Salve, sono una ragazza di 17 anni e da circa 5 mesi sto cercando di capire il mio orientamento sess

24 risposte
Salve, sono una ragazza di 17 anni e da circa 5 mesi sto cercando di capire il mio orientamento sessuale e solo stamattina mi sono autoconvinta di essere lesbica, ma nonostante ciò ho alcuni dubbi sul fatto che invece possa essere bisessuale.
Mi spiego meglio... In tutta la mia vita non ho mai messo in dubbio il mio orientamento sessuale, ero fermamente convinta di essere etero, seppur fino ad oggi non ho avuto nessun tipo di relazione con un ragazzo (né con una ragazza) eccetto un caso: avevo 14 anni e nel gruppo in cui uscivo quasi tutte le mie amiche erano fidanzate, così ricambiati il primo ragazzo che mi dimostrò un interesse e stemmo insieme all'incirca 1 settimana, quando fui io a lasciarlo poiché mi resi conto che non provavo alcun tipo di sentimento verso di lui, neppure baciarlo mi provocava le cosiddette farfalle nello stomaco, quelle di cui avevo tanto sentire parlare e che tutte le mie amiche avevano provato tranne io.
Da allora non ho più avuto nessun tipo di rapporto con nessun ragazzo, tant'é vero che le mie amiche mi chiedevano "ma davvero non hai una cotta per nessuno? No non può essere così" e al loro "ti devo presentare qualcuno" rispondevo sempre che no non volevo assolutamente, che stavo bene così, ma io non mi sono mai preoccupata del fatto che potessi essere omosessuale perché davo la colpa al mio essere estremamente timida.
Quando poi c'è stato il lock dawn è come se mi fosse scattato qualcosa dentro, che mi ha portato a indagare dentro me stessa.
Mi sono detta che una ragazza di 17 anni dovrebbe essere attratta sia fisicamente che sessualmente da un ragazzo e desiderare di avere un fidanzato e starci insieme, cosa che invece io ho sempre trovato disgustoso e preoccupante (intendo il sesso tra uomo e donna). Ho cercato di capire anche da dove potesse essere nata questa paura e penso che sia a causa del bullismo che ho subito alle medie, da parte appunto di maschi. Quello è stato il periodo più buio della mia vita, (che mi ha portato anche a soffrire di depressione, autolesionismo e anoressia), dal quale sono riuscita ad uscire grazie all'aiuto di una psicologa. Ed è qui che sorgono i miei dubbi: ho adottato questa "corazza" di essere lesbica per "proteggermi" dai ragazzi che il mio cervello cataloga come persone rozze, poco fini, che usano le ragazze come puro oggetto sessuale, o è davvero così?
Passiamo, quindi, alla questione ragazze. Come ho già detto in precedenza, ho riflettuto sulla mia sessualità durante la quarantena, quando ho realizzato che potessero piacermi le ragazze visto che non sono mai stata innamorata, in 17 anni, di nessun ragazzo. Guardando dentro di me con razionalità, ho potuto constatare che il mio Instagram è cosparso di ragazze, poiché è la percentuale più alta che seguo, e quando mi capita di scorrere tra i commenti di un post, le immagini profilo che mi colpiscono sono sempre ed esclusivamente di ragazze e puntualmente mi ritrovo a guardare interamente i loro profili. Questo però, potrebbe anche non significare niente, senonché qualche volta mi è capitato anche di eccitarmi guardando una foto.
Allora ho cercato di andare più a fondo, immaginando un presunto rapporto sessuale con una donna, cosa che non mi ha provocato tutta questa paura (anzi!) come quando mi è capitato di pensarlo con un uomo. Sono andata oltre il sesso e ho cominciato a pensare ad una vera e propria relazione con una donna (donna in generale, non c'è nessuna ragazza che mi piaccia al momento) e anche questa volta non mi è sembrato così brutto, se non quando mi sono immaginata da adulta, ed allora ho abbattuto tutte le mie fantasie, pensando che sarei dovuta stare con un uomo da grande. Pensando al mio passato, ho pensato a qualche altro evento che potesse confermare questa idea e ne ho trovato un altro, che ho sempre sottovalutato. In prima superiore avevo stretto un legame fortissimo con la mia compagna di banco. Abbiamo trascorso un anno bellissimo, ero felicissima quando dovevo uscire con lei, quando mi invitava a casa sua e mi godevo ogni attimo insieme a