Buonasera, sono un uomo di 42 anni, sono 3/4 mesi che soffro dì ansia da prestazione sessuale, io e
Buonasera, sono un uomo di 42 anni, sono 3/4 mesi che soffro dì ansia da prestazione sessuale, io e mia moglie stiamo insieme da più di vent'anni, una situazione del genere è la prima volta che la vivo, per fortuna riusciamo ad avere rapporti, ma ci sono delle volte dove prima che raggiungo un erezione ci metto un po' e in un paio di occasioni ho raggiunto l'orgasmo nei preliminari prima di raggiungere l'erezione completa. Non penso di avere problemi fisiologici visto che durante la masturbazione non ho alcun problema di erezione e durante la notte e la mattina ho sempre erezioni spontanee. Mi rendo conto che prima di un rapporto penso sempre all'erezione, penso che questa cosa mi stia condizionando a livello psicologico, premetto che prima di arrivare a questa situazione ho avuto un po' di problemi di cervicale che mi hanno causato dei leggeri sbandamenti e di conseguenza un po' di ansia generalizzata che per fortuna sto risolvendo appena ho ripreso ad allenarmi e facendo anche un po' di respirazione diaframmatica. Grazie per l'attenzione, cordiali saluti.
5 risposte
Buonasera, gli elementi che riporta, in particolare la presenza di erezioni spontanee e una risposta conservata in contesti non performativi, sono, in generale, più frequentemente associati a fattori situazionali che organici. Può accadere che, in seguito a periodi di stress o a un aumento della tensione psicofisica, si sviluppi una maggiore focalizzazione anticipatoria sulla prestazione, che finisce per interferire con la naturalezza della risposta sessuale. La dinamica che descrive (attenzione centrata sull’erezione prima del rapporto) è coerente con questo tipo di meccanismo. In questi casi, è utile considerare che la risposta sessuale maschile è influenzata in modo significativo dall’equilibrio tra attivazione e rilassamento, e può risentire di un’eccessiva componente di controllo o auto-monitoraggio. Qualora il quadro dovesse mantenersi nel tempo o generare disagio significativo, può essere indicato un confronto con uno specialista per una valutazione approfondita e la possibilità di mettere a punto un piano terapeutico. Cordialmente,
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Buonasera, la ringrazio per aver condiviso con così tanta chiarezza la sua esperienza. Da ciò che descrive, la sua situazione è molto compatibile con una forma di ansia da prestazione, soprattutto considerando che le erezioni spontanee e quelle durante la masturbazione sono presenti e adeguate. Questo è un elemento importante, perché indica che il funzionamento fisiologico è integro. Quello che spesso accade in questi casi è che, dopo uno o più episodi vissuti con preoccupazione, si sviluppi una maggiore attenzione e controllo sull’erezione. Questo però attiva un circolo vizioso: più si “controlla” la risposta sessuale, più si attiva uno stato di tensione che interferisce proprio con i meccanismi naturali dell’eccitazione, che invece richiedono rilassamento e coinvolgimento spontaneo. Il fatto che questo periodo sia iniziato in concomitanza con un momento di maggiore stress fisico e ansia generalizzata (come quello legato ai disturbi cervicali che descrive) è coerente: mente e corpo sono strettamente collegati, anche nella sessualità. Un altro aspetto importante è che, all’interno di una relazione stabile e duratura come la sua, queste fasi possono capitare e non indicano un problema strutturale, ma piuttosto una condizione temporanea e reversibile. Può essere utile, in questa fase: * ridurre il focus sulla prestazione e sull’erezione * valorizzare la dimensione del contatto e delle sensazioni, senza obiettivi rigidi * mantenere uno stile di vita attivo, come sta già facendo * continuare con tecniche di rilassamento, come la respirazione diaframmatica Se la difficoltà dovesse persistere o generare ulteriore disagio, un breve percorso con un professionista sessuologo può aiutare a interrompere rapidamente questo circolo e a recuperare serenità nella sfera sessuale. Resto a disposizione, un cordiale saluto. dott.ssa Dodson Saija
Buonasera, dal suo racconto si coglie quanto questa situazione rappresenti per lei qualcosa di nuovo e destabilizzante, soprattutto perché arriva dopo una lunga storia di coppia vissuta con continuità e senza precedenti di questo tipo. Lei descrive una sessualità che resta presente, pur attraversata da momenti in cui l’attivazione erotica sembra perdere immediatezza e naturalezza; accanto a questo, nota con lucidità come il pensiero dell’erezione abbia assunto uno spazio sempre più centrale prima del rapporto. È un passaggio importante, perché mostra quanto il vissuto anticipatorio stia entrando nell’esperienza intima e quanto questa condizione si inserisca in un periodo più ampio di tensione e allerta, comparso dopo i disturbi fisici che ha vissuto. Anche il fatto che lei riconosca erezioni spontanee notturne e mattutine, così come una risposta erettiva conservata durante la masturbazione, è un elemento clinicamente significativo all’interno del quadro che descrive. Allo stesso tempo, il nucleo più evidente del suo racconto sembra essere proprio il peso psicologico che questa esperienza ha assunto: non tanto un episodio isolato, quanto l’attenzione crescente verso ciò che dovrebbe accadere durante il rapporto e il timore che qualcosa possa non andare come vorrebbe. Il fatto che la funzione erettile sia presente in altri contesti è un elemento clinicamente significativo e sembra far pensare a una componente ansiosa, ma una valutazione accurata richiede sempre cautela e non può basarsi soltanto su questi elementi. Quello che emerge dal suo racconto è soprattutto quanto l’attenzione verso la prestazione stia incidendo sulla serenità con cui vive l’intimità. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un saluto Dott.ssa Daniela Canorro Psicologa, Sessuologa clinica, Counselor relazionale Ricevo anche online
