Domande del paziente (12)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Alessandra Laffi

    Buongiorno,
    la sensazione di fame persistente può avere diverse cause e dipende da numerosi fattori: composizione della dieta, abitudini alimentari (distribuzione dei pasti durante la giornata e loro composizione),... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Alessandra Laffi

    Buongiorno,
    Chiedere aiuto è un primo passo molto importante.
    L'obesità è una condizione complessa che, talvolta, può essere affrontata efficacemente anche in regime ambulatoriale. Il percorso più adatto... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Alessandra Laffi

    Buonasera Ivan,
    quando l'obiettivo è migliorare la composizione corporea, un percorso personalizzato può fare la differenza.
    Più che "trasformare il grasso in muscolo", l'obiettivo sarà quello di ridurre... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Alessandra Laffi

    La positività a caseina e albumina del latte non comporta automaticamente l'esclusione dell'uovo, poiché si tratta di proteine diverse. Inoltre, i risultati del Cytotest vanno interpretati con cautela,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Alessandra Laffi

    Buongiorno, grazie per aver condiviso la tua esperienza.
    Quando l’introito energetico è molto basso per un periodo prolungato, l’organismo tende ad adattarsi riducendo il dispendio energetico a riposo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Alessandra Laffi

    Buongiorno,
    non esiste un numero massimo di volte al mese in cui una persona celiaca possa mangiare fuori casa. Ciò che conta non è la frequenza, ma la sicurezza nella gestione del pasto e la prevenzione... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Alessandra Laffi

    Buongiorno,
    non è necessariamente obbligatorio fare colazione se non si avverte fame al mattino. Tuttavia, in presenza di glicemia elevata, è importante valutare il quadro nel suo complesso prima di stabilire... Altro


    Buongiorno sto prendendo dei fermenti lattici potenti mi stavo mettendo a posto ,sto mangiando verdure che non gonfiano ,in bianco ,i latticini ,non li prendo ,la pasta non la mangio perché mi gonfia, ieri ho mangiato le erbette cotte poche con il coniglio ,e poi a metà pomeriggio ho mangiato la banana ,era troppo matura ,dopo un po sono andata in bagno due volte ma non diarrea feci molli ,e stamattina ho fatto il the con una fetta biscottata integrale ,e sono gonfia ,vorrei sapere se le posso mangiare le verdure ,o no ? Grazie Distinti saluti Rosa Caterina

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Alessandra Laffi

    Gentile Rosa Caterina,
    capisco la sua preoccupazione, ma vorrei rassicurarla sul fatto che le verdure non devono essere necessariamente eliminate. Spesso il gonfiore intestinale non dipende da un singolo alimento, ma dall'insieme della giornata alimentare, dalle quantità consumate, dalle combinazioni tra alimenti e dalla sensibilità individuale dell'intestino.
    Anche riguardo alla pasta, è importante precisare che non è la pasta in sé a "gonfiare". In alcuni casi possono contribuire al fastidio porzioni abbondanti, determinati condimenti, l'associazione con altri alimenti fermentabili o particolari condizioni intestinali temporanee. Per questo motivo eliminarla completamente non è sempre la scelta più utile.
    La banana molto matura, invece, contiene una quota maggiore di zuccheri semplici e in alcune persone può favorire fermentazione, gonfiore o una maggiore morbidezza delle feci. Lo stesso può accadere con alcuni prodotti integrali, che pur essendo salutari apportano più fibre e possono essere meno tollerati nei periodi di maggiore sensibilità intestinale.
    Può provare a privilegiare verdure cotte e generalmente ben tollerate, come zucchine, carote, finocchi o zucca, introducendole gradualmente e osservando la sua risposta. L'obiettivo non dovrebbe essere eliminare sempre più alimenti, ma individuare quelli che riesce a tollerare meglio mantenendo un'alimentazione il più possibile varia ed equilibrata.
    Considerato che i sintomi sembrano persistenti e che sta progressivamente eliminando diversi alimenti dalla sua alimentazione, potrebbe essere utile valutare sia una consulenza nutrizionale personalizzata, per identificare eventuali alimenti o combinazioni responsabili dei disturbi senza incorrere in restrizioni non necessarie, sia una valutazione gastroenterologica, soprattutto se il gonfiore è frequente o associato ad altri disturbi intestinali.
    Un cordiale saluto,

