Durante un rapporto non riesco a rimanere concentrato, inizio a pensare a lei con i suoi ex, mi devo
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Durante un rapporto non riesco a rimanere concentrato, inizio a pensare a lei con i suoi ex, mi devoncentro e non riesco a fare ciò che vorrei. Avete un qualche consiglio sul come fare per aumentare la concentrazione e/o non iniziare a diventare paranoico (del tipo: "chissà se le piace?" , "era meglio il suo ex?" , "chissà se mi tradirà mai?" ecc...
Forse avresti bisogno di un supporto psicologico che ti aiuti ad imparare anche tecniche di rilassamento in modo da imparare a mandar via i pensieri e ad ascoltare i segnali positivi che derivano dal corpo. Importante è anche il tipo di relazione che ha con questa ragazza ovvero se c'è fiducia e questa scarseggia.... Sono a disposizione per un eventuale supporto. Cordiali saluti. Dott. Lina Isardi
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Sarebbe utile approfondire due aspetti: in primo luogo il suo senso di inadeguatezza ("le piace?", "era meglio il suo ex?"), rafforzando la sua autostima e liberandosi dal giudizio altrui che, probabilmente, la affligge anche al di fuori del contesto della relazione con la sua partner.
In secondo luogo, sarebbe opportuno capire se sono presenti pensieri intrusivi, in generale, contraddistinti dal dubbio.
Una consultazione specialistica potrebbe esserle d'aiuto.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Marina Ceruti
In secondo luogo, sarebbe opportuno capire se sono presenti pensieri intrusivi, in generale, contraddistinti dal dubbio.
Una consultazione specialistica potrebbe esserle d'aiuto.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Marina Ceruti
Buongiorno. L’atto sessuale è sempre un qualcosa che ci mette a nudo ed è probabile possano emergere delle insicurezze, come nel suo caso. Potrebbe essere utile esplorare insieme la frequenza e l’intensità di questi pensieri, così come se ci siano significati specifici che stimolano la loro elicitazione nel momento del rapporto sessuale.
Se decidesse di intraprendere insieme un percorso esplorativo, mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.
Se decidesse di intraprendere insieme un percorso esplorativo, mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.
Gentile utente, posso comprendere le sue preoccupazioni, ne parli con la sua compagna e poi eventualmente, se non dovesse tranquillizzarsi, può contattare uno psicosessuologo.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Gent.mo,
da quanto scrive sembra che la sua difficoltà non sia relativa all'area sessuologica, ma che questa sia solo il sintomo di una profonda insicurezza che la attanaglia. Su quest'area sarebbe opportuno indagare per eventualmente intervenire in modo efficace.
Un cordiale saluto
F.Rovatti
da quanto scrive sembra che la sua difficoltà non sia relativa all'area sessuologica, ma che questa sia solo il sintomo di una profonda insicurezza che la attanaglia. Su quest'area sarebbe opportuno indagare per eventualmente intervenire in modo efficace.
Un cordiale saluto
F.Rovatti
Gentile utente , le sue difficoltà possono essere ricondotte a pensieri distraenti e intrusivi che si concretizzano in stati di ansia che si riflettono sulla performance.
Le consiglio un percorso psico-sessuologico che andrà a lavorare sul suo stato emotivo e sugli stati d'ansia generati.
Resto a disposizione .
Un abbraccio.
Dr. Luca Russo
Le consiglio un percorso psico-sessuologico che andrà a lavorare sul suo stato emotivo e sugli stati d'ansia generati.
Resto a disposizione .
Un abbraccio.
Dr. Luca Russo
Gentile Utente, le domande che si pone e che avverte come intrusive e distraenti potrebbero essere un prezioso punto di partenza per meglio esplorare i suoi vissuti sia nelle relazioni in generale che, in particolare, nella sessualità. Quando si sentirà motivato e pronto, grazie all'aiuto di un professionista, potrà avere modo di conoscersi meglio e riflettere sulle cause sottostanti il disagio che sta sperimentando. Cordiali saluti
In casi come questi è importante comprendere se viene prima l'uovo o la gallina. E' il pensiero degli ex a farmi perdere la concentrazione o è la perdita di concentrazione a farmi pensare agli ex? Non è una domanda cosi scontata e banale come potrebbe sembrare. Spesso infatti l'incapacità di concentrazione, o la perdita di concentrazione, potrebbe derivare da altri fattori (fisici, emotivi, cognitivi) e il pensiero degli ex potrebbe rappresentare in verità solo una difesa psicologica ovvero un tentativo della mente di giustificare la momentanea separazione della mente dal corpo, e in particolare la zona genitale: spesso i pensieri apparentemente disturbanti in verità sono pensieri "disturbati" ovvero evocati per giustificare o nascondere alla consapevolezza qualcos'altro. Ed è fuori di dubbio che spesso cause ed effetti interagiscono in modo circolare creando dei disagevoli circoli viziosi. La invito a mettere in discussione la percezione della causa dei suoi disturbi con l'aiuto di un sessuologo.
