Buonasera,sono un ragazzo di 38 anni,ho vissuto una relazione per 6 anni con una donna di 20 anni pi

18 risposte
Buonasera,sono un ragazzo di 38 anni,ho vissuto una relazione per 6 anni con una donna di 20 anni più grande.
abbiamo avuto negli ultimi anni circa 3 tiri e molla,( sempre io che tornavo )io guardavo le altre soprattutto in sua presenza a volte ripetutamente sempre una donna ma non ho mai pensato di lasciarla o tradirla. Ho capito di avere una bassissima autostima oltre che cercare conferme dall' esterno che io "valgo",lei si è sentita sminuita,non vista,tradita. mi ha lasciato da 10 giorni e mi ha detto di non cercarla e vederla perché ha chiuso con questa storia e mi ha bloccato su qualche social. la ho rivista e risentita per 6 giorni ma la storia è rimasta quella e ora sono 5 giorni che sto accettando la sua scelta di non vederla anche se con tanta sofferenza e voglia di vederla. Sto riprendendo la mia vita e lavorando sulla mia autostima ma vorrei farle capire che io amo solo una persona.
Come posso comportarmi ? può funzionare il no contact ?
Dott.ssa Anna Periz
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Verona
Buonasera, dalle sue parole risalta un bisogno di fare chiarezza rispetto i propri sentimenti e la propria auto-legittimazione, più della necessità di risposte in merito al comportamento da tenere con la compagna.
Spesso le crisi di coppia sono delle grandi opportunità evolutive, soprattutto se diamo tempo e valore alla chiarificazione dei nostri sentimenti e non diamo seguito alla paura dell’abbandono e/o alla paura della solitudine. È interessante a questo proposito che lei abbia sottolineato che si sta “riprendendo la sua vita”. La sua vita si era forse in qualche senso ristretta o interrotta? Come mai la sua autostima è così riferita al riconoscimento femminile? Psicologicamente ritengo consigliabile indagare questi elementi prima di occuparsi di eventualmente riconquistare la compagna. Se non capisce il motivo della ricerca di altre donne, se non attraversa i dubbi sulla propria legittimazione è facile che questi nodi si possano ripresentare continuamente.

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Dott.ssa Carmela Di Blasio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pescara
Può funzionare il no contact?
Sì. ma funziona solo se non lo vivi come una strategia per riaverla.
Il no contact funziona quando:
serve a te per ricostruire autostima, identità, focalizzazione su di te.
interrompe il ciclo di lascia e prendi che avete avuto.
permette all’altra persona di sentire davvero la tua assenza, non la tua pressione
Se lo fai sperando ogni giorno che lei ti scriva, ti stai torturando.
Se lo fai per diventare un uomo diverso, no contact per lei, ma non per le altre cose, agisci e fai tanto altro.
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
credo che prima lei debba comprendere qualcosa in più di sè e delle relazioni dunque, poi la vita fa il suo corso.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissimo, grazie per la dettagliata condivisione innanzitutto. Comprendo la situazione che ci riporta, e immagino la sua frustrazione e bisogno di risposte soprattutto rispetto quello che sta accadendo a livello relazionale. Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a comprendere quello che sente, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare tutto questo.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
la sofferenza che descrive è comprensibile e merita rispetto: una relazione lunga e significativa, soprattutto se caratterizzata da legami intensi e ripetute riaperture, lascia inevitabilmente un vuoto e un forte senso di mancanza.

Dalle sue parole emerge una consapevolezza importante rispetto ai temi dell’autostima e della ricerca di conferme esterne. Questo è già un primo passo di responsabilità e di lavoro su di sé. Allo stesso tempo, è fondamentale riconoscere e rispettare il confine che la sua ex compagna ha espresso: il “no contact”, in questi casi, non è una strategia per riconquistare l’altro, ma uno spazio necessario per contenere l’impulsività, elaborare il dolore e permettere a entrambi di ritrovare un equilibrio emotivo.

In questo momento, più che cercare di convincerla o dimostrarle qualcosa, può essere utile concentrare le energie su di sé, sul comprendere più a fondo i propri bisogni affettivi e sul rafforzare un senso di valore che non dipenda dallo sguardo dell’altro. Solo da una posizione più stabile e centrata, eventualmente, potrà nascere in futuro un contatto autentico e rispettoso, qualora entrambi lo desiderassero.

