Domande del paziente (30)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver scritto con tanta sincerità. Si sente quanto questo cambiamento ti abbia scosso nel profondo. Trasferirsi per amore può essere una scelta bellissima, ma allo stesso tempo comporta... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao Francesco, grazie per aver raccontato la tua storia con tanta lucidità. Si sente quanta strada hai fatto in poco tempo: trasferirti in un altro Paese, diventare indipendente, imparare lingue nuove,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara S.,
grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Dal tuo messaggio emerge una situazione molto carica di pressione, senso di colpa e stanchezza emotiva. Quando le richieste, i controlli e le...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver raccontato una storia così complessa e dolorosa con tanta lucidità. Si sente quanto questa relazione abbia occupato una parte enorme della tua vita e quanto tu abbia investito, emotivamente,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, grazie per aver scritto con tanta onestà, perché non è semplice raccontare pensieri che fanno sentire in colpa o “sbagliati”. Da quello che descrivi si percepisce quanto tu stia soffrendo e... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Innanzitutto, grazie per aver raccontato con tanta cura quello che sta vivendo sua figlia, si sente quanta attenzione c’è da parte vostra.
Da ciò che descrive sembra una ragazza con tante risorse e una...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza quello che sta vivendo capisco quanto gli sbandamenti continui possano essere faticosi e preoccupanti, soprattutto quando si sommano a una storia... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio, la sua domanda è molto comprensibile e tocca un’esperienza che, per chi la vive, può risultare davvero disorientante e dolorosa.
In alcune relazioni può accadere che uno dei due partner...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio, la sua domanda è molto comprensibile e tocca un’esperienza che, per chi la vive, può risultare davvero disorientante e dolorosa.
In alcune relazioni può accadere che uno dei due partner...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, capisco molto bene il tuo impegno e la tua frustrazione: cercare una relazione può essere emozionante ma anche fonte di ansia, soprattutto quando ci sono aspettative alte verso se stessi e ostacoli... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, capisco quanto possa essere confuso e doloroso osservare comportamenti ambivalenti dopo la fine di una relazione lunga come la tua. È naturale cercare spiegazioni quando qualcuno che è stato... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, capire se una persona ha comportamenti manipolatori può essere molto complesso, soprattutto quando nelle parole e nei gesti appare normale, affettuosa e premurosa. Spesso chi manipola non lo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, comprendo profondamente l'angoscia che state vivendo, perché vedere una bambina così piccola lottare con un atto naturale come il mangiare fa sentire impotenti, ma è fondamentale partire dal... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, comprendo profondamente il senso di smarrimento che stai attraversando e vorrei, prima di tutto, restituirti un’immagine di te diversa da quella che vedi riflessa nei tuoi timori. Sentirsi "catapultati... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, leggendo la tua storia sento tutto il peso di quel "dover essere" che spesso, intorno ai trent'anni, diventa una zavorra invisibile ma schiacciante. Ti trovi in quel crinale della vita in cui le... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara mamma, leggendo le tue parole sento quasi il fiato corto, come se stessi correndo una maratona infinita portando sulle spalle non solo i tuoi figli e il tuo lavoro, ma le aspettative di un’intera... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao. Leggo le tue parole e, prima di ogni altra cosa, vorrei che facessi un respiro profondo, di quelli che arrivano alla pancia e non si fermano alle spalle. Mi occupo quotidianamente di ragazzi che,... Altro
salve dottori, ho un problema con la mia attuale ragazza che non mi fa vivere bene la relazione, siamo io e 2 miei amici a una serata in discoteca e noto questa ragazza la serata finisce lì, solo che il mio amico manda la richiesta su instagram a lei senza però scriverle, passano 4 giorni e il mio amico letteralmente le scrive un messaggio rispondendo a una nota di vederci in gruppo una sera, la sera stessa appena conosciuti tutti e presentati lei però si bacia con lui si frequentano 1 settimana finiscono anche in macchina insieme post serata però senza avere rapporti perché a detta sua lei non voleva, (anche se per me per andarci in macchina l’intenzione c’è) fatto sta che dopo io e lei ci avviciniamo inizialmente in amicizia ma poi scatta qualcosa in ambito sentimentale e lei diventa pazza di me arrivando pure a venire sotto casa mia più volte nonostante i miei rifiuti, ora io non so che fare perché ci sto benissimo con questa ragazza ma l’idea che non mi abbia scelto inizialmente mi logora dentro e mi fa stare male, poi aggiungo anche il fatto che per me lei è una facile perché si è baciata con lui appena conosciuti e ha avuto rapporti con uno dopo solo 2 uscite e non è quello che cerco in una ragazza ma ormai ci tengo troppo, io ne ho parlato con lei di tutto e dice che inizialmente preferiva me al mio amico, ma la sua amica era interessa a me e quindi non ha voluto interferire, anche se non ha molto senso perché mi ha sempre dato versioni diverse e in più non c’era motivo di lasciarmi alla sua amica, lei dice che ha sempre puntato me e che tuttora vuole solo me e me lo dimostra sinceramente, non so che fare perché io ci sto male perché non è quello che cerco in una ragazza, il fatto che sia stata facile lei lo giustifica dicendo che era appena uscita da un ex tossico e voleva divertirsi, ma per me ha poca differenza perché non siamo animali e si pensa prima di agire
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio.
