Dott.
Andrea Proietti
Psicologo clinico
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Roma 1 indirizzo
Esperienze
Sono uno psicologo clinico e della riabilitazione, lavoro da molti anni nei contesti di disabilità fisica, intellettiva e/o disagio psicologico e supportando l’esperienza educativa nel contesto sociale e scolastico anche per le famiglie e caregiver. Ho partecipato in progetti di ricerca sui disturbi neuropsicologici delle funzioni esecutive presso IRCCS Fondazione Santa Lucia e sostegno ai pazienti residenti presso Casa di Cura Villa Rosa, VT.
Specializzando in Psicoterapia Analitica in setting Individuale e di Gruppo presso SPAIG.
Sono un'appassionato di musica e cinema.
Potete contattarmi direttamente al numero di cellulare per fissare l'appuntamento.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Mediatore familiare
- Musicoterapia
- Istruttore e specialista clinico mindfulness
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Prestazioni e prezzi
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Arteterapia
40 € -
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Colloquio individuale
60 € -
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Colloquio psicologico di coppia
60 € -
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Colloquio psicologico online
50 € -
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Consulenza online
40 € - 60 € -
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Indirizzi (2)
Piazza Francesco Cupani, 37, piano terra, Roma 00172
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Modalità di pagamento (visite private)
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Recensioni
7 recensioni
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E
E.V.
Fin dall'inizio ho trovato il dottor Proietti molto empatico e disponibile e pronto ad ascoltarmi, lo consiglio vivamente!
• Studio Andrea Proietti • primo colloquio individuale •
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M
M.P.
Dottore gentile e professionale! Assolutamente consigliato a chiunque stia attraversando un momento difficile..
• Studio Andrea Proietti • colloquio individuale •
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P
P.N
Era da un po’ che volevo iniziare un percorso. La mia ansia mi bloccava su tutto, soprattutto causava enormi problemi nella mia relazione. Ho sempre rimandato dicendo che potevo farcela, in realtà mi spaventava aprirmi con uno sconosciuto. Mi sono convinto quando sono arrivato al limite, tra mille resistenze. Il dott. Proietti, con il suo sorriso e la sua semplicità, mi ha messo subito a mio agio. Piano piano sto affrontando con lui ciò che non volevo affrontare. Grazie dottore di questo bel lavoro insieme.
• Studio Andrea Proietti • colloquio psicologico •
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F
FC
Ho lavorato sui sintomi della mia ansia con il dottor Andrea. Le indicazioni da lui fornitemi sono state e sono tuttora di grande aiuto.
Mi sono sentita ascoltata e accolta.• Studio Andrea Proietti • mindfulness •
Dott. Andrea Proietti
La ringrazio per queste parole. Buona strada.
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C
Claudia
Molto professionale...Attento nella ascolto e mi sono trovata molto bene.
• Studio Andrea Proietti • colloquio psicologico di coppia •
Dott. Andrea Proietti
Grazie Claudia.
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D
DM
Excelente profesional. Desde la primera sesión te hace sentir en un espacio seguro, cómodo y sin juicios. Su empatía y escucha activa marcan la diferencia. Lo recomiendo totalmente.
• Studio Andrea Proietti • arteterapia •
Dott. Andrea Proietti
Ti ringrazio D. Buona fortuna.
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A
AN
Il Dott. Proietti è molto accogliente, dotato di grande capacità di ascolto unità a professionalità. Ha una rara capacità di farti sentire a proprio agio fin dall'inizio del percorso. Consigliatissimo!!!
• Studio Andrea Proietti • colloquio psicologico di coppia •
Dott. Andrea Proietti
Il percorso è di entrambi. Grazie A.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 10 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ciao a tutti, innanzitutto, grazie per prendere del tempo per leggere questa mia richiesta. Vi scri
Ciao a tutti,
innanzitutto, grazie per prendere del tempo per leggere questa mia richiesta. Vi scrivo perché mi trovo in una fase di riflessione riguardo al mio percorso terapeutico iniziato nove mesi fa. Il mio dubbio riguarda la difficoltà ad aprirmi completamente e di comunicare in modo trasparente i miei pensieri e ciò che realmente mi accade; per questo motivo, mi sembra che continuare il percorso possa non avere senso. Ho deciso di discutere questa mia perplessità con il mio terapeuta prima di prendere una decisione definitiva. Durante il nostro colloquio, è emerso che è del tutto lecito avere questo pensiero e che sarebbe possibile procedere con maggior calma, concedendoci più tempo. Ad oggi, sto affrontando un periodo difficile e stressante, e credo che continuare la terapia possa aiutarmi a gestire questo stress, che ha riacceso una leggera ansia che pensavo di aver superato. Mi piacerebbe conoscere il vostro punto di vista su questa situazione e quali suggerimenti avreste per affrontarla nel migliore dei modi.
