Domande del paziente (56)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso la sua frustrazione.
    Comprendo quanto possa essere difficile gestire queste dinamiche relazionali: da una parte deve salvaguardare il rapporto con i suoi... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentile Utente, grazie per la sua condivisione.
    Le domande che pone sono molto ampie, non è semplice dare una risposta sicura non conoscendo in maniera più approfondita il suo pensiero o cosa intende,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentile Utente, prima di tutto ci tengo a ringraziarla per aver condiviso la sua preoccupazione. Non dev'essere stato semplice concedersi la possibilità di sfogarsi, anche qui in questo spazio, dal momento... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentile Utente, grazie per questa sua condivisione.
    Immagino la frustrazione di lavorare in un ambiente nuovo, svolgendo un lavoro complesso, senza sentirsi sostenuta dalle persone con cui, inoltre, ci... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentile Utente, grazie per aver condiviso la sua preoccupazione.
    Da quanto racconta, sembra che stia attraversando una fase nuova e diversa rispetto al percorso di psicoterapia che sta seguendo. Mi chiedo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Buongiorno, grazie per aver condiviso il suo pensiero. Non dev'essere stato semplice mettere in parole sentimenti così delicati.
    Quella che racconta è una situazione molto umana, ma anche molto complessa.... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentile Utente, la ringrazio per questa sua condivisione.
    Immagino che non sia stato semplice scrivere quanto accaduto, così come posso soltanto immaginare quanto difficile sia stato affrontare le delicate... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentile S.,
    Grazie per aver condiviso qualcosa di così intimo e delicato. E' comprensibile che questa situazione le crei disagio, è una risposta naturale ad una dinamica relazionale complessa. Quella che... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentilissimo, grazie per aver condiviso il suo pensiero. Immagino che questa situazione possa attivarla molto e metterla in confusione.
    Da quello che descrive, sembra che il rapporto fra lei e questa... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentilissima, grazie per aver condiviso il suo pensiero. Immagino che non sia stato facile metterlo in parole.
    La prima cosa che ci terrei a rimandarle è che quello che ha vissuto in gita non sento sia... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentile Utente, grazie per aver condiviso la sua preoccupazione.
    E' molto importante che abbia deciso di affrontare con un professionista il momento che sta attraversando, prendersi cura di lei è il primo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentilissima, grazie per questa sua preziosa riflessione.
    Credo che il suo quesito sia quantomai attuale e di cruciale importanza, considerando anche la grande quantità di programmi televisivi dedicati... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentile Utente, grazie per aver condiviso il suo pensiero.
    Da quello che scrive, mi sembra di notare che questi loop mentali di cui parla non compaiano quotidianamente e la cosa, di per sé, non le genera... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentilissimo, grazie per aver condiviso la sua preoccupazione.
    Da quello che scrive, si nota quanto sia una persona attenta e rispettosa, e questo conta moltissimo. Colpisce, inoltre, la sua capacità... Altro


    Salve dottori, vorrei esporvi una situazione e cercare da voi un consiglio e rassicurazione o comprensione..sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da poco diciamo qualche mese con una persona molto più grande di 20 anni, abbiamo avuto molti momenti in cui non ci trovavamo bene insieme, ma continuavamo a stare perché ci volevamo e ci tenevamo l'uno all'altro, per me molto difficile lasciarlo andare, e anche per lui, ci siamo continuati a vedere ogni tanto, e delle volte facevamo anche qualcosa, però da poco dopo che ci siamo lasciati io avveo sentito un amico con cui mi frequentavo prima di lui, mi ha sempre capita e ascoltata, sempre capito i mie stati d'animo con il mio fidanzato, o comunque c'è sempre stato anche per stare vicino e darmi consigli, lui è a distanza infatti avevamo deciso di rivederci perché io volevo rivederlo anche per parlare, stare insieme o comunque fare cose di quotidianità insieme per cui prima non avevamo avuto l'occasione, vedere la città ecc. Il punto è che io sono frenata, lui prova a baciarmi, abbracciarmi ecc, ma io non riesco, mi sento in colpa e ogni volta che cerca di, io vedo il mio ex, le cose che mi ha detto quando gli ho raccontato che mi sarei dovuta vedere con lui in amicizia perché cosi era..mi ha detto che non voleva sapere nulla di cosa sarebbe successo e se succedeva qualcosa allora lo avrei perso, che non ho avuto rispetto nei suoi confronti ecc..purtroppo ci rimango male e mi faccio molto condizionare dalle cose che le persone mi dicono..e non so perché ho questo sentimento nei suoi confronti, la paura che lui possa lasciarmi o io possa perderlo definitivamente..è come se fossi dipendente da lui? ci sto male perché non riuscirò mai a vivermi nulla, neanche questo amico che sta per un paio di giorni, perché vorrei anche solo baciarlo ma so che poi avrei il senso di colpa..ho paura di tutto, non so cosa fare e perché ho questo attaccamento al mio ex fidanzato cosi tanto..come faccio a distaccarmi, non so che fare