È comprensibile che lei si senta logorato da questo groviglio di emozioni; il contrasto tra il benessere che prova oggi con questa ragazza e il peso del suo passato recente crea un conflitto interiore molto faticoso da gestire. Quando l'immagine ideale che abbiamo del partner si scontra con la realtà dei fatti, nasce un senso di precarietà che rende difficile investire totalmente nel legame, alimentando il dubbio di essere stati una "seconda scelta" o di stare con qualcuno che non rispecchia i propri valori profondi.
Tuttavia, è interessante osservare come le versioni contrastanti e le dinamiche di quella prima sera possano essere lette non solo come mancanze, ma come il riflesso di una confusione emotiva che spesso segue la fine di storie difficili. Il timore che lei sia stata "facile" sembra nascondere una ferita più profonda legata al bisogno di esclusività e di sentirsi scelti fin dal primo istante. Spesso giudichiamo con severità i comportamenti altrui per proteggerci dal rischio di soffrire ancora, ma questo rischia di soffocare ciò che di autentico state costruendo ora.
Riuscire a distinguere tra chi lei era in quel momento di "evasione" e chi è oggi nel rapporto con lei è il passaggio cruciale per capire se questa relazione ha le basi per proseguire. Comprendere se il suo malessere derivi da un reale disallineamento di valori o da una gelosia retroattiva che le impedisce di godersi il presente richiede un’analisi attenta dei propri vissuti. Confrontarsi su questi temi in uno spazio protetto permette di trasformare il sospetto in una chiarezza necessaria per decidere, con onestà verso se stessi, se il sentimento che prova sia sufficiente a superare il peso del passato.
Salve, sto attraversando un periodo “buio” nella relazione di convivenza con la mia compagna.
Conviviamo da 13 anni, abbiamo un figlio di 6 anni ed abbiamo fatto i nostri sbagli e avuto i nostri alti e bassi nella relazione, ma recentemente la mia compagna mi ha comunicato di non essere felice ed avere dubbi sui sentimenti nei miei confronti.
Questo pare sia dovuto a tante piccole cose che nel tempo le hanno dato fastidio, non riesce ad essere se stessa per paura di non so cosa e ora è arrivata ad essere “piena” e forse anche un pochino chiusa in se stessa.
Per me è stato un fulmine a ciel sereno, arrivato cosi dal niente e invece a quanto pare è una situazione che si porta avanti da tempo, senza che io mi accorgessi di niente e senza che lei ne parlasse con me per cercare una soluzione. Ovviamente mi sento vuoto, sconfitto, ma anche speranzoso che la situazione possa risolversi positivamente per poter tornare ad essere la famiglia che eravamo, anzi forse anche migliore andando a correggere quelli aspetti che potrebbero aver portato a questa situazione.
La mia più grande paura è ovviamente la sofferenza che potrebbe avere il bimbo, ma anche il fatto di “buttar via” quello che è stato costruito con fatica e impegno in tutti questi anni.
Non credo di averle mai fatto mancare niente, anzi è sempre stata libera di fare le sue cose, anche se alcune mi creavano delle preoccupazioni/perplessità che non ho mai nascosto, ma lei spesso ignorato.
