Salve sono chiara ed ho 19 anni, sono insieme al mio ragazzo da più di 2 anni e mezzo e abbiamo una
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Salve sono chiara ed ho 19 anni, sono insieme al mio ragazzo da più di 2 anni e mezzo e abbiamo una relazione a distanza( io Roma e lui Milano). Almeno una volta al mese cerchiamo di vederci, ma i miei non sono d’accordo su tutto questo. Dopo 2 anni e mezzo di relazione ancora non mi lasciano andare da sola da lui e le poche volte che sono andata con il treno dovevo essere sempre con qualcuno ( es. con mia cugina, con mio fratello ) al tempo stesso lui quando scende devono esserci sempre loro per vedere se tutto va per il meglio… in poche parole non ci lasciano mai soli. Volevo chiederle tutto ciò è normale? e se no che consiglio mi darebbe ? Grazie mille se risponderà
Salve, Chiara. Il primo consiglio che mi viene da darti (scusa se ti do del tu) è, se non l'hai già fatto, discutere con i tuoi genitori del loro atteggiamento per comprendere meglio la loro posizione. A quel punto diventerebbe più comprensibile la situazione e sarebbe più facile (meno difficile) trovare una soluzione.
A tua disposizione. Buona giornata.
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Salve, la ringrazio per aver utilizzato questo portale per porre la sua questione.
Il disagio che sta vivendo merita di approfondimento. Non è possibile dare risposte generiche, le difficoltà relazionali o i sintomi sono sempre collegati e nascono all’interno di una storia di vita del tutto personale e unica. Quello che le posso suggerire è di fare una scelta su di sé, cioè prendersi cura di ciò che le accade. La direzione l'ha già intravista, ovvero quello di farsi accompagnare in questo momento difficile da uno psicologo/a.
Un buon percorso di psicoterapia in genere migliora la condizione di disagio che ci ha descritto e permette di valutare come proseguire per rimettere in moto la propria esistenza in una direzione più soddisfacente.
Se ha necessità di approfondimento non esiti a contattarmi o scrivermi.
Qualora decidesse di fare un percorso psicologico le sedute possono avvenire online.
Un saluto
Dott.ssa Camilla Ballerini
Il disagio che sta vivendo merita di approfondimento. Non è possibile dare risposte generiche, le difficoltà relazionali o i sintomi sono sempre collegati e nascono all’interno di una storia di vita del tutto personale e unica. Quello che le posso suggerire è di fare una scelta su di sé, cioè prendersi cura di ciò che le accade. La direzione l'ha già intravista, ovvero quello di farsi accompagnare in questo momento difficile da uno psicologo/a.
Un buon percorso di psicoterapia in genere migliora la condizione di disagio che ci ha descritto e permette di valutare come proseguire per rimettere in moto la propria esistenza in una direzione più soddisfacente.
Se ha necessità di approfondimento non esiti a contattarmi o scrivermi.
Qualora decidesse di fare un percorso psicologico le sedute possono avvenire online.
Un saluto
Dott.ssa Camilla Ballerini
Salve Chiara, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa ricavarsi dei suoi spazi di autonomia tuttavia comprendo le paure dei suoi genitori, paure che devono poter essere espresse ma che non devono impedirle di vivere la sua vita. Ritengo utile che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Ciao Chiara,
quello che ti consiglio è di parlare di questa situazione con i tuoi genitori per cercare di capire quelle che sono le loro preoccupazioni e i motivi per cui devono avere sempre tutto sotto stretto controllo ad esempio sono preoccupati per il fatto che il viaggio per andare a Roma è abbastanza lungo oppure se le loro preoccupazioni riguardano la la relazione che tu hai con questo ragazzo.
Se vuoi parlarne resto a disposizione per dei colloqui online.
Dott. Michele Arnaboldi.
quello che ti consiglio è di parlare di questa situazione con i tuoi genitori per cercare di capire quelle che sono le loro preoccupazioni e i motivi per cui devono avere sempre tutto sotto stretto controllo ad esempio sono preoccupati per il fatto che il viaggio per andare a Roma è abbastanza lungo oppure se le loro preoccupazioni riguardano la la relazione che tu hai con questo ragazzo.
Se vuoi parlarne resto a disposizione per dei colloqui online.
Dott. Michele Arnaboldi.
Chiara buongiorno, normale o non normale è un po’ relativo come concetto. Sicuramente i tuoi genitori agiscono così perché evidentemente questo per loro è preservarti da possibili problemi o pericoli. Ne hai parlato con loro?
