Buonasera dottore faccio questo post perchè soffro di ansia e attacchi di panico da tanti anni orama
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Buonasera dottore faccio questo post perchè soffro di ansia e attacchi di panico da tanti anni oramai che sono in cura con antidepressivo, solo che in questo periodo sto avendo sbandamenti h24 che in certi momenti quando per esempio gioco che faccio streaming, oppure leggo, ho guardo delle foto mi causa sbandamenti piu forti, adesso non so se la causa sia dovuto alla mia ansia oppure ad altro perchè ho fatto un rx alla colonna cervicale dove uscito Iniziale segni di spondilosi cervicale osteoftosica marginale presenza di forama arcuato dell'atlante non si evidenzia la fisiologica lordosi, In Piu essendo che faccio streaming quindi la maggiora parte del tempo lo passo davanti al pc, quando esco fuori e come se mi sento disorientato dal mondo esterno adesso non so se dovuto al pc oppure a l'Ansia che ne soffro... ma la cosa che mi da piu fastido sono i sbandamenti h24
Buonasera sig. paziente anonimo,
il ritmo del suo scritto mi ha generato subito una certa ansia e così, guardando meglio, mi sono resa conto che manca quasi del tutto la punteggiatura e sopratutto i punti e i punti e a capo. Mi sono chiesta, in che modo e quanto questo possa avere a che fare con la sua vita. In che modo non mettere i punti ha caratterizzato e caratterizza la sua vita? Cos'ha a che fare questo con lo stare tutto il tempo in streaming o l'avere sbandamenti H24?
il ritmo del suo scritto mi ha generato subito una certa ansia e così, guardando meglio, mi sono resa conto che manca quasi del tutto la punteggiatura e sopratutto i punti e i punti e a capo. Mi sono chiesta, in che modo e quanto questo possa avere a che fare con la sua vita. In che modo non mettere i punti ha caratterizzato e caratterizza la sua vita? Cos'ha a che fare questo con lo stare tutto il tempo in streaming o l'avere sbandamenti H24?
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Buonasera, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza ciò che sta vivendo. Quando l’ansia e gli attacchi di panico accompagnano una persona per molto tempo, può diventare particolarmente faticoso distinguere cosa appartenga alle sensazioni corporee legate alla tensione emotiva e cosa invece venga percepito come qualcosa di diverso o di più preoccupante. Il fatto che lei descriva questi sbandamenti continui la porta comprensibilmente a interrogarsi e a cercare una spiegazione, soprattutto perché la sensazione di instabilità o di disorientamento è molto invasiva e può togliere serenità durante tutta la giornata. Spesso l’ansia non si manifesta soltanto come agitazione o paura evidente. Può esprimersi attraverso il corpo in modi molto concreti, con sensazioni di testa leggera, instabilità, difficoltà di concentrazione o una percezione alterata dello spazio intorno a sé. Quando il sistema di allerta interno è molto attivo, il cervello tende a monitorare continuamente ciò che accade dentro e fuori dal corpo, e questo può amplificare ogni minima variazione fisica. Più ci si concentra sullo sbandamento, più il corpo rimane in tensione e la sensazione tende a mantenersi. Lei racconta che questi momenti diventano più intensi mentre legge, guarda immagini o fa streaming. Sono tutte attività che richiedono molta attenzione visiva e mentale, spesso mantenendo una postura fissa per lungo tempo. Restare molte ore davanti allo schermo può affaticare sia la vista sia la percezione dell’equilibrio, e quando poi si passa all’ambiente esterno il cervello deve riadattarsi a molti stimoli contemporaneamente. Questo può dare quella sensazione di irrealtà o di disorientamento che descrive, come se il mondo fosse troppo “grande” o difficile da mettere a fuoco. Un altro aspetto importante è che l’ansia tende a creare un circolo particolare. Compare una sensazione fisica, come lo sbandamento. Subito nasce il pensiero che possa esserci qualcosa che non va o che stia peggiorando. Questo pensiero aumenta la preoccupazione e il corpo reagisce aumentando la tensione, la respirazione cambia, i muscoli si irrigidiscono e la percezione dell’equilibrio diventa ancora più instabile. Non è qualcosa che avviene volontariamente, ma è un meccanismo molto comune in chi convive da tempo con il panico. Il fatto che lei noti questi sintomi per molte ore consecutive può essere anche legato al livello generale di stanchezza mentale. Lo streaming richiede concentrazione, esposizione agli altri e spesso una certa attivazione emotiva. Anche quando sembra un momento piacevole, il corpo può rimanere in uno stato di allerta prolungato senza che ce ne si accorga. Può essere utile iniziare a osservare quando gli sbandamenti diminuiscono anche solo leggermente. Ad esempio se cambiano quando si muove, quando parla con qualcuno, quando è impegnato in qualcosa che la coinvolge fisicamente o quando riesce a distrarsi senza controllare continuamente le sensazioni corporee. Questo tipo di attenzione non serve a controllarsi di più, ma a capire che il sintomo non è sempre uguale e che può modificarsi. Allo stesso tempo può aiutarla inserire piccoli momenti di pausa reale durante l’uso del computer, alzarsi, cambiare stanza, far riposare lo sguardo e soprattutto respirare in modo più lento e naturale. Non come esercizio rigido, ma come modo per permettere al corpo di uscire gradualmente dalla tensione accumulata. La cosa più importante è che ciò che prova non significa che stia “impazzendo”, come spesso temono le persone quando i sintomi diventano continui. Il suo sistema nervoso probabilmente sta cercando di gestire un livello elevato di stress e attenzione interna. Con il tempo e con un lavoro mirato su come interpretare e attraversare queste sensazioni, molte persone riescono a ridurre molto sia la frequenza sia l’intensità degli sbandamenti. Si dia la possibilità di non interpretare ogni sensazione come un pericolo immediato. A volte il primo passo è proprio imparare a stare dentro al sintomo senza combatterlo continuamente, permettendo al corpo di ritrovare gradualmente un ritmo più stabile. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, le consiglio di affiancare alla cura farmacologica anche un percorso di psicoterapia. Cordiali saluti.
