Buon pomeriggio, soffro da anni di dolore pelvico cronico e volevo chiedere se è consigliabile un pe

24 risposte
Buon pomeriggio, soffro da anni di dolore pelvico cronico e volevo chiedere se è consigliabile un percorso psico-terapeutico per la gestione del dolore. Grazie
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, sicuramente un percorso di supporto psicologico potrebbe esserle utile. Le consiglio, se non lo avesse già fatto, di parlarne con il suo medico e fare una visita specialistica per vedere la problematica anche da una prospettiva organica.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Anna Spanio
Psicologo, Psicologo clinico
Castelfranco Veneto
Il dolore pelvico cronico non riguarda solo il corpo, ma coinvolge anche la sfera emotiva e il sistema nervoso. Quando il dolore dura a lungo, può essere amplificato da stress, ansia e tensione, rendendo più difficile la gestione quotidiana. Per questo motivo un percorso psicoterapeutico può essere molto utile.

La psicoterapia non serve a negare il dolore, ma aiuta a comprenderlo meglio, a ridurre l’impatto emotivo e a sviluppare strategie per affrontarlo. Può migliorare la qualità della vita, diminuire la percezione del dolore e aiutare la persona a sentirsi meno sola e più in controllo.
In sintesi, affiancare un percorso psicologico alle cure mediche è spesso una scelta efficace e consigliata per chi soffre di dolore pelvico cronico da tempo.
Salve, esistono diverse tecniche, fra cui l'ipnosi, che possono aiutare a gestire meglio il dolore.
Dott.ssa Michela Lazzaro
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buon pomeriggio, sì, un percorso psicoterapeutico può essere molto utile nella gestione del dolore pelvico cronico. Anche se il dolore ha una base fisica... mente e corpo sono strettamente collegati.
Buon pomeriggio,
la ringrazio per aver condiviso questo aspetto così delicato e impattante della sua vita. Il dolore pelvico cronico è una condizione complessa che coinvolge non solo il corpo, ma l'intera dimensione psicologica ed emotiva.
Le confermo che un percorso di supporto è vivamente consigliato per la gestione del dolore pelvico.
Spero di averle dato una risposta utile e resto a sua completa disposizione qualora avesse altre domande o se desiderasse prenotare un primo colloquio conoscitivo.
Un caro saluto, Dott.ssa Isabella De Santis.
Dott.ssa Sara Luongo
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera, sì, la psicoterapia è indicata e spesso utile nel trattamento del dolore pelvico cronico. Insieme alle dovute cure mediche, farmacologiche e agli accertamenti previsti, può concorrere a ridurre il dolore, migliorare la qualità della vita e aiutare a gestire i fattori che mantengono o che amplificano il dolore.
Dott.ssa Liza Bottacin
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Padova
Gentilissima,
sicuramente, se integrata alle altre terapie mediche, la psicoterapia può rappresentare un supporto molto utile. Il dolore pelvico persistente, infatti, oltre a coinvolgere il corpo, incide anche sul piano emotivo e relazionale, potenziando stress, frustrazione ecc. La terapia potrà contribuire ad una migliore regolazione emotiva, a diminuire la sofferenza associata al dolore e le permetterà di apprendere delle strategie corporee e di gestione del dolore più efficaci e personalizzate.
Rimango a disposizione per eventuali ulteriori informazioni.
Dott.ssa Elena Brizi
Psicologo, Psicologo clinico
Tarquinia
Buonasera,
innanzitutto mi dispiace che lei conviva con questo dolore, faticoso sia a livello fisico che emotivo.
Sicuramente un percorso di sostegno psicologico può essere considerato parte integrante della gestione del dolore cronico, anche di quello pelvico. Non perché il dolore sia mentale, ma perché è strettamente collegato al sistema nervoso, alle emozioni ed allo stress. Il percorso psicologico non sostituisce le cure mediche, ma funziona come parte di un approccio multidisciplinare.
Per qualsiasi cosa mi contatti pure, sono a disposizione.
Dott.ssa Elena Brizi, psicologa
Dott.ssa Sabrina Germi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Castegnero
Buon pomeriggio,

la sua è una domanda estremamente pertinente. Il Dolore Pelvico Cronico è una condizione complessa che spesso porta chi ne soffre a sentirsi incompreso, poiché si muove sul confine sottile tra il sintomo fisico e la risposta emotiva.