    Dott.ssa Alessandra Laffi
    Biologa Nutrizionista


    buongiorno, sono un uomo di 61 anni, la mia colazione tipo oltre allo yougurt ed orzo solubile e frutta secca, è quella anche di aggiungere vari frutti diversi nella quantità di un frutto per tipo (ad esempio in questo periodo banana, albicocca, kiwi, pesca, pera e mela) sopra delle fette di segale, poi a pranzo e cena di norma mangio una sola arancia. Ora mi chiedo se tale consumo di frutta potrebbe essere leggermente dannoso, in quanto nonostante sia magro noto un leggero gonfiore di pancia.
    grazie delle eventuali risposte

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Alessandra Laffi

    Gentile Utente,
    la frutta è certamente un alimento salutare e variarne la tipologia nell'arco della giornata è un'abitudine positiva. Tuttavia, nel suo caso, la quantità complessiva sembra piuttosto elevata: solo a colazione assume diversi frutti contemporaneamente, ai quali si aggiungono le arance consumate a pranzo e cena.
    Più che un possibile "danno", ciò che potrebbe verificarsi è un aumento della fermentazione intestinale, soprattutto in soggetti predisposti. Alcuni frutti, come mela, pera e in alcuni casi banana, possono favorire gonfiore e produzione di gas quando consumati in quantità importanti o associati ad altri alimenti ricchi di fibre.
    Potrebbe essere interessante provare, per qualche settimana, a ridurre il numero di frutti consumati nello stesso pasto e osservare se il gonfiore tende a migliorare. Questo permetterebbe di capire se il disturbo sia legato più alla quantità totale o a specifiche combinazioni di alimenti.
    Naturalmente, per una valutazione più accurata sarebbe utile considerare anche il resto dell'alimentazione e le sue abitudini intestinali.

    Un cordiale saluto,
    Dott.ssa Alessandra Laffi
    Biologa Nutrizionista


    Buongiorno, ho partorito ad ottobre, durante la gravidanza ho messo circa 13kg.. dopo il parto ho perso quasi subito 10kg. Ora, a 7 mesi dal parto ho ripreso quasi 7kg. Ho allattato fino ai 3 mesi e mezzo del bimbo. È normale questo aumento di peso? L’alimentazione non è cambiata durante questi mesi, faccio passeggiate ogni giorno con il bambino, tra i 5 e gli 8km al giorno. Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Alessandra Laffi

    Gentile Signora,
    a 7 mesi dal parto il peso corporeo può ancora andare incontro a variazioni e, sulla base delle sole informazioni riportate, non è possibile stabilire con certezza a cosa sia dovuto l'aumento di peso che descrive.
    L'aspetto interessante del suo racconto è che riferisce di non aver modificato l'alimentazione e di mantenere una buona attività fisica quotidiana con passeggiate regolari. Proprio per questo sarebbe utile approfondire meglio la situazione e capire quali fattori possano aver contribuito a questa variazione ponderale.
    Per farlo, sarebbe importante valutare nel dettaglio il peso pre-gravidanza, l'andamento del peso nei diversi mesi dopo il parto, la composizione corporea e le abitudini alimentari attuali. Spesso, osservando il quadro nel suo insieme, emergono elementi che non risultano immediatamente evidenti.
    Una consulenza nutrizionale personalizzata potrebbe quindi aiutarla a comprendere meglio ciò che sta accadendo e a individuare il percorso più adatto alla sua situazione.

