Buon Pomeriggio io credo di avere un problema che è infondato...Sono una ragazza di 19 anni sana che
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Buon Pomeriggio io credo di avere un problema che è infondato...Sono una ragazza di 19 anni sana che ha praticato anche per un tempo sport e fatto due operazioni con anestesia totale...ora che sono passati 3 anni,dopo uno sforzo fatto con il braccio sono andata nel panico una settimanetta fa e da quel giorno siccome la parte sinistra a volte mi da fastidio mi prende il panico e penso subito al peggio o a un possibile infarto...ora io so che è una domanda assurda perche mi sono fatta fare anche delle analisi del sangue e un elettrocardiogramma ma mi hanno detto che non c'era nulla....però mi farebbe stare molto piu sicura un parere medico e magari convincermi ad magari affrontare uno psicologo perche per le mie condizioni e per l'età forse non dovrei nemmeno pormi questo problema...dato anche non ho nessuno in famiglia che ne ha mai sofferto e sopratutto non soffro nemmeno di obesità diciamo e nemmeno fumo perche gia da un pò ho smesso..in piu mi rivolgo molto spesso ad internet facendomi aumentare ancora di piu il panico...Cosa dovrei fare?In piu a volte mi capitano episodi di attacchi di panico e di essere in costante ansia per questa paura che ho
anche perche come mi potrà anche rassicurare lei a meno che non abbia qualche patologia familiare è impossibile che io essendo cosi giovane e sana ne soffra
oltretutto ripeto in famiglia sono tutti in salute e non hanno mai avuto problematiche
anche perche come mi potrà anche rassicurare lei a meno che non abbia qualche patologia familiare è impossibile che io essendo cosi giovane e sana ne soffra
oltretutto ripeto in famiglia sono tutti in salute e non hanno mai avuto problematiche
È sicura che un altro parere medico o psicologico la potrebbe rassicurare? O non sarebbe altro che la strada per chiedere un altro parere, e poi un altro e via così?
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Cara utente,
le tue parole mostrano una grande consapevolezza — ti rendi conto che la tua paura non ha una base medica reale, ma allo stesso tempo non riesci a convincere il corpo e la mente a crederci davvero. È un conflitto molto comune: sapere razionalmente di stare bene, ma sentirsi comunque in pericolo.
Quello che descrivi somiglia molto a una forma di ansia somatica, dove l’attenzione si concentra su un segnale del corpo (come una fitta o una sensazione fisica) e lo trasforma immediatamente in una minaccia. Da quel momento in poi, ogni piccolo sintomo viene amplificato, interpretato come la prova di qualcosa di grave, e questo fa crescere l’ansia… che a sua volta intensifica le sensazioni corporee. Si entra così in un circolo che si autoalimenta: più temi che il cuore si fermi, più il cuore accelera; più lo senti battere forte, più ti spaventi.
L’ansia legata alla salute spesso nasce da un bisogno di controllo: il corpo diventa il terreno su cui si cerca di garantire sicurezza, soprattutto in periodi in cui la vita è incerta o il futuro fa paura. In questo senso, non è il corpo il “problema”, ma il modo in cui l’ansia si serve di lui per comunicare qualcosa.
Il fatto che tu ne sia consapevole è già un passo fondamentale: significa che non sei dentro la paura, ma la stai osservando. A volte è proprio questo lo spazio in cui può cominciare un lavoro psicologico, non per “spegnere la paura”, ma per imparare a comprenderla, darle voce, capire che cosa ti sta raccontando di te, dei tuoi bisogni, della tua fragilità.
È assolutamente comprensibile che tu cerchi rassicurazione, anche online: quando si ha paura, si cerca disperatamente una certezza che calmi il corpo. Ma le rassicurazioni — anche se brevi — non bastano mai, e dopo poco ricompare il bisogno di controllare ancora. Per questo motivo, come tu stessa intuisci, parlare con uno psicologo potrebbe essere un aiuto reale, non perché tu abbia “qualcosa che non va”, ma perché questa ansia sta diventando un modo con cui la tua mente chiede di essere ascoltata.
Non c’è nulla di assurdo in quello che provi: il corpo è lo specchio più sincero della nostra emotività, e a volte ci spaventa proprio perché rivela ciò che non sappiamo dire a parole.