Resto a disposizione per un colloquio dove possiamo parlare meglio.
AG
Resto a disposizione per un colloquio dove possiamo parlare meglio.
AG
Buongiorno Chiara, le suggerisco di parlare con i suoi genitori per comprendere quali sono le preoccupazioni che hanno rispetto a questa relazione e che le impediscono di viversela "serenamente". Sono così presenti nei vari ambiti della sua vita o è soltanto per via di questa relazione, a distanza?
Cercate di comprendere le reciproche posizioni.
A disposizione
Cercate di comprendere le reciproche posizioni.
A disposizione
Salve, la invito a confrontarsi con i suoi genitori per comprendere il loro punto di vista e il motivo per il quale si comportano in questo modo.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buongiorno,
È lei la responsabile della sua crescita e della sua autonomia.
Cerchi dei affrontare la questione e di dimostrare prima a sé stessa e poi ai genitori che è in grado di farcela da sola.
Un percorso di terapia potrebbe essere indicato.
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
È lei la responsabile della sua crescita e della sua autonomia.
Cerchi dei affrontare la questione e di dimostrare prima a sé stessa e poi ai genitori che è in grado di farcela da sola.
Un percorso di terapia potrebbe essere indicato.
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Ciao Chiara, anche se molto giovane sei maggiorenne e dovresti avere le capacità e possibilità di gestire la tua vita sentimentale. Come mai i tuoi genitori sono preoccupati che "vada tutto bene"? A che cosa ti riferisci? Non conosco niente della tua situazione quindi è difficile poterti dare un'opinione, la prima impressione che ho avuto dalle tue parole è di una paura dei tuoi genitori rispetto alla tua vita sessuale, ma forse questa è una mia deformazione. Se vuoi, puoi contattarmi privatamente. In bocca alla lupa!
Buon pomeriggio,, sicuramente sarebbe buona cosa cercare di capire veramente il loro pensiero e le loro preoccupazioni al riguardo.
Ne parli direttamente coi suoi genitori e cerchi di empatizzare con le loro paure,, non faccia la ribbelle senonche' piuttosto si mostri disponibile e comprensiva. I suoi genitori, vedendo un atteggiamento cosi maturo e disponibile, saranno propensi ad essere ugualmente empatici nei confronti dei suoi desideri ed aspettative.
Dr.ssa Cristina Mitola
Ne parli direttamente coi suoi genitori e cerchi di empatizzare con le loro paure,, non faccia la ribbelle senonche' piuttosto si mostri disponibile e comprensiva. I suoi genitori, vedendo un atteggiamento cosi maturo e disponibile, saranno propensi ad essere ugualmente empatici nei confronti dei suoi desideri ed aspettative.
Dr.ssa Cristina Mitola
Capisco la fatica che tu debba provare in questo momento nel rapportarti con i tuoi genitori riguardo a questa questione. Non penso sia corretto dire in questa sede se la cosa sia normale, giusta oppure no, ma se lo desiderassi resto a tua disposizione per poterne parlare anche online. Cordialmente, dott. Andrea Brumana
Buongiorno,
Ti invito a riflettere sul perché secondo te, i tuoi genitori sentono il bisogno di averti sotto controllo.
Ti invito a riflettere sul perché secondo te, i tuoi genitori sentono il bisogno di averti sotto controllo.
Buongiorno Chiara, immagino la difficoltà che può creare una simile situazione. Sarebbe utile intraprendere una consulenza per approfondire le ragioni e i punti di vista coinvolti, per arrivare a gestire nel migliore dei modi il rapporto coi genitori e con il suo partner. La parola "normale" va usata con attenzione e cautela: non esiste una modalità normale di comportarsi o agire, probabilmente i suoi genitori si comportano in questa maniera per delle motivazioni che a loro sembrano valide. Provi a instaurare un dialogo costruttivo coi suoi genitori, cercando di ascoltare se stessa e le proprie esigenze, e provando a comprendere ciò che li spinge ad attuare questi comportamenti protettivi.
Resto a disposizione, grazie per la sua condivisione.
Resto a disposizione, grazie per la sua condivisione.
Salve Chiara, comprendo la difficoltà che sta provando ed è del tutto naturale sentire il bisogno di voler stare un po' soli con il proprio fidanzato. Mi sento di suggerirle di parlare con i suoi genitori per cercare di comprendere la motivazione del loro comportamento, forse c'è qualcosa che li preoccupa? Rimango a disposizione e le mando un caro saluto
Buongiorno Chiara, il concetto di normalità è una personale e soggettiva interpretazione delle cose, perciò nessuno può dirle cosa è normale e cosa non lo è.