lei, tant'é vero che un giorno, per scherzo, parlando su whatsapp le dissi "marti ti devo dire una cosa, sono lesbica, mi sono innamorata di te" e la sua reazione fu "ti voglio bene, lo sai che mi piacciono i ragazzi, scusami" e allora le dissi che era soltanto uno scherzo e tutto tornó come prima, fino a quando decise di cambiare scuola ed indirizzo e perdemmo i rapporti. Fu una cosa che mi spezzò il cuore, all'inizio ero sempre io che la messaggiavo, le chiedevo di vederci e per un periodo ci siamo pure viste, ma stando distanti sentivo che non era più lo stesso e man mano ho lasciato stare, non le ho più scritto un messaggio, sperando che lo facesse lei, ma niente, e così che sono passati i mesi e gli anni. Per molti mesi sono stata malissimo, la pensavo ogni giorno, piangevo di notte pensando a lei e alla rottura della nostra amicizia e se ci penso, ancora oggi mi viene un magone alla gola. A distanza di anni, quindi mi sono chiesta e se quella non fosse stata una semplice amicizia, e se lei fosse stata qualcosa di molto di più per me, ma a cui io non ho mai dato peso?
E così che nel mio cervello si è accesa una spia con questa domanda "E se fossi davvero lesbica?". Devo ammettere, che inizialmente questo pensiero mi ha destabilizzata, tant'è vero che cercavo di sopprimerlo e di evitarlo il più non posso, ma più cercavo di non pensarci e più questo compariva sempre più aggressivo, quindi ho lasciato che questa paura entrasse dentro di me per poi trasformarla in qualcosa di positivo. Penso che io abbia avuto questa paura, innanzitutto perché scoprirsi non è mai facile, ma soprattutto perché viviamo in una società strettamente eterosessuale, dove la "normalità" è essere sposati con un uomo e con una donna, pensiero che ha fortemente anche la mia famiglia. Io mi sono da sempre battuta per la comunità LGBTQ+, anche quando ignoravo il fatto di poter essere "diversa", tant'é vero che ad un qualsiasi commento sgradevole che mi è capitato di sentire, sono stata sempre pronta a rispondere a tono e ad affermare il mio pensiero, cercando di far ragionare anche loro, ma con scarsi risultati. Ed è questo che mi ha portata per mesi a sopprimere il mio essere, a pensare addirittura di non poter essere così per non dargli un'ulteriore delusione, e di credere che avrei dovuto non pensarci proprio più e di continuare la mia vita da etero. Ma sono arrivata oggi a credere che ho bisogno di essere felice, perché non lo sono stata per molto tempo e ancora ora non mi sento benissimo, ci sono ancora pensieri che mi porto dal mio dca e con cui lotto e cerco di convivere ogni giorno, ma è dura. Quindi se per me la felicità è stare con una donna, mi va bene, anche se questo comporterebbe la delusione dei miei genitori, ma prima di fare coming out con amici e famiglia, voglio davvero esserne certa, ed avere anche un vostro consiglio che sarebbe prezioso per me. Ho un'immensa stima per voi e il vostro mestiere che trovo sia uno dei più belli al mondo e che sogno anch'io di fare da grande, perché mi piace davvero aiutare le persone. Con questo, vi saluto e vi ringrazio per essere arrivati fin qui e aver letto le mie parole. Vi ringrazio davvero di cuore e aspetto una vostra opinione.
Dott. Stefano Minelli
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Con buona pace dei cliché cinematografici e dei benpensanti, nessuno è omosessuale o eterosessuale al cento per cento. La sessualità, soprattutto nel periodo dell'adolescenza è qualcosa di tumultuoso, spesso confuso, disorientante; e non di rado continua a esserlo anche successivamente, per il fatto che nell'altro è ricercata sempre una parte di sé stessi, ci si misura spesso sull'immagine delle persone dello stesso sesso, ci si continua a interrogare sul rapporto, in senso lato, con le altre persone.
Che vuol dire essere donna? che vuol dire essere uomo? Che fa una donna? Che fa un uomo? Il nostro essere umani, che va oltre l'anatomia, complica sempre un po' le cose...Non cessi di farsi queste domande, ne parli con uno specialista, magari la stessa psicologa che l'ha ascoltata in passato.
Scoprirsi non è mai semplice, ma a volte si possono fare belle scoperte.
SM