Buongiorno,
comprendo quando possano essere fastidiosi e spaventosi gli sbandamenti, soprattutto se durano tutto il giorno. Il fatto che lei soffra di ansia e attacchi di panico da anni, può avere sicuramente un ruolo in quanto l'ansia può determinare sensazioni di disorientamento, vertigini, testa leggera, che spesso peggiorano nei momenti di stimolazione intensa (come ad esempio durante lo streaming). Trascorrere molte ore davanti allo schermo potrebbe contribuire all'affaticamento visivo, la postura rigida e questo può aumentare la sensazione di instabilità soprattutto quando il cervello deve riadattarsi a stimoli visivi molto diversi, come quelli naturali ambientali. Se gli sbandamenti sono costanti e persistenti, sarebbe utile contattare il medico di base e lo psichiatra dal quale è in cura, per comprendere meglio l'effetto dell'antidepressivo e se effettivamente queste sensazioni di sbandamento possono essere legate esclusivamente alla sintomatologia ansiosa e quindi comprendere se necessita anche di un intervento di psicoterapia per migliorare la gestione delle stesse.
Resto a disposizione in caso volesse un consulto ed un primo incontro conoscitivo.
Cordiali Saluti,
Dott.ssa Francesca Proietti
comprendo quando possano essere fastidiosi e spaventosi gli sbandamenti, soprattutto se durano tutto il giorno. Il fatto che lei soffra di ansia e attacchi di panico da anni, può avere sicuramente un ruolo in quanto l'ansia può determinare sensazioni di disorientamento, vertigini, testa leggera, che spesso peggiorano nei momenti di stimolazione intensa (come ad esempio durante lo streaming). Trascorrere molte ore davanti allo schermo potrebbe contribuire all'affaticamento visivo, la postura rigida e questo può aumentare la sensazione di instabilità soprattutto quando il cervello deve riadattarsi a stimoli visivi molto diversi, come quelli naturali ambientali. Se gli sbandamenti sono costanti e persistenti, sarebbe utile contattare il medico di base e lo psichiatra dal quale è in cura, per comprendere meglio l'effetto dell'antidepressivo e se effettivamente queste sensazioni di sbandamento possono essere legate esclusivamente alla sintomatologia ansiosa e quindi comprendere se necessita anche di un intervento di psicoterapia per migliorare la gestione delle stesse.
Resto a disposizione in caso volesse un consulto ed un primo incontro conoscitivo.
Cordiali Saluti,
Dott.ssa Francesca Proietti
Caro utente,
ne parli con i professionisti che la stanno seguendo per individuare la causa di questa sensazione che rischia di influenzare troppo la sua quotidianità e vita sociale quindi è necessario intervenire.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
ne parli con i professionisti che la stanno seguendo per individuare la causa di questa sensazione che rischia di influenzare troppo la sua quotidianità e vita sociale quindi è necessario intervenire.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Gentile utente. mi dispiace tanto per ciò che ha raccontato. Le consiglio di parlare con il suo medico di fiducia per capire se fare esami strumentali e di intraprendere un percorso di supporto psicologico; il farmaco ha effetto solo sui sintomi ma è importante comprendere la parte emotiva che c'è alla base di ciò che ha descritto.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Gentile utente, molto probabilmente la sua condizione fisica ed il tempo notevole passato davanti al computer può aumentare i sintomi ansiogeni, in particolar modo il disorientamento dalla realtà. Cerchi di fare qualche pausa in più e ripetuta ogni ora e mezza o massimo due. Potrebbe prendere in considerazione di iniziare un percorso psicologico per avere il giusto supporto e comprenderne le cause.
Buonasera, rispetto al disturbo d'ansia e di attacchi di panico, oltre alla terapia farmacologica ha iniziato anche una psicoterapia? Alla luce di quanto emerso le consiglio di rivolgersi al suo psichiatra per valutare se la cura farmacologica sia ancora adeguata o sia necessario cambiarla ed intraprendere un percorso di psicoterapia che possa aiutarla nella gestione emotiva e approfondire meglio le cause di questi "sbandamenti".
Buongiorno,
il problema che descrive sulla schiena, sembra principalmente di tipo organico, pertanto difficile che sia correlato agli sbandamenti. Se vuole iniziare a mandarmi il referto, provo a leggere e capire meglio. Per l'antidepressivo, all'inizio, può causare uno sbalzo sul tono dell'umore e sull'equilibrio psicofisico, pertanto mi servono maggiori informazioni su che tipo di antidepressivo, in che quantità ne assume e da quanto tempo.
Complessivamente, ritengo opportuno iniziare un percorso psicologico, visto il farmaco che assume, i dubbi e comprendere meglio come poter migliorare il suo benessere.
Attendo sue.
Psicologa Argelli
il problema che descrive sulla schiena, sembra principalmente di tipo organico, pertanto difficile che sia correlato agli sbandamenti. Se vuole iniziare a mandarmi il referto, provo a leggere e capire meglio. Per l'antidepressivo, all'inizio, può causare uno sbalzo sul tono dell'umore e sull'equilibrio psicofisico, pertanto mi servono maggiori informazioni su che tipo di antidepressivo, in che quantità ne assume e da quanto tempo.