Nella prospettiva della Terapia Breve Strategica, il dolore cronico non è solo un segnale del corpo, ma diventa un "ospite ingombrante" che finisce per sequestrare l'intera vita della persona.

Perché la psicoterapia è fondamentale?
Quando il dolore persiste per anni, si innescano dei meccanismi psicofisici che tendono ad auto-alimentarlo:

L'iper-attenzione al sintomo: Più cerchiamo di monitorare il dolore per capire se sta aumentando o diminuendo, più la nostra soglia di percezione si abbassa, rendendoci ipersensibili.

La "tentata soluzione" dell'evitamento: Spesso, per paura di scatenare il dolore, si finisce per rinunciare a attività fisiche, sociali o intime. Questo non solo deprime l'umore, ma irrigidisce ulteriormente la muscolatura pelvica, creando un circolo vizioso.

Lo stress da "diagnosi fantasma": Molti pazienti arrivano in terapia stremati da anni di esami medici che non sempre spiegano totalmente l'intensità della sofferenza, generando un senso di impotenza.

In questo caso, la terapia non serve a "convincersi che il dolore non esiste", ma a cambiare la propria reazione al dolore.
Se desidera approfondire, sono a disposizione
Dr. Sabrina Germi
Dott.ssa Laura Montanari
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
alla luce della sua richiesta mi viene da risponderle che sicuramente un percorso integrato possa essere l’opzione percorribile. Sicuramente un percorso psicoterapeutico è consigliabile nella gestione di un dolore cronico e allo stesso è per forza di cose necessario avere uno sguardo ampio che prenda in considerazione anche accertamenti di altra natura. Ponendo in particolare l’attenzione sulla dimensione psicologica, il supporto potrebbe concentrarsi sullo sviluppo di strategie comportamentali per la regolazione del dolore e dello stress, intervendo su vissuti di ansia/frustrazione/impotenza che immagino possano essere più emergenti in certe situazioni così come sul sostenere l’aderenza al trattamento farmacologico anche lì dove a volte sembra tutto inutile. Questi sono solo alcuni esempi che ci fanno comprendere l’importanza dell’approccio integrato di cui sopra in cui sia dia spazio alla dimensione fisiologica e alla dimensione psicologica.
Spero di esserle stata di supporto.
Un caro saluto,
Dottssa LM
Dott.ssa Annika Boffi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso una condizione così complessa e spesso molto faticosa da sostenere nel tempo.
In presenza di una sintomatologia fisica persistente è importante, qualora non siano già stati effettuati, procedere con gli opportuni accertamenti medici al fine di individuare eventuali cause organiche e seguire le indicazioni terapeutiche degli specialisti di riferimento. Una volta chiarita e presa in carico la componente medica, un percorso psicoterapeutico può rappresentare un valido intervento complementare, inserito all’interno di un approccio integrato alla cura.
Numerose evidenze scientifiche mostrano infatti come il dolore cronico non sia esclusivamente un fenomeno fisico, ma coinvolga anche la sfera emotiva, il sistema nervoso, i vissuti corporei e la qualità della vita complessiva. Tutti questi aspetti possono beneficiare di un lavoro psicoterapeutico mirato.
Nel percorso è possibile intervenire sull’impatto emotivo del dolore cronico, sulle strategie di adattamento e di coping, sulla relazione con il proprio corpo e sulle ricadute che il dolore può avere nella vita quotidiana, favorendo una maggiore consapevolezza e un miglior equilibrio psicofisico.
Dott.ssa Ester Negrola
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, la ringrazio per la sua domanda, perché affronta un tema ancora poco conosciuto ma di grande rilevanza poichè riguarda molte donne. Convivere con il dolore pelvico cronico può essere profondamente faticoso e logorante nel tempo, sia sul piano fisico sia su quello emotivo. In questi casi un supporto psicoterapeutico è spesso molto utile, perché offre uno spazio di ascolto e aiuta a non sentirsi soli nel dolore, favorendo lo sviluppo di strategie per gestirlo meglio nella quotidianità e ridurne l’impatto sulla qualità della vita. Accanto a questo, è consigliabile anche una valutazione del pavimento pelvico da parte di una ginecologa o di un’ostetrica esperta proprio in tal campo, poiché eventuali disfunzioni sono frequenti ma trattabili. Un approccio integrato, che coinvolga corpo e mente, nel suo caso è sicuramente la modalità che può risultare più efficace per prendersi cura di sé! Un caro saluto, Dott.ssa Ester Negrola – Psicologa clinica
Dott.ssa Eleonora Fossa
Psicologo, Psicologo clinico
Castelfranco Emilia
Salve,
Si, una volta escluse cause organiche, il percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla.
Un saluto
Eleonora
salve,
Prima di iniziare un percorso psicoterapeutico, escluderei la possibilità della presenza di cause mediche che potrebbero provocare il dolore. Una volta accertato questo, le consiglio uno/a psicologo/a sessuologo/a che possa aiutarla.