Con delicatezza,
Dott.ssa Raffaella Pia Testa
Psicologa – Psicoterapeuta in formazione
In presenza e online
le tue parole mostrano una grande consapevolezza — ti rendi conto che la tua paura non ha una base medica reale, ma allo stesso tempo non riesci a convincere il corpo e la mente a crederci davvero. È un conflitto molto comune: sapere razionalmente di stare bene, ma sentirsi comunque in pericolo.
Quello che descrivi somiglia molto a una forma di ansia somatica, dove l’attenzione si concentra su un segnale del corpo (come una fitta o una sensazione fisica) e lo trasforma immediatamente in una minaccia. Da quel momento in poi, ogni piccolo sintomo viene amplificato, interpretato come la prova di qualcosa di grave, e questo fa crescere l’ansia… che a sua volta intensifica le sensazioni corporee. Si entra così in un circolo che si autoalimenta: più temi che il cuore si fermi, più il cuore accelera; più lo senti battere forte, più ti spaventi.
L’ansia legata alla salute spesso nasce da un bisogno di controllo: il corpo diventa il terreno su cui si cerca di garantire sicurezza, soprattutto in periodi in cui la vita è incerta o il futuro fa paura. In questo senso, non è il corpo il “problema”, ma il modo in cui l’ansia si serve di lui per comunicare qualcosa.
Il fatto che tu ne sia consapevole è già un passo fondamentale: significa che non sei dentro la paura, ma la stai osservando. A volte è proprio questo lo spazio in cui può cominciare un lavoro psicologico, non per “spegnere la paura”, ma per imparare a comprenderla, darle voce, capire che cosa ti sta raccontando di te, dei tuoi bisogni, della tua fragilità.
È assolutamente comprensibile che tu cerchi rassicurazione, anche online: quando si ha paura, si cerca disperatamente una certezza che calmi il corpo. Ma le rassicurazioni — anche se brevi — non bastano mai, e dopo poco ricompare il bisogno di controllare ancora. Per questo motivo, come tu stessa intuisci, parlare con uno psicologo potrebbe essere un aiuto reale, non perché tu abbia “qualcosa che non va”, ma perché questa ansia sta diventando un modo con cui la tua mente chiede di essere ascoltata.
Non c’è nulla di assurdo in quello che provi: il corpo è lo specchio più sincero della nostra emotività, e a volte ci spaventa proprio perché rivela ciò che non sappiamo dire a parole.
Con delicatezza,
Dott.ssa Raffaella Pia Testa
Psicologa – Psicoterapeuta in formazione
In presenza e online
Buonasera, se i referti clinici sono negativi si può ragionevolmente pensare che possa essere un disturbo psicosomatico, soprattutto se soffre già di ansia e attacchi di panico. Le suggerisco un approfondimento psicodiagnostico con uno psicoterapeuta.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dall’ansia all’ipocondria: il passaggio dal corpo che sente al corpo che sorveglia
Quando l’ansia non trova spazio per essere ascoltata — ma solo sedata, controllata o evitata — il corpo non scompare: diventa un oggetto di osservazione.
Ci si concentra su ogni battito, ogni tensione, ogni variazione del respiro, cercando segnali di un pericolo che, come mostrano gli esami clinici, in realtà non esiste.
Così l’ansia, da esperienza momentanea, si trasforma in stile percettivo permanente: il corpo non è più un alleato, ma un sorvegliato speciale.
Questo è il passaggio dall’angoscia fluttuante al pensiero ipocondriaco, dove la sensazione ansiosa viene spostata su un organo, un sintomo, una diagnosi temuta.
Lacan direbbe che il soggetto, non potendo dire il proprio cruccio, lo scrive sul corpo.
Freud parlava di “conversione somatica del conflitto”, e oggi potremmo dire che il corpo diventa il luogo dove la mente deposita ciò che non riesce a pensare.
Kernberg interpreta questo processo come un irrigidimento difensivo del Sé: invece di affrontare l’instabilità emotiva, il soggetto si ancora a un’idea fissa — “ho qualcosa che non va” — che almeno dà un senso, seppur doloroso.
Il punto è non accettare l’impossibilità di controllare totalmente il mondo.
Viviamo in una condizione di avventura costante, e niente è mai certo.
Tendiamo a credere di poterci garantire una vita perfetta o, al contrario, di poterci spiegare tutto attraverso la fantasia di ammalarci: due facce della stessa illusione di controllo.
