorno,
quella che descrive è una sensazione piuttosto comune nei periodi di stanchezza emotiva e stress generico: si fa molto, ma si vive poco, come se le giornate scorressero in automatico. Come se non si fosse presenti a se stesse nel mentre che vengono vissute determinate esperienze.
Può essere utile fermarsi a chiedersi come sta emotivamente, se ci sono pensieri, preoccupazioni o vuoti che occupano spazio e tolgono vitalità al presente e, più in generale, cosa sente di provare nelle diverse situazioni che vive.
Credo che un percorso psicologico potrebbe aiutare a ritrovare contatto con sé, dare significato a ciò che si fa e recuperare una percezione più piena del tempo vissuto, insieme a una parte legata alla mindfulness per recuperare presenza nel momento presente e togliere "il pilota automatico" nel vivere la sua vita.
Un saluto
quella che descrive è una sensazione piuttosto comune nei periodi di stanchezza emotiva e stress generico: si fa molto, ma si vive poco, come se le giornate scorressero in automatico. Come se non si fosse presenti a se stesse nel mentre che vengono vissute determinate esperienze.
Può essere utile fermarsi a chiedersi come sta emotivamente, se ci sono pensieri, preoccupazioni o vuoti che occupano spazio e tolgono vitalità al presente e, più in generale, cosa sente di provare nelle diverse situazioni che vive.
Credo che un percorso psicologico potrebbe aiutare a ritrovare contatto con sé, dare significato a ciò che si fa e recuperare una percezione più piena del tempo vissuto, insieme a una parte legata alla mindfulness per recuperare presenza nel momento presente e togliere "il pilota automatico" nel vivere la sua vita.
Un saluto
Buonasera, quello che descrivi è un vissuto molto frequente e spesso legato a stanchezza emotiva, stress o a un senso di “pilota automatico”. Si fanno tante cose, ma senza sentirle davvero come proprie, e la giornata scivola via lasciando vuoto o frustrazione.
Può aiutare fermarsi e chiedersi non quanto fai, ma come stai mentre fai le cose: se sei sempre proiettata al dopo, è difficile sentire il presente. A volte piccoli momenti di rallentamento, di ascolto di sé o di significato restituito alle giornate fanno già una differenza.
Se questa sensazione dura da mesi e ti sta facendo soffrire, parlarne con un professionista può aiutarti a capire cosa sta spegnendo il senso di pienezza e a ritrovare un contatto più vivo con ciò che stai vivendo.
Può aiutare fermarsi e chiedersi non quanto fai, ma come stai mentre fai le cose: se sei sempre proiettata al dopo, è difficile sentire il presente. A volte piccoli momenti di rallentamento, di ascolto di sé o di significato restituito alle giornate fanno già una differenza.
Se questa sensazione dura da mesi e ti sta facendo soffrire, parlarne con un professionista può aiutarti a capire cosa sta spegnendo il senso di pienezza e a ritrovare un contatto più vivo con ciò che stai vivendo.
Gentile utente,
quello che descrive è un vissuto piuttosto comune nei periodi di stanchezza emotiva, stress o lieve stato depressivo: si fanno molte cose, ma senza sentirle davvero “presenti”, come se le giornate scorressero via senza lasciare traccia. Questo può dare molta frustrazione e la sensazione di “rovinare il tempo”, anche se in realtà è il modo in cui la mente è occupata o sovraccarica a rendere difficile sentire ciò che si vive.
Spesso accade quando si è molto orientati al fare, al tenere tutto sotto controllo, oppure quando ci sono pensieri ricorrenti, preoccupazioni o un senso di vuoto che non trova spazio durante il giorno e emerge alla sera.
Può essere utile iniziare a fermarsi e ascoltare cosa sta succedendo dentro, più che forzarsi a “vivere meglio” le giornate. Un percorso di psicoterapia può aiutarla a comprendere l’origine di questa sensazione, ritrovare contatto con le emozioni e dare più significato a ciò che vive, passo dopo passo.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
quello che descrive è un vissuto piuttosto comune nei periodi di stanchezza emotiva, stress o lieve stato depressivo: si fanno molte cose, ma senza sentirle davvero “presenti”, come se le giornate scorressero via senza lasciare traccia. Questo può dare molta frustrazione e la sensazione di “rovinare il tempo”, anche se in realtà è il modo in cui la mente è occupata o sovraccarica a rendere difficile sentire ciò che si vive.
Spesso accade quando si è molto orientati al fare, al tenere tutto sotto controllo, oppure quando ci sono pensieri ricorrenti, preoccupazioni o un senso di vuoto che non trova spazio durante il giorno e emerge alla sera.