Puó però chiedersi quanto questa situazione le provochi disagio e crei difficoltà all’interno della relazione.
Le consiglio di confrontarsi con i suoi genitori con un atteggiamento aperto che le permetta di ascoltare le loro motivazioni ed esprimere in modo funzionale le sue ragioni e perplessitá in merito alla situazione.
Buona giornata
Puó però chiedersi quanto questa situazione le provochi disagio e crei difficoltà all’interno della relazione.
Le consiglio di confrontarsi con i suoi genitori con un atteggiamento aperto che le permetta di ascoltare le loro motivazioni ed esprimere in modo funzionale le sue ragioni e perplessitá in merito alla situazione.
Buona giornata
Buongiorno, ti ringrazio per aver voluto condividere la tua situazione con un professionista. Certamente, per un genitore non è facile “accettare” che i propri figli possano coltivare una relazione e la distanza può dare incertezze ed insicurezze anche a loro. Ti consiglio di parlare apertamente con i tuoi genitori, con serenità e risolutezza, in merito a questa situazione, tentando di capire le loro motivazioni alla base della scelta di non mandarti da sola. Resto a disposizione e ti auguro una buona giornata! Dott. Roberto Greco
Buongiorno, la normalità per ogni aspetto è sempre relativa. Mi spiace per la situazione riportata, si vede lei non si sente a suo agio. Ha provato ad affrontarli e spiegare loro il suo bisogno di intimità con il suo ragazzo nonché l'importanza per lei della vostra relazione?
Buongiorno, prova a parlare apertamente con i tuoi genitori per comprendere cosa c'è dietro questo aspetto controllante e capire cosa potrebbe renderli tranquilli senza ledere però la vostra privacy come coppia, arrivare ad una sorta di compromesso.
Prova ad essere sincera e far capire loro gli effetti del loro comportamento su di te e su di voi come relazione.
Vittoria Savini Zangrandi
Prova ad essere sincera e far capire loro gli effetti del loro comportamento su di te e su di voi come relazione.
Vittoria Savini Zangrandi
Buongiorno, non menziona i motivi che spingono i suoi genitori ad avere questi comportamenti nè è chiaro se ne abbiate mai parlato. O che rapporto hanno i suoi genitori con il tema relazioni e sessualità, come è stato affrontato nel rapporto con lei a livello educativo. Non per fare un processo ai genitori, ma come i genitori ci parlano di relazioni affettive e sessualità influenza il loro comportamenti (magari eccessivamente protettivi e controllanti?), non solo, può riflettere il modo in cui loro sono stati educati come figli su questi temi (basti pensare che in altre generazioni il tema della sessualità, dello stare da soli con il partner era un tabù o un peccato religioso). etc.
Questo aiuta a trovare e ipotizzare una cornice di senso, ma penso che il focus sia come e quanto i comportamenti dei suoi genitori le danno malessere.
Sicuramente non dev'essere facile non poter vivere la propria intimità e complicità di coppia se presenti sempre terze persone.
Ha 19 anni quindi il voler stare da sola con il suo partner e vivere una propria intimità, anche sessuale, sono bisogni evolutivi validi presenti nella fase di vita che sta vivendo.
Potrebbe essere utile rivolgersi ad uno psicologo per avere uno spazio di supporto in cui condividere i suoi vissuti emotivi, pensieri etc.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Questo aiuta a trovare e ipotizzare una cornice di senso, ma penso che il focus sia come e quanto i comportamenti dei suoi genitori le danno malessere.
Sicuramente non dev'essere facile non poter vivere la propria intimità e complicità di coppia se presenti sempre terze persone.
Ha 19 anni quindi il voler stare da sola con il suo partner e vivere una propria intimità, anche sessuale, sono bisogni evolutivi validi presenti nella fase di vita che sta vivendo.
Potrebbe essere utile rivolgersi ad uno psicologo per avere uno spazio di supporto in cui condividere i suoi vissuti emotivi, pensieri etc.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Gentile Chiara, sicuramente per i suoi genitori questa limitazione alla sua libertà ha un senso, ma vista da fuori è difficile intenderla come qualcosa di "normale". Immagino la vogliano proteggere, ma se questa cosa le sta stretta le conviene parlarne con loro per capire meglio e fare capire loro che le scelte che fanno nell'ottica di tutelarla, vengono da lei più percepite come delle modalità per controllarla. In due anni e mezzo lei è sicuramente cresciuta, è diventata anche maggiorenne, ha tutto il diritto di vivere le sue relazioni in autonomia e che le si dia fiducia, chiaramente nel rispetto di chi le sta attorno, poiché immagino viva ancora con i suoi.