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentilissima, la ringrazio per aver condiviso la sua preoccupazione.
    Immagino le difficoltà che sta provando in questo momento. E' come se fosse fra due fuochi: da una parte il ricordo del suo ex compagno, ancora fresco e che deve tutt'ora metabolizzare e superare, dall'altra la presenza di questo amico, con il quale sembra ci sia un'interesse reciproco maggiore, ma per il quale ha tutto il diritto di non sentirsi ancora pronta o libera di reinvestire subito in un altro rapporto affettivo. Credo che il punto sia proprio qui: lei ha sottolineato come avesse piacere di rivedere questo amico, sentendo il desiderio e il bisogno di una vicinanza affettiva intesa in senso più amicale (da quello che ho evinto dalle sue parole); poco dopo, però, la situazione si è presto trasformata e questo suo amico ha iniziato a mostrare un'interesse nei suoi confronti diverso e più intimo. E' assolutamente comprensibile che lei, ad oggi, non si senta ancora pronta per tutte queste nuove emozioni, che solo l'idea di poterlo baciare attiva sensi di colpa verso un passato ancora troppo presente e, immagino, anche un senso di eccessiva pressione dal presente stesso. Si prenda del tempo per lei, uscire da una relazione che ha significato tanto è un processo che può essere lungo e complesso ed è giusto che lei se lo possa concedere.
    Le consiglierei, inoltre, di prendere in considerazione la possibilità di parlarne con un professionista, come uno psicoterapeuta, in modo che lei possa esplorare i suoi vissuti e le sue emozioni all'interno di uno spazio sicuro e non giudicante. Sta affrontando una perdita importante che determina, a sua volta, anche un cambio della propria quotidianità. Si prenda cura di lei.
    Un caro saluto,

