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Esperienze

Il mio obiettivo è di promuovere il benessere delle persone e la risoluzione di problemi psicologici, pratici e relazionali. Lo faccio con la psicoterapia, il sostegno psicologico e con un processo di problem solving strategico. 

Mi occupo di disturbi d’ansia e dei vari volti del disagio psicologico, di gestione dello stress e delle difficoltà nelle relazioni. Sono sempre stato impegnato nel migliorare le conoscenze e le buone prassi per aiutare nella crescita personale e nel miglioramento delle performance.

Mi sono laureato in Psicologia Clinica all'Università degli Studi di Padova nel 2005.

Ho conseguito la Specializzazione quadriennale in Psicoterapia Cognitiva (interazionista-strategica) a Mestre (VE) nel 2010. Applico la terapia breve strategica, i metodi narrativi e costruttivisti, il problem solving strategico. 

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia breve e strategica
Psicoterapia costruttivista

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia breve e strategica
  • Psicologia clinica
  • Psicoterapia costruttivista

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Giovanni Iacoviello

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    Diego C.

    Psicoterapeuta molto professionale, cortese e disponibile. Già dalla prima seduta, dopo aver ascoltato attentamente la mia situazione e le problematiche che sento, ho avuto consigli utili sulla metodologia di risoluzione. Consigliato

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    La ringrazio Diego


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    Anna

    Accogliente, cordiale, professionale. Interessanti ed efficaci le strategie proposte di problem solving e miglioramento delle performance.
    Consigliatissimo.

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    La ringrazio Anna


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    Professionista serio, attento, preparato. Il suo supporto, i suoi consigli e i suoi chiarimenti sono stati di grande utilità.

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    M.P.

    Con grande professionalità, gentilezza ed empatia, il Dott. Iacoviello mi ha supportato sia in ambito di coaching che psicologico. Sin da subito mi ha fornito consigli pratici da poter applicare nell'immediato, aiutandomi anche a costruire una strategia a medio e lungo termine per la gestione del mio malessere.

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    Dott. Giovanni Iacoviello

    Grazie, M.P.


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    Lorenzo B.

    Professionista competente, empatico e umano. Mi ha aiutato a superare un momento difficile con grande sensibilità e chiarezza. Consigliato a chi desidera nuovi punti di vista e strumenti concreti per affrontare le proprie difficoltà.

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    Dott. Giovanni Iacoviello

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 24 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno a chiunque leggerà questo messaggio. Parto dal presupposto che il mio problema è più di t