Rimango a disposizione, un caro saluto
Rimango a disposizione, un caro saluto
Ciao Chiara,
Capisco quanto possa essere frustrante sentirsi limitata nelle proprie scelte, soprattutto quando si tratta di una relazione che per te è importante. In effetti, non esiste una "normalità" universale, e ogni famiglia e ogni relazione ha le proprie dinamiche. Spesso, i genitori hanno paura di lasciar andare i propri figli, soprattutto quando si tratta di esperienze nuove o lontane da casa. Quello che può sembrare "normale" per te, potrebbe essere visto in modo diverso dai tuoi genitori, che potrebbero avere preoccupazioni che non sempre riescono a spiegare.
Ti sei mai chiesta cosa potrebbe spingere i tuoi genitori a comportarsi così? E loro, come pensi che vedano la tua relazione? Può essere utile parlare con loro, cercando di capire insieme le loro paure e trovando delle soluzioni che possano farli sentire più tranquilli, senza sacrificare ciò che è importante per te.
In fondo, ogni relazione e situazione familiare è unica, e trovare un equilibrio che rispetti sia le tue esigenze che quelle della tua famiglia potrebbe aiutarti a sentirti più libera, senza dover rinunciare a ciò che ti fa stare bene. Cosa ne pensi di iniziare una conversazione aperta con loro?
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Capisco quanto possa essere frustrante sentirsi limitata nelle proprie scelte, soprattutto quando si tratta di una relazione che per te è importante. In effetti, non esiste una "normalità" universale, e ogni famiglia e ogni relazione ha le proprie dinamiche. Spesso, i genitori hanno paura di lasciar andare i propri figli, soprattutto quando si tratta di esperienze nuove o lontane da casa. Quello che può sembrare "normale" per te, potrebbe essere visto in modo diverso dai tuoi genitori, che potrebbero avere preoccupazioni che non sempre riescono a spiegare.
Ti sei mai chiesta cosa potrebbe spingere i tuoi genitori a comportarsi così? E loro, come pensi che vedano la tua relazione? Può essere utile parlare con loro, cercando di capire insieme le loro paure e trovando delle soluzioni che possano farli sentire più tranquilli, senza sacrificare ciò che è importante per te.
In fondo, ogni relazione e situazione familiare è unica, e trovare un equilibrio che rispetti sia le tue esigenze che quelle della tua famiglia potrebbe aiutarti a sentirti più libera, senza dover rinunciare a ciò che ti fa stare bene. Cosa ne pensi di iniziare una conversazione aperta con loro?
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Salve Chiara, sono la dott.ssa Roberta Fidone. Da ciò che descrive i suoi sono molto intrusivi nella sua vita privata, non è affatto sano che siano presenti ad ogni incontro con il suo ragazzo. Si tratta di una famiglia invischiata, che carica di ansia i figli con pericoli incombenti nel mondo esterno. In realtà ciò che vogliono ottenere è la vicinanza dei figli perché LORO non riescono a lasciarli andare. Le risuona?
Mi scriva se vuole continuare a parlarne
Mi scriva se vuole continuare a parlarne
Salve,
da quanto racconta, sembra che i suoi genitori abbiano difficoltà a concederle autonomia e fiducia nelle sue scelte, soprattutto riguardo alla relazione sentimentale e agli spostamenti fuori città. È comprensibile che, essendo preoccupati per lei, vogliano assicurarsi che stia bene, ma la modalità che descrive – dover sempre essere accompagnata o controllata – limita la sua libertà e può generare frustrazione e senso di non essere considerata adulta.
Non è raro che i genitori abbiano atteggiamenti protettivi in giovane età, ma a 19 anni la maggior parte dei giovani ha bisogno di costruire autonomia, anche nella gestione delle relazioni affettive e dei viaggi.
Alcuni consigli utili potrebbero essere:
* parlare apertamente con i genitori, spiegando come si sente e sottolineando il desiderio di responsabilità e fiducia.
* proporre compromessi graduali, ad esempio andare da sola con il treno per brevi periodi e fornire aggiornamenti su come procede il viaggio, così da dimostrare affidabilità.