Io mi sono reso più che disponibile a cercare di trovare una soluzione, a lavorare su noi per cercare di migliorare sugli aspetti che hanno portato a questo e ho teso la mano, ma da parte sua non capisco se questa volontà ci sia o meno, come se fosse intrappolata in un limbo e non riesco a comprendere come sia possibile questa freddezza dopo 13 anni e una famiglia costruita.
Sto cominciando ad avere grandi dubbi, tipo che sia stata con me fino ad oggi, nonostante questo suo “disagio”, solo per comodità e per paura di non restare sola, visto che i genitori vivono in un altro stato e quindi di essere stato utilizzato e preso in giro.
Come dovrei comportarmi adesso? Potremmo provare ad intraprendere inizialmente un percorso di coppia insieme ed eventualmente, se reputato necessario, in seguito anche singolarmente per poter affrontare questa problematica che stiamo vivendo?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio.
Comprendo profondamente quanto possa essere faticoso e scoraggiante trovarsi in un momento di stallo, dove le parole sembrano non bastare più o, peggio, diventano fonte di ulteriore distanza. È del tutto naturale sentirsi smarriti quando le dinamiche che un tempo funzionavano improvvisamente si incrinano, lasciando spazio a un senso di solitudine anche stando insieme.
Spesso, all'interno di una coppia, ci si ritrova incastrati in schemi comunicativi che si ripetono in modo automatico, portando a un senso di frustrazione che sembra senza via d'uscita. In questi casi, il valore di un intervento esterno risiede nella capacità di illuminare quelle zone d'ombra che, dall'interno, sono difficili da scorgere. Iniziare a osservare la propria relazione da una prospettiva differente permette di trasformare il dolore del conflitto in una comprensione più matura di sé e dell'altro.
Attraverso un confronto mirato, è possibile tradurre le incomprensioni in un linguaggio nuovo, capace di riaprire canali che sembravano chiusi per sempre. Aprirsi a questa possibilità significa darsi l'occasione di riscrivere la propria storia, trasformando la crisi in un punto di partenza per una connessione più autentica e consapevole. Quando i soliti tentativi smettono di funzionare, esplorare nuove strade insieme diventa il modo più efficace per ritrovare l'armonia perduta.
Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando ne avevo 14 o 15. Inizialmente stavo sempre male poi ho imparati a gestirli. Ho perso 2 anni e mezzo fa mio nonno e stavo malissimo,ho fatto un percorso dove posso dire di non essere mai stata così bene dopo questo percorso...ero al 100%. Luglio 2025 sono andata a convivere ed è stato ancora più positivo perché avevo i miei spazi,non stavo a casa con altre 3 persone disordinate visto che sono fissata per ordine e pulizia. Da luglio a novembre tutto bene:mangiavo sano,palestra,avevo la mia routine dormire alle 00 e svegliarmi alle 8,servizi,stare a casa o uscire a fare commissioni,ero abituata e stavo bene con questa routine. Restavo anche a casa a fare i servizi e a mangiare da sola visto che il mio compagno torna alle 16.00 oppure mangiavo da mia madre,suocera o a casa. Dipende dai giorni però avevo certamente mente piena e svago. Il pomeriggio mi dedicavo a cucinare al mio compagno e mi rilassavo sul divano a vedere la TV aspettando che arrivasse da lavoro. Da novembre però è cambiato tutto,i miei si sono divorziati e novembre dicembre sono stata bene con la solita routine e orari però ho lasciato la palestra,primo segnale che qualcosa in me non andava. A inizio febbraio peggiorato tutto,ho avuto da sola a casa attacchi di panico e ho chiamato subito mia madre, altre volte mio cognato o mia suocera...insomma ho iniziato ad allontanarmi da casa. Mi svegliavo già con tachicardia e ansia e come andava mia il mio compagno stavo male per fortuna mia sorella vive nel mio stesso palazzo e mi rifugiavo da lei,mi facevo la doccia e poi facevo i servizi e me ne andavo alle 9 con lei dove lavora o da mia suocera a stare a casa sua in compagnia. Per colpa dell'ansia tornata ho sballato totalmente i miei orari del sonno a cui ora