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Dott. Alessio Vellucci
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Cara ragazza,
hai un modo davvero chiaro di raccontare la tua mente e ciò che provi. Purtroppo ancora oggi l'orientamento sessuale è concepito in termini di appartenenza rigida, e sembra sia prioritario comunicarlo agli altri prima che a noi stessi. Ti stai ponendo degli interrogativi profondi, che stanno accendendo sensazioni alle quali ti stai concedendo gradualmente, e trovo che questo assetto esplorativo sia magnifico, e tu debba viverlo con curiosità. Capisco quanto peso possa avere la reazione di chi ti circonda, ma non fare che soffochi la tua esperienza come forse stanno facendo le imponenti riflessioni che ci hai proposto; che alla lunga rischiano, anche se molto stimolanti, di "mortificare" i sentimenti che vorrebbero spiegare. Sei una giovane donna che in questo momento sente attrazione per altre donne, e non per altri uomini. Questo è ciò di cui disponiamo oggi. Ipotizzare che derivi dal bullismo diventa un modo con il quale giustificare qualcosa che sentiamo dovrebbe essere diverso, ed è proprio questo il punto: non c'è niente di diverso, né di sbagliato. Prosegui coraggiosamente questo percorso che hai intrapreso e valuta se eventualmente farti supportare da qualcuno che si allei con il desiderio di essere te stessa. Qualunque cosa ciò significhi per te. Un caro augurio di buona fortuna
Dott. Omar Vitali
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Dalmine
Grazie per aver scritto, mi ha colpito molto questo:
"sono arrivata oggi a credere che ho bisogno di essere felice". Penso che questo sia un ottimo progetto il più importante da perseguire. Non importa con chi ma importa che ci si senta amati e realizzati. I bisogni fondamentali dell'uomo sono:
protezione e sicurezza
affetto e identificazione
stima di sé e realizzazione.
Si denota il fatto che ha fatto parecchio lavoro introspettivo, può proseguirlo con il sostegno psicologico come in passato, per una migliore crescita personale che la porti a realizzare pienamente sé stessa.
Cordialmente.
Omar Vitali
Dott.ssa Valentina Loforese
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Piove di Sacco
Gentilissima, ti ringrazio per la tua domanda, l'ho trovata piena di spunti di riflessione e di sensibilità. L'attrazione sessuale non è mai giusta o sbagliata ed è indipendente dal genere, il nostro corpo ci dice molto di noi stessi e ci comunica sempre qual'è la cosa più utile per noi. Sicuramente le situazioni che hai vissuto possono aver influenzato le tue percezioni del genere maschile e di conseguenza anche l'attrazione sessuale, ma la sessualità non è solo apprendimento o conseguenza di ciò che ci succede, bensì qualcosa che ci appartiene fin dalla nascita ma che si costruisce anche nella relazione con l'altro e può essere in continuo mutamento. Sei stata molto coraggiosa a porti tutte queste domande e la tua giovane età ti fa onore, molto spesso la consapevolezza del proprio corpo e della propria sessualità richiede molti anni. Se sei interessata ad approfondire puoi contattarmi, altrimenti ti faccio un grande in bocca al lupo.
Dott.ssa Maura Falocco
Psicologo, Professional counselor
Grottaferrata
Cara ragazza,
per avere risposte ai suoi dubbi credo sia utile chiedere uno spazio per se stessa e continuare a riflettere con uno psicologo sulla sua storia vissuta finora per "dare senso" ai suoi legittimi dubbi e saper distinguere fra sentimento di amicizia, affetto o attrazione sessuale. In questo modo potrà capire il suo orientamento sessuale.
Potrebbe rivolgersi alla stessa psicologa che l'ha aiutata in passato. Un grande in bocca al lupo
Dott.ssa Beatrice Aisa
Psicologo, Psicoterapeuta
Poggibonsi
Cara ragazza, ho letto con molto interesse la tua domanda piena di riflessioni profonde e ben collegate alla tua esperienza di vita. Ogni riflessione e ogni dubbio che hai espresso merita di essere approfondito. Prendendo come spunto quello che scrivi "ho bisogno di essere felice, perché non lo sono stata per molto tempo" ti consiglio di affrontare questa situazione con uno psicologo, magari con la collega che ti ha già aiutata in passato, così da poter fare chiarezza dentro di te e vivere con serenità la tua sessualità. Un saluto, dott.ssa Beatrice Aisa
