Buona giornata, sto passando un periodo molto stressante, sono sempre triste e non ho mai voglia di
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Buona giornata, sto passando un periodo molto stressante, sono sempre triste e non ho mai voglia di fare nulla. Da quando ho cominciato le medie tutto è cambiato all'improvviso, la mia migliore amica litigò con me e smise di parlarmi senza nemmeno spiegarmi il motivo, si vedeva chiaramente che mi prendeva in giro con tutta la classe, poi feci amicizia con quelle "escluse" come me ma non sono mai più riuscita ad aprirmi con gli altri, non uscivo mai con nessuno, ho perso completamente i rapporti con i miei cugini (che per me erano come fratelli) e con le mie amiche delle elementari. Ora rimpiango sempre l'infanzia, ogni tanto ho delle crisi di pianto senza motivo e nostalgia, ho degli amici ma non voglio mai uscire con loro e anche se lo facessi mi isolo e non parlo. Infine, non so se c'entri qualcosa, ma un po' di tempo fa ho avuto un attacco di panico e da lì ho un ansia insopportabile per tutto, specialmente per le malattie mentali e fisiche, di notte faccio fatica a dormire e di conseguenza sono irritabile. Non so più cosa fare, non oso immaginare quando sarò adulta come farò...
Cara ragazza, l'inizio delle scuole medie è coinciso con la mancanza di figure importanti sul piano affettivo: la tua migliore amica, i tuoi cugini. Il passaggio di scuola disorienta sempre un po', e trovandoti senza i riferimenti di sempre è normale che la tua mente torni a qualche tempo prima, quando tutto sommato la vita funzionava. Oggi vivi sentimenti di esclusione e diversità, che portano con sé ansia e tristezza, e sarebbe importante che tu potessi parlarne con qualcuno. Sei minorenne e serve il consenso dei tuoi genitori, quindi ti incoraggio a parlarne con loro e ritagliarti uno spazio tutto tuo nel quale esprimere cosa dell'oggi ti genera tanta sofferenza, e capire come ritrovare serenità. E' possibile. Un caro augurio di buona fortuna
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Ciao, l'inizio e il corso delle medie sono un periodo nel quale avvengono grossi cambiamenti, ad esempio fisici e relazionali e magari bisognerebbe su quale aspetto della tua vita stai avendo più difficoltà in questo momento. Essendo tu minorenne non posso dirti molto di più perché serve il consenso dei tuoi genitori per parlare con te. Quindi il consiglio che ti posso dare è quello di parlare con loro della tua voglia di confrontarti con uno psicologo. Qualora vogliate, mi potete contattare. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
ciao,
delle volte quando ci isoliamo è perchè abbiamo bisogno di riordinare pensieri ed emozioni. situazioni tristi o difficili ci possono mandare in confusione o generare ansia.
l'idea di parlare con un* psicolog* potrebbe essere buona, ti permetterà di ritagliarti un tuo spazio per rielaborare i tuoi vissuti e riflettere su te stessa.
da quello che scrivi immagino tu sia minorenne quindi è importante che ne parli con i tuoi genitori che dovranno firmare un consenso.
buona giornata!
delle volte quando ci isoliamo è perchè abbiamo bisogno di riordinare pensieri ed emozioni. situazioni tristi o difficili ci possono mandare in confusione o generare ansia.
l'idea di parlare con un* psicolog* potrebbe essere buona, ti permetterà di ritagliarti un tuo spazio per rielaborare i tuoi vissuti e riflettere su te stessa.
da quello che scrivi immagino tu sia minorenne quindi è importante che ne parli con i tuoi genitori che dovranno firmare un consenso.
buona giornata!
