Salve dottori, molto probabilmente soffro di ADHD e non leggero. Sto assumendo stimolanti, che però
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Salve dottori, molto probabilmente soffro di ADHD e non leggero. Sto assumendo stimolanti, che però non mi stanno sortendo alcun effetto. Vorrei iniziare un percorso di psicoterapia. Vorrei sapere come può la psicoterapia, essendo l'Adhd principale in problema chimico del cervello, migliorare la mia situazione. Grazie per l'attenzione
Gentile Utente, per quanto l’ADHD, come tante altre condizioni, abbia una base “chimica”, l’obiettivo è e resta quello di imparare a riconoscere quando e in risposta a quali stimoli si attivi, per migliorarne la gestione. Nel senso, che sia con componente prevalente di iperattività o attenzione, sarà importante riconoscere i segnali che ne anticipano il manifestarsi, e individuare soluzioni regolatorie. Al di là delle diagnosi, c’è tutto il piano del funzionamento da esplorare, ed è su quello che la terapia si orienta, eventualmente anche coadiuvata da una terapia farmacologica a seconda dei casi. Un caro saluto
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Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive. Credo che le sarà utile anche per la gestione degli aspetti che vengono resi problematici dall'ADHD e, soprattutto, dalle valutazioni che lei dà su stesso circa la patologia: non di rado, infatti, chi soffre di questi disturbi sviluppa vissuti di ansia e depressione meritevoli di attenzione clinica poichè finiscono anche per aggravare la patologia stessa.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive. Credo che le sarà utile anche per la gestione degli aspetti che vengono resi problematici dall'ADHD e, soprattutto, dalle valutazioni che lei dà su stesso circa la patologia: non di rado, infatti, chi soffre di questi disturbi sviluppa vissuti di ansia e depressione meritevoli di attenzione clinica poichè finiscono anche per aggravare la patologia stessa.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Salve, la psicoterapia potrebbe aiutarla a gestire con più efficacia la sua condizione che le crea, a volte, disagio. La invito quindi a contattare un terapeuta che possa aiutarla.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buongiorno, intraprendere un percorso la potrebbe aiutare non per eliminare questa sua caratteristica, ma per conoscerla meglio e saper capire quando determinati comportamenti si manifestano. Capire così quali sono gli antecedenti che li scatenano e saperli affrontare in modo positivo per lei. Se ha ulteriori domande a riguardo non esiti a contattarmi. Un caro saluto, dott.ssa Giada Piva
Carissimo, grazie della sua condivisione. Nel suo messaggio ci dice di soffrire "probabilmente di ADHD". Prima di considerare l'ipotesi di un intervento mi sentirei di consigliarle di approfondire meglio con una valutazione psicologica e neuropsicologica il suo funzionamento. E' opportuno chiarire bene il quadro per improntare poi un piano terapeutico adatto a lei. Gli interventi non farmacologici nell' ADHD nell'adulto sono possibili, ma gli studi sono ancora pochi a riguardo per cui le linee guida consigliano sempre di utilizzare gli interventi non farmacologici in associazione alla terapia standard. In alcune recenti ricerche si sono osservati buoni risultati con l'utilizzo della Terapia Dialettica Comportamentale (DBT) in gruppo, ma ripeto tutte le linee guida al momento ci dicono che sono necessari ulteriori approfondimenti a riguardo. Detto questo se sente il bisogno di iniziare un percorso di psicoterapia può sicuramente aiutarla nella gestione dei vissuti emotivi e nel comprendere meglio alcuni suoi comportamenti. Un caro augurio
Gentile utente, è molto utile intraprendere anche un percorso di psicologia! Serve a completare il lavoro che fanno i farmaci. Lo scopo è quello di imparare a conoscersi meglio, anticipare le proprie reazioni in un certo senso. È vero, la base è “chimica”, diciamo che c’è una componente incontrollabile da lei (ma dai farmaci si), però la conoscenza e la gestione di alcuni comportamenti può essere oggetto di lavoro.
Mi rendo disponibile per un consulto.