Un percorso psicologico può aiutarla ad attraversare questa fase con maggiore consapevolezza e a trasformare la sofferenza in un’occasione di crescita personale.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Isabella Castelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Genova
Salve. Sicuramente occorre affrontare la sua problematica relativa all’autostima in quanto anche il suo comportamento all’interno di una relazione sentimentale risente fortemente di questa sua fragilità, che viene in qualche modo proiettata sull’altra persona, (da lì il sentirsi sminuita e tradita).
Nel contempo, all’interno del percorso di analisi, occorre capire se la scelta di una persona molto più grande di lei corrisponde a ciò che effettivamente vuole per la sua vita, altrimenti, al di là dell’autostima, rischia di avere un comportamento contrario ai suoi desideri. È dunque indispensabile un percorso di psicoterapia che possa aiutarla a divenire consapevole di sè e quindi ad assumere un comportamento autentico sia nei confronti di se stesso che degli altri, arrivando quindi ad un benessere dal punto di vista psicologico. Al momento, dunque, dovrebbe concentrarsi su se stesso
Dott.ssa Giulia Antonacci
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, in questa fase il punto centrale non è convincerla di ciò che prova, ma rispettare il limite che lei ha posto. Quando una persona chiede esplicitamente distanza e interrompe il contatto, ogni tentativo di spiegazione o rassicurazione rischia di essere vissuto come ulteriore pressione, anche se nasce da sentimenti autentici. Il no contact, in questo senso, non è una strategia per “farla tornare”, ma uno spazio necessario perché la separazione possa essere elaborata da entrambi. Può funzionare solo se è reale: serve a lei per chiarire cosa vuole e a lei per continuare il lavoro che ha iniziato su di sé, in particolare sull’autostima e sul bisogno di conferme esterne. Le parole, se non sostenute nel tempo da un cambiamento visibile, difficilmente possono riparare una ferita relazionale di questo tipo. Se in futuro dovesse riaprirsi uno spazio di dialogo, sarà il suo assetto diverso — non l’insistenza — a parlare per lei. In ogni caso, data l’intensità della sofferenza e la ripetitività dei “tira e molla”, un percorso con un professionista può aiutarla a comprendere meglio queste dinamiche e a consolidare un senso di valore personale che non dipenda dallo sguardo dell’altro. Un caro saluto
Dott.ssa Liza Bottacin
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Padova
Gentilissimo,
colgo e comprendo profondamente la sofferenza legata a questo amore interrotto. È evidente una buona consapevolezza dei comportamenti messi in atto in risposta a un bisogno di conferme connesso a un senso di scarso valore personale; comportamenti che, comprensibilmente, hanno alimentato nella sua compagna vissuti di insicurezza e svalutazione, probabilmente intrecciati anche a precedenti esperienze di vita e alla differenza d’età.
La scelta di lei di interrompere la relazione va quindi accolta come un confine chiaro. Accanto al lavoro introspettivo già avviato — utile, ad esempio, per esplorare l’origine di questo bisogno di conferme e il motivo per cui si attivi proprio in presenza della persona amata — credo che oggi il modo più autentico per dimostrare il suo sentimento sia proprio il rispetto dei confini che le sono stati esplicitamente posti. Se lei tornerà avrà modo di darle delle conferme del suo amore. Spero di esserle stata di aiuto e auguri
Dr. Marco Feola
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Capua
Gentile utente, la sua storia racconta di tematiche di approvazione, abbandono e desiderio di libertà. Sembrerebbero essere delle "necessità" involontarie che potrebbero condizionarla verso scelte che altrimenti non prenderebbe.
Ci sono alcune domande che sarei interessato a porle per comprendere meglio. Qualora fosse interessato, mi piacerebbe proporle un primo colloquio gratuito conoscitivo, anche online, per approfondire.
Augurandole il meglio, resto a sua disposizione.
Un saluto,
dottor Marco Feola.
Dott.ssa Fortunata La Mura
Psicoterapeuta, Psicologo
Pompei
Quello che racconti parla di una sofferenza profonda e anche di una grande lucidità, perché stai iniziando a vedere il legame tra autostima, bisogno di conferme e dinamiche della relazione. È comprensibile che tu senta il desiderio di farle arrivare il tuo amore, soprattutto dopo tanti anni insieme, e allo stesso tempo stai già facendo qualcosa di molto importante: stai rispettando la sua scelta, anche se ti costa.
In questo momento il modo più sano di comportarti passa proprio dal dare spazio e tempo, usando il no contact come occasione per rimettere al centro te stesso, ascoltare il dolore e lavorare su ciò che hai capito di te. Questo silenzio può aiutarti a ritrovare equilibrio e può anche permettere, se mai ci sarà un futuro contatto, che avvenga da una posizione più stabile e consapevole. L’amore, quando è maturo, si esprime soprattutto nel rispetto e nella responsabilità verso ciò che l’altro sente.
Ti abbraccio
Dott. Luca Liccardo
Psicologo, Psicoterapeuta
Marano di Napoli
Buonasera, la fine di una relazione lunga e significativa attiva spesso un dolore intenso e il desiderio di rimediare rapidamente. È comprensibile che, mentre sta cercando di lavorare sulla sua autostima, senta anche il bisogno di farle sapere ciò che prova.
La vostra storia sembra essersi organizzata attorno a un ciclo ripetuto, ovvero momenti di distanza, suo ritorno, tentativi di riavvicinamento e nuove ferite legate al tema del riconoscimento e del valore personale. Il fatto che lei colleghi il guardare altre donne alla ricerca di conferme esterne è un insight importante, in quanto mostra che sta iniziando a comprendere i meccanismi che hanno inciso sulla relazione.
Il cosiddetto “no contact” non è tanto una tecnica per riconquistare l’altro, quanto uno spazio di regolazione emotiva. Rispettare la richiesta di distanza della sua ex partner può avere una doppia funzione:
da un lato tutela i suoi confini, dall’altro le permette di concentrarsi realmente sul lavoro su di sé, senza che ogni gesto sia orientato a ottenere una risposta da lei. Paradossalmente, i cambiamenti più credibili agli occhi dell’altro sono quelli che avvengono indipendentemente dall’esito della relazione.
In questo momento può essere utile spostare la domanda da “come farle capire che la amo” a “come costruire una stima di me che non dipenda dallo sguardo dell’altro”. Un percorso di psicoterapia focalizzato sull’autostima e sulle dinamiche relazionali di coppia può aiutarla a consolidare questo processo e a gestire la sofferenza della separazione.
Se in futuro ci saranno le condizioni per un dialogo, potrà avvenire su basi più solide. Intanto, prendersi cura del suo equilibrio emotivo è il passo più concreto che può fare.