Cara ragazza,
il passaggio alla scuola media ha rappresentato un grande cambiamento per te. I vecchi amici si sono allontanati ed è più difficile trovare nuove persone con cui trascorrere giornate piacevoli. Le relazioni sono importanti alla tua età e per questo a volte, se le cose non cambiano come noi vorremmo, si può provare un po' di ansia. Ma è anche vero che a volte ci sono dei problemi che ci sembrano meno difficili da affrontare se riusciamo a capire meglio vissuti e emozioni che proviamo rispetto alle nuove situazioni che viviamo. E' importante poter parlare di tutto questo con un adulto di fiducia. Hai provato a parlarne con i tuoi genitori? Potrebbero essere favorevoli a farti incontrare uno psicologo con cui poterti liberamente confrontare per capire meglio le tue emozioni. Un caro saluto
il passaggio alla scuola media ha rappresentato un grande cambiamento per te. I vecchi amici si sono allontanati ed è più difficile trovare nuove persone con cui trascorrere giornate piacevoli. Le relazioni sono importanti alla tua età e per questo a volte, se le cose non cambiano come noi vorremmo, si può provare un po' di ansia. Ma è anche vero che a volte ci sono dei problemi che ci sembrano meno difficili da affrontare se riusciamo a capire meglio vissuti e emozioni che proviamo rispetto alle nuove situazioni che viviamo. E' importante poter parlare di tutto questo con un adulto di fiducia. Hai provato a parlarne con i tuoi genitori? Potrebbero essere favorevoli a farti incontrare uno psicologo con cui poterti liberamente confrontare per capire meglio le tue emozioni. Un caro saluto
Ciao, da quello che segnali ritengo che un supporto psicologico possa davvero rivelarsi utile per te.
Come ti consigliavano i colleghi sopra, devi prima parlarne con i tuoi genitori, poichè è necessario il loro consenso.
Ti auguro una buona serata !
Come ti consigliavano i colleghi sopra, devi prima parlarne con i tuoi genitori, poichè è necessario il loro consenso.
Ti auguro una buona serata !
Ciao. Sarebbe importante parlare con i tuoi genitori di questi sintomi ansiosi e pensieri tristi e chiedergli di poterne parlare con uno psicoterapeuta. Ti aiuterà tanto parlare e non sentirti sola.
Wanda
Wanda
Carissima,
Racconta di un senso di disagio che sta vivendo e da quanto scrive sembra che lei sia nell’eta’ dell’adolescenza, che è un periodo della vita segnato da cambiamenti e anche da emozioni e pensieri spesso nuove rispetto al passato. Ha pensato di parlare con i suoi genitori e chiedere di poter avere un supporto, eventualmente anche psicologico? Immagino che a volte può essere difficile eppure molto spesso può fare la differenza nel nostro percorso di vita.
Un caro in bocca al lupo!
Racconta di un senso di disagio che sta vivendo e da quanto scrive sembra che lei sia nell’eta’ dell’adolescenza, che è un periodo della vita segnato da cambiamenti e anche da emozioni e pensieri spesso nuove rispetto al passato. Ha pensato di parlare con i suoi genitori e chiedere di poter avere un supporto, eventualmente anche psicologico? Immagino che a volte può essere difficile eppure molto spesso può fare la differenza nel nostro percorso di vita.
Un caro in bocca al lupo!
Ciao, la fase di crescita che stai affrontando, purtroppo, non è sempre facile ed è soggetta a diverse crisi emotive. Sicuramente un aiuto psicologico può fare al caso tuo: lo specialista ti aiuterà ad approfondire meglio il tuo stato psico-emotivo e ad avere maggiore fiducia nelle tue qualità. Ma per fare questo, devi prima rivolgerti ai tuoi genitori per avere l'autorizzazione al trattamento psicologico. Cari saluti Dr.ssa Claudia Sposini
Cara giovanissima utente, anche se agli inizi dell'adolescenza possono presentarsi delle insicurezze personali e possibili tensioni e conflitti con i propri genitori, dovute alla ricerca della propria "identità" e dimostrazione di "indipendenza" , ricorda che i tuoi cari sono le figure che desiderano più di ogni altra vederti serena e felice, anche se a volte potresti opporti ai loro modi o non comprendere il loro "linguaggio" che senti "probabilmente" un pò "lontano" dal tuo, ma non dimenticare che per loro sei importante e sono le prime figure alle quali puoi chiedere aiuto. Parlaci con serenità, descrivi loro cosa provi in determinate situazioni e quanto le percepisci complesse... vedrai che cercheranno di comprendere il tuo mondo e troverete insieme il percorso giusto. Buone esperienze di vita!