Complessivamente, ritengo opportuno iniziare un percorso psicologico, visto il farmaco che assume, i dubbi e comprendere meglio come poter migliorare il suo benessere.
Attendo sue.
Psicologa Argelli
Buonasera,
capisco quanto possa essere destabilizzante convivere con una sensazione di “sbandamento” continua, soprattutto quando si soffre già di ansia e attacchi di panico. Quando il sintomo è presente quasi tutto il giorno è naturale iniziare a chiedersi se la causa sia psicologica, posturale o di altro tipo.
L’ansia può effettivamente dare una sensazione persistente di instabilità, testa leggera, derealizzazione o disorientamento, e spesso questi sintomi aumentano nei momenti in cui si è molto concentrati, sotto stimolo visivo intenso o sotto pressione, come durante lo streaming o quando si fissa a lungo uno schermo. Anche il passaggio da ambienti chiusi e monitor luminosi all’esterno può accentuare la sensazione di “stranezza” o disorientamento.
Allo stesso tempo, passare molte ore al computer può influire sulla postura cervicale e sulla muscolatura del collo, e una condizione come iniziali segni di spondilosi cervicale può contribuire a tensione e fastidio, anche se di solito non è l’unica responsabile di sbandamenti continui. Spesso questi quadri sono multifattoriali: componente ansiosa, tensione muscolare, affaticamento visivo, stress prolungato.
Poiché è già in terapia con antidepressivo, sarebbe opportuno confrontarsi con il medico curante o con lo specialista che la segue per valutare se la sintomatologia attuale rientra nell’ansia, se è necessario un aggiustamento della terapia o se sia utile un approfondimento, ad esempio otorinolaringoiatrico o neurologico, per escludere altre cause di instabilità.
Un aspetto importante è che più si concentra sugli sbandamenti e più aumenta l’allarme interno, alimentando un circolo che mantiene il sintomo. Interrompere questo meccanismo con un percorso psicoterapeutico mirato all’ansia può essere molto utile, soprattutto se il disturbo è presente da anni.
Non trascuri comunque il controllo medico diretto: quando un sintomo cambia intensità o modalità è sempre corretto rivalutarlo clinicamente. Nel frattempo cerchi, per quanto possibile, di regolarizzare sonno, pause dal monitor e postura, perché anche questi fattori incidono sul benessere generale.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
capisco quanto possa essere destabilizzante convivere con una sensazione di “sbandamento” continua, soprattutto quando si soffre già di ansia e attacchi di panico. Quando il sintomo è presente quasi tutto il giorno è naturale iniziare a chiedersi se la causa sia psicologica, posturale o di altro tipo.
L’ansia può effettivamente dare una sensazione persistente di instabilità, testa leggera, derealizzazione o disorientamento, e spesso questi sintomi aumentano nei momenti in cui si è molto concentrati, sotto stimolo visivo intenso o sotto pressione, come durante lo streaming o quando si fissa a lungo uno schermo. Anche il passaggio da ambienti chiusi e monitor luminosi all’esterno può accentuare la sensazione di “stranezza” o disorientamento.
Allo stesso tempo, passare molte ore al computer può influire sulla postura cervicale e sulla muscolatura del collo, e una condizione come iniziali segni di spondilosi cervicale può contribuire a tensione e fastidio, anche se di solito non è l’unica responsabile di sbandamenti continui. Spesso questi quadri sono multifattoriali: componente ansiosa, tensione muscolare, affaticamento visivo, stress prolungato.
Poiché è già in terapia con antidepressivo, sarebbe opportuno confrontarsi con il medico curante o con lo specialista che la segue per valutare se la sintomatologia attuale rientra nell’ansia, se è necessario un aggiustamento della terapia o se sia utile un approfondimento, ad esempio otorinolaringoiatrico o neurologico, per escludere altre cause di instabilità.
Un aspetto importante è che più si concentra sugli sbandamenti e più aumenta l’allarme interno, alimentando un circolo che mantiene il sintomo. Interrompere questo meccanismo con un percorso psicoterapeutico mirato all’ansia può essere molto utile, soprattutto se il disturbo è presente da anni.
Non trascuri comunque il controllo medico diretto: quando un sintomo cambia intensità o modalità è sempre corretto rivalutarlo clinicamente. Nel frattempo cerchi, per quanto possibile, di regolarizzare sonno, pause dal monitor e postura, perché anche questi fattori incidono sul benessere generale.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Buonasera, capisco che gli sbandamenti di cui parla siano molto spiacevoli per lei... mi piacerebbe sapere in maniera più approfondita di che si tratta, come descriverebbe questi momenti... disorientamento? vertigini? Inoltre, mi verrebbe da porle diverse domande: quanto tempo passa al computer? la sua cura farmacologica è sottoposta a periodico confronto con lo psichiatra? Ha mai provato un percorso psicoterapeutico in cui elaborare i suoi vissuti di ansia e gli episodi di panico?
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Buonasera. Comprendo perfettamente quanto possa essere spossante convivere con questa sensazione di instabilità costante. Quello che descrivi come "sbandamenti h24" è un sintomo che genera un profondo senso di insicurezza, quasi come se venisse a mancare il terreno sotto i piedi, alimentando a sua volta il circolo vizioso dell'ansia.
Dalle tue parole emergono tre elementi che sembrano intrecciarsi: la componente ansiosa, quella posturale/fisica e quella percettiva. Proviamo a fare ordine insieme.L'ansia non è necessariamente la causa unica, ma agisce come un amplificatore di volume.
Se il tuo collo invia un segnale di leggero sbandamento, un sistema nervoso "allertato" dall'ansia recepisce quel segnale come un pericolo imminente.