Buongiorno a chiunque leggerà questo messaggio. Parto dal presupposto che il mio problema è più di tipo psicologico e su questo scriverò un bel po'.. Io ho 24 anni e non ho mai avuto una relazione, quindi si, non ho mai dato il primo bacio ne fatto altre esperienze intime. Il fatto che non ho mai vissuto esperienze del genere alla mia età è un qualcosa che mi sta tormentando in una maniera talmente pesante che è a poco dal diventare un’ossessione. La sensazione di malinconia che si prova quando durante le uscite con gli amici questi ultimi si mettono a parlare di quello che hanno fatto con le rispettive fidanzate e io che me ne devo stare muto (nel mio gruppo principale di amici sono l’unico che non ha mai avuto relazioni). Ascoltare le persone che si vantano perché ricevono complimenti dalle femmine o che mi raccontano come le hanno approcciate, quello che ci hanno fatto, le sensazioni che hanno provato, ecc…. Sono consapevole che molte di queste storie possono essere inventate ma ahimè non posso averne la certezza. A proposito di storie non vere, il non avere mai avuto una relazione seria alla mia età mi crea il timore che semmai un giorno dovessi incontrare qualcuna e gli dico che non ho mai avuto relazioni quella mi potrebbe mandare a quel paese (si, vivo nell’idea che tutte le ragazze abbiano avuto almeno un’esperienza e/o dato un bacio). Mia madre per questo motivo mi dice che devo mentire e che ho avuto relazioni non finite bene e io qui mi sento ancora più a disagio, ANCHE perché i miei più cari amici, che conosco da una vita, sanno che sono sempre stato single, quindi non prenderei in giro nessuno se non me stesso a mentire. Io non mi ritengo di essere una persona brutta, sono carino in viso, sono alto, ho dei valori e degli interessi, tra poco una laurea, so cosa voglio dalla vita e anche ascoltare e sono molto sensibile. Tutti tratti che alle donne dovrebbero piacere…e nonostante ciò vivo sempre nella convinzione che, proprio a causa del fatto che non ho mai avuto una relazione né ricevuto complimenti da ragazze della mia età o più piccole, non penso di essere bello. Come se non bastasse sono un tipo che non fuma, beve poco e odia andare in discoteca, tutte cose che secondo il mondo dei social, se non le fai allora sei una persona noiosa. Anche quest’altro punto mi fa dubitare molto di me stesso, non ho purtroppo FASCINO, quella caratteristica mentale che metterebbero in secondo piano qualsiasi elemento esterno. Non so se dare la colpa anche ai social network (che siano maledetti) ma di certo non posso negare che io, essendo estremamente timido, non so mai come rompere il ghiaccio con una persona (qualche volta anche del mio stesso sesso) e molto spesso finisce che le mie chiacchierate si basano solo sullo scambio di domande e basta, che non portano a nulla. In questi ultimi giorni rifletto sul fatto che la mia paura più grande è legata alla fatto che potrei finire con il rimanere single per sempre e che se avessi la certezza che se ,ad esempio, a 27 anni dovessi incontrare la persona giusta sarei disposto a rimanere altri 3 anni single ma purtroppo neanche su questo si può averne una certezza. A proposito di “persona giusta”, mi sono anche stufato di sentirmi dire dalle persone con cui mi sfogo di aspettare la persona giusta perchè non è detto che questa esista. Se sto scrivendo qui è perché vivo in momenti in cui mi sento tranquillo, dove la mia testa mi fa pensare che arriverà un giorno (sono molto pochi) e altri momenti (come ora che sto scrivendo) in cui sono preso da questa depressione/rassegnazione che non la troverò mai. Non so se questa possibilità di “chiedere al dottore” può essere utile per affrontare il mio problema ma so di certo che mi ammalerò se continua ad avere la testa h24 al fatto che sono single da sempre, che mi sento male nel vedere ogni ragazza con cui ho un minimo di interesse scoprire poco dopo che è fidanzata o che non le sono interessato. Non posso più vedere le persone a me care che sbuffano o che fanno cenni di nervosismo quando chiedo a loro di ascoltare i miei problemi sentimentali ma SOPRATTUTTO sono stufo di andare sempre a letto la sera e avere come primo pensiero il fatto che non sono mai stato amato. Ringrazio di cuore chiunque sia arrivato a leggere fino a qui, aspetto vostri riscontri.

P.S. sto mandando questo messaggio a diverse categorie di medici, tutti esercitanti materie connesse al mondo della psicologia. Spero che questo non sia un problema

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Giovanni Iacoviello

Buongiorno,

mi dispiace per la situazione che racconta.
Si è preso l'impegno di organizzare le idee per descrivere i problemi che affronta, e questo è già un primo passo utile per chiarirli meglio a se stesso e per migliorare la consapevolezza che desidera un cambiamento.

Sembra che sia chiuso in un circolo vizioso in cui cerca la persona giusta e nel contempo si preclude la possibilità di frequentare ragazze in quanto non si sente di avere le abilità, finché si confronta "al ribasso" con i suoi amici di maggiore esperienza. Da una parte potrebbe riferirsi a loro come modelli da cui attingere strategie e consigli, avendo fatto più esperienza di lei, ma valutandoli con attenzione. Come ha intuito le persone tendono a raccontare per il desiderio di apparire nei contesti sociali come portatori di saperi e abilità più di quanto sia in realtà.
Così, questo effetto di "costruire" un'immagine più socialmente accettabile e apprezzata è ben studiato anche sui social. Le persone là tendono ad abbellire molto più del reale la qualità delle loro vite, scegliendo i migliori momenti da mostrare, ritoccandoli, manipolandone la narrazione.
Uno dei passi più importanti è smettere di confrontarsi con le abilità dei suoi amici finché la portano a sentirsi inferiore e confermano la sua assenza di abilità in quel campo. Piuttosto, se riesce a ribaltare il mindset, si ispiri a loro dove sono virtuosi e si confronti di più con se stesso, cercando di superarsi ogni giorno nell'allargare la sua comfort zone.

Un altro passo è quello di limitare l'uso dei social e farne un uso più consapevole. L'algoritmo ci propone i contenuti che ci interessano, e se ci interessano o guardiamo nostro malgrado quelli che parlano di argomenti critici o che creano in noi un disagio, l'algoritmo che non è "empatico" continuerà a proporci proprio quelli.

Se da una parte ha ragione sul fatto che non è giusto mentire alle ragazze, non è nemmeno la prima cosa da dire loro il fatto che non ha avuto altre storie prima. Si tratta anche di riservatezza, e lei ha il diritto di parlare di ciò che si sente della sua vita privata e passata, e certo non è obbligato a condividere tutto. Anzi, abbia cura della sua vita privata, anche con i suoi amici.