Dott.ssa Daniela Guzzino -Vice Presidente Ass. Logos Famiglia e Minori Roma
Dott.ssa Daniela Guzzino -Vice Presidente Ass. Logos Famiglia e Minori Roma
Cara ragazza, mi arriva forte e chiaro il tuo disagio. Hai mai provato a parlarne con i tuoi genitori? Ti consiglio di dire a loro ciò che hai scritto qui e magari con il loro consenso anche fissare un colloquio psicologico. Sei una fase importante e delicata della vita. Se hai bisogno di chiarimenti o di fare domande rimango a tua disposizione.
Dott.ssa Federica Leonardi
Dott.ssa Federica Leonardi
Buongiorno,
l'adolescenza è il periodo di transizione tra l'infanzia e la giovane età adulta. E' un passaggio non immune da crisi quindi è 'normale' anche sperimentare disagio. A volte i conflitti possono essere il frutto tra il desiderio più o meno consapevole di diventare 'grandi' e quello di mantenere lo stato di 'puer', di fanciullo. Con uno psicologo scolastico o attraverso una richiesta all'ASL con l'autorizzazione dei genitori se minorenne potrà esplorare intimamente cosa significa per lei essere adolescente e diventare 'grande', inoltre potrà esplorare il significato nostalgico nei confronti della fanciullezza che caratterizza tanti ragazzi come lei. Mi sento di dirle che compito finale dell'adolescenza è quello di integrare, tenere insieme quel fanciullo che siamo stati con l'adulto che nasce e che verrà dalla conclusione del processo adolescenziale, è questa la strada da seguire, passo dopo passo!
Omar Vitali
l'adolescenza è il periodo di transizione tra l'infanzia e la giovane età adulta. E' un passaggio non immune da crisi quindi è 'normale' anche sperimentare disagio. A volte i conflitti possono essere il frutto tra il desiderio più o meno consapevole di diventare 'grandi' e quello di mantenere lo stato di 'puer', di fanciullo. Con uno psicologo scolastico o attraverso una richiesta all'ASL con l'autorizzazione dei genitori se minorenne potrà esplorare intimamente cosa significa per lei essere adolescente e diventare 'grande', inoltre potrà esplorare il significato nostalgico nei confronti della fanciullezza che caratterizza tanti ragazzi come lei. Mi sento di dirle che compito finale dell'adolescenza è quello di integrare, tenere insieme quel fanciullo che siamo stati con l'adulto che nasce e che verrà dalla conclusione del processo adolescenziale, è questa la strada da seguire, passo dopo passo!
Omar Vitali
Ciao. Sono successe doverse cose molto dolorose per te, in un periodo critico a di cambiamento. Troppo tutto insieme. Ti suggerisco di parlare con i tuoi genitori chiedendo loro di farti aiutare da un psicologo per affrontare le situazioni che ti fanno soffrire. Buona serata
Gentile, credo che quello che tu stai vivendo possa essere sviluppato al più presto in un percorso terapeutico proprio per interrompere tale spirale di isolamento e farti sbocciare come adulta indipendente e competente. Parlane con i tuoi genitori e fissate consulenza individuale. Saluti.
Ciao, essendo giovane ti do del tu.
Mi dispiace per il periodo difficile che stai vivendo, ma lì dove c'è il problema c'è anche la soluzione.
C'è lo psicologo all'interno della scuola? Sei mai andata da lui in passato a sfogarti un po'?
Potresti parlarne con lui.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Mi dispiace per il periodo difficile che stai vivendo, ma lì dove c'è il problema c'è anche la soluzione.
C'è lo psicologo all'interno della scuola? Sei mai andata da lui in passato a sfogarti un po'?
Potresti parlarne con lui.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Cara utente,
stai attraversando un periodo difficile, l'adolescenza, in cui i cambiamenti si susseguono con una velocità tale che talvolta è difficile adattarsi e trovare un equilibrio.
La prima cosa da fare è parlarne con i tuoi genitori, che non vengono mai citati in quello che ci scrivi: c'è un motivo? Sembri sentirti molto sola di fronte alle tue difficoltà, ma non è così.