Questo attiva la paura di un attacco di panico, che irrigidisce ulteriormente i muscoli del collo, peggiorando lo sbandamento. È un loop riflesso.Ti capita mai, mentre sei fuori e ti senti disorientato, di avvertire anche una sensazione di "testa leggera" o di "camminare sulle uova"? Comprendere meglio questa sensazione fisica può aiutarmi a darti suggerimenti più mirati.
Dalle tue parole emergono tre elementi che sembrano intrecciarsi: la componente ansiosa, quella posturale/fisica e quella percettiva. Proviamo a fare ordine insieme.L'ansia non è necessariamente la causa unica, ma agisce come un amplificatore di volume.
Se il tuo collo invia un segnale di leggero sbandamento, un sistema nervoso "allertato" dall'ansia recepisce quel segnale come un pericolo imminente.
Questo attiva la paura di un attacco di panico, che irrigidisce ulteriormente i muscoli del collo, peggiorando lo sbandamento. È un loop riflesso.Ti capita mai, mentre sei fuori e ti senti disorientato, di avvertire anche una sensazione di "testa leggera" o di "camminare sulle uova"? Comprendere meglio questa sensazione fisica può aiutarmi a darti suggerimenti più mirati.
Buonasera. Mi colpisce molto questa sua descrizione di un "equilibrio precario" che non le dà tregua.
Nel solco di una visione biopsicosociale, è fondamentale non separare i segni della sua colonna cervicale dal vissuto d'ansia: il corpo è un'unità e parla una lingua sola. Fenomenologicamente, questo sbandamento h24 sembra rappresentare la fatica del suo sistema nervoso nel negoziare il confine tra la realtà iper-focalizzata dello streaming e il "mondo fuori".
Come direbbero McWilliams o Lingiardi, il sintomo non è solo un guasto, ma un tentativo — seppur doloroso — di comunicazione. Forse il suo corpo, attraverso la vertigine, sta segnalando una saturazione, un bisogno di ritrovare un "centro" che non sia solo posturale, ma esistenziale.
Il mio consiglio è di integrare il lavoro medico con uno spazio psicologico che metta al centro l'esperienza vitale di questi sbandamenti. Non si tratta solo di "ansia", ma di come lei abita il suo corpo tra il digitale e il reale.
Un caro saluto,
Francesco Pellino
Nel solco di una visione biopsicosociale, è fondamentale non separare i segni della sua colonna cervicale dal vissuto d'ansia: il corpo è un'unità e parla una lingua sola. Fenomenologicamente, questo sbandamento h24 sembra rappresentare la fatica del suo sistema nervoso nel negoziare il confine tra la realtà iper-focalizzata dello streaming e il "mondo fuori".
Come direbbero McWilliams o Lingiardi, il sintomo non è solo un guasto, ma un tentativo — seppur doloroso — di comunicazione. Forse il suo corpo, attraverso la vertigine, sta segnalando una saturazione, un bisogno di ritrovare un "centro" che non sia solo posturale, ma esistenziale.
Il mio consiglio è di integrare il lavoro medico con uno spazio psicologico che metta al centro l'esperienza vitale di questi sbandamenti. Non si tratta solo di "ansia", ma di come lei abita il suo corpo tra il digitale e il reale.
Un caro saluto,
Francesco Pellino
Buongiorno,
capisco quanto possa essere faticoso convivere con una sensazione di sbandamento costante, soprattutto quando è presente per gran parte della giornata.
Quando si soffre di ansia e attacchi di panico da tempo, il corpo può diventare molto sensibile a sensazioni di instabilità, disorientamento o derealizzazione. In alcuni periodi questi sintomi possono intensificarsi, soprattutto se si trascorrono molte ore al PC o in attività che affaticano vista e postura.
Allo stesso tempo, è corretto aver fatto accertamenti medici. Le alterazioni cervicali o la postura prolungata possono contribuire, ma spesso si crea anche un circolo in cui la preoccupazione per il sintomo aumenta l’ansia e l’ansia amplifica ulteriormente la percezione dello sbandamento.
Il consiglio è di confrontarsi con il medico che la segue per la terapia farmacologica, per valutare se sia necessario un controllo o un eventuale aggiustamento, e parallelamente considerare un supporto psicologico mirato alla gestione dell’ansia somatica.
Resto a disposizione.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
capisco quanto possa essere faticoso convivere con una sensazione di sbandamento costante, soprattutto quando è presente per gran parte della giornata.
Quando si soffre di ansia e attacchi di panico da tempo, il corpo può diventare molto sensibile a sensazioni di instabilità, disorientamento o derealizzazione. In alcuni periodi questi sintomi possono intensificarsi, soprattutto se si trascorrono molte ore al PC o in attività che affaticano vista e postura.
Allo stesso tempo, è corretto aver fatto accertamenti medici. Le alterazioni cervicali o la postura prolungata possono contribuire, ma spesso si crea anche un circolo in cui la preoccupazione per il sintomo aumenta l’ansia e l’ansia amplifica ulteriormente la percezione dello sbandamento.
Il consiglio è di confrontarsi con il medico che la segue per la terapia farmacologica, per valutare se sia necessario un controllo o un eventuale aggiustamento, e parallelamente considerare un supporto psicologico mirato alla gestione dell’ansia somatica.
Resto a disposizione.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Buon pomeriggio,
la sensazione di sbandamento è abbastanza comune nelle persone che soffrono di ansia e attacchi di panico. L’ansia può dare sintomi fisici molto reali, tra cui instabilità, sensazione di testa leggera o di disorientamento, che a volte aumentano quando si passa molte ore davanti allo schermo o quando si esce dopo essere stati a lungo in casa.
Allo stesso tempo ha fatto bene a fare accertamenti medici, perché è sempre importante escludere anche cause fisiche e confrontarsi con il proprio medico.