Salve. Leggo nel suo messaggio un vissuto che molti uomini della sua età scoprono per la prima volta, soprattutto dopo anni di intimità stabile come i suoi oltre vent'anni con la moglie. Questa ansia da prestazione sessuale che descrive – quel ritardo nell'erezione, o l'orgasmo che arriva troppo presto nei preliminari – emerge proprio nei momenti condivisi, mentre la masturbazione e le erezioni spontanee notturne o mattutine procedono fluide, il che rafforza l'idea che non si tratti di un problema fisiologico, ma di un circolo psicologico che si autoalimenta. Nel mio modo di lavorare non mi concentro tanto su "cause" astratte da diagnosticare, quanto sul suo vissuto soggettivo, su come questa esperienza si manifesta nel qui e ora del suo corpo e della sua mente. Lei stesso lo coglie perfettamente: quel pensiero ricorrente sull'erezione che invade la scena prima ancora di iniziare, trasformando un momento di piacere in una sorta di esame. È come se la mente, condizionata da quel filo di ansia generalizzata recente, legata ai problemi cervicali, agli sbandamenti, e ora in miglioramento con l'allenamento e la respirazione diaframmatica, si sia insinuata anche qui, creando una pressione che rallenta il naturale fluire del desiderio. Fenomenologicamente, sospendiamo giudizi e etichette per esplorare pura esperienza: cosa sente esattamente nel corpo quando quel pensiero appare? Un nodo allo stomaco, una tensione muscolare, un distacco dal contatto con lei? E come cambia la percezione del suo tocco, del suo respiro? Proprio perché è la prima volta in una relazione così lunga, questo può essere un invito prezioso a riscoprire l'intimità non come "prestazione", ma come incontro autentico. Il fatto che riusciate ancora ad avere rapporti è un ottimo segnale: significa che la connessione c'è, e l'ansia è solo un velo temporaneo. Potrebbe provare, nei prossimi momenti intimi, a coltivare una presenza sensoriale più piena, estendendo quella respirazione diaframmatica che già le funziona: inspirando profondamente dal diaframma, lasci che i pensieri sull'erezione fluttuino via come nuvole, senza trattenerli, focalizzandosi solo sulle sensazioni immediate, sul calore della pelle, sul ritmo condiviso. Parlarne con lei, non in termini di "fallimento", ma di piacere reciproco da esplorare senza fretta, potrebbe dissolvere quella solitudine ansiosa che rende tutto più pesante. Se sente che questo circolo sta influenzando la serenità della vostra vita insieme, le propongo di approfondire in un colloquio: insieme, descriveremo il suo mondo esperienziale con delicatezza, rivelando significati personali che forse sfuggono ora, per ritrovare fluidità e gioia. Sono qui per ascoltarla, quando vuole. Cordiali saluti.
Buonasera, da ciò che descrive emerge un quadro piuttosto chiaro e, direi, anche abbastanza comune. Il fatto che lei mantenga erezioni spontanee notturne e mattutine e non abbia difficoltà durante la masturbazione è un indicatore importante: suggerisce che il funzionamento fisiologico è integro. Questo orienta verso una componente principalmente psicologica, in particolare legata all’ansia da prestazione. Spesso queste situazioni iniziano in modo “silenzioso”: può bastare un periodo di stress (come quello che ha vissuto con i problemi cervicali e gli episodi di sbandamento) per aumentare il livello generale di attivazione ansiosa. Anche se il problema fisico si risolve, il corpo e la mente possono rimanere in uno stato di allerta. Nel contesto sessuale, questo si traduce in un’eccessiva attenzione alla prestazione. Quando durante il rapporto il focus si sposta su pensieri come “riuscirò ad avere un’erezione?” o “e se non funziona?”, si attiva un meccanismo controproducente: l’ansia interferisce con i processi fisiologici dell’eccitazione. È una sorta di “circolo vizioso”: più si controlla, più diventa difficile lasciarsi andare, e più si alimenta la preoccupazione per le volte successive. Anche gli episodi che descrive (difficoltà iniziale nell’erezione o orgasmo durante i preliminari) sono coerenti con questo quadro: non indicano un problema strutturale, ma piuttosto una difficoltà nel modulare eccitazione e tensione emotiva. Un aspetto positivo è che avete comunque una vita sessuale attiva e una relazione stabile: questo è un fattore protettivo molto importante. Inoltre, il fatto che lei abbia già iniziato a lavorare su di sé (attività fisica e respirazione) è un ottimo segnale. Alcuni spunti utili possono essere: ridurre il focus sulla prestazione e riportarlo sulle sensazioni e sul piacere condiviso evitare di “monitorare” continuamente l’erezione vivere i momenti intimi in modo più graduale, senza obiettivi rigidi (come il rapporto completo) mantenere una comunicazione aperta con sua moglie Detto questo, quando il pensiero anticipatorio diventa persistente, come nel suo caso, è molto utile intervenire in modo mirato. Un percorso psicologico (anche breve) può aiutarla a interrompere il circolo dell’ansia e a recuperare una maggiore spontaneità nella sfera sessuale. Le consiglierei quindi di approfondire la situazione con uno specialista, così da affrontare il problema in modo specifico ed efficace. Un caro saluto Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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