Rivolgiti innanzitutto a loro, e visto che ci dici di avere avuto un attacco di panico, e forte ansia, fatti accompagnare da uno psicoterapeuta, per prenderti cura di questo momento e aiutarti a riprendere il tuo percorso di crescita nel migliore dei modi.
Abbi fiducia, migliorerà!
Un caro saluto,
Dr. Ventura
stai attraversando un periodo difficile, l'adolescenza, in cui i cambiamenti si susseguono con una velocità tale che talvolta è difficile adattarsi e trovare un equilibrio.
La prima cosa da fare è parlarne con i tuoi genitori, che non vengono mai citati in quello che ci scrivi: c'è un motivo? Sembri sentirti molto sola di fronte alle tue difficoltà, ma non è così.
Rivolgiti innanzitutto a loro, e visto che ci dici di avere avuto un attacco di panico, e forte ansia, fatti accompagnare da uno psicoterapeuta, per prenderti cura di questo momento e aiutarti a riprendere il tuo percorso di crescita nel migliore dei modi.
Abbi fiducia, migliorerà!
Un caro saluto,
Dr. Ventura
Cara ragazza, hai vissuto delle esperienze di perdita di figure per te importanti in una fase di vita già di per sé critica per via di tutti i cambiamenti che comporta. La sofferenza che riporti merita di essere affrontata, poter intraprendere un percorso psicologico alla tua giovane età ti permetterà di evitare che questi vissuti abbiano conseguenze anche in futuro e potrai essere più serena anche a lungo termine! Cerca di parlarne con i tuoi genitori in modo da cercare un professionista che possa aiutarti, oppure puoi informarti se nella tua zona c'è un consultorio adolescenti a cui rivolgerti. Un caro saluto, dott.ssa Beatrice Aisa
Gentile utente, ritengo che le tematiche siano da riportare e affrontare in un contesto di psicoterapia. Così come se f si ha un mal di pancia ci si rivolge al medico, allo stesso modo le difficoltà emotive vanno trattate con il professionista di riferimento. Esistiamo per questo, per potere risolvere e migliorare la qualità della vita.
Ci pensi...
Dott.ssa Valeria Randisi
Ci pensi...
Dott.ssa Valeria Randisi
Cara ragazza,
È molto probabile che stia affrontando un periodo di crisi legato alla crescita evolutiva.
I cambiamenti ed ad esempio il passaggio dalle scuole elementari alle medie possono portare a vivere momenti difficili come il suo. Questo caratterizzerà questo momento della sua vita sono a che non troverà un nuovo equilibrio relazionale tra se ed il resto del suo mondo. Inoltre le crisi evolutive le potrà vivere anche in altri momenti della vita, come ad esempio nel passaggio alle superiori, poi all 'universita e alla fine con l accesso nel mondo del lavoro. Mi sento di doverla tranquillizzare....ritenga questa tristezza solo un momento dovuto alla perdita di ciò che era e la paura di ciò che sará.
Un caro saluto
Dott. Diego Ferrara
È molto probabile che stia affrontando un periodo di crisi legato alla crescita evolutiva.
I cambiamenti ed ad esempio il passaggio dalle scuole elementari alle medie possono portare a vivere momenti difficili come il suo. Questo caratterizzerà questo momento della sua vita sono a che non troverà un nuovo equilibrio relazionale tra se ed il resto del suo mondo. Inoltre le crisi evolutive le potrà vivere anche in altri momenti della vita, come ad esempio nel passaggio alle superiori, poi all 'universita e alla fine con l accesso nel mondo del lavoro. Mi sento di doverla tranquillizzare....ritenga questa tristezza solo un momento dovuto alla perdita di ciò che era e la paura di ciò che sará.