Cordialmente
AG
Mi rendo disponibile per un consulto.
Cordialmente
AG
Gentile Utente, oltre a concordare con i colleghi rispetto alla gestione, sarebbe opportuno prima di tutto accertarsi della sua ipotesi; si rivolga a un centro che si occupi di ADHD in età adulta (qualora lei fosse già maggiorenne).
Buona giornata,
Luisa
Buona giornata,
Luisa
Buongiorno,
supporto ciò che altre miei colleghi le hanno indicato ossia, approfondire l'aspetto della presenza o meno dell'ADHD, dopo di che la psicoterapia può comunque aiutarla sia a gestire gli aspetti specifici della sintomatologia che il vissuto emotivo rispetto alla presenza o meno di questo suo funzionamento specifico.
Dott.ssa Loredana Luise
supporto ciò che altre miei colleghi le hanno indicato ossia, approfondire l'aspetto della presenza o meno dell'ADHD, dopo di che la psicoterapia può comunque aiutarla sia a gestire gli aspetti specifici della sintomatologia che il vissuto emotivo rispetto alla presenza o meno di questo suo funzionamento specifico.
Dott.ssa Loredana Luise
Salve, non ha dichiarato la sua età e chi le ha fatto questa diagnosi, un Neuropsichiatra? Uno psichiatra? Sta assumendo Ritalin? In ogni caso la psicoterapia è a mio avviso fondamentale in quanto in grado di promuovere una maggiore capacità di autoregolazione emotiva e comportamentale, agendo in integrazione al farmaco. Tra l'altro il farmaco ritengo vada prescritto in casi gravi di adhd ma non sono io a poterlo prescrivere ovviamente in quanto psicologa, tuttavia con i miei collaboratori medici ci muoviamo in questo modo. Mi tenga aggiornata
Salve,
spesso viene sottovalutata la psicoterapia nel funzionamento ADHD ( che dovrebbe peraltro appurare con una valutazione specifica). La psicoterapia DBT secondo le più recenti linee guida potrebbe essere la psicoterapia più adatta per l'autoregolazione emotiva e comportamentale.
Per l'aspetto farmacologico contatti il suo psichiatra di riferimento.
Cordiali saluti
spesso viene sottovalutata la psicoterapia nel funzionamento ADHD ( che dovrebbe peraltro appurare con una valutazione specifica). La psicoterapia DBT secondo le più recenti linee guida potrebbe essere la psicoterapia più adatta per l'autoregolazione emotiva e comportamentale.
Per l'aspetto farmacologico contatti il suo psichiatra di riferimento.
Cordiali saluti
Buonasera, il terapeuta può essere quella figura che le permetterebbe di orientarsi circa il senso di difficoltà e di disagio che tale disturbo le provoca. Un trattamento congiunto con lo specialista psichiatra che possa fare diagnosi corretta sarebbe indicato per accertare la fondatezza della sua ipotesi. Cordiali saluti Lorella Mezzenga
Buona sera
sono una psicoterapeuta ma nel suo caso io parlerei di sostegno psicologico nel quale stabilire degli obiettivi da raggiungere per l'ottenimento di un suo maggior benessere fisico, relazionale e psicologico.
La psicoterapia è un percorso di analisi e riflessione di alcune tematiche relazionali ed affettive non strutturatesi in maniera efficace.
Se invece le è già stato diagnosticato, con valutazione psicodiagnostica e neuropsicologica adeguata, ADHD è necessario un supporto psicologico che l'aiuti a comprendere le sue modalità di reagire agli eventi ed agli stimoli ambientali al fine di promuovere delle strategie efficaci di comportamenti e di pensiero nelle relazioni con gli altri.
Se ha ulteriori domande o riflessioni, non esiti a contattarmi.
dott.ssa Letizia Muzi
sono una psicoterapeuta ma nel suo caso io parlerei di sostegno psicologico nel quale stabilire degli obiettivi da raggiungere per l'ottenimento di un suo maggior benessere fisico, relazionale e psicologico.