Dott.ssa Chiara Tomassoni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Nella tua richiesta hai espresso molti dubbi e preoccupazioni ed ognuna richiede una riflessione approfondita e a sè. Possono essere concause del malessere che stai vivendoZ ti suggerisco una psicoterapia per affrontare tutte queste tematiche. Buona serata
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, mi dispiace per il periodo che sta attraversando con tutti questi dubbi.
Comunque, le consiglio di rivolgersi ad un professionista per schiarirsi un po' le idee, potrebbe così vivere le cose più serenamente.
Stia tranquilla, le cose si risolveranno.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Francesca Mendola
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Vista la giovane età preferisco darti del tu. Vorrei iniziare con il farti i miei complimenti per la profondità di pensiero ed espressione che ho riscontrato nelle tue parole. Nel leggerle ho sentito molta energia e molta forza. Sicuramente stai attraversando un periodo particolare della vita che implica molta confusione e sofferenza. Non è facile conoscersi ed è ammirevole che ti poni queste domande a 17 anni. Non mi sento di darti consigli o suggerimenti, se non uno alla fine; quello che voglio fare nel risponderti è rimandarti tutta la forza, la determinazione e il coraggio che mi sono arrivati leggendo le tue parole. Nessuno può dirti se sei etero, omosessuale, bisessuale, asessuata e così via: lo capirai con il tempo. Inoltre reputo non sia strettamente necessario fare subito coming out, anzi forse sarebbe più opportuno darsi del tempo per capire il proprio orientamento sessuale senza coinvolgere necessariamente familiari e amici, soprattutto considerando il fatto che ancora non hai avuto esperienze sessuali né con donne né con uomini. Infine, ciò che mi sento di dirti (come possibile consiglio) è che potresti pensare di ricontattare la collega psicologa che ti ha seguito per il DCA e per le altre problematiche, poiché mi sembra di capire che ti ha aiutata molto. Anche qualche incontro per esplorare il tema della propria sessualità potrebbe aiutarti a conoscerti di più e ad affrontare questa fase della vita in modo più sereno.
Concludo dicendoti che sono rimasta molto colpita dalla tua capacità di entrare in contatto con le tue emozioni, sebbene tu sia molto giovane. Se vorrai fare questo lavoro (cosa che mi auguro perchè è davvero un lavoro magnifico)empatia e capacità di introspezione ne sono alla base. Ti auguro il meglio.
Francesca Mendola Psicologa Clinica
Dott.ssa Maria Katiuscia Zerbi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, innanzitutto grazie di aver condiviso riflessioni e domande così importanti che la riguardano.
17 anni è un'età in cui ci si interroga circa se stessi e il proprio modo, del tutto personale, di essere al mondo. E l'orientamento sessuale è spesso uno dei temi che, sorto con l'inizio dell'adolescenza, chiede di trovare una soluzione definitiva. Trovo del tutto pertinenti e comprensibili i suoi dubbi, avere la possibilità di parlare con qualcuno potrebbe essere prezioso in questo momento al fine di poter dare il via ad una maggiore espressione di se stessa e di tale area della sua vita.
Un saluto, K. Zerbi.
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve,
innanzitutto complimenti per il coraggio che dimostri nel porti tutte queste domande su te stessa, il tuo orientamento e più in generale i tuoi sentimenti e i tuoi desideri: non sono temi semplici, e spesso paura e vergogna possono bloccare la naturale esplorazione di chi siamo e cosa vogliamo.
Voglio suggerirti alcune considerazioni che spero ti siano utili. Sembra che la sessualità femminile sia diversa da quella maschile per una maggiore flessibilità. Per questo, non avrei fretta di inseguire la "giusta definizione" di se stessi, quanto di esplorare le tue emozioni, i tuoi sentimenti, i tuoi desideri e i tuoi progetti. L'omosessualità è una variante normale della sessualità umana, e se incontrerai una donna che ti farà battere il cuore e di cui ti innamorerai sarà una cosa bellissima. Esattamente come se incontrerai un uomo verso cui provassi le stesse emozioni.
Forse puoi lasciar andare il problema di definirti, per aprirti ad ascoltare quello che desideri - senza ansia e senza sforzo, le risposte verranno da sé.

