Domande del paziente (15)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da quello che descrive e' molto probabile una componente ansiosa, anche perche' ha gia' sperimentato periodi di normalita'. Ansia e calo del desiderio spesso viaggiano insieme.
puo' avere senso...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Le cause dell'eiaculazione precoce sono spesso multifattoriali: ansia da prestazione, iperattivazione ,insicurezza, ma talvolta anche biologici.Puo' risentire del clima relazionale ed essere il segnale... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
eiaculazone precoce e fimosi non sono direttamente collegate, ma la fimosi puo' aumentare la sensibilita' e quindi favorire una risposta piu' rapida .
la buona notizia e' che :
-l'eiaculazione...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
L'EMDR puo' essere utile,specie se al base ci sono esperienze emotive o relazionali non elaborate.
Nei blocchi della sfera intima e' spesso piu' efficace un approccio integrato psicosessuologico...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive e' molto frequente e riguarda gelosia retroattiva e ansia da prestazione.
Durante l'intimita', c'e' paura di non essere abbastanza, la mente attiva confronti e pensieri...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
quello che descrive e' molto frequente: la sospensione della terapia farmacologica puo' far riemergerei sintomi, soprattutto ansia e pensieri ossessivi, e gli effetti collaterali sessuali sono un...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, quello che sta vivendo non è un fallimento ma un passaggio delicato:quando un desiderio a lungo represso diventa realtà, mente e corpo hanno bisogno di tempo per integrarlo. Erezione presente ma... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
il fatto che voglia uscirne e' gia' un punto fondamentale.
Puo' rivolgersi ad uno psicologo esperto in dipendenze .Un percorso privato permette maggiore continuita' e personalizzazione.
L'importante...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quando si alternano difficolta' di erezione ed eiaculazione precoce, nella maggior parte di casi e' coinvolta l'ansia da prestazione.
E' utile fare prima un controllo andrologico per escludere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
BUONGIORNO,
la situazione che descrive e' piu frequente di quanto si pensi :nella coppia possono emergere tempi e bisogni sessuali diversi,soprattutto dopo la menopausa.
sta cercando una soluzione per...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
BUONGIORNO, QUELLO CHE DESCRIVE E' MOLTO COMUNE E LEGATO SOPRATTUTTO ALL'ANSIA E AL CONTESTO.
QUANDO C'E' POCO TEMPO E LA PAURA DI ESSERE INTERROTTI, IL CORPO ENTRA IN ALLERTA E ACCELERA LA RISPOSTA SESSUALE.
NON...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la ringrazio davvero per la fiducia e per aver condiviso una situazione così delicata in modo così aperto. Da quello che racconta, dopo accertamenti medici approfonditi che escludono cause... Altro
Salve, io e il mio ragazzo stiamo insieme da 2 anni ( non viviamo insieme) e circa un anno fa, quando sul suo telefono ho visto del materiale pornografico, mi sono sentita tradita e non abbastanza, continuando a paragonarmi alle ragazze che aveva cercato e gle ne ho parlato subito.
Gli ho spiegato il mio fastidio nei confronti di questa cosa, lui mi ha detto che avrebbe smesso e che per lui è una cosa normale tutti lo fanno e che lo ha sempre fatto, dopo qualche ora di lite siamo arrivati alla conclusione che per il bene della coppia avrebbe diminuito fino a smettere.
Dopo questo aneddoto l'autoerotismo è diventato argomento taboo, a volte in modo sarcastico ne parlavo ma non ho mai avuto più riscontri quindi non ho mai saputo ciò che faceva nel suo privato.
Però l’altro giorno ho scoperto che la settimana scorsa ha cercato video pornografici.
Quindi mi sono freddata nei suoi confronti mi sono sentita mancata di rispetto per l'ennesima volta, solo che sta volta l'ha fatto consapevole che non era una scelta approvata da me
Anzi era un limite proprio che ho imposto nella coppia.
Il che mi fa pensare che possa averlo fatto per molto tempo e di conseguenza mi sento un po’ presa in giro.
Ho sempre saputo che guardare i porno è normalizzato da tutti ma per me se stai in una relazione sana non ricerchi stimoli esterni.
Stai letteralmente guardando altre donne nude, poi sono la tipa che mi da fastidio se passando per strada guarda altre, figurati se guarda scene del genere..