La psicoterapia è un percorso di analisi e riflessione di alcune tematiche relazionali ed affettive non strutturatesi in maniera efficace.
Se invece le è già stato diagnosticato, con valutazione psicodiagnostica e neuropsicologica adeguata, ADHD è necessario un supporto psicologico che l'aiuti a comprendere le sue modalità di reagire agli eventi ed agli stimoli ambientali al fine di promuovere delle strategie efficaci di comportamenti e di pensiero nelle relazioni con gli altri.
Se ha ulteriori domande o riflessioni, non esiti a contattarmi.
dott.ssa Letizia Muzi
Buongiorno e grazie per averci parlato della sua situazione. La comprensione del significato di un sintomo psicologico e dei vissuti che ne derivano possono portare a straordinari cambiamenti. Se il trattamento medico può alleviare la sintomatologia, la riflessione su di sè può permettere una comprensione profonda della stessa e delle sue implicazioni. Credo che abbinare le due cose sia assolutamente una buona decisione.Cordialmente, dott. Andrea Brumana
Buongiorno, sicuramente una psicoterapia potrebbe aiutarla ad affrontare le conseguenze che l'Adhd determinano, a livello di emozioni, delle relazioni interpersonali e in generale sulla qualità della vita.
Capire inoltre i propri meccanismi potrebbe aiutare a diventare maggiormente consapevoli e ad attuare delle strategie per prevenire le situazioni di disagio.
Resto a disposizione, dott.ssa Giovanna Volpe
Capire inoltre i propri meccanismi potrebbe aiutare a diventare maggiormente consapevoli e ad attuare delle strategie per prevenire le situazioni di disagio.
Resto a disposizione, dott.ssa Giovanna Volpe
Solitamente il disturbo da deficit di attenzione e iperattività DDAI così l'acronimo italiano, viene diagnosticato in età evolutiva perchè si evidenzia sopratutto in ambito scolastico. Cosa le fa pensare che soffre di questo disturbo? Quando lei parla di un problema chimico del cervello che cosa intende dire? Oggi si tende a considerare questa tipologia di disturbi in un ottica bio-psico-sociale per cui entrano in ballo molte altre componenti che possono incidere su questo disturbo.
Il trattamento psicoterapico in questo caso deve prendere in considerazione sia l'aspetto cognitivo i sia quello emotivo-affettivo. Chi soffre di Disturbo da deficit di attenzione può presentare ad esempio una modalità impulsiva nel relazionarsi con l'altro e questo può portarlo all'isolamento e alla conseguente frustrazione che ne può derivare.
Spero di averle chiarito almeno in parte le idee.
Un saluto
Il trattamento psicoterapico in questo caso deve prendere in considerazione sia l'aspetto cognitivo i sia quello emotivo-affettivo. Chi soffre di Disturbo da deficit di attenzione può presentare ad esempio una modalità impulsiva nel relazionarsi con l'altro e questo può portarlo all'isolamento e alla conseguente frustrazione che ne può derivare.
Spero di averle chiarito almeno in parte le idee.
Un saluto
buongiorno,
mi occupo proprio di adhd e la psicoterapia completa l'aiuto farmacologico attraverso un sostegno nella gestione dei vari aspetti della quotidianità, quelli cognitivi e di gestione delle emozioni.
sono a disposizione
Vittoria Savini Zangrandi
mi occupo proprio di adhd e la psicoterapia completa l'aiuto farmacologico attraverso un sostegno nella gestione dei vari aspetti della quotidianità, quelli cognitivi e di gestione delle emozioni.
sono a disposizione
Vittoria Savini Zangrandi
Buongiorno,
mi occupo di far apprendere delle strategie di veicolazione della propria attenzione a dei bambini dai 3-4 anni fino agli 8 anni.
Collaboro con un equipè medica e a tal proposito posso dirle che il farmaco dovrebbe aiutarla a ridurre le sue distrazioni (anche se potrebbe causare degli effetti secondari), inoltre, in parallelo si potrebbero sviluppare delle strategie mentali o pratiche ad hoc per le sue esigenze.
In tal senso potrebbero esser d'aiuto delle sedute psicologiche per mettere a punto degli strumenti che lei possa utilizzare.
Mi contatti se vuole saperne di più.
Saluti,
Dott.ssa Francesca Gottofredi
mi occupo di far apprendere delle strategie di veicolazione della propria attenzione a dei bambini dai 3-4 anni fino agli 8 anni.
Collaboro con un equipè medica e a tal proposito posso dirle che il farmaco dovrebbe aiutarla a ridurre le sue distrazioni (anche se potrebbe causare degli effetti secondari), inoltre, in parallelo si potrebbero sviluppare delle strategie mentali o pratiche ad hoc per le sue esigenze.
In tal senso potrebbero esser d'aiuto delle sedute psicologiche per mettere a punto degli strumenti che lei possa utilizzare.
Mi contatti se vuole saperne di più.
Saluti,
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Gentile utente, posso immaginare come si sente.
In casi di ADHD un lavoro d'equipe rende il lavoro più proficuo al fine di alleggerire il suo stato di disagio attuale.
In questi casi il supporto psicologico o psicoterapeutico potrebbe esserle di aiuto nel gestire le difficoltà che incontra nella vita quotidiana.
Per qualsiasi altra informazione non esiti a scrivermi.
Saluti. Dott.ssa AIF
In casi di ADHD un lavoro d'equipe rende il lavoro più proficuo al fine di alleggerire il suo stato di disagio attuale.
In questi casi il supporto psicologico o psicoterapeutico potrebbe esserle di aiuto nel gestire le difficoltà che incontra nella vita quotidiana.
Per qualsiasi altra informazione non esiti a scrivermi.
Saluti. Dott.ssa AIF
Salve, grazie per aver condiviso la tua situazione. È comprensibile avere domande sull’efficacia della psicoterapia in presenza di ADHD, specialmente se stai già assumendo stimolanti senza notare miglioramenti significativi.
La psicoterapia può svolgere un ruolo importante nella gestione dell'ADHD, anche se non agisce direttamente sui fattori chimici del cervello. Ecco alcuni modi in cui può esserti utile:
Strategie di gestione: La terapia può aiutarti a sviluppare tecniche pratiche per affrontare le difficoltà quotidiane legate all’ADHD, come l’organizzazione, la gestione del tempo e la pianificazione.
Supporto emotivo: Può offrirti uno spazio per esplorare le tue emozioni, affrontare la frustrazione e migliorare la tua autostima, che possono essere influenzate dall’ADHD.
Sviluppo di abilità: La terapia può aiutarti a sviluppare abilità sociali e comunicative, migliorando le tue interazioni con gli altri e il tuo benessere relazionale.
Ti incoraggio a esplorare queste opzioni e a discutere con un professionista che possa guidarti in questo percorso. Un caro saluto Dott.Pantalone
La psicoterapia può svolgere un ruolo importante nella gestione dell'ADHD, anche se non agisce direttamente sui fattori chimici del cervello. Ecco alcuni modi in cui può esserti utile:
Strategie di gestione: La terapia può aiutarti a sviluppare tecniche pratiche per affrontare le difficoltà quotidiane legate all’ADHD, come l’organizzazione, la gestione del tempo e la pianificazione.
Supporto emotivo: Può offrirti uno spazio per esplorare le tue emozioni, affrontare la frustrazione e migliorare la tua autostima, che possono essere influenzate dall’ADHD.
Sviluppo di abilità: La terapia può aiutarti a sviluppare abilità sociali e comunicative, migliorando le tue interazioni con gli altri e il tuo benessere relazionale.
Ti incoraggio a esplorare queste opzioni e a discutere con un professionista che possa guidarti in questo percorso. Un caro saluto Dott.Pantalone
Buongiorno, occupandomi di questo settore ho potuto constatare che un percorso può aiutarla a comprendere meglio il suo funzionamento peculiare e a trovare nuove strategie per gestire le sue energie, in funzione di obiettivi di vita concreti (mantenere il lavoro, costruire relazioni soddisfacenti e durature ecc..)
