Domande del paziente (21)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
Le consiglierei una consulto psicologico ed eventualmente psicodiagnostico per capire se ci sono difficoltà che sta vivendo e magari non riesce ad esprimere.
Se il ragazzo rifiuta di intraprendere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao Chiara, grazie per la sua domanda.
Mi verrebbe da dirle che lei è una giovane donna di 19 anni, che può prendere in autonomia le sue decisioni, se vuole davvero realizzarle.
Non conosco la sua...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
Dalla situazione descritta, sembrerebbe la somatizzazione di una situazione che le risulta pesante e frustrante. Mi dispiace molto per quello che sta attraverso e le mando il mio supporto.
Valuterei...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
la risposta alla sua domanda è dentro di lei: lei conosce se stessa, i suoi valori, il rispetto che ha per se stessa e per la relazione su cui ha investito. per lei è giusto accettare questo...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
Inizierei consigliandole di intraprendere un percorso psicodiagnostico per togliersi i dubbi riguardo l’ADHD.
Se dovessero validare la sua diagnosi, ciò che la psicoterapia offre è mettere in...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, grazie per la sua domanda.
Purtroppo la questione lavorativa è un tasto dolente per molti giovani, le mando tutto il mio supporto e la mia comprensione. Quello che mi sento di dirLE non conoscendo...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
Le proporrei un consulto medico. Una volta accertato che non ci siano cause mediche, proporrei un consulto terapeutico per capire se si tratta di una somatizzazione del ragazzo.
Buona giornata...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, grazie per la tua domanda.
Mi vorrebbe da chiederti come mai siamo in attesa che qualcun altro decida al suo posto?
lei cosa vorrebbe fare? Cosa sente? Vale la pena ascoltarsi, pensare a se...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
mi sembra che la situazione sia circoscritta all'interno del nucleo famigliare. Se la situazione vi appare non gestibile consiglierei una consulenza con uno/a psicologo/a o psicoterapeuta dell'età...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
sicuramente in una relazione la cosa importante è la comunicazione. Parlarne ed esporsi dubbi e perplessità è la soluzione migliore a risolvere le situazioni come queste, in cui ci sembra di...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
salve,
Prima di iniziare un percorso psicoterapeutico, escluderei la possibilità della presenza di cause mediche che potrebbero provocare il dolore. Una volta accertato questo, le consiglio uno/a psicologo/a...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver confidato questa tua preoccupazione!
Da ciò che emerge dal suo racconto, mi parrebbe di capire che problematicità fisiche accertate non ce ne siano e che probabilmente la sua paura...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
ciao, grazie per la tua domanda.
Sono dispiaciuta per ciò che provi, deve essere davvero difficile riuscire a gestire tutto questo. Dal momento che è minorenne, i suoi genitori devono essere a conoscenza...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
Non definirei la sua situazione come un problema suo o degli altri. Cercherei piuttosto di capire cosa significa per lei l'amicizia, quali persone si avvicinano a lei, cosa si aspetta dagli...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver condiviso la sua sofferenza.
Il fatto che lei stia facendo un percorso terapeutico è un ottimo passo per essere consapevoli di tutto ciò che abita il nostro inconscio e a cui viene data...