Un cordiale saluto.
Dott. Alessio Conti
Psicologo, Psicoterapeuta
Bari
La sofferenza che stai vivendo è comprensibile, soprattutto dopo una relazione lunga e intensa come quella che descrivi. La vostra relazione sembra essersi strutturata attorno a un equilibrio fragile: da un lato il tuo bisogno di conferme e dall’altro il suo sentirsi progressivamente svalutata e non vista. In questo momento, il rischio è quello di voler rimediare rapidamente al dolore, tuo e suo. Il cambiamento richiede tempo e continuità e il “no contact” può avere senso se diventa uno spazio reale di lavoro personale, non un’attesa carica di speranza. Dimostrare amore oggi significa, prima di tutto, rispettare la sua scelta e usare questo tempo per rafforzare la tua identità e la tua autostima, indipendentemente dall’esito della relazione.
Dott.ssa Federica Ripamonti
Psicologo, Psicoterapeuta
Paderno Dugnano
Gent.mo Paziente,
io credo che, in questo momento, la cosa più importante sia rispettare la sua richiesta di distanza, anche se fa male. Cercarla ora o provare a spiegarle quanto la ama rischia solo di confermare ciò che l’ha fatta allontanare, cioè la perdita di fiducia e la stanchezza emotiva. Lei ora non ha bisogno di rassicurazioni ma di coerenza e silenzio rispettoso. Più la rincorre, più si chiude.
Il "no contact" può funzionare, ma solo se lei lo vive come un tempo per "rimettersi in piedi", non come una strategia per farla tornare.
Credo che in questa fase possa essere utile un lavoro psicologico sulla sua autostima e sul bisogno di conferme esterne. L’unica possibilità che in futuro possa rivederla in modo diverso passa attraverso il "lasciarle spazio" adesso e dal diventare più stabile, indipendentemente da come andrà la relazione.
Anche se la sua amata non dovesse tornare, questo lavoro non andrà perso perché le servirà per non rivivere lo stesso dolore ancora.
Mille auguri per il suo percorso!
dott.ssa Federica Ripamonti
Dott.ssa Monica Migliore
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Catania
Quello che stai vivendo adesso non è solo la fine di una relazione. È il momento in cui ti trovi faccia a faccia con una parte di te che per anni è rimasta sullo sfondo: il bisogno di conferma. Provo a dirti una cosa in modo molto diretto, ma umano.
Il fatto che tu guardassi altre donne ,soprattutto davanti a lei, non parla di mancanza d’amore. Parla di insicurezza. Di un bisogno continuo di sentire: “valgo ancora, piaccio ancora, sono desiderabile”. È come se ogni sguardo fosse una micro-iniezione di autostima. Il problema è che, per chi ti sta accanto, quella micro-iniezione diventa una micro-ferita. Ripetuta. Costante. E a un certo punto lei non ha più visto l’uomo che la ama. Ha visto l’uomo che cerca altrove. Tu dici che non l’avresti mai tradita. E io ti credo. Ma per lei il punto non era il tradimento fisico. Era sentirsi non scelta. Non pienamente vista. Adesso tu sei nel punto più doloroso: non puoi dimostrarle nulla.
non puoi convincerla.
non puoi correggere il passato.
E questo è insopportabile per chi ha bisogno di conferme. Tu chiedi: “Può funzionare il no contact?” Il no contact non serve per far tornare qualcuno. Serve per tornare a te.
Se lo fai come strategia per riaverla, lei lo sentirà. Perché l’energia è la stessa: sto facendo qualcosa per ottenere una risposta da fuori. Se lo fai per fermarti davvero, per attraversare il dolore senza anestetizzarlo cercandola, allora può essere trasformativo. C’è una cosa molto importante da comprendere: quando lei ti ha detto di non cercarla e ti ha bloccato, non sta solo prendendo distanza da te. Sta proteggendo se stessa. E il gesto più maturo che puoi fare ora è rispettare quella protezione. Non per calcolo. Per rispetto.
Tu vuoi farle capire che ami solo lei.
Ma l’amore non si dimostra inseguendo.
Si dimostra cambiando davvero, anche quando l’altra persona non ti guarda più.
E qui arriva la parte più delicata:
stai lavorando sulla tua autostima perché vuoi stare meglio… o perché vuoi dimostrarle che puoi essere diverso? La differenza è sottile ma enorme.
Se il tuo cambiamento dipende dal fatto che lei torni, non è ancora un cambiamento stabile. È ancora un tentativo di ottenere valore dall’esterno.
