Domande del paziente (36)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La ringrazio per aver condiviso con chiarezza ciò che sta vivendo, credo abbia descritto bene lo stato in cui si trova.
Ha riconosciuto con precisione questo stato di allerta costante in cui si trova la...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso questa sua esperienza. Comprendo quanto possa essere stancante e frustrante convivere con un problema di insonnia che persiste da così tanto tempo, specialmente... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso questa sua esperienza così delicata. Comprendo quanto possa essere frustrante e invalidante convivere con un dolore persistente, soprattutto quando le indagini... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, comprendo quanto possa essere doloroso e faticoso vivere con questa ansia costante e con i ricordi di quella sofferenza passata. È del tutto comprensibile che ciò che è accaduto abbia lasciato... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, comprendo profondamente la vostra preoccupazione e apprezzo molto il dettaglio con cui avete descritto la situazione di vostro figlio. È evidente quanto vi stiate interrogando su come aiutarlo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, comprendo quanto possa essere difficile e preoccupante vivere questi momenti di tensione con suo figlio. Il fatto che a scuola mostri un comportamento completamente diverso ci dice che ha le... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con noi un dolore così profondo e personale. Comprendo quanto questo sia un periodo molto difficile per lei. Perdere la propria mamma, con cui aveva un legame... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile signora, immagino possa essere doloroso e destabilizzante sentire che qualcosa è cambiato nel rapporto con suo figlio, soprattutto dopo essere stata la sua figura di riferimento principale per... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, posso immaginare quanto questo momento sia difficile e doloroso per lei. La perdita del lavoro rappresenta non solo un cambiamento pratico nella vita quotidiana, ma anche un forte scossone... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Francesca, grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che stai vivendo. Il fatto che a 18 anni tu riesca a riconoscere questa "maschera" che indossi e a chiederti chi sei davvero è già... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, prima di tutto voglio dirti che mi dispiace molto per tutto quello che stai attraversando e che hai attraversato fino ad ora. Il dolore che descrivi è profondo e merita di essere ascoltato... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Manuel,
è comprensibile che questa situazione causi frustrazione e preoccupazione. È positivo che abbiate già consultato il pediatra e fatto gli accertamenti necessari dal punto di vista medico...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile signora, quello che sta attraversando è comprensibilmente molto faticoso.
È importante tenere presente che la separazione dei genitori è sempre un evento di grande impatto per i figli, e più sono...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso le sue preoccupazioni.
Il fatto che riesca a riconoscere i cambiamenti di ciò che sente e dei suoi pensieri e che si stia interrogando su quello che le sta...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, comprendo quanto possa essere faticoso e debilitante vivere con questa paura costante che sembra intensificarsi nel tempo.
Ha ragione quando dice che la paura della morte è universale, ma quando...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
La ringrazio per aver condiviso questo suo vissuto così personale e profondo. Immagino quanto possa essere faticoso convivere con questa difficoltà e quanto desideri comprenderne le radici.
Quello che...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, immagino quanto possa essere difficile e frustrante sentire che l'ansia sembra aver preso il sopravvento anche sul corpo, rendendo faticoso persino un gesto naturale come nutrirsi. Ciò che... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile papà,
comprendo il disagio e la frustrazione che sta vivendo. Dalle sue parole emerge chiaramente quanto si senta escluso, marginalizzato e impotente all'interno della sua famiglia, e quanto questa...
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Salve, sto attraversando un periodo “buio” nella relazione di convivenza con la mia compagna.
Conviviamo da 13 anni, abbiamo un figlio di 6 anni ed abbiamo fatto i nostri sbagli e avuto i nostri alti e bassi nella relazione, ma recentemente la mia compagna mi ha comunicato di non essere felice ed avere dubbi sui sentimenti nei miei confronti.
Questo pare sia dovuto a tante piccole cose che nel tempo le hanno dato fastidio, non riesce ad essere se stessa per paura di non so cosa e ora è arrivata ad essere “piena” e forse anche un pochino chiusa in se stessa.