    Un cordiale saluto,
    Dott.ssa Alessandra Laffi
    Biologa Nutrizionista


    Salve a tutti,
    Volevo maggiori informazioni sul cocco e su i suoi derivati (farine, grattugiato...).
    In particolare valori nutrizionali e cone utilizzarlo. So che e un frutto particolare.
    Grazie per le risposte

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Alessandra Laffi

    Gentile utente,
    il cocco è un frutto particolare perché, rispetto alla maggior parte della frutta, contiene più grassi e più calorie, mentre apporta meno zuccheri.
    I suoi derivati hanno caratteristiche diverse: Cocco fresco/grattugiato: ottimi come spuntino o in aggiunta a yogurt, porridge, pancake o macedonie. Farina di cocco: ricca di fibre, può essere utilizzata in alcune preparazioni dolci, spesso insieme ad altre farine. Latte di cocco: utile per ricette sia dolci che salate.
    Il cocco può essere consumato all'interno di un'alimentazione equilibrata, ma senza considerarlo una fonte di grassi da utilizzare quotidianamente. Per il consumo abituale è preferibile privilegiare fonti di grassi come olio extravergine di oliva, frutta a guscio e semi, che presentano un profilo nutrizionale più favorevole. Il cocco può invece essere utilizzato occasionalmente per variare sapori e preparazioni.

    Un cordiale saluto,
    Dott.ssa Alessandra Laffi
    Biologa Nutrizionista


    Gentili Dottori, sono una donna in stato di gravidanza e vi scrivo per chiedere un parere riguardo a un episodio di potenziale contaminazione crociata avvenuto ieri sera, che mi sta destando un po' di preoccupazione.
    Il mio compagno ha tagliato del prosciutto cotto (acquistato al banco taglio e conservato aperto in frigo per diversi giorni). Con lo stesso coltello non lavato ha poi tagliato del pane, con cui ha fatto la "scarpetta" nel suo piatto. Poco dopo, nello stesso piatto, sono state appoggiate delle carote che erano state appena tolte dal fuoco (quindi bollenti).
    Io ho mangiato circa 5 fettine di queste carote. Ho cercato di prendere quelle in cima alla pila per evitare il contatto diretto con il fondo del piatto, ma non posso escludere al 100% che una di queste fettine abbia toccato la superficie del piatto o le altre carote sottostanti.
    Al momento non presento alcun sintomo. Alla luce di questa dinamica ritenete che ci sia un rischio concreto di trasmissione di Listeria per il feto? Vi ringrazio molto per la disponibilità e per il servizio che offrite.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Alessandra Laffi

    Gentile Signora,
    grazie per aver descritto con precisione l'accaduto.
    In base alla dinamica che riferisce, il rischio di trasmissione di Listeria monocytogenes appare estremamente basso.
    I motivi principali sono i seguenti: La contaminazione, se presente, sarebbe stata indiretta e molto limitata, attraverso il passaggio dal prosciutto al coltello, dal coltello al pane e successivamente dal pane al piatto.
    * Le carote erano state appena tolte dal fuoco e quindi ad alta temperatura. Sebbene non sia possibile quantificare con precisione l'effetto del calore una volta appoggiate nel piatto, la presenza di alimenti molto caldi riduce ulteriormente la sopravvivenza di eventuali microrganismi trasferiti in quantità minime. Lei ha consumato una quantità ridotta di carote e ha cercato di evitare il contatto con il fondo del piatto. Anche ipotizzando la presenza di Listeria nel prosciutto (evento di per sé non frequente), per determinare un'infezione è generalmente necessario che vi sia un'esposizione a una quantità sufficiente di batteri. Nel caso descritto, la possibile contaminazione sarebbe stata soggetta a molteplici passaggi, con una conseguente forte diluizione della carica batterica.
    L'assenza di sintomi nelle ore successive è rassicurante, anche se va ricordato che la listeriosi può avere tempi di incubazione variabili. Tuttavia, sulla base dell'episodio descritto, non vi sono elementi che facciano pensare a un'esposizione significativa.
    Pertanto, non riterrei indicati esami, controlli urgenti o altre misure specifiche per questo singolo episodio. Continui semplicemente a seguire le normali precauzioni alimentari raccomandate in gravidanza.
    Naturalmente, qualora nei prossimi giorni dovessero comparire febbre, sintomi simil-influenzali o altri disturbi rilevanti, è opportuno confrontarsi con il proprio ginecologo o medico curante. Tuttavia, per la situazione descritta, il livello di preoccupazione può essere considerato molto basso.

    Un cordiale saluto.
    Dott.ssa Alessandra Laffi Biologa Nutrizionista


Domande più frequenti

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