Può essere utile iniziare a fermarsi e ascoltare cosa sta succedendo dentro, più che forzarsi a “vivere meglio” le giornate. Un percorso di psicoterapia può aiutarla a comprendere l’origine di questa sensazione, ritrovare contatto con le emozioni e dare più significato a ciò che vive, passo dopo passo.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Gentile utente, da quello che descrive sembra che le sue giornate siano piene di impegni, ma vissute un po’ “in automatico”, e questo può farle arrivare alla sera con la sensazione che il tempo sia volato via senza essere davvero presente. È un’esperienza comune e comprensibile. Può provare, durante la giornata, a fermarsi ogni tanto e chiedersi come si sente in quel momento, cosa le sta piacendo o cosa la sta affaticando, anche solo per pochi minuti. Piccoli momenti di attenzione a sé possono aiutare a dare più continuità e significato alle giornate. Se questa sensazione continua e le crea disagio, confrontarsi con un professionista può essere un modo utile per capirla meglio. Un caro saluto
Buongiorno, mi sembra che stia descrivendo un momento della sua vita in cui non si sente realmente presente all'interno delle sue giornate. Forse può valere la pena rallentare e prendersi del tempo per capire come sta nelle varie situazioni che vive, in modo da tornare a viverle in prima persona e non da spettatore. Le consiglio di rivolgersi ad un professionista che la può accompagnare in questo percorso. Un saluto
Dott.ssa Federica Marmai
Dott.ssa Federica Marmai
Sembra che lei stia sperimentando un senso di vuoto e di fugacità del tempo, come se le giornate scorressero via senza che possa avere un vero controllo o un senso di realizzazione.
Potrebbe essere utile esplorare la sua percezione del tempo, la tua capacità di essere presente nel momento e identificare le attività che le danno un senso di soddisfazione e di realizzazione, e cercare di integrarle nella sua routine quotidiana. Potrebbe provare a stabilire obiettivi quotidiani o settimanali più piccoli e raggiungibili, per aiutarla a sentirsi più motivata e soddisfatta.
Potrebbe essere utile esplorare la sua percezione del tempo, la tua capacità di essere presente nel momento e identificare le attività che le danno un senso di soddisfazione e di realizzazione, e cercare di integrarle nella sua routine quotidiana. Potrebbe provare a stabilire obiettivi quotidiani o settimanali più piccoli e raggiungibili, per aiutarla a sentirsi più motivata e soddisfatta.
Gentile utente,
la sensazione che descrive è molto più comune di quanto si pensi e non significa affatto che lei stia “sprecando” le sue giornate.
Quando viviamo periodi di forte attivazione interna, stanchezza emotiva o di adattamento a richieste continue (fare tante cose, essere sempre “presenti”), può accadere che le giornate vengano attraversate più che vissute. Il tempo scorre, le attività si susseguono, ma manca quella sensazione di contatto profondo con ciò che facciamo e con ciò che sentiamo. In ottica sistemico-relazionale, questo spesso non riguarda solo la persona, ma anche il contesto, i ruoli che si stanno sostenendo, le aspettative (proprie o altrui) e i legami significativi.
Il punto importante è questo: il problema non è che lei non vive abbastanza, ma che forse sta vivendo “in funzione di” qualcosa o qualcuno, perdendo il contatto con sé stessa. E questo può generare proprio quella sensazione serale di vuoto o di tempo evaporato.
Alcuni piccoli spunti che possono aiutarla:
• provi a fermarsi, anche solo pochi minuti al giorno, chiedendosi “come sto io adesso?” più che “cosa devo fare?”
• introduca micro-momenti di consapevolezza (un gesto, una pausa, una scelta fatta per sé) che diano significato alla giornata, non quantità
• osservi se sta chiedendo molto a sé stessa senza concedersi ascolto o riconoscimento
Se questa sensazione persiste, può essere molto utile uno spazio di ascolto psicologico: insieme ad uno psicologo può dare senso a ciò che sta accadendo, comprendere cosa le sta chiedendo questo momento della sua vita e restituire alle sue giornate un ritmo più “abitato”, non solo attraversato.
È già un segnale di grande consapevolezza il fatto che lei se ne stia accorgendo e che abbia chiesto aiuto. Da qui può iniziare un cambiamento significativo.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
la sensazione che descrive è molto più comune di quanto si pensi e non significa affatto che lei stia “sprecando” le sue giornate.
Quando viviamo periodi di forte attivazione interna, stanchezza emotiva o di adattamento a richieste continue (fare tante cose, essere sempre “presenti”), può accadere che le giornate vengano attraversate più che vissute. Il tempo scorre, le attività si susseguono, ma manca quella sensazione di contatto profondo con ciò che facciamo e con ciò che sentiamo. In ottica sistemico-relazionale, questo spesso non riguarda solo la persona, ma anche il contesto, i ruoli che si stanno sostenendo, le aspettative (proprie o altrui) e i legami significativi.