per aiutarti in questo, ti sarà utile una consulenza psicologica, che ti permetta di elaborare in autonomia il tuo vissuto.

Con i migliori auguri,
dr. Ventura
Dott.ssa Susanna Fontani
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Borgo San Lorenzo
Data la sua giovane età e l'incertezza di fondo che trapela dalla sua richiesta sarebbe utile si lasciasse maggior tempo per capire la natura dei suoi dubbi. Porsi domande più complesse e articolate piuttosto che facili risposte. Tanti cari auguri
Dott.ssa Erika Massaccesi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Cara ragazza
ho letto in modo approfondito la sua storia e credo che sia stata molto coraggiosa a raccontarsi.
Mi è molto piaciuto leggere che il suo desiderio è di essere felice e godere delle sue scelte. Trovo importante e anche normale che alla sua età abbia bisogno di definirsi e per tale motivo la invito a fare una richiesta esplicita ai suoi genitori di sostenersi nel suo percorso di crescita con una psicoterapia.
Consideri anche la possibilità di usufruire di una consulenza online per definire meglio i suoi obiettivi.
Buon Viaggio!
Dott.ssa Silvia Rondi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Terapeuta
Brescia
Gentile, il tuo scritto è ricchissimo di spunti e colpisce per la quantità di considerazioni e per la determinazione con cui cerchi evidentemente di definire te stessa. E' un lavoro lungo e difficile quello che conduce alla costruzione di un'identità coerente, coesa e stabile.
Chi sono io? E chi sono gli altri? Come mi rapporto con loro? Sono in grado di innamorarmi? Riesco a distinguere tra amicizia e amore? Cosa mi attrae? E in ultima analisi, cosa desidero? Sono domande che inconsapevolmente l'essere umano continua a porsi, in particolare durante il periodo di per sè instabile e di grandi trasformazioni che è l'adolescenza. Non avere paura di continuare ad esplorare te stessa.
Forse il periodo di isolamento forzato imposto dal lockdown ti ha portato ad affrontare tutto questo con maggiore profondità ed ora può essere un buon momento per elaborare i suoi pensieri e magari anche alcune esperienze, che ti hanno particolarmente segnata. A volte, può essere più semplice con il supporto di un professionista. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e ti auguro una buona vita! sr
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve,
è chiaro che si trova in un momento di grandi cambiamenti.
Probabilmente le potrebbe essere utile intraprendere un percorso con uno psicoterapetua.
Un saluto,
MMM
Dr. Maurizio Buonaugurio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Cara utente, penso che conducendo un'esplorazione di se stessa in modo accurata, e con interrogativi del tutto legittimi. Ha identificato diversi fattori che potrebbero avere un peso in questa sua identificazione di orientamento sessuale. Le consiglio cercare un aiuto professionale, magari anche dal professionista che l'ha già seguita, solo per aiutarla a fare chiarezza tra i molti dubbi che sente di avere. Alla fine di questo percorso, sarà chi sentirà di essere, non importa quale orientamento sessuale avrà, l'importante è che sarà serena con se stessa.
Dott.ssa Alice Carbone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao,
io credo che non solo tu abbia bisogno di essere felice, ma soprattutto che te lo meriti! E ti auguro davvero di esserlo.
Allora, la sessualità è una questione molto complicata, piena di aspetti.
Non c'è assolutamente nulla di anormale nel non aver provato fino ad ora desiderio/attrazione per un ragazzo o per una ragazza. Nè è anormale che tu non abbia avuto una relazione.
Tutte le domande che ti fai, le riflessioni, i pensieri, sono importanti e ti aiutano a capirti meglio. E solo capendoti meglio riuscirai ad accettarti e a stare bene. Quindi credo sia molto importante che tu ti sia fatta tutte queste domande e che abbia sentito il bisogno di scrivere per un confronto.
La sessualità è molto soggettiva e anche molto fluida, quindi non ci sono passaggi, pensieri, fasi obbligatori, uguali per tutti.
La mia sensazione è che tu ora ti senta in confusione, anche per il difficile periodo che stiamo vivendo. Potrebbe magari esserti di aiuto provare a contattare di nuovo la psicologa da cui andavi o cercarne una nuova: un percorso psicologico, come magari hai già sperimentato in passato, ti può aiutare a fare un po' di chiarezza, ad aprirti, ma soprattutto ad essere accolta e accettata. In tutte le tue possibili sfaccettature e sfumature.
Per qualsiasi cosa, sono qui, se vuoi.
Un saluto affettuoso,
Dott.ssa Alice Carbone
Dott.ssa Beatrice Planas
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Dott. Luca Ferretti
Psicologo, Psicoterapeuta
Livorno
Buongiorno, penso di avere un certo orientamento sessuale non impone che questo lo sia davvero.