Vi ringrazio ancora e vi auguro una buona giornata!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, capisco da quanto scrivi che il periodo difficile e stressante sia alla base del mettere in discussione il percorso terapeutico. In questi momenti dovremmo cercare di capire come gestire meglio le situazioni stressanti e difficili della vita e soprattutto non farci sopraffare da tali emozioni che vanno ad incidere anche nelle risorse che abbiamo.
Ti auguro di prendere del tempo con il tuo terapeuta per capire se è solo un momento o se va chiuso il percorso.
Cerca di ripensare a quando invece hai iniziato il percorso. Ripensa a quella motivazione, alle ragioni per cui hai iniziato 9 mesi fa. Ripensa a quelle emozioni e a quella spinta positiva che ti ha fatto prendere cura di te. La verità è tutta li.
Dott. Andrea Proietti
Ho 54 anni e abito in una casa popolare. Uno dei locali e'stato adibito ad attivita' sociali una mat
Ho 54 anni e abito in una casa popolare. Uno dei locali e'stato adibito ad attivita' sociali una mattina alla settimana , gestito da due dipendenti di due cooperative diverse. L'ho frequentato anch'io poi ho smesso perche' non mi interessava piu' e perche' frequentato da persone prevalentemente molto anziane. Una vicina di casa mi ha detto che uno dei due dipendenti ( un ragazzo di 27 anni) e' rimasto malissimo per il mio abbandono ed in effetti mi aveva cercato. Successivamente il giovane mi ha invitato piu' volte a rientrare alle attivita' ma io , avendo riprovato , ho smesso nuovamente perche' mi sentivo a disagio. D'altronde non si puo' pretendere che un uomo di 54 anni stia con delle vecchie pluriottuagenarie , alcune delle quali vengono per fare le primedonne.
Tuttavia con quel ragazzo era nata un'amicizia fatta di una telefonata alla settimana o qualche messaggio e la colazione al bar insieme il giorno dell'incontro settimanale e mi faceva piacere.Una mattina presto , gli faccio notare che una delle sue ospiti , potrebbe avere violato il regolamento condominiale. Apriti cielo. Si e' arrabbiato e mi ha risposto dicendomi"Stai calmo".In realta' non ero ne' agitato ne' arrabbiato ma solo un po' seccato anche perche' quella donna si comportava spesso in modo maleducato e quindi meritava di essere ripresa.In quel momento ho capito che l'amicizia era andata in fumo perche' si era incrinato definitivamente il rapporto di fiducia. L'ho percepito come se avesse detto "Stai zitto e non ti lamentare perche' non sei nessuno".Ho pensato che avesse dei pregiudizi nei miei confronti perche' e'un educatore e si sente sul piedistallo e che la sua amicizia non fosse disinteressata come la mia ma finalizzata a"salvarmi" e redimermi per poi riportarmi nel centro sociale. Insomma ho pensato avesse la sindrome della crocerossina tipica degli operatori sociali. Giorni dopo l'ho rivisto , gli ho chiesto di restituirmi delle cose che gli avevo prestato mesi prima e gli ho detto che non lo avrei piu' ne' contattato ne' cercato. Non mi ha chiesto spiegazioni come al solito e quindi ho intuito potesse avere provato una sensazione di sollievo .Mi sono sentito molto coinvolto e , stranamente , ammetto di avere avuto un atteggiamento un po' paternalistico nei suoi confronti. Sono stato malissimo 3 settimane perche' ho provato tanta rabbia e ansia e non mi e' passata del tutto.E' imbarazzantissimo incontrarlo e penso che se mi rivolgesse la parola potrei risponderglieli in modo violento e volgare.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver condiviso tutto questo. Capisco che la situazione ti abbia ferito e confuso: è normale sentirsi arrabbiati, offesi e anche un po’ ansiosi dopo una rottura relazionale che sembrava importante per te.
Quello che mi sembra evidente dalla tua storia:
Hai cercato compagnia e una relazione di amicizia sincera; quando hai interrotto la frequenza del centro sociale, il giovane operatore ci è rimasto male e ha cercato di riavvicinarti. Questo indica che c’era un legame, anche se di natura diversa per voi due.
Il commento “Stai calmo” ti è sembrato sminuente e ha rotto la fiducia. È comprensibile che tu l’abbia percepito come un tentativo di mettere a tacere la tua osservazione: questo può attivare sensazioni di rifiuto e di vergogna.
Hai interpretato il suo comportamento alla luce di possibili ruoli (educatore che “salva”) e questo ha fatto nascere risentimento. Anche il tuo riconoscimento di un atteggiamento paternalistico verso di lui mostra che la relazione aveva dinamiche ambivalenti: desiderio di vicinanza ma anche distanza e giudizio.
La rabbia e l’ansia che descrivi sono reazioni normali: la fine improvvisa di una relazione, la perdita di fiducia e la sensazione di essere stati sminuiti sono tutte fonti di emozioni intense.
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