Una cerca di eliminare la vulnerabilità, l’altra la trasforma in destino. In entrambi i casi, il corpo viene usato come campo di battaglia per non riconoscere la semplice realtà dell’esistenza.
Sul piano terapeutico, questo passaggio si interrompe solo quando il corpo torna a essere vissuto, non controllato.
Ecco perché il rilassamento profondo, la respirazione consapevole, lo yoga e, in generale, ogni pratica che riporta la persona alla percezione diretta del corpo, non sono accessori: sono il cuore del trattamento.
Solo quando si riscopre la differenza tra sentire il corpo e pensarlo, il corpo smette di essere una minaccia e torna a essere la nostra casa — cioè Essere: vivere senza il tormento di dover sopravvivere. Dott Francesco Paolo Coppola
Quando l’ansia non trova spazio per essere ascoltata — ma solo sedata, controllata o evitata — il corpo non scompare: diventa un oggetto di osservazione.
Ci si concentra su ogni battito, ogni tensione, ogni variazione del respiro, cercando segnali di un pericolo che, come mostrano gli esami clinici, in realtà non esiste.
Così l’ansia, da esperienza momentanea, si trasforma in stile percettivo permanente: il corpo non è più un alleato, ma un sorvegliato speciale.
Questo è il passaggio dall’angoscia fluttuante al pensiero ipocondriaco, dove la sensazione ansiosa viene spostata su un organo, un sintomo, una diagnosi temuta.
Lacan direbbe che il soggetto, non potendo dire il proprio cruccio, lo scrive sul corpo.
Freud parlava di “conversione somatica del conflitto”, e oggi potremmo dire che il corpo diventa il luogo dove la mente deposita ciò che non riesce a pensare.
Kernberg interpreta questo processo come un irrigidimento difensivo del Sé: invece di affrontare l’instabilità emotiva, il soggetto si ancora a un’idea fissa — “ho qualcosa che non va” — che almeno dà un senso, seppur doloroso.
Il punto è non accettare l’impossibilità di controllare totalmente il mondo.
Viviamo in una condizione di avventura costante, e niente è mai certo.
Tendiamo a credere di poterci garantire una vita perfetta o, al contrario, di poterci spiegare tutto attraverso la fantasia di ammalarci: due facce della stessa illusione di controllo.
Una cerca di eliminare la vulnerabilità, l’altra la trasforma in destino. In entrambi i casi, il corpo viene usato come campo di battaglia per non riconoscere la semplice realtà dell’esistenza.
Sul piano terapeutico, questo passaggio si interrompe solo quando il corpo torna a essere vissuto, non controllato.
Ecco perché il rilassamento profondo, la respirazione consapevole, lo yoga e, in generale, ogni pratica che riporta la persona alla percezione diretta del corpo, non sono accessori: sono il cuore del trattamento.
Solo quando si riscopre la differenza tra sentire il corpo e pensarlo, il corpo smette di essere una minaccia e torna a essere la nostra casa — cioè Essere: vivere senza il tormento di dover sopravvivere. Dott Francesco Paolo Coppola
Buongiorno,
la sua è una problematica di matrice ansiosa. Dai disturbi d'ansia e dagli attacchi di panico è possibile guarire attraverso l'ausilio della psicoterapia. Intraprenda un percorso psicologico, affidandosi ad uno specialista, vedrà che con il tempo potrà uscire dalla morsa del suo malessere.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
la sua è una problematica di matrice ansiosa. Dai disturbi d'ansia e dagli attacchi di panico è possibile guarire attraverso l'ausilio della psicoterapia. Intraprenda un percorso psicologico, affidandosi ad uno specialista, vedrà che con il tempo potrà uscire dalla morsa del suo malessere.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno,
l'ansia e gli attacchi di panico tendono a creare dei circoli viziosi.
Lei è probabilmente diventata più attenta alle piccole variazioni fisiologiche del suo corpo, per cui le nota e il suo sistema nervoso le interpreta come "minaccia". Ciò aumenta l'ansia, la preoccupazione e l'attivazione corporea, peggiorando quindi eventuali sintomi, fino a scatenare l'attacco di panico.
Le ricerche su internet di eventuali sintomatologie non aiutano per nulla a tranquillizzarsi, ma anzi, possono contribuire a mantenere il problema.