Autoconvincersi di qualcosa può portare erroneamente a considerare soltanto le prove a favore alla nostra tesi e non quelle contrare e quindi non poter fare una valutazione obiettiva della realtà. Le consiglio di intraprendere percorso con un professionista al fine di comprendere meglio se questo pensiero ha una fondatezza o è dovuto ad una interpretazione erronea di alcune circostanze della sua vita. Un Percorso con un terapeuta può aiutarla a chiarire i suoi dubbi. Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Ciao,

Quello che stai vivendo è un percorso autentico di scoperta di te stessa, del tuo sentire, del tuo passato e di ciò che desideri per il tuo futuro.

Parliamone. Rimango a disposizione,

Dott.ssa Janett Aruta
Psicologa - ricevo su MioDottore e in studio a Palermo
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Ciao,

hai scritto qualcosa di molto profondo e maturo, e il modo in cui riesci a raccontarti mostra una grande capacità di riflessione e di sensibilità. Ti stai ponendo domande importanti, ma lo stai facendo con rispetto per te stessa, cercando di capire — non di incasellarti. Ed è proprio questo l’atteggiamento giusto.

In adolescenza (e anche dopo) è normale attraversare fasi di ricerca identitaria, in cui ci si chiede chi siamo, cosa desideriamo, che tipo di amore ci rappresenta. Queste domande non hanno una risposta immediata, né devono averla per forza. L’orientamento sessuale non è una scelta consapevole né un’etichetta da indossare per sempre, ma un aspetto della persona che può emergere, chiarirsi e prendere forma nel tempo, man mano che cresci e vivi esperienze affettive.