In psicoterapia spesso si lavora proprio su questi sintomi, cercando di capire in quali momenti compaiono e cosa sta succedendo nella vita della persona quando l’ansia si manifesta attraverso il corpo. Se il disturbo continua, potrebbe essere utile affiancare alla terapia farmacologica anche un percorso psicologico.
Un caro saluto.
la sensazione di sbandamento è abbastanza comune nelle persone che soffrono di ansia e attacchi di panico. L’ansia può dare sintomi fisici molto reali, tra cui instabilità, sensazione di testa leggera o di disorientamento, che a volte aumentano quando si passa molte ore davanti allo schermo o quando si esce dopo essere stati a lungo in casa.
Allo stesso tempo ha fatto bene a fare accertamenti medici, perché è sempre importante escludere anche cause fisiche e confrontarsi con il proprio medico.
In psicoterapia spesso si lavora proprio su questi sintomi, cercando di capire in quali momenti compaiono e cosa sta succedendo nella vita della persona quando l’ansia si manifesta attraverso il corpo. Se il disturbo continua, potrebbe essere utile affiancare alla terapia farmacologica anche un percorso psicologico.
Un caro saluto.
Gentile utente di mio dottore,
dai disturbi d' ansia è possibile guarire attraverso l ausilio combinato di farmacoterapia e psicoterapia. Affianchi al trattamento farmacologico un percorso psicologico, vedrà che con il tempo potrà guardare ad un benessere più a lungo termine.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
dai disturbi d' ansia è possibile guarire attraverso l ausilio combinato di farmacoterapia e psicoterapia. Affianchi al trattamento farmacologico un percorso psicologico, vedrà che con il tempo potrà guardare ad un benessere più a lungo termine.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buonasera,
capisco quanto i “sbandamenti” continui possano essere molto fastidiosi e preoccupanti, soprattutto se convivono da tempo con ansia e attacchi di panico.
Da quello che descrive, i sintomi possono avere più componenti che si influenzano tra loro:
Ansia e attacchi di panico: l’ansia può dare sensazioni di instabilità, testa leggera, derealizzazione e disorientamento (la sensazione che il mondo esterno sia “strano” o lontano). Questi sintomi tendono ad aumentare quando si è concentrati (lettura, gioco, streaming) o sotto stress.
Uso prolungato del PC: molte ore davanti allo schermo, posture scorrette e tensioni muscolari a collo e spalle possono favorire capogiri, senso di sbandamento e affaticamento visivo, soprattutto se già c’è una base di tensione ansiosa.
Reperti cervicali: le alterazioni alla colonna cervicale che riporta (spondilosi, riduzione della lordosi, forame arcuato dell’atlante) possono contribuire a rigidità, dolore cervicale e talvolta a sensazioni di instabilità, ma da sole raramente spiegano “sbandamenti h24” senza altri segni neurologici. In questi casi spesso si crea un circolo vizioso: un lieve disturbo fisico aumenta l’ansia, e l’ansia amplifica la percezione dei sintomi corporei.
Terapia antidepressiva: in alcuni periodi può essere utile verificare con il medico se il dosaggio o il tipo di farmaco siano ancora adeguati, perché anche gli effetti collaterali o un parziale calo di efficacia possono influire su vertigini e senso di instabilità.
Nel frattempo può essere utile:
curare postura ed ergonomia durante lo streaming (altezza del monitor, pause regolari, stretching di collo e spalle),
ridurre l’ipercontrollo dei sintomi (più ci si focalizza sugli sbandamenti, più tendono a farsi sentire),
lavorare in modo mirato sull’ansia con un percorso psicoterapeutico, che spesso aiuta molto anche sui sintomi “fisici” legati allo stress.
Detto questo, per capire meglio l’origine dei suoi sbandamenti e impostare un intervento davvero mirato, è consigliabile approfondire con uno specialista (medico di base/neurologo o otorino per l’aspetto dei capogiri, e uno psicoterapeuta per l’ansia), in modo da integrare correttamente la parte organica e quella psicologica.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
capisco quanto i “sbandamenti” continui possano essere molto fastidiosi e preoccupanti, soprattutto se convivono da tempo con ansia e attacchi di panico.
Da quello che descrive, i sintomi possono avere più componenti che si influenzano tra loro:
Ansia e attacchi di panico: l’ansia può dare sensazioni di instabilità, testa leggera, derealizzazione e disorientamento (la sensazione che il mondo esterno sia “strano” o lontano). Questi sintomi tendono ad aumentare quando si è concentrati (lettura, gioco, streaming) o sotto stress.
Uso prolungato del PC: molte ore davanti allo schermo, posture scorrette e tensioni muscolari a collo e spalle possono favorire capogiri, senso di sbandamento e affaticamento visivo, soprattutto se già c’è una base di tensione ansiosa.
Reperti cervicali: le alterazioni alla colonna cervicale che riporta (spondilosi, riduzione della lordosi, forame arcuato dell’atlante) possono contribuire a rigidità, dolore cervicale e talvolta a sensazioni di instabilità, ma da sole raramente spiegano “sbandamenti h24” senza altri segni neurologici. In questi casi spesso si crea un circolo vizioso: un lieve disturbo fisico aumenta l’ansia, e l’ansia amplifica la percezione dei sintomi corporei.
Terapia antidepressiva: in alcuni periodi può essere utile verificare con il medico se il dosaggio o il tipo di farmaco siano ancora adeguati, perché anche gli effetti collaterali o un parziale calo di efficacia possono influire su vertigini e senso di instabilità.
