Domande del paziente (14)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quello che racconta si percepisce quanto questa situazione le stia creando disagio, soprattutto perché si presenta in momenti in cui sente su di sé l’attenzione degli altri. È comprensibile che sintomi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è una reazione molto comune in situazioni di valutazione, soprattutto quando si vivono periodi di forte stress. La paura di non essere capaci e l’agitazione non indicano una reale mancanza... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
I farmaci possono essere un aiuto importante nella gestione dei sintomi di ansia e attacchi di panico, ma spesso non lavorano sulle cause che li mantengono nel tempo. Affiancare un percorso con uno psicologo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, grazie per aver condiviso la sua esperienza in modo così dettagliato.
Si sente quanto questo periodo sia stato (e sia tuttora) carico: la lontananza dalla sua compagna, la preoccupazione per...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, quello che descrivi può succedere quando si stanno vivendo periodi di ansia intensa: la sensazione di “respiro che si blocca a metà”, il bisogno di controllare il respiro, la tensione fisica e anche... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, i sintomi che compaiono mentre guida in autostrada – ansia improvvisa, debolezza alle gambe, fame d’aria, senso di testa leggera – sono tipici di una forte attivazione ansiosa. In contesti... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera Andrea,
la sua domanda è molto pertinente.
L’iperidrosi primaria ha una base fisiologica, ma il sintomo è fortemente modulato dal sistema nervoso autonomo, quindi anche da stress, carico mentale,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che stai vivendo è un dolore reale, profondo e comprensibile.
Quando una relazione finisce, soprattutto in modo improvviso e con un cambiamento netto dell’altra persona, mente ed emozioni fanno...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quello che sta vivendo è molto comprensibile, soprattutto con due bimbi così piccoli. Quando si è stanche, sotto pressione e sempre in allerta per gli altri, può capitare che l’ansia trovi spazio...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao Giulia, grazie per aver scritto e per aver raccontato quello che stai vivendo.
Quello che descrivi è molto comprensibile: quando una persona che amiamo, come la mamma, non sta bene e non si capisce...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la sua è una domanda molto interessante e anche molto comprensibile. Quando si è in terapia da tempo e si riflette molto su di sé è naturale sentire il bisogno di dare un nome chiaro a ciò...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione molto più comune di quanto si pensi, e prima di tutto è importante dirle che il fatto che stia cercando di ridurre e di smettere dimostra già attenzione...
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Non so come iniziare, non so se tutto questo mi farà bene o se mi porterà solo a crollare in un abisso il cui fondo non mi farà più risalire, sono tante cose in questo periodo, sono stanca, stanca di non sapere se avrò un futuro e come sarà il mio futuro, stanca di non accettarmi, stanca di non sapere affrontare nulla di tutto questo.
Sono al limite, non c’è un giorno in cui io non pensi che sparire sia l’unica soluzione.
Non so lottare, non so credere nelle cose fino in fondo, non so fare nulla, non so cosa provo la maggior parte delle volte.. sento tanto ma allo stesso tempo niente mi tocca realmente.
Voglio un amore, di quelli che ti strvolge, o forse no, forse voglio solo amore perché non ne ho mai avuto, o l’ho avuto?
Quello con mio padre era un rapporto vero? Si comportava veramente da padre con me? Me ne pentirò di non parlagli quando morirà? Che fine farò io quando l’unico modo per parlargli sarà sotto 3 metri di terra?
Perché non riesco a essere quella di prima? Perché non riesco a rialzarmi? Perché non riesco più a studiare e a concentrarmi? Non ho mai fatto il massimo e me lo riconosco ma perché ora non riesco a fare neanche quel minimo? Cosa sta succedendo? Perché non ho più il controllo del mio dolore? Perché gli sto permettendo di bloccarmi in questo loop continuo?
Perché continuo a dormire quando in realtà è l’ultima cosa che vorrei fare?
Perché continua a farmi domande a cui non avrò risposte?
Perché continua a venirmi in mente il suicidio? Perché non riesco a vedere un futuro per me?
Perché non ho un hobby?
Pecche non so cosa mi piace?
mi piace tutto o non mi piace nulla?
Perche penso a aron ma solo se nello stesso pensiero c’è Emanuele?
La storia di Simone che significa?
Perché ogni menzogna che mi racconto poi finisco per reagire come se fosse vera.
Perché quando provo a esternare cosa penso non faccio altro che farmi domande senza darmi risposte a esse?
Perché lo sto facendo adesso?
Che colpa ne ho io?
Che senso ha la mia vita adesso?
Sono stanca di dormire e svegliarmi l’indomani e sentirmi come adesso. Ma dormire è l’unico modo per non sentire il caos che provo adesso
Lo provo sempre in realtà
Che lezione devo imparare ancora?
