Domande del paziente (24)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La sua esperienza racconta la complessità dei confini tra amicizia e amore, soprattutto quando un legame cresce nel tempo e diventa parte importante della propria vita. È evidente che la sua dichiarazione... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver scritto tutto questo. Si sente che sta portando sulle spalle un peso enorme da troppo tempo, e non c’è niente di “stupido” o “esagerato” in ciò che prova. Quando si accumulano stress, delusioni,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quello che sta vivendo è un tipo di relazione spesso molto doloroso: un’“amicizia sbilanciata”, dove un coinvolgimento emotivo è forte da un lato e più confuso dall’altro.
Spesso il comportamento...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Rivederlo e sentirti ignorata ha riattivato una ferita che probabilmente non si era mai chiusa del tutto. Il suo comportamento parla di lui e del suo modo di gestire le emozioni, non del tuo valore. Esserti... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera.
Da quello che racconti, la tua reazione nasce da una preoccupazione legittima e da un accordo implicito: tornare insieme a casa. In una relazione significativa, soprattutto dopo molti anni,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
La situazione che descrivi è delicata e comprensibilmente dolorosa. Scoprire un problema di gioco nel partner mette in crisi non solo la fiducia, ma anche la stabilità della coppia. È importante riconoscere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è molto comprensibile e, anzi, frequente nei lutti condivisi: il dolore non riguarda solo la perdita in sé, ma anche il modo in cui ciascuno cerca di proteggere l’altro. Il silenzio... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao.
Quello che racconti ha molto senso e non è affatto raro, soprattutto alla tua età e in una fase di vita in cui stai costruendo la tua autonomia. Da ciò che descrivi emergono diversi elementi intrecciati:...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
La sofferenza che stai vivendo è comprensibile, soprattutto dopo una relazione lunga e intensa come quella che descrivi. La vostra relazione sembra essersi strutturata attorno a un equilibrio fragile:... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da ciò che racconti emerge un dolore profondo, non tanto per l’episodio in sé, quanto per il modo in cui il tuo vissuto emotivo non sia stato riconosciuto. Ciò che pesa non è il gesto in sé, ma il fatto... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Questo tipo di “ambivalenza” può generare molta confusione, perché il corpo comunica prossimità mentre le parole definiscono distanza. Però, il fatto che abbia apprezzato il gesto e indossato la collana... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il suo comportamento può sembrare eccessivo e fa male, ma quando una persona decide di chiudere a volte lo fa in modo netto per proteggersi o evitare coinvolgimenti. Non è una questione di “normalità”... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
È comprensibile che, dopo un anno e mezzo, lei desideri sentirsi più integrato nella vita della sua compagna. Entrare in un sistema familiare già strutturato, soprattutto con figli adulti ancora presenti... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Nella vostra dinamica sembra esserci un movimento chiaro: lei cerca riconoscimento fuori, tu cerchi di compensare sacrificando il tuo disagio. Questo crea un equilibrio apparente ma fragile, in cui uno... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive è molto comprensibile dopo la fine di una relazione così lunga e significativa. Le oscillazioni emotive che vive fanno spesso parte del processo di elaborazione di una separazione.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La situazione che descrive è complessa e carica di elementi emotivi importanti. Da un lato c’è una relazione lunga, con aspetti critici che lei stesso riconosce (conflittualità, mancanza di reciprocità... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La situazione sembra poco definita: da un lato la relazione è finita, dall’altro continuate a vedervi e ad avere momenti di intimità. Questo può mantenere vivo il legame e rendere difficile sentirti libera... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che stai vivendo è un dolore molto intenso, ma anche profondamente comprensibile. La vostra relazione si è sviluppata all’interno di forti vincoli esterni familiari, che hanno avuto un impatto diretto... Altro
Buonasera Gentili Dottori, Vi scrivo per chiedere consigli su come riprendere i rapporti almeno cordiali, con il mio ex , dato che lavoriamo nello stesso ambiente, anche se io ne sono ancora innamorata..ma mi sembra impossibile potergli dire anche solo buongiorno visto che lui prende le distanze, è freddo, cammina a testa bassa quando mi vede, neanche si avvicina a salutare i colleghi in comune se ci sono io, mi tratta come se fossi invisibile..non pensavo che qualcuno mai potesse avere così paura di me nonostante non sia mai stata aggressiva, violenta..anzi sempre dolce, sensibile..capisco che non voglia avere niente a che fare con me dato che è stato lui a lasciarmi l'anno scorso, poi è orgoglioso, permaloso però mi ferisce il suo atteggiamento, non mi ha mai più neanche guardata negli occhi..mi tratta da invisibile..penso che anche se lo lo chiamassi per nome farebbe finta di non sentire; se stessi per cadere neanche mi aiuterebbe, mi calpesterebbe, non esisto..mi fa solo piangere questo suo comportamento di evitamento e indifferenza..Vi ringrazio e Vi auguro una Serena Pasqua. Cordiali Saluti.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Sembra essersi creato un forte sbilanciamento dove lei è ancora emotivamente coinvolta, mentre lui ha preso una distanza marcata. Questo può essere vissuto come rifiuto, ma spesso è una strategia per evitare il coinvolgimento emotivo.
