Salve, io e il mio ragazzo stiamo insieme da 2 anni ( non viviamo insieme) e circa un anno fa, quand

Salve, io e il mio ragazzo stiamo insieme da 2 anni ( non viviamo insieme) e circa un anno fa, quando sul suo telefono ho visto del materiale pornografico, mi sono sentita tradita e non abbastanza, continuando a paragonarmi alle ragazze che aveva cercato e gle ne ho parlato subito. Gli ho spiegato il mio fastidio nei confronti di questa cosa, lui mi ha detto che avrebbe smesso e che per lui è una cosa normale tutti lo fanno e che lo ha sempre fatto, dopo qualche ora di lite siamo arrivati alla conclusione che per il bene della coppia avrebbe diminuito fino a smettere. Dopo questo aneddoto l'autoerotismo è diventato argomento taboo, a volte in modo sarcastico ne parlavo ma non ho mai avuto più riscontri quindi non ho mai saputo ciò che faceva nel suo privato. Però l’altro giorno ho scoperto che la settimana scorsa ha cercato video pornografici. Quindi mi sono freddata nei suoi confronti mi sono sentita mancata di rispetto per l'ennesima volta, solo che sta volta l'ha fatto consapevole che non era una scelta approvata da me Anzi era un limite proprio che ho imposto nella coppia. Il che mi fa pensare che possa averlo fatto per molto tempo e di conseguenza mi sento un po’ presa in giro. Ho sempre saputo che guardare i porno è normalizzato da tutti ma per me se stai in una relazione sana non ricerchi stimoli esterni. Stai letteralmente guardando altre donne nude, poi sono la tipa che mi da fastidio se passando per strada guarda altre, figurati se guarda scene del genere.. Per me poi il materiale pornografico porta inevitabilmente a stancarti della persona che hai accanto e ad avere standard anche a letto irrealistici, infatti quando lo facciamo spesso capita che si ferma perché gli si ammoscia. Ad oggi lo colloco a questa cosa. Mi sento come se non gli bastassi e non fossi abbastanza attraente per lui, il che mi sta facendo iniziare ad apprezzarmi sempre meno; forse sono io quella esagerata, però veramente non riesco più a stare bene e i miei pensieri quotidiani ruotano tutti intorno a questa situazione

5 risposte


Se ho ben compreso, ciò che la ferisce profondamente riguarda il significato che questa scoperta ha assunto per lei: da un lato vive un confronto con altre donne che tocca il suo senso di valore e di desiderabilità; dall’altro avverte una frattura nella fiducia, perché questo tema era già emerso nella vostra relazione e aveva assunto per lei un peso molto importante. Per questo oggi sente delusione, rabbia, distanza emotiva e un senso di insicurezza che sta occupando sempre più spazio nei suoi pensieri e nel modo in cui guarda se stessa. Il suo vissuto merita ascolto e rispetto. In una coppia, il punto centrale riguarda il significato che ciascun partner attribuisce alla pornografia, al desiderio, all’autoerotismo e ai confini della relazione. Ogni coppia costruisce un proprio equilibrio su questi temi, attraverso dialogo, chiarezza e accordi condivisi. Nel vostro rapporto sembra essersi creato un circolo molto delicato: lei cerca rassicurazione, conferme e trasparenza; lui appare orientato a vivere questa dimensione come privata e abituale. Da qui nasce una distanza che alimenta ferita, sospetto e sofferenza. Merita attenzione anche un altro aspetto: la sua autostima sta risentendo molto di questa situazione, e il rischio è che il comportamento del partner diventi la misura del suo valore personale. Anche le difficoltà erettive che descrive possono avere origini diverse, che coinvolgono fattori emotivi, relazionali e personali. In questo momento può essere molto utile portare il focus su ciò che questa vicenda attiva dentro di lei: il bisogno di sentirsi scelta, desiderata, riconosciuta e al sicuro nella relazione. Un confronto con un professionista, può aiutare a dare un nome ai vissuti reciproci, a chiarire i confini affettivi e sessuali e a costruire un’intimità più solida, consapevole e rispettosa. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un caro saluto Dott.ssa Daniela Canorro Psicologa clinica Sessuologa Counselor relazionale