Nel frattempo può essere utile:
curare postura ed ergonomia durante lo streaming (altezza del monitor, pause regolari, stretching di collo e spalle),
ridurre l’ipercontrollo dei sintomi (più ci si focalizza sugli sbandamenti, più tendono a farsi sentire),
lavorare in modo mirato sull’ansia con un percorso psicoterapeutico, che spesso aiuta molto anche sui sintomi “fisici” legati allo stress.
Detto questo, per capire meglio l’origine dei suoi sbandamenti e impostare un intervento davvero mirato, è consigliabile approfondire con uno specialista (medico di base/neurologo o otorino per l’aspetto dei capogiri, e uno psicoterapeuta per l’ansia), in modo da integrare correttamente la parte organica e quella psicologica.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza quello che sta vivendo capisco quanto gli sbandamenti continui possano essere faticosi e preoccupanti, soprattutto quando si sommano a una storia di ansia e attacchi di panico.
Da ciò che descrive, è possibile che siano coinvolti più fattori contemporaneamente. Gli stati ansiosi, soprattutto quando sono intensi o prolungati, possono dare sensazioni di instabilità, “testa leggera”, derealizzazione o disorientamento, che spesso aumentano quando si è molto concentrati (per esempio durante lo streaming o la lettura) o quando il corpo è in tensione. Anche passare molte ore al computer può accentuare questi sintomi, sia per l’affaticamento visivo sia per la postura.
Allo stesso tempo, è importante non attribuire tutto automaticamente all’ansia. Le alterazioni cervicali che ha riportato e la sensazione di sbandamento costante meritano di essere valutate in modo integrato dal punto di vista medico (ad esempio con il suo medico curante o uno specialista, se non lo ha già fatto), proprio per escludere o chiarire eventuali componenti fisiche come quelle posturali o vestibolari. Questo spesso aiuta anche a ridurre la preoccupazione.
Dal punto di vista psicologico, alcune persone con ansia sviluppano una forte attenzione alle sensazioni corporee: più si monitorano gli sbandamenti, più il sistema di allarme si attiva e la percezione può intensificarsi. In questi casi può essere utile lavorare su:
- regolazione del respiro e rilassamento muscolare
- pause regolari dallo schermo e movimento leggero
- tecniche di grounding quando si sente disorientato
- un eventuale confronto con il professionista che la segue per rivedere insieme questo periodo e la terapia in corso.
Se gli sbandamenti sono davvero presenti tutto il giorno o stanno aumentando, le suggerisco comunque di parlarne anche con il medico che la segue per la terapia farmacologica, così da valutare insieme il quadro completo.
Non è solo in questo: sintomi così persistenti possono spaventare, ma con una valutazione a 360° (medica e psicologica) di solito si riesce a capire meglio cosa li mantiene e come ridurli.
Se vuole, può raccontare da quanto tempo sono diventati continui e se ci sono momenti della giornata in cui migliorano: può essere un’informazione utile per orientarsi meglio.
Da ciò che descrive, è possibile che siano coinvolti più fattori contemporaneamente. Gli stati ansiosi, soprattutto quando sono intensi o prolungati, possono dare sensazioni di instabilità, “testa leggera”, derealizzazione o disorientamento, che spesso aumentano quando si è molto concentrati (per esempio durante lo streaming o la lettura) o quando il corpo è in tensione. Anche passare molte ore al computer può accentuare questi sintomi, sia per l’affaticamento visivo sia per la postura.
Allo stesso tempo, è importante non attribuire tutto automaticamente all’ansia. Le alterazioni cervicali che ha riportato e la sensazione di sbandamento costante meritano di essere valutate in modo integrato dal punto di vista medico (ad esempio con il suo medico curante o uno specialista, se non lo ha già fatto), proprio per escludere o chiarire eventuali componenti fisiche come quelle posturali o vestibolari. Questo spesso aiuta anche a ridurre la preoccupazione.
Dal punto di vista psicologico, alcune persone con ansia sviluppano una forte attenzione alle sensazioni corporee: più si monitorano gli sbandamenti, più il sistema di allarme si attiva e la percezione può intensificarsi. In questi casi può essere utile lavorare su:
- regolazione del respiro e rilassamento muscolare
- pause regolari dallo schermo e movimento leggero
- tecniche di grounding quando si sente disorientato
- un eventuale confronto con il professionista che la segue per rivedere insieme questo periodo e la terapia in corso.
Se gli sbandamenti sono davvero presenti tutto il giorno o stanno aumentando, le suggerisco comunque di parlarne anche con il medico che la segue per la terapia farmacologica, così da valutare insieme il quadro completo.
Non è solo in questo: sintomi così persistenti possono spaventare, ma con una valutazione a 360° (medica e psicologica) di solito si riesce a capire meglio cosa li mantiene e come ridurli.
Se vuole, può raccontare da quanto tempo sono diventati continui e se ci sono momenti della giornata in cui migliorano: può essere un’informazione utile per orientarsi meglio.
Dott.ssa Geralda Vitale
Psicologo, Psicologo clinico, Terapista del dolore
Oggiona con Santo Stefano
Buonasera, mi pare che la diagnosi è più che chiara, escludendo problemi di organi interni.
Certo il lavorare tutto il gg. dinanzi ad un pc non aiuta, anzi va a creare maggiore tensione alla vertebra atlante cervicale, la quale presenta una rigidità con cervicobrachialgia.L'antidepressivo suppongo lo prenda per altri motivi, come gli attacchi di panico ci si dovrebbe lavorare più in profondità, così facendo è come prendere una pastiglia per mal di testa ma non curarne la causa.
Non so dove vive, ci sono delle tecniche di Posturale integrata e Minfulness per curare entrambe le cause. Sicuramente non sparsce la causa ma aiuta in piccole correzioni posturali, respiratorie, esercizi per contrastare le posizioni non idenee.
Alcune tecniche si possono acquisire anche online, come gli esercizi di autoipnosi per un autocontrollo.
Spero di aver dato una risposta ed una speranza al suo quesito.
La saluto
Dott.ssa Geralda Vitale
Certo il lavorare tutto il gg. dinanzi ad un pc non aiuta, anzi va a creare maggiore tensione alla vertebra atlante cervicale, la quale presenta una rigidità con cervicobrachialgia.L'antidepressivo suppongo lo prenda per altri motivi, come gli attacchi di panico ci si dovrebbe lavorare più in profondità, così facendo è come prendere una pastiglia per mal di testa ma non curarne la causa.
Non so dove vive, ci sono delle tecniche di Posturale integrata e Minfulness per curare entrambe le cause. Sicuramente non sparsce la causa ma aiuta in piccole correzioni posturali, respiratorie, esercizi per contrastare le posizioni non idenee.
Alcune tecniche si possono acquisire anche online, come gli esercizi di autoipnosi per un autocontrollo.
Spero di aver dato una risposta ed una speranza al suo quesito.
La saluto
Dott.ssa Geralda Vitale
Buonasera, la prima cosa da fare è escludere qualsiasi condizione medica. Rivolgendosi al suo medico di base può accettarsi se gli sbandamenti sono riconducibili al qualche problema clinico, escluso quello oltre al supporto farmacologico è indicata una terapia cognitivo comportamentale, terapia d' eccellenza per ansia e attacchi di panico. Spero si esserle stata di aiuto. Cordialmente, dr.ssa Melodia
Gentile utente, buongiorno.
Le ricerche scientifiche mostrano che un percorso di psicoterapia, affiancato all'uso di psicofarmaci regolarmente prescritti, risulta notevolmente più efficace rispetto al solo uso dei farmaci. Inoltre, dopo un primo periodo di utilizzo esclusivo di psicofarmaci, è del tutto normale che le difficoltà legate all’ansia ritornino, anche in forme differenti rispetto al passato.
Sempre basandomi sulle ricerche scientifiche, è importante considerare che le ore trascorse davanti al computer possano essere molto impegnative e stancanti: fare più pause, anche di pochi minuti, può aiutare, anche solo per percepire i propri bisogni e le proprie emozioni. Spesso capita che emozioni e bisogni che si sommano possano dare luogo a sensazioni di ansia.
Nel caso in cui desiderasse iniziare un percorso di terapia, porti le cartelle cliniche al suo psicologo.Rimango in ascolto e le auguro il meglio.
Le ricerche scientifiche mostrano che un percorso di psicoterapia, affiancato all'uso di psicofarmaci regolarmente prescritti, risulta notevolmente più efficace rispetto al solo uso dei farmaci. Inoltre, dopo un primo periodo di utilizzo esclusivo di psicofarmaci, è del tutto normale che le difficoltà legate all’ansia ritornino, anche in forme differenti rispetto al passato.
Sempre basandomi sulle ricerche scientifiche, è importante considerare che le ore trascorse davanti al computer possano essere molto impegnative e stancanti: fare più pause, anche di pochi minuti, può aiutare, anche solo per percepire i propri bisogni e le proprie emozioni. Spesso capita che emozioni e bisogni che si sommano possano dare luogo a sensazioni di ansia.
Nel caso in cui desiderasse iniziare un percorso di terapia, porti le cartelle cliniche al suo psicologo.Rimango in ascolto e le auguro il meglio.
Buongiorno,
Vista la persistenza degli sbandamenti, il primo passo è contattare il medico che le ha prescritto l’antidepressivo, così da valutare insieme l’andamento della terapia ed eventualmente riconsiderare dosaggio o strategia.
Inoltre, è sempre buona prassi affiancare al trattamento farmacologico un percorso psicologico, soprattutto in presenza di ansia e attacchi di panico, per lavorare sui meccanismi che mantengono i sintomi nel tempo.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Ocera
Vista la persistenza degli sbandamenti, il primo passo è contattare il medico che le ha prescritto l’antidepressivo, così da valutare insieme l’andamento della terapia ed eventualmente riconsiderare dosaggio o strategia.
Inoltre, è sempre buona prassi affiancare al trattamento farmacologico un percorso psicologico, soprattutto in presenza di ansia e attacchi di panico, per lavorare sui meccanismi che mantengono i sintomi nel tempo.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Ocera
Buongiorno carissima,
La ringrazio per aver descritto con precisione ciò che sta vivendo.
La sensazione di “sbandamento” continuo è molto disturbante e capisco quanto possa spaventare, soprattutto quando si somma a una storia di ansia e attacchi di panico.
Ci sono diversi fattori che possono contribuire a questo tipo di sintomo:
Ansia e iperattivazione
L’ansia cronica può alterare la percezione dell’equilibrio e dare sensazioni di instabilità, testa “ovattata”, derealizzazione o disorientamento. Quando l’attenzione si focalizza continuamente su queste sensazioni, tendono ad amplificarsi.
Affaticamento visivo e sovraesposizione al PC
Passare molte ore davanti allo schermo (soprattutto facendo streaming, quindi in stato di attivazione) può affaticare il sistema visivo e vestibolare. Quando poi esce all’esterno, il cervello deve riadattarsi a stimoli molto più ampi e complessi, e questo può accentuare il senso di disorientamento.
Tensione cervicale
I segni radiologici che riporta sono piuttosto comuni dopo una certa età e spesso non spiegano da soli sintomi importanti. Tuttavia postura prolungata al PC e tensione muscolare cervicale possono contribuire a dare senso di instabilità o testa “pesante”.