Tu hai vissuto una relazione con una donna molto più grande. Spesso, in dinamiche così, si intrecciano bisogni profondi: conferma, protezione, riconoscimento, forse anche una figura rassicurante. Quando lei si allontana, non perdi solo una compagna. Perdi uno specchio. E adesso stai tremando perché non sai più dove rifletterti. La sofferenza che senti è reale. La voglia di vederla è reale. Non devi combatterla. Devi attraversarla. Se lei dovesse un giorno riaprire uno spiraglio, sarà perché percepirà qualcosa di diverso in te. Non perché l’hai convinta. Ma perché non la stai più cercando per tappare un vuoto.
Per ora il tuo compito non è recuperare la relazione.
È capire perché, pur amandola, avevi bisogno di guardare altrove.
Finché quella domanda non ha una risposta profonda, ogni rapporto rischia di ripetere lo stesso schema. Ti lascio una riflessione:se lei non tornasse mai, il lavoro su di te avrebbe comunque senso? Se la risposta è sì, allora sei sulla strada giusta. Se la risposta è no, allora stai ancora cercando lei per sentirti completo.
Il no contact può funzionare.
Ma solo se lo usi per costruire un uomo che non ha bisogno di conferme per sentirsi degno. E questo lavoro, anche se fa male, può essere la cosa più importante che ti sia capitata negli ultimi anni.
Dott. Emiliano Perulli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lecce
Gentile, da quello che condivide sembra emergere una situazione emotivamente molto intensa, in cui la fine della relazione si intreccia con temi personali importanti come l’autostima, il bisogno di conferme e la difficoltà a sentirsi “abbastanza” dentro il rapporto. È comprensibile che oggi senta il desiderio di farle capire quanto tiene a lei, ma allo stesso tempo stia cercando di rispettare la sua richiesta di distanza.
Quando una relazione vive più fasi di “tira e molla”, spesso non è solo la storia a essere instabile, ma il modo in cui ciascuno dei due si sente dentro quel legame. Guardare altre persone, cercare conferme esterne o oscillare tra vicinanza e allontanamento non sempre significa mancanza di amore: a volte è un modo, poco consapevole, per gestire insicurezze profonde o la paura di non essere all’altezza.
In questo momento, però, la sua ex partner ha espresso un confine molto chiaro. Forzarlo rischierebbe di aumentare la distanza, non di ridurla. Il “no contact” non è una strategia per far tornare qualcuno, ma può essere un modo per rispettare la scelta dell’altro e, soprattutto, per permettere a lei di lavorare davvero su ciò che ha riconosciuto come problematico: l’autostima, il bisogno di conferme, il modo di stare nelle relazioni.
Continuare a investire su di sé, come sta già facendo, è la parte più importante. Se in futuro ci saranno le condizioni per un confronto, sarà più utile arrivarci con maggiore consapevolezza e stabilità, non con la pressione di “dimostrare” qualcosa.
In questo momento, quindi, la cosa più sana che può fare è rispettare la distanza che le è stata chiesta e concentrarsi sul suo percorso personale. È da lì che può nascere un cambiamento reale, indipendentemente da come evolverà la relazione
Dott. Ubaldo Balestriere
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,
si percepisce quanto questa separazione le stia pesando e quanto il desiderio di farle capire il suo amore le generi sofferenza. È naturale voler comunicare quanto si tiene a una persona, ma da un punto di vista biotransenergetico, il primo passo è ritrovare presenza e centratura dentro di sé, indipendentemente dall’altro.
Il corpo ci parla prima della mente: tensioni, inquietudini, impulsi di inseguimento sono segnali che qualcosa dentro di noi ha bisogno di attenzione e radicamento. Lavorare su respirazione, consapevolezza corporea e piccoli gesti di autocura aiuta a riportare energia dove prima c’era agitazione, permettendo di vedere la situazione con maggiore chiarezza.
Il “no contact” non è solo una strategia per allontanarsi o far tornare l’altro, ma può diventare uno spazio per ritrovare equilibrio, dare respiro alle emozioni e lasciare che il cuore si riordini, senza agire dalla sofferenza o dall’urgenza. Da lì, le scelte e le azioni diventano più chiare e consapevoli.
Se vuole, possiamo affrontare insieme questo percorso, passo passo, lavorando su corpo, respiro e centratura, per aiutarla a ritrovare equilibrio e chiarezza nei sentimenti e nelle decisioni.