L’evitamento dell’altro non va necessariamente interpretato come paura o disprezzo verso di lei, ma come una modalità — forse rigida — di gestire la separazione. In questo momento, cercare di ristabilire un contatto potrebbe aumentare la frustrazione. Il lavoro più importante diventa allora interno: elaborare la perdita e ricostruire un senso di sé che non dipenda dal suo sguardo. Solo successivamente, e se le condizioni cambieranno, potrà eventualmente emergere una forma di relazione più neutra.
Sono una ragazza di 28 anni e sto attraversando un periodo difficile. Di recente ho chiuso una frequentazione, ormai circa due mesi fa, anche se l’ultimo contatto è avvenuto circa un mese fa e sto ancora molto male, ho paura di non riuscire a superarla.
La frequentazione è durata circa 3 mesi e mezzo, anche se gli ultimi due mesi è stata una frequentazione a distanza, per dei miei motivi personali.
Il motivo del mio malessere deriva dal fatto che a me lui piaceva molto e mi ero molto affezionata. Lui via messaggio era sempre presente, ci sentivamo ogni giorno e mi ascoltava anche quando parlavo di momenti stressanti. Di presenza siamo usciti circa dieci volte, durante il mese di frequentazione di presenza. A me sembrava davvero un bel rapporto, ci sentivamo ogni giorno e lui mi dava attenzioni, dimostrava molto interesse nel conoscermi.
Il fatto è che mentre io avevo chiarito che volevo che al momento giusto la cosa si evolvesse in una relazione, lui probabilmente non ha mai voluto una relazione, ma solo una frequentazione così, senza nessun impegno. Mi fa rabbia il fatto che parlandone lui mi aveva detto che anche lui voleva che al momento giusto la cosa si evolvesse in una relazione.
Alla fine è stato lui ad allontanarsi, proprio quando dopo due mesi era arrivato il momento di rivedersi. Ha accampato scuse, dicendo che aveva bisogno di più tempo per capire, di non essere affidabile emotivamente, di non riuscire a lasciarsi andare (non gli piaceva sbilanciarsi) ma non prendendo mai realmente le distanze, dicendo di non volersi allontanare, ma di volerla vivere con leggerezza, senza farsi troppi problemi al momento. Ha preso come scusa anche il fatto di essersi lasciato non molto tempo fa. Quindi alla fine l’ho chiusa io, perché non volevo starci di nuovo male e avevo paura che lui effettivamente non stesse prendendo le cose seriamente.
Lui ha provato a ricontattarmi via messaggio, ma io sono stata molto fredda.
Il problema è che tutt’ora non riesco a superarla. Non riesco a superarla perché mi sembrava che potesse nascerne davvero un bel rapporto. Non capisco se il problema fosse il fatto che non gli piacevo abbastanza, anche se tra noi c’era molta chimica, o se effettivamente lui aveva bisogno di più tempo per via della precedente relazione. O se effettivamente non volesse impegnarsi.
Ho paura di non incontrare mai nessuno che mi ami, perché lui è stata la mia prima “relazione” e nonostante io non mi consideri brutta credo di non piacere in fondo a nessuno, perché non ricevo molta considerazione maschile, o comunque non da qualcuno che mi interessi. Sono sempre stata un po’ introversa, ma non credo sia questo il problema. Non so come superare questa fase. Vorrei conoscere nuove persone ma ho paura di rimanere di nuovo delusa.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che stai vivendo è molto comprensibile. Anche se la frequentazione è durata pochi mesi, il coinvolgimento emotivo che descrivi sembra essere stato intenso e significativo. Quando si crea un legame fatto di presenza, ascolto e quotidianità, è naturale sviluppare aspettative e affetto, indipendentemente dalla durata. Credo che tra voi si sia creato un equilibrio basato su una diversa disponibilità emotiva: tu più orientata alla costruzione di un legame, lui più orientato a mantenere una distanza protettiva. La scelta che hai fatto di interrompere la frequentazione è coerente con i tuoi bisogni e la tua reazione attuale è una risposta a questa esperienza, non una definizione di te. Il lavoro ora può essere quello di comprendere meglio i tuoi bisogni relazionali senza mettere in discussione il tuo valore personale.