Il punto importante è questo: il problema non è che lei non vive abbastanza, ma che forse sta vivendo “in funzione di” qualcosa o qualcuno, perdendo il contatto con sé stessa. E questo può generare proprio quella sensazione serale di vuoto o di tempo evaporato.
Alcuni piccoli spunti che possono aiutarla:
• provi a fermarsi, anche solo pochi minuti al giorno, chiedendosi “come sto io adesso?” più che “cosa devo fare?”
• introduca micro-momenti di consapevolezza (un gesto, una pausa, una scelta fatta per sé) che diano significato alla giornata, non quantità
• osservi se sta chiedendo molto a sé stessa senza concedersi ascolto o riconoscimento
Se questa sensazione persiste, può essere molto utile uno spazio di ascolto psicologico: insieme ad uno psicologo può dare senso a ciò che sta accadendo, comprendere cosa le sta chiedendo questo momento della sua vita e restituire alle sue giornate un ritmo più “abitato”, non solo attraversato.
È già un segnale di grande consapevolezza il fatto che lei se ne stia accorgendo e che abbia chiesto aiuto. Da qui può iniziare un cambiamento significativo.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Buongiorno, è un pò poco per fare delle considerazioni di senso. Forse sarebbe utile aprire più spazi di riflessione e uscire dalla dimensione del fare troppo. Perché non ipotizza di rivolgersi ad un professionista ed avviare una consulenza psicologica? Magari pochi incontri per capire se ci sono questioni su cui poter lavorare ed avviare un lavoro più duraturo. Cordiali saluti. Dottor Massimo Montanaro
Salve gentile utente,
si è accorta con consapevolezza che è importante sapersi fermare e godere del tempo presente. Anche se impegnati in molteplici attività, se la mente non è in grado di immergersi nel "qui e ora", si rischia di essere in balia degli eventi e non percepire soddisfazione. Anzi, come lei si sta accorgendo, possono prevalere stress, frustrazione, stanchezza mentale e la vita sembra non avere uno scopo ben definito.
Le richieste esterne sono pressanti: il lavoro, le relazioni sociali, il mondo virtuale sempre più presente nelle nostre vita con la sua implicita spinta a mostrarsi, a essere costantemente collegati al resto del mondo. Si prova a riempire il tempo libero a disposizione con attività piacevoli o interessanti, ma se si trascinano dietro le frenesie e le ansie della vita, si perde quel valore di pieno coinvolgimento, svago e rilassamento.
Però, si può imparare a rallentare. Si può acquisire una nuova consapevolezza, basata sulla presenza mentale, sulla connessione con il proprio corpo, con i sensi e con l'attività mentale, momento per momento. L'attenzione consapevole al presente consente di scegliere sempre le risposte più opportune , senza cadere nell'impulsività e senza farsi comandare dal pilota automatico. Si può decidere di seguire le proprie priorità di benessere, i propri valori più profondi e trovare un vantaggio in ogni situazione, anche quelle più complicate e impegnative.
Valuti la possibilità di un percorso psicologico che l'avvicini a questo livello di consapevolezza. Dedicare tempo e risorse a sé stessi è un investimento importantissimo per il benessere attuale e per costruire un futuro con maggiore fiducia e autostima. Si tratta di prendere in mano la propria vita e condizionarla con il giusto atteggiamento, con scelte di valore e comportamenti coerenti con la persona che si vuole essere. Gli strumenti a disposizione sono molteplici: dalle pratiche di mindfulness, alla ricerca delle emozioni positive, dalla psicologia del flow agli esercizi di auto-determinazione, fino alla scoperta delle proprie potenzialità e dei valori più importanti.
Il processo di cambiamento è sempre in atto e ogni persona dovrebbe essere protagonista del proprio cambiamento. Altresì, spesso, ci si accontenta di essere spettatori e lasciarsi trascinare dal vortice degli eventi e dalla loro volatilità, aspettando con frustrazione che i sogni si avverino, oppure con l'ansia che non accada nulla di male.
Se lo desidera posso darle maggiori informazioni su un percorso psicologico di questo tipo, anche tramite appuntamento online.
Le auguro il meglio. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
si è accorta con consapevolezza che è importante sapersi fermare e godere del tempo presente. Anche se impegnati in molteplici attività, se la mente non è in grado di immergersi nel "qui e ora", si rischia di essere in balia degli eventi e non percepire soddisfazione. Anzi, come lei si sta accorgendo, possono prevalere stress, frustrazione, stanchezza mentale e la vita sembra non avere uno scopo ben definito.