Un caro saluto
Dott. Diego Ferrara
Salve,
se è stato davvero un attacco di panico le consiglio di parlarne il prima possibile con un professionista.
un saluto,
MMM
se è stato davvero un attacco di panico le consiglio di parlarne il prima possibile con un professionista.
un saluto,
MMM
Buongiorno Le consiglio di intraprendere un percorso con un professionista al fine di valutare i fattori scatenanti del disagio che vive ( da quanto tempo si manifesta c’è stata una particolare situazione un particolare pensiero che lo ha innescato?) fattori di mantenimento (in quali stazioni si manifesta questo disagio? Quali pensieri ho in quel momento? Quali conseguenze teme che potrebbero accadere?)
Un percorso con un professionista può aiutarla a comprendere meglio il suo disagio Ed affrontarlo nel miglior modo possibile. Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti
Un percorso con un professionista può aiutarla a comprendere meglio il suo disagio Ed affrontarlo nel miglior modo possibile. Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti
Ciao, grazie per aver condiviso il tuo vissuto.
Quello che racconti trasmette un grande senso di solitudine e difficoltà nel ritrovare un equilibrio dopo esperienze che ti hanno segnata. La fine improvvisa di un’amicizia importante, l’isolamento che ne è seguito e la difficoltà nel sentirsi parte di un gruppo sono situazioni che possono lasciare un senso di vuoto e insicurezza. È comprensibile che tu provi nostalgia per l’infanzia, perché era un periodo in cui probabilmente ti sentivi più serena e circondata da affetti.
Inoltre, l’ansia che descrivi – soprattutto dopo aver vissuto un attacco di panico – può aver amplificato queste emozioni, portandoti a sentirti ancora più chiusa e preoccupata per il futuro. Quando l’ansia diventa persistente, è come se mettesse un velo tra noi e la realtà, facendoci vedere tutto più difficile e faticoso.
Alcuni punti su cui potresti riflettere:
Ciò che stai vivendo ora non definirà per forza il tuo futuro: anche se in questo momento ti senti bloccata, la tua vita può cambiare e trovare nuove direzioni con il tempo e con il giusto supporto.
L’ansia e la tristezza possono essere affrontate: se ti senti spesso sopraffatta, parlarne con qualcuno (un familiare, un amico di fiducia o un professionista) potrebbe aiutarti a capire meglio cosa sta succedendo e come gestirlo.
Non sei sbagliata perché fai fatica ad aprirti: è normale che, dopo esperienze di esclusione, la fiducia negli altri venga meno. Ma questo non significa che non potrai mai più costruire legami autentici.
Nel frattempo, potrebbe esserti utile provare a fare piccoli passi: magari scegliere un’attività che ti piace, senza sentirti obbligata a socializzare subito, o provare a esprimere poco alla volta ciò che senti con qualcuno di cui ti fidi.
Se queste sensazioni persistono e ti pesano molto, potresti valutare di parlarne con uno psicologo, che potrebbe aiutarti a dare un senso a ciò che provi e a trovare strumenti per stare meglio. Non sei sola in questo, e meriti di sentirti compresa e supportata.
Ti auguro di ritrovare un po’ di serenità.
Quello che racconti trasmette un grande senso di solitudine e difficoltà nel ritrovare un equilibrio dopo esperienze che ti hanno segnata. La fine improvvisa di un’amicizia importante, l’isolamento che ne è seguito e la difficoltà nel sentirsi parte di un gruppo sono situazioni che possono lasciare un senso di vuoto e insicurezza. È comprensibile che tu provi nostalgia per l’infanzia, perché era un periodo in cui probabilmente ti sentivi più serena e circondata da affetti.
Inoltre, l’ansia che descrivi – soprattutto dopo aver vissuto un attacco di panico – può aver amplificato queste emozioni, portandoti a sentirti ancora più chiusa e preoccupata per il futuro. Quando l’ansia diventa persistente, è come se mettesse un velo tra noi e la realtà, facendoci vedere tutto più difficile e faticoso.
Alcuni punti su cui potresti riflettere:
Ciò che stai vivendo ora non definirà per forza il tuo futuro: anche se in questo momento ti senti bloccata, la tua vita può cambiare e trovare nuove direzioni con il tempo e con il giusto supporto.
L’ansia e la tristezza possono essere affrontate: se ti senti spesso sopraffatta, parlarne con qualcuno (un familiare, un amico di fiducia o un professionista) potrebbe aiutarti a capire meglio cosa sta succedendo e come gestirlo.