Le consiglio vivamente di rivolgersi ad uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Tra l'altro, questo tipo di sintomatologia, soprattutto se trattata precocemente e con una personalità di base sana, si può spesso trattare e risolvere abbastanza velocemente.
In bocca al lupo!
Luisa
l'ansia e gli attacchi di panico tendono a creare dei circoli viziosi.
Lei è probabilmente diventata più attenta alle piccole variazioni fisiologiche del suo corpo, per cui le nota e il suo sistema nervoso le interpreta come "minaccia". Ciò aumenta l'ansia, la preoccupazione e l'attivazione corporea, peggiorando quindi eventuali sintomi, fino a scatenare l'attacco di panico.
Le ricerche su internet di eventuali sintomatologie non aiutano per nulla a tranquillizzarsi, ma anzi, possono contribuire a mantenere il problema.
Le consiglio vivamente di rivolgersi ad uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Tra l'altro, questo tipo di sintomatologia, soprattutto se trattata precocemente e con una personalità di base sana, si può spesso trattare e risolvere abbastanza velocemente.
In bocca al lupo!
Luisa
Buongiorno, probabilmente, seppure non ci sia nulla da un punto di vista medico, a livello psicologico rimane uno stato di allarme, per cui nel momento in cui capita di sentire un dolore o sensazione spiacevole comincia un circolo di pensieri ed emozioni che porta ad un aumento dell'ansia fino a diventare molto intensa. Sarebbe proprio importante poter quantificare quest'ansia e lavorarci prendendosene cura in un percorso dedicato
Buongiorno,
ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza con tanta chiarezza. Avere preoccupazioni intense riguardo alla propria salute è più comune di quanto si pensi e può generare molta ansia. Talvolta capita di spostare sul corpo preoccupazioni o tensioni che in realtà hanno a che fare con tutt'altro.
Dal momento che hai già ricevuto conferme mediche rassicuranti, è molto probabile che i sintomi che percepisci siano collegati a uno stato di ansia e di ipervigilanza corporea. Quando siamo molto concentrati sulle sensazioni fisiche e spaventati da ciò che proviamo, il corpo può reagire con tensione, tachicardia o fastidi muscolari, alimentando ulteriormente la paura. Si crea così un circolo dell’ansia, spesso difficile da interrompere da soli.
Il fatto che tu riconosca che queste paure sono infondate e desideri affrontarle è già un ottimo punto di partenza. Un percorso con uno psicologo o psicoterapeuta potrebbe aiutarti a comprendere meglio questi meccanismi, a individuarne le cause psicologiche e a imparare a gestire l’ansia, così da ridurre progressivamente la paura per la tua salute e favorire un maggiore benessere psicofisico.
Nel frattempo, ti suggerisco di limitare la ricerca di sintomi su internet: anche se può sembrare rassicurante, spesso finisce per aumentare la preoccupazione.
Piccoli esercizi di respirazione o tecniche di rilassamento possono essere utili nei momenti di maggiore ansia, ma il passo più importante è chiedere un supporto professionale.
Resto a disposizione.
Buona giornata.
ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza con tanta chiarezza. Avere preoccupazioni intense riguardo alla propria salute è più comune di quanto si pensi e può generare molta ansia. Talvolta capita di spostare sul corpo preoccupazioni o tensioni che in realtà hanno a che fare con tutt'altro.
Dal momento che hai già ricevuto conferme mediche rassicuranti, è molto probabile che i sintomi che percepisci siano collegati a uno stato di ansia e di ipervigilanza corporea. Quando siamo molto concentrati sulle sensazioni fisiche e spaventati da ciò che proviamo, il corpo può reagire con tensione, tachicardia o fastidi muscolari, alimentando ulteriormente la paura. Si crea così un circolo dell’ansia, spesso difficile da interrompere da soli.
Il fatto che tu riconosca che queste paure sono infondate e desideri affrontarle è già un ottimo punto di partenza. Un percorso con uno psicologo o psicoterapeuta potrebbe aiutarti a comprendere meglio questi meccanismi, a individuarne le cause psicologiche e a imparare a gestire l’ansia, così da ridurre progressivamente la paura per la tua salute e favorire un maggiore benessere psicofisico.
Nel frattempo, ti suggerisco di limitare la ricerca di sintomi su internet: anche se può sembrare rassicurante, spesso finisce per aumentare la preoccupazione.