Qualora avesse ulteriori domande, rimango disponibile.
A presto
VB
Qualora avesse ulteriori domande, rimango disponibile.
A presto
VB
Buongiorno, la psicoterapia va a modulare determinati meccanismi cerebrali paragonabile quasi ad una farmacoterapia. Determinate caratteristiche o schemi mentali che tutti noi abbiamo possono variare al fine di permetterci una vita degna di essere vissuta nel modo che vogliamo. La invito pertanto ad intraprendere un percorso di psicoterapia per la risoluzione delle problematiche riportate. La saluto e le auguro buon tutto!
Salve, bisogna innanzitutto capire se effettivamente lei ha l'ADHD e poi con la giusta cura farmacologica accompagnata da psicoterapia può tranquillamente ottenere risultati.
Mi contatti per un primo colloquio online
Dott.ssa Roberta Fidone
Mi contatti per un primo colloquio online
Dott.ssa Roberta Fidone
Buongiorno, capisco bene la sua domanda, è vero che l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) ha una base neurobiologica, legata principalmente a un’alterazione nei circuiti dopaminergici e noradrenergici del cervello. Tuttavia, questo non significa che la psicoterapia non possa essere utile: al contrario, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per gestire il disturbo nel suo complesso.
La psicoterapia, soprattutto negli adulti con ADHD, non agisce “sulla chimica” in senso diretto, ma interviene sulle conseguenze funzionali e psicologiche del disturbo, aiutando a sviluppare strategie pratiche di organizzazione, pianificazione e gestione del tempo. Migliorare la regolazione emotiva e la tolleranza alla frustrazione.
Comprendere e modificare i pensieri disfunzionali legati all’autostima e al senso di fallimento, potenziare le abilità relazionali e comunicative ed imparare a riconoscere i propri schemi di distrazione o impulsività, sostituendoli con comportamenti più adattivi.
In genere, l’approccio più indicato è una terapia che combina tecniche di psicoeducazione, training di abilità e interventi motivazionali. Alcuni pazienti traggono beneficio anche dall’integrazione con percorsi di mindfulness.
La psicoterapia, soprattutto negli adulti con ADHD, non agisce “sulla chimica” in senso diretto, ma interviene sulle conseguenze funzionali e psicologiche del disturbo, aiutando a sviluppare strategie pratiche di organizzazione, pianificazione e gestione del tempo. Migliorare la regolazione emotiva e la tolleranza alla frustrazione.
Comprendere e modificare i pensieri disfunzionali legati all’autostima e al senso di fallimento, potenziare le abilità relazionali e comunicative ed imparare a riconoscere i propri schemi di distrazione o impulsività, sostituendoli con comportamenti più adattivi.
In genere, l’approccio più indicato è una terapia che combina tecniche di psicoeducazione, training di abilità e interventi motivazionali. Alcuni pazienti traggono beneficio anche dall’integrazione con percorsi di mindfulness.
Salve,
Inizierei consigliandole di intraprendere un percorso psicodiagnostico per togliersi i dubbi riguardo l’ADHD.
Se dovessero validare la sua diagnosi, ciò che la psicoterapia offre è mettere in luce dinamiche tipiche del disturbo e trovare strategie affinché lei possa gestire al meglio quei comportamenti o quelle emozioni che possono sembrarle turbolenti o invalidanti. La terapia farmacologica viene offerta come supporto, se lo specialista lo riterrà necessario.
Spero di essere stata chiara.
Buona giornata
Inizierei consigliandole di intraprendere un percorso psicodiagnostico per togliersi i dubbi riguardo l’ADHD.
Se dovessero validare la sua diagnosi, ciò che la psicoterapia offre è mettere in luce dinamiche tipiche del disturbo e trovare strategie affinché lei possa gestire al meglio quei comportamenti o quelle emozioni che possono sembrarle turbolenti o invalidanti. La terapia farmacologica viene offerta come supporto, se lo specialista lo riterrà necessario.