Le richieste esterne sono pressanti: il lavoro, le relazioni sociali, il mondo virtuale sempre più presente nelle nostre vita con la sua implicita spinta a mostrarsi, a essere costantemente collegati al resto del mondo. Si prova a riempire il tempo libero a disposizione con attività piacevoli o interessanti, ma se si trascinano dietro le frenesie e le ansie della vita, si perde quel valore di pieno coinvolgimento, svago e rilassamento.
Però, si può imparare a rallentare. Si può acquisire una nuova consapevolezza, basata sulla presenza mentale, sulla connessione con il proprio corpo, con i sensi e con l'attività mentale, momento per momento. L'attenzione consapevole al presente consente di scegliere sempre le risposte più opportune , senza cadere nell'impulsività e senza farsi comandare dal pilota automatico. Si può decidere di seguire le proprie priorità di benessere, i propri valori più profondi e trovare un vantaggio in ogni situazione, anche quelle più complicate e impegnative.
Valuti la possibilità di un percorso psicologico che l'avvicini a questo livello di consapevolezza. Dedicare tempo e risorse a sé stessi è un investimento importantissimo per il benessere attuale e per costruire un futuro con maggiore fiducia e autostima. Si tratta di prendere in mano la propria vita e condizionarla con il giusto atteggiamento, con scelte di valore e comportamenti coerenti con la persona che si vuole essere. Gli strumenti a disposizione sono molteplici: dalle pratiche di mindfulness, alla ricerca delle emozioni positive, dalla psicologia del flow agli esercizi di auto-determinazione, fino alla scoperta delle proprie potenzialità e dei valori più importanti.
Il processo di cambiamento è sempre in atto e ogni persona dovrebbe essere protagonista del proprio cambiamento. Altresì, spesso, ci si accontenta di essere spettatori e lasciarsi trascinare dal vortice degli eventi e dalla loro volatilità, aspettando con frustrazione che i sogni si avverino, oppure con l'ansia che non accada nulla di male.
Se lo desidera posso darle maggiori informazioni su un percorso psicologico di questo tipo, anche tramite appuntamento online.
Le auguro il meglio. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Buonasera, la sua frase "non mi sembra di aver vissuto realmente" ha attirato la mia attenzione, la sensazione di sentirsi come in una sorta di sogno ad esempio sentirsi distaccati può avere dei risvolti psicologici. Questa sua sensazione può essere per un eccesso nella routine e/o mancanza di uno scopo causa di questo vuoto o forma di ansia/ stress che nel tempo ha alterato la percezione di ciò che la circonda. qualora lo ritenesse necessario potrebbe richiedere un'assistenza psicologica. Mi auguro di esserle stata di aiuto, buon proseguimento di giornata
Buonasera,
quello che descrive è un vissuto molto comune e spesso molto faticoso: fare tante cose, arrivare a fine giornata stanchi, ma con la sensazione che il tempo sia “scivolato via” senza essere davvero presenti. Non significa che stia sbagliando qualcosa o che si stia “rovinando” volontariamente le sue giornate, ma che probabilmente sta vivendo in una modalità molto automatica, spesso legata a stress, sovraccarico emotivo o a un distacco da ciò che si prova.
Quando le giornate volano via così, spesso la mente è sempre un passo avanti (o indietro), più concentrata sul dover fare, sul reggere, che sul sentire. Il primo passo non è fare di più, ma fermarsi a chiedersi come sta vivendo quello che fa e che spazio hanno le sue emozioni e i suoi bisogni.
Un percorso di supporto psicologico può aiutarla a rallentare, rimettere a fuoco ciò che sta vivendo e ritrovare una sensazione di presenza e significato nelle sue giornate. Se lo desidera, può scrivermi in privato per capire insieme come aiutarla.
Un caro saluto Dott.ssa Alessandra Corti
quello che descrive è un vissuto molto comune e spesso molto faticoso: fare tante cose, arrivare a fine giornata stanchi, ma con la sensazione che il tempo sia “scivolato via” senza essere davvero presenti. Non significa che stia sbagliando qualcosa o che si stia “rovinando” volontariamente le sue giornate, ma che probabilmente sta vivendo in una modalità molto automatica, spesso legata a stress, sovraccarico emotivo o a un distacco da ciò che si prova.
Quando le giornate volano via così, spesso la mente è sempre un passo avanti (o indietro), più concentrata sul dover fare, sul reggere, che sul sentire. Il primo passo non è fare di più, ma fermarsi a chiedersi come sta vivendo quello che fa e che spazio hanno le sue emozioni e i suoi bisogni.
Un percorso di supporto psicologico può aiutarla a rallentare, rimettere a fuoco ciò che sta vivendo e ritrovare una sensazione di presenza e significato nelle sue giornate. Se lo desidera, può scrivermi in privato per capire insieme come aiutarla.