Piccoli esercizi di respirazione o tecniche di rilassamento possono essere utili nei momenti di maggiore ansia, ma il passo più importante è chiedere un supporto professionale.
Resto a disposizione.
Buona giornata.
Ciao il tuo attuale vissuto non è un problema infondato, forse lo sarà da un punto di vista medico-organico, ma da un punto di vista psicologico ti sta esprimendo un disagio, un malessere e credo che tu possa concederti la possibilità di comprendere di cosa si tratta. Se hai bisogno di ulteriori indicazioni, puoi scrivermi oppure fissiamo un colloquio online così cercherò di essere più chiara. Dott.ssa Letizia Muzi
Buongiorno, grazie per condividere qui. Quando il corpo manda dei segnali che ci preoccupano, è normale che l'ansia si manifesti se non ci sono risposte chiare e immediate rispetto a quello che percepiamo. Lei ha fatto degli accertamenti e i medici le hanno dato risposte rassicuranti, eppure la sensazione di panico persiste, il che può essere davvero frustrante. È comune che il panico si manifesti in queste circostanze, e capisco quanto sia difficile convivere con questa costante preoccupazione. È positivo che stia cercando di capire meglio cosa sta accadendo dentro di sé.
Le emozioni che prova, come il panico e l'ansia, sono reali e valide, anche se la causa potrebbe non essere quella che teme. Spesso il corpo reagisce in modo più intenso rispetto alla situazione. La cosa importante è che stia cercando di comprendere meglio cosa sta succedendo. Potrebbe considerare di parlarne con un terapeuta che la aiuti a gestire l'ansia in modo più mirato. Un caro saluto, AM
Le emozioni che prova, come il panico e l'ansia, sono reali e valide, anche se la causa potrebbe non essere quella che teme. Spesso il corpo reagisce in modo più intenso rispetto alla situazione. La cosa importante è che stia cercando di comprendere meglio cosa sta succedendo. Potrebbe considerare di parlarne con un terapeuta che la aiuti a gestire l'ansia in modo più mirato. Un caro saluto, AM
Buongiorno, con le analisi del sangue e l'elettrocardiogramma immagino che, se ci fosse qualcosa di anomalo, il medico l'avrebbe indirizzata a uno specialista per ulteriori approfondimenti. Immagino dunque che il problema sia psicologico. L'ansia di malattia o ipocondria è molto comune e può essere trattata efficacemente con la psicoterapia, anche in breve tempo con l'approccio adatto. Le consiglio di valutare di iniziare un percorso di psicoterapia. Mi rendo disponibile a ulteriore confronto.
Dr Gloria Pinzuti - Psicologa Psicoterapeuta
Dr Gloria Pinzuti - Psicologa Psicoterapeuta
Ciao,
capisco bene la tua preoccupazione: quando il corpo manda segnali che non comprendiamo, è facile spaventarsi anche se i controlli medici sono rassicuranti. Spesso l’ansia trova proprio nel corpo il modo per esprimere qualcosa di più profondo che fatica a emergere.
Un percorso psicologico può aiutarti a comprendere meglio queste paure, dando spazio e significato a ciò che senti, così da ritrovare più calma e fiducia nel tuo corpo.
Un caro saluto,
capisco bene la tua preoccupazione: quando il corpo manda segnali che non comprendiamo, è facile spaventarsi anche se i controlli medici sono rassicuranti. Spesso l’ansia trova proprio nel corpo il modo per esprimere qualcosa di più profondo che fatica a emergere.
Un percorso psicologico può aiutarti a comprendere meglio queste paure, dando spazio e significato a ciò che senti, così da ritrovare più calma e fiducia nel tuo corpo.
Un caro saluto,
Gentile Utente, la sua preoccupazione è condivisibile! Il problema è che cosa la sua mente Le sta dicendo in questo momento. La paura reale, emotiva si è trasformata in una paura razionale, mentale. Quanto è reale, vero ciò che pensa? Quale emozione c'è dietro questo pensiero? La invito ad escludere qualsiasi patologia di natura organica per una maggiore serenità e ad approfondire questa sintomatologia ansiosa. Cerchi di fermarsi, di assecondare il suo naturale respiro e di "ascoltare" che cosa questa ansia le sta dicendo. Non si discosti dalla realtà, ciò che sta vivendo (NON ciò che sta pensando), in ogni attimo della sua giornata. Grazie.