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Buongiorno, le potrei suggerire di valutare un percorso sessuologico per gestire meglio questi pensieri intrusivi che non le stanno facendo vivere con serenità la sessualità. Saluti Dott.Deriu
Ciao, stai avendo dei pensieri intrusivi che ti portano a deconcentrarti da quello che stai vivendo in quel momento, scatenano insicurezza e ansia da prestazione. Hai chiesto dei consigli, prendili con le pinze però perché sono molto generici, non conoscendoti.
Hai provato a concentrarti sulle sensazioni fisiche che senti, le carezze, i baci ecc..? già questo potrebbe aiutarti, ma tieni presente che devi prenderti del tempo per riuscirci, perché se sei molto in ansia, di solito, all'inizio, vince l'ansia e l'insicurezza. Però far l'amore è bellissimo: prenditi tempo! Gioca! In questo modo diventerete anche più complici.
Poi, per sapere se le piace la devi conoscere, devi aver fatto l'amore un po' di volte con lei in modo da capirlo dai segnali che il suo corpo ti da e poi se vuoi puoi anche chiederle che cosa le piace e come le piace: ogni corpo è diverso e nessuno è bravo davvero a far l'amore, sono i sentimenti che rendono il far l'amore speciale! E poi parlare di sesso con il proprio partner è molto importante e fa parte di quelle cose che in una relazione aiutano ad essere intimi.
Magari potresti scoprire che anche lei ha dei dubbi su ciò che piace a te e questo potrebbe davvero stupirti.
I sentimenti si nutrono con il tempo, con l'affetto, con la cura, con le attenzioni che rendono te speciale per lei e lei speciale per te. Queste sono tra le cose più importanti in una relazione insieme alla stima reciproca!
Stimala e stima anche te stesso, se siete compatibili, siete innamorati e state bene insieme perché dovrebbe pensare a qualcun altro?
Hai provato a concentrarti sulle sensazioni fisiche che senti, le carezze, i baci ecc..? già questo potrebbe aiutarti, ma tieni presente che devi prenderti del tempo per riuscirci, perché se sei molto in ansia, di solito, all'inizio, vince l'ansia e l'insicurezza. Però far l'amore è bellissimo: prenditi tempo! Gioca! In questo modo diventerete anche più complici.
Poi, per sapere se le piace la devi conoscere, devi aver fatto l'amore un po' di volte con lei in modo da capirlo dai segnali che il suo corpo ti da e poi se vuoi puoi anche chiederle che cosa le piace e come le piace: ogni corpo è diverso e nessuno è bravo davvero a far l'amore, sono i sentimenti che rendono il far l'amore speciale! E poi parlare di sesso con il proprio partner è molto importante e fa parte di quelle cose che in una relazione aiutano ad essere intimi.
Magari potresti scoprire che anche lei ha dei dubbi su ciò che piace a te e questo potrebbe davvero stupirti.
I sentimenti si nutrono con il tempo, con l'affetto, con la cura, con le attenzioni che rendono te speciale per lei e lei speciale per te. Queste sono tra le cose più importanti in una relazione insieme alla stima reciproca!
Stimala e stima anche te stesso, se siete compatibili, siete innamorati e state bene insieme perché dovrebbe pensare a qualcun altro?
Caro paziente, la cosa più importante da chiedersi è quanto la mette a disagio la vita sessuale precedente della sua partner. Ha paura di qualcosa? Si sente in difetto? Resto a disposizione per una consulenza
Cosa pensi che ti faccia preoccupare così tanto su di lei e il suo passato? Credi che queste insicurezze riflettano qualcosa di più profondo su te stesso? Come ti senti quando ti concentri sul piacere del momento piuttosto che su pensieri esterni? Hai mai parlato con lei delle tue preoccupazioni? Cosa succederebbe se smettessi di paragonarti agli ex e ti focalizzassi solo su ciò che vi rende unici come coppia?
