Domande del paziente (134)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, quando l'ansia è così pervasiva diventa invalidante e intacca la qualità della nostra vita, è quindi importante poter fare un percorso psicologico che le dia gli strumenti per far pronte... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, dalle sue parole si evince tutta la fatica e la sofferenza che la attraversano. Quando l'ansia è così pervasiva diventa invalidante e intacca la qualità della nostra vita, è quindi importante... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, quando l'ansia è così pervasiva diventa invalidante e intacca la qualità della nostra vita, potrebbe valutare l'idea di intraprendere un percorso psicologico che le permetta di avere maggiore... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, capisco bene il punto che sta toccando, ed è importante chiarire un aspetto che spesso viene frainteso: non esiste un obbligo a uscire dalla cosiddetta "comfort zone", se non sentiamo davvero... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, quello che stai vivendo è profondamente faticoso. Stai portando un doppio peso: da un lato un lutto da elaborare, dall’altro la preoccupazione costante per tua madre. È del tutto comprensibile... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, è comprensibile che la situazione ti faccia sentire a disagio, specialmente se percepisci un cambiamento nella relazione o una distanza. Le emozioni che provi sono legittime e possono essere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, l'elaborazione del lutto un processo complesso e profondo, che richiede tempo e può suscitare emozioni intense. È del tutto normale sentirsi smarriti o sopraffatti in alcuni momenti, si tratta... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, la prima domanda che mi verrebbe da porle è come mai non riesce a guidare in tratti dritti? Quali sono i pensieri, le emozioni? Da quando le succede? A volte le paure sono, appunto, solo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, capisco la sua preoccupazione legittima per il cambiamento di suo padre e anche la difficoltà di trovarsi in una situazione in cui altri familiari, come sua madre, tendono forse a minimizzare... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, capisco quanto possa essere difficile trovarsi di fronte a una persona che ha rappresentato qualcosa di importante, soprattutto quando ci sono ancora emozioni in gioco. Può capitare che il... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, capisco il suo dubbio, tuttavia, quando due perosne sono adulte non esiste un limite “giusto” o “sbagliato” di differenza d’età in una relazione. Ciò che conta davvero è il benessere reciproco,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, il fatto di immaginare sempre scenari futuri negativi è una della cause che può generarci l'ansia, quando l'ansia diventa così pervasiva può risultare davvero invalidante e compromettere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, leggere tutto questo dolore in una persona così giovane tocca davvero profondamente. Capisco quanto possa essere difficile convivere con quello che hai condiviso. Quando ci si sente come... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, comprendo la sua preoccupazione di fronte ad una sofferenza così profonda e duratura nel tempo. Innanzitutto, prima di parlare di "guarigione", sarebbe importante che lei potesse confrontarsi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, capita che alcune persone tendano a dare la colpa agli altri quando fanno fatica a tollerare l’idea di aver contribuito a un problema. A volte è un modo per proteggersi da emozioni difficili,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, da ciò che scrivi arriva chiaramente un grande malessere, e mi dispiace che tu stia attraversando una situazione così faticosa. Le difficoltà che descrivi sembrano molteplici e complesse,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, premesso che è importante una valutazione clinica per poter formulare ipotesi diagnostiche cercherò comunque di darti un piccolo rimando sulla base di ciò che hai scritto. I pensieri che... Altro
Salve dottori vi vorrei porre una domanda ma quando una persona è normale e quando no? Quando una cosa è normale e quando è patologica ? Mi spiego meglio io ad esempio sono molto sereno della mia vita affronto anche le difficoltà che mi presentono con molta calma e serenità , ad esempio anche con la memoria io credo di avere una buona memoria mi ricordo molte cose anche sé altre e me li dimentico volevo sapere quando è normale e quando è patologico , e in ultimo io leggo molti forum di psicologia ma ancora non sono mai andato da un professionista a volte mi confronto con un amico psicologo ma molto informale so che un professionista è molto d aiuto ma io non è ho mai sentito la necessità questo è un errore ? Dovrei andare ogni volta da un professionista per qualsiasi minimo dubbio? Perché io li risolvo le cose ma non è un metodo che forse usate voi professionisti grazie per un vostro chiarimento
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, quella che poni è una domanda molto importante, perché tocca un tema centrale: cosa significa essere “normali” e quando invece qualcosa diventa patologico. In psicologia non esiste una linea netta che separa in modo rigido la normalità dalla patologia (pur essendoci dei chiari criteri diagnostici per i vari disturbi). Piuttosto, uno dei criteri principali che utilizziamo è questo: quanto ciò che una persona vive le crea sofferenza o limita il suo funzionamento nella vita quotidiana.