Un caro saluto.
Ubaldo
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,

da ciò che racconta emergono diversi aspetti importanti.

Innanzitutto, il fatto che lei riconosca una bassa autostima e il bisogno di conferme esterne è un passaggio molto significativo. Guardare altre donne, soprattutto in sua presenza e in modo ripetuto, probabilmente non era legato al desiderio di tradirla, ma al bisogno di sentirsi “visto”, desiderato, valido. Tuttavia, dal punto di vista della sua partner, questo comportamento può essere stato vissuto come una svalutazione costante, una ferita all’autostima e alla fiducia.

In una relazione, l’intenzione conta, ma conta anche (e molto) l’impatto sull’altro.

I “tiri e molla”, con lei che tornava, possono aver creato un disequilibrio: da una parte il suo bisogno di rassicurazione, dall’altra la fatica crescente di lei. Quando una persona arriva a bloccare i contatti e a chiedere di non essere cercata, spesso significa che ha raggiunto un limite emotivo.

Rispetto alla sua domanda:
Il “no contact” può funzionare?

Il “no contact” non è una strategia per far tornare qualcuno. Se usato con questo obiettivo rischia di diventare un’attesa carica di speranza e ansia. Può però essere molto utile se lo vive come uno spazio per:

rispettare davvero la sua richiesta,

rielaborare la rottura,

lavorare concretamente sulla sua autostima,

interrompere la dinamica inseguimento–ritiro che si era creata.

Paradossalmente, l’unico modo sano per “farle capire che la ama” in questo momento è rispettare il suo confine. L’insistenza, anche se motivata dall’amore, potrebbe rafforzare la sua decisione.

Se in futuro lei dovesse riaprirsi a un dialogo, ciò che potrà fare la differenza non saranno le parole, ma un cambiamento reale e stabile: maggiore consapevolezza di sé, meno bisogno di validazione esterna, maggiore capacità di far sentire l’altro scelto e valorizzato.

Adesso la priorità non dovrebbe essere “come riconquistarla”, ma “come costruire un’autostima che non dipenda dallo sguardo delle altre”. Se questo percorso lo farà per sé e non per riaverla, avrà valore a prescindere dall’esito della relazione.

Considerata la sofferenza che sta vivendo e le dinamiche ripetute nel tempo, potrebbe essere molto utile approfondire questi aspetti con uno specialista, per comprendere più a fondo i suoi bisogni affettivi e relazionali e costruire modalità più sane e stabili.

Un caro saluto,

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

lei è portatore di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con la sua compagna, sarebbe una occasione evolutiva per entrambi.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara

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