    Dott. Alessandro Rigutti


    Buongiorno Gent.mi Dottori,
    vorrei un Vostro parere...non so come reagire, come comportarmi, mi trovo sempre impreparata...ho rivisto il mio ex stava parlando con suoi colleghi nel corridoio degli uffici, e siccome io dovevo attraversare per forza il corridoio (dove era fermo lui a parlare) per entrare in ufficio e lo spazio era stretto, non c'erano altre vie e gli sono dovuta passare affianco e quindi il mio braccio ha sfiorato il suo..lui non si è nemmeno spostato per farmi passare, come se non esistessi, un infantile.. so che avrei dovuto dire "permesso, scusate" per farlo spostare e farmi rispettare pero' non volevo rivolgere la parola a ne' a lui né agli altri...non capisco questi suoi dispetti dato che è stato lui a lasciarmi..Lavoriamo nella stessa università ma uffici distanti..
    una altra volta mentre parlavo con un collega, mi sono accorta che camminava di fretta a testa bassa come se fossi invisibile, come se avessi la peste..(è come se volesse sottolineare che non mi vuole, di non iludermi ma di questo ne sono consapevole)
    .il mio collega che lo conosce ma non sa la nostra situazione, gli ha dato una pacca sulla spalla in segno di saluto ed il mio ex sempre a testa bassa , ha detto un buongiorno forzato e se ne è andato di fretta..tempo fa trovandomelo di fronte, gli ho detto ciao e lui ha ricambiato con ciao (ma sembrava un ciao forzato) e ci siamo guardati negli occhi per qualche istante ma di sua iniziativa non saluta né mi rivolge sguardi..forse ha paura non so per quale motivo..nonostante per due anni non ci siamo visti né sentiti..ho evitato luoghi comuni..e nonostante io sappia che non ci potrà essere un futuro tra noi, dopo che lo incontro, sento dentro di me una agitazione, tremore, come se dentro stessi esplodendo tanto che dopo ho bisogno di sedermi..sono purtroppo timida. introversa, ansiosa e non so mai quale è il modo migliore di comportarmi con lui, mi sembra di sbagliare sempre..Grazie per i vostri pareri..Vi Auguro una Buona Pasqua.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentilissima, buongiorno e buona Pasqua anche a lei.
    La ringrazio per aver condiviso qualcosa di così personale e delicato. Quello che descrive è comprensibile e molto umano: trovarsi di fronte a qualcuno con cui si è avuta una storia importante, in un contesto quotidiano come quello lavorativo, è una delle situazioni più difficili da gestire emotivamente. Le sensazioni che prova durante ogni incontro con lui non sono segno di debolezza, ma delle risposte del suo corpo a qualcosa che porta ancora dentro e che hanno tutto il diritto di esserci.
    Riguardo al suo comportamento, non sento che abbia sbagliato in qualcosa. Non era obbligata a parlargli, né tantomeno a sorridere, ma ha attraversato quel corridoio con dignità, come ha potuto, e questo è già moltissimo.
    Mi colpisce, inoltre, quanto dimostri di conoscersi bene. Afferma di essere timida, ansiosa, percepisce che tende a rimproverarsi. Forse il lavoro più prezioso che può fare adesso non è trovare il modo "giusto" di comportarsi con lui, ma provare ad essere un po' più gentile con sé stessa. Proprio per questo, se posso permettermi un suggerimento, potrebbe valere la pena considerare un percorso di psicoterapia, perché avere uno spazio dedicato, riservato e sicuro in cui esplorare le proprie emozioni e i propri vissuti può essere un dono prezioso che fa sé stessa. Un professionista può accompagnarla con delicatezza in questo processo, aiutandola a ritrovare maggiore serenità e fiducia nelle proprie risorse interiori.
    Le auguro il meglio,

    Dott. Alessandro Rigutti


    Buon pomeriggio
    Una ragazza, amica e collega, con la quale c'era molto contatto fisico ,quasi intimo, mi ha raccontato una menzogna.
    Per Pasquetta è uscita con dei suoi amici maschi, è andata a ballare ed ha preso l'influenza.
    I giorni seguenti a lavoro stava male, non dormiva la notte e si lamentava.
    Le chiedevo se era stata da qualche parte, se aveva preso freddo così per aiutarla e capire... Ha negato tutto ed ha detto anche che quel giorno era stata a casa e non capiva come poteva aver preso l'influenza.
    Venerdì scorso ho scoperto proprio la verità, gliel'ho detto e lei ha visualizzato e non ha risposto.
    Chiaramente ha contagiato anche me perché in quei giorni le sono stato vicino (purtroppo).
    Oggi a lavoro, silenzio totale, zero parole.
    Come dovrei comportarmi?
    Cosa devo pensare?
    Sicuramente credo che non abbia interesse altrimenti non si sarebbe comportata e non si comporterebbe così.
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentilissimo, la ringrazio per aver condiviso la sua preoccupazione.
    Posso immaginare che non sia stato semplice venire a conoscenza di questi fatti, soprattutto dal momento che fra lei e questa sua collega sembra esserci una situazione relazionale che si è fatta, col tempo, più intima e coinvolta. Per quanto possa comprendere il suo stato d'animo, però, è anche comprensibile che questa persona possa sentire il bisogno di mantenere alcune aree di maggior riservatezza, sopratutto se il rapporto fra di voi non è ancora del tutto definito. Più che cercare di capire come può comportarsi in questo caso, quindi, proverei a concentrarmi sui sentimenti reciproci e su ciò che prova lei per questa persona, provando poi a parlarne con lei quando si sentirà pronto a farlo. E' possibile che inizi a sperimentare dei sentimenti più profondi per questa sua amica e, in quel caso, provare a definire un po' meglio il vostro rapporto sarebbe un desiderio comprensibile e condivisibile.
    Un caro saluto,