* lavorare sul riconoscere e rispettare anche i timori dei genitori senza sentirsi in colpa: la fiducia si costruisce passo passo.
* valutare, se necessario, un supporto psicologico per aiutarla a gestire la frustrazione e migliorare la comunicazione con i genitori.
Resto a disposizione per accompagnarla a sviluppare strategie per ottenere maggiore autonomia e serenità nelle sue relazioni.
da quanto racconta, sembra che i suoi genitori abbiano difficoltà a concederle autonomia e fiducia nelle sue scelte, soprattutto riguardo alla relazione sentimentale e agli spostamenti fuori città. È comprensibile che, essendo preoccupati per lei, vogliano assicurarsi che stia bene, ma la modalità che descrive – dover sempre essere accompagnata o controllata – limita la sua libertà e può generare frustrazione e senso di non essere considerata adulta.
Non è raro che i genitori abbiano atteggiamenti protettivi in giovane età, ma a 19 anni la maggior parte dei giovani ha bisogno di costruire autonomia, anche nella gestione delle relazioni affettive e dei viaggi.
Alcuni consigli utili potrebbero essere:
* parlare apertamente con i genitori, spiegando come si sente e sottolineando il desiderio di responsabilità e fiducia.
* proporre compromessi graduali, ad esempio andare da sola con il treno per brevi periodi e fornire aggiornamenti su come procede il viaggio, così da dimostrare affidabilità.
* lavorare sul riconoscere e rispettare anche i timori dei genitori senza sentirsi in colpa: la fiducia si costruisce passo passo.
* valutare, se necessario, un supporto psicologico per aiutarla a gestire la frustrazione e migliorare la comunicazione con i genitori.
Resto a disposizione per accompagnarla a sviluppare strategie per ottenere maggiore autonomia e serenità nelle sue relazioni.
Ciao Chiara, grazie per la sua domanda.
Mi verrebbe da dirle che lei è una giovane donna di 19 anni, che può prendere in autonomia le sue decisioni, se vuole davvero realizzarle.
Non conosco la sua storia, ma posso consigliarle di iniziare a validarli con se stessa e con gli altri per l’adulta che è, cambiando un meccanismo di controllo in cui forse i suoi genitori sono ancora attaccati.
Se volesse un supporto psicologico, non esiti a contattare professionisti che possono aiutarla.
Buona giornata
Mi verrebbe da dirle che lei è una giovane donna di 19 anni, che può prendere in autonomia le sue decisioni, se vuole davvero realizzarle.
Non conosco la sua storia, ma posso consigliarle di iniziare a validarli con se stessa e con gli altri per l’adulta che è, cambiando un meccanismo di controllo in cui forse i suoi genitori sono ancora attaccati.
Se volesse un supporto psicologico, non esiti a contattare professionisti che possono aiutarla.
Buona giornata
Buongiorno Chiara, quello che descrivi può essere molto frustrante, soprattutto perché hai 19 anni, la relazione dura da più di due anni e sembra stabile e seria. Il fatto che i tuoi genitori siano molto controllanti non significa automaticamente che “abbiano ragione”, ma nemmeno necessariamente che siano persone severe: spesso dietro questi comportamenti ci sono paura, ansia, difficoltà a lasciar crescere un figlio o sfiducia nelle relazioni a distanza.
Detto questo, il livello di controllo che racconti (non poter andare da sola, dover essere accompagnata, non poter stare mai soli) a 19 anni non è particolarmente equilibrato. È comprensibile che loro vogliano tutelarti, ma una relazione adulta ha bisogno anche di autonomia, fiducia e spazi propri.
Da quello che racconti, sembra che i tuoi genitori: facciano fatica a considerarti ormai adulta; associno “stare sola con il fidanzato” a un pericolo o a qualcosa da evitare; abbiano bisogno di mantenere il controllo per sentirsi tranquilli.
Il rischio è che, continuando così, tu viva la relazione sempre sotto pressione e senza poter sviluppare davvero indipendenza.
Il consiglio che ti darei non è entrare in guerra con loro, perché spesso irrigidisce ancora di più la situazione. Proverei invece una strada molto concreta e graduale:
parlare con calma, non durante una litigata;
spiegare che in 2 anni e mezzo hai dimostrato responsabilità; chiedere piccoli passi di fiducia invece di pretendere tutto subito; far capire che controllarti continuamente non ti fa sentire protetta, ma poco considerata.