Questi sono alcuni aspetti che in una consulenza sessuologica o psicologica si potrebbero affrontare per andare alla radice del problema.
Spero di esserti stato utile
Resto a disposizione
Nicolò Paluzzi Monti
Questi sono alcuni aspetti che in una consulenza sessuologica o psicologica si potrebbero affrontare per andare alla radice del problema.
Spero di esserti stato utile
Resto a disposizione
Nicolò Paluzzi Monti
La sessualità, per essere vissuta pienamente, ha bisogno di presenza mentale e corporea. Spesso però nella sessualità ci perdiamo in:
aspettative su “come dovrebbe andare”,
insicurezze sul corpo o sulle prestazioni,
pensieri che ci scollegano dal piacere reale del momento.
La mindfulness aiuta a:
sentire il corpo in modo più profondo,
ridurre l’ansia da prestazione,
aumentare la connessione emotiva e fisica col partner (o con sé stessi),
riscoprire il piacere in modo più autentico, meno meccanico.
Ti suggerisco pertanto, di provare con alcuni esercizi di Mindfulness e vedere come va.
aspettative su “come dovrebbe andare”,
insicurezze sul corpo o sulle prestazioni,
pensieri che ci scollegano dal piacere reale del momento.
La mindfulness aiuta a:
sentire il corpo in modo più profondo,
ridurre l’ansia da prestazione,
aumentare la connessione emotiva e fisica col partner (o con sé stessi),
riscoprire il piacere in modo più autentico, meno meccanico.
Ti suggerisco pertanto, di provare con alcuni esercizi di Mindfulness e vedere come va.
Buongiorno, da ciò che descrive mi sembra di capire che ha difficoltà a stare nel presente dell'esperienza sessuale. Non conosco in modo dettagliato la sua situazione e sarebbe necessario avere più informazioni, ma il tipo di pensieri che emergono può nascere da vissuti di varia natura (ansia, bassa autostima, esperienze passate). Mi viene quindi difficile individuare dei consigli pratici senza un'adeguata esplorazione dell'origine di questi pensieri. Sarebbe importante parlarne con la sua compagna e individuare, insieme, delle strategie di comunicazione aperta e chiara da usare sia durante i rapporti, sia nella relazione in generale. Potrebbe essere utile approfondire il disagio all'interno di un percorso psico-sessuologico.
Salve, è importare nella sessualità concentrarsi sul proprio piacere e avere una maggiore attenzione sul proprio corpo. Quando il nostro cervello è "troppo acceso" e quindi troppo pensante, la sessualità ne risente inevitabilmente, è del tutto normale. Rimanere nel quì ed ora per godersi appieno il rapporto invece permette di godersi il momento che si sta vivendo. Vi sono diversi esercizi in sessuologia per riportare l'attenzione al piacere del proprio corpo, diminuendo così tutti i pensieri intrusivi.
Buongiorno, capisco che i pensieri su ex partner e insicurezze possano distrarla. Il mio consiglio è di concentrarsi sul piacere e sull’intimità piuttosto che sulla "performance" o sul raggiungimento di un obiettivo. Quando non ci si sente sotto pressione, è più facile vivere il momento in modo autentico. Se l’obiettivo diventa semplicemente il piacere e la connessione, i pensieri che sorgono tendono a perdere di forza.
La comunicazione con il partner è però fondamentale per costruire fiducia e affrontare eventuali insicurezze. Potete, ad esempio, utilizzare un momento dopo il rapporto per parlare insieme di qualcosa che è piaciuto o per esplorare insieme delle fantasie. Inoltre, lavorare sull’autostima e praticare tecniche di rilassamento possono aiutare a ridurre l’ansia. Sarebbe utile esplorare insieme questi temi, soprattutto se avete avuto tempo sufficiente per conoscere meglio la vostra relazione.