Buongiorno, capisco molto bene quanto possa essere spaventante vivere sensazioni fisiche che sembrano non avere una spiegazione chiara, soprattutto quando si teme che possano riguardare il cuore o qualcosa di grave.
Da quello che descrivi, hai già fatto tutti i controlli medici necessari e i risultati sono rassicuranti — questo è un segnale molto importante.
Quello che sembra emergere, piuttosto, è una forte ansia legata alla paura che possa accadere qualcosa di brutto al tuo corpo. Può succedere che, dopo un episodio che ti ha spaventata (come lo sforzo con il braccio), il corpo rimanga in uno stato di allerta, e ogni sensazione venga interpretata come un segnale di pericolo. Questo può portare a un circolo in cui l’ansia genera sintomi fisici reali, che a loro volta fanno crescere la paura.
Non significa che tu “stia inventando” le sensazioni: le percezioni fisiche sono reali, ma il significato che attribuisci loro può essere influenzato dallo stato d’ansia.
Potrebbe esserti utile uno spazio di lavoro psicologico per comprendere meglio come funziona questo meccanismo e imparare a gestirlo, in modo da recuperare fiducia nel tuo corpo e serenità nei momenti in cui l’ansia cresce. Il fatto che tu stia riflettendo su questo e chiedendo aiuto è già un passo molto importante.
Da quello che descrivi, hai già fatto tutti i controlli medici necessari e i risultati sono rassicuranti — questo è un segnale molto importante.
Quello che sembra emergere, piuttosto, è una forte ansia legata alla paura che possa accadere qualcosa di brutto al tuo corpo. Può succedere che, dopo un episodio che ti ha spaventata (come lo sforzo con il braccio), il corpo rimanga in uno stato di allerta, e ogni sensazione venga interpretata come un segnale di pericolo. Questo può portare a un circolo in cui l’ansia genera sintomi fisici reali, che a loro volta fanno crescere la paura.
Non significa che tu “stia inventando” le sensazioni: le percezioni fisiche sono reali, ma il significato che attribuisci loro può essere influenzato dallo stato d’ansia.
Potrebbe esserti utile uno spazio di lavoro psicologico per comprendere meglio come funziona questo meccanismo e imparare a gestirlo, in modo da recuperare fiducia nel tuo corpo e serenità nei momenti in cui l’ansia cresce. Il fatto che tu stia riflettendo su questo e chiedendo aiuto è già un passo molto importante.
Salve, sembra sia molto preoccupata per il suo stato di salute fisica, certo dovrebbe farsi visitare da un medico. Sarebbe sicuramente più indicato che consultare la rete. Se il medico escluderà la presenza di patologia organica allora potrà rivolgersi ad uno psicologo, cosa che comunque può fare in ogni caso dato il suo stato di forte ansia che sembra le crei grande disagio.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Buongiorno, grazie per la tua condivisione, mi permetto di darti del tu per la tua giovane età. Credo che tu abbia già individuato formulando la tua domanda una soluzione: provare a prenderti cura di questo aspetto ansioso con il sostegno di un professionista che possa aiutarti a guardare insieme a te questo sintomo. L'ansia è un'emozione che di per sè ci avvisa quando c'è un pericolo, ma quando è pervasiva ed eccessiva diventa un sintomo con cui il nostro corpo e la nostra mente stanno cercando di comunicarci qualcosa: abbiamo bisogno di dare un significato a questo sintomo, inserendolo nel contesto della tua vita, della tua storia e delle tue relazioni. Ascoltandolo e dandoci un senso, prendendoci carico di questo sintomo, la motivazione che ha portato il sintomo ad emergere decade ed il sintomo stesso si scioglie. Il mio suggerimento è di prenderti cura di questa fatica con l'appoggio di un professionista che possa ispirarti fiducia, e con cui possa aprirti. Se avessi altre domande o volessi approfondire la questione mi trovi a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Ciao, la tua storia mi ha suscitato curiosità. Sarebbe interessante capire che significato hanno avuto per te queste due operazioni, come le hai vissute, quali sensazioni ti hanno prodotto. E' vero che per i 3 anni successivi non hai avuto nessun tipo di problema, ma spesso capita che i tempi emotivi non siano allineati con i tempi delle esperienze che viviamo, e a volte capita anche che un evento venga vissuto molto intensamente e che questo blocchi il nostro normale sistema di elaborazione delle informazioni, lasciando questa esperienza isolata rispetto alle altre. Poi, in qualsiasi momento della vita, capita un altro evento che riattiva le paure, le sensazioni, le emozioni vissute durante l'evento non elaborato, non importa se subito dopo l'evento o a distanza di anni, quello che importa è che ci troviamo in una condizione di disagio e che non ci sappiamo dare la spiegazione di quello che succede al nostro interno. Ci sentiamo in balìa dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, e non ne conosciamo il motivo. Un percorso di Psicoterapia potrebbe, a mio avviso, aiutarti a comprendere quali siano le radici dell'ansia, del panico che scaturisce e che attiva, o riattiva, paure importanti; potrebbe inoltre aiutarti a elaborare eventuali ricordi che sono rimasti in attesa di elaborazione; potrebbe infine portarti a nuove consapevolezze, nuovi significati.