mi sono abituata ma mi pesa questa nuova routine ovvero 22.30/6.30 quando va via il mio compagno fuori paese e sto con lui al telefono fino a quando non arriva. Lo facevo anche prima ma dopo mi riaddormentavo e mi svegliavo più tardi quindi avevo la giornata più "corta". Ora la giornata dale 6 30 mi sembra lunghissima,anche se riesco a stare da sola a casa,mi lavo,faccio i servizi...alle 9 lo stesso vado via da mia suocera e andiamo a fare commissioni ecc. Sto meglio si perché mi sono abituata alla nuova routine ma in realtà questa routine mi pesa perché la mattina presto faccio tutto e poi non so più che fare e vado via,le mie giornate non sono produttive. Comè potuto accadere questo? Da cosa dipende? È normale che svegliandomi presto,facendo tutto entro le 9 e non avere nulla da fare vado via da casa perché mi scoccio? Le mie giornate sono monotone,prima tra palestra mente piena stavo bene...da quando è successo altro che la mia mente è vuota e si focalizza sul peggio. Io ho bisogno di tornare come prima per stare più tempo a casa...anche mangiare sola o uscire più tardi da casa invece di fuggire anche se sto meglio riesco a gestire e stare sola fino alle 9...come posso superare? Non riesco nemmeno a svegliarmi più tardi ma vorrei perché poi durante la giornata mi viene sonno. Questi pomeriggi sto a casa e aspetto il mio compagno ma lo faccio sempre con ansia anche se sto meglio però voglio per forza tornare a prima del divorzio,quando stavo veramente bene. Ho paura di non superare. Grazie in anticipo, saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, capisco bene quanto possa essere frustrante e spaventoso sentire di aver perso quel prezioso equilibrio che avevi faticosamente costruito. Leggendo le tue parole, emerge con chiarezza quanto tu sia una persona che ama l'ordine, non solo negli spazi fisici, ma anche in quelli mentali: la routine per te non è noia, ma un argine sicuro contro il caos dell'ansia. Ciò che stai vivendo oggi non è un fallimento e non significa che tu sia tornata al punto di partenza; è piuttosto la risposta del tuo sistema emotivo a un carico di stress che ha superato la soglia di guardia. Il divorzio dei tuoi genitori, anche se sei adulta e vivi altrove, rappresenta un terremoto nelle tue fondamenta emotive, un cambiamento che ha incrinato quel senso di stabilità che associavi alla casa e alla famiglia.
Quello che chiami "fuggire" di casa alle nove del mattino è in realtà un meccanismo di protezione: la tua mente percepisce il vuoto e il silenzio della casa come spazi pericolosi dove l'ansia può alzare la voce, e quindi cerchi riparo nella presenza altrui o nel movimento. È del tutto normale che, venuta meno la palestra e la gestione strutturata del tempo, tu ti senta esposta. L'ansia si nutre spesso di questi "spazi vuoti" e, quando la mente non è focalizzata su un compito gratificante, tende a scivolare verso il controllo del corpo, innescando la tachicardia e i pensieri catastrofici che descrivi. La paura di non superare questa fase è essa stessa un sintomo dell'ansia, ma ricorda che hai già dimostrato a te stessa di saper stare al "100%" e di possedere gli strumenti per gestire il panico.
Per ritrovare la tua serenità, è fondamentale smettere di lottare contro la sveglia o contro il desiderio di tornare esattamente a "prima". Il segreto non è forzarsi a dormire di più, ma riempire gradualmente quelle ore mattutine con attività che non siano solo "servizi" e pulizie, ma momenti di nutrimento personale, proprio come facevi con la palestra. Devi lavorare per trasformare la tua casa da un luogo da cui scappare a un luogo in cui senti di poter "abitare" di nuovo le tue emozioni, anche quelle più difficili legate alla situazione dei tuoi genitori. Non hai perso la tua capacità di stare bene, devi solo ricalibrare la tua bussola interna dopo questo scossone. Potresti iniziare un percorso per dare voce a questo tuo bisogno di controllo e trasformarlo in una nuova forma di libertà, permettendoti di goderti di nuovo il tuo nido senza il peso dell'urgenza.
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…