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Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando ne avevo 14 o 15. Inizialmente stavo sempre male poi ho imparati a gestirli. Ho perso 2 anni e mezzo fa mio nonno e stavo malissimo,ho fatto un percorso dove posso dire di non essere mai stata così bene dopo questo percorso...ero al 100%. Luglio 2025 sono andata a convivere ed è stato ancora più positivo perché avevo i miei spazi,non stavo a casa con altre 3 persone disordinate visto che sono fissata per ordine e pulizia. Da luglio a novembre tutto bene:mangiavo sano,palestra,avevo la mia routine dormire alle 00 e svegliarmi alle 8,servizi,stare a casa o uscire a fare commissioni,ero abituata e stavo bene con questa routine. Restavo anche a casa a fare i servizi e a mangiare da sola visto che il mio compagno torna alle 16.00 oppure mangiavo da mia madre,suocera o a casa. Dipende dai giorni però avevo certamente mente piena e svago. Il pomeriggio mi dedicavo a cucinare al mio compagno e mi rilassavo sul divano a vedere la TV aspettando che arrivasse da lavoro. Da novembre però è cambiato tutto,i miei si sono divorziati e novembre dicembre sono stata bene con la solita routine e orari però ho lasciato la palestra,primo segnale che qualcosa in me non andava. A inizio febbraio peggiorato tutto,ho avuto da sola a casa attacchi di panico e ho chiamato subito mia madre, altre volte mio cognato o mia suocera...insomma ho iniziato ad allontanarmi da casa. Mi svegliavo già con tachicardia e ansia e come andava mia il mio compagno stavo male per fortuna mia sorella vive nel mio stesso palazzo e mi rifugiavo da lei,mi facevo la doccia e poi facevo i servizi e me ne andavo alle 9 con lei dove lavora o da mia suocera a stare a casa sua in compagnia. Per colpa dell'ansia tornata ho sballato totalmente i miei orari del sonno a cui ora mi sono abituata ma mi pesa questa nuova routine ovvero 22.30/6.30 quando va via il mio compagno fuori paese e sto con lui al telefono fino a quando non arriva. Lo facevo anche prima ma dopo mi riaddormentavo e mi svegliavo più tardi quindi avevo la giornata più "corta". Ora la giornata dale 6 30 mi sembra lunghissima,anche se riesco a stare da sola a casa,mi lavo,faccio i servizi...alle 9 lo stesso vado via da mia suocera e andiamo a fare commissioni ecc. Sto meglio si perché mi sono abituata alla nuova routine ma in realtà questa routine mi pesa perché la mattina presto faccio tutto e poi non so più che fare e vado via,le mie giornate non sono produttive. Comè potuto accadere questo? Da cosa dipende? È normale che svegliandomi presto,facendo tutto entro le 9 e non avere nulla da fare vado via da casa perché mi scoccio? Le mie giornate sono monotone,prima tra palestra mente piena stavo bene...da quando è successo altro che la mia mente è vuota e si focalizza sul peggio. Io ho bisogno di tornare come prima per stare più tempo a casa...anche mangiare sola o uscire più tardi da casa invece di fuggire anche se sto meglio riesco a gestire e stare sola fino alle 9...come posso superare? Non riesco nemmeno a svegliarmi più tardi ma vorrei perché poi durante la giornata mi viene sonno. Questi pomeriggi sto a casa e aspetto il mio compagno ma lo faccio sempre con ansia anche se sto meglio però voglio per forza tornare a prima del divorzio,quando stavo veramente bene. Ho paura di non superare. Grazie in anticipo, saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver condiviso la sua storia. Capisco quanto la situazione possa essere complicata e quanto il peso e la paura degli attacchi di panico possano destabilizzarla. Probabilmente sono state toccate delle corde o sono stati smosse delle emozioni, paure o altro che hanno inciso. Le consiglierei di valutare nuovamente un percorso psicologico/ psicoterapeutico per sostenerla in questo difficile periodo.
Saluti
Buonasera, sono la mamma di Diego un ragazzo di quasi 14 anni dolce, gentile da sempre..sin da piccolo è sempre statoi un bambino molto vivace ammetto di averlo contenuto abbastanza con continui richiami, ma era veramente un terremoto . I primi anni della scuola dell infanzia sono stati duri, cercava di attirare l attenzione ..scarabocchiando il foglio del compagno, facendo piccoli dispetti, e non c'è stato giorno in cui le sue maestre non mi abbiano fermato per riferirmi tutto ciò..feci anche i controllo per verificare nel caso fosse ADHH ..ma nulla mi fu solo detto che era un ragazzino dal temperamento dinamico!Gli anni delle elementari sono trascorsi tranquilli, vivace ma nulla di che! Gli anni delle medie invece sono stati tosti! Ora è in terza media la sua classe è composta da un gruppo maschile che si trascina dalla materna , ed in piu giocano anche a basket insieme da anni..beh lui si è sempre sentito escluso , non accettato a pieno sebbene siano usciti anche tante volte insieme, come se questo fosse un gruppo ermetico !La sua risposta a cio è che risulta infantile, è come se ogni giorno dovesse fare intrattenimento , chiaramente afferma "se non faccio ridere mi sento non valido"si agita, esagera e per far ridere ha preso anche una nota disciplinare! inutile stare a dire che in casa parliamo tantissimo cerco di fargli capire che non deve performare per valere....ma la mia paura piu grande è che possa crescere insicuro e che x tutta la vita abbia questa richiesta di attenzioni.. cosa dobbiamo fare?grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera signora,
posso immaginare la difficoltà incontrata in questi anni. Mi sembra che a difficoltà e la sofferenza di suo figlio debbano essere ascoltate: posso consigliarle un percorso di sostegno psicologico e, per voi genitori un supporto alla genitorialità, per aiutarvi a stare in contatto con le emozioni di suo figlio e cercare di aiutarlo quanto più vi è possibile.