Non sei sbagliata perché fai fatica ad aprirti: è normale che, dopo esperienze di esclusione, la fiducia negli altri venga meno. Ma questo non significa che non potrai mai più costruire legami autentici.
Nel frattempo, potrebbe esserti utile provare a fare piccoli passi: magari scegliere un’attività che ti piace, senza sentirti obbligata a socializzare subito, o provare a esprimere poco alla volta ciò che senti con qualcuno di cui ti fidi.
Se queste sensazioni persistono e ti pesano molto, potresti valutare di parlarne con uno psicologo, che potrebbe aiutarti a dare un senso a ciò che provi e a trovare strumenti per stare meglio. Non sei sola in questo, e meriti di sentirti compresa e supportata.
Ti auguro di ritrovare un po’ di serenità.
Ciao,
Se ti va, possiamo sentirci così me ne parli meglio e proviamo a capire insieme.
Dott.ssa Janett Aruta,
Psicologa - ricevo su MioDottore e in studio a Palermo
Se ti va, possiamo sentirci così me ne parli meglio e proviamo a capire insieme.
Dott.ssa Janett Aruta,
Psicologa - ricevo su MioDottore e in studio a Palermo
Ciao,
hai descritto molto bene quello che stai vivendo, e dalle tue parole si percepisce quanta fatica e quanta tristezza ti porti dentro da tempo. È davvero importante che tu abbia trovato il coraggio di scrivere tutto questo: non è debolezza, ma il primo passo per cercare di capire cosa ti sta succedendo e per tornare a stare meglio.
Da ciò che racconti, sembra che il periodo difficile sia iniziato con una ferita relazionale profonda, quando la tua amica si è allontanata senza spiegazioni. Da quel momento, come spesso accade dopo un’esperienza di esclusione, hai imparato a proteggerti chiudendoti un po’, per paura di essere di nuovo ferita. È una reazione molto umana, ma col tempo può far crescere la sensazione di solitudine e la difficoltà ad aprirsi.
Il rimpianto per l’infanzia, il pianto improvviso, la difficoltà a dormire e l’ansia dopo l’attacco di panico sono tutti segnali di un malessere emotivo che merita ascolto e sostegno, non di una condizione “senza via d’uscita”.
Ecco cosa puoi fare concretamente:
Parlane con un adulto di fiducia, ad esempio un genitore, un insegnante o il medico di famiglia. Chiedi di poter parlare con uno psicologo, anche attraverso il consultorio o il servizio di ascolto per giovani della tua città (sono gratuiti o a basso costo).
Se l’ansia aumenta la sera o prima di dormire, prova piccoli esercizi di respiro lento e regolare: inspira dal naso contando fino a 4, espira dalla bocca contando fino a 6. Serve a calmare il corpo e far capire al cervello che sei al sicuro.
Non isolarti del tutto: anche se ora non ti va di uscire, prova a mantenere almeno un piccolo contatto con qualcuno che ti fa stare tranquilla, senza forzarti a parlare di tutto. A volte basta la presenza di qualcuno per sentirsi meno soli.
Ricorda che non è un destino: quello che provi è una fase che si può attraversare e superare, con il giusto aiuto.
L’ansia e la tristezza non sono segni di fragilità, ma messaggi che il tuo corpo e la tua mente ti stanno mandando per dirti che hai bisogno di essere capita e sostenuta. E questo si può fare, passo dopo passo, insieme a qualcuno che sappia ascoltarti senza giudizio.
Hai già fatto il passo più difficile: chiedere aiuto. Adesso non fermarti. Parlarne di persona con qualcuno sarà il vero inizio del cambiamento.
hai descritto molto bene quello che stai vivendo, e dalle tue parole si percepisce quanta fatica e quanta tristezza ti porti dentro da tempo. È davvero importante che tu abbia trovato il coraggio di scrivere tutto questo: non è debolezza, ma il primo passo per cercare di capire cosa ti sta succedendo e per tornare a stare meglio.