    Dott. Alessandro Rigutti


    Buonasera ho 29 anni non ho mai avuto una ragazza 0 relazioni per non essere più vergine sono andato a escort ma da 1 anno a questa parte, fra rabbia e frustrazione sono diventato un diavolo soprattutto verso me stesso mi trovo così per via delle circostanze principalmente, avendo un attività ho 0 tempo libero quindi ho vado a fare il dipendente per avere più tempo libero oppure ci metto una pietra sopra , il tempo che passa è un veleno perché io faccio distinzione tra non avere relazioni momentanee e non averne mai avute e quindi 0 esperienze è ritardo per questo vado in tilt, penso rimarrò inferiore a vita. Grazie a chiunque mi darà un parere.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentilissimo, grazie per aver condiviso la sua preoccupazione.
    Posso immaginare quanto doloroso e difficile sia confrontarsi ogni giorno con questi pensieri, si sente molto la rabbia che prova e il senso persecutorio del tempo che scorre. Credo sia importante, però, alla luce di questi aspetti, lavorare sulle emozioni di base che prova nel ricercare una relazione, così come con le difficoltà che sperimenta, dando spazio ai suoi vissuti all'interno di un ambiente che le consenta di sentirsi accolto e non giudicato. Per questo, considerando la delicatezza dei temi che porta, le consiglierei di prendere in considerazione la possibilità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, così da potersi confrontare su questi aspetti all'interno di un ambiente protetto che la possa far sentire al sicuro nel portare i suoi vissuti. Le difficoltà che incontriamo nella vita, spesso ci raccontano di criticità passate a cui abbiamo provato a rispondere con i mezzi che avevamo, e questo è qualcosa che sottolinea anche le fatiche che spesso dobbiamo affrontare per trovare un nostro equilibrio. Si prenda cura di lei, dandosi il tempo e lo spazio che sente necessario.
    Le auguro il meglio,

    Dott. Alessandro Rigutti


    Volevo ringraziare i Dottori che hanno fornito risposte molto giuste e sensate al problema che sto vivendo e che mi causa ansia e malessere, e angoscia. Non escludo di aver bisogno di essere aiutata poichè l'ansia mi causa anche disturbi fisici con cui ho iniziato a convivere quando ero molto giovane e che ora si riaffacciano con senso di instabilità nel camminare e difficoltà ad addormentarmi. Per lunghissimo tempo ho intrapreso una terapia di tipo cognitivo/comportamentale che, se non mi ha messa in grado di costruire una vita sentimentale per me soddisfacente mi ha tuttavia fornito una fortissima spinta verso cambiamenti che poi sono avvenuti in me, dandomi la possibilità di restare in piedi da sola. Ciò che mi è accaduto oggi e che ho raccontato, è l'esempio di come, da persona sempre ipercontrollata nel manifestare emozioni e sentimenti, io per la prima volta nella vita mi sia "lasciata andare". Non me ne pento, poichè se non l'avessi fatto, oggi, anzichè convivere con i rimorsi, mi sarei trovata a fare i conti con i rimpianti. Avevo scritto ancora per chiarire alcuni punti che a voi non sembravano più di tanto esplicitamente espressi, ma non potevo, ci sono regole da osservare nei forum, le mie considerazioni non è stato ritenuto potessero essere pubblicate ed ovviamente mi attengo alle regole dei moderatori. Ma non so come formulare diversamente le domande, le mie parole sono da qualcuno di Voi state definite perfino delicate ed io ho cercato di esprimermi rispettando l'anonimato. Sono consapevole che in qualche modo devo uscire da una situazione che mi crea disagio e malessere profondo e forse in questo riconoscerete il problema che ho esposto e che gentilmente è stato pubblicato. Ma prima di prendere una decisione al riguardo ritengo sia necessario prendermi ancora un po' di tempo, non fare passi avventati di cui potrei pentirmi in seguito, soprattutto trovare modi e parole giuste nel caso dovessi ancora comunicare con questa persona, ribadendo le mie necessità e..stare a guardare. Sono diventata una persona ancora più fragile, timorosa di rapportarsi ancor peggio che in passato, di dire la cosa sbagliata, di discutere. Vivo cioè in stato di soggezione dal punto di vista psicologico. Forse ora mi riconoscerete, siete stati tutti bravissimi nel rispondermi ma anche nella ricerca di un terapeuta continuo a privilegiare la figura maschile perchè in essa è contenuto il mio problema. Le donne hanno fornito risposte molto precise e puntuali, impeccabili, direi, dal punto di vista della competenza professionale. Non me ne vogliano dunque le dottoresse bravissime (almeno due in particolare) che mi hanno perfino ringraziato dell'opportunità che fornivo loro raccontando la mia esperienza. Sono io, a ringraziare loro. Ma anche nella scelta del terapeuta che mi seguì in passato scelsi una figura maschile. Forse ciò ha un significato. Per me, e magari sbaglio, una terapeuta ragiona da...donna e dunque non molto diversamente da me che pure lo sono. Ed io ho bisogno di confrontarmi con una figura maschile accogliente e comprensiva, per poter meglio capire. Spero che ora riconosciate il mio problema, spero di non essere ancora censurata, ma se anche lo fossi ringrazio anche i moderatori.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentilissima, grazie per aver condiviso il suo pensiero.
    Da quello che racconta, capisco ci siano stati precedenti condivisioni di cui, però, purtroppo non ho potuto leggere il contenuto, ma comprendo come stia affrontando un momento delicato e complesso. Per quanto immagino il mio commento non aggiunga molto a quelli precedenti delle mie colleghe e dei miei colleghi, ci terrei comunque a farle arrivare un messaggio di sintonizzazione con quello che sta dovendo affrontare. Lei si è messa già molto in gioco, ha fatto un precedente percorso terapeutico che ha seguito e che ha portato a dei primi importanti risultati e ora si apre alla possibilità di accogliere nuove esperienze e, allo stesso tempo, alla consapevolezza di voler affrontare più in profondità le difficoltà con cui si sta confrontando. Tutto questo è davvero molto importante e ci racconta il percorso che sta facendo. Prendersi il suo tempo oggi, come sottolinea anche lei, non è un venir meno al lavoro fatto in passato, ma un ascolto delle sue disponibilità interne, a livello di energie e di emozioni, che è in grado di poter mettere in campo per affrontare i passi successivi del suo percorso. L'ascolto di sé che dimostra è un altro esempio, a mio parere emblematico, di quanto stia lavorando e abbia lavorato su di sé. Continui ad ascoltarsi e a mettere al centro le sue sensazioni e i suoi vissuti, arriverà poi anche quella spinta ulteriore a riprendere alcuni aspetti su cui sente di voler ancora lavorare.
    Le auguro il meglio,