un saluto
Dr. Domenico Samele
Psicologo, Psicologo clinico
Albino
Buon pomeriggio,
le suggerisco, qualora non l'avesse già fatto, di consultare il medico di base per eventuali approfondimenti e accertamenti necessari.

Sicuramente un percorso di psicoterapia per gestire il dolore è un'ottima occasione.

Le auguro il meglio
Dott. Domenico Samele
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissima, grazie per la condivisione. Un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare eventuali cause psicologiche e psicosomatiche del suo dolore, individuando anche strategie funzionali per affrontarlo.
Resto a disposizione
cordiali saluti
AV
Dott.ssa Fabiana Lefevre
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Un percorso psicoterapeutico è spesso consigliabile nella gestione del dolore pelvico cronico, soprattutto quando il dolore è presente da anni. Il lavoro psicologico non sostituisce le cure mediche, ma aiuta a ridurre l’intensità del dolore e l’impatto che ha sulla qualità della vita, agendo su stress, tensione muscolare e vissuti emotivi associati. In molti casi si osserva un miglioramento della gestione del dolore e delle risposte del corpo.
Gentilissima,
nel caso del dolore pelvico cronico un percorso psicoterapeutico o di supporto psicologico può essere sicuramente utile. Il dolore cronico, infatti, non coinvolge solo il corpo ma ha spesso un impatto importante anche sul piano emotivo, influenzando il benessere generale, l’umore e la qualità della vita.

Un percorso psicologico può aiutare a gestire meglio il dolore, a ridurre la tensione e a sviluppare strategie più efficaci per affrontare la quotidianità. Allo stesso tempo, è spesso consigliabile un approccio integrato, che affianchi al supporto psicologico anche interventi mirati sul piano fisico, come ad esempio la riabilitazione del pavimento pelvico, quando indicata.

Un lavoro coordinato su più livelli permette di prendersi cura della persona nella sua globalità e può portare benefici significativi nel tempo.

Un caro saluto.
Buona sera,
trovo la sua richiesta molto interessante e caratterizzata da grande sensibilità. Accanto al supporto medico specializzato, un percorso terapeutico di tipo psicologico potrebbe avere impatti positivi in merito al rapporto che lei vive con il dolore causatogli dalla problematica descritta. Ritengo sia un gesto di cura importante verso il proprio benessere.