Provo a offrirti alcune riflessioni che possono aiutarti a orientarti con più serenità:

Essere lesbica o bisessuale non dipende dal passato o dai traumi. Il bullismo che hai subito può aver influenzato il modo in cui ti senti sicura o meno nei confronti dei ragazzi, ma non “crea” un orientamento: semmai può farti vivere la vicinanza con l’altro sesso con più diffidenza o paura.

Quello che hai provato per la tua compagna di banco — la felicità nel vederla, la mancanza, il pensiero costante — ha la forma di un sentimento autentico, non di semplice amicizia. È possibile che quello sia stato il primo segnale di un’attrazione affettiva verso una ragazza, ma anche qui non serve definirlo subito: può essere una scoperta dolce, non un’etichetta da scegliere.

Il fatto che immaginare un rapporto con una donna ti sembri naturale, mentre con un uomo ti provoca disagio, è un’informazione importante, ma non va interpretata come una “diagnosi”: l’attrazione può essere fluida e cambiare sfumature nel tempo.

Il bisogno di “essere certa” prima di parlarne con qualcuno è comprensibile, ma non devi arrivare a una verità assoluta per legittimarti. Puoi semplicemente dire “sto capendo chi sono”.

Quello che conta, adesso, è darti il permesso di esplorarti senza paura. Puoi farlo parlando con una psicologa o uno psicologo (anche scolastico o del consultorio giovani), che ti aiuti a distinguere ciò che nasce dal cuore da ciò che deriva da vecchie ferite o sensi di colpa. A volte avere un luogo sicuro in cui mettere in parole queste cose è il modo migliore per sentirle davvero.

E ricordati: non devi deludere nessuno scegliendo la tua felicità. Capirsi e volersi bene per come si è non toglie niente agli altri, ma aggiunge libertà a te.

Se vuoi, posso aiutarti a scrivere un messaggio o una frase per chiedere supporto a uno psicologo o a parlarne con qualcuno di fiducia, in modo tranquillo e protetto. Ti andrebbe?