Per me poi il materiale pornografico porta inevitabilmente a stancarti della persona che hai accanto e ad avere standard anche a letto irrealistici, infatti quando lo facciamo spesso capita che si ferma perché gli si ammoscia. Ad oggi lo colloco a questa cosa.
Mi sento come se non gli bastassi e non fossi abbastanza attraente per lui, il che mi sta facendo iniziare ad apprezzarmi sempre meno; forse sono io quella esagerata, però veramente non riesco più a stare bene e i miei pensieri quotidiani ruotano tutti intorno a questa situazione
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
quello che descrive non è affatto “esagerato”, ma il segnale di un disagio reale all’interno della relazione, che merita di essere compreso e affrontato con lucidità.
Il punto centrale non è tanto il materiale pornografico in sé — che, come dice il suo partner, è socialmente diffuso — ma il significato che assume per lei e nella vostra coppia.
Per lei rappresenta vissuti di tradimento, confronto, senso di non essere abbastanza, e questo impatta profondamente sulla sua autostima e sulla serenità della relazione.
Allo stesso tempo, è importante essere chiari su un aspetto:
imporre un divieto assoluto sull’autoerotismo o sulla visione di pornografia spesso non porta a una reale soluzione, ma rischia di creare segretezza, distanza e perdita di fiducia, come infatti è accaduto.
Quello che sta succedendo tra voi sembra muoversi su tre livelli:
• Fiducia: lei si sente presa in giro e non rispettata nei suoi limiti
• Autostima: si sta paragonando e questo la sta facendo stare sempre peggio
• Sessualità di coppia: le difficoltà erettili che descrive (DE) possono essere legate a ansia da prestazione, abitudine a stimoli pornografici o tensione emotiva nella relazione
È importante sapere che il consumo di pornografia, soprattutto se frequente, può effettivamente influire sulla sessualità reale, creando aspettative irrealistiche e difficoltà nel mantenere eccitazione nel rapporto. Tuttavia, non è automaticamente sinonimo di mancanza di desiderio verso il partner.
Il rischio più grande, in questo momento, è che lei stia iniziando a costruire dentro di sé una convinzione dolorosa:
“non sono abbastanza”.
Questa è la vera ferita da proteggere, perché può diventare molto più dannosa della situazione stessa.
Più che stabilire regole rigide, sarebbe utile aprire uno spazio di confronto autentico su:
• cosa rappresenta per lei questa situazione (emotivamente, non solo razionalmente)
• cosa rappresenta per lui la pornografia
• quali sono i bisogni reciproci nella sessualità e nella relazione
Se questo dialogo da soli non è possibile, un percorso di supporto (anche breve) può aiutare a ristabilire fiducia, lavorare sull’autostima e migliorare la comunicazione e l’intimità di coppia.
Non è una questione di avere ragione o torto, ma di capire se e come i vostri bisogni possono incontrarsi senza che uno dei due si senta ferito o limitato.
Resto a disposizione, se desidera approfondire.
Dott.ssa Dodson
Buonasera, sono un uomo di 42 anni, sono 3/4 mesi che soffro dì ansia da prestazione sessuale, io e mia moglie stiamo insieme da più di vent'anni, una situazione del genere è la prima volta che la vivo, per fortuna riusciamo ad avere rapporti, ma ci sono delle volte dove prima che raggiungo un erezione ci metto un po' e in un paio di occasioni ho raggiunto l'orgasmo nei preliminari prima di raggiungere l'erezione completa. Non penso di avere problemi fisiologici visto che durante la masturbazione non ho alcun problema di erezione e durante la notte e la mattina ho sempre erezioni spontanee. Mi rendo conto che prima di un rapporto penso sempre all'erezione, penso che questa cosa mi stia condizionando a livello psicologico, premetto che prima di arrivare a questa situazione ho avuto un po' di problemi di cervicale che mi hanno causato dei leggeri sbandamenti e di conseguenza un po' di ansia generalizzata che per fortuna sto risolvendo appena ho ripreso ad allenarmi e facendo anche un po' di respirazione diaframmatica. Grazie per l'attenzione, cordiali saluti.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso con così tanta chiarezza la sua esperienza.
Da ciò che descrive, la sua situazione è molto compatibile con una forma di ansia da prestazione, soprattutto considerando che le erezioni spontanee e quelle durante la masturbazione sono presenti e adeguate. Questo è un elemento importante, perché indica che il funzionamento fisiologico è integro.