Salve,
nessun malessere è infondato se lo si vive.
Lei è giovane, ma si pone una domanda importante e protettiva chiedendosi cosa le accade e perché.
Gli attacchi di panico non sono legati ad una trasmissione genetica ed ereditaria, per cui il fatto che in famiglia nessuno sembra soffrirci, non minimizza che lei invece stia male per questo.
Gli attacchi di panico sono messaggeri di significati rispetto a qualcosa che le sta accadendo dentro e che possibilmente lo sforzo col braccio ha solo messo in evidenza.
Se ne prenda cura, è sensato.
nessun malessere è infondato se lo si vive.
Lei è giovane, ma si pone una domanda importante e protettiva chiedendosi cosa le accade e perché.
Gli attacchi di panico non sono legati ad una trasmissione genetica ed ereditaria, per cui il fatto che in famiglia nessuno sembra soffrirci, non minimizza che lei invece stia male per questo.
Gli attacchi di panico sono messaggeri di significati rispetto a qualcosa che le sta accadendo dentro e che possibilmente lo sforzo col braccio ha solo messo in evidenza.
Se ne prenda cura, è sensato.
Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza con tanta apertura. Capisco bene quanto possa essere spaventoso sentire fastidi fisici e temere che possano nascondere qualcosa di grave, soprattutto quando l’ansia prende il sopravvento. È importante però ricordare che, come hai già verificato con le analisi e l’elettrocardiogramma, il tuo cuore risulta in salute e questo è un dato molto rassicurante.
Quello che descrivi, ossia la tendenza a controllare continuamente il corpo, a cercare informazioni online e a spaventarti per ogni sensazione fisica, è molto comune in chi soffre di ansia legata alla salute (ipocondria o ansia somatica). Quando l’attenzione è focalizzata sul corpo, anche piccoli segnali normali vengono interpretati come minacce, e questo può generare veri e propri attacchi di panico.
Ti consiglierei di parlarne con un/una psicologo/a: un percorso cognitivo-comportamentale può aiutarti a riconoscere e gestire questi pensieri catastrofici, a ridurre l’ipercontrollo e a ritrovare un senso di sicurezza. È un segnale di forza, non di debolezza, chiedere un aiuto professionale per imparare a gestire l’ansia in modo più efficace.
Nel frattempo, prova a limitare le ricerche mediche su internet e a riportare l’attenzione su attività che ti fanno stare nel presente, come respirare lentamente, muoverti un po’ o distrarti con qualcosa di piacevole. Il tuo corpo ti sta dicendo che è teso, non che è malato.
Quello che descrivi, ossia la tendenza a controllare continuamente il corpo, a cercare informazioni online e a spaventarti per ogni sensazione fisica, è molto comune in chi soffre di ansia legata alla salute (ipocondria o ansia somatica). Quando l’attenzione è focalizzata sul corpo, anche piccoli segnali normali vengono interpretati come minacce, e questo può generare veri e propri attacchi di panico.
Ti consiglierei di parlarne con un/una psicologo/a: un percorso cognitivo-comportamentale può aiutarti a riconoscere e gestire questi pensieri catastrofici, a ridurre l’ipercontrollo e a ritrovare un senso di sicurezza. È un segnale di forza, non di debolezza, chiedere un aiuto professionale per imparare a gestire l’ansia in modo più efficace.