    Dott. Alessandro Rigutti


    Salve gentili Dottori, scrivo questo consulto perchè a 37 anni suonati ho difficoltà nell'accettare fisicamente la mia persona. Sono da sempre molto magro ed esile di struttura 174 cm per 59kg cerco di tenermi allenato facendo felessioni (150 al giorno) e altro che mi tengono almeno con qualche muscoletto. Di ingrassare quasi non se ne parla, pur io mangiando un pò di tutto (ma punto importante ho lostomaco sensibile). Ultimamente il mio pensiero si è spostato sulle dimensioni del pene 17cm x 13 di circonferenza, è l'intenzione di aumentarne le dimensioni, poi abbandonata non essendoci tecniche ancora valide e all'avanguardia. Probabilmente ho finito per concentrarmi su questo aspetto avendo fallito (palestra, dieta ipercalorica ecc...) nel risultato di mettere muscoli, anche perchè appena stacco ritorno come prima.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Alessandro Rigutti

    Gentilissimo, grazie per aver condiviso le sue preoccupazioni.
    Non dev'essere stato facile mettere in parole i vissuti con cui si sta confrontando. Da quello che racconta sembra esserci una fatica nel sentirsi "abbastanza" fisicamente nonostante tutti gli sforzi che ha fatto negli anni. E' comprensibile che, dopo i tanti tentativi vissuti con delusione, il pensiero possa essersi spostato su altri aspetti del corpo, cercando forse un modo per sentirsi più sicuro o adguato. Allo stesso tempo, però, dai parametri che riporta, sento sia importante sottolineare anche che non emerga nulla di particolarmente problematico o fuori dalla norma.
    Forse il punto centrale non è tanto il corpo in sé, ma il rapporto che ha costruito con la sua immagine e con il senso di valore personale. Per questo potrebbe essere molto utile ed importante confrontarsi con uno psicoterapeuta: avere uno spazio in cui esplorare questi vissuti, sentendosi accolto e non giudicato, potrebbe esserle molto d'aiuto nell'esplorare i suoi pensieri e nel riuscire a stare con sé stesso in modo più sereno ed equilibrato.
    Le auguro il meglio,

    Dott. Alessandro Rigutti


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