studio privato, Pieve a Nievole 51018
Si comunica che il primo colloquio sarà sempre online per valutare la presa in carico. Dal secondo appuntamento sarà possibile prenotare anche in studio
Leggi di più15/09/2026
Pieve a Nievole 1 indirizzo
Credo che un tempo ed un spazio di ascolto autentico e non giudicante siano condizioni necessarie per superare momenti di difficoltà, prendere consapevolezza su se stessi e su ciò che ci accade. Costruisco un percorso d'aiuto personalizzato per ritrovare l'equilibrio interiore, con i tuoi tempi, ma anche per contenere o uscire da situazioni difficili.
Mi occupo di supporto psicologico per adulti che stanno attraversando momenti difficili: ansia, attacchi di panico, fobie, stati depressivi secondari a problemi di salute, difficoltà relazionali, elaborazione del lutto, stress, mobbing, binge eating, bulimia, disturbo post traumatico, cambiamenti di vita. Ho molta esperienza nel settore delle relazioni violente e posso offrire l'ascolto e il supporto necessario
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2 recensioni
Attenzione sia alla gestione del problema nell'oggi, che alla ricerca della sua origine storica. quello nello studio della dottoressa è un tempo che mi aiuta in tutti i sensi
Dott.ssa Isabella Serafini
Grazie per le sue parole
Non ti fa sentire giudicato, ti mette a tuo agio e ti senti ascoltato in modo attento e partecipe. Abbiamo iniziato un percorso per gestire il problema presente (che sta funzionando), ma anche per andare a capire la sua origine (bello!!!)
Dott.ssa Isabella Serafini
Grazie, mi fa piacere. Il percorso è possibile grazie alla sua motivazione
ha risposto a 13 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve dottori, vorrei esporvi un pensiero e chiedervi un consiglio/parere, sono una ragazza di 25 an
Salve dottori, vorrei esporvi un pensiero e chiedervi un consiglio/parere, sono una ragazza di 25 anni, ho avuto una relazione di 2 anni con una persona di 50 anni, ci siamo lasciati per diversi motivi, io ho deciso di lasciarci a inizio anno circa, non stavamo piu bene insieme e c'erano dei problemi che non riuscivo a superare e passare oltre dopo tanti tentativi, al momento però mi sto conoscendo e frequentando diciamo con un ragazzo, conosciuto a lavoro, purtroppo il problema è che mi sembra come se fosse troppo presto iniziare un qualcosa con un'altra persona, perché mi sento come di mettere sempre a confronto le due persone, lui con il mio ex, soprattutto certe situazioni mi tornano in mente come se le rivivessi, come a paragonare purtroopo le due persone, però con lui sto bene, riesco a parlare e parliamo ci confrontiamo..però un altro problema è che vorrei farlo entrare in casa, ma non vivendo da sola e avendo comunque una casa in campagna ho qualche parte da sistemare della casa diciamo purtroppo, ma il fatto è anche che ho paura che i miei possano vedere la situazione come se fosse troppo presto, sopratutto mio padre mi fa battute come a dire quest'anno lui, l'anno prossimo un altro ecc..quindi forse dovrei aspettare un pò ancora per farlo entrare proprio dentro casa, anche per un fatto di stare proprio anche io in casa un pò di più piuttosto che stare fuori sempre o da lui ecco..non so che fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, mi pare che le domande che si pone dimostrino una buona consapevolezza e capacità riflessiva. Forse sta mettendo un po' troppa pressione su se stessa, come se dovesse già sapere cosa fare, come comportarsi e, soprattutto quali siano i tempi giusti per ricominciare. Persone che si incontrano in ambito lavorativo e, quindi, si vedono tutti i giorni non per forza sono un modo x sostituire una persona. Ha avuto una relazione di due anni : resterà una parte importante della sua vita; con tutta probabilità, essa ha lasciato abitudini, ricordi, aspettative e anche ferite. Tuttavia, anche se è stata lei a prendere la decisione di lasciare il suo ex, questo non