Per me è stato un fulmine a ciel sereno, arrivato cosi dal niente e invece a quanto pare è una situazione che si porta avanti da tempo, senza che io mi accorgessi di niente e senza che lei ne parlasse con me per cercare una soluzione. Ovviamente mi sento vuoto, sconfitto, ma anche speranzoso che la situazione possa risolversi positivamente per poter tornare ad essere la famiglia che eravamo, anzi forse anche migliore andando a correggere quelli aspetti che potrebbero aver portato a questa situazione.
La mia più grande paura è ovviamente la sofferenza che potrebbe avere il bimbo, ma anche il fatto di “buttar via” quello che è stato costruito con fatica e impegno in tutti questi anni.
Non credo di averle mai fatto mancare niente, anzi è sempre stata libera di fare le sue cose, anche se alcune mi creavano delle preoccupazioni/perplessità che non ho mai nascosto, ma lei spesso ignorato.
Io mi sono reso più che disponibile a cercare di trovare una soluzione, a lavorare su noi per cercare di migliorare sugli aspetti che hanno portato a questo e ho teso la mano, ma da parte sua non capisco se questa volontà ci sia o meno, come se fosse intrappolata in un limbo e non riesco a comprendere come sia possibile questa freddezza dopo 13 anni e una famiglia costruita.
Sto cominciando ad avere grandi dubbi, tipo che sia stata con me fino ad oggi, nonostante questo suo “disagio”, solo per comodità e per paura di non restare sola, visto che i genitori vivono in un altro stato e quindi di essere stato utilizzato e preso in giro.
Come dovrei comportarmi adesso? Potremmo provare ad intraprendere inizialmente un percorso di coppia insieme ed eventualmente, se reputato necessario, in seguito anche singolarmente per poter affrontare questa problematica che stiamo vivendo?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile signore,
comprendo lo smarrimento e il dolore che sta vivendo in questo momento. Quello che descrive è una situazione che molte coppie attraversano: dinamiche che si accumulano nel tempo senza essere affrontate, fino a quando uno dei due partner arriva a un punto di rottura.
Intraprendere un percorso di terapia di coppia sarebbe davvero importante in questa fase. Uno spazio di questo tipo vi permetterebbe di comunicare in modo più efficace, di mettere sul tavolo le questioni che stanno emergendo ora e di analizzarle insieme con il supporto di un professionista. Spesso ciò che sembra "arrivato dal nulla" in realtà si è costruito lentamente, e in terapia di coppia è possibile ricostruire questi passaggi e comprendere cosa è accaduto nel vostro rapporto.
Non va trascurato nemmeno il benessere di vostro figlio, che a 6 anni percepisce le tensioni tra voi e può risentire delle dinamiche familiari, anche quando sembrano "invisibili" agli occhi degli adulti. Un percorso di coppia può aiutarvi anche a proteggerlo e a gestire la situazione in modo più consapevole.
In seguito, se necessario, potrete valutare insieme al terapeuta se sia utile affiancare anche percorsi individuali.
Le auguro di trovare il supporto di cui avete bisogno come coppia e come famiglia.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Baiocchi
Buongiorno,
vorrei sottoporvi una mia problematica. Ho 37 anni e fin da ragazzina ho avuto difficoltà nel relazionarmi.
Quando andavo a scuola ho sofferto di bullismo, mi canzonavano per il mio aspetto (a loro dire, ero una racchia) e subito costanti angherie.
Anche per questo motivo fino ai 19 anni non ho mai avuto alcuna esperienza sessuale o di amore giovanile ma da ragazzina non mi ponevo il problema, ho sempre avuto molte passioni e poche amicizie ed ero contenta così.
Dai 20 ai 23 anni ho avuto la mia prima storia seria con una persona rivelatasi poi insicura e con la quale vi erano costanti litigi. Dopo quasi 3 anni decido di chiudere questa relazione e per un po' sono stata bene così da single. Il problema nasceva quando provavo a rimettermi in gioco, perchè incontravo puntualmente persone interessate solo a rapporti fisici.