— Dott.ssa Sara Petroni
Ti ringrazio davvero per la fiducia con cui hai raccontato la tua storia, si sente quanto tu abbia riflettuto, scavato, collegato pezzi del passato e del presente per cercare di capirti davvero. Prima di tutto voglio dirti che non c’è nulla di “sbagliato” in quello che stai vivendo: a 17 anni interrogarsi sull’orientamento è assolutamente normale, soprattutto se stai crescendo, stai maturando e stai iniziando a guardarti dentro con più consapevolezza. La tua non è confusione superficiale, è un processo di esplorazione profondo e questo dice molto della tua sensibilità. È comprensibile che il bullismo subito da parte dei ragazzi possa aver influito sul modo in cui oggi percepisci il mondo maschile, così come è comprensibile che il legame intenso con la tua amica possa averti fatto nascere delle domande nuove. Però c’è un aspetto molto importante che vorrei sottolinearti: il bisogno di arrivare a una definizione netta, rigida, immediata – “sono lesbica” oppure “sono bisessuale” oppure “sono etero” – rischia di trasformarsi in un pensiero un po’ dicotomico, tutto o niente, che può alimentare ansia e ossessività. Ti faccio una domanda che può aiutarti a riflettere: qual è lo scopo ultimo del definirti in maniera così categorica, qui e ora? Serve davvero a farti stare meglio o sta diventando una ricerca di certezza assoluta per calmare l’ansia? A volte il bisogno di etichettarsi subito nasce dal desiderio di controllo, soprattutto quando in passato hai vissuto periodi di sofferenza, come depressione, autolesionismo e disturbo alimentare. In questo senso potrebbe esserti utile il concetto di fluidità: l’orientamento non sempre si presenta come qualcosa di rigido e immobile, può essere un continuum, può avere sfumature, può evolvere nel tempo. Non sei obbligata a scegliere una casella definitiva oggi. Puoi concederti di sentire, esplorare, osservare cosa provi nelle relazioni reali, senza forzarti in una categoria per sentirti “a posto”. Capirsi non significa trovare subito un’etichetta perfetta, significa fare pace con quello che senti momento per momento. Anche il fatto che con una donna tu immagini meno paura rispetto a un uomo è un dato da ascoltare, ma senza trasformarlo in una sentenza definitiva. Allo stesso modo, l’intensità del legame con la tua amica può essere stata amicizia profonda, innamoramento o qualcosa a metà: le emozioni non sempre hanno confini così netti. Mi colpisce molto la tua consapevolezza rispetto alla pressione sociale e familiare: riconoscere che potresti aver represso parti di te per paura di deludere è un passaggio molto maturo. Però il coming out non è una corsa e non è un obbligo: prima viene il tuo processo interno, il tuo sentirti serena con te stessa. Considerando la tua storia passata di sofferenza, ti suggerirei di avere uno spazio psicologico tutto tuo in cui poter parlare liberamente di questi dubbi, così da distinguere ciò che nasce dal desiderio autentico da ciò che nasce dalla paura o dall’ansia di definizione. La vera meta non è trovare l’etichetta perfetta, ma accettarti, volerti bene e costruire relazioni in cui ti senti vista e rispettata. E questo può avvenire anche senza avere oggi una risposta definitiva. Se vuoi, possiamo anche esplorare insieme cosa ti spaventa di più: l’idea di essere lesbica o l’idea di non avere una certezza assoluta. Rimango qui.
Buongiorno, innanzitutto grazie davvero per aver condiviso una riflessione così profonda e personale. Si sente quanto ci hai pensato, e quanto desideri capirti davvero.
Non c’è nulla di “strano” o sbagliato in quello che stai vivendo. Anzi, è un percorso molto comune, soprattutto alla tua età, ma anche più avanti nella vita.
Da quello che è emerso con i ragazzi c'è assenza di attrazione, fastidio o paura,
con le ragazze, invece, curiosità, attrazione, meno paura e possibilità di immaginare una relazione.
Una cosa per me importante, però, è capire che questo potrebbe indicare un orientamento verso le ragazze, ma non serve trasformarlo subito in una “sentenza definitiva”. Ovvero puoi anche dirti: “In questo momento mi sento più vicina all’essere attratta dalle ragazze” senza chiudere tutte le altre porte per sempre.
Sicuramente il bullismo che hai subito dai ragazzi ha influito sulla percezione che hai di loro e il senso di sicurezza nei loro confronti. Però questo non “crea” automaticamente un orientamento.
Per quanto riguarda la tua amica, da ciò che hai descritto emerge un'intensità emotiva molto forte e una sofferenza profonda per la perdita. Non significa automaticamente che fosse amore, ma è assolutamente possibile che ci fosse qualcosa di più, anche se all’epoca non avevi gli strumenti per riconoscerlo.
Mentre il pensiero “Da grande dovrò stare con un uomo” non viene da te, ma da: aspettative sociali, contesto familiare ecc.. e questo può creare un conflitto interno fortissimo. Ma hai detto una cosa molto vera: “Ho bisogno di essere felice.” e questo è il punto centrale. Non vivere per soddisfare un’idea esterna di “normalità”.
Dunque ti propongo un approccio più leggero e realistico:
Non forzarti a scegliere un’etichetta subito
Osserva cosa provi davvero, nel tempo
Permettiti di:
trovare belle delle ragazze
immaginare relazioni
conoscere persone senza pressione
Infine, ti consiglierei di parlarne con qualcuno non perché “c’è qualcosa che non va”, ma perché stai affrontando tante cose profonde insieme.
Concludo dicendoti che non stai “scegliendo” di essere qualcosa ma stai scoprendo chi sei. Grazie a lei e buona giornata

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