Quello che spesso accade in questi casi è che, dopo uno o più episodi vissuti con preoccupazione, si sviluppi una maggiore attenzione e controllo sull’erezione. Questo però attiva un circolo vizioso: più si “controlla” la risposta sessuale, più si attiva uno stato di tensione che interferisce proprio con i meccanismi naturali dell’eccitazione, che invece richiedono rilassamento e coinvolgimento spontaneo.
Il fatto che questo periodo sia iniziato in concomitanza con un momento di maggiore stress fisico e ansia generalizzata (come quello legato ai disturbi cervicali che descrive) è coerente: mente e corpo sono strettamente collegati, anche nella sessualità.
Un altro aspetto importante è che, all’interno di una relazione stabile e duratura come la sua, queste fasi possono capitare e non indicano un problema strutturale, ma piuttosto una condizione temporanea e reversibile.
Può essere utile, in questa fase:
* ridurre il focus sulla prestazione e sull’erezione
* valorizzare la dimensione del contatto e delle sensazioni, senza obiettivi rigidi
* mantenere uno stile di vita attivo, come sta già facendo
* continuare con tecniche di rilassamento, come la respirazione diaframmatica
Se la difficoltà dovesse persistere o generare ulteriore disagio, un breve percorso con un professionista sessuologo può aiutare a interrompere rapidamente questo circolo e a recuperare serenità nella sfera sessuale.
Resto a disposizione, un cordiale saluto.
dott.ssa Dodson Saija
Buongiorno. A ottobre 2025 sono stato sottoposto a trattamento rezum, fortemente caldeggiato dagli urologi, con la promessa che non avrei avuto conseguenze sull'eiaculazione. Invece ho totale assenza eiaculatoria. LA cosa, che è costantemente sottovalutata, crea una immensa sofferenza psicologica, addirittura identitaria, in quanto io sono io e non voglio diventare un altro. Quindi rifiuto ogni consiglio su come fare a rassegnarmi alla nuova condizione, assolutamente insoddisfacente. Mi chiedo francamente, perchè la sofferenza maschile sia sempre banalizzata. Se si facesse qualcosa di simile alle donne, per prolasso, per endometriosi o altro, ci sarebbe -giustamente- un esercito di femministe pronto a scendere sul piede di guerra. Ma vabbè. Piuttosto vorrei sapere se ci sono sistemi per evitare il tormento post orgasmico da eiaculazione retrograda, come il nervoso fortissimo che prende, al posto del senso di pace (viene voglia di rompere qualcosa) e lo stimolo imperioso a urinare. Doversi alzare, incavolato nero, per giunta per urinare due o tre volte, è davvero un tormento. Grazie. Per favore, questa volta senza frottole. Gli urologi me ne hanno raccontate abbastanza!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco molto bene la rabbia che descrive, e credo sia importante dirlo chiaramente: per molti uomini la perdita dell’eiaculazione non è un “dettaglio tecnico”, ma può essere vissuta come una frattura profonda dell’identità corporea, sessuale ed emotiva.
Il problema è che spesso ci si concentra solo sull’esito urologico dell’intervento, sottovalutando completamente l’impatto neuropsicologico e simbolico che può avere sulla sessualità maschile.
Quello che descrive dopo l’orgasmo — irritabilità intensa, nervosismo, sensazione di “scarica incompleta”, bisogno urgente di urinare, assenza della sensazione di quiete post-orgasmica — è qualcosa che alcuni uomini riferiscono dopo alterazioni dell’eiaculazione, e può diventare estremamente frustrante e destabilizzante.
Non credo però che la strada utile sia “rassegnarsi”. Ok
Esiste uno spazio di lavoro serio, psicosessuologico e neurofisiologico, che può aiutare a comprendere meglio cosa stia accadendo al suo sistema sessuale e nervoso dopo l’intervento, e soprattutto come ridurre questa condizione di tormento post-orgasmico che sta vivendo.
In questi casi spesso è necessario lavorare non solo sull’aspetto medico, ma anche sulla risposta neurovegetativa, sulla percezione orgasmica, sulla rabbia accumulata e sul vissuto di perdita e alterazione del Sé corporeo.
Le consiglierei una valutazione sessuologica approfondita, senza approcci banalizzanti o rassicurazioni vuote.
Il fatto che lei stia cercando risposte lucide e non “frottole” è già un punto importante.
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