In altre parole, una possibile “bussola” è chiedersi: questa cosa fa soffrire me? crea disagio significativo a me o ad altri? interferisce con la mia vita (relazioni, lavoro, benessere)? Se una persona può avere caratteristiche, abitudini o anche “stranezze”, ma le vive serenamente, non ne soffre e riesce a funzionare bene nelle diverse aree della sua vita, non siamo generalmente in un ambito patologico. Al contrario, si parla di difficoltà clinicamente rilevanti quando qualcosa diventa fonte di sofferenza persistente o impedisce alla persona di vivere in modo soddisfacente. Da quello che descrivi, sembri avere buone risorse personali e una capacità di affrontare le difficoltà in modo efficace: questo è sicuramente un elemento positivo. Per quanto riguarda la terapia, non esiste un momento “giusto” o “sbagliato” valido per tutti. Non è necessario rivolgersi a un professionista per ogni dubbio, né la terapia è qualcosa che deve essere imposta. Funziona davvero quando è la persona stessa a sentirne il bisogno o a riconoscerla come una possibilità utile per sé. In questo senso, la terapia è una risorsa: può essere utilizzata quando si avverte una fatica, un blocco, una sofferenza, oppure anche come spazio di crescita personale. Ma parte sempre da una motivazione interna, non da un obbligo. Se ciò che stai vivendo ti permette di stare bene e di affrontare la vita con serenità, è un buon segnale di equilibrio. Ti auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio
Mia moglie è molto pessimista,emana molta negatività e si mette molto spesso,quasi sempre contro le mie idee,i miei pensieri e alle mie realizzazioni,riuscendo a demoralizzarmi e non farmi più essere di pensiero positivo. Come posso gestire questa situazione?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, capisco quanto possa essere faticoso sentirsi demoralizzato all’interno della relazione, soprattutto quando si percepisce poca condivisione o sostegno. Nelle relazioni è abbastanza comune non essere sempre allineati su idee, pensieri o modi di vedere le cose. Tuttavia, ciò che fa davvero la differenza è il modo in cui queste differenze vengono comunicate e gestite. Un primo passo importante potrebbe essere quello di ascoltare il Suo bisogno: che cosa Le manca in questi momenti? Più sostegno? Più incoraggiamento? Sentirsi compreso? Dare un nome a questo può aiutarLa a comunicarlo in modo più chiaro. Allo stesso tempo, può essere utile provare a esprimere alla Sua compagna come si sente, cercando di parlare a partire da sé piuttosto che dall’altro. Ad esempio, utilizzare frasi come “io mi sento demoralizzato quando…” oppure “per me sarebbe importante ricevere…” può facilitare un dialogo più aperto, evitando che l’altro si senta accusato o attaccato. L’obiettivo non è stabilire chi ha ragione, ma creare uno spazio in cui entrambi possiate comprendervi meglio e sentirvi ascoltati. Far sentire a sua moglie come si sente e condividere ciò di cui avrebbe bisogno può essere un passo significativo per migliorare la comunicazione tra voi. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio
Buonasera, dopo quanto si può fare diagnosi di disturbo ossessivo compulsivo? Posso fidarmi di una specialista che dopo solo una seduta ha già diagnosticato e detto apertamente che soffro di DOC?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, la sua è una domanda molto pertinente. Più che una questione di “tempo”, la diagnosi in ambito psicologico si basa sull’individuazione di specifici criteri diagnostici. Per il disturbo ossessivo-compulsivo, come per altri disturbi, questi criteri sono descritti nel DSM-5, che è uno dei manuali di riferimento utilizzato dai professionisti. Una diagnosi può essere formulata quando, attraverso il colloquio clinico e/o eventuali strumenti psicodiagnostici, emergono in modo chiaro questi criteri. Nel caso del DOC, ad esempio, parliamo della presenza di ossessioni e/o compulsioni che causano disagio significativo, richiedono tempo e interferiscono con la vita quotidiana.
Per questo motivo, in alcuni casi può essere possibile arrivare a un’ipotesi diagnostica anche in tempi brevi, se il quadro è particolarmente evidente e ben definito.
Detto questo, è anche importante distinguere tra una diagnosi formulata in modo definitivo e una prima ipotesi clinica, che può essere poi approfondita e confermata nel corso degli incontri successivi.
Se ha dei dubbi, può essere utile parlarne apertamente con la specialista, chiedendo come è arrivata a questa valutazione; un professionista dovrebbe poterle spiegare il ragionamento clinico in modo chiaro. La fiducia si costruisce anche così, attraverso la trasparenza e la possibilità di confrontarsi. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio