salve, sono francesco ed ho 23 anni. L'anno scorso mi sono trasferito a Lisbona, sperando in cambiam

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salve, sono francesco ed ho 23 anni. L'anno scorso mi sono trasferito a Lisbona, sperando in cambiamento di vita personale, dato che a casa ero chiuso, senza amici e in completa solitudine. Specialmente gli ultimi mesi mi avevano portato ad una depressione fortissima, non lavoravo, non facevo le cose basilari ed avevo ripreso 20 kg persi l anno prima con la dieta , cosa che pensavo risolvesse un problema che mi porto dietro da sempre ma che in realta non aveva dato modifiche emotive importanti. Arrivaato a lisbona ero carico, avevo ed ho imparato afare le cose piu stuide come le lavatrici e cucinare, ma rimangono e rimanevano sempre delle basi caratteriali come la tendenza ad isolarsi e la difficolta ad esprimere le emozioni soprattutto con le donne. Tutto sommato, ho degli amici, forse i primi della vita, anche perche io io i miei problemi me li curo da solo e cerco sempre di curare gli altri, ma con alcuni mi sono aperto anche se non del tutto. Ho imparato sicuramente delle lingue comde spagnolo e portoghese, e mi trovo bene a vivere qua, anche il fatto di lavorare in contesti internazionali mi fa ben , il fatto di essere indipendente al 100 percento mi piace, era una cosa che sognavo da sempre. Pero la cosa che mi fa soffrire e l amore; mi sono innamorato di una ragazza che cìha 6 anni in piu di me anche se all inizio eravamo sempre insieme, grande sintonia, io ero quasi stupito perche nonostante lei mi dicesse che stavo bene io dicevo ma una bella ragazza come fa a dirmi che le piaccio? Clamorosamente piglio coraggio e usciamo un paio di volte oltre a mangiare sempre a lavoro, pero alcune volte mi chiudo in me stesso per paura di innamorarmi troppo, per cose che non so. La coccolo, le cucino quello che vuole facendo finta di non sapere , ma io in realta ogni volta che apre bocca o che cammina attivo i radar. Ma alla fine , penso abbia scelto un altro, per colpa mia che mi sono chiuso a volte, an che se in fin dei conti abbiamo sempre riso e scherzato. Ci sarebbe molto da scrivere, la vera considerazione e che molto spesso sono solo, mi sento inadeguato, gente intorno che vuole solo festeggiare e scopare a destra e a manca mentre invece io no. Ci ho provato ad essere meno serio ma mi sento solo di perdere tempo e in questo caso anche una ragazza preziosa come lei. Non riesco a guardare nessun altra, e nonostante lei mi abbia detto che mi vede come un fratellino la porticina l ha sempre rimasta aperta, e io come un illuso ci sono cascato.
Dott.ssa Martina Veracini
Psicologo, Psicologo clinico
Empoli
Ciao Francesco, grazie per quello che hai raccontato.
La prima cosa importante è riconoscere che il cambiamento che hai fatto non è affatto piccolo. Trasferirti da solo in un altro Paese, lavorare, diventare indipendente, costruire le prime amicizie, imparare lingue nuove. Tutto questo parla di risorse reali, nonostante la depressione che ti portavi dietro. Non sei “rimasto uguale”, anche se alcune parti di te sono ancora lì.

Quello che descrivi sull’amore sembra seguire una dinamica molto coerente con la tua storia: desiderio intenso di vicinanza e, allo stesso tempo, paura di perderti o di soffrire troppo. Quando ti senti visto e desiderato da lei, si accende qualcosa di nuovo e potente (“com’è possibile che piaccio a una ragazza così?”). Ma proprio lì entra anche la paura e chiuderti diventa un modo per proteggerti, non un disinteresse. Il punto è che dall’esterno questa chiusura può essere letta come distanza.

Il dolore che provi ora non è solo per lei, ma anche per ciò che rappresentava: la possibilità di essere scelto, di non sentirti inadeguato, di non essere solo “quello serio” mentre gli altri vivono tutto con leggerezza. È comprensibile che, in un contesto dove sembra contare solo divertirsi, tu ti senta fuori posto. Ma questo non è un difetto, è una struttura emotiva diversa, più profonda, più orientata al legame. Non tutti sono fatti per la superficialità, anche se a 23 anni sembra quasi “obbligatoria”.

Inoltre, sul “fratellino” e sulla porta lasciata socchiusa, non sei stato un illuso. Quando una persona manda segnali ambigui, è umano sperare. Forse anche lei ha sentito qualcosa, ma non abbastanza da rischiare. Questo non cancella ciò che c’è stato, né dice che tu “non sei abbastanza”.

Resta però una domanda centrale, che riguarda te più che lei:
quanto ti permetti davvero di mostrarti quando tieni a qualcuno?
E quanto il timore di soffrire ti porta a rinunciare prima, lasciando poi spazio al rimpianto?

Il lavoro vero, adesso, non è diventare più “leggero” o più simile agli altri, ma imparare a stare nella relazione senza sparire, anche con la paura addosso. E questo può essere difficile da fare da soli. Un percorso psicologico potrebbe aiutarti non per “aggiustarti”, ma per capire come funzionano i tuoi meccanismi affettivi e darti più libertà di scelta.
Non sei sbagliato Francesco. Sei in una fase in cui stai costruendo te stesso.

Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.

Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini

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