Detto questo, non è corretto attribuire automaticamente tutto all’ansia, ma è altrettanto importante non concludere che ci sia necessariamente qualcosa di grave. Se il sintomo è persistente h24, può essere utile confrontarsi anche con il medico curante per valutare se servano ulteriori accertamenti (ad esempio visita otorinolaringoiatrica o neurologica), così da escludere cause organiche e ridurre il dubbio.
Un aspetto centrale però è questo: quando il cervello entra in modalità “monitoraggio costante dello sbandamento”, il sintomo tende a cronicizzarsi. Più controlliamo l’equilibrio, meno ci sentiamo stabili.
Un percorso psicologico può aiutarla a:
ridurre l’ipercontrollo corporeo,
abbassare l’attivazione di base,
lavorare sull’ansia anticipatoria,
ristabilire un rapporto più naturale con le sensazioni fisiche.
In parallelo può iniziare a:
fare pause regolari dal PC,
curare postura e stretching cervicale,
alternare attività sedentarie a movimento leggero,
ridurre il tempo di esposizione continua allo schermo.
Se lo desidera, possiamo approfondire insieme la storia dei suoi sintomi e capire quanto il fattore ansioso stia incidendo oggi sul quadro.
Un caro saluto, può trovare il mio profilo su Mio Dottore
Grazie mille Dott.ssa Ilaria Redivo
La ringrazio per aver descritto con precisione ciò che sta vivendo.
La sensazione di “sbandamento” continuo è molto disturbante e capisco quanto possa spaventare, soprattutto quando si somma a una storia di ansia e attacchi di panico.
Ci sono diversi fattori che possono contribuire a questo tipo di sintomo:
Ansia e iperattivazione
L’ansia cronica può alterare la percezione dell’equilibrio e dare sensazioni di instabilità, testa “ovattata”, derealizzazione o disorientamento. Quando l’attenzione si focalizza continuamente su queste sensazioni, tendono ad amplificarsi.
Affaticamento visivo e sovraesposizione al PC
Passare molte ore davanti allo schermo (soprattutto facendo streaming, quindi in stato di attivazione) può affaticare il sistema visivo e vestibolare. Quando poi esce all’esterno, il cervello deve riadattarsi a stimoli molto più ampi e complessi, e questo può accentuare il senso di disorientamento.
Tensione cervicale
I segni radiologici che riporta sono piuttosto comuni dopo una certa età e spesso non spiegano da soli sintomi importanti. Tuttavia postura prolungata al PC e tensione muscolare cervicale possono contribuire a dare senso di instabilità o testa “pesante”.
Detto questo, non è corretto attribuire automaticamente tutto all’ansia, ma è altrettanto importante non concludere che ci sia necessariamente qualcosa di grave. Se il sintomo è persistente h24, può essere utile confrontarsi anche con il medico curante per valutare se servano ulteriori accertamenti (ad esempio visita otorinolaringoiatrica o neurologica), così da escludere cause organiche e ridurre il dubbio.
Un aspetto centrale però è questo: quando il cervello entra in modalità “monitoraggio costante dello sbandamento”, il sintomo tende a cronicizzarsi. Più controlliamo l’equilibrio, meno ci sentiamo stabili.
Un percorso psicologico può aiutarla a:
ridurre l’ipercontrollo corporeo,
abbassare l’attivazione di base,
lavorare sull’ansia anticipatoria,
ristabilire un rapporto più naturale con le sensazioni fisiche.
In parallelo può iniziare a:
fare pause regolari dal PC,
curare postura e stretching cervicale,
alternare attività sedentarie a movimento leggero,
ridurre il tempo di esposizione continua allo schermo.
Se lo desidera, possiamo approfondire insieme la storia dei suoi sintomi e capire quanto il fattore ansioso stia incidendo oggi sul quadro.
Un caro saluto, può trovare il mio profilo su Mio Dottore
Grazie mille Dott.ssa Ilaria Redivo
Buongiorno, ho letto con attenzione la sua domanda. Sicuramente la situazione cervicale influisce fortemente sui sintomi da lei descritti. Purtroppo la zona cervicale è strettamente legata a problematiche di equilibrio e malessere generalizzato a causa della sua vicinanza alla testa e ai nervi adiacenti. Ha fatto benissimo ad indagare. I sintomi cervicali possono essere spesso confusi con sintomi di ansia e panico, poiché hanno delle importanti sensazioni comuni. Nel suo caso, da quanto leggo, vi sono dei vissuti ansiosi pregressi. Il mio consiglio è quello di prendersi cura della zona cervicale, magari con un bravo e preparatissimo fisioterapista e in parallelo consultare uno psicologo per la questione ansia. Spesso problematiche fisiche possono creare o aggravare sentimenti ansiosi a causa dell'insicurezza e della paura di stare male improvvisamente. Malessere fisico e psicologico possono spesso influenzarsi a vicenda. Sono sicuro che un lavoro su entrambi i fronti possa risolvere la situazione. Naturalmente non conosco i suoi vissuti e le sue pregresse esperienza d'ansia, ma posso darle per certo che la zona cervicale infiammata contribuisce all'esasperazione di queste problematiche.
Salve, sono il Dott. Demaestri, psicologo. Le domande e i dubbi che si pone e rivolge a noi sono sicuramente il primo passo della strada da percorrere. Ritengo utile provare a capire più approfonditamente il significato dei suoi sintomi e come essi possano essere legati ai vari aspetti della sua vita quali la RX che ha fatto, il suo stile di vita quotidiano e il suo funzionamento personologico. L'inizio di una psicoterapia con un professionista che ritiene affidabile è, a mio parere, un'ottima scelta, specialmente se non ha notato una remissione spontanea dei sintomi. Le porgo i miei cordiali saluti.
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