Cordialmente, dott.ssa Pierangela Vinci
La comunicazione con il partner è però fondamentale per costruire fiducia e affrontare eventuali insicurezze. Potete, ad esempio, utilizzare un momento dopo il rapporto per parlare insieme di qualcosa che è piaciuto o per esplorare insieme delle fantasie. Inoltre, lavorare sull’autostima e praticare tecniche di rilassamento possono aiutare a ridurre l’ansia. Sarebbe utile esplorare insieme questi temi, soprattutto se avete avuto tempo sufficiente per conoscere meglio la vostra relazione.
Cordialmente, dott.ssa Pierangela Vinci
Quello che descrivi si chiama spectatoring: ovvero, invece di vivere pienamente il momento, ci si osserva da fuori e si inizia a pensare a come si appare, a come si sta “performando” o a come l’altra persona ci sta percependo. Questo può creare distrazione.
Quando arrivano questi pensieri cerca di riportare l’attenzione sul corpo, sulle sensazioni fisiche. Inoltre, potresti domandarti se questi pensieri parlano davvero della tua partner e/o relazione o se sono paure che appartengono alla tua storia.
Quando arrivano questi pensieri cerca di riportare l’attenzione sul corpo, sulle sensazioni fisiche. Inoltre, potresti domandarti se questi pensieri parlano davvero della tua partner e/o relazione o se sono paure che appartengono alla tua storia.
Buonasera, sarebbe importante capire come mai inizia a fare pensieri del genere, oltre a capire se alcune di queste sue preoccupazioni sono anche state oggetto di conversazione, e quindi di condivisione, con la sua partner e, in caso di risposta affermativa, come sono state vissute da quest'ultima.
Resto a disposizione qualora dovesse aver bisogno, intanto la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi. Le auguro una buona serata
Resto a disposizione qualora dovesse aver bisogno, intanto la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi. Le auguro una buona serata
Salve,
quello che descrive è una condizione più frequente di quanto si pensi, e merita attenzione proprio perché può compromettere il benessere sessuale e relazionale.
Durante un rapporto sessuale, è naturale che emergano pensieri e insicurezze. Tuttavia, quando questi pensieri diventano ricorrenti e intrusivi – come paragoni con i partner precedenti, dubbi sul proprio valore o timori di un eventuale tradimento – possono interferire con la concentrazione, il desiderio e la possibilità di vivere il momento in modo pieno.
Questo tipo di dinamica mentale è spesso collegata a insicurezze personali, esperienze pregresse o aspettative elevate che si trasformano in ansia da prestazione o gelosia retroattiva (la cosiddetta “sindrome del passato sessuale del partner”).
Più si cerca di controllare questi pensieri, più possono aumentare. L’obiettivo non è eliminarli con la forza, ma comprenderne il significato e ridurre il loro potere condizionante. In questi casi, un percorso con uno/a psicologo/a-sessuologo/a può essere molto utile per:
acquisire strumenti per gestire i pensieri intrusivi durante l'intimità;
migliorare l'autostima e la fiducia nella relazione;
recuperare una sessualità più spontanea e meno centrata sul confronto o sul giudizio.
Il benessere sessuale passa anche dalla mente. Lavorarci sopra può fare davvero la differenza.
Resto a disposizione
quello che descrive è una condizione più frequente di quanto si pensi, e merita attenzione proprio perché può compromettere il benessere sessuale e relazionale.
Durante un rapporto sessuale, è naturale che emergano pensieri e insicurezze. Tuttavia, quando questi pensieri diventano ricorrenti e intrusivi – come paragoni con i partner precedenti, dubbi sul proprio valore o timori di un eventuale tradimento – possono interferire con la concentrazione, il desiderio e la possibilità di vivere il momento in modo pieno.
Questo tipo di dinamica mentale è spesso collegata a insicurezze personali, esperienze pregresse o aspettative elevate che si trasformano in ansia da prestazione o gelosia retroattiva (la cosiddetta “sindrome del passato sessuale del partner”).
Più si cerca di controllare questi pensieri, più possono aumentare. L’obiettivo non è eliminarli con la forza, ma comprenderne il significato e ridurre il loro potere condizionante. In questi casi, un percorso con uno/a psicologo/a-sessuologo/a può essere molto utile per:
acquisire strumenti per gestire i pensieri intrusivi durante l'intimità;
migliorare l'autostima e la fiducia nella relazione;
recuperare una sessualità più spontanea e meno centrata sul confronto o sul giudizio.
Il benessere sessuale passa anche dalla mente. Lavorarci sopra può fare davvero la differenza.