Un altro passo è di smettere di parlare della sua situazione sentimentale a tutti gli amici (limiti piuttosto a uno di fiducia dosando con parsimonia questi momenti) che non hanno gli strumenti per poterlo accogliere, ma piuttosto si rivolga ad uno/una psicoterapeuta che la possa supportare per affrontare emozioni e sentimenti sgradevoli, l'ansia nei rapporti, e aiutarla a costruire competenze relazionali, scoprendo le sue risorse e punti di forza e facendo leva su quelli per il cambiamento.

Frequenti più spesso ragazze in amicizia, per conoscere meglio il loro mondo e aumentare il suo agio nel confrontarsi con loro, e metta da parte per un po' "la persona giusta", che potrebbe essere un obiettivo astratto e idealizzato che paradossalmente può farla allontanare dal fare esperienza.
Piuttosto, frequentando di più le persone, e più persone, può accadere di "unire i puntini" e considerare a posteriori che ha trovato una ragazza con cui è in sintonia, piuttosto che rischiare di caricare troppo di aspettative i rapporti prima di iniziarli.

Le faccio i miei migliori auguri e resto a disposizione, anche online. Dott. Giovanni Iacoviello


Salve, ho 24 anni e la mia vita dopo il liceo ha iniziato, anno dopo anno, a non avere più un senso.

Salve, ho 24 anni e la mia vita dopo il liceo ha iniziato, anno dopo anno, a non avere più un senso. Ormai mi alzo la mattina sempre triste, demoralizzato e con poca voglia di fare qualsiasi cosa. Non ho veri amici, o meglio, li ho ma mi cercano solo quando hanno bisogno o tornano in città. Non ho mai avuto una relazione e, cosa più grave, sono molto indietro con gli esami all'università (sono all'ultimo anno di giurisprudenza e me ne mancano 17 su 30... insomma tantissimi! Sono spacciato). Purtroppo, ho capito troppo tardi che questa facoltà non faceva per me, ma non ho avuto mai il coraggio di affrontare la situazione e comunicarlo ai miei genitori, anche per paura che si potessero arrabbiare o non parlarmi più (soprattutto mia madre che, dopo il divorzio, è diventata più severa e mi tiene sotto controllo ogni santo giorno). Fin da piccolo, il mio sogno è sempre stato quello di diventare un presentatore televisivo ma sappiamo tutti che non è un sogno comune come fare il medico, l'avvocato, il poliziotto, ecc. È qualcosa di irrealizzabile ed al giorno d'oggi, se non sei raccomandato, in televisione non ci arriverai mai.
Sono stanco di questa situazione perché inizia ad essere pesante e ho paura di non farcela più da solo a sopportare questo supplizio. Odio la mia vita ed a questo vorrei non essere mai nato. Chiedo gentilmente un aiuto, grazie!

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Giovanni Iacoviello

Buongiorno,

mi dispiace molto per la sua situazione, e per il supplizio che sta provando. Ha timore che i suoi la disapprovino, e quindi porta avanti il silenzio rispetto alla situazione universitaria, che però non va migliorando nel tempo. Se fosse una questione di migliore organizzazione di studio, potrebbe trovare un supporto per l'orientamento e su migliori strategie di gestione.
Se ha capito che la facoltà non fa per lei, la decisione migliore è lasciare e riprogettare la vita e il lavoro sulla base delle competenze comunque finora acquisite e alle attitudini. Può chiedere un supporto per un orientamento in questo senso. Per la comunicazione ai suoi genitori, più avanti la fa, migliore è il risultato, o il contrario? Pare che anche il dover comunicare ai genitori possa essere un deterrente per non prendere la decisione. Per i suoi vissuti emotivi difficili, per il supporto nelle decisioni e nell'orientamento, per riscoprire una nuova progettualità in cui si senta più parte attiva e trovi delle soddisfazioni, si avvalga ad un esperto. "Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta", diceva Henry Ford. Lavori sul calibrare nuove mete, e sulle migliori strategie per seguirle, per superare al meglio gli ostacoli che si potranno occasionalmente presentare.
Conosco persone che lavorano a tempo pieno in un campo, e nel tempo libero da sempre si divertono (e impegnano) a fare i cantanti, a suonare in una band, a fare teatro, a presentare eventi. Così anche la passione per il presentare non deve essere per forza tutto o niente, ma portata avanti con divertimento nel tempo libero extra-lavorativo, se lo vorrà.
Le faccio tanti auguri. Dott. Giovanni Iacoviello


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