Un caro saluto Dott.ssa Alessandra Corti
Gentilissimo,
la ringrazio per la domanda. Mi sembra interessante il quesito che pone ed anche lo stesso fatto che lei abbia potuto osservare e riconoscere questa sua modalità. Credo che questo senso di distacco e irrealtà che sperimenta alla fine delle sue giornate, possa essere legato al modo con cui riesce ad essere presente mentalmente alle singole attività che svolge oltre che al numero probabilmente elevato delle stesse; forse chiede molto a se stesso! Ci sarebbe poi da chiedersi quale sia l'esigenza che la spinge a muoversi così tanto. Da una parte ci potrebbe essere qualcosa che la induce a "riempire" il suo spazio e le sue giornate, dall'altra qualcosa che cerca di evitare di incontrare nel fermarsi. Questi sono solo alcuni quesiti che potrebbe essere utile porsi per approfondire la questione. Ovviamente gli elementi a disposizione sono pochi però, come prima cosa potrebbe provare a dare un valore di importanza alle varie attività che svolge e magari fare una prima selezione e vedere se riducendo il carico d'impegno, già le cose migliorano o cambiano. D'altra parte sarebbe utile un ulteriore approfondimento per dare qualche indicazione in più. Resto comunque a disposizione per ulteriori chiarimenti. Una piccola consulenza psicologica le potrebbe essere di aiuto per dare un senso a questo segnale e capire se ci può essere qualcosa in particolare su cui lavorare. Nella speranza di esserle stata d aiuto, invio un cordiale saluto
la ringrazio per la domanda. Mi sembra interessante il quesito che pone ed anche lo stesso fatto che lei abbia potuto osservare e riconoscere questa sua modalità. Credo che questo senso di distacco e irrealtà che sperimenta alla fine delle sue giornate, possa essere legato al modo con cui riesce ad essere presente mentalmente alle singole attività che svolge oltre che al numero probabilmente elevato delle stesse; forse chiede molto a se stesso! Ci sarebbe poi da chiedersi quale sia l'esigenza che la spinge a muoversi così tanto. Da una parte ci potrebbe essere qualcosa che la induce a "riempire" il suo spazio e le sue giornate, dall'altra qualcosa che cerca di evitare di incontrare nel fermarsi. Questi sono solo alcuni quesiti che potrebbe essere utile porsi per approfondire la questione. Ovviamente gli elementi a disposizione sono pochi però, come prima cosa potrebbe provare a dare un valore di importanza alle varie attività che svolge e magari fare una prima selezione e vedere se riducendo il carico d'impegno, già le cose migliorano o cambiano. D'altra parte sarebbe utile un ulteriore approfondimento per dare qualche indicazione in più. Resto comunque a disposizione per ulteriori chiarimenti. Una piccola consulenza psicologica le potrebbe essere di aiuto per dare un senso a questo segnale e capire se ci può essere qualcosa in particolare su cui lavorare. Nella speranza di esserle stata d aiuto, invio un cordiale saluto
Salve, a volte il troppo ci permette di correre e fare tanto ma non di stare in quel presente con consapevolezza. Sta tutto nell'esercitare la presenza e fare tutto con più calma, magari anche meno ma con attenzione e consapevolezza.
Io offro percorsi anche di presenza, rilassamenti e respiro. Mi rendo disponibile ma volendo ci saranno sicuramente opportunità anche nella sua zona.
Dott.ssa Casumaro Giada
Io offro percorsi anche di presenza, rilassamenti e respiro. Mi rendo disponibile ma volendo ci saranno sicuramente opportunità anche nella sua zona.
Dott.ssa Casumaro Giada
Potrebbe essere sintomo di qualcosa di più profondo, sicuramente. Bisognerebbe avere uno sguardo più esteso sulla tua vita per capire, e se questo continua a crearti disagio forse varebbe la pena parlarne più attentamente con un professionista che possa accompagnarti.