Resto a disposizione
Quello che descrive capita a molte persone, anche se spesso non se ne parla.
Quando, durante un rapporto, la mente si riempie di pensieri come “chissà se le piace”, “era meglio il suo ex” o “mi tradirà?”, la nostra attenzione si sposta dal presente corporeo alla dimensione del controllo e del confronto. È come se il desiderio cercasse di esprimersi, ma la mente intervenisse per proteggerla da una possibile ferita o delusione. Questo non è un segno di “debolezza” o “insicurezza”, ma una modalità che la mente utilizza per proteggersi da una possibile ferita. Come, ad esempio, il timore di non essere abbastanza, di perdere, di non essere scelto. Il punto non è “smettere di pensare”, ma tornare al corpo, al respiro, alle sensazioni. È lì che l’intimità accade davvero. Quando la presenza prende il posto del controllo.
Ricordi che la sessualità non è solo un atto fisico, ma un luogo dove emergono le nostre parti più autentiche, fragili e desiderose di connessione. Lavorarci non significa solo “risolvere un problema”, ma trasformare il modo in cui ci si vive nel rapporto, con sé stessi e con l’altro.
Se si riconosce in queste parole, può essere utile iniziare a parlarne. Capire cosa accade dentro di sé in quei momenti, e costruire insieme un percorso per vivere la sessualità con più libertà, fiducia e autenticità. È un viaggio che può davvero trasformare, dentro e fuori dal letto.
Quando, durante un rapporto, la mente si riempie di pensieri come “chissà se le piace”, “era meglio il suo ex” o “mi tradirà?”, la nostra attenzione si sposta dal presente corporeo alla dimensione del controllo e del confronto. È come se il desiderio cercasse di esprimersi, ma la mente intervenisse per proteggerla da una possibile ferita o delusione. Questo non è un segno di “debolezza” o “insicurezza”, ma una modalità che la mente utilizza per proteggersi da una possibile ferita. Come, ad esempio, il timore di non essere abbastanza, di perdere, di non essere scelto. Il punto non è “smettere di pensare”, ma tornare al corpo, al respiro, alle sensazioni. È lì che l’intimità accade davvero. Quando la presenza prende il posto del controllo.
Ricordi che la sessualità non è solo un atto fisico, ma un luogo dove emergono le nostre parti più autentiche, fragili e desiderose di connessione. Lavorarci non significa solo “risolvere un problema”, ma trasformare il modo in cui ci si vive nel rapporto, con sé stessi e con l’altro.
Se si riconosce in queste parole, può essere utile iniziare a parlarne. Capire cosa accade dentro di sé in quei momenti, e costruire insieme un percorso per vivere la sessualità con più libertà, fiducia e autenticità. È un viaggio che può davvero trasformare, dentro e fuori dal letto.
L'aspetto della performance durante il rapporto sessuale è un elemento che preoccupa un vasto numero di persone. Per poter esplorare al meglio quello che ti sta accadendo è bene contattare un sessuologo (uno psicologo specializzato nella sessualità) per dare significato alla tua situazione di disagio e iniziare a lavorare insieme per risolverla.
Cordialmente
Dottor Marchi Filippo
Cordialmente
Dottor Marchi Filippo
Capisco quanto possa essere difficile vivere questi momenti in cui, durante l’intimità, la mente inizia a riempirsi di dubbi e confronti. Ciò che descrive non è solo mancanza di concentrazione, ma un segnale di insicurezza relazionale: una parte di lei teme di non essere “abbastanza” e cerca conferme attraverso il confronto con gli altri.
Dal punto di vista psicologico, questi pensieri rappresentano una forma di protezione: quando il legame emotivo diventa intenso, possono riattivarsi antiche paure di rifiuto o di perdita. Il corpo si mette in uno stato di allerta e diventa più difficile restare presente e connesso al piacere.
Può aiutarla provare a riconoscere quei pensieri senza combatterli, riportando dolcemente l’attenzione al respiro e alle sensazioni fisiche. L’obiettivo non è scacciarli, ma comprenderli come la voce di una parte di sé che chiede rassicurazione. Un percorso psicologico può sostenerla nel costruire una sicurezza interna più stabile, così che l’intimità torni ad essere un luogo di presenza e libertà, non di confronto o paura. Saluti,Dott.ssa Donatella Valsi
Dal punto di vista psicologico, questi pensieri rappresentano una forma di protezione: quando il legame emotivo diventa intenso, possono riattivarsi antiche paure di rifiuto o di perdita. Il corpo si mette in uno stato di allerta e diventa più difficile restare presente e connesso al piacere.