Dopo questa prima storia ho avuto altre 3 relazioni (tutte a distanza di anni l'una dall'altra) della durata di un anno. In queste relazioni sono stata sia lasciata (dicevano di non sentirsi pronti) e ino l'ho lasciato io. Il problema nasce dal fatto che spesso e volentieri mi sentivo una sorta di passatempo per loro, non ho mai percepito un interesse reale di voler costruire qualcosa.
Ad oggi sono single da quasi 5 anni e comincio a pensare che forse o nemmeno io voglio costruire qualcosa o sono sfortunata. In questi anni ho provato spesso a rimettermi in pista ma non sono mai andata oltre 2 appuntamenti. E temo che l'interesse che gli uomini hanno sia solo di natura sessuale. Quando ci esco insieme li vedo distratti e sembra quasi che debba corteggiare solo io. Inoltre non mi spiego come mai per anni sono trascorsi mesi senza fsrr incontri nella vita quotidiana e mi sono dovuta abbassare ad usare le app di dating per poi rivelarsi un ricettacolo di mercenari.
Quando esco trovo solo gente molto grande o già impegnata e non so più dove sbattere la testa.
Sono sola da anni e temo di non riuscire a sopportare altrettanti anni da sola.
Mi chiedo solo che cosa ho fatto per meritare un simile dolore quando tutte le ragazze trovano qualcuno.
In questi anni ho cercato delle risposte ma non me trovo. Comincio a pemsare che semplicemente non sono il tipo di donna con la quale un uomo vorrebbe una relazione. Mi sento depressa e spesso esco a camminare per ore o anche senza meta. Tanti mi dicono: "meglio sola che male accompagnata". Ma cosa ne sanno del dolore? Di quel dolore che ti fa bagnare il cuscino di lacrime! Vorrei solo potermi rassegnare una volta per tutte e tenermi tutto magari sposandomi al lavoro. Ma non penso sia possibile non amare più
Ti dicono "trovato un hobby ", beh ne ho una serie ma non bastano a colmare il vuoto perché la testa va a quel pensiero, il pensiero "ok, togliti dalla testa di avere un compagno!"
Ho superato tanti momenti bui nella mia vita ma la solitudine perenne penso non sia accettabile per nessuno sopratutto se pensi che hai un cuore grande.
Vi chiedo solo se esiste un modo per convivere con questo tarlo nel cervello.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, il dolore che descrive è profondo e reale, e merita di essere ascoltato con attenzione e rispetto. La solitudine affettiva di cui parla non è qualcosa da minimizzare, è una sofferenza che tocca un bisogno umano fondamentale: quello di essere visti, riconosciuti e amati.
Quello che emerge dalle sue parole è un percorso di vita segnato da esperienze relazionali dolorose fin dall'adolescenza. Tutte queste esperienze possono aver lasciato tracce profonde nel modo in cui oggi si vive nelle relazioni e, forse, anche nel modo in cui si percepisce.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a esplorare i suoi modelli relazionali: come si è costruita l'immagine di sé attraverso queste esperienze, quali sono le aspettative (spesso inconsapevoli) che porta con sé quando incontra qualcuno, e se c'è qualcosa che accade in lei - nelle prime fasi della conoscenza - che è difficile da vedere senza un lavoro di approfondimento psicologico. A volte ripetiamo pattern relazionali senza rendercene conto, attratti da persone che confermano vecchie ferite o allontanandoci quando qualcuno potrebbe davvero avvicinarsi.
Non si tratta di "rassegnarsi", ma di dare spazio e ascolto a questo dolore in un contesto protetto, dove poter comprendere cosa sta accadendo e lavorare su ciò che ostacola la possibilità di costruire relazioni autentiche e soddisfacenti.
Le auguro di trovare il supporto di cui ha bisogno.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Baiocchi
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…