Perché l’amore non arriva?
Cosa devo capire prima che arrivi?
È questo no?
Il motivo.
Devo imparare ad amare prima di amare realmente se no finisco per ferire le persone
E chi pensa a me?
Tutte le volte che mi hanno ferito, che mi hanno usato.
Non ho più voglia
Tutto questo male
Mi porta solo più confusione
E scriverlo è stato peggio
Mi sta ricordando tutte le cose brutte che provo e continuerò a provare perché non cambierò
Sono questa da anni
Sento che non cambierò. Grazie per qualunque punto di vista riusciate a fornirmi.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso tutto questo.
Si sente quanto sei stanca e quanta fatica stai portando dentro in questo momento.
Leggendo le tante domande che ti fai, viene spontaneo cercare risposte, ma stare meglio non dipende dal trovare subito una risposta a tutto questo. Anzi, a volte è proprio il continuo cercare risposte dentro pensieri che girano in loop a mantenere la sensazione di blocco e confusione.
Quello che descrivi (la mente piena e allo stesso tempo il vuoto, la difficoltà a concentrarti, il sentirti “ferma”) non è il segno che “non cambierai”, ma di una sofferenza che in questo momento è diventata molto intensa e difficile da gestire da sola.
Capisco anche la paura di iniziare un percorso e “crollare”. In realtà, uno spazio psicologico serve proprio a fare il contrario: aiutarti a mettere ordine, a dare un senso a ciò che provi e a trovare modi concreti per stare un po’ meglio, senza dover risolvere tutto insieme.
In questo momento la priorità non è avere tutte le risposte, ma non restare sola con tutto questo. E nei momenti in cui il peso diventa troppo forte, può essere utile fare qualcosa di molto semplice e concreto: non isolarti, prova a metterti in contatto con qualcuno (anche solo con un messaggio), oppure spostarti in un luogo dove non sei da sola. Anche piccoli appigli così possono aiutare a superare quei momenti più intensi.
Con il supporto giusto, questa sensazione di blocco può piano piano modificarsi.
E il fatto che tu sia riuscita a scriverlo qui, anche se è stato faticoso, è già un primo passo importante.
Buongiorno, sono una studentessa universitaria di 20 anni e vorrei chiedervi se un mio sospetto è fondato. Sto cercando di capire se ciò che sperimento possa rientrare in un profilo di neurodivergenza (come l'ADHD) o se sia riconducibile a una disregolazione emotiva e ansiosa. Ho provato a fare una lista di ciò che provo/che ho passato:
—Talvolta soffro di insonnia causata da pensieri stupidi che non riesco a fermare. Riesco ad addormentarmi solo se sono veramente esausta.
—In merito ai pensieri che non riesco a fermare, mi sento come se avessi una sottospecie di disco rotto nel cervello che non smette mai di suonare.
—Mi capita molte volte di sentirmi 'fuori luogo' e di ripensare a ciò che dico/faccio. Se commetto un errore ci rimurgino sopra per ore.
—Ho sempre avuto difficoltà a seguire le lezioni sia scolastiche che universitarie. Dopo un po' il mio cervello si disconnette, e perdo il filo. A tal proposito, mi capita di dimenticare le cose sul momento e di interrompere una conversazione prima che mi scordo qualcosa.
—Sotto forte stress tendo a dissociarmi.
—A causa di molti di questi punti mi è capitato di avere episodi depressivi.
Vorrei solo sapere se sia opportuno intraprendere un percorso diagnostico specifico o meno. Vi ringrazio per la disponibilità.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per aver condiviso quello che sta vivendo.
Al di là delle possibili etichette, ciò che arriva forte è il disagio che descrive: i pensieri che non si fermano, la fatica a concentrarsi, il rimuginare sugli errori, la sensazione di “disconnessione”… sono tutte esperienze che possono essere molto pesanti da portare avanti ogni giorno, e meritano di certo ascolto, attenzione e cura.
Comprendo il bisogno di capire se si tratti di ADHD o di altro, ma queste caratteristiche possono comparire in situazioni diverse e una lista di sintomi da sola non è sufficiente ad orientarsi davvero.
Il passo più utile, in questo momento, potrebbe essere concedersi uno spazio con un/una psicologo/a che si occupi sia di ansia/disregolazione emotiva sia di ADHD: insieme potrete approfondire con calma la sua storia e il suo funzionamento, e valutare se ha senso intraprendere un percorso diagnostico specifico. Sicuramente può essere utile lavorare direttamente su ciò che oggi le crea più fatica, al di là delle definizioni.
Non è necessario avere subito un’etichetta per iniziare a stare meglio: partire dal suo vissuto e dal suo benessere è già un ottimo punto di inizio.
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…