Ho un vissuto problematico con il cibo da quando ho memoria. Da quando ho 6 anni vivo un rapporto conflittuale tra desiderio e repulsione. Ho fatto diete, di tutti i tipi possibili, che ho sempre portato a termine con successo, ma vivendole come una privazione dalla mia “dipendenza” ne annullavo l’effetto non appena le terminavo, riprendendo tutti i chili che avevo perso. Sono pienamente consapevole delle mie difficoltà e dell’approccio adeguato per poter raggiungere il peso e la forma fisica che vorrei ma mi rendo conto che le mie emozioni, sempre di più, bloccano la mia parte razionale e prendono il sopravvento. Sono entrata in un circolo vizioso da cui non riesco ad uscire. Ho consultato specialisti che mi hanno sempre indirizzato su metodi pratici invece di lavorare sulle emozioni e sulla dipendenza per il cibo. Vorrei arrivare ad eliminare questa dipendenza e considerare il cibo come un mezzo di sussistenza e basta. Come posso fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, le consiglierei un percorso di sostegno psicologico per poter affrontare la sua difficoltà.
Come lei ha osservato, le emozioni hanno un ruolo cruciale e affrontarle e capire come si manifestano, da dove vengono, quale significato hanno, mentalizzandole e prendendone consapevolezza, è una strada possibile per la cura di sè.
Buongiorno. La mia ragazza ha sognato di fare del sesso o di strusciarsi (lei dice che era strusciarsi) con un altro ragazzo (è capitato mentre dormiva accanto a me nella realtà, viviamo insieme) il ragazzo del sogno era un ragazzo che ha sempre reputato bello è una cosa normale secondo te? , poi al risveglio lo ha confessato. E si è svegliata perché aveva un capello davanti agli occhi. Me ne sono accorto perché muoveva il bacino velocemente e aveva un respiro accelerato.
Cosa vuol dire tutto ciò? Che desidera lui? Che lo farebbe o vorrebbe farlo con lui?
Vi ringrazio in anticipo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
i sogni sono la via diretta dell'inconscio. Il contenuto presente nel sogno non necessariamente si identifica con il desiderio della persona in questione: a volte si sogna una persona perchè possiede delle caratteristiche particolari che vorremmo oppure no. In pratica, le persone sognate possono essere semplicemente l'incarnazione di un desiderio più profondo ma non necessariamente il desiderio riguardo quella persona. Si dovrebbe cercare di comprendere l'analogia tra il contenuto manifesto (ciò che è stato sognato) e il contenuto latente (significato nascosto del sogno).
Spero di essere stata chiara.
Un saluto
Salve vorrei avere un vostro consiglio.
Ho in mente di iniziare un percorso terapeutico , fare seduti in un pisocolog*. Ho scoperto avere tanti disturbi come la DOC.
Soltanto che ho tanta paura e timore nel parlare dei miei problemi e paure.
Non vorrei andare fisicamente ma tipo online però ho il timore della videochiamata, io avevo pensato tipo all'inizio o se sia possibile un colloquio Soltanto scrivendo e poi se riesco anche con videochiamata.
Diciamo che una volta siamo andati da una psicologa per trattare una questione ed eravamo in famiglia, questa vostra collega tratto male mia madre , alzo la voce e disse che lei era esagerata e ci consigliò di dare delle medicine tranquillanti.
Appena mamma fu sgridata uscì dallo stupido e la trovammo che piangeva.
Per questo ho timore.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
mi spiace per il suo incontro non andato a buon fine.
Durante la nostra vita possiamo incontrare diversi professionisti e, posso assicurarle che siamo tutti diversi. Non lasci che un incontro andato male possa toglierle la possibilità di stare bene con un altro professionista.
Il percorso terapeutico è il percorso giusto. Può scegliere se farlo online o contattare un professionista che abbia un proprio studio dove potersi incontrare e che sappia accogliere ogni sua esigenza.
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