Cordialmente,
dott.ssa Togni
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buon pomeriggio, la sua domanda è molto importante e denota una grande attenzione verso se stessa e verso il proprio benessere. Vivere per anni con un dolore pelvico cronico non significa solo convivere con una sensazione fisica sgradevole, ma spesso dover fare i conti con stanchezza, frustrazione, senso di impotenza e con la paura che il dolore non finisca mai. È comprensibile che, dopo tanto tempo, ci si senta provati non solo nel corpo ma anche nella mente. Un percorso psicologico può essere non solo consigliabile, ma spesso molto utile nella gestione del dolore cronico. Questo non perché il dolore sia “solo nella testa”, ma perché corpo e mente sono profondamente collegati. Il dolore persistente tende a occupare spazio nei pensieri, a modificare il modo in cui si ascolta il proprio corpo e a generare una continua attenzione ai segnali fisici. Con il tempo, questa attenzione costante può amplificare la percezione del dolore stesso, aumentare la tensione muscolare, l’ansia e il senso di allarme interno. Lavorare sul piano psicologico può aiutare a spezzare questo circolo. Significa imparare a riconoscere come il dolore influisce sulle emozioni, sull’umore e sulle aspettative, e come a loro volta lo stress, la preoccupazione o la rabbia possano intensificare la sofferenza fisica. In molti casi il dolore cronico porta anche a cambiare abitudini, a rinunciare a parti della propria vita, a vivere con la sensazione di essere limitati o incomprensibili agli altri. Tutto questo pesa molto, anche se spesso non viene detto. Un percorso di questo tipo può offrire strumenti per ridurre l’impatto del dolore sulla vita quotidiana, aiutare a recuperare un senso di controllo e a costruire un rapporto diverso con il proprio corpo, meno basato sulla lotta continua e più sull’ascolto e sulla regolazione. Non si tratta di “abituarsi al dolore” o di rassegnarsi, ma di trovare modi più efficaci per non lasciargli il centro della scena in ogni momento della giornata. Molte persone riferiscono che, lavorando anche sugli aspetti emotivi e mentali, il dolore diventa più gestibile, meno invasivo e meno spaventoso. Anche quando non scompare del tutto, cambia il modo in cui viene vissuto, e questo può fare una grande differenza nella qualità della vita. Se sta valutando questa possibilità, il consiglio è di considerarla come un’integrazione al percorso di cura, non come un’alternativa che nega la componente fisica. Prendersi cura anche della sofferenza emotiva che accompagna il dolore è un atto di rispetto verso di sé, non un segno di debolezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Sara Camilla Spinosi
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,

nel quadro che presenta lei è consigliabile un percorso di supporto psicologico, questo perchè è molto importante tenere a mente che il dolore ha sempre due forme: uno fisico e uno emotivo.
Il primo è legato all'aspetto organico, il secondo è legato alle valutazioni che noi facciamo di noi stessi, e del mondo, quando sentiamo quel dolore.
Nel primo caso interviene farmaco, antidolorifico, fisioterapia, etc...per il secondo serve un sostegno più strutturato per gestire l'impatto emotivo che il dolore ha sulla persone (frustrazione, senso di solitudine, paura, cronicità). Il dolore ha bisogno di essere raccontato per poter essere gestito.

Se ha piacere ad intraprendere un percorso di supporto, rimango a disposizione.
Dott.ssa Spinosi Sara Camilla
Dott.ssa Silvia Cavedoni
Psicoterapeuta, Psicologo
Milano
Buongiorno,
certamente un percorso psicologico può essere utile per la gestione del dolore e delle ripercussioni che può avere sulla qualità della vita; è importante che possa essere affiancato a una presa in carico medica per tenere monitorata la sintomatologia fisica.
Un cordiale saluto
Silvia Cavedoni
Dott.ssa Martina Orzi
Psicologo, Psicologo clinico
Collegno
Buongiorno. Si, è fortemente consigliato un percorso terapeutico da affiancare all'iter medico nel trattamento del dolore pelvico cronico.
Ci sono validissime tecniche psicoterapeutiche, anche con evidenze scientifiche e validate, super utili per lavorare sul dolore pelvico cronico legato a varie condizioni tra cui endometriosi, vulvodinia, neuropatia del pudendo etc. La Mindfulness è uno di questi.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buon pomeriggio,
il dolore pelvico cronico può avere diverse componenti, non solo fisiche ma anche emotive e psicologiche. Un percorso psicoterapeutico può essere molto utile per imparare a gestire lo stress, l’ansia o eventuali tensioni muscolari legate al dolore, migliorando così la qualità della vita. Tecniche come la Mindfulness o approcci cognitivo-comportamentali possono aiutare a modulare la percezione del dolore e a sviluppare strategie di coping efficaci.

Resta comunque importante approfondire la situazione con uno specialista per valutare la causa specifica del dolore e integrare eventuali trattamenti medici con il supporto psicologico.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.