Nel frattempo, prova a limitare le ricerche mediche su internet e a riportare l’attenzione su attività che ti fanno stare nel presente, come respirare lentamente, muoverti un po’ o distrarti con qualcosa di piacevole. Il tuo corpo ti sta dicendo che è teso, non che è malato.
Salve, ciò che descrive è molto comune, soprattutto nei momenti in cui il corpo manda segnali che percepiamo come anomali. È importante che lei abbia già eseguito accertamenti medici e che i risultati siano rassicuranti, questo ci dice che non c’è motivo di preoccuparsi dal punto di vista fisico. Tuttavia, la paura che qualcosa di grave possa accadere può trasformarsi in un circolo di ansia e sintomi fisici che si alimentano a vicenda, come avviene spesso negli attacchi di panico.
In situazioni come la sua, lavorare con uno psicologo psicoterapeuta può aiutarla a gestire i pensieri catastrofici, a ridurre la ricerca continua di rassicurazioni online e a imparare tecniche per calmare il corpo e la mente. Percorsi come la psicoterapia umanistica o la Mindfulness sono molto efficaci nel ristabilire un senso di sicurezza interna e nel migliorare la consapevolezza del proprio corpo senza paura. Si conceda il tempo di comprendere che la sua ansia non è un segno da sottovalutare, ma anzi un modo attraverso cui la mente sta chiedendo attenzione. Affrontare questa fase con l’aiuto di uno psicologo psicoterapeuta può davvero farle ritrovare serenità e fiducia nel suo benessere.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
In situazioni come la sua, lavorare con uno psicologo psicoterapeuta può aiutarla a gestire i pensieri catastrofici, a ridurre la ricerca continua di rassicurazioni online e a imparare tecniche per calmare il corpo e la mente. Percorsi come la psicoterapia umanistica o la Mindfulness sono molto efficaci nel ristabilire un senso di sicurezza interna e nel migliorare la consapevolezza del proprio corpo senza paura. Si conceda il tempo di comprendere che la sua ansia non è un segno da sottovalutare, ma anzi un modo attraverso cui la mente sta chiedendo attenzione. Affrontare questa fase con l’aiuto di uno psicologo psicoterapeuta può davvero farle ritrovare serenità e fiducia nel suo benessere.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Buongiorno,
fa stretching e riscaldamento prima dell'attività fisica? Non ci ha detto che sport pratica, ma probabilmente dopo molto tempo di inattività può essere che sia molto meno allenata ed è utile ripartire ed aumentare il livello di pratica gradualmente.
Per i dolori o le contratture, al bisogno può avvalersi della consulenza di una/un fisioterapista.
Per la pratica sportiva e gli esercizi, se pratica ad un certo livello, è sempre utile essere iscritti ad un gruppo sportivo ed avere i migliori consigli e feedback da un allenatore e le indicazioni sulle modalità di recupero graduale dopo gli infortuni sportivi, secondo il loro tipo.
Per gli episodi di ansia e panico, e per la tendenza a cercare notizie sul web alla ricerca di rassicurazione, con l'effetto indesiderato di peggiorare la situazione, è utile invece rivolgersi ad una/uno psicoterapeuta che si occupa di disturbi d'ansia, panico e fenomeni correlati per ricevere un valido supporto.
Le faccio tanti auguri. Cordialmente.
Dott. Giovanni Iacoviello
fa stretching e riscaldamento prima dell'attività fisica? Non ci ha detto che sport pratica, ma probabilmente dopo molto tempo di inattività può essere che sia molto meno allenata ed è utile ripartire ed aumentare il livello di pratica gradualmente.
Per i dolori o le contratture, al bisogno può avvalersi della consulenza di una/un fisioterapista.
Per la pratica sportiva e gli esercizi, se pratica ad un certo livello, è sempre utile essere iscritti ad un gruppo sportivo ed avere i migliori consigli e feedback da un allenatore e le indicazioni sulle modalità di recupero graduale dopo gli infortuni sportivi, secondo il loro tipo.
Per gli episodi di ansia e panico, e per la tendenza a cercare notizie sul web alla ricerca di rassicurazione, con l'effetto indesiderato di peggiorare la situazione, è utile invece rivolgersi ad una/uno psicoterapeuta che si occupa di disturbi d'ansia, panico e fenomeni correlati per ricevere un valido supporto.
Le faccio tanti auguri. Cordialmente.
Dott. Giovanni Iacoviello
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