Può aiutarla provare a riconoscere quei pensieri senza combatterli, riportando dolcemente l’attenzione al respiro e alle sensazioni fisiche. L’obiettivo non è scacciarli, ma comprenderli come la voce di una parte di sé che chiede rassicurazione. Un percorso psicologico può sostenerla nel costruire una sicurezza interna più stabile, così che l’intimità torni ad essere un luogo di presenza e libertà, non di confronto o paura. Saluti,Dott.ssa Donatella Valsi
Buona sera, la ringrazio sinceramente per aver condiviso queste sue riflessioni, che toccano una sfera così delicata e intima della sua vita. Comprendo che rivolgersi a me con un interrogativo di questa natura non sia stato affatto facile, e proprio per questo apprezzo la sua apertura. La scelta di affrontare questo tema dimostra, inequivocabilmente, quanto questa dimensione della sua esistenza sia centrale e significativa per il suo benessere complessivo. Dalle sue parole emerge, non solo l'importanza che lei attribuisce alla sua vita intima, ma anche un desiderio di soddisfare e di connettersi pienamente con la persona che condivide con lei quei momenti. Questo desiderio, di per sè nobile, si scontra con il problema della mancanza di concentrazione, che lei descrive come causata da pensieri ricorrenti e intrusivi. Tali dinamiche, purtroppo, possono compromettere la spontaneità e la pienezza dell'esperienza. E' fondamentale sottolineare che la sessualità è un'esperienza profondamente soggettiva e unica per ogni individuo. Non esiste, pertanto, un consiglio universale o una formula magica che possa risolvere la sua difficoltà. La bellezza e la complessità della sessualità risiedono proprio in questa diversità. Potremo trovare insieme delle strategie personalizzata per rendere la sua intimità più appagante e autenticamente vissuta, focalizzandosi sul qui et ora. Se desidera, sono a sua disposizione per esplorare con lei la natura di questi "pensieri ricorrenti" e per individuare delle tecniche che possano aiutarla a creare uno spazio mentale più sereno e focalizzato durante i suoi momenti di intimità.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Silvia Sorà
Cordiali saluti.
Dott.ssa Silvia Sorà
Può capitare che, durante l’intimità, emergano pensieri intrusivi legati al confronto con gli ex partner o al timore di non essere all’altezza. Si tratta di dinamiche che possono avere a che fare con aspetti di autostima, insicurezze relazionali o forme di ansia legate alla prestazione o al giudizio.
Quando questi pensieri diventano ricorrenti, possono interferire con il coinvolgimento, il piacere e la concentrazione, creando un circolo di preoccupazione che tende a mantenersi nel tempo. Non si tratta di “stranezze”, ma di segnali che meritano attenzione.
In questi casi può essere utile un confronto con un* professionista, per approfondire cosa sta alimentando queste paure e comprendere meglio il funzionamento di queste dinamiche. Un percorso dedicato permette di avere uno spazio sicuro per esplorare il tema e valutare insieme le strategie più adatte alla propria situazione.
Saluti
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicosessuologa clinica, Counselor relazionale
Quando questi pensieri diventano ricorrenti, possono interferire con il coinvolgimento, il piacere e la concentrazione, creando un circolo di preoccupazione che tende a mantenersi nel tempo. Non si tratta di “stranezze”, ma di segnali che meritano attenzione.
In questi casi può essere utile un confronto con un* professionista, per approfondire cosa sta alimentando queste paure e comprendere meglio il funzionamento di queste dinamiche. Un percorso dedicato permette di avere uno spazio sicuro per esplorare il tema e valutare insieme le strategie più adatte alla propria situazione.
Saluti
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicosessuologa clinica, Counselor relazionale
Buonasera, mi dispiace per la difficoltà che riscontra. Le suggerirei di provare a concentrarsi più sul suo piacere piuttosto che su quello della partner. Si sente gratificato dai vostri rapporti? Qualora avesse ulteriormente pensieri come quelli che descrive, le suggerisco di dedicarsi uno spazio per una consulenza, così da poter approfondire i temi che riporta. Buona serata.
Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso una difficoltà così personale. Quello che descrive è un vissuto piuttosto comune e comprensibile, riconducibile a dinamiche di ansia da prestazione, che possono emergere anche in assenza di reali problemi relazionali o sessuali.
Quando riferisce di “deconcentrarsi” e di non riuscire a fare ciò che vorrebbe, emerge come, durante l’intimità, la sua attenzione venga progressivamente assorbita da pensieri intrusivi legati al confronto (“era meglio il suo ex?”), al timore di non essere sufficientemente all’altezza o alla paura di essere tradito o abbandonato. In questi momenti, l’attenzione si sposta dall’esperienza corporea e relazionale a una modalità di controllo e valutazione continua. Quando la mente entra in questo stato di allerta, il corpo fatica a rimanere il luogo dell’esperienza e del piacere: l’ipercontrollo interferisce con la possibilità di essere presenti, spontanei e autentici nel “qui e ora” dell’incontro.
È importante sottolineare che questi pensieri non sono il problema in sé, né indicano una sua fragilità personale. Al contrario, spesso rappresentano un tentativo, seppur inefficace, di protezione da una possibile ferita emotiva. Tuttavia, proprio questo meccanismo finisce per sabotare il contatto con il piacere e con l’intimità.
Un lavoro psicologico e sessuologico mirato può aiutarla a comprendere l’origine di queste dinamiche, ridurre l’ansia e il bisogno di controllo e favorire una sessualità più presente, meno valutativa e maggiormente connessa all’esperienza relazionale. Cordiali saluti
la ringrazio per aver condiviso una difficoltà così personale. Quello che descrive è un vissuto piuttosto comune e comprensibile, riconducibile a dinamiche di ansia da prestazione, che possono emergere anche in assenza di reali problemi relazionali o sessuali.
Quando riferisce di “deconcentrarsi” e di non riuscire a fare ciò che vorrebbe, emerge come, durante l’intimità, la sua attenzione venga progressivamente assorbita da pensieri intrusivi legati al confronto (“era meglio il suo ex?”), al timore di non essere sufficientemente all’altezza o alla paura di essere tradito o abbandonato. In questi momenti, l’attenzione si sposta dall’esperienza corporea e relazionale a una modalità di controllo e valutazione continua. Quando la mente entra in questo stato di allerta, il corpo fatica a rimanere il luogo dell’esperienza e del piacere: l’ipercontrollo interferisce con la possibilità di essere presenti, spontanei e autentici nel “qui e ora” dell’incontro.
È importante sottolineare che questi pensieri non sono il problema in sé, né indicano una sua fragilità personale. Al contrario, spesso rappresentano un tentativo, seppur inefficace, di protezione da una possibile ferita emotiva. Tuttavia, proprio questo meccanismo finisce per sabotare il contatto con il piacere e con l’intimità.
Un lavoro psicologico e sessuologico mirato può aiutarla a comprendere l’origine di queste dinamiche, ridurre l’ansia e il bisogno di controllo e favorire una sessualità più presente, meno valutativa e maggiormente connessa all’esperienza relazionale. Cordiali saluti
Buongiorno,
quello che descrive e' molto frequente e riguarda gelosia retroattiva e ansia da prestazione.
Durante l'intimita', c'e' paura di non essere abbastanza, la mente attiva confronti e pensieri intrusivi sugli ex.
Piu' si cerca di scacciarli, piu' aumentano.
Il lavoro utile e' rafforzare la sicurezza personale e riportare l'attenzione al corpo e alle sensazioni, non al confronto mentale.
Quando questi pensieri interferiscono con il piacere o l'erezione ,e' importante intervenire: con un percorso mirato si puo' recuperare presenza, fiducia e liberta' sessuale.
quello che descrive e' molto frequente e riguarda gelosia retroattiva e ansia da prestazione.
Durante l'intimita', c'e' paura di non essere abbastanza, la mente attiva confronti e pensieri intrusivi sugli ex.
Piu' si cerca di scacciarli, piu' aumentano.
Il lavoro utile e' rafforzare la sicurezza personale e riportare l'attenzione al corpo e alle sensazioni, non al confronto mentale.
Quando questi pensieri interferiscono con il piacere o l'erezione ,e' importante intervenire: con un percorso mirato si puo' recuperare presenza, fiducia e liberta' sessuale.
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