Da ciò che racconti, sembra che il periodo difficile sia iniziato con una ferita relazionale profonda, quando la tua amica si è allontanata senza spiegazioni. Da quel momento, come spesso accade dopo un’esperienza di esclusione, hai imparato a proteggerti chiudendoti un po’, per paura di essere di nuovo ferita. È una reazione molto umana, ma col tempo può far crescere la sensazione di solitudine e la difficoltà ad aprirsi.
Il rimpianto per l’infanzia, il pianto improvviso, la difficoltà a dormire e l’ansia dopo l’attacco di panico sono tutti segnali di un malessere emotivo che merita ascolto e sostegno, non di una condizione “senza via d’uscita”.
Ecco cosa puoi fare concretamente:
Parlane con un adulto di fiducia, ad esempio un genitore, un insegnante o il medico di famiglia. Chiedi di poter parlare con uno psicologo, anche attraverso il consultorio o il servizio di ascolto per giovani della tua città (sono gratuiti o a basso costo).
Se l’ansia aumenta la sera o prima di dormire, prova piccoli esercizi di respiro lento e regolare: inspira dal naso contando fino a 4, espira dalla bocca contando fino a 6. Serve a calmare il corpo e far capire al cervello che sei al sicuro.
Non isolarti del tutto: anche se ora non ti va di uscire, prova a mantenere almeno un piccolo contatto con qualcuno che ti fa stare tranquilla, senza forzarti a parlare di tutto. A volte basta la presenza di qualcuno per sentirsi meno soli.
Ricorda che non è un destino: quello che provi è una fase che si può attraversare e superare, con il giusto aiuto.
L’ansia e la tristezza non sono segni di fragilità, ma messaggi che il tuo corpo e la tua mente ti stanno mandando per dirti che hai bisogno di essere capita e sostenuta. E questo si può fare, passo dopo passo, insieme a qualcuno che sappia ascoltarti senza giudizio.
Hai già fatto il passo più difficile: chiedere aiuto. Adesso non fermarti. Parlarne di persona con qualcuno sarà il vero inizio del cambiamento.
Grazie per aver raccontato tutto questo, si sente quanta sofferenza ti porti dentro da tanto tempo. Quello che descrivi non è “esagerato” né inspiegabile: perdere improvvisamente un’amicizia importante in un’età delicata come le medie può essere un piccolo trauma relazionale. Quando una persona di riferimento ti esclude senza spiegazioni e ti senti presa in giro davanti agli altri, è normale che qualcosa dentro si chiuda per proteggersi. Il problema è che quella chiusura, che inizialmente serve a non soffrire, col tempo può trasformarsi in isolamento, difficoltà ad aprirsi e paura del giudizio. Il fatto che tu rimpianga l’infanzia e abbia crisi di pianto con nostalgia parla di un bisogno di sicurezza, di leggerezza, di quando ti sentivi più al sicuro nelle relazioni. Non è debolezza, è una parte di te che sta chiedendo attenzione. Anche l’ansia che descrivi, soprattutto dopo l’attacco di panico, è comprensibile: spesso il primo attacco spaventa moltissimo e da lì si sviluppa la paura che possa ricapitare o che ci sia “qualcosa che non va”, aumentando l’attenzione verso il corpo e verso le malattie. Questo stato di allerta continua poi interferisce con il sonno, ti rende irritabile e più fragile emotivamente, creando un circolo che alimenta tristezza e chiusura. Il fatto che tu abbia degli amici ma non riesca a goderti la loro compagnia non significa che tu non ne sia capace, ma che probabilmente hai sviluppato una forte paura di essere ferita o esclusa di nuovo. La buona notizia è che tutto questo si può lavorare. Ti consiglierei davvero di intraprendere un percorso di psicoterapia, perché quello che stai vivendo non è “una fase che devi sopportare”, ma qualcosa che merita ascolto e strumenti concreti per uscirne. Con un aiuto adeguato puoi imparare a gestire l’ansia, rielaborare quella ferita relazionale e tornare gradualmente a sentirti più libera nelle relazioni. Non cercare di immaginare ora come sarai da adulta: il futuro non è una condanna scritta oggi. Stai vivendo un momento difficile, ma non definisce chi diventerai.
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