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Non butti le abitudini del ragazzo che frequenta su di sé come se fosse colpa sua se lui guarda fim porno. Non perda la sua autostima. Metta sempre se stessa in primo piano e se non si sente desiderata ed amata sa da sola cosa fare.... E' sicuramente giovane e le dico "Si voglia Bene" Un saluto. Dott. Lina Isardi


Salve, quello che descrive è un vissuto molto intenso e comprensibile, che merita di essere ascoltato senza banalizzazioni. Ci sono diversi livelli nella sua esperienza. Da una parte c’è il tema della pornografia e dell’autoerotismo, che per molte persone è effettivamente qualcosa di diffuso e non necessariamente legato a una mancanza nella relazione. Dall’altra, però, c’è il suo vissuto soggettivo: per lei questo comportamento è collegato a sentimenti di tradimento, di non essere abbastanza e di perdita di esclusività. Ed è proprio questo aspetto emotivo che va preso sul serio. Il punto centrale non è stabilire chi abbia “ragione” in assoluto, ma riconoscere che nella coppia esistono valori, limiti e bisogni diversi. Lei ha espresso chiaramente un limite, e il fatto che il suo partner abbia detto di accettarlo per poi non rispettarlo ha incrinato la fiducia. Più che il comportamento in sé, sembra essere questa incoerenza a farla sentire presa in giro e non rispettata. Allo stesso tempo, è importante fare una riflessione: chiedere all’altro di eliminare completamente un comportamento personale e intimo come l’autoerotismo può risultare difficile da sostenere nel tempo, soprattutto se per lui è sempre stato qualcosa di “normale”. Questo non giustifica il non aver mantenuto l’accordo, ma aiuta a capire che forse l’intesa costruita allora non era davvero condivisa fino in fondo. Rispetto ai pensieri su di sé (“non sono abbastanza”, “non gli basto”), questi rischiano di diventare molto dannosi per la sua autostima. Il comportamento del partner non è automaticamente una misura del suo valore o della sua attrattività. Quando però si attivano queste insicurezze, è facile che tutta la percezione della relazione venga filtrata da lì, fino a diventare un pensiero fisso, come sta accadendo a lei. Anche la difficoltà sessuale che descrive (l’erezione che viene meno) può avere molte cause, non necessariamente legate alla pornografia: ansia da prestazione, tensione nella relazione, paura del giudizio… Attribuirla solo a questo rischio di rafforzare ulteriormente le sue paure senza avere una reale conferma. In questo momento sembra esserci: una ferita di fiducia, una differenza di bisogni e valori, e un impatto importante sulla sua autostima e serenità quotidiana. Questi sono temi delicati che difficilmente si risolvono da soli o con un confronto “a caldo”. Può essere molto utile lavorarci in modo più approfondito, sia per capire meglio i suoi bisogni emotivi e i suoi limiti, sia per trovare un modo più efficace di comunicarli e negoziarli nella relazione, oppure per valutare cosa è sostenibile per lei nel lungo periodo. Per questo le consiglierei di approfondire con uno specialista, così da avere uno spazio sicuro in cui esplorare questi vissuti e trovare maggiore chiarezza. Un caro saluto, Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa


Quello che percepisco è che tu ti senta ingannata, e non solo una volta, ma come se questo potesse essere diventato un “modo” che lui usa per gestire il suo desiderio, senza troppo considerare il tuo fastidio. Quando viene meno un confine che tu hai espresso in modo chiaro, è normale che si scateni dentro di te una tempesta: non è solo una questione di pornografia, ma di fiducia, di rispetto e di quanto tu ti senti “vista” nella relazione. A me colpisce molto il modo in cui ti descrivi: non ti senti abbastanza, ti confronti con le ragazze che lui vede nei video, ti chiedi se non sei simpatica o desiderabile, e questo ti sta facendo scivolare in un’ombra di auto‑critica continua. È come se la sessualità venisse svuotata del suo valore affettivo e ridotta a uno spettacolo da valutare, mentre tu sei dentro una relazione in cui vorresti contare, non competere. Il porno, in molti casi, funziona come una sorta di “scorciatoia” per il desiderio: immagini rapide, senza domande, senza relazione reale. Quando però entra in una coppia in cui uno dei due lo vive come un tradimento, la stessa dinamica può diventare un circolo vizioso: lui lo usa per scappare, tu lo vivi come negazione, e il desiderio reale a letto tende a spegnersi o a essere interrotto da dubbi, ansia, paure. Il punto centrale, però, non è solo capire “cosa” lui fa, ma come questo sta incidendo su chi sei tu: ti stai svuotando di senso, ti stai misurando rispetto a qualcosa di irreale e, allo stesso tempo, ti stai sentendo inadeguata come se fosse solo colpa tua. La tua reazione non è esagerata: è il segnale che qualcosa nella relazione non è in equilibrio, e che tu stai pagando un prezzo emotivo molto alto. Da professionista, ti direi che la strada passa da due direzioni: una conversazione adulta e onesta con lui, dove tu possa dire senza colpa cosa significa per te che lui continui a farlo, pur dopo aver promesso di ridurlo o smettere; e un lavoro su di te, individuale, per riuscire a tornare a vedere il tuo corpo, il tuo desiderio e il tuo valore non in funzione del porno o delle sue scelte, ma per quello che tu sei, dentro e fuori dal letto. Non sei tu quella “troppo rigorosa” o “troppo sensibile”: sei una persona che sta reagendo con la giusta intensità a un’esperienza che ferisce, e questo non va minimizzato, ma accompagnato. Se ti va, si può pensare a un percorso di sostegno psicologico o di coppia, dove dare spazio a questi vissuti e ricostruire insieme un terreno di fiducia e di rispetto reciproco. Resto a disposizione e ti auguro il meglio.


Gentile utente, quello che descrive non è affatto “esagerato”, ma il segnale di un disagio reale all’interno della relazione, che merita di essere compreso e affrontato con lucidità. Il punto centrale non è tanto il materiale pornografico in sé — che, come dice il suo partner, è socialmente diffuso — ma il significato che assume per lei e nella vostra coppia. Per lei rappresenta vissuti di tradimento, confronto, senso di non essere abbastanza, e questo impatta profondamente sulla sua autostima e sulla serenità della relazione. Allo stesso tempo, è importante essere chiari su un aspetto: imporre un divieto assoluto sull’autoerotismo o sulla visione di pornografia spesso non porta a una reale soluzione, ma rischia di creare segretezza, distanza e perdita di fiducia, come infatti è accaduto. Quello che sta succedendo tra voi sembra muoversi su tre livelli: • Fiducia: lei si sente presa in giro e non rispettata nei suoi limiti • Autostima: si sta paragonando e questo la sta facendo stare sempre peggio • Sessualità di coppia: le difficoltà erettili che descrive (DE) possono essere legate a ansia da prestazione, abitudine a stimoli pornografici o tensione emotiva nella relazione È importante sapere che il consumo di pornografia, soprattutto se frequente, può effettivamente influire sulla sessualità reale, creando aspettative irrealistiche e difficoltà nel mantenere eccitazione nel rapporto. Tuttavia, non è automaticamente sinonimo di mancanza di desiderio verso il partner. Il rischio più grande, in questo momento, è che lei stia iniziando a costruire dentro di sé una convinzione dolorosa: “non sono abbastanza”. Questa è la vera ferita da proteggere, perché può diventare molto più dannosa della situazione stessa. Più che stabilire regole rigide, sarebbe utile aprire uno spazio di confronto autentico su: • cosa rappresenta per lei questa situazione (emotivamente, non solo razionalmente) • cosa rappresenta per lui la pornografia • quali sono i bisogni reciproci nella sessualità e nella relazione Se questo dialogo da soli non è possibile, un percorso di supporto (anche breve) può aiutare a ristabilire fiducia, lavorare sull’autostima e migliorare la comunicazione e l’intimità di coppia. Non è una questione di avere ragione o torto, ma di capire se e come i vostri bisogni possono incontrarsi senza che uno dei due si senta ferito o limitato. Resto a disposizione, se desidera approfondire. Dott.ssa Dodson

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