Buonasera, quello che descrive è un vissuto molto più comune di quanto si pensi e capisco bene quanto possa essere frustrante e doloroso arrivare a sera con la sensazione che il tempo sia scivolato via senza lasciare traccia, come se le giornate fossero state riempite ma non davvero vissute. È una sensazione che spesso spaventa, perché dà l’idea di stare sprecando qualcosa di prezioso, e può portare a giudicarsi duramente, come se ci fosse “qualcosa che non va”. È importante fermarsi un attimo su questo punto: il fatto che lei faccia molte cose durante il giorno e allo stesso tempo provi questo vuoto non significa che sia pigra, distratta o incapace di vivere il presente. Molto spesso questa sensazione nasce quando si è costantemente in modalità automatica, impegnati a fare, rispondere, organizzare, portare avanti compiti e doveri, ma senza uno spazio interno in cui sentire davvero ciò che sta accadendo. La giornata può essere piena di azioni e allo stesso tempo povera di esperienza emotiva. Quando la mente è sotto pressione, stanca o sovraccarica, tende ad accelerare. Va sempre avanti, pensa a cosa c’è da fare dopo, a cosa non si è fatto abbastanza bene, a cosa ci si aspetta da sé. In questo stato, anche le cose che potrebbero essere piacevoli o significative vengono attraversate velocemente, senza essere “registrate”. È come se lei fosse presente fisicamente, ma non del tutto mentalmente o emotivamente, e alla sera resta solo la sensazione di vuoto. Il fatto che lei dica “mi sto rovinando giornate intere” fa pensare anche a un giudizio molto severo verso se stessa. Questo giudizio, paradossalmente, peggiora il problema, perché aggiunge tensione e ansia, rendendo ancora più difficile fermarsi e sentire. Più ci si dice che bisognerebbe vivere meglio le giornate, più si rischia di viverle con l’ansia di doverle sentire a tutti i costi, ottenendo l’effetto opposto. Può essere utile iniziare a spostare l’attenzione dal fare al notare. Non nel senso di fare di più o di cambiare radicalmente vita, ma di recuperare piccoli momenti in cui chiedersi: cosa sto provando adesso, anche se è poco, anche se è noia, stanchezza o indifferenza. Anche queste sensazioni fanno parte del vivere. Spesso si pensa che una giornata “valida” debba essere intensa, piena, emozionante, ma la vita reale è fatta anche di momenti neutri, lenti, ripetitivi. Quando li rifiutiamo, la giornata sembra evaporare. Un altro aspetto importante è chiedersi se in questo periodo lei sta vivendo molto “per dovere” e poco “per scelta”. Anche quando si fanno molte cose, se sono tutte vissute come obblighi, aspettative o risposte alle richieste altrui, la sensazione interna può essere quella di non esserci davvero. Ritrovare anche un solo gesto al giorno che senta un po’ più suo, non per forza grande o speciale, può aiutare a ridare continuità al tempo vissuto. Infine, provi a considerare che questa sensazione di giornate che volano via è spesso un segnale, non un nemico. È come se qualcosa dentro di lei stesse chiedendo più contatto, più presenza, forse anche più ascolto di una stanchezza o di un’insoddisfazione che non ha ancora trovato spazio. Non è un fallimento, ma un invito gentile, anche se scomodo, a rallentare lo sguardo su di sé. Se riuscirà a trattare questa difficoltà con meno durezza e più curiosità, poco alla volta le giornate potranno tornare ad avere un peso, un colore, anche quando non sono perfette. Vivere non significa sentire sempre tutto, ma accorgersi di esserci, anche nei momenti più semplici. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, sono la dottoressa Tropea Federica, quello che descrivi è molto comune e non significa che stai sprecando la tua vita. Potrebbe essere una sensazione di disconnessione, spesso legata a stanchezza emotiva e/o ansia.
Potresti provare a "rallentare volontariamente" magari scegli una sola cosa al giorno da vivere con attenzione (anche banale). A fine giornata chiediti: “In che momento ero davvero presente?” non “cosa ho fatto”. Prova a ridurre il multitasking (quando non è necessario).
Quando le giornate “volano via” di solito non manca il tempo, manca presenza. Se la sensazione persiste o peggiora, parlarne con un professionista può aiutare molto.
Resto a disposizione, buona giornata.
Potresti provare a "rallentare volontariamente" magari scegli una sola cosa al giorno da vivere con attenzione (anche banale). A fine giornata chiediti: “In che momento ero davvero presente?” non “cosa ho fatto”. Prova a ridurre il multitasking (quando non è necessario).
Quando le giornate “volano via” di solito non manca il tempo, manca presenza. Se la sensazione persiste o peggiora, parlarne con un professionista può aiutare molto.
Resto a disposizione, buona giornata.
Salve, prima di questo ultimo mese non aveva mai avuto questa sensazione?
Vi è stato qualche cambiamento importante durante questo periodo?
lavoro, relazioni, famiglia?
Cosa intende con molte cose ? sono impegni, hobby? cose che fa con piacere? cose programmate già da parecchio tempo? impegni improvvisati?
Quando durante il giorno le svolge sente di stare bene o anche mentre le fa si sente poco coinvolta? mi sembra di capire che lei parli di "giornate intere rovinate" quindi forse la sensazione di tempo che scorre velocemente e di poco coinvolgimento potrebbe non riguardare solo il momento serale.