significa che lei abbia elaborato completamente la fine della relazione. Quando si inizia a conoscere qualcun altro, è abbastanza naturale che alcune situazioni, parole, atteggiamenti o dinamiche ci riportino alla relazione precedente. La mente, in un certo senso, utilizza le esperienze passate come riferimento per interpretare quelle nuove. Questo non significa necessariamente che lei sia ancora innamorata, né che non sia pronta a conoscere un'altra persona. Potrebbe, forse, significare che alcune esperienze non sono ancora del tutto elaborate. Il mio consiglio è di non combattere questi confronti, ma di imparare a riconoscerli, perchè, certamente, sarebbe sbagliato verbalizzarli con la persona che si sta conoscendo oppure renderli determinanti per capire "come vivere" la nuova relazione. Per quanto riguarda i tempi, non ne esistono precisi.. lei è giovane, verrebbe da incoraggiarla a restare un po' da sola per imparare a conoscersi e ad amare i suoi spazi personali; ma la nuova persona è qualcuno che vede tutti giorni; probabilmente è il contatto giornaliero che vi avvicina; non deve, però, sentirsi obbligata a trasformare questa nuova conoscenza in qualcosa di serio soltanto perché ha incontrato una persona con cui stai bene. Può prendersi del tempo per conoscerla e, forse, in questo la problematica della casa le viene incontro. Perchè forse dalle sue parole si evince anche un piccolo desiderio di stare da sola e capire alcune cose. Per quanto riguarda i commenti di suo padre, credo che dovrebbe dargli l'importanza che meritano
Salve, vorrei chiedere un consulto per mia cugina. Soffre da diverso tempo di disturbi di ansia e in
Salve, vorrei chiedere un consulto per mia cugina.
Soffre da diverso tempo di disturbi di ansia e in passato ha avuto anche attacchi di panico.
Le sembrerà strano quello che sto per dirle ma da diverso tempo, anzi anni, le viene addirittura ansia quando le viene il raffreddore perchè la sensazione di non sentire più odori e sapori le suscita uno stato di ansia molto forte, va odorando e mangiando in cerca di qualche sapore, odore, soprattutto perchè qualche anno fa ha probabilmente avuto il covid che le ha causato problemi di anosmia che si sono poi risolti dopo molti mesi e penso che questa le abbia causato un grande stress psicologico. Cosa sarebbe consigliabile fare per poterla aiutare a superare la cosa e non farsi venire ogni volta il panico?grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Nelle persone che soffrono di ansia o che hanno sperimentato attacchi di panico, alcune sensazioni fisiche possono diventare particolarmente temute, soprattutto quando richiamano un'esperienza passata vissuta con forte disagio. Nel caso di sua cugina, la precedente perdita dell'olfatto e del gusto, probabilmente associata al Covid, potrebbe aver rappresentato un'esperienza molto stressante. È possibile che, da allora, la comparsa di un raffreddore e la conseguente riduzione temporanea della percezione di odori e sapori siano diventate un segnale d'allarme, capace di riattivare la paura di rivivere quella condizione, o le emozioni/credenze evocate da essa. Potrebbe, come lei stessa suggerisce, essersi instaurato un circolo vizioso: avverte una riduzione degli odori o dei sapori, teme che possa ripresentarsi il problema del passato oppure le sensazioni legate ad esso: ansia, preoccupazione, perdita di controllo... Probabilmente le "soluzioni" tentate da sua cugina per risolvere il problema sono state controproducenti, come spesso accade. Allo stesso modo le richieste d'aiuto e i tentativi di rassicurarla possono finire per mantenere viva la preoccupazione e rendere ogni episodio successivo ancora più difficile da gestire. L'obiettivo, quindi, non dovrebbe essere soltanto quello di tranquillizzarla, ma permetterle autonomamente di modificare gradualmente il rapporto con queste sensazioni e con la paura che suscitano.
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