Spero di essere stata chiara.
Buona giornata
Salve,
la sua domanda è molto importante perché tocca un punto che spesso genera confusione: l’ADHD non riguarda soltanto l’attenzione o un “problema chimico”, ma coinvolge anche il modo in cui la persona organizza l’esperienza emotiva, relazionale e il rapporto con sé stessa nel tempo.
Gli aspetti neurobiologici hanno certamente un ruolo significativo, ed è per questo che in molti casi la terapia farmacologica può essere utile. Tuttavia, l’esperienza clinica mostra come spesso le difficoltà più dolorose non derivino esclusivamente dai sintomi attentivi, ma anche dalle conseguenze che questi hanno prodotto negli anni: senso di inadeguatezza, frustrazione, difficoltà nella regolazione emotiva, procrastinazione, fatica nel mantenere continuità, relazioni complicate o vissuti di fallimento e incomprensione.
La psicoterapia può aiutare proprio su questi livelli.
Non “cura” l’ADHD cancellandone la base neurobiologica, ma può favorire una maggiore comprensione del proprio funzionamento, aiutare a costruire strategie più efficaci e soprattutto lavorare sul modo in cui la persona vive sé stessa. In molti casi, comprendere i propri meccanismi interni riduce significativamente il senso di caos, colpa o impotenza che accompagna il disturbo.
Inoltre, il fatto che gli stimolanti non stiano avendo l’effetto desiderato merita uno spazio di approfondimento clinico accurato: a volte può essere necessario rivedere dosaggi, diagnosi differenziali o comprendere se insieme all’ADHD siano presenti anche aspetti emotivi, ansiosi o depressivi che influenzano il quadro complessivo.
Intraprendere un percorso psicoterapeutico può quindi essere uno spazio utile non solo per “gestire sintomi”, ma per comprendere più profondamente il proprio funzionamento e trovare modalità più sostenibili di stare nella propria vita quotidiana.
Se sente che queste difficoltà stanno incidendo in maniera significativa sul suo benessere, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista in uno spazio dedicato e continuativo.
la sua domanda è molto importante perché tocca un punto che spesso genera confusione: l’ADHD non riguarda soltanto l’attenzione o un “problema chimico”, ma coinvolge anche il modo in cui la persona organizza l’esperienza emotiva, relazionale e il rapporto con sé stessa nel tempo.
Gli aspetti neurobiologici hanno certamente un ruolo significativo, ed è per questo che in molti casi la terapia farmacologica può essere utile. Tuttavia, l’esperienza clinica mostra come spesso le difficoltà più dolorose non derivino esclusivamente dai sintomi attentivi, ma anche dalle conseguenze che questi hanno prodotto negli anni: senso di inadeguatezza, frustrazione, difficoltà nella regolazione emotiva, procrastinazione, fatica nel mantenere continuità, relazioni complicate o vissuti di fallimento e incomprensione.
La psicoterapia può aiutare proprio su questi livelli.
Non “cura” l’ADHD cancellandone la base neurobiologica, ma può favorire una maggiore comprensione del proprio funzionamento, aiutare a costruire strategie più efficaci e soprattutto lavorare sul modo in cui la persona vive sé stessa. In molti casi, comprendere i propri meccanismi interni riduce significativamente il senso di caos, colpa o impotenza che accompagna il disturbo.
Inoltre, il fatto che gli stimolanti non stiano avendo l’effetto desiderato merita uno spazio di approfondimento clinico accurato: a volte può essere necessario rivedere dosaggi, diagnosi differenziali o comprendere se insieme all’ADHD siano presenti anche aspetti emotivi, ansiosi o depressivi che influenzano il quadro complessivo.
Intraprendere un percorso psicoterapeutico può quindi essere uno spazio utile non solo per “gestire sintomi”, ma per comprendere più profondamente il proprio funzionamento e trovare modalità più sostenibili di stare nella propria vita quotidiana.
Se sente che queste difficoltà stanno incidendo in maniera significativa sul suo benessere, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista in uno spazio dedicato e continuativo.
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