I motivi per cui si tende ad avere giornate molto occupate possono essere molteplici, in alcuni casi può esservi il tentativo di evitare di ascoltare qualche emozione profonda e la sensazione serale di "estraneità" riguardo agli impegni giornalieri può essere il tentativo del nostro corpo di farci "rallentare" per permetterci di focalizzarsi su qualcosa o su una questione che sentiamo irrisolta.
Chiaramente non è detto che sia questo il caso perchè ci sarebbero molte variabili da analizzare. Le ho scritto una delle tante motivazioni solo per darle uno dei vari esempi.
Dato che non conosco il contesto prenda queste domande solo come dei tentativi per provare ad espandere il campo esplorativo così magari da stimolare qualche riflessione che può esserle utile.
Un saluto, Dott Alex Pagano.
Vi è stato qualche cambiamento importante durante questo periodo?
lavoro, relazioni, famiglia?
Cosa intende con molte cose ? sono impegni, hobby? cose che fa con piacere? cose programmate già da parecchio tempo? impegni improvvisati?
Quando durante il giorno le svolge sente di stare bene o anche mentre le fa si sente poco coinvolta? mi sembra di capire che lei parli di "giornate intere rovinate" quindi forse la sensazione di tempo che scorre velocemente e di poco coinvolgimento potrebbe non riguardare solo il momento serale.
I motivi per cui si tende ad avere giornate molto occupate possono essere molteplici, in alcuni casi può esservi il tentativo di evitare di ascoltare qualche emozione profonda e la sensazione serale di "estraneità" riguardo agli impegni giornalieri può essere il tentativo del nostro corpo di farci "rallentare" per permetterci di focalizzarsi su qualcosa o su una questione che sentiamo irrisolta.
Chiaramente non è detto che sia questo il caso perchè ci sarebbero molte variabili da analizzare. Le ho scritto una delle tante motivazioni solo per darle uno dei vari esempi.
Dato che non conosco il contesto prenda queste domande solo come dei tentativi per provare ad espandere il campo esplorativo così magari da stimolare qualche riflessione che può esserle utile.
Un saluto, Dott Alex Pagano.
Buongiorno, le consiglio un percorso psicologico che l'auti a "restare nel qui e ora". Cordiali saluti.
Salve,
quello che descrive è un vissuto piuttosto comune e spesso molto destabilizzante: giornate piene di impegni e attività che, una volta concluse, lasciano però la sensazione di non essere state davvero vissute. È come se il tempo scorresse velocemente, ma senza lasciare traccia, e questo può generare frustrazione, tristezza e la percezione di “rovinare” intere giornate.
Questa sensazione non dipende tanto da ciò che fa, quanto da come sta mentre lo fa. Quando si vive in una sorta di “pilota automatico”, spesso per stanchezza emotiva, stress, preoccupazioni o un disagio più profondo, le esperienze perdono intensità e significato. A fine giornata resta così un senso di vuoto, come se mancasse una connessione tra ciò che accade fuori e ciò che si muove dentro.
Più che sforzarsi di fare ancora di più, può essere utile fermarsi a chiedersi cosa sta succedendo sul piano emotivo: se ci sono pensieri che occupano costantemente la mente, emozioni non ascoltate, o bisogni che vengono messi da parte. Questo tipo di vissuto, soprattutto se dura da mesi, merita attenzione e non va banalizzato.
Un percorso psicologico potrebbe esserLe di aiuto per:
- comprendere cosa alimenta questa sensazione di distacco e di tempo “che vola”;
- ritrovare un contatto più autentico con le Sue emozioni e con ciò che per Lei ha valore;
- riconoscere eventuali segnali di stanchezza emotiva, ansia o umore deflesso;
- imparare a vivere le giornate con maggiore presenza, anziché solo attraversarle.
La psicoterapia non serve a “riempire” le giornate, ma a restituire loro significato, aiutandoLa a capire cosa oggi Le sta togliendo la possibilità di sentirsi davvero dentro la Sua vita. Anche il solo fatto di poterne parlare in uno spazio dedicato può già rappresentare un primo passo importante.
Cordiali Saluti
Dr.ssa Jessica Ceccherini
quello che descrive è un vissuto piuttosto comune e spesso molto destabilizzante: giornate piene di impegni e attività che, una volta concluse, lasciano però la sensazione di non essere state davvero vissute. È come se il tempo scorresse velocemente, ma senza lasciare traccia, e questo può generare frustrazione, tristezza e la percezione di “rovinare” intere giornate.
Questa sensazione non dipende tanto da ciò che fa, quanto da come sta mentre lo fa. Quando si vive in una sorta di “pilota automatico”, spesso per stanchezza emotiva, stress, preoccupazioni o un disagio più profondo, le esperienze perdono intensità e significato. A fine giornata resta così un senso di vuoto, come se mancasse una connessione tra ciò che accade fuori e ciò che si muove dentro.