Potresti avanzare questa richiesta del tutto lecita: “Capisco che vi preoccupiate, ma ho 19 anni, questa relazione va avanti da tanto tempo e vorrei iniziare ad avere un po’ più di autonomia. Vorrei che vi fidaste di me, non che mi sentissi sempre sorvegliata”.
Può aiutare anche proporre cose che li rassicurino senza rinunciare completamente alla tua libertà: condividere orari e spostamenti; fare videochiamate quando arrivi; organizzare inizialmente visite brevi;
mostrare che sai gestirti in modo maturo.
Cerca di capire anche se questa rigidità riguarda solo il tuo ragazzo oppure la tua autonomia in generale. Puoi viaggiare da sola per altre cose? Esci liberamente con amici? Prendono decisioni molto controllanti anche in altri aspetti della tua vita?
Perché a quel punto il tema potrebbe essere più ampio della relazione stessa.
A 19 anni hai il diritto di iniziare a costruire la tua indipendenza affettiva e personale. Questo non significa rompere con la famiglia, ma imparare gradualmente a prendere decisioni tue. Una relazione sana non dovrebbe esistere solo sotto supervisione continua.
Dopo due anni e mezzo non è strano che tu desideri poter andare dal tuo ragazzo da sola o passare tempo con lui senza accompagnatori. È una richiesta abbastanza normale per la tua età e per una relazione stabile. Un colloquio psicologico può essere utile per approfondire la ragione che ti ha portato a chiedere aiuto; raccogliere maggiori informazioni sulla tua situazione attuale e sulla tua storia personale; per individuare gli obiettivi e valutare insieme come procedere per raggiungere la tua piena autonomia
Detto questo, il livello di controllo che racconti (non poter andare da sola, dover essere accompagnata, non poter stare mai soli) a 19 anni non è particolarmente equilibrato. È comprensibile che loro vogliano tutelarti, ma una relazione adulta ha bisogno anche di autonomia, fiducia e spazi propri.
Da quello che racconti, sembra che i tuoi genitori: facciano fatica a considerarti ormai adulta; associno “stare sola con il fidanzato” a un pericolo o a qualcosa da evitare; abbiano bisogno di mantenere il controllo per sentirsi tranquilli.
Il rischio è che, continuando così, tu viva la relazione sempre sotto pressione e senza poter sviluppare davvero indipendenza.
Il consiglio che ti darei non è entrare in guerra con loro, perché spesso irrigidisce ancora di più la situazione. Proverei invece una strada molto concreta e graduale:
parlare con calma, non durante una litigata;
spiegare che in 2 anni e mezzo hai dimostrato responsabilità; chiedere piccoli passi di fiducia invece di pretendere tutto subito; far capire che controllarti continuamente non ti fa sentire protetta, ma poco considerata.
Potresti avanzare questa richiesta del tutto lecita: “Capisco che vi preoccupiate, ma ho 19 anni, questa relazione va avanti da tanto tempo e vorrei iniziare ad avere un po’ più di autonomia. Vorrei che vi fidaste di me, non che mi sentissi sempre sorvegliata”.
Può aiutare anche proporre cose che li rassicurino senza rinunciare completamente alla tua libertà: condividere orari e spostamenti; fare videochiamate quando arrivi; organizzare inizialmente visite brevi;
mostrare che sai gestirti in modo maturo.
Cerca di capire anche se questa rigidità riguarda solo il tuo ragazzo oppure la tua autonomia in generale. Puoi viaggiare da sola per altre cose? Esci liberamente con amici? Prendono decisioni molto controllanti anche in altri aspetti della tua vita?
Perché a quel punto il tema potrebbe essere più ampio della relazione stessa.
A 19 anni hai il diritto di iniziare a costruire la tua indipendenza affettiva e personale. Questo non significa rompere con la famiglia, ma imparare gradualmente a prendere decisioni tue. Una relazione sana non dovrebbe esistere solo sotto supervisione continua.
Dopo due anni e mezzo non è strano che tu desideri poter andare dal tuo ragazzo da sola o passare tempo con lui senza accompagnatori. È una richiesta abbastanza normale per la tua età e per una relazione stabile. Un colloquio psicologico può essere utile per approfondire la ragione che ti ha portato a chiedere aiuto; raccogliere maggiori informazioni sulla tua situazione attuale e sulla tua storia personale; per individuare gli obiettivi e valutare insieme come procedere per raggiungere la tua piena autonomia
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