Più che sforzarsi di fare ancora di più, può essere utile fermarsi a chiedersi cosa sta succedendo sul piano emotivo: se ci sono pensieri che occupano costantemente la mente, emozioni non ascoltate, o bisogni che vengono messi da parte. Questo tipo di vissuto, soprattutto se dura da mesi, merita attenzione e non va banalizzato.
Un percorso psicologico potrebbe esserLe di aiuto per:
- comprendere cosa alimenta questa sensazione di distacco e di tempo “che vola”;
- ritrovare un contatto più autentico con le Sue emozioni e con ciò che per Lei ha valore;
- riconoscere eventuali segnali di stanchezza emotiva, ansia o umore deflesso;
- imparare a vivere le giornate con maggiore presenza, anziché solo attraversarle.
La psicoterapia non serve a “riempire” le giornate, ma a restituire loro significato, aiutandoLa a capire cosa oggi Le sta togliendo la possibilità di sentirsi davvero dentro la Sua vita. Anche il solo fatto di poterne parlare in uno spazio dedicato può già rappresentare un primo passo importante.
Cordiali Saluti
Dr.ssa Jessica Ceccherini
Gentile utente,
quello che descrive è un vissuto molto comune nella società attuale. Quando le persone sono impegnate in molti compiti diversi durante una giornata, può accadere di non “sentire” il valore effettivo di quanto stiamo facendo, la nostra mente viene immediatamente proiettata nello svolgimento del compito successivo invece di vivere il momento presente. Se questa sensazione di vuoto e di distacco dovesse persistere e causarle sofferenza potrebbe essere utile parlarne in un percorso psicologico con un professionista.
Un caro saluto, Dott.ssa Daniela Maura
quello che descrive è un vissuto molto comune nella società attuale. Quando le persone sono impegnate in molti compiti diversi durante una giornata, può accadere di non “sentire” il valore effettivo di quanto stiamo facendo, la nostra mente viene immediatamente proiettata nello svolgimento del compito successivo invece di vivere il momento presente. Se questa sensazione di vuoto e di distacco dovesse persistere e causarle sofferenza potrebbe essere utile parlarne in un percorso psicologico con un professionista.
Un caro saluto, Dott.ssa Daniela Maura
Gentile,
trovo la sua domanda molto interessante! Succede spesso di passare da un'attività all'altra senza accorgerci di quel che facciamo (un esempio: andiamo da un posto ad un altro in auto e alla fine del percorso non ricordiamo la strada che abbiamo fatto, come se avesse guidato un pilota automatico al posto nostro).
Quel che sta aiutando me da qualche anno è l'aver incontrato la Mindfulness, uno strumento che mi fa capire quando non sono presente a quel che faccio. La Mindfulness e la meditazione aiutano ad allenare quel muscolo che tutti abbiamo che è la consapevolezza, il vivere nel momento presente. Se può cerci un percorso che la avvicini a questa metodologia! E buona vita!
trovo la sua domanda molto interessante! Succede spesso di passare da un'attività all'altra senza accorgerci di quel che facciamo (un esempio: andiamo da un posto ad un altro in auto e alla fine del percorso non ricordiamo la strada che abbiamo fatto, come se avesse guidato un pilota automatico al posto nostro).
Quel che sta aiutando me da qualche anno è l'aver incontrato la Mindfulness, uno strumento che mi fa capire quando non sono presente a quel che faccio. La Mindfulness e la meditazione aiutano ad allenare quel muscolo che tutti abbiamo che è la consapevolezza, il vivere nel momento presente. Se può cerci un percorso che la avvicini a questa metodologia! E buona vita!
Buonasera, ciò che descrive è una sensazione frequente nei periodi di stanchezza emotiva o di sovraccarico mentale. Anche se le giornate sono piene di impegni, può mancare la percezione di averle davvero vissute, come se tutto scorresse in automatico. Questo spesso accade quando si è molto orientati al fare e poco in contatto con ciò che si prova, oppure quando c’è un disagio emotivo di fondo che toglie presenza e significato alle esperienze quotidiane. Il fatto che questa sensazione la faccia stare male è un segnale importante da ascoltare. Può essere utile fermarsi e chiedersi cosa le manca davvero in questo momento e cosa le dà o non le dà più senso. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a rallentare, ritrovare contatto con se stessa e comprendere l’origine di questo vuoto percepito.
Rimango a disposizione, anche online.
Cordialmente, Dott. Gabriele Caputi
Rimango a disposizione, anche online